QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 05/05/2026
VIBURNO Viburnum prunifolium L.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Dipsacales
Famiglia Adoxaceae
Genere Viburnum
Specie Viburnum prunifolium
Famiglia:
Black Haw, Sweet haw, Sheep-berry, Sloe, Stugbush, Stag Bush
Viburnum Bushii Ashe, Viburnum Lentago DuRoi, Viburnum Prunifolium Var. Bushii (Ashe) E.J.Palmer & Steyerm., Viburnum Prunifolium Var. Globosum Nash, Viburnum Prunifolium Var. Prunifolium, Viburnum Pyrifolium Poir.
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO DECIDUO CHE RAGGIUNGE I 4-6 METRI DI ALTEZZA. HA UNA CORTECCIA GRIGIO SCURA, SPESSO SCREPOLATA IN PLACCHE. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SEMPLICI, OVATE O ELLITTICHE, CON MARGINI FINEMENTE SEGHETTATI E UN PICCIOLO ALATO. IN AUTUNNO ASSUMONO UNA COLORAZIONE CHE VARIA DAL ROSSO AL PORPORA. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI, ERMAFRODITI, RIUNITI IN CORIMBI APPIATTITI CHE COMPAIONO IN PRIMAVERA. IL FRUTTO È UNA DRUPA DI COLORE BLU-NERO, DI FORMA OVALE, CONTENENTE UN SINGOLO SEME APPIATTITO.
PRIMAVERA (APRILE-MAGGIO), CON FIORI BIANCHI RIUNITI IN CORIMBI APPIATTITI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario dell'est e del centro degli Stati Uniti. Predilige boschi aperti, margini forestali, radure, colline rocciose, rive di fiumi e torrenti, e talvolta si trova anche ai bordi delle strade e in zone disturbate. Cresce su suoli da secchi a moderatamente umidi e ben drenati, dimostrando una certa adattabilità a diverse tipologie di terreno, inclusi quelli argillosi, limosi e sabbiosi, con un pH che può variare da leggermente acido a leggermente alcalino. Richiede da pieno sole a mezz'ombra per una crescita ottimale e una buona produzione di fiori e frutti. La sua diffusione naturale copre un ampio areale, dal Connecticut e New York a ovest fino al Kansas e a sud fino all'Alabama e al Texas.
Yarnell E, Botanical Medicines for Women’s Health Viburnum prunifolium review, Alternative and Complementary Therapies, 2002
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: l’uso corretto della pianta è generalmente sicuro, con possibili disturbi lievi previsti come rilassamento muscolare o modesto effetto sedativo; non sono segnalati effetti tossici rilevanti alle dosi terapeutiche.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Viburnum prunifolium è tradizionalmente utilizzata per la gestione di crampi uterini e disturbi mestruali; studi in vitro e su modelli animali indicano effetti spasmolitici e sedativi sul muscolo liscio, supportando l’uso fitoterapico consolidato, anche se mancano studi clinici ampi e controllati.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche sulla specie Viburnum prunifolium L. che confermino in modo rigoroso indicazioni terapeutiche
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività spasmolitica sulla muscolatura liscia uterina con indicazione nella dismenorrea e negli spasmi uterini, supportata da studi farmacologici in vitro e modelli animali coerenti
Attività sedativa sulla muscolatura liscia viscerale con possibile impiego negli spasmi gastrointestinali, evidenza basata su studi in vitro e osservazioni farmacodinamiche precliniche
Attività antiinfiammatoria lieve associata a composti fenolici e iridoidi, documentata in studi in vitro su mediatori dell’infiammazione con rilevanza clinica non definita
Uso fitoterapico consolidato come antispasmodico uterino e regolatore della contrattilità, supportato da letteratura farmacognostica e revisione di uso tradizionale con coerenza farmacologica ma senza conferma clinica controllata
Uso storico e nella tradizione
Impiego nella prevenzione di aborto spontaneo e minaccia d’aborto in medicina tradizionale nordamericana senza validazione clinica
Uso nei dolori mestruali e nei crampi uterini come rimedio popolare consolidato
Impiego come sedativo nervino lieve e nei disturbi spasmodici generici senza supporto sperimentale diretto
Utilizzo nelle coliche gastrointestinali e nei dolori addominali in contesti etnobotanici documentati
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Upton R, Viburnum prunifolium Black Haw Bark Analytical Quality Control and Therapeutic Monograph, American Herbal Pharmacopoeia, 2008
European Medicines Agency, Assessment report on Viburnum prunifolium L. cortex, 2013
Ulbricht C et al., An evidence-based systematic review of Viburnum prunifolium by the Natural Standard Research Collaboration, Journal of Dietary Supplements, 2010
Mills S, Bone K, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
McKenna DJ, Jones K, Hughes K, Humphrey S, Botanical Medicines The Desk Reference for Major Herbal Supplements, 2002
ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE ATTIVITÀ SPASMOLITICA SULLA MUSCOLATURA LISCIA UTERINA CON EFFETTO MODULANTE SULLA CONTRATTILITÀ UTERINA EVIDENZIATA IN STUDI FARMACOLOGICI IN VITRO E IN MODELLI ANIMALI, PERTANTO L’USO IN GRAVIDANZA RICHIEDE CAUTELA CLINICA PER PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA ANCHE IN ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI
POSSIBILE INTERFERENZA CON LA MOTILITÀ DELLA MUSCOLATURA LISCIA VISCERALE DOCUMENTATA IN STUDI PRECLINICI, CON POTENZIALE EFFETTO SU ALTRI DISTRETTI OLTRE QUELLO UTERINO, RILEVANZA CLINICA NON DEFINITA PER ASSENZA DI STUDI SULL’UOMO
DATI TOSSICOLOGICI E CLINICI LIMITATI SULLA SPECIE CON CONSEGUENTE INCERTEZZA SUL PROFILO DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE E ALLE ALTE DOSI, EVIDENZA BASATA SU LACUNE DOCUMENTALI NELLE MONOGRAFIE FARMACOGNOSTICHE
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE VIBURNUM PRUNIFOLIUM L.
Estratto secco titolato della corteccia
Gli estratti secchi di Viburnum prunifolium sono ottenuti prevalentemente da corteccia mediante solventi idroalcolici con successiva evaporazione. La standardizzazione non è universalmente definita nelle monografie ufficiali, tuttavia sono descritti approcci basati su marcatori quali cumarine o iridoidi. In ambito sperimentale è riportata una standardizzazione a circa 6–8 per cento di composti marker correlati a verbenalina o alcaloidi affini, mentre studi pilota hanno utilizzato estratti titolati all’8 per cento in scopoletina con attività spasmolitica uterina. Posologia indicativa derivata da studi preliminari e pratica fitoterapica: 150–300 mg di estratto secco standardizzato, fino a due o tre somministrazioni giornaliere, con cautela per la limitata evidenza clinica
Estratto fluido
L’estratto fluido è generalmente preparato in rapporto droga estratto 1:1 o 1:2 con solventi idroalcolici. Non esistono standardizzazioni ufficiali condivise per questa forma, ma si considera rilevante il contenuto complessivo in cumarine, flavonoidi e composti fenolici. Posologia tradizionale coerente con dati fitoterapici: circa 3–4 ml fino a tre volte al giorno, adattata alla concentrazione dell’estratto e al contenuto di principi attivi, con assenza di validazione clinica robusta
Tintura madre
La tintura madre di Viburnum prunifolium viene preparata generalmente con rapporto 1:5 in etanolo circa 40–60 per cento. Non è prevista una titolazione obbligatoria, ma la qualità è correlata al contenuto di cumarine e derivati fenolici. Posologia tradizionale documentata: 4–5 ml fino a tre volte al giorno oppure 30–60 gocce per somministrazione, utilizzata soprattutto per effetti spasmolitici uterini. L’impiego è basato su uso storico e farmacologia sperimentale più che su studi clinici controllati
Estratto molle
L’estratto molle rappresenta una forma intermedia tra estratto fluido e secco, ottenuta per concentrazione parziale del solvente. Non esistono parametri di titolazione standardizzati universalmente accettati per la specie. L’impiego fitoterapico è meno documentato rispetto ad altre forme, ma viene utilizzato in preparazioni magistrali con dosaggi equivalenti a 1–2 g di droga secca al giorno, adattati al titolo in composti attivi. L’evidenza resta limitata a dati farmacologici e tradizionali
Preparazioni omeopatiche
Le preparazioni omeopatiche utilizzano la corteccia fresca o essiccata come materia prima per la tintura madre omeopatica, successivamente diluita secondo le metodiche hahnemanniane. Le diluizioni più comuni includono D1–D6 per uso funzionale e potenze superiori come 5CH–30CH. Non è prevista titolazione chimica in quanto il principio si basa sulla dinamizzazione. Posologia tipica: 5 granuli o 5–10 gocce da una a tre volte al giorno secondo la diluizione e l’indicazione omeopatica. Non esistono evidenze cliniche farmacologiche dirette a supporto dell’efficacia secondo criteri evidence based
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Dietz BM, Hajirahimkhan A, Dunlap TL, Bolton JL, Botanicals and Their Bioactive Phytochemicals for Women’s Health, 2016
Cometa MF, Palmery M, et al., In vitro relaxant and spasmolytic effects of Viburnum prunifolium constituents, 2009
Shennan T, Experimental Research into the Action of Viburnum prunifolium, 1896
Ulbricht C et al., Natural Standard Herbal Pharmacotherapy Review: Black Haw, 2011
American Herbal Pharmacopoeia, Viburnum species monograph, 2014
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di Viburnum prunifolium
Si utilizza la corteccia essiccata in quantità di circa 2,5–5 g per tazza, portata a ebollizione e lasciata sobbollire per circa 10–15 minuti. La posologia tradizionale documentata prevede l’assunzione di una tazza fino a due o tre volte al giorno, con evidenza derivante da uso fitoterapico consolidato e dati farmacologici su attività spasmolitica uterina. La preparazione acquosa estrae principalmente cumarine e composti fenolici responsabili dell’attività rilassante muscolare
Infuso di Viburnum prunifolium
L’infuso viene preparato con circa 1–2 cucchiaini di corteccia sminuzzata per tazza di acqua calda, lasciata in infusione per 10 minuti. La posologia usuale è di una tazza fino a tre volte al giorno. Rispetto al decotto presenta un’estrazione leggermente inferiore dei costituenti meno idrosolubili ma mantiene un razionale d’uso per spasmi uterini e dismenorrea basato su dati tradizionali e studi farmacologici in vitro
Decotto combinato con Viburnum opulus
Formulazione classica con Viburnum prunifolium e Viburnum opulus in parti uguali, circa 2–3 g totali per tazza, bolliti per 10–15 minuti. Assunzione di una tazza due volte al giorno. La combinazione è supportata da fitoterapia tradizionale e dati sperimentali sulla sinergia spasmolitica delle due specie, con indicazione principale nei crampi uterini e nella dismenorrea
Decotto con Dioscorea villosa
Preparazione con Viburnum prunifolium e Dioscorea villosa in proporzioni equivalenti, circa 2–4 g totali per tazza, con bollitura prolungata. Posologia due somministrazioni giornaliere. L’associazione è riportata nella pratica fitoterapica per il trattamento degli spasmi muscolari e uterini, con razionale farmacologico basato su attività antispasmodica complementare documentata in letteratura sperimentale
Infuso composto con Rubus idaeus e Vitex agnus castus
Formulazione con Viburnum prunifolium 1 parte, Rubus idaeus foglie 1 parte e Vitex agnus castus 0,5 parti, circa 3–5 g totali per tazza. Infusione per 10 minuti e assunzione una o due volte al giorno. L’uso è supportato da fitoterapia documentata per il supporto del ciclo mestruale e della funzionalità uterina, con evidenze farmacologiche indirette sui singoli componenti e plausibilità fisiologica
Decotto con Zingiber officinale e Curcuma longa
Preparazione con Viburnum prunifolium 2 parti, Zingiber officinale 1 parte e Curcuma longa 1 parte, bolliti per 10–15 minuti. Posologia una tazza fino a due volte al giorno. L’associazione è coerente con dati sperimentali su attività antinfiammatoria e antispasmodica dei componenti, utilizzata nella fitoterapia moderna per dolore mestruale e spasmi addominali
Formulazione erboristica decozione complessa per dolore pelvico
Combinazione di Viburnum prunifolium, Mitchella repens e Caulophyllum thalictroides in parti uguali, circa 2–4 g totali per tazza, con bollitura e assunzione una o due volte al giorno. L’uso è documentato nella tradizione nordamericana per supporto uterino e prevenzione degli spasmi, con evidenza prevalentemente etnobotanica e farmacologica indiretta
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Hoffmann D, Medical Herbalism The Science and Practice of Herbal Medicine, 2003
Ulbricht C et al., Natural Standard Herbal Pharmacotherapy Review Black Haw, 2011
Cometa MF, Parisi L, Palmery M, Meneguz A, Tomassini L, In vitro relaxant and spasmolytic effects of constituents from Viburnum prunifolium, 2009
Sharifi-Rad J et al., Genus Viburnum Therapeutic Potentialities and Agro Food Industrial Applications, 2021
American Herbal Pharmacopoeia, Viburnum species monograph, 2014
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
È nativa del Nord America orientale, soprattutto Stati Uniti orientali, dal New England fino alla Florida e al Texas.
Cresce principalmente in boschi, bordi di foreste e zone collinari, prediligendo terreni ben drenati e leggermente acidi.
La corteccia e le radici erano utilizzate dalle popolazioni native americane come rimedio per crampi uterini, dolori mestruali e minacce di aborto.
La tradizione erboristica europea e americana dei medici eclectici e degli herbalisti del XIX secolo ha riportato l’uso di black haw come antispasmodico uterino e tonico.
Era spesso chiamato “Uterine Tonic” in materia medica popolare americana.
Contiene cumarine, flavonoidi e tannini, che contribuiscono a proprietà antispasmodiche e astringenti.
La pianta è stata studiata anche per attività antiossidante e antinfiammatoria nei modelli preclinici.
Il nome “prunifolium” deriva dalla somiglianza delle foglie con quelle del prugno (Prunus).
I fiori sono piccoli, bianchi e poco appariscenti, ma attraggono insetti impollinatori, seppur non producendo nettare in quantità significativa.
I frutti sono bacche rosse o nere, generalmente non utilizzate in fitoterapia moderna, ma consumate storicamente in piccole quantità.
La pianta è spesso citata in testi di erboristeria americana come simbolo di cura femminile tradizionale, riflettendo la lunga storia d’uso nella salute riproduttiva.
L’interesse moderno è più per estratti standardizzati e tinture che per l’uso alimentare.