Quercia Marina, Varech-Sea, Kelp-Sea, Ware, Varech Vesciculeux, Black Tang, Paddy Tang, Bladder Fucus, Bladder Kelp, Bladder Wrack, Bodelha, Cacho De Pedra, Cut Weed, Hi-ts´ao, Kelpware, Lady Wrack, An Fheamainn Bhuilg‚ Neach, An Fheamainn Dhubh
? Vadorum Areschoug, Fucus Axillaris F. Balticus (C.Agardh) Kjellman, 1880, Fucus Axillaris Var. Subecostatus J.Agardh, 1868, Fucus Balticus C.Agardh, Fucus Divaricatus L., 1753, Fucus Excisus Forssk., 1775, Fucus Inflatus L., Fucus Intermedius Van Goor, Fucus Lutarius (Chauv.) Kütz., Fucus Vesiculosus F. Abbreviatus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Acutus Lyngbye, 1819, Fucus Vesiculosus F. Angustifolius (C.Agardh) Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Angustifrons (Gobi) Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Angustifrons Gobi, 1878, Fucus Vesiculosus F. Balticus (C.Agardh) Dannenberg, 1927, Fucus Vesiculosus F. Balticus Levring, 1940, Fucus Vesiculosus F. Crispus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Elongatus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Flabellatus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Fluviatilis Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Lanceolatus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Latus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Limicola F.S.Collins, 1906, Fucus Vesiculosus F. Nanus (C.Agardh) Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Plicatus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Pseudoceranoides (Areschoug) Kleen, 1874, Fucus Vesiculosus F. Racemosus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Robustus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Sphaerocarpus (J.Agardh) Kleen, 1874, Fucus Vesiculosus F. Subecostatus (C.Agardh) Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Subfusiformis Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Subglobosus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Tenuis Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Terminalis Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Turgidus (Kjellman) Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Vadorum (Areschoug) Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus F. Vadorum (Areschoug) Kleen, 1874, Fucus Vesiculosus Subsp. Pseudoceranoides Areschoug, 1868, Fucus Vesiculosus Var. Aestuarii Lami, 1938, Fucus Vesiculosus Var. Alternans C.Agardh, 1820, Fucus Vesiculosus Var. Angustifolius C.Agardh, 1817, Fucus Vesiculosus Var. Balticus (C.Agardh) Areschoug, 1847, Fucus Vesiculosus Var. Ceratiformis Wahlenberg, 1826, Fucus Vesiculosus Var. Chondriformis J.Agardh, 1836, Fucus Vesiculosus Var. Divaricatus (L.) Goodenough & Woodward, 1797, Fucus Vesiculosus Var. Grandifrons C.Agardh, 1821, Fucus Vesiculosus Var. Inflatus (L.) C.Agardh, 1810, Fucus Vesiculosus Var. Laterifructus Grev., 1828, Fucus Vesiculosus Var. Nanus C.Agardh, 1817, Fucus Vesiculosus Var. Rigidus Wahlenberg, 1812, Fucus Vesiculosus Var. Rotundatus Kjellman, 1890, Fucus Vesiculosus Var. Spiralis Farlow, 1881, Fucus Vesiculosus Var. Subecostatus C.Agardh, 1817, Halidrys Vesiculosus (L.) Stackh., 1809, Virsodes Vesiculosum (L.) Kuntze
ALGA BRUNA MACROSCOPICA CON UN TALLO APPIATTITO E DICOTOMICAMENTE RAMIFICATO, DOTATO DI UNA NERVATURA CENTRALE PROMINENTE. PRESENTA VESCICOLE AERIFERE APPAIATE LUNGO I RAMI, UTILIZZATE PER LA GALLEGGIABILITÀ. GLI APICI DEI RAMI SONO SPESSO FERTILI (RECETTACOLI) E RIGONFI, CONTENENTI CONCETTACOLI CON ORGANI RIPRODUTTIVI. IL TALLO È ANCORATO AL SUBSTRATO TRAMITE UN DISCO ADESIVO (APTERO). IL COLORE VARIA DAL VERDE-OLIVA AL MARRONE SCURO.
NON FIORISCE (ALGA BRUNA) MA SI RIPRODUCE PER FRAMMENTAZIONE E STRUTTURE RIPRODUTTIVE NON FLOREALI DA MAGGIO A SETTEMBRE
Predilige le coste da moderatamente esposte a riparate, crescendo abbondantemente nella zona mesolitorale, tra le zone dominate da Fucus spiralis superiormente e Fucus serratus inferiormente. Può anche colonizzare substrati misti di ciottoli e sedimenti in condizioni di piena salinità. Questa alga macroscopica è adattata a sopportare le fluttuazioni ambientali tipiche della zona intertidale, come l'esposizione all'aria durante la bassa marea e le variazioni di salinità, temperatura e irradiazione solare. In alcune aree riparate, può formare zone dense e estese, fornendo habitat e riparo per diverse specie di invertebrati e piccoli pesci. La sua distribuzione è ampia nell'Atlantico settentrionale, nel Mar Baltico e negli oceani Pacifico.
Motivazione: il contenuto variabile di iodio può determinare effetti sulla funzione tiroidea con rischio di ipertiroidismo o ipotiroidismo in caso di uso improprio; sono inoltre documentati casi di contaminazione da metalli pesanti nelle alghe, rendendo la sicurezza dipendente dalla qualità della preparazione e dal dosaggio
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Fucus vesiculosus L. presenta dati clinici limitati e non conclusivi sull’uso nel controllo del metabolismo tiroideo e del peso corporeo; esistono studi in vitro e in vivo su polisaccaridi e iodio con effetti biologici documentati, ma l’efficacia dipende strettamente dal contenuto in iodio e dalla standardizzazione dell’estratto
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
European Medicines Agency, Assessment report on Fucus vesiculosus, 2013
ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Holdt S.L., Kraan S., Bioactive compounds in seaweed, 2011
Non sono disponibili studi clinici controllati di alta qualità, meta analisi o revisioni sistematiche che confermino in modo definitivo indicazioni terapeutiche di Fucus vesiculosus L.; gli studi clinici esistenti sono limitati, eterogenei e non conclusivi, pertanto non vi sono evidenze cliniche validate secondo standard evidence based
Attività modulatrice del metabolismo tiroideo con indicazione potenziale nei disordini legati alla carenza di iodio supportata da dati fisiologici e da studi osservazionali indiretti, nonché dal contenuto naturale di iodio biodisponibile
Attività ipolipidemizzante con indicazione nei disordini metabolici supportata da studi in vivo su modelli animali e da dati in vitro su polisaccaridi solfatati che mostrano effetti sul metabolismo lipidico
Attività antiossidante con indicazione nello stress ossidativo supportata da studi in vitro su fucoidani e polifenoli presenti nell’alga
Attività anticoagulante con indicazione sperimentale nei disturbi della coagulazione supportata da studi in vitro e in vivo su polisaccaridi solfatati con attività simile all’eparina
Attività antiinfiammatoria con indicazione nei processi infiammatori supportata da studi in vitro e in vivo su modelli animali che evidenziano modulazione di mediatori infiammatori
Le evidenze sono prevalentemente precliniche e non supportate da conferme cliniche solide, con forte dipendenza dalla composizione dell’estratto e dal contenuto in iodio
Il Fucus è molto attivo nella prevenzione di malattie infiammatorie croniche e recidivanti della vie aeree per la sua attività antiinfiammatoria e immunostimolante. Pare che il potere dimagrante della droga non sia efficace in tutti i casi di obesità, anzi, ne è sconsigliato l´uso per automedicazione, comunque i primi risultati apparirebbero dopo 3 settimane. L´acido alginico assunto con abbondante acqua è coadiuvante in diete ipocaloriche oppure rimedio tampone nell´esofagite da reflusso tipico nell´ernia iatale.
Nel Fucus vi sono componenti non ancora studiati come quello capace di inibire la fertilità nel riccio di mare, la jaluronidasi, l´alfa-amilasi, la ureasi e la ribonucleasi. L´aginato di sodio previene l´assorbimento dei metalli pesanti ingeriti di recente come lo Stronzio, tanto che la Commissione di regolamentazione nucleare consiglia di assumere 85 g di Fucus alla settimana.
LA TOSSICITÀ DEFINITA COME MEDIO-ALTA SI RIFERISCE SOLTANTO ALL'USO INAPPROPRIATO.
IPERTIROIDISMO, TIREOTOSSICOSI, CARDIOPATIE, IPERTENSIONE ARTERIOSA, GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ALLO IODIO, INSUFFICIENZA RENALE, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI, MALATTIE AUTOIMMUNI DELLA TIROIDE
LIMITARE L'USO A 2-3 SETTIMANE CONSECUTIVE PER EVITARE SQUILIBRI TIROIDEI, MONITORARE LA FUNZIONALITÀ TIROIDEA DURANTE L'USO, EVITARE ASSOCIAZIONE CON FARMACI TIROIDEI O INTEGRATORI DI IODIO, VERIFICARE LA PROVENIENZA DELL'ALGA (RISCHIO CONTAMINAZIONE DA METALLI PESANTI), IN CASO DI TERAPIE ANTICOAGULANTI USARE CON CAUTELA (POTENZIALE INTERAZIONE CON FUCOIDANI)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO)
FARMACI PER TIROIDE (LEVOTIROXINA)
ORMONI TIROIDEI
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
La droga utilizzata di Fucus vesiculosus L. è costituita dal tallo essiccato dell’alga, impiegato per il contenuto in iodio e polisaccaridi solfatati; la variabilità del contenuto in iodio rende necessaria la standardizzazione delle preparazioni
Estratti secchi standardizzati sono disponibili in integratori, generalmente titolati in iodio o in fucoidani. La posologia è espressa in termini di apporto iodico e si colloca generalmente tra 150 e 300 microgrammi di iodio al giorno, evitando il superamento dei limiti raccomandati per la sicurezza tiroidea
Polvere di tallo essiccato è utilizzata in capsule o compresse, con dosaggi variabili tra 200 e 500 mg al giorno, adeguati al contenuto in iodio e con necessità di controllo dell’apporto totale giornaliero
Estratti fluidi e tinture sono meno comuni ma presenti, con dosaggi orientativi di 1–2 ml al giorno, sempre riferiti al contenuto iodico e alla standardizzazione del prodotto
Preparazioni galeniche tradizionali includono decotti o infusi del tallo, ma il loro uso è limitato dalla difficoltà di standardizzare il contenuto di iodio e dalla variabilità della composizione
Integratori combinati associano frequentemente Fucus vesiculosus ad altre alghe o piante con finalità metaboliche, con dosaggi calibrati per mantenere un apporto iodico controllato
Preparazioni omeopatiche sono disponibili e rappresentano un impiego diffuso della specie; vengono utilizzate sotto forma di tintura madre o diluizioni come D1, D3, D6 o equivalenti centesimali, con posologie basate sulla pratica omeopatica e non su effetti farmacologici diretti
L’uso richiede cautela in relazione alla funzione tiroidea e deve essere limitato nel tempo o monitorato in caso di assunzione prolungata
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Fucus vesiculosus, 2013
ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Holdt S.L., Kraan S., Bioactive compounds in seaweed, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
L’uso di Fucus vesiculosus L. in tisane è limitato dalla difficoltà di standardizzare il contenuto di iodio e dalla variabilità della composizione, pertanto le preparazioni acquose devono essere considerate con cautela e utilizzate solo a dosaggi bassi e per periodi brevi
Una tisana semplice può essere preparata con 0,5–1 g di tallo essiccato in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti e assumendo una sola volta al giorno, evitando l’uso prolungato e monitorando l’apporto complessivo di iodio
Una formulazione erboristica associata a piante digestive può includere Fucus vesiculosus L. 0,5 g, Foeniculum vulgare Mill. 1 g e Mentha × piperita L. 1 g in infusione in 200 ml di acqua, con assunzione una volta al giorno dopo i pasti, utile come coadiuvante nel metabolismo e nella digestione
Una miscela orientata al supporto metabolico può prevedere Fucus vesiculosus L. 0,5 g, Camellia sinensis L. 1 g e Taraxacum officinale F.H. Wigg. 1 g, in infusione in 200 ml di acqua, una volta al giorno, tenendo conto del contenuto iodico e della presenza di sostanze attive stimolanti
Una formulazione drenante può includere Fucus vesiculosus L. 0,5 g, Betula pendula Roth 1 g e Equisetum arvense L. 1 g in infusione, una volta al giorno, con attenzione alla durata del trattamento e alle condizioni tiroidee del soggetto
Le formulazioni devono essere considerate come coadiuvanti e non come trattamenti primari, con particolare attenzione nei soggetti con patologie tiroidee, in gravidanza o in presenza di assunzione concomitante di iodio da altre fonti
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Fucus vesiculosus, 2013
ESCOP Monographs, Herbal Medicinal Products, 2019
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Van Wyk B., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
Holdt S.L., Kraan S., Bioactive compounds in seaweed, 2011
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
ALGHE E ALGINATI
Le alghe sono tra i primi organismi viventi comparsi sulla Terra, utilizzate in quanto 'concentrati' di vitamine, minerali ed altri nutrienti. Si distinguono in relazione alla composizione ed al colore stesso: libere o fissate alla roccia si trovano le alghe verdi, le più superficiali; mentre le brune sono più profonde; ancora più in profondità vivono le alghe rosse. L'alga che ha riscosso il maggior successo in erboristeria è proprio il Fucus, utilizzato impropriamente come rimedio dimagrante e anticellulite. Le Laminarie appartengono alle alghe brune e di esse si utilizza il Tallo che è ricco di oligoelementi, alginati e iodio (il fabbisogno giornaliero di iodio è di 150 mcg; non superare queste dosi se non si vuole influire sulla funzione tiroidea).
La Spirulina è un'alga unicellulare verde-azzurra particolarmente ricca in oligoelementi, aminoacidi essenziali e proteine altamente digeribili. Al contrario del Fucus e delle Laminarie, la Spirulina è molto povera in Iodio. Il corretto impiego dei suoi derivati, è quello di integratore nelle diete ipocaloriche e nell'alimentazione degli sportivi e dei convalescenti.
La Clorella è un'alga verde ricca in clorofilla, vitamine, minerali e oligoelementi, mentre la Dunaliella salina è un'alga rossa ad alto contenuto in acido alginico e beta-carotene, sostanze antiossidanti. Gli estratti di Dunaliella sono indicati quindi in tutti i soggetti a rischio di malattie croniche degenerative e aterosclerosi, nei fumatori e nei soggetti affetti da dermatosi come la dermatite atopica e la psoriasi. I bagni di alghe sono consigliati per prevenire disturbi circolatori periferici degli arti inferiori. Tratto da: Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Gli Arginati sono dei polimeri estratti da alcune alghe.
Hanno un impiego commerciale come addensanti ed emulsionanti nell'industria alimentare e da greganti e disgreganti nella preparazione di compresse per uso farmacologico.
L' alginato sodico è un polimero polianionico ricavato da alghe del genere laminaria che lo contengono come sale di Mg, ca, K.
Mediante processi industriali, viene estratto come alginato sodico. da Mg, K, Ca.
Gli alginati modificano la consistenza dei liquidi aumentandone la viscosità.
L'acido alginico e l'alginato di sodio formano gel viscosi, in grado di ridurre l'acidità e di proteggere la mucosa gastrica.
In caso di disturbi gastrici, sono efficaci i preparati a base di alginati, assunti dopo i pasti. Viene usato anche in caso di reflusso gastro-esofageo, ernia iatale, pirosi, costipazione, piccole emorragie (la trasformazione in gel delle medicazioni di alginato varia in base al tipo di prodotto utilizzato. Alcuni prodotti gelificano poco e formano uno strato di gel che si può staccare; altri formano una massa di gel amorfo che va rimossa con soluzione fisiologica. Sono inoltre utilizzati per medicazioni molto assorbenti e sono adatte per ferite a moderata o alta essudazione).
Fucus vesiculosus L. è una delle alghe brune più studiate e storicamente rilevanti, conosciuta fin dall’antichità nelle popolazioni costiere europee per il suo uso empirico nei disturbi tiroidei, molto prima dell’identificazione dello iodio come elemento essenziale
Nel XVIII e XIX secolo fu utilizzata in medicina come rimedio per il gozzo endemico, contribuendo indirettamente alla scoperta del ruolo dello iodio nella fisiologia tiroidea e alla successiva introduzione di terapie iodate più controllate
Il nome vesiculosus deriva dalla presenza di vescicole aerifere lungo il tallo, strutture che permettono all’alga di galleggiare e ottimizzare l’esposizione alla luce, caratteristica distintiva facilmente riconoscibile
È stata una delle prime fonti industriali di iodio estratto dalle alghe marine, utilizzato in ambito farmaceutico e chimico prima dello sviluppo di metodi sintetici moderni
Nella tradizione popolare veniva anche impiegata come fertilizzante naturale nelle regioni costiere, grazie al contenuto di minerali, contribuendo alla fertilità dei suoli agricoli
Studi più recenti hanno evidenziato l’elevata capacità dell’alga di accumulare metalli e sostanze dall’ambiente marino, rendendola sia una risorsa che un potenziale indicatore di inquinamento ambientale
In fitoterapia moderna è considerata una droga complessa, il cui uso richiede particolare attenzione alla standardizzazione e alla qualità della materia prima, a causa dell’elevata variabilità chimica legata all’ambiente di crescita
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Holdt, S.L., & Kraan, S. (2011). Bioactive compounds in seaweed: Functional food applications and legislation. *Journal of Applied Phycology*, 23(3), 543-597.
Kadam, S.U., et al. (2015). Extraction, structure and biofunctional activities of laminarin from brown algae. *International Journal of Food Science & Technology*, 50(1), 24-31.
Yuan, Y.V., et al. (2005). Immunomodulatory effects of fucoidans from *Fucus vesiculosus* L. *Journal of Medicinal Food*, 8(1), 39-45.
Parys, S., et al. (2009). Anti-inflammatory activity of *Fucus vesiculosus* L. polyphenolic fractions. *Planta Medica*, 75(09), PF2.