QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 28/04/2026
HENNÈ Lawsonia alba Lam.
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Autore: erbeofficinali.org
Photo by Pankaj Oudhia
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TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Malvidi
Ordine Myrtales
Famiglia Lythraceae
Sottofamiglia Lythroideae
Genere Lawsonia
Specie Lawsonia alba
Il nome accettato nelle revisioni tassonomiche moderne è Lawsonia inermis, mentre Lawsonia alba è considerato sinonimo.
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE, SPINESCENTE, ALTO FINO A 2-6 METRI, CON RAMI SOTTILI E SPESSO QUADRANGOLARI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SEMPLICI, ELLITTICHE O LANCEOLATE, GLABRE, DI COLORE VERDE-BLUASTRO, CON BREVI PICCIOLI. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, ERMAFRODITI, PROFUMATI, DI COLORE BIANCO, GIALLO O ROSATO, RACCOLTI IN PANNOCCHIE TERMINALI E ASCELLARI. IL CALICE È GAMOSEPALO CON 4 LOBI. LA COROLLA HA 4 PETALI LIBERI, STROPICCIATI. GLI STAMI SONO 8, DISPOSTI IN DUE VERTICILLI. L'OVARIO È SUPERO, TETRALOCULARE CON NUMEROSI OVULI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA GLOBOSA, PICCOLA, SECCA E INDEISCENTE, CONTENENTE NUMEROSI SEMI PICCOLI E ANGOLOSI. LA PIANTA È NOTA PER LE SUE FOGLIE CHE CONTENGONO LAWSONE, UN COLORANTE ROSSO-ARANCIO UTILIZZATO PER TATUAGGI TEMPORANEI (HENNÉ) E PER TINGERE CAPELLI E TESSUTI.
GIUGNO-SETTEMBRE (ESTATE), CON FIORI BIANCO-ROSATI PROFUMATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO ROSATO
Originario delle regioni aride e semi-aride dell'Africa nord-orientale, del Medio Oriente e dell'Asia meridionale, inclusi paesi come Egitto, India, Pakistan e Iran. Si trova tipicamente in boscaglie secche, savane alberate, zone disturbate, bordi stradali e talvolta lungo corsi d'acqua. Predilige climi caldi e secchi, con elevata tolleranza alla siccità e alle alte temperature. Cresce su una varietà di tipi di suolo, da quelli sabbiosi e sassosi a quelli argillosi, purché ben drenati. È spesso coltivata come siepe e pianta ornamentale in diverse regioni tropicali e subtropicali del mondo. La sua capacità di prosperare in condizioni difficili e la sua resistenza lo rendono adatto a una vasta gamma di ambienti aridi e semi-aridi.
Semwal R.B., Semwal D.K., Combrinck S., Viljoen A.M., Lawsonia inermis L. (henna): ethnobotanical, phytochemical and pharmacological aspects, 2014
Ali B.H., Al-Wabel N., Shams S., Ahamad A., Khan S.A., Anwar F., Lawsonia inermis (henna): a pharmacological review, 2015
Singh D.K., Luqman S., Mathur A.K., Lawsonia inermis L. – A commercially important primaeval dye yielding plant with diverse pharmacological activity, 2011
Habbal O.A., Al-Jabri A.A., El-Hag A.H., Antimicrobial properties of Lawsonia inermis (henna): a review, 2011
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: dati tossicologici indicano buona tollerabilità nell’uso topico tradizionale, ma sono documentati effetti avversi specifici quali dermatiti da contatto e rischio di emolisi in soggetti con deficit di glucosio sei fosfato deidrogenasi; evidenze cliniche e osservazionali supportano una tossicità dipendente da modalità d’uso, dose e suscettibilità individuale
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze disponibili prevalentemente da studi in vitro e in vivo animale che documentano attività antimicrobica, antinfiammatoria e antiossidante correlate principalmente al lawsone e ad altri composti fenolici; dati clinici controllati sull’uomo risultano limitati e circoscritti soprattutto all’uso topico, senza conferma sistemica generalizzabile
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo efficacia terapeutica sistemica o topica di Lawsonia alba Lam. per specifiche indicazioni cliniche; gli studi clinici esistenti sono limitati, eterogenei e non sufficienti per una validazione terapeutica secondo criteri evidence based
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica con indicazione potenziale nel controllo di infezioni cutanee superficiali, evidenza da studi in vitro su batteri e funghi e conferme preliminari in modelli sperimentali
Attività antinfiammatoria con possibile indicazione nel trattamento topico di condizioni infiammatorie cutanee, evidenza da studi in vivo su animali e in vitro su mediatori dell’infiammazione
Attività antiossidante con implicazioni teoriche nella protezione dallo stress ossidativo cutaneo, evidenza da studi in vitro su radicali liberi e sistemi biologici
Attività cicatrizzante con possibile impiego su ferite superficiali e lesioni cutanee, evidenza da modelli animali di guarigione tissutale
Attività analgesica lieve con possibile applicazione topica, evidenza da studi in vivo su modelli animali
Attività antiparassitaria e antifungina con indicazione tradizionale nelle dermatosi infettive, evidenza da studi in vitro e osservazioni etnobotaniche coerenti con dati farmacologici
Uso storico e nella tradizione
Uso come agente colorante e protettivo cutaneo e dei capelli senza finalità terapeutica primaria
Uso tradizionale nelle dermatosi, nelle infezioni cutanee e nelle condizioni infiammatorie della pelle
Uso tradizionale in stati febbrili e condizioni sistemiche senza supporto scientifico diretto
Uso rituale e cosmetico in diverse tradizioni etnomediche
Semwal R.B., Semwal D.K., Combrinck S., Viljoen A.M., Lawsonia inermis L. (henna): ethnobotanical, phytochemical and pharmacological aspects, 2014
Ali B.H., Al-Wabel N., Shams S., Ahamad A., Khan S.A., Anwar F., Lawsonia inermis (henna): a pharmacological review, 2015
Singh D.K., Luqman S., Mathur A.K., Lawsonia inermis L. A commercially important dye yielding plant with diverse pharmacological activity, 2011
Arayne M.S., Sultana N., Bahadur S.S., The pharmacological and therapeutic potentials of Lawsonia inermis L., 2008
VIETATA IN UE PER L'USO INTERNO
USO CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON DEFICIT DI GLUCOSIO SEI FOSFATO DEIDROGENASI PER RISCHIO DOCUMENTATO DI EMOLISI ACUTA, EVIDENZA CLINICA E OSSERVAZIONALE DERIVATA DA CASI RIPORTATI SOPRATTUTTO IN ETÀ PEDIATRICA ASSOCIATI ALL’APPLICAZIONE CUTANEA DI LAWSONIA INERMIS.
USO CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA PER RISCHIO DI DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO, SUPPORTATO DA EVIDENZE CLINICHE DERMATOLOGICHE E TEST EPICUTANEI POSITIVI.
POSSIBILE INDUZIONE DI DERMATITE IRRITATIVA O ALLERGICA DA CONTATTO ANCHE IN SOGGETTI NON PRECEDENTEMENTE SENSIBILIZZATI, EVIDENZA CLINICA E OSSERVAZIONALE CON CONFERMA MEDIANTE PATCH TEST.
RISCHIO DI ASSORBIMENTO SISTEMICO DEL LAWSONE ATTRAVERSO CUTE LESA O IN APPLICAZIONI ESTESE CON POTENZIALE EFFETTO EMOLITICO, EVIDENZA DA STUDI SPERIMENTALI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUPPORTATA DA CASI CLINICI.
POSSIBILE CONTAMINAZIONE O ADULTERAZIONE CON PARAFENILENDIAMMINA NEI PREPARATI COMMERCIALI, CON AUMENTO SIGNIFICATIVO DEL RISCHIO DI REAZIONI AVVERSE CUTANEE GRAVI, EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA DOCUMENTATA SU PRODOTTI CONTENENTI LAWSONIA INERMIS.
DATI INSUFFICIENTI PER STABILIRE SICUREZZA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, EVIDENZA LIMITATA DERIVANTE DA ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E DA DATI SPERIMENTALI NON CONCLUSIVI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Le preparazioni fitoterapiche di Lawsonia alba sono prevalentemente destinate all’uso topico e derivano dalle foglie essiccate polverizzate, contenenti lawsone come principale marcatore fitochimico; non esistono integratori standardizzati titolati ampiamente riconosciuti in ambito occidentale con indicazioni sistemiche validate.
Estratto secco titolato di foglie di Lawsonia alba Lam. standardizzato in lawsone. Preparato mediante estrazione idroalcolica o con solventi organici e successiva essiccazione. Il contenuto naturale di lawsone nelle foglie essiccate è generalmente compreso tra 1 e 2 percento mentre negli estratti concentrati può essere standardizzato fino a circa 1 3 percento o superiore a seconda del processo estrattivo. La posologia non è definita per uso sistemico in fitoterapia evidence based; l’impiego documentato è prevalentemente topico. Per uso dermatologico si utilizzano preparazioni contenenti estratto secco in concentrazioni variabili tra 1 e 5 percento in formulazioni semisolide, applicate una o due volte al giorno in funzione dell’indicazione clinica
Estratto fluido o glicolico di Lawsonia alba Lam. ottenuto da foglie essiccate. Utilizzato principalmente in ambito dermatologico e cosmetico per attività antimicrobica e cicatrizzante. Il titolo in lawsone non è sempre standardizzato nei preparati commerciali ma può essere controllato tramite metodiche cromatografiche. Posologia tipica per uso topico: applicazione locale di preparati contenenti dal 2 al 10 percento di estratto fluido o glicolico una o due volte al giorno. Non esistono schemi posologici validati per uso orale
Estratto etanolico standardizzato di Lawsonia alba Lam. impiegato in formulazioni farmaceutiche o galeniche avanzate. La standardizzazione avviene generalmente sul contenuto in lawsone mediante tecniche HPTLC o HPLC. In studi sperimentali è stato incorporato in idrogel a concentrazioni variabili con attività cicatrizzante documentata in modelli animali. Posologia topica derivata da tali modelli: applicazione giornaliera di formulazioni contenenti estratto standardizzato per periodi di 7 14 giorni in funzione della lesione cutanea
Preparazioni semisolide standardizzate come gel, creme o idrogel contenenti estratto di Lawsonia alba Lam. con titolo noto in composti fenolici o lawsone. Queste formulazioni rappresentano la forma più coerente con l’evidenza disponibile. Le concentrazioni efficaci nei modelli sperimentali e clinici preliminari sono comprese tra 0.5 e 5 percento di estratto totale. Applicazione topica una o due volte al giorno con monitoraggio della tollerabilità cutanea
Polvere micronizzata standardizzata di foglie di Lawsonia alba Lam. con contenuto noto in lawsone. Utilizzata come materia prima per preparazioni magistrali o industriali. Il titolo in principio attivo dipende dalla qualità della droga e dal processo di lavorazione. Posologia per uso topico tradizionale e cosmetico: applicazione sotto forma di pasta o impacco contenente fino al 20 percento di polvere in acqua o veicoli appropriati. Non esistono indicazioni posologiche sistemiche validate
Preparazioni omeopatiche di Lawsonia alba Lam. ottenute per diluizione e dinamizzazione della tintura madre. Disponibili in diluizioni centesimali o decimali. Non esistono dati farmacologici o clinici specifici sulla specie che consentano di definire un titolo o una posologia terapeutica basata su evidenze scientifiche. L’uso segue i criteri della pratica omeopatica individualizzata.
European Commission Scientific Committee on Consumer Safety Opinion on Lawsonia inermis 2020
Dixit K Mohapatra D Senapati P Panda R Sahu A Formulation Development and Evaluation of Lawsonia inermis Extract Loaded Hydrogel for Wound Dressing Application 2022
El Massoudi S et al Phenolic Composition and Wound Healing Potential of Lawsonia inermis 2023
Niazi M et al Efficacy of a topical formulation of Henna in dermatologic conditions 2022
Sankar J et al Extraction of Lawsone Active from the Henna Leaves Lawsonia inermis by Solvent Extraction Method 2023
Pharmacological Research Lawsonia inermis Extract Overview 2021
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono tisane o formulazioni erboristiche per uso interno con Lawsonia alba supportate da evidenze scientifiche di sicurezza ed efficacia; la presenza di lawsone e i dati tossicologici disponibili, in particolare il rischio di emolisi in soggetti con deficit di glucosio sei fosfato deidrogenasi, rendono l’uso orale non raccomandato in fitoterapia evidence based.
Le preparazioni tradizionali documentate riguardano esclusivamente l’uso esterno sotto forma di decotto o infuso delle foglie, impiegati per lavaggi cutanei; una formulazione tipica prevede 2–5 grammi di foglie essiccate in 100 millilitri di acqua, con ebollizione per 10–15 minuti e successivo raffreddamento prima dell’applicazione locale.
In ambito erboristico possono essere formulate preparazioni topiche combinate con piante dotate di attività dermofunzionale documentata, mantenendo un approccio conservativo; una combinazione tradizionalmente plausibile comprende Lawsonia alba con Calendula officinalis e Matricaria chamomilla per applicazioni su cute irritata, utilizzando concentrazioni analoghe di droga totale per preparazioni acquose destinate a impacchi o lavaggi.
Un’altra possibile associazione topica, basata su coerenza farmacologica e dati sperimentali su singole specie, prevede Lawsonia alba con Hamamelis virginiana per applicazioni su condizioni cutanee infiammatorie superficiali, sempre limitando l’uso a preparazioni esterne e a brevi periodi.
In assenza di studi clinici controllati su formulazioni combinate contenenti Lawsonia alba, tali preparazioni devono essere considerate tradizionali e non standardizzate, con necessità di valutazione individuale del rischio e particolare attenzione a condizioni predisponenti a effetti avversi.
Semwal R.B., Semwal D.K., Combrinck S., Viljoen A., Lawsonia inermis L. a review of its botany, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2014
European Medicines Agency, Assessment report on Lawsonia inermis, 2015
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, 2007
Bruneton J., Pharmacognosie, 2009
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Lawsonia alba, più comunemente conosciuta come henné, rappresenta una delle piante più antiche utilizzate dall’uomo, con evidenze archeobotaniche che ne documentano l’impiego già nell’antico Egitto per la colorazione dei capelli, delle unghie e per pratiche rituali legate alla mummificazione.
Il principale composto attivo, il lawsone, è responsabile della caratteristica colorazione rosso aranciata ed è in grado di legarsi covalentemente alla cheratina, conferendo una colorazione stabile e duratura; questa proprietà ha reso la pianta fondamentale nelle tradizioni cosmetiche di Africa, Medio Oriente e Asia meridionale.
L´uso prolungato dell´Henné sui capelli potrebbe cambiare il loro colore, facendolo virare verso il rosso-arancio, a meno che l´henné non sia mescolato con altre tinture come l'indaco e il campeggio per ottenere differenti sfumature. Per preparare un colore a lunga permanenza, la miscelazione di henné deve essere resa leggermente acida.
Nelle culture islamiche e indiane l’henné assume un valore simbolico e rituale, in particolare nei matrimoni, dove viene applicato su mani e piedi della sposa in elaborati motivi decorativi, considerati auspicio di prosperità, fertilità e protezione.
Dal punto di vista storico commerciale, Lawsonia alba ha rappresentato una merce di scambio significativa lungo le rotte carovaniere e marittime tra Africa, Arabia e India, contribuendo alla diffusione della pianta e delle sue tecniche di utilizzo.
Una curiosità rilevante riguarda la distinzione tra henné naturale e prodotti commerciali adulterati, in particolare il cosiddetto henné nero, spesso contenente parafenilendiammina, una sostanza non presente nella pianta e responsabile di numerose reazioni allergiche gravi documentate clinicamente.
In ambito medico tradizionale la pianta è stata impiegata per una vasta gamma di indicazioni, ma la sua rilevanza contemporanea è principalmente cosmetica e dermatologica, mentre la validazione scientifica delle applicazioni terapeutiche rimane limitata.
Nella medicina tradizionale araba è impiegato anche per problemi dermatologici, mal di testa, itterizia, amebiasi, ingrossamento della milza, cancro, ecc.
Infine Lawsonia alba è un esempio paradigmatico di pianta in cui l’uso tradizionale e culturale è molto più consolidato rispetto alle evidenze cliniche moderne, evidenziando la necessità di distinguere tra valore etnobotanico e validazione farmacologica.