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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Ascomycota
Classe Lecanoromycetes
Ordine Lecanorales
Famiglia Parmeliaceae
Genere Cetraria
Specie Cetraria islandica
Lichene simbionte costituito da un fungo ascomicete e un fotobionte algale
Famiglia:
Lichene Islandese, Muschio Islandico, Lichene Catartico, Erba Rissa, Musco Di Terra, Musco Islandico, Musco Catartico, Iceland Moss, Lichen D´Islande, Mousse D´Islande, Liquem Da Islandia, Musgo Da Islandia
Cetraria Islandica F. Platyna (Ach.) Ach., Cetraria Islandica F. Platyna (Ach.) Bausch, Cetraria Islandica F. Platyna (Ach.) Fr., Cetraria Islandica Subsp. Maculata (Vainio) Savicz, Cetraria Islandica Subsp. Orientalis (Asah.) Kärnef., Cetraria Islandica Subsp. Pallescens, Cetraria Islandica Subsp. Pallida Britzelm., Cetraria Islandica Subsp. Platyna (Ach.) Ach., Cetraria Islandica Subsp. Rigida (Retz.) Savicz, Cetraria Islandica Subsp. Sorediata Schaer., Cetraria Islandica Subsp. Stygia Anders, Cetraria Islandica Subsp. Vagans Savicz, Cetraria Islandica Var. Angustata Hepp, Cetraria Islandica Var. Erinacea Schaer., Cetraria Islandica Var. Junipericola Räs., Cetraria Islandica Var. Maculata Vainio, Cetraria Islandica Var. Orientalis Asah., Cetraria Islandica Var. Platyna (Ach.) Ach., Cetraria Islandica Var. Rigida, Cetraria Islandica Var. Sorediata Schaer., Cetraria Islandica Var. Vagans (Savicz), Cetraria Islandica Var. Vulgaris, Cetraria Platyna Ach., Cornicularia Islandica (L.) H.Mart., Lichen Islandicus L., Lichenoides Islandicum (L.) Hoffm., Lobaria Islandica (L.) Hoffm., Parmelia Islandica (L.) Hepp, Physcia Islandica (L.) Michx., Platisma Islandicum (L.) Frege, Platyphyllum Islandicum (L.) Vent., Platysma Islandicum (L.) Ferge, Platysma Polyschizum Var. Platyna (Ach.) Ach.
LICHENE FOGLIOSO ERETTO O SEMIERETTO ALTO FINO A 10-15 CM CON TALLO LOBATO IRREGOLARMENTE RAMIFICATO DI COLORE BRUNO-VERDASTRO O GRIGIASTRO CHE DIVENTA ROSSASTRO CON L'ETÀ. LOBI APPIATTITI STRETTI CON MARGINE DENTATO O CILIATO. SUPERFICIE SUPERIORE LISCIA O LEGGERMENTE RUGOSA CON PSEUDOCIFELLE (PICCOLE APERTURE). SUPERFICIE INFERIORE PIÙ CHIARA CON RIZINE RADE. APOTECI (CORPI FRUTTIFERI) SESSILI O BREVEMENTE PEDICELLATI ROTONDI CON DISCO BRUNO-ROSSASTRO E MARGINE TALLINO. CONTIENE ACIDO CETRARICO E ALTRI ACIDI LICHENICI. SI RIPRODUCE PER SPORE E FRAMMENTAZIONE DEL TALLO.
NON FIORISCE (LICHENE), SI RIPRODUCE PER FRAMMENTAZIONE O SPORE
La gamma cromatica è relativamente limitata ma ben definita, correlata alla presenza di pigmenti licheni e alle condizioni ambientali.
Si trova in abbondanza nelle regioni montuose dei paesi nordici, in particolare sulle pendici laviche e le pianure dell'Islanda. È presente anche sulle montagne del Galles settentrionale, dell'Inghilterra settentrionale, della Scozia e dell'Irlanda sud-occidentale. In Nord America, la sua diffusione si estende attraverso le regioni artiche, dall'Alaska a Terranova, e a sud nelle Montagne Rocciose fino al Colorado e nei Monti Appalachi fino al New England e al Tennessee, generalmente limitato alle zone alpine nella parte meridionale del suo areale.
Questo lichene cresce tipicamente su terreno sabbioso in aree esposte ad alta quota, ma si trova comunemente anche su tundra umida o secca tra i muschi o in zone aperte. Può colonizzare siti boschivi, nunatak e fessure rocciose. Essendo un lichene, è strettamente dipendente dall'umidità dell'aria e la sua abbondanza è direttamente correlata all'umidità relativa del clima. Predilige la luce solare diretta e può crescere su suoli sterili e poco profondi.
In alcune parti del suo areale, può diventare la specie dominante nel manto vegetale, come nella tundra di salici in Alaska. È adattato ai climi freddi meglio di qualsiasi altra forma di vita. La sua presenza è indicativa di aria pulita, poiché è intollerante all'inquinamento atmosferico.
Huneck S., Yoshimura I., Identification of Lichen Substances, 1996
Boustie J., Grube M., Lichens a promising source of bioactive secondary metabolites, Plant Genetic Resources, 2005
Ingólfsdóttir K., Usnic acid, Phytochemistry, 2002
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: dati tossicologici disponibili indicano elevata sicurezza alle dosi terapeutiche con assenza di effetti avversi rilevanti; eventuali effetti indesiderati rari e lievi legati alla componente amara, documentati in letteratura e monografie ufficiali
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: supportata da uso fitoterapico consolidato come demulcente ed espettorante nelle affezioni delle vie respiratorie, coerente con dati farmacologici sui polisaccaridi mucillaginosi e sugli acidi licheni; presenza di studi clinici limitati e osservazionali su preparazioni a base di Cetraria islandica (L.) Acharius che indicano beneficio sintomatico, ma con evidenza non sufficiente per classificazione come confermata
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività demulcente e protettiva delle mucose orofaringee con indicazione nel trattamento sintomatico della tosse secca e delle irritazioni del cavo orale e della faringe; supportata da monografie ufficiali e da studi clinici osservazionali e controllati su preparazioni contenenti Cetraria islandica che evidenziano riduzione dell’irritazione e miglioramento della sintomatologia irritativa delle vie respiratorie superiori. L’effetto è attribuito ai polisaccaridi mucillaginosi che formano un film protettivo sulle mucose.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica attribuita agli acidi lichenici, in particolare acido usnico e acido fumarprotocetrarico, documentata in studi in vitro su batteri Gram-positivi; non esistono conferme cliniche dirette sull’uomo.
Attività antinfiammatoria locale correlata alla frazione polisaccaridica e ai metaboliti secondari, supportata da studi in vitro e da dati farmacologici sperimentali; assenza di studi clinici specifici sulla specie.
Attività immunomodulante non specifica attribuita ai polisaccaridi di tipo beta-glucano, evidenziata in modelli sperimentali in vitro e in vivo animale; mancano dati clinici diretti sulla specie.
Attività gastroprotettiva e lenitiva della mucosa gastrica, documentata da uso fitoterapico tradizionale coerente con il contenuto in mucillagini e supportata da dati farmacologici indiretti; evidenze sperimentali limitate e non standardizzate.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come rimedio per tosse persistente, bronchiti e irritazioni delle vie respiratorie nelle tradizioni europee.
Utilizzo come tonico amaro e digestivo in condizioni di inappetenza e debolezza generale.
Impiego tradizionale in disturbi gastrointestinali lievi, inclusi gastriti e irritazioni della mucosa.
Uso alimentare e nutrizionale in condizioni di carestia nei paesi nordici, con funzione di supporto energetico.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Ingólfsdóttir K., Usnic acid, Phytochemistry, 2002
Boustie J., Grube M., Lichens a promising source of bioactive secondary metabolites, Plant Genetic Resources, 2005
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE IRRITAZIONE GASTRICA LEGATA AGLI ACIDI LICHENI E AI COMPOSTI AMARI DOCUMENTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, PREPARAZIONI NON ADEGUATAMENTE TRATTATE PER RIMUOVERE O RIDURRE I COMPOSTI AMARI POSSONO AUMENTARE LA TOLLERABILITÀ GASTROINTESTINALE NEGATIVA CON EVIDENZA FARMACOGNOSTICA, CONTENUTO IN MUCILLAGINI CON POTENZIALE INTERFERENZA SULL’ASSORBIMENTO DI FARMACI SOMMINISTRATI PER VIA ORALE DOCUMENTATO DA FARMACOLOGIA GENERALE DEI POLISACCARIDI DEMULCENTI, NECESSITÀ DI DISTANZIARE L’ASSUNZIONE DA ALTRI FARMACI PER PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, PRESENZA DI ACIDO USNICO CON ATTIVITÀ BIOLOGICA DOCUMENTATA IN VITRO MA CON POTENZIALE CITOTOSSICO A CONCENTRAZIONI ELEVATE SENZA EVIDENZE CLINICHE DI TOSSICITÀ ALLE DOSI FITOTERAPICHE, VARIABILITÀ DELLA COMPOSIZIONE CHIMICA IN FUNZIONE DELL’ORIGINE E DELLA LAVORAZIONE DOCUMENTATA DA STUDI ANALITICI CON IMPLICAZIONI SULLA SICUREZZA E SULL’EFFICACIA, ASSENZA DI DATI CLINICI ADEGUATI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO CON CONSEGUENTE RACCOMANDAZIONE DI CAUTELA BASATA SU PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A CETRARIA ISLANDICA (L.) ACHARIUS O AI SUOI COSTITUENTI DOCUMENTATA SU BASE OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA, CONDIZIONI DI IPERSENSIBILITÀ GASTRICA AI COMPOSTI AMARI CON POSSIBILE PEGGIORAMENTO DELLA SINTOMATOLOGIA SUPPORTATO DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI OSSERVAZIONALI LIMITATI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
FARMACI E INTEGRATORI ORALI (MALASSORBIMENTO)
FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO)
MUCILLAGINI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco standardizzato
Estratto ottenuto dal tallo essiccato con rapporti droga estratto variabili generalmente compresi tra 4:1 e 10:1. Le monografie ufficiali indicano come costituenti rilevanti i polisaccaridi mucillaginosi espressi come lichenina e isolichenina e gli acidi lichenici amari. Non esiste un titolo universalmente standardizzato con soglia clinica definita; la standardizzazione è generalmente qualitativa o basata sul contenuto di sostanze amare. La posologia negli integratori solidi è generalmente compresa tra 300 e 1000 mg al giorno suddivisa in due o tre somministrazioni, in funzione della preparazione e dell’estratto impiegato.
Estratto fluido
Preparazione idroalcolica con rapporto tipico droga estratto 1:1 o 1:2 ottenuta dal lichene essiccato. Il titolo alcolico è generalmente medio e la presenza di mucillagini può risultare ridotta rispetto agli estratti acquosi. La posologia tradizionale documentata è di circa 1 a 3 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni. Non sono disponibili standard di titolazione correlati a un effetto terapeutico specifico.
Sciroppi e formulazioni orali standardizzate
Preparazioni liquide viscose contenenti estratti acquosi o secchi di Cetraria islandica standardizzati in mucillagini, spesso espresse indirettamente come polisaccaridi totali. Utilizzati nel trattamento sintomatico delle irritazioni orofaringee. Le quantità per dose singola variano generalmente tra 50 e 200 mg di estratto equivalente, con somministrazioni ripetute durante la giornata. Il titolo necessario all’effetto è legato alla capacità filmogena dei polisaccaridi piuttosto che a una concentrazione definita di un singolo marker.
Pastiglie e compresse orosolubili
Formulazioni solide destinate al rilascio locale nel cavo orale contenenti estratti secchi o acquosi di Cetraria islandica. La standardizzazione è orientata al contenuto di mucillagini e alla capacità demulcente. Le dosi per unità sono generalmente comprese tra 50 e 150 mg di estratto con assunzione ripetuta più volte al giorno. L’efficacia dipende dalla permanenza locale e non da livelli plasmatici sistemici.
Preparazioni omeopatiche
Disponibili sotto forma di tintura madre e diluizioni hahnemanniane o korsakoviane ottenute dal lichene. Non esiste titolazione in principi attivi né posologia basata su concentrazione farmacologicamente attiva. L’impiego segue i criteri propri dell’omeopatia e non è supportato da correlazioni dose effetto riconducibili alla farmacologia dei costituenti della specie.
European Medicines Agency, Assessment report on Cetraria islandica, 2014
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs Cetraria islandica, 2003
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
British Herbal Pharmacopoeia, Cetraria islandica monograph, 1983
Huneck S., Yoshimura I., Identification of Lichen Substances, 1996
Ingólfsdóttir K., Usnic acid, Phytochemistry, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Le formulazioni a base di Cetraria islandica (L.) Acharius sono tra le poche in ambito fitoterapico per le quali esiste una certa coerenza tra uso tradizionale e dati clinici, limitati ma presenti, soprattutto per l’attività demulcente sulle mucose. Le tisane rappresentano una forma adeguata per l’estrazione dei polisaccaridi mucillaginosi, principali responsabili dell’effetto terapeutico. Le associazioni con altre piante sono supportate principalmente da plausibilità farmacologica e da evidenze cliniche disponibili per le specie associate.
Infuso di Cetraria islandica
Si utilizza il tallo essiccato in quantità di circa 1,5–3 grammi per 150 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione fino a tre volte al giorno. Questa modalità è supportata da monografie ufficiali per l’effetto demulcente sulle mucose orofaringee; l’efficacia è legata all’estrazione dei polisaccaridi mucillaginosi.
Decotto di Cetraria islandica
Preparato con 2–5 grammi di droga in 200 ml di acqua, portata a ebollizione per circa 5–10 minuti e successiva filtrazione. Il decotto favorisce una maggiore estrazione delle mucillagini rispetto all’infuso. Utilizzato nel trattamento sintomatico della tosse secca e delle irritazioni gastrointestinali lievi; supporto basato su monografie e dati farmacologici sui polisaccaridi.
Macerato a freddo di Cetraria islandica
Preparazione con 2–3 grammi di droga in 150 ml di acqua a temperatura ambiente per 1–2 ore con successiva filtrazione. Consente un’estrazione selettiva delle mucillagini con ridotta estrazione delle sostanze amare. Impiegato per uso demulcente in soggetti sensibili a componenti amaricanti; supporto farmacognostico ma limitate evidenze cliniche comparative.
Miscela per tosse secca e irritativa
Cetraria islandica 40%, Althaea officinalis radice 30%, Malva sylvestris foglie e fiori 20%, Plantago lanceolata foglie 10%. Preparazione in infuso con 2–3 grammi per tazza, due o tre volte al giorno. L’effetto complessivo è sostenuto da evidenze cliniche e farmacologiche sulle droghe mucillaginose; il contributo della Cetraria è coerente con monografie ufficiali.
Miscela per infiammazioni orofaringee
Cetraria islandica 30%, Salvia officinalis foglie 30%, Thymus vulgaris sommità 20%, Glycyrrhiza glabra radice 20%. Preparazione in infuso con 2 grammi per 150 ml, fino a due o tre volte al giorno. Indicata per irritazioni della mucosa orale e faringea; evidenze supportate da monografie e dati in vitro per le componenti aromatiche e mucillaginose.
Miscela per supporto gastrico
Cetraria islandica 30%, Matricaria chamomilla fiori 30%, Melissa officinalis foglie 20%, Foeniculum vulgare frutti 20%. Preparazione in infuso con 2–3 grammi per tazza, una o due volte al giorno. Utilizzo basato su attività demulcente e lenitiva; supporto da uso tradizionale e dati farmacologici sulle singole droghe.
European Medicines Agency, Assessment report on Cetraria islandica, 2014
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs Cetraria islandica, 2003
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
British Herbal Pharmacopoeia, Cetraria islandica monograph, 1983
EMA HMPC, Assessment report on Althaea officinalis, 2016
EMA HMPC, Assessment report on Malva sylvestris, 2018
EMA HMPC, Assessment report on Plantago lanceolata, 2014
EMA HMPC, Assessment report on Salvia officinalis, 2016
EMA HMPC, Assessment report on Thymus vulgaris, 2013
EMA HMPC, Assessment report on Glycyrrhiza glabra, 2014
EMA HMPC, Assessment report on Matricaria chamomilla, 2015
EMA HMPC, Assessment report on Melissa officinalis, 2013
EMA HMPC, Assessment report on Foeniculum vulgare, 2014
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Cetraria islandica (L.) Acharius, comunemente noto come lichene islandico, non è una vera pianta ma un organismo simbiotico costituito dall’associazione tra un fungo e un’alga o cianobatterio. Questa natura ibrida lo colloca tra i licheni e rappresenta un esempio classico di simbiosi mutualistica studiata in biologia fin dal XIX secolo.
Il nome “islandico” deriva dalla sua abbondanza nei territori nordici, in particolare in Islanda, dove storicamente ha avuto un ruolo importante come alimento di emergenza. Durante periodi di carestia, il lichene veniva raccolto, lavato ripetutamente per rimuovere le sostanze amare e poi utilizzato per preparare pane, zuppe o farine rudimentali.
Una caratteristica interessante è la presenza di acidi licheni, tra cui l’acido usnico, che conferiscono al lichene proprietà antimicrobiche ma anche un sapore amaro marcato. Per questo motivo, nelle preparazioni tradizionali alimentari e medicinali era comune effettuare lunghi lavaggi in acqua o soluzioni alcaline per ridurne l’amarezza.
Dal punto di vista storico-farmacologico, Cetraria islandica è stata una delle poche droghe licheni riconosciute nella farmacopea europea. Il suo uso come demulcente nelle affezioni respiratorie è documentato da secoli ed è stato mantenuto anche nella fitoterapia moderna, seppur con un livello di evidenza clinica limitato.
Ecologicamente, questo lichene è tipico di ambienti freddi, aperti e poco inquinati. È considerato un bioindicatore sensibile della qualità dell’aria, in quanto accumula facilmente sostanze inquinanti e tende a scomparire in ambienti contaminati. La sua presenza è quindi associata a ecosistemi relativamente integri.
Un aspetto curioso riguarda la sua crescita estremamente lenta, caratteristica comune ai licheni. Questo implica che la raccolta eccessiva può avere impatti significativi sulle popolazioni naturali, rendendo importante una gestione sostenibile delle risorse, soprattutto nelle regioni in cui è ancora raccolto per uso erboristico.
Infine, Cetraria islandica rappresenta un caso emblematico di sostanza naturale utilizzata sia come alimento sia come rimedio medicinale, evidenziando la continuità storica tra nutrizione e fitoterapia nelle culture tradizionali nordiche.