QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 04/05/2026
PARTENIO Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip.
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Immagine modificata per uso didattico
Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
ook
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Campanulidi
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Genere Tanacetum
Specie Tanacetum parthenium
Il nome Chrysanthemum parthenium è sinonimo storico non accettato nelle classificazioni moderne.
Famiglia:
Tanaceto, Camomilla Bastarda, Erba-amara Vera, Amarella, Matricaria, Erba Di Santa Maria, Feverfew, Bachelor's Buttons, Featherfew, Mutterkraut, Fausse Camomille, Grande Camomille, Pyrethrum Parthenium, Feverfew, Grande Camomille, Altamisa, Maresina
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, PUBESCENTI. FOGLIE ALTERNE, PENNATOSETTE, CON SEGMENTI OVATI O OBOVATI, INCISI O DENTATI, DI COLORE VERDE CHIARO E SPESSO AROMATICHE. FIORI ERMAFRODITI, NUMEROSI, RIUNITI IN CAPOLINI DISCOIDI E RADIATI, CON FIORI DEL DISCO GIALLI E FIORI DEL RAGGIO BIANCHI, SIMILI A PICCOLE MARGHERITE, CHE FORMANO CORIMBI O PANNOCCHIE TERMINALI. INVOLUCRO EMISFERICO CON BRATTEE DISPOSTE SU PIÙ SERIE. RICETTACOLO CONICO E SQUAMOSO. FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO, OBLUNGO, CON 5-10 COSTE LONGITUDINALI E UNA CORONA APICALE RIDOTTA O ASSENTE.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE-INIZIO AUTUNNO), CON PICCHI TRA LUGLIO E AGOSTO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____GIALLO DORATO
Originaria dei Balcani, ma ampiamente naturalizzata in Europa, Nord America e altre regioni temperate. Il suo habitat tipico comprende praterie aride e sassose, pendii rocciosi, bordi stradali, muri antichi, aree ruderali, giardini e talvolta anche boschi aperti e margini forestali. Predilige suoli ben drenati, anche poveri e calcarei, e esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. È una specie resistente che tollera una certa siccità e si adatta a una varietà di condizioni climatiche temperate. La sua diffusione è favorita dalla produzione di numerosi semi che vengono facilmente dispersi dal vento e dagli animali. Spesso si trova in ambienti disturbati dall'attività umana, indicando una certa capacità di colonizzare nuovi territori. In alcune regioni è coltivata come pianta ornamentale e medicinale, contribuendo alla sua naturalizzazione al di fuori dell'areale originario.
Sumner H., Salan U., Knight D.W., Hoult J.R.S., Inhibition of 5-lipoxygenase and cyclooxygenase in leukocytes by feverfew, Journal of Pharmacy and Pharmacology, 1992
Heptinstall S., Groenewegen W.A., Spangenberg P., Losche W., Effects of feverfew on platelet behaviour, The Lancet, 1985
Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium L.): a systematic review, Pharmacognosy Reviews, 2011
Brown A.M., Edwards C.M., Davey M.R., Power J.B., Lowe K.C., Pharmacological activity of feverfew (Tanacetum parthenium), Journal of Pharmacy and Pharmacology, 1997
Awang D.V.C., Dawson B.A., Kindack D., Parthenolide content and bioactivity of feverfew, Journal of Natural Products, 1991
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati clinici e tossicologici indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche; effetti indesiderati documentati includono disturbi gastrointestinali e reazioni orali; segnalata dermatite da contatto e potenziale allergenicità nei soggetti sensibili, senza evidenze di tossicità sistemica significativa con uso corretto
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: esistono studi clinici controllati randomizzati e revisioni sistematiche sull’uso di Tanacetum parthenium nella profilassi dell’emicrania, con evidenze di efficacia soprattutto per estratti standardizzati in partenolide; le monografie ufficiali e revisioni sistematiche indicano un effetto clinicamente documentato ma variabile in funzione della preparazione, configurando comunque un livello di evidenza clinica diretta sulla specie
Confermate da studi scientifici e clinici
Profilassi dell’emicrania: supportata da studi clinici randomizzati controllati e revisioni sistematiche su estratti standardizzati di Tanacetum parthenium con contenuto definito di partenolide; l’efficacia è documentata nella riduzione della frequenza degli attacchi, con risultati variabili tra studi e dipendenti dalla standardizzazione dell’estratto e dalla durata del trattamento; le monografie ufficiali riconoscono un impiego clinicamente fondato ma non uniforme
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria: evidenze in vitro e in modelli animali mostrano inibizione di mediatori infiammatori e modulazione delle vie dell’acido arachidonico attribuibile ai lattoni sesquiterpenici, in particolare partenolide
Attività antiaggregante piastrinica: dimostrata in vitro e in studi su cellule umane con inibizione dell’aggregazione piastrinica e della liberazione di serotonina, coerente con l’impiego nell’emicrania
Attività vasomodulante: evidenze sperimentali indicano effetti sulla reattività vascolare e sulla contrattilità della muscolatura liscia vasale, documentati in vitro e in modelli animali
Attività antiossidante: evidenze in vitro relative alla capacità di modulare specie reattive dell’ossigeno, con contributo secondario rispetto agli altri meccanismi
I dati disponibili sono coerenti ma prevalentemente preclinici e non sufficienti per estensione clinica diretta oltre l’emicrania
Uso storico e nella tradizione
Cefalea e disturbi cefalalgici non specifici: uso tradizionale europeo come rimedio per cefalea ricorrente
Disturbi infiammatori e reumatici: impiego etnobotanico come antinfiammatorio generale senza validazione clinica diretta
Disturbi digestivi e dispepsia: uso tradizionale come amaro aromatico
Disturbi mestruali: uso empirico in ambito tradizionale senza evidenze cliniche sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium L.): a systematic review, Pharmacognosy Reviews, 2011
Diener H.C., Pfaffenrath V., Schnitker J., Friede M., Henneicke-von Zepelin H.H., Efficacy and safety of a carbon dioxide extract of feverfew in migraine prevention, Cephalalgia, 2005
Murphy J.J., Heptinstall S., Mitchell J.R.A., Randomised double blind placebo controlled trial of feverfew in migraine prevention, The Lancet, 1988
Heptinstall S., Groenewegen W.A., Spangenberg P., Losche W., Effects of feverfew on platelet behaviour, The Lancet, 1985
Awang D.V.C., Dawson B.A., Kindack D., Parthenolide content and bioactivity of feverfew, Journal of Natural Products, 1991
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LE AVVERTENZE DERIVANO DA EVIDENZE CLINICHE, STUDI SPERIMENTALI E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA BEN DOCUMENTATA. STUDI CLINICI E FARMACOLOGICI INDICANO UN EFFETTO ANTIAGGREGANTE PIASTRINICO ATTRIBUITO AI LATTONI SESQUITERPENICI, SUGGERENDO CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI E PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI; SEGNALAZIONI CLINICHE DOCUMENTANO LA COSIDDETTA SINDROME DA SOSPENSIONE CON COMPARSA DI CEFALEA REBOUND, IRRITABILITÀ E DISTURBI DEL SONNO DOPO INTERRUZIONE BRUSCA, SUGGERENDO SOSPENSIONE GRADUALE; L’ASSUNZIONE DI FOGLIE FRESCHE È ASSOCIATA A ULCERAZIONI DELLA MUCOSA ORALE E IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, DOCUMENTATA IN STUDI OSSERVAZIONALI E CLINICI; STUDI CLINICI EVIDENZIANO VARIABILITÀ NELLA RISPOSTA TERAPEUTICA LEGATA ALLA STANDARDIZZAZIONE IN PARTENOLIDE, INDICANDO LA NECESSITÀ DI UTILIZZARE ESTRATTI TITOLATI; LA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUGGERISCE CAUTELA IN SOGGETTI CON PATOLOGIE GASTROINTESTINALI PER POSSIBILE IRRITAZIONE MUCOSALE; LA PRESENZA DI REAZIONI ALLERGICHE CROCIATE CON ALTRE ASTERACEAE È SUPPORTATA DA EVIDENZE CLINICHE ALLERGOLOGICHE; L’ASSENZA DI DATI CLINICI DI LUNGO TERMINE LIMITA LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA CRONICA
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
LE CONTROINDICAZIONI DI TANACETUM PARTHENIUM (L.) SCH. BIP. SONO SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI E DA MONOGRAFIE UFFICIALI, CON UN LIVELLO DI EVIDENZA SUPERIORE RISPETTO A MOLTE ALTRE SPECIE FITOTERAPICHE. STUDI CLINICI CONTROLLATI E SEGNALAZIONI POST-MARKETING HANNO CONTRIBUITO ALLA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA.
GRAVIDANZA DOCUMENTATA SU BASE FARMACOLOGICA E CLINICA PER POSSIBILE ATTIVITÀ UTEROTONICA, ALLATTAMENTO IN ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA ADEGUATI, IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA O AD ALTRE ASTERACEAE DOCUMENTATA CLINICAMENTE, ALLERGIA DA CONTATTO O ORALE DOCUMENTATA CON STOMATITE AFTOSA E DERMATITE, USO IN SOGGETTI CON DISTURBI EMORRAGICI DOCUMENTATO SU BASE FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato di Tanacetum parthenium
Disponibile in capsule o compresse, standardizzato generalmente in partenolide con titolazioni variabili, spesso comprese tra 0,2% e 0,7%. È la forma più studiata clinicamente per la profilassi dell’emicrania. La posologia utilizzata negli studi clinici varia tra 50 e 150 mg al giorno di estratto secco standardizzato, in somministrazione unica o suddivisa.
Estratto CO2 supercritico standardizzato
Preparazione ottenuta mediante estrazione con anidride carbonica supercritica, con elevata concentrazione e standardizzazione in partenolide. Utilizzata in studi clinici controllati. La posologia tipica è compresa tra 6,25 e 18,75 mg al giorno di estratto, corrispondenti a un contenuto definito di partenolide.
Estratto fluido idroalcolico (rapporto tipico 1:1)
Preparazione liquida da parti aeree essiccate. La posologia tradizionale varia tra 2 e 4 ml al giorno, suddivisi in due somministrazioni. La variabilità del contenuto in partenolide è elevata in assenza di standardizzazione.
Tintura madre (Tanacetum parthenium TM)
Preparazione con rapporto generalmente 1:10 in etanolo a gradazione variabile. Utilizzata in fitoterapia tradizionale e in ambito omeopatico a basse diluizioni. La posologia tradizionale è compresa tra 20 e 40 gocce una o due volte al giorno.
Polvere di foglie essiccate
Forma tradizionale non standardizzata, utilizzata in capsule. La dose giornaliera riportata varia tra 50 e 125 mg di foglie essiccate, spesso riferita a preparazioni storiche per la profilassi dell’emicrania. La variabilità del contenuto in principi attivi è significativa.
Estratti combinati standardizzati
Formulazioni contenenti Tanacetum parthenium in associazione con altre sostanze o piante, utilizzate principalmente nella prevenzione dell’emicrania. La posologia dipende dal prodotto complessivo e dalla titolazione in partenolide, che rimane il parametro principale di riferimento.
Preparazioni omeopatiche (Tanacetum parthenium)
Disponibili in diluizioni decimali e centesimali a partire dalla tintura madre. Le diluizioni più comuni variano da D3 a D30 o equivalenti. La posologia tipica prevede 3–5 granuli una o più volte al giorno secondo prescrizione omeopatica. Non esistono evidenze cliniche secondo criteri evidence-based.
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tanacetum parthenium, 2011
EMA HMPC, Assessment report on Tanacetum parthenium (feverfew), 2011
Diener H.C., Pfaffenrath V., Schnitker J., Friede M., Henneicke-von Zepelin H.H., Efficacy and safety of a feverfew CO2 extract in migraine prevention, 2005
Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium): A Systematic Review, 2011
Heptinstall S., Groenewegen W.A., Spangenberg P., Losche W., Extracts of feverfew inhibit platelet behaviour via inhibition of phospholipase A2, 1987
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Tanacetum parthenium
Si utilizzano 0,5–1 grammo di parti aeree essiccate in 150–200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’impiego è limitato dalla scarsa standardizzazione e dalla possibile irritazione orale; l’efficacia clinica non è documentata per questa forma rispetto agli estratti titolati.
Infuso composto per profilassi dell’emicrania
Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5–1 g, Salix alba corteccia 1 g, Zingiber officinale rizoma 0,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è basata su coerenza farmacologica e dati clinici indiretti sulle singole piante; non esistono studi clinici sulla miscela.
Infuso composto per cefalea tensiva
Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Melissa officinalis foglie 1,5 g, Lavandula angustifolia fiori 1 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno, preferibilmente la sera. Le evidenze cliniche riguardano principalmente le piante associate; per Tanacetum parthenium i dati sono limitati a forme standardizzate.
Decotto composto ad azione antinfiammatoria
Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Curcuma longa rizoma 1 g, Glycyrrhiza glabra radice 1 g. Preparazione mediante ebollizione per 10 minuti in 250 ml di acqua. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è supportata da evidenze farmacologiche precliniche; mancano dati clinici sulla combinazione.
Infuso composto per disturbi mestruali
Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Achillea millefolium sommità fiorite 1,5 g, Matricaria chamomilla capolini 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti. Assunzione una volta al giorno nei periodi sintomatici. L’uso è coerente con tradizione e dati farmacologici indiretti; non validato clinicamente.
Infuso composto digestivo
Formulazione con Tanacetum parthenium 0,5 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g, Mentha piperita foglie 1,5 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti. L’efficacia è attribuibile principalmente alle specie associate; dati specifici sulla combinazione non disponibili.
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Tanacetum parthenium, 2011
EMA HMPC, Assessment report on Tanacetum parthenium (feverfew), 2011
Pareek A., Suthar M., Rathore G.S., Bansal V., Feverfew (Tanacetum parthenium): A Systematic Review, 2011
Diener H.C., Pfaffenrath V., Schnitker J., Friede M., Henneicke-von Zepelin H.H., Efficacy and safety of a feverfew CO2 extract in migraine prevention, 2005
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il Partenio appare morfologicamente come un incrocio tra Camomilla e Crisantemo. Non va confuso con il tossico Tanaceto (Tanacetum vulgare L., sin. Chrysanthemum vulgare Bernhardi), con il Piretro o col Crisantemo americano.
Tanacetum parthenium (L.) Sch. Bip., noto come partenio o feverfew, ha una lunga storia d’uso nella medicina europea già in epoca antica; il nome “parthenium” è spesso collegato a un episodio riportato da fonti classiche in cui la pianta sarebbe stata utilizzata per curare un lavoratore ferito durante la costruzione del Partenone.
Nel Medioevo e nel Rinascimento era ampiamente coltivata negli orti medicinali dei monasteri come rimedio per febbre e cefalea, da cui deriva il nome inglese feverfew, letteralmente “piccola febbre”.
La riscoperta moderna della pianta in ambito scientifico è avvenuta nel XX secolo nel Regno Unito, quando osservazioni empiriche sull’uso popolare nella prevenzione dell’emicrania hanno stimolato studi clinici e farmacologici, portando alla sua diffusione come integratore.
Dal punto di vista fitochimico, il partenolide è diventato un composto di riferimento non solo in fitoterapia ma anche nella ricerca farmacologica, per il suo ruolo nei meccanismi infiammatori e cellulari, rendendo la pianta un modello di studio per i lattoni sesquiterpenici.
La specie è anche utilizzata come pianta ornamentale per i suoi piccoli capolini simili a margherite, ed è stata selezionata in diverse varietà da giardino, contribuendo alla sua diffusione al di fuori del contesto strettamente medicinale.
Nonostante la tradizione d’uso, il consumo diretto delle foglie fresche è stato progressivamente abbandonato a causa degli effetti irritativi sulla mucosa orale, sostituito da preparazioni standardizzate più sicure e controllate.