QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 15/05/2026
UVA URSINA Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel
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Autore: erbeofficinali.org
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Ericales
Famiglia Ericaceae
Sottofamiglia Arbutoideae
Genere Arctostaphylos
Specie Arctostaphylos uva-ursi
PICCOLO ARBUSTO SEMPREVERDE PROSTRATO (10-30 CM ALTEZZA), CON FUSTI LEGNOSI STRISCIANTI (FINO A 2 M LUNGHI) CHE RADICANO AI NODI. FOGLIE CORIACEE, OBOVATE (1-3 CM), VERDE SCURO LUCIDO SOPRA, PIÙ CHIARE SOTTO, CON MARGINE INTERO E APICE ARROTONDATO. FIORI PENDULI A CAMPANULA (5-6 MM), BIANCO-ROSATI, RIUNITI IN GRAPPOLI TERMINALI DI 3-12. FRUTTI A BACCA SFERICA (6-8 MM), ROSSO VIVO A MATURITÀ, CON POLPA FARINOSA CONTENENTE 5-7 SEMI. CORTECCIA ROSSASTRA E SFALDANTE. FOGLIE RICCHE DI ARBUTINA (FINO AL 10%), RESPONSABILE DELLE PROPRIETÀ DIURETICHE. FIORITURA PRIMAVERILE (APRILE-GIUGNO), IMPOLLINATA DA API. SPECIE A CRESCITA LENTA E LONGEVA (FINO A 100 ANNI). SI DISTINGUE DAI SIMILI ARCTOSTAPHYLOS PER I FUSTI RADICANTI E LE FOGLIE NON DENTATE
MAGGIO GIUGNO LUGLIO (TARDA PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCHI TRA MAGGIO E GIUGNO, PRODUCENDO FIORI BIANCO-ROSATI A FORMA DI CAMPANELLA RIUNITI IN RACEMI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____PORPORA CHIARO ____ROSSICCIO
Tipico degli ecosistemi boreali e montani dell'emisfero settentrionale. Cresce in Europa, Asia settentrionale, Nord America e Groenlandia, prediligendo ambienti aperti e soleggiati con suoli acidi (pH 4-6), ben drenati e poveri di nutrienti. Colonizza praterie alpine, lande, brughiere, pinete e foreste rade di conifere, spesso su substrati sabbiosi, rocciosi o morenici, tra 200 e 3.000 metri di quota. Resistente al freddo (-40°C) e alla siccità estiva, forma tappeti estesi grazie ai fusti prostrati radicanti. È specie pioniera in aree disturbate da incendi o disboscamenti. Fiorisce tra aprile e giugno, con bacche mature in autunno. Indicatrice di terreni silicei, evita i suoli calcarei e le zone umide. La sua distribuzione è legata a climi continentali e alpini con estati fresche.
IN ESTATE (GIUGNO-AGOSTO), QUANDO LA CONCENTRAZIONE DI ARBUTINA E TANNINI È MASSIMA, MA PUÒ ESTENDERSI FINO ALL'INIZIO DELL'AUTUNNO
FOGLIE ESSICCATE, RICCHE DI ARBUTINA (5-15%), TANNINI, FLAVONOIDI E ACIDI FENOLICI, CON IMPIEGHI MINORI DI CORTECCIA E FRUTTI IN PREPARAZIONI TRADIZIONALI
ERBACEO E LEGNOSO, CON NOTE BALSAMICHE E LIEVI SENTORI AMARI, PIÙ INTENSO NELLE FOGLIE ESSICCATE
AMAROGNOLO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE E LIEVEMENTE TANNICO, DOVUTO ALL'ALTO CONTENUTO DI ARBUTINA E TANNINI
European Medicines Agency, Assessment Report on Arctostaphylos uva-ursi Folium, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
American Herbal Pharmacopoeia, Uva Ursi Leaf Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2013
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001
F. Cañigueral, Plantas Medicinales y Drogas Vegetales para Infusión y Tisana, 2003
Ivan Stojanović, Bearberry Leaf Arbutin Content and Biological Activities: A Review, 2020
Simona Gabriela Bunghez, Phytochemical Profile and Antimicrobial Activity of Arctostaphylos uva-ursi, 2021
Upton Roy, Bearberry Leaf: Analytical Quality Control and Therapeutic Monograph, 2013
J. Barnes, Herbal Medicines, 2007
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: La tossicità documentata è correlata principalmente al contenuto in arbutina e al rilascio metabolico di idrochinone. L’uso corretto a breve termine e alle dosi terapeutiche è generalmente tollerato, ma sono documentati rischio di irritazione gastrointestinale, nausea, epatotossicità potenziale e incremento del carico fenolico con uso prolungato o ad alte dosi. Le monografie ufficiali raccomandano limitazioni temporali di impiego e ne sconsigliano l’uso in gravidanza, allattamento, età pediatrica e patologie renali.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: L’uso terapeutico di Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel è supportato da monografie ufficiali e da dati farmacologici, soprattutto per il trattamento sintomatico delle infezioni urinarie basse non complicate. Tuttavia l’efficacia documentata dipende strettamente dalla parte utilizzata, dal contenuto standardizzato in arbutina e dalla trasformazione metabolica in idrochinone. Le evidenze cliniche controllate sono limitate e non sufficienti per una classificazione pienamente confermata, mentre esistono solide evidenze in vitro antimicrobiche e dati fitoterapici consolidati.
Confermate da studi scientifici e clinici
Le evidenze cliniche controllate disponibili per Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel risultano limitate e metodologicamente eterogenee. Alcuni studi clinici e revisioni fitoterapiche supportano un possibile impiego adiuvante nelle infezioni non complicate delle basse vie urinarie e nella prevenzione delle recidive di cistite lieve, soprattutto in formulazioni contenenti arbutina. Tuttavia il livello complessivo delle evidenze resta moderato o basso per carenza di studi clinici moderni di elevata qualità metodologica.
L’attività antimicrobica urinaria rappresenta la proprietà più coerentemente documentata. Le evidenze farmacologiche e cliniche disponibili indicano che i derivati dell’arbutina liberano idrochinone nelle urine, con attività antibatterica principalmente verso patogeni urinari comuni. L’efficacia clinica appare dipendente dalla formulazione, dal dosaggio e dal pH urinario.
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste sufficienti per confermare efficacia terapeutica in altre indicazioni sistemiche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica antisettica. Studi in vitro documentano attività contro diversi microrganismi uropatogeni, inclusi ceppi di Escherichia coli, correlata soprattutto ai derivati idrochinonici e ai tannini.
Diuretico (oliguria o ritenzione idrica). L’uso fitoterapico tradizionale è supportato da dati farmacologici moderati e da osservazioni sperimentali che suggeriscono un lieve incremento della diuresi.
Antinfiammatorio. Studi sperimentali in vitro e in vivo animale indicano una moderata riduzione di mediatori proinfiammatori associata ai polifenoli e ai tannini presenti nella droga vegetale.
Antiossidante (per stress ossidativo). Studi in vitro documentano attività scavenger e riduzione dell’ossidazione lipidica attribuibili al contenuto fenolico complessivo.
Diuretico antisettico antiputrido. L’uso tradizionale nelle infezioni urinarie è coerente con i dati farmacologici relativi all’escrezione urinaria dei metaboliti dell’arbutina.
Attività antiadesiva batterica urinaria. Alcuni studi sperimentali suggeriscono un possibile effetto sulla colonizzazione batterica urinaria, ma le evidenze restano preliminari.
Non risultano sufficientemente documentate indicazioni oncologiche, immunomodulanti, antivirali sistemiche o metaboliche specifiche.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente utilizzata nella fitoterapia europea e nordamericana per cistiti lievi, uretriti, disuria e infiammazioni delle basse vie urinarie.
Impiegata storicamente come antisettico urinario vegetale e come diuretico nelle affezioni urinarie funzionali.
Utilizzata nella medicina tradizionale anche per leucorrea, renella, irritazioni urinarie e come astringente intestinale, senza adeguata conferma clinica moderna.
In alcune tradizioni etnobotaniche le foglie sono state utilizzate anche come coadiuvanti in diarrea lieve e infiammazioni mucose grazie all’elevato contenuto tannico.
Per ottenere una attività migliore occorre adottare un'alimentazione ricca di latte, verdure e patate o assumere circa 6 g di bicarbonato al giorno in modo da alcalinizzare le urine (qualora non siano già alcalinizzate dalla stessa malattia in atto). Occorre ripetere il trattamento per più volte al giorno a causa della bassa emivita dei princìpi attivi. Va preferita l'Uva ursina al Corbezzolo ed al Mirtillo rosso perché più potente nell'effetto (o associarle).
L'arbutina (Uva-ursina e Corbezzolo) inibisce l'azione della tirosinasi che stimola la formazione di melanina. Le pomate contenenti arbutina, applicate sulle macchie, ne correggono l'iperpigmentazione.
[Tratto da Club Alpino Italiano, Sezione di Napoli]
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment Report on Arctostaphylos uva-ursi Folium, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Arctostaphylos uva-ursi, 2019
Norman Farnsworth, Biological and Phytochemical Evaluation of Plants. II. Uva-ursi, 1975
Claudia Hilbig, Antimicrobial Activity of Arctostaphylos uva-ursi Leaf Extracts Against Uropathogenic Bacteria, 2018
Ivana Círković Velicković, Bearberry Leaves as a Traditional Antimicrobial Herbal Drug: Botanical, Phytochemical and Pharmacological Review, 2021
R. Hänsel, Pharmacognosy and Phytotherapy of Uvae Ursi Folium, 1994
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Katarzyna Szulc-Musioł, Arbutin and Hydroquinone Content in Different Preparations of Arctostaphylos uva-ursi, 2017
Johannes Gruenwald, PDR for Herbal Medicines, 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO DEVE ESSERE LIMITATO A BREVI PERIODI E NON PROTRATTO CONTINUATIVAMENTE; LE MONOGRAFIE EMA E WHO RACCOMANDANO CICLI BREVI PER RIDURRE IL RISCHIO CUMULATIVO LEGATO ALL’ESPOSIZIONE A IDROCHINONE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E FARMACOLOGICA.
L’ASSUNZIONE AD ALTE DOSI O PROLUNGATA PUÒ DETERMINARE NAUSEA, VOMITO, DOLORE GASTRICO E IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE CORRELATI ALL’ELEVATO CONTENUTO TANNICO. EVIDENZA CLINICO-OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
L’ATTIVITÀ ANTIMICROBICA URINARIA DIPENDE IN PARTE DALLA LIBERAZIONE URINARIA DI IDROCHINONE DA ARBUTINA; LA VARIABILITÀ METABOLICA INDIVIDUALE PUÒ INFLUENZARE EFFICACIA E TOLLERABILITÀ. EVIDENZA FARMACOCINETICA E SPERIMENTALE.
L’USO CONCOMITANTE CON SOSTANZE ACIDIFICANTI URINARIE PUÒ TEORICAMENTE RIDURRE L’EFFICIENZA DELLA CONVERSIONE METABOLICA URINARIA DEI DERIVATI IDROCHINONICI. EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA SPECIFICAMENTE DOCUMENTATA PER LA SPECIE.
LA COMPARSA DI FEBBRE, EMATURIA, SPASMI URINARI O PERSISTENZA DEI SINTOMI URINARI RICHIEDE VALUTAZIONE MEDICA, POICHÉ LA FITOTERAPIA CON UVA URSINA NON SOSTITUISCE LA GESTIONE CLINICA DELLE INFEZIONI URINARIE COMPLICATE. EVIDENZA CLINICA E REGOLATORIA.
L’IMPIEGO CONTEMPORANEO CON ALTRI PRODOTTI CONTENENTI IDROCHINONE O DERIVATI FENOLICI PUÒ AUMENTARE IL CARICO TOSSICOLOGICO EPATICO E RENALE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE.
L’USO CRONICO PUÒ TEORICAMENTE AUMENTARE IL RISCHIO DI TOSSICITÀ EPATICA E OSSIDATIVA DA METABOLITI DELL’IDROCHINONE, SEBBENE I DATI CLINICI DIRETTI SULL’UOMO SIANO LIMITATI. EVIDENZA TOSSICOLOGICA ANIMALE E FARMACOLOGICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ARCTOSTAPHYLOS UVA-URSI (L.) SPRENGEL È CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA PER LA PRESENZA DI DERIVATI IDROCHINONICI E PER L’ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA ADEGUATI, CON SUPPORTO DA VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE E MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI.
È CONTROINDICATA DURANTE L’ALLATTAMENTO PER INSUFFICIENZA DI DATI DI SICUREZZA E POSSIBILE ESPOSIZIONE DEL LATTANTE AI METABOLITI FENOLICI DELL’ARBUTINA.
È CONTROINDICATA IN ETÀ PEDIATRICA, IN PARTICOLARE SOTTO I 12 ANNI, A CAUSA DELLA MANCANZA DI DATI CLINICI ADEGUATI E DEL POTENZIALE RISCHIO TOSSICOLOGICO ASSOCIATO ALL’IDROCHINONE.
È CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON PATOLOGIE RENALI INFIAMMATORIE O INSUFFICIENZA RENALE DOCUMENTATA, POICHÉ L’ELIMINAZIONE DEI METABOLITI FENOLICI AVVIENE PREVALENTEMENTE PER VIA URINARIA E PUÒ AUMENTARE IL CARICO IRRITATIVO RENALE.
È CONTROINDICATA IN PAZIENTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA AD ARCTOSTAPHYLOS UVA-URSI O AI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA ERICACEAE, SULLA BASE DI OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE E FARMACOLOGICHE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ACIDIFICANTI URINARI
ACIDO ASCORBICO
ALCALINIZZANTI URINARI
EPATOTOSSICI
GASTROLESIVI
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
TANNINI (QUANTITÀ ELEVATE)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Foglie essiccate polverizzate in capsule o compresse. La droga deve contenere derivati idrochinonici espressi come arbutina totale generalmente non inferiori al 7-8% secondo standard farmacopeici europei. La posologia tradizionale supportata da monografie fitoterapiche corrisponde a una quantità giornaliera di droga equivalente a 400-840 mg di derivati idrochinonici anidri calcolati come arbutina, suddivisa in 2-4 somministrazioni per periodi brevi generalmente non superiori a una settimana continuativa.
Estratto secco titolato di foglie in rapporto droga/estratto variabile da circa 3-5:1 fino a 6-8:1. Gli estratti fitoterapici standardizzati sono generalmente titolati in arbutina o derivati idrochinonici totali con concentrazioni comprese tra il 10% e il 20%. Per ottenere l’effetto antisettico urinario tradizionale la dose giornaliera di arbutina totale viene normalmente mantenuta nell’intervallo di 400-840 mg al giorno. Gli estratti vengono utilizzati soprattutto in formulazioni per il tratto urinario inferiore.
Estratto idroalcolico fluido di foglie fresche o essiccate. Le preparazioni liquide sono standardizzate sul contenuto di arbutina totale e impiegate in dosi equivalenti alla droga tradizionale. Le formulazioni moderne tendono a limitare l’uso prolungato per ridurre l’esposizione cumulativa all’idrochinone liberato metabolicamente.
Estratto molle o semisolido standardizzato in arbutina. Utilizzato in preparazioni galeniche solide o semisolide per uso orale. Il titolo richiesto per attività fitoterapica documentata resta correlato alla presenza di derivati idrochinonici sufficienti a raggiungere l’apporto giornaliero tradizionale di arbutina.
Preparazioni fitoterapiche composte per le vie urinarie associate ad altre droghe diuretiche o antisettiche documentate come Betula pendula, Solidago virgaurea o Orthosiphon aristatus. In tali formulazioni la quantità di arbutina giornaliera viene generalmente ridotta ma mantenuta entro intervalli farmacologicamente attivi.
Preparazioni topiche dermocosmetiche contenenti arbutina naturale derivata da Arctostaphylos uva-ursi. I preparati depigmentanti cosmetici impiegano generalmente arbutina in concentrazioni comprese tra l’1% e il 7%, ma le evidenze cliniche specifiche riferite alla specie botanica completa risultano limitate rispetto all’arbutina isolata.
Tintura madre omeopatica ottenuta dalle foglie fresche o essiccate. Utilizzata nella tradizione omeopatica principalmente per disturbi urinari irritativi senza evidenze cliniche specifiche di efficacia secondo criteri evidence-based.
Preparazioni omeopatiche in diluizioni D, CH o LM. Le diluizioni più frequentemente documentate nella pratica omeopatica comprendono D2-D6 e 5CH-9CH. L’impiego è riferito soprattutto a sintomatologia urinaria irritativa, pollachiuria e bruciore minzionale secondo impostazione omeopatica tradizionale non supportata da conferme cliniche moderne.
European Medicines Agency, Assessment Report on Arctostaphylos uva-ursi Folium, 2017
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Arctostaphylos uva-ursi Folium, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP Monographs, Uvae Ursi Folium, European Scientific Cooperative on Phytotherapy, 2019
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Kurt Hostettmann, Andrew Marston, Saponins, Chemistry and Pharmacology of Natural Products, 2005
F. Chemat, M. Abert Vian, Alternative Solvents for Natural Products Extraction, 2014
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso tradizionale per supporto delle basse vie urinarie con foglie di Arctostaphylos uva-ursi 1,5 g e foglie di Betula pendula 1,5 g per tazza. Infondere in 200 ml di acqua calda per 10-15 minuti. Assumere fino a 2 volte al giorno per periodi brevi non superiori a 5-7 giorni consecutivi. Formulazione coerente con uso fitoterapico tradizionale documentato per il tratto urinario inferiore.
Infuso composto con foglie di Arctostaphylos uva-ursi 1 g, sommità di Solidago virgaurea 2 g e foglie di Orthosiphon aristatus 1,5 g in 250 ml di acqua. Infondere 10 minuti e assumere 1-2 volte al giorno. La combinazione è utilizzata in fitoterapia tradizionale europea come coadiuvante drenante urinario e per sintomatologia irritativa lieve delle basse vie urinarie.
Decotto breve con foglie di Arctostaphylos uva-ursi 2 g e stimmi di Zea mays 2 g in 250 ml di acqua. Portare a lieve ebollizione per circa 5 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Utilizzare fino a due somministrazioni giornaliere per brevi periodi. Preparazione tradizionale impiegata come coadiuvante urinario.
Miscela erboristica con Arctostaphylos uva-ursi 1 g, Equisetum arvense 2 g e Betula pendula 2 g per infuso in 250 ml di acqua. Infondere per 10 minuti. Utilizzo tradizionale come formulazione drenante e di supporto funzionale urinario. La presenza di Equisetum arvense richiede cautela in trattamenti prolungati.
Infuso con Arctostaphylos uva-ursi 1 g, Vaccinium macrocarpon 2 g e Solidago virgaurea 1 g in 250 ml di acqua calda. Infondere per circa 10 minuti. Utilizzato nella pratica fitoterapica contemporanea come associazione complementare per il benessere urinario femminile, pur con evidenze cliniche eterogenee.
Formulazione erboristica tradizionale con Arctostaphylos uva-ursi 1,5 g, Juniperus communis 0,5 g e Betula pendula 1,5 g per decotto leggero in 250 ml di acqua. Assunzione limitata a brevi periodi per possibile irritazione renale in soggetti sensibili. Utilizzata storicamente come miscela balsamica urinaria.
Infuso astringente con Arctostaphylos uva-ursi 1 g e Agrimonia eupatoria 2 g in 200 ml di acqua. Infondere per 10 minuti. Preparazione tradizionale documentata in fitoterapia europea per irritazioni lievi delle mucose e diarrea lieve associata a componente infiammatoria.
Preparazione fitoterapica composta con Arctostaphylos uva-ursi 1 g, Calluna vulgaris 1,5 g e Solidago virgaurea 1,5 g per infusione in 250 ml di acqua. Utilizzata nella tradizione erboristica come supporto drenante urinario e per sintomi disurici lievi non complicati.
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Arctostaphylos uva-ursi Folium, 2017
European Medicines Agency, Assessment Report on Arctostaphylos uva-ursi Folium, 2017
ESCOP Monographs, Uvae Ursi Folium, European Scientific Cooperative on Phytotherapy, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994
Heinrich Michael, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Karen Barnes, Pharmacovigilance of Herbal Medicines, 2022
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULL'APPARATO URINARIO
Le piante medicinali ad azione diuretica, ovvero che aumentano la diuresi, sono moltissime. Il loro meccanismo d'azione non è mai univoco e questo porta ad una loro difficile classificazione. Tuttavia in base alla natura del principio attivo responsabile dell'azione diuretica possiamo suddividerle in:
a) droghe diuretiche per la presenza prevalente di saponine;
b) droghe diuretiche per la presenza prevalente di composti flavonoidi;
c) droghe diuretiche per la presenza prevalente di sali (potassio);
d) droghe diuretiche per la presenza prevalente di oli essenziali.
E' anche molto interessante, dal punto di vista terapeutico, conoscere di quali sostanze le droghe riescono a facilitare l'escrezione attraverso i reni.
Così abbiamo:
1) Diuretici azoturici, se aumentano l'eliminazione dell'urea (Spirea olmaria, Prezzemolo, Salsapariglia, Betulla, Carciofo, Cipolla, Enula, Orthosifon, Ononide);
2) Diuretici uricolitici, se aumentano l'eliminazione dell'acido urico e dei suoi sali (Alkekengi, Frassino, Ribes nero, Betulla, Salsapariglia, Mais, Uva ursina, Mirtillo rosso e nero, Verga d'oro, Pioppo nero gemme, Ginepro);
3) Diuretici decloruranti, se aumentano l'eliminazione dei cloruri (Orthosifon, Ononide, Pungitopo, Finocchio, Sambuco, Ortica, Asparago, Spirea olmaria);
4) Diuretici fosfatici e ossalici, se promuovono l'eliminazione dei fosfati e degli ossalati (Mais);
5) Diuretici antiputridi, se possiedono una azione antisettica capace di combattere e contrastare le infezioni batteriche dell'apparato urinario (Uva ursina, Mirtillo nero e rosso, Corbezzolo, Sandalo essenza, Pioppo nero gemme, Verga d'oro, Ginepro, Lavanda, Timo).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel è conosciuta con il nome di uva ursina, derivato dal fatto che i suoi frutti sono consumati dagli orsi, caratteristica che ha influenzato la denominazione botanica e popolare della specie.
La pianta ha una lunga tradizione d’uso nelle popolazioni indigene del Nord America e dell’Europa settentrionale, dove veniva impiegata sia a scopo medicinale sia come componente di miscele da fumo cerimoniale, spesso in sostituzione o in associazione al tabacco.
Dal punto di vista storico fitoterapico, l’uva ursina è stata una delle principali droghe vegetali utilizzate nel trattamento delle infezioni urinarie già nella medicina europea del XVIII e XIX secolo, entrando progressivamente nelle farmacopee ufficiali.
La specie è adattata a condizioni ambientali estreme, crescendo in suoli poveri e acidi e formando tappeti vegetali resistenti al freddo, caratteristica che la rende importante negli ecosistemi montani e boreali.
Le foglie sempreverdi e coriacee contengono arbutina, un composto che ha attirato grande interesse farmacologico e che rappresenta uno dei primi esempi studiati di profarmaco vegetale attivo a livello urinario.