QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 18/04/2026
SOIA Glycine max (L.) Merr.
LEGGI ARTICOLI SCIENTIFICI SU:
Autore: erbeofficinali.org
Autore: Scott Bauer
Autore: Fritz Geller-Grimm
Autore: Helge Höpfner
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Fabales Famiglia: Sottofamiglia: Faboideae
Soja, Soya, Soybean, Haba Soya, Sojabohne, Soya Bean, Fagiolo Di Soia, Fagiolo Della Cina, Chinese Soybean, Edamame (per I Baccelli Immaturi).
Dolichos Sofa L., Glycine Angustifolia Miq., Glycine Formosa Hosok., Glycine Javanica Thunb., Glycine Mas, Phalseolus Max L., Phaseolus Max L., Phaseolus Sordidus Salisb., Soja Max (L.) Piper
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO E PUBESCENTE, ALTO FINO A 1 METRO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON LUNGHE STIPOLE ALLA BASE DEL PICCIOLO; LE FOGLIOLINE SONO OVATE O LANCEOLATE, DI COLORE VERDE E PUBESCENTI. I FIORI SONO PICCOLI, PAPILIONACEI, DI COLORE BIANCO, ROSA O VIOLETTO, RIUNITI IN BREVI RACEMI ASCELLARI. IL CALICE È TUBOLARE CON CINQUE DENTI. LA COROLLA HA UN VESSILLO LARGO, DUE ALI E UNA CARENA FORMATA DA DUE PETALI FUSI. GLI STAMI SONO DIECI, DIADELPHI (9 SALDATI PER I FILAMENTI E UNO LIBERO). L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CON 2-5 OVULI, CHE MATURA IN UN LEGUME (BACCELLO) ALLUNGATO, PUBESCENTE, CONTENENTE 1-5 SEMI GLOBOSI O OVALI, DI COLORE VARIABILE DAL GIALLO AL VERDE, AL MARRONE O AL NERO, RICCHI DI PROTEINE E OLIO.
LUGLIO AGOSTO PER 3-4 SETTIMANE, CON FIORI BIANCHI, ROSA O VIOLA IN RACEMI ASCELLARI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____FUCHSIA CHIARO
Coltivata in un'ampia varietà di climi temperati caldi, subtropicali e tropicali. Originaria dell'Asia orientale, in particolare della Cina, la soia è oggi coltivata su vasta scala in tutto il mondo, specialmente in Nord e Sud America, Asia e Africa. Predilige habitat di campi coltivati con suoli fertili, ben drenati, limosi o argillosi-limosi, con un pH compreso tra 6.0 e 7.0. Richiede una stagione di crescita calda con temperature ottimali tra i 20 e i 30°C e una buona disponibilità di acqua, soprattutto durante la fioritura e la formazione dei baccelli. La soia è una pianta eliofila che necessita di piena esposizione al sole per una fotosintesi efficiente e una buona produzione di semi. Sebbene sia adattabile a diverse condizioni di suolo, una buona struttura del terreno è fondamentale per lo sviluppo delle radici e l'assorbimento dei nutrienti. La soia è una leguminosa e ha la capacità di fissare l'azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri del genere Bradyrhizobium presenti nel suolo, riducendo la necessità di fertilizzanti azotati. La sua coltivazione è diffusa nelle pianure e nelle aree collinari con un clima favorevole e una gestione agricola adeguata.
LA RACCOLTA DEI SEMI (DROGA) AVVIENE IN AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE) A MATURAZIONE COMPLETA, QUANDO I BACCELLI SONO SECCHI
SEMI ESSICCATI (INTERI O TRASFORMATI IN FARINA/ESTRATTI), RICCHI DI ISOFLAVONI (GENISTEINA, DAIDZEINA), PROTEINE (40%) E LECITINA
TERROSO E LEGNOSO, CON NOTE ERBACEE E LIEVEMENTE DOLCIASTRE NEI SEMI FRESCHI
NEUTRO-LEGGERMENTE DOLCE NEI SEMI COTTI; AMARO E ASTRINGENTE NEGLI ESTRATTI CONCENTRATI
Proteine: glicinina, beta-conglicinina, subunità alfa beta gamma della conglicinina
Lipidi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico, fosfolipidi, lecitine
Carboidrati: saccarosio, raffinosio, stachiosio, polisaccaridi non amidacei
Isoflavoni: genisteina, daidzeina, gliciteina, genistina, daidzina
Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo
Saponine: saponine di soia gruppo A e B, soyasaponine I II III IV V
Fibre: emicellulose, cellulosa, pectine
Peptidi bioattivi: lunasina, peptidi derivati dalla digestione proteica
Vitamine: tocoferoli alfa beta gamma delta, vitamina K, vitamine del gruppo B
Minerali: calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco
Inibitori enzimatici: inibitori della tripsina, inibitori della chimotripsina
Acidi fenolici: acido ferulico, acido caffeico, acido p-cumarico
Bibliografia
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Glycine max, 2009
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the substantiation of health claims related to soy isoflavones, 2012
Messina M, Soybean isoflavone exposure does not have feminizing effects on men a critical examination of the clinical evidence, Fertility and Sterility, 2010
Setchell KD, Clerici C, Equol history chemistry and formation, Journal of Nutrition, 2010
Kudou S, Fleury Y, Welti D, Magnolato D, Uchida T, Kitamura K, Okubo K, Malonyl isoflavone glycosides in soybean seeds, Agricultural and Biological Chemistry, 1991
Berhow MA, Wagner ED, Vaughn SF, Plewa MJ, Characterization and antimutagenic activity of soybean saponins, Mutation Research, 2000
Friedman M, Nutritional value of proteins from different food sources a review, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 1996
Xiao CW, Health effects of soy protein and isoflavones in humans, Journal of Nutrition, 2008
Ruiz-Larrea MB, Mohan AR, Paganga G, Miller NJ, Bolwell GP, Rice-Evans CA, Antioxidant activity of phytoestrogenic isoflavones, Free Radical Research, 1997
Rietjens IMCM, Louisse J, Beekmann K, The potential health effects of dietary phytoestrogens, British Journal of Pharmacology, 2017
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: dati clinici e nutrizionali su ampia scala indicano elevata sicurezza della soia come alimento e fonte fitoterapica, con effetti indesiderati rari e generalmente limitati a reazioni allergiche in soggetti sensibili; non emergono tossicità sistemiche rilevanti a dosi usuali secondo studi clinici e osservazionali sull’uomo
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze cliniche controllate e le revisioni sistematiche riguardano specificamente frazioni isolate o estratti standardizzati della soia, in particolare proteine di soia e isoflavoni, con effetti su lipidi plasmatici e sintomi della menopausa; tali risultati non sono generalizzabili alla droga vegetale nel suo complesso e mostrano esiti variabili tra studi, indicando una chiara dipendenza da composizione, standardizzazione e modalità d’uso
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Riduzione dei sintomi vasomotori della menopausa, in particolare vampate di calore, supportata da numerosi studi clinici randomizzati e meta-analisi su estratti standardizzati di isoflavoni di Glycine max; l’effetto risulta statisticamente significativo ma di entità moderata e variabile tra gli studi, con dipendenza da dose, durata e profilo metabolico individuale (capacità di produrre equolo)
Modulazione del profilo lipidico plasmatico con riduzione del colesterolo LDL, documentata da revisioni sistematiche e meta-analisi su proteine di soia e isoflavoni; l’effetto è modesto ma coerente e riconosciuto anche in ambito regolatorio per specifiche frazioni proteiche
Effetto modesto sulla densità minerale ossea in donne in postmenopausa, con evidenze cliniche eterogenee derivanti da studi controllati e meta-analisi; i risultati indicano un possibile rallentamento della perdita ossea ma non un effetto terapeutico robusto o uniforme
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiandrogenica e modulazione dei recettori estrogenici, documentata da studi in vitro su isoflavoni (genisteina, daidzeina) e da modelli animali; tali effetti costituiscono la base farmacologica dell’impiego nei disturbi ormono-dipendenti ma non sono sufficientemente confermati clinicamente per tutte le indicazioni
Attività antinfiammatoria e antiossidante, dimostrata in studi in vitro e in vivo animale attraverso modulazione di citochine e vie di segnalazione redox; evidenze cliniche limitate e non conclusive per indicazioni terapeutiche specifiche
Possibile effetto protettivo cardiovascolare complessivo, suggerito da studi osservazionali su popolazioni con elevato consumo di soia e da dati sperimentali su metabolismo lipidico ed endoteliale; relazione causale non pienamente dimostrata
Attività antiproliferativa su linee cellulari tumorali ormono-dipendenti, documentata in vitro e in modelli animali; evidenze cliniche insufficienti e talvolta contrastanti, non traducibili in indicazione terapeutica oncologica
Uso storico e nella tradizione
Alimento nutraceutico fondamentale nelle tradizioni alimentari dell’Asia orientale, impiegato per il mantenimento della salute generale e della longevità
Utilizzo tradizionale nei disturbi femminili correlati alla menopausa e alla sfera ormonale, senza validazione scientifica originaria
Impiego tradizionale come tonico nutrizionale e riequilibrante metabolico nell’alimentazione quotidiana
Messina M, Soy and health update evaluation of the clinical and epidemiologic literature, Nutrients, 2016
Chen MN, Lin CC, Liu CF, Efficacy of phytoestrogens for menopausal symptoms a meta analysis and systematic review, Climacteric, 2015
Tokede OA, Onabanjo TA, Yansane A, Gaziano JM, Djoussé L, Soya products and serum lipids a meta analysis of randomized controlled trials, British Journal of Nutrition, 2015
Rietjens IMCM, Louisse J, Beekmann K, The potential health effects of dietary phytoestrogens, British Journal of Pharmacology, 2017
EFSA Panel on Dietetic Products Nutrition and Allergies, Scientific opinion on the substantiation of health claims related to soy protein and blood cholesterol levels, EFSA Journal, 2012
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
CONDIZIONI ESTROGENO-SENSIBILI. GLI ISOFLAVONI DELLA SOIA (GENISTEINA, DAIDZEINA) PRESENTANO ATTIVITÀ ESTROGENICA SELETTIVA. STUDI CLINICI E REVISIONI SISTEMATICHE INDICANO EFFETTI MODULANTI SUI RECETTORI ESTROGENICI; L’USO IN SOGGETTI CON NEOPLASIE ORMONO-DIPENDENTI RICHIEDE VALUTAZIONE MEDICA. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA.
INTERAZIONE CON TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA O MODULATORI DEI RECETTORI ESTROGENICI. STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SUGGERISCONO POSSIBILI INTERAZIONI FUNZIONALI PER COMPETIZIONE RECETTORIALE. EVIDENZA CLINICA LIMITATA MA PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA DOCUMENTATA.
FUNZIONE TIROIDEA E APPORTO IODICO. STUDI CLINICI E IN VIVO INDICANO CHE GLI ISOFLAVONI POSSONO INTERFERIRE CON LA FUNZIONE TIROIDEA IN CONDIZIONI DI CARENZA IODICA. EVIDENZA CLINICA CONDIZIONATA E DIPENDENTE DALLO STATO NUTRIZIONALE IODICO.
INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI. ALCUNI DATI OSSERVAZIONALI E FARMACOLOGICI SUGGERISCONO POSSIBILI EFFETTI SUL METABOLISMO DELLA VITAMINA K O SULL’EMOSTASI. EVIDENZA LIMITATA E NON CONCLUSIVA.
ASSORBIMENTO DI FARMACI E NUTRIENTI. LE PROTEINE E FIBRE DELLA SOIA POSSONO INFLUENZARE LA BIODISPONIBILITÀ DI ALCUNI FARMACI. EVIDENZA FARMACOLOGICA GENERALE E STUDI CLINICI INDIRETTI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
SONO POSSIBILI INTERFERENZE CON L'ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-GONADI.
CONDIZIONI ESTROGENO-SENSIBILI, INTERAZIONE CON TERAPIA ORMONALE, FUNZIONE TIROIDEA IN CARENZA IODICA, INTERAZIONE CON ANTICOAGULANTI, INTERFERENZA CON ASSORBIMENTO DI FARMACI E NUTRIENTI
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA SOIA O AI SUOI DERIVATI. ESISTONO EVIDENZE CLINICHE CONSOLIDATE DI REAZIONI ALLERGICHE IGE-MEDIATE, ANCHE SEVERE, DOCUMENTATE IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SULL’UOMO.
ALLERGIA ALIMENTARE ALLA SOIA DIAGNOSTICATA. LA SOIA È RICONOSCIUTA COME UNO DEI PRINCIPALI ALLERGENI ALIMENTARI, CON CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA ALL’USO FITOTERAPICO NEI SOGGETTI SENSIBILIZZATI, SUPPORTATA DA AMPIA LETTERATURA CLINICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di isoflavoni da Glycine max (L.) Merr. ottenuto da semi o ipocotile, con rapporti di estrazione elevati e solventi idroalcolici, titolato generalmente al 10–40% in isoflavoni totali espressi come genisteina, daidzeina e gliciteina; i preparati clinicamente studiati utilizzano dosaggi compresi tra circa 40 e 80 mg/die di isoflavoni totali, con somministrazione orale frazionata, mentre alcuni studi impiegano dosi fino a 100–120 mg/die in condizioni controllate
Estratto concentrato di soia standardizzato (DER elevato, tipicamente 40:1 fino a oltre 100:1) in capsule o compresse, con titolazione in isoflavoni intorno al 30–40%; la posologia usuale nei prodotti commerciali e negli studi clinici è calibrata per fornire circa 50–100 mg/die di isoflavoni totali, in relazione all’indicazione menopausale o metabolica
Lecitina di soia (Lecithinum ex soya), estratto lipidico ricco in fosfolipidi, disponibile in capsule, granuli o forma liquida, non titolato in isoflavoni ma standardizzato per contenuto in fosfatidilcolina; utilizzata a dosaggi variabili generalmente compresi tra 1 e 3 g/die per supporto metabolico e funzionale, con evidenze limitate per specifici effetti terapeutici
Olio di soia raffinato (Soiae oleum raffinatum), preparazione lipidica utilizzata in ambito fitoterapico prevalentemente per uso topico o come eccipiente in formulazioni medicinali, privo di titolazione in isoflavoni e non impiegato per effetti sistemici endocrino-metabolici
Preparazioni omeopatiche di Glycine max, generalmente ottenute da semi o derivati e utilizzate in diluizioni centesimali o decimali (es. CH, DH), prive di contenuto farmacologicamente rilevante di isoflavoni; non esistono evidenze cliniche dirette che supportino un’efficacia terapeutica specifica di tali preparazioni per indicazioni mediche definite
European Medicines Agency, Final public statement on Glycine max L Merr semen, 2018
European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Glycine max L Merr oleum raffinatum, 2017
European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Lecithinum ex soya, 2017
EFSA Panel on Dietetic Products Nutrition and Allergies, Scientific opinion on soy isoflavones and health claims, 2011
Messina M, Soy and health update evaluation of the clinical and epidemiologic literature, 2016
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di semi di Glycine max (L.) Merr. ottenuto da semi decorticati e leggermente tostati, impiegando circa 5–10 g di droga per 200–250 ml di acqua calda con tempo di infusione di 10–15 minuti; la preparazione presenta un contenuto variabile e generalmente basso di isoflavoni rispetto agli estratti standardizzati, risultando quindi più idonea come supporto nutrizionale che come intervento terapeutico specifico; l’assunzione può essere effettuata una o due volte al giorno in contesti dietetici controllati, con buona tollerabilità generale
Decotto di semi di Glycine max (L.) Merr. mediante bollitura prolungata di 10–20 g di semi in 300–500 ml di acqua per circa 20–30 minuti, tecnica che consente una maggiore estrazione di componenti idrosolubili ma con biodisponibilità limitata degli isoflavoni attivi rispetto alle forme agliconiche; l’impiego tradizionale è prevalentemente alimentare e non esistono evidenze cliniche dirette che supportino un uso terapeutico specifico del decotto rispetto agli estratti titolati
Formulazione erboristica per disturbi menopausali con Glycine max (L.) Merr. associata a Trifolium pratense L. e Humulus lupulus L., utilizzando semi o derivati di soia in quantità equivalenti a circa 20–40 mg di isoflavoni/die complessivi nella miscela, preparata come infuso o tisana; tale associazione è basata su complementarità fitoestrogenica documentata a livello farmacologico, mentre le evidenze cliniche riguardano prevalentemente gli estratti standardizzati e non direttamente le tisane
Formulazione erboristica metabolica con Glycine max (L.) Merr. associata a Linum usitatissimum L. e Avena sativa L., impiegando circa 5–10 g di semi di soia per preparazione insieme a fibre solubili e lignani; l’utilizzo è orientato al supporto del metabolismo lipidico e glicemico sulla base di evidenze cliniche relative agli alimenti funzionali contenenti soia, pur con limitazioni nella standardizzazione del contenuto in principi attivi
Formulazione erboristica tonico-nutrizionale con Glycine max (L.) Merr. associata a Panax ginseng C.A.Mey. e Medicago sativa L., preparata come decotto o infuso combinato; tale combinazione deriva da uso fitoterapico documentato e da plausibilità farmacologica su metabolismo energetico e adattamento allo stress, ma con assenza di studi clinici diretti sulla miscela
Messina M, Soy and health update evaluation of the clinical and epidemiologic literature, 2016
Chen MN, Lin CC, Liu CF, Efficacy of phytoestrogens for menopausal symptoms a meta analysis and systematic review, 2015
Tokede OA, Onabanjo TA, Yansane A, Gaziano JM, Djoussé L, Soya products and serum lipids a meta analysis of randomized controlled trials, 2015
Rietjens IMCM, Louisse J, Beekmann K, The potential health effects of dietary phytoestrogens, 2017
Albert A, Altabre C, Baró F et al, Efficacy and safety of a phytoestrogen preparation derived from Glycine max in climacteric symptomatology, 2002
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Glycine max rappresenta una delle principali fonti proteiche vegetali a livello globale ed è utilizzata in numerose preparazioni alimentari, sia tradizionali sia industriali.
I semi interi possono essere consumati dopo cottura prolungata, soprattutto nella forma immatura nota come edamame, caratterizzata da maggiore digeribilità e contenuto più elevato di acqua. I semi maturi richiedono ammollo e lunga cottura per ridurre fattori antinutrizionali e migliorare la biodisponibilità delle proteine.
La soia è ampiamente utilizzata sotto forma di derivati fermentati tradizionali. Tra questi rientrano il miso, il tempeh e la salsa di soia, prodotti attraverso fermentazioni controllate che migliorano digeribilità, profilo nutrizionale e sviluppo di composti aromatici complessi.
Il tofu rappresenta uno dei principali derivati non fermentati ed è ottenuto per coagulazione del latte di soia. È caratterizzato da elevato contenuto proteico e versatilità culinaria, potendo essere utilizzato in preparazioni dolci e salate.
Il latte di soia è una bevanda ottenuta dalla macinazione e filtrazione dei semi, utilizzata come alternativa alle bevande di origine animale. Può essere consumato tal quale o impiegato come base per ulteriori trasformazioni alimentari.
La farina di soia e le proteine testurizzate sono impiegate nell’industria alimentare per arricchire prodotti da forno, sostituire parzialmente la carne o migliorare il contenuto proteico di preparazioni alimentari.
L’olio di soia, estratto dai semi, è largamente utilizzato in cucina e nell’industria alimentare per la sua composizione in acidi grassi polinsaturi, pur essendo soggetto a ossidazione se esposto a temperature elevate o conservazione prolungata.
Nel complesso, l’uso culinario di Glycine max è estremamente diversificato e comprende sia forme tradizionali asiatiche sia prodotti altamente trasformati diffusi nella dieta occidentale.
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1).
Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni).
Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p
Glycine max è una delle colture più antiche coltivate dall’uomo, con origine nella Cina settentrionale dove veniva già domesticata oltre 3000 anni fa. Nella tradizione agricola cinese era considerata una delle “cinque piante sacre” insieme a riso, frumento, orzo e miglio, a testimonianza della sua importanza nutrizionale e culturale.
Un aspetto peculiare della soia è la sua classificazione botanica come leguminosa capace di fissare l’azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri del genere Rhizobium, caratteristica che ha avuto un impatto rilevante sull’agricoltura tradizionale e moderna migliorando la fertilità del suolo.
Nonostante oggi sia associata principalmente all’alimentazione umana e animale, storicamente la soia era utilizzata in Asia soprattutto dopo processi di fermentazione, poiché il consumo diretto dei semi crudi era limitato dalla presenza di fattori antinutrizionali. Le tecniche di fermentazione rappresentano quindi un adattamento culturale e tecnologico fondamentale.
Nel XX secolo Glycine max ha acquisito un ruolo strategico globale diventando una delle principali commodity agricole, utilizzata non solo per scopi alimentari ma anche industriali, inclusa la produzione di oli, bioplastiche, vernici e biodiesel.
Un elemento curioso riguarda la variabilità fitochimica della soia, in particolare il contenuto di isoflavoni, che può variare significativamente in funzione della varietà, delle condizioni ambientali e dei processi tecnologici, influenzando direttamente le proprietà nutrizionali e biologiche.
Dal punto di vista nutrizionale, la soia è una delle poche fonti vegetali contenenti proteine considerate complete per l’apporto di aminoacidi essenziali, caratteristica che ha contribuito alla sua diffusione nelle diete vegetariane e vegane contemporanee.
Infine, l’interesse scientifico verso Glycine max è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni, in particolare per il contenuto in fitoestrogeni, che ha portato a un ampio dibattito scientifico e clinico sul loro ruolo nella salute umana, con risultati talvolta eterogenei e ancora oggetto di studio.