EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Genere Artemisia
Specie Artemisia vulgaris L.
Absinthium Vulgare (L.) Dulac, Artemisia Ruderalis Salisb., Artemisia Vulgaris Var. Coarctata Forselles Ex Besser, Artemisia Vulgaris Var. Kamtschatica Besser, Artemisia Vulgaris Var. Selengensis Turcz. Ex Besser, Artemisia Vulgaris Var. Umbrosa Turcz. Ex Besser, Artemisia Vulgaris Var. Vulgaris
ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 1-2 METRI, CON FUSTO ERETTO, ROSSASTRO, SPESSO RAMIFICATO. FOGLIE ALTERNE, PENNATOSETTE, CON SEGMENTI LANCEOLATI E DENTATI, VERDI E GLABRE SUPERIORMENTE, BIANCO-TOMENTOSE INFERIORMENTE. FIORI PICCOLI, NUMEROSI, GIALLASTRI O ROSSASTRI, RIUNITI IN CAPOLINI CHE FORMANO UNA PANNOCCHIA ALLUNGATA. FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO E LISCIO. TUTTA LA PIANTA È AROMATICA.
Molto diffusa in Europa, Asia, Nord Africa e Nord America, dove è stata introdotta e si è naturalizzata. Cresce spontanea in una vasta gamma di habitat, prediligendo luoghi soleggiati o parzialmente ombreggiati, come bordi stradali, ferrovie, scarpate, terreni incolti, margini di boschi e aree disturbate. Si adatta a diversi tipi di suolo, anche poveri e argillosi, purché ben drenati. È una specie resistente che tollera una certa siccità e una varietà di condizioni climatiche temperate. La sua capacità di propagarsi sia per seme che vegetativamente tramite rizomi sotterranei contribuisce alla sua ampia distribuzione e alla sua tendenza a formare dense colonie. In Italia è comune in quasi tutte le regioni, dalla pianura alla montagna.
Iwanaga Shuichi, Chemical constituents of Artemisia vulgaris and related species, 2003
Ivanescu Bogdan, Artemisia vulgaris L. phytochemical and pharmacological profile, 2015
Bilia Anna Rita, Essential oils of Artemisia species composition and biological activity, 2008
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia monograph Artemisia species, 2019
Zhang Qi, Chemical composition and antimicrobial activity of Artemisia vulgaris essential oil, 2010
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: dati tossicologici documentano la presenza di tujone nell’olio essenziale con potenziale neurotossico dose dipendente, con rischio di effetti avversi neurologici e uterotonici; la tossicità è correlata alla forma estrattiva e al dosaggio, risultando rilevante soprattutto per preparati concentrati e uso improprio, mentre a dosi fitoterapiche controllate i rischi sono moderati ma non trascurabili
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze farmacologiche in vitro e in vivo animale documentano attività digestive, spasmolitiche e antimicrobiche, ma mancano studi clinici controllati sulla specie; l’efficacia risulta limitata a specifici estratti e condizioni d’uso tradizionale supportate da dati farmacologici ma non clinici
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche sulla specie Artemisia vulgaris L. che consentano di confermare proprietà fitoterapiche con livello di prova clinico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antifungina documentata da studi in vitro su estratti e oli essenziali della specie con evidenza di inibizione della crescita di microrganismi patogeni.
Attività antinfiammatoria supportata da studi in vitro e in vivo animale che evidenziano riduzione di mediatori dell’infiammazione, con dati limitati e non standardizzati.
Attività antiossidante documentata in vitro su estratti ricchi in flavonoidi e composti fenolici con capacità di scavenging dei radicali liberi.
Attività spasmolitica su muscolatura liscia supportata da studi in vitro e modelli animali, coerente con l’uso fitoterapico digestivo tradizionale.
Attività digestiva eupeptica documentata nella fitoterapia tradizionale e supportata da plausibilità farmacologica legata alla presenza di principi amari e oli essenziali, con assenza di studi clinici controllati.
Attività emmenagoga e modulante uterina supportata da dati farmacologici e osservazioni sperimentali, con evidenze limitate e potenziale rilevanza tossicologica.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come digestivo e carminativo nelle dispepsie e nei disturbi gastrointestinali funzionali.
Uso come regolatore del ciclo mestruale e per disturbi ginecologici funzionali.
Utilizzo in affezioni cutanee e come rimedio topico per irritazioni e lesioni superficiali.
Uso in stati febbrili e condizioni infettive secondo tradizioni etnomediche europee e asiatiche.
Impiego come tonico amaro e stimolante generale nell’uso popolare.
European Medicines Agency, Assessment report on Artemisia vulgaris L. herbal substance and herbal preparations, 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants volume 2 Artemisia vulgaris, 2002
Ivanescu Bogdan, Artemisia vulgaris L. phytochemical and pharmacological profile, 2015
Bilia Anna Rita, Essential oils of Artemisia species chemical composition and biological activity, 2008
Liu Chao, Antimicrobial and antioxidant activities of Artemisia vulgaris extracts, 2011
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Artemisia herb monograph, 2019
GRAVIDANZA DOCUMENTATA COME CONTROINDICAZIONE SULLA BASE DI DATI FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE CHE EVIDENZIANO ATTIVITÀ UTEROTONICA ASSOCIATA AI COMPONENTI DELL’OLIO ESSENZIALE CONTENENTI TUJONE, CON POTENZIALE RISCHIO ABORTIVO. IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA SPECIE ARTEMISIA VULGARIS DOCUMENTATA DA DATI CLINICI E OSSERVAZIONALI RELATIVI A REAZIONI ALLERGICHE, IN PARTICOLARE NEI SOGGETTI SENSIBILIZZATI AI POLLINI DI ARTEMISIA CON POSSIBILE SINDROME ORALE ALLERGICA O DERMATITI DA CONTATTO.
USO DI PREPARAZIONI CONTENENTI OLIO ESSENZIALE O ESTRATTI CONCENTRATI RICCHI IN TUJONE DA LIMITARE PER RISCHIO NEUROTOSSICO DOSE DIPENDENTE DOCUMENTATO DA STUDI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI SULLA SPECIE, CON POSSIBILE COMPARSA DI EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE. POSSIBILE INTERAZIONE CON SOGGETTI AFFETTI DA EPILESSIA O PREDISPOSIZIONE CONVULSIVA SULLA BASE DI PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA ALLA PRESENZA DI TUJONE CON ATTIVITÀ PROCONVULSIVANTE DIMOSTRATA IN MODELLI SPERIMENTALI. POSSIBILE REATTIVITÀ CROCIATA ALLERGICA IN SOGGETTI SENSIBILI ALLE ASTERACEAE SUPPORTATA DA EVIDENZE CLINICHE E OSSERVAZIONALI SULLA SPECIE E SU ALLERGENI POLLINICI CORRELATI. USO PROLUNGATO NON RACCOMANDATO PER ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE SULLA SPECIE, CON EVIDENZA LIMITATA A STUDI PRECLINICI E USO TRADIZIONALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTICONVULSIVANTI
DEPRESSIVI DEL SNC
NEUROSTIMOLANTI
OLI ESSENZIALI CONTENENTI TUJONE (ASSENZIO, SALVIA)
SEDATIVI DEL SNC
STIMOLANTI DEL SNC
UTEROTONICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto fluido idroalcolico da parti aeree di Artemisia vulgaris L. ottenuto con rapporto droga estratto generalmente compreso tra 1:1 e 1:2 in etanolo 25–70 percento. La standardizzazione farmacognostica disponibile è limitata e, quando presente, è riferita ai derivati degli acidi idrossicinnamici espressi come acido clorogenico con valori minimi indicativi intorno a 0,01 percento oppure alla frazione di sostanze amare totali. Posologia tradizionalmente utilizzata 1–2 ml fino a tre volte al giorno, corrispondente a circa 20–40 gocce per somministrazione, adattata in funzione della concentrazione dell’estratto.
Tintura madre idroalcolica preparata da droga fresca con titolo alcolico variabile intorno a 45–60 percento e rapporto droga estratto tipico 1:5 o 1:10. Non esistono standard internazionali uniformi di titolazione per principi attivi specifici nella specie, pertanto il riferimento resta la qualità farmacognostica della droga di partenza. Posologia usuale 10–30 gocce due o tre volte al giorno in uso breve e controllato.
Estratto secco nebulizzato o spray dried da Artemisia vulgaris L. con rapporti di estrazione indicativi 4:1 fino a 10:1, utilizzato in formulazioni solide. La standardizzazione è generalmente orientata a flavonoidi totali o composti fenolici totali, ma non esiste un titolo universalmente validato per correlazione diretta con efficacia clinica. Posologia tipica 200–600 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni, in base al rapporto di estrazione e alla concentrazione dei composti attivi.
Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle parti aeree, contenente monoterpeni e chetoni come pineni, canfora e cineolo in percentuali variabili. Non esiste un titolo terapeutico standardizzato condiviso per uso interno e l’impiego è limitato prevalentemente a uso esterno o aromaterapico per motivi di sicurezza. Posologia interna non raccomandata in fitoterapia evidence based per assenza di dati clinici e rischio tossicologico dose dipendente.
Estratto glicolico o idroglicerico utilizzato soprattutto in ambito dermatologico e fitocosmetico, standardizzato in modo non uniforme su frazioni polifenoliche o attività antiossidante totale. Impiego tipico in preparazioni topiche a concentrazioni dal 1 al 5 percento senza una posologia sistemica definita, con finalità lenitive e antiossidanti.
Preparazioni omeopatiche da Artemisia vulgaris L. disponibili in diluizioni centesimali e decimali a partire dalla tintura madre, utilizzate secondo la pratica omeopatica per disturbi neurovegetativi, convulsivi o mestruali. Non esiste una titolazione in principi attivi né una posologia farmacologica convenzionale, essendo basate su diluizioni dinamizzate; l’uso segue protocolli omeopatici individualizzati.
European Food Safety Authority Panel on Additives and Products or Substances used in Animal Feed, Safety of a tincture derived from Artemisia vulgaris L., 2020
European Food Safety Authority Panel on Additives and Products or Substances used in Animal Feed, Safety and efficacy of a tincture derived from Artemisia vulgaris L., 2019
Bilia Anna Rita, Essential oils of Artemisia species chemical composition and biological activity, 2008
Ivanescu Bogdan, Artemisia vulgaris L. phytochemical and pharmacological profile, 2015
European Medicines Agency, Assessment report on Artemisia vulgaris L., 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants volume 2, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo amaro con Artemisia vulgaris L. costituito da 1 grammo di sommità fiorite essiccate in associazione con 1 grammo di Matricaria chamomilla L. e 1 grammo di Foeniculum vulgare Mill. in 150 ml di acqua calda. Infusione per 10 minuti con assunzione fino a due volte al giorno prima dei pasti. La formulazione sfrutta l’azione amaro-tonica e carminativa con un profilo di sicurezza adeguato alle dosi tradizionali.
Decotto epatobiliare leggero con Artemisia vulgaris L. costituito da 1 grammo di droga secca associato a 1 grammo di Taraxacum officinale F.H. Wigg. radice e 0,5 grammi di Mentha piperita L. in 200 ml di acqua. Bollitura per 5 minuti seguita da infusione per altri 10 minuti. Assunzione una volta al giorno dopo il pasto principale per brevi periodi. La composizione è coerente con l’uso tradizionale coleretico e digestivo con supporto farmacologico sperimentale.
Infuso per dispepsia e spasmi gastrointestinali con Artemisia vulgaris L. 0,5–1 grammo associata a Melissa officinalis L. 1 grammo e Pimpinella anisum L. 0,5 grammi in 150 ml di acqua calda. Infusione per 10 minuti e assunzione fino a due volte al giorno dopo i pasti. La combinazione mira a modulare la motilità e ridurre la componente spastica con buona tollerabilità.
Infuso per supporto del ciclo mestruale con Artemisia vulgaris L. 0,5 grammi associata a Achillea millefolium L. 1 grammo e Calendula officinalis L. 1 grammo in 150 ml di acqua. Infusione per 10 minuti con assunzione una volta al giorno nei giorni precedenti il ciclo. L’uso è basato su tradizione consolidata con plausibilità farmacologica ma richiede cautela per il profilo uterotonico.
Infuso sedativo leggero e digestivo con Artemisia vulgaris L. 0,5 grammi associata a Tilia cordata Mill. 1 grammo e Passiflora incarnata L. 1 grammo in 200 ml di acqua calda. Infusione per 10 minuti con assunzione serale. La formulazione integra l’azione aromatica digestiva con componenti calmanti documentate in letteratura fitoterapica.
Decotto combinato per insufficienza digestiva con Artemisia vulgaris L. 1 grammo associata a Gentiana lutea L. 0,5 grammi e Citrus aurantium L. scorza 0,5 grammi in 200 ml di acqua. Bollitura breve di 5 minuti e successiva infusione per 10 minuti. Assunzione prima dei pasti principali per stimolare le secrezioni digestive secondo uso tradizionale e supporto farmacologico amaro-tonico.
Infuso dermoprotettivo per uso esterno con Artemisia vulgaris L. 2 grammi associata a Calendula officinalis L. 2 grammi e Hamamelis virginiana L. 1 grammo in 200 ml di acqua. Infusione per 10–15 minuti e applicazione locale dopo raffreddamento. Utilizzo coerente con dati sperimentali su attività antiossidante e antimicrobica topica.
European Medicines Agency, Assessment report on Artemisia vulgaris L. herbal substance and herbal preparations, 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants volume 2 Artemisia vulgaris, 2002
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs Artemisia vulgaris, 2003
Ivanescu Bogdan, Artemisia vulgaris L. phytochemical and pharmacological profile, 2015
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Public statement on Artemisia species safety considerations, 2015
Ulbricht Catherine, Natural Standard Herb and Supplement Guide Artemisia vulgaris, 2011
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica amaricante tipo vino aromatizzato con Artemisia vulgaris L. ottenuta per macerazione delle sommità fiorite essiccate in vino bianco. Si impiegano circa 10–20 grammi di droga secca per litro di vino bianco secco, lasciando macerare per 5–7 giorni in recipiente chiuso e al riparo dalla luce, con agitazione periodica e successiva filtrazione. Questa preparazione rientra nella tradizione dei vini medicati amari e presenta un profilo organolettico amaricante e aromatico. L’uso è limitato a piccole quantità come digestivo prima o dopo i pasti, generalmente 20–50 ml, con impiego breve e controllato in considerazione della presenza di componenti neuroattivi nella pianta.
Preparazione alcolica per macerazione diretta in alcol etilico alimentare seguita da diluizione in vino, assimilabile a un vino liquoroso medicato. Si utilizzano circa 15 grammi di sommità fiorite essiccate in 500 ml di alcol alimentare a circa 40–50 percento, con macerazione per circa una settimana, filtrazione e successiva eventuale diluizione con vino o acqua zuccherata per ottenere una bevanda amaricante. L’uso tradizionale è come tonico digestivo ed eupeptico assunto in piccole quantità, un bicchierino prima o dopo i pasti, evitando uso prolungato o dosaggi elevati per il rischio di effetti sul sistema nervoso centrale.
Preparazioni alcoliche complesse tipo liquori o amari erbali in cui Artemisia vulgaris L. viene utilizzata come componente aromatica secondaria insieme ad altre droghe amare. In ambito tradizionale europeo la specie è stata impiegata nella formulazione di bevande fermentate o aromatizzate, analogamente alle miscele amaricanti utilizzate prima dell’introduzione del luppolo nella birra e nei vini aromatizzati. In questi contesti l’Artemisia conferisce note amare e balsamiche e contribuisce all’attività digestiva della bevanda, ma viene utilizzata in quantità moderate per evitare effetti indesiderati legati ai monoterpeni chetonici.
European Medicines Agency, Assessment report on Artemisia vulgaris L. herbal substance and herbal preparations, 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants volume 2 Artemisia vulgaris, 2002
Ivanescu Bogdan, Artemisia vulgaris L. phytochemical and pharmacological profile, 2015
Bilia Anna Rita, Essential oils of Artemisia species chemical composition and biological activity, 2008
European Food Safety Authority Panel on Additives and Products or Substances used in Animal Feed, Safety of a tincture derived from Artemisia vulgaris L., 2020
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Considerata una pianta mellifera, sebbene non sia tra le principali fonti di nettare per le api. Il miele derivato da questa pianta è raro e ha caratteristiche particolari:
Colore: Ambrato scuro con riflessi rossastri
Aroma: Intenso, erbaceo, con note terrose e leggermente balsamiche
Sapore: Complesso, tendente all'amaro, con retrogusto persistente e leggera nota speziata
Cristallizzazione: Lenta, con formazione di cristalli fini
Proprietà: Conserva parzialmente i principi attivi della pianta, tra cui tracce di oli essenziali (tujone, cineolo) e flavonoidi
Questo miele viene prodotto soprattutto in zone rurali e montane dell'Europa centrale e orientale, dove la pianta cresce spontaneamente in abbondanza. La produzione è limitata perché le api preferiscono spesso altre fonti nettarifere più ricche.
Artemisia vulgaris L., comunemente nota come artemisia comune o assenzio selvatico, è una delle piante officinali più antiche documentate nelle tradizioni eurasiatiche, con riferimenti che risalgono alla medicina greco romana e alle pratiche erboristiche medievali europee. Il nome Artemisia è tradizionalmente collegato alla dea Artemide, associata alla fertilità e alla protezione delle donne, riflettendo l’uso storico della pianta nei disturbi del ciclo mestruale.
Nel Medioevo europeo era considerata una pianta protettiva e apotropaica, spesso intrecciata in corone o cinture durante il solstizio d’estate, in particolare nella notte di San Giovanni. Si riteneva che avesse la capacità di allontanare spiriti maligni e malattie, e veniva portata addosso durante i viaggi per prevenire la stanchezza e gli incidenti.
Prima dell’introduzione del luppolo nella birra, Artemisia vulgaris faceva parte delle miscele aromatiche note come gruit, utilizzate per aromatizzare e conservare le bevande fermentate. Questa funzione tecnologica si accompagnava a una valenza medicinale, poiché si riteneva che migliorasse la digestione e la conservabilità delle bevande.
Nella medicina tradizionale cinese e giapponese, specie affini e talvolta la stessa Artemisia vulgaris sono state impiegate nella moxibustione, una tecnica che prevede la combustione della pianta essiccata vicino ai punti di agopuntura per stimolare il flusso energetico. Questo uso ha contribuito alla diffusione globale del genere Artemisia in ambito medico tradizionale.
Dal punto di vista etnobotanico europeo, la pianta è stata utilizzata anche come condimento alimentare, soprattutto per carni grasse come oca e maiale, grazie alla sua capacità di migliorare la digeribilità dei lipidi. Questo uso culinario si intreccia con la sua funzione fitoterapica come amaro digestivo.
Una curiosità rilevante riguarda il contenuto di tujone e altri monoterpeni chetonici, composti presenti anche in specie come Artemisia absinthium. Sebbene in Artemisia vulgaris siano generalmente presenti in concentrazioni inferiori, questi composti hanno contribuito storicamente alla reputazione della pianta come potenzialmente neuroattiva e, in dosi elevate, tossica.
Infine, Artemisia vulgaris è una pianta estremamente adattabile e diffusa in ambienti antropizzati, lungo strade e terreni incolti, e rappresenta un esempio tipico di specie nitrofila. Questa caratteristica ecologica ha favorito la sua ampia distribuzione e la sua costante presenza nelle tradizioni popolari di diverse culture.