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CANFORA Cinnamomum camphora (L.) J. Presl
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Cinnamomum camphora
Foto modificata per uso didattico. Dipartimento Botanico Università di Catania
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Magnoliidae
Ordine Laurales
Famiglia Lauraceae
Genere Cinnamomum
Specie Cinnamomum camphora
Famiglia:
Olio Di Canfora Del Giappone (il Distillato), Canphor Tree, Canphre, Kampfer, Alcanfor, Alcanforero, Arbol Del Alcanfor, Arvore Da Camphora, Ravintsara
Camphora Camelliifolia Lukman., Camphora Camphora (L.) H.Karst., Camphora Decaisnei Lukman., Camphora Decandollei Lukman., Camphora Hahnemannii Lukman., Camphora Hippocratei Lukman., Camphora Humboldtii Lukman., Camphora Humboldtii Var. Syringifolia Lukman., Camphora Neesii Lukman., Camphora Neesii Var. Microphylla Lukman., Camphora Neesii Var. Pharbitifolia Lukman., Camphora Officinalis Steud., Camphora Officinarum Bauh., Camphora Officinarum Nees, Camphora Officinarum Var. Glaucescens A.Braun, Camphora Officinarum Var. Hahnemannii Lukman., Camphora Officinarum Var. Hippocratei Lukman., Camphora Oldhamii Lukman., Camphora Procera Lukman., Camphora Rougieri Lukman., Camphora Rougieri Var. Glandulifera Lukman., Camphora Sieboldii Lukman., Camphora Thouarsii Lukman., Camphora Thunbergii Lukman., Camphora Thwaitesii Lukman., Camphora Vera Raf., Camphora Wrightii Lukman., Camphora Zollingeri Lukman., Camphorina Camphora (L.) Farw., Cinnamomum Camphora (L.) Nees & Eberm., Cinnamomum Camphora (L.) Siebold, Cinnamomum Camphora F. Cyclophyllum (Nakai) M.Kim, Cinnamomum Camphora F. Linaloolifera (Y.Fujita) Sugim., Cinnamomum Camphora F. Parvifolia Miq., Cinnamomum Camphora Var. Cyclophyllum Nakai, Cinnamomum Camphora Var. Glaucescens (A.Braun) Meisn., Cinnamomum Camphora Var. Hosyo (Hatus.) J.C.Liao, Cinnamomum Camphora Var. Lanatum Nakai, Cinnamomum Camphora Var. Linaloolifera N.Fujita, Cinnamomum Camphora Var. Linaloolifera Y.Fujita, Cinnamomum Camphora Var. Nominale Hayata, Cinnamomum Camphora Var. Rotundifolia Makino, Cinnamomum Camphora Var. Werffii Dao, Cinnamomum Camphoriferum St.-Lag., Cinnamomum Camphoroides Hayata, Cinnamomum Henricii Saporta, Cinnamomum Henricii Saporta Ex Staub, Cinnamomum Nominale (Hatus. & Hayata) Hayata, Cinnamomum Officinarum Nees, Cinnamomum Officinarum Nees Ex Steud., Cinnamomum Simondii Lecomte, Cinnamomum Taquetii H.Lév., Laurus Calycina Stokes, Laurus Camphora L., Laurus Camphorifera Salisb., Laurus Gracilis G.Don, Persea Camfora (L.) Spreng., Persea Camphora (L.) Spreng.
ALBERO SEMPREVERDE DI MEDIE O GRANDI DIMENSIONI CON UNA CHIOMA AMPIA E DENSA. LA CORTECCIA È RUGOSA E FESSURATA, DI COLORE MARRONE-GRIGIASTRO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, OVATO-ELLITTICHE, CORIACEE, LUCIDE, DI COLORE VERDE CHIARO E EMANANO UN FORTE ODORE DI CANFORA QUANDO VENGONO SCHIACCIATE. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE BIANCO-VERDASTRO, RACCOLTI IN PANNOCCHIE ASCELLARI. IL PERIANZIO È FORMATO DA SEI TEPALI. GLI STAMI SONO NUMEROSI. IL FRUTTO È UNA PICCOLA BACCA GLOBOSA, CARNOSA, DI COLORE NERO-BLUASTRO A MATURAZIONE, CONTENENTE UN SINGOLO SEME.
PRIMAVERA AVANZATA (APRILE MAGGIO GIUGNO)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO CREMA ____BIANCO VERDASTRO
Originario dell'Asia orientale, in particolare di Cina meridionale e orientale, Taiwan, Giappone e Corea. Cresce tipicamente in foreste subtropicali umide, boschi aperti e talvolta in zone montuose. Predilige terreni ben drenati, da leggermente acidi a neutri, e può adattarsi a una varietà di tipi di suolo, inclusi quelli sabbiosi, argillosi e limosi. Richiede un clima caldo e umido con precipitazioni abbondanti e una buona esposizione al sole, anche se tollera l'ombra parziale da giovane. Grazie alla sua resistenza e al suo valore ornamentale e medicinale, è stato ampiamente introdotto e naturalizzato in molte altre regioni del mondo con climi simili, tra cui il Mediterraneo, il Nord America meridionale, l'Australia e diverse isole oceaniche, dove si può trovare in parchi, giardini, lungo i viali e talvolta inselvatichito in aree naturali.
Li Wei, Koike Kazuo, Asada Yukio, Camphor Tree Cinnamomum camphora Chemistry and Biological Activities, Journal of Natural Medicines, 2008
Chen Wen, Vermaak Ilze, Viljoen Alvaro, Camphor A Fumigant During the Black Death and a Coveted Fragrant Wood in Ancient Egypt and Babylon A Review, Molecules, 2013
Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Peng Shu-Ming, Chou Shih-Tou, Chemical Composition Biological Activities and Toxicity of Cinnamomum camphora Essential Oil A Review, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2021
Flora of China Editorial Committee, Flora of China Lauraceae Cinnamomum camphora, 2008
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia Camphora, 2020
Burkill I. H., A Dictionary of the Economic Products of the Malay Peninsula, 1966
Ravindran P. N., Babu K. N., Cinnamon and Cassia The Genus Cinnamomum, 2004
Southwell Ian, Introduction to Essential Oils and Camphoraceous Species of Lauraceae, 1995
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: La tossicità di Cinnamomum camphora (L.) J. Presl è documentata soprattutto per l’olio essenziale ricco in canfora e per alcuni chemotipi contenenti safrolo. Sono riportati dati tossicologici clinici e sperimentali relativi a neurotossicità, convulsioni, nausea, vomito, depressione del sistema nervoso centrale ed epatotossicità dopo ingestione impropria o sovradosaggio. L’uso corretto esterno a basse concentrazioni risulta generalmente tollerato, ma la finestra di sicurezza dell’olio essenziale è più ristretta rispetto ad altre droghe aromatiche fitoterapiche.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze disponibili per Cinnamomum camphora (L.) J. Presl riguardano prevalentemente l’olio essenziale ricco in canfora e monoterpeni ossigenati utilizzato per applicazioni topiche balsamiche, rubefacenti e antisettiche. Sono presenti dati farmacologici in vitro, studi in vivo animale e un uso fitoterapico tradizionale consolidato per sintomi respiratori, dolori muscolari e applicazioni dermatologiche locali. Tuttavia gli effetti terapeutici dipendono fortemente dal chemotipo, dalla concentrazione di canfora e safrolo, dalla parte vegetale utilizzata e dalla modalità di somministrazione. Le evidenze cliniche controllate specifiche sulla specie risultano limitate e non sufficienti per una classificazione superiore.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficientemente solide e specifiche per Cinnamomum camphora (L.) J. Presl tali da confermare indicazioni terapeutiche cliniche standardizzate. Gli studi clinici disponibili risultano limitati, eterogenei, spesso riferiti a formulazioni multi-componente oppure focalizzati sulla canfora come singolo principio attivo piuttosto che sulla specie botanica nel suo complesso.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica e antisettica locale. Studi in vitro sull’olio essenziale della specie e sui chemotipi ricchi in canfora e uno-otto cineolo mostrano attività antibatterica e antifungina verso differenti microrganismi. L’evidenza disponibile è prevalentemente sperimentale in vitro e supporta l’uso tradizionale topico e respiratorio.
Attività balsamica ed espettorante. Studi farmacologici sperimentali e uso fitoterapico tradizionale documentano effetti decongestionanti e aromatici delle preparazioni contenenti olio essenziale della specie nelle affezioni respiratorie lievi. L’evidenza è basata soprattutto su farmacologia dei monoterpeni volatili e uso tradizionale consolidato.
Attività rubefacente e analgesica topica. Modelli animali e osservazioni farmacologiche mostrano attività controirritante, rubefacente e moderatamente analgesica della canfora naturale contenuta nella specie. L’uso riguarda prevalentemente dolori muscolari, articolari e condizioni reumatiche lievi mediante applicazione locale. Le evidenze cliniche dirette rimangono limitate.
Attività antinfiammatoria locale. Studi in vitro e in vivo animale riportano riduzione di mediatori infiammatori e attività antiedemigena di alcuni costituenti dell’olio essenziale. I dati disponibili non consentono tuttavia una validazione clinica conclusiva.
Attività antipruriginosa e dermoprotettiva locale. L’uso topico tradizionale della canfora ottenuta dalla specie è supportato da osservazioni farmacologiche relative all’effetto rinfrescante e antipruriginoso cutaneo. Le evidenze disponibili sono principalmente farmacologiche e osservazionali.
Attività antiossidante. Estratti fogliari e alcuni chemotipi dell’olio essenziale mostrano attività scavenger e antiossidante in vitro. I dati disponibili non permettono estrapolazioni terapeutiche cliniche.
Attività insettorepellente e antiparassitaria ambientale. Studi sperimentali documentano attività repellente verso insetti e alcuni ectoparassiti. L’impiego riguarda prevalentemente uso ambientale e topico tradizionale.
Attività antiproliferativa in vitro. Alcuni studi sperimentali hanno osservato effetti citotossici o antiproliferativi su linee cellulari tumorali in vitro per specifici componenti dell’olio essenziale. Non esistono evidenze cliniche che supportino utilizzi oncologici terapeutici della specie.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale asiatico come balsamico aromatico nelle congestioni respiratorie e nelle affezioni catarrali leggere.
Uso topico tradizionale come rubefacente e revulsivo nei dolori muscolari, reumatici e articolari.
Uso etnobotanico tradizionale come repellente per insetti e conservante aromatico ambientale.
Uso tradizionale in unguenti, oli aromatici e preparazioni fumigatorie per cefalea, raffreddore e congestione nasale.
Uso tradizionale locale come antisettico cutaneo lieve e preparazione aromatica per massaggi.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Chen Wen, Vermaak Ilze, Viljoen Alvaro, Camphor A Fumigant During the Black Death and a Coveted Fragrant Wood in Ancient Egypt and Babylon A Review, Molecules, 2013
Li Wei, Koike Kazuo, Asada Yukio, Camphor Tree Cinnamomum camphora Chemistry and Biological Activities, Journal of Natural Medicines, 2008
Peng Shu-Ming, Chou Shih-Tou, Chemical Composition Biological Activities and Toxicity of Cinnamomum camphora Essential Oil A Review, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2021
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia Camphora, 2020
Ravindran P. N., Babu K. N., Cinnamon and Cassia The Genus Cinnamomum, 2004
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Southwell Ian, Introduction to Essential Oils and Camphoraceous Species of Lauraceae, 1995
Burkill I. H., A Dictionary of the Economic Products of the Malay Peninsula, 1966
Flora of China Editorial Committee, Flora of China Lauraceae Cinnamomum camphora, 2008
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
USARE ESCLUSIVAMENTE SE PRESCRITTA DAL MEDICO.
L’OLIO ESSENZIALE DI CINNAMOMUM CAMPHORA (L.) J. PRESL PRESENTA ELEVATA VARIABILITÀ CHEMOTIPICA; ALCUNI CHEMOTIPI POSSONO CONTENERE CONCENTRAZIONI SIGNIFICATIVE DI SAFROLO O ALTRI COMPOSTI POTENZIALMENTE EPATOTOSSICI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI E FARMACOGNOSTICI SULLA SPECIE.
L’INGESTIONE ACCIDENTALE O VOLONTARIA DELL’OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO PUÒ DETERMINARE NAUSEA, VOMITO, AGITAZIONE, VERTIGINI, CONVULSIONI, DEPRESSIONE RESPIRATORIA E NEUROTOSSICITÀ ACUTA. EVIDENZA SUPPORTATA DA CASI CLINICI TOSSICOLOGICI E DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALLA CANFORA NATURALE.
L’APPLICAZIONE TOPICA PROLUNGATA O AD ALTE CONCENTRAZIONI PUÒ PROVOCARE DERMATITE IRRITATIVA, ERITEMA O SENSIBILIZZAZIONE CUTANEA. EVIDENZA DERIVANTE DALLA FARMACOLOGIA SPERIMENTALE DEI MONOTERPENI OSSIGENATI E DALL’ESPERIENZA CLINICA TOSSICOLOGICA.
L’USO CONCOMITANTE CON ALTRI OLI ESSENZIALI NEUROATTIVI O CON SOSTANZE CONVULSIVANTI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI EFFETTI NEUROLOGICI INDESIDERATI. EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA DELLA CANFORA.
I PRODOTTI FITOTERAPICI A BASE DELLA SPECIE DEVONO ESSERE STANDARDIZZATI E CONTROLLATI PER IL CONTENUTO DI CANFORA E SAFROLO. EVIDENZA DERIVANTE DALLA DOCUMENTATA VARIABILITÀ FITOCHIMICA DELLA SPECIE E DAI PROFILI TOSSICOLOGICI DIFFERENTI DEI CHEMOTIPI.
I DATI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA DELL’USO PROLUNGATO RISULTANO LIMITATI E NON SUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO DI SICUREZZA CRONICA COMPLETAMENTE CARATTERIZZATO. EVIDENZA BASATA SULLA LIMITATA DISPONIBILITÀ DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
A DOSI DI 1 O 2 GRAMMI È VELENOSA. NEI BAMBINI CON ETÀ INERIORE A 2 ANNI PUÒ PROVOCARE CONVULSIONI E LARINGOSPASMO ANCHE A BASSISSIMI DOSAGGI.
CONTROINDICATA L’ASSUNZIONE ORALE DELL’OLIO ESSENZIALE CONCENTRATO DI CINNAMOMUM CAMPHORA (L.) J. PRESL NEI BAMBINI PICCOLI PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI CONVULSIONI, DEPRESSIONE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE E TOSSICITÀ NEUROLOGICA ACUTA.
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA CANFORA O AI COMPONENTI DELL’OLIO ESSENZIALE DELLA SPECIE.
CONTROINDICATA NEI SOGGETTI CON EPILESSIA O ANAMNESI DI DISTURBI CONVULSIVI SULLA BASE DI DATI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI RELATIVI ALLA CANFORA PRESENTE NELLA SPECIE.
CONTROINDICATA L’APPLICAZIONE SU CUTE LESA, USTIONATA O MUCOSE PER IL RISCHIO AUMENTATO DI ASSORBIMENTO SISTEMICO E TOSSICITÀ DA CANFORA.
CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA PER L’ATTIVITÀ FARMACOLOGICA SISTEMICA DOCUMENTATA DELLA CANFORA E PER IL POTENZIALE RISCHIO TOSSICOLOGICO CORRELATO AI CHEMOTIPI CONTENENTI SAFROLO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTICONVULSIVANTI
EPATOTOSSICI
NEUROTOSSICI
OLI ESSENZIALI CONTENENTI TUJONE (ASSENZIO, SALVIA)
OSSIDANTI FORTI (PERMANGANATO)
SODIO (ALTO CONSUMO)
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Olio essenziale di canfora ottenuto per distillazione in corrente di vapore del legno, delle radici o delle foglie di Cinnamomum camphora (L.) J. Presl. Rappresenta la preparazione fitoterapica principale e più documentata. I prodotti standardizzati destinati all’uso topico contengono generalmente canfora naturale dal venti al cinquanta per cento con titolazione controllata dei monoterpeni predominanti. L’attività terapeutica dipende fortemente dal chemotipo. I chemotipi ricchi in canfora vengono impiegati come balsamici, rubefacenti, analgesici topici e decongestionanti. Le preparazioni topiche contengono comunemente concentrazioni finali di canfora comprese tra il tre e l’undici per cento. Applicazione una-tre volte al giorno su aree limitate e cute integra. L’assunzione orale dell’olio essenziale concentrato non è considerata sicura in fitoterapia moderna.
Canfora naturale purificata cristallizzata ottenuta dal legno della specie e incorporata in unguenti, pomate, balsami e preparazioni revulsive. Le formulazioni medicinali e fitoterapiche tradizionali prevedono concentrazioni dal tre all’undici per cento come analgesico topico, rubefacente e balsamico respiratorio. L’impiego è limitato all’uso esterno per dolori muscolari, reumatismi, congestione respiratoria lieve e irritazioni catarrali. Non applicare su mucose, cute lesa o in età pediatrica precoce.
Preparazioni balsamiche inalatorie contenenti olio essenziale standardizzato in canfora e uno-otto cineolo. Utilizzate in fumigazioni, inalazioni secche o unguenti balsamici per congestione nasale, rinite e sintomatologia catarrale lieve. Le preparazioni commerciali associano frequentemente mentolo, eucaliptolo o timolo. L’uso deve essere prudente nei soggetti asmatici o predisposti a broncospasmo.
Linimenti e preparazioni alcoliche ad uso esterno con canfora naturale in concentrazioni comprese generalmente tra il cinque e il dieci per cento. Tradizionalmente utilizzati per massaggi muscolari, tensioni miofasciali, contusioni e rigidità articolari. La sicurezza dipende dalla limitazione della superficie trattata e dalla durata dell’esposizione.
Preparazioni fitocosmetiche e dermatologiche contenenti basse concentrazioni di canfora naturale come componente dermopurificante, rinfrescante o antipruriginosa. Le concentrazioni risultano generalmente inferiori al tre per cento per ridurre il rischio irritativo cutaneo.
Preparazioni omeopatiche denominate Camphora disponibili in diluizioni decimali e centesimali variabili. L’impiego omeopatico storico riguarda stati collassiformi, sintomatologia respiratoria, spasmi e manifestazioni neurologiche. Non sono disponibili evidenze cliniche controllate sufficienti a confermarne l’efficacia terapeutica specifica.
Chen Wen, Vermaak Ilze, Viljoen Alvaro, Camphor A Fumigant During the Black Death and a Coveted Fragrant Wood in Ancient Egypt and Babylon A Review, Molecules, 2013
Li Wei, Koike Kazuo, Asada Yukio, Camphor Tree Cinnamomum camphora Chemistry and Biological Activities, Journal of Natural Medicines, 2008
Peng Shu-Ming, Chou Shih-Tou, Chemical Composition Biological Activities and Toxicity of Cinnamomum camphora Essential Oil A Review, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2021
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia Camphora, 2020
Ravindran P. N., Babu K. N., Cinnamon and Cassia The Genus Cinnamomum, 2004
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Commission E, Camphor Monograph, 1990
Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Southwell Ian, Introduction to Essential Oils and Camphoraceous Species of Lauraceae, 1995
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso balsamico aromatico con foglie di Cinnamomum camphora (L.) J. Presl, Eucalyptus globulus Labill. e Thymus vulgaris L. Preparare con circa zero virgola tre-cinque grammi di foglie essiccate di canfora, un grammo di foglie di eucalipto e un grammo di sommità fiorite di timo in duecento millilitri di acqua calda non bollente. Lasciare in infusione per cinque minuti e filtrare accuratamente. Utilizzare fino a una-due volte al giorno per periodi brevi nelle congestioni respiratorie lievi. L’elevato contenuto di monoterpeni della specie impone cautela e dosaggi bassi. Evitare in età pediatrica precoce, gravidanza ed epilessia.
Decotto aromatico tradizionale per fumigazioni con foglie di Cinnamomum camphora (L.) J. Presl ed Eucalyptus globulus Labill. Utilizzare circa un grammo complessivo delle droghe in trecento millilitri di acqua portata a lieve ebollizione per due-tre minuti. I vapori vengono impiegati tradizionalmente per congestione nasale, rinite e sintomatologia catarrale lieve. L’evidenza disponibile è prevalentemente farmacologica e tradizionale. Evitare esposizioni prolungate e inalazioni concentrate.
Infuso digestivo aromatico con basse quantità di foglie di Cinnamomum camphora (L.) J. Presl, Mentha × piperita L. e Foeniculum vulgare Mill. Preparare con circa zero virgola due-tre grammi di foglie di canfora, un grammo di foglie di menta e un grammo di frutti di finocchio in acqua calda per cinque minuti. Utilizzare occasionalmente dopo i pasti in caso di meteorismo e fermentazioni intestinali lievi. La formulazione deve rimanere a bassa concentrazione per limitare l’esposizione sistemica alla canfora.
Oleolito aromatico tradizionale per uso esterno con Cinnamomum camphora (L.) J. Presl, Rosmarinus officinalis L. e Lavandula angustifolia Mill. Preparato con diluizione finale della componente canforata inferiore al tre per cento in olio vegetale. Utilizzato tradizionalmente per massaggi balsamici e muscolari nelle rigidità articolari e nelle tensioni miofasciali lievi. Applicare solo su cute integra e per periodi limitati.
Preparazione erboristica topica revulsiva con Cinnamomum camphora (L.) J. Presl e Arnica montana L. in base oleosa o semisolida. Le concentrazioni della componente canforata devono rimanere basse e controllate. Utilizzo tradizionale localizzato per contusioni, dolori muscolari e affaticamento articolare lieve. Non applicare su mucose, cute lesa o aree estese.
Infuso aromatico tradizionale con Cinnamomum camphora (L.) J. Presl e Zingiber officinale Roscoe in basse concentrazioni. Preparare con circa zero virgola due grammi di foglie di canfora e mezzo grammo di rizoma essiccato di zenzero in acqua calda per pochi minuti. L’impiego tradizionale riguarda stati congestizi e sensazione di raffreddamento corporeo. Le evidenze disponibili risultano prevalentemente etnofarmacologiche e farmacologiche indirette.
Chen Wen, Vermaak Ilze, Viljoen Alvaro, Camphor A Fumigant During the Black Death and a Coveted Fragrant Wood in Ancient Egypt and Babylon A Review, Molecules, 2013
Li Wei, Koike Kazuo, Asada Yukio, Camphor Tree Cinnamomum camphora Chemistry and Biological Activities, Journal of Natural Medicines, 2008
Peng Shu-Ming, Chou Shih-Tou, Chemical Composition Biological Activities and Toxicity of Cinnamomum camphora Essential Oil A Review, Journal of Traditional and Complementary Medicine, 2021
European Directorate for the Quality of Medicines and HealthCare, European Pharmacopoeia Camphora, 2020
Ravindran P. N., Babu K. N., Cinnamon and Cassia The Genus Cinnamomum, 2004
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Commission E, Camphor Monograph, 1990
Burkill I. H., A Dictionary of the Economic Products of the Malay Peninsula, 1966
Southwell Ian, Introduction to Essential Oils and Camphoraceous Species of Lauraceae, 1995
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il nome camphora deriva dall’arabo kāfūr, a sua volta di origine sanscrita, a testimonianza dell’importanza di questa sostanza nelle rotte commerciali tra Asia, Medio Oriente ed Europa. La canfora era considerata una sostanza preziosa, al pari di spezie e resine rare.
Albero sacro e longevo
In Cina e Giappone Cinnamomum camphora è tradizionalmente considerato un albero sacro, spesso piantato nei pressi di templi e santuari. Alcuni esemplari secolari superano i mille anni di età e sono protetti come monumenti naturali.
In Cina, già nel 600 d.C., la canfora era usata come moneta e offerta rituale.
Nella medicina ayurvedica, considerata "raffreddante" per febbri e infiammazioni (paradossale per l'effetto rubefacente).
Nel XIX secolo, il Giappone monopolizzò la produzione, scatenando conflitti per il controllo delle foreste di Taiwan.
La D-canfora (forma otticamente attiva) è neurotossica, mentre la L-canfora (sintetica) è più sicura.
Usata nei film cinematografici per simulare nebbia (sublimazione a temperatura ambiente).
Componente chiave della mummificazione in Egitto (tracce trovate in resti archeologici).
Canfora come “farmaco universale” premoderno
Nel Medioevo e nel Rinascimento la canfora era ritenuta una sostanza quasi universale, utilizzata per:
proteggere dalle epidemie,
purificare l’aria,
stimolare il cuore e i sensi,
contrastare stati di “putrefazione” secondo la medicina umorale.
Inserita nei "potpourri antivampiri" nell’Europa medievale (credenza nella purificazione).
Uso come disinfettante e conservante
Prima dell’avvento dei conservanti moderni, la canfora era impiegata per:
proteggere tessuti e libri dagli insetti,
preservare reperti naturali,
profumare ambienti chiusi.
Il suo odore penetrante era associato a purezza e protezione.
Ruolo nella nascita della chimica industriale
Nel XIX secolo la canfora divenne una materia prima strategica per l’industria, in particolare per la produzione della celluloide, uno dei primi materiali plastici. Questo rese Cinnamomum camphora una pianta di grande rilevanza economica.
Ambiguità tra medicina e veleno
La canfora è uno degli esempi classici di sostanza in cui la dose fa il rimedio o il veleno. Storicamente usata come stimolante e medicinale, è stata anche responsabile di numerosi casi di intossicazione, contribuendo allo sviluppo delle moderne norme di sicurezza farmaceutica.
Distinzione da altre “canfore”
Non tutta la canfora storicamente usata proveniva da Cinnamomum camphora: esistono “canfore” ottenute da altre piante o sintetiche. Questo ha creato confusione storica nelle fonti antiche, rendendo complessa l’interpretazione dei testi medicinali.
Presenza nella letteratura e nel simbolismo
La canfora compare in testi religiosi, poetici e medici come simbolo di:
purezza,
freschezza,
distacco dai sensi,
chiarificazione della mente.
In alcune tradizioni era associata alla castità e alla moderazione.
Importanza nella medicina tradizionale orientale
Nella medicina tradizionale cinese e giapponese, la canfora era considerata una sostanza “calda” e “penetrante”, capace di muovere l’energia e dissolvere i blocchi, ma da usare con estrema prudenza.
Curiosità botanica
A differenza di molte altre piante officinali, Cinnamomum camphora è stato coltivato non solo per i suoi principi attivi, ma anche per il legno aromatico, resistente e profumato, utilizzato per mobili, statue e casse da conservazione.