PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTI SUCCULENTI, RAMIFICATI, RAMPICANTI O STRISCIANTI, LUNGHI FINO A 2-3 METRI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, PELTATE (CON IL PICCIOLO INSERITO NELLA PARTE INFERIORE DELLA LAMINA), ROTONDE O RENIFORMI, CON MARGINE INTERO E LUNGHE PICCIOLATE. I FIORI SONO SOLITARI, ASCELLARI, VISTOSI E PROFUMATI, CON CINQUE PETALI DI COLORE GIALLO, ARANCIO O ROSSO, SPESSO MACCHIATI O STRIATI, E UNO SPERONE POSTERIORE ALLUNGATO. IL CALICE È COMPOSTO DA CINQUE SEPALI COLORATI SIMILI AI PETALI. GLI STAMI SONO OTTO. L'OVARIO È SUPERO E TRIPARTITO. IL FRUTTO È UNO SCHIZOCARPO FORMATO DA TRE ACHENI MONOSPERMI, RUGOSI. TUTTA LA PIANTA HA UN SAPORE PUNGENTE SIMILE AL CRESCIONE. LA FIORITURA È PROLUNGATA, DALLA PRIMAVERA ALL'AUTUNNO.
Originaria delle Ande in Sud America, in particolare Perù e Colombia. Predilige terreni fertili, ben drenati e posizioni soleggiate, anche se tollera la mezz'ombra. Si adatta a climi temperati caldi e subtropicali, sensibile al gelo. È ampiamente coltivato come pianta ornamentale in giardini, balconi e aiuole di tutto il mondo, inclusa l'Italia, dove si naturalizza facilmente in ambienti disturbati, bordi stradali e incolti, soprattutto nelle regioni a clima mite. La sua facilità di crescita e la produzione di numerosi semi favoriscono la sua diffusione al di fuori delle coltivazioni.
Motivazione: la pianta è ampiamente utilizzata anche come alimento e presenta un buon profilo di sicurezza alle dosi usuali. I dati tossicologici disponibili indicano principalmente possibili effetti irritativi gastrointestinali lievi legati ai composti solforati (glucosinolati) e ai loro metaboliti. Non risultano effetti tossici gravi documentati nell’uso corretto; mancano tuttavia studi tossicologici clinici approfonditi, per cui la valutazione resta basata su dati farmacologici ed esperienza d’uso.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: le evidenze disponibili sulla specie Tropaeolum majus L. sono prevalentemente di tipo in vitro (attività antibatterica e antifungina attribuita a glucosinolati e isotiocianati) e, in misura minore, in vivo su modelli animali. Sono assenti studi clinici controllati o revisioni sistematiche specifiche sulla specie che confermino efficacia terapeutica nell’uomo. L’uso tradizionale (soprattutto come antisettico urinario e respiratorio) non è sufficientemente supportato da dati clinici diretti.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Gasparetto, J. C., Ethnobotanical and scientific aspects of Tropaeolum majus L.: A review, Journal of Ethnopharmacology, 2018
Griffiths, D. W., Glucosinolates and their hydrolysis products in plant defense and human health, Phytochemistry Reviews, 2002
Duke, J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Blumenthal, M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo diretto ed inequivocabile l’efficacia terapeutica di Tropaeolum majus L. nell’uomo. La letteratura esistente non consente di validare indicazioni terapeutiche su base clinica per la specie.
Attività antibatterica con potenziale indicazione nelle infezioni delle vie urinarie e respiratorie: evidenze in vitro dimostrano attività antimicrobica verso batteri Gram-positivi e Gram-negativi, attribuita principalmente agli isotiocianati derivati dai glucosinolati; alcuni dati in vivo su modelli animali suggeriscono un effetto coerente ma non sufficiente per estrapolazione clinica.
Attività antifungina con possibile impiego nelle infezioni micotiche superficiali: evidenze in vitro documentano inibizione della crescita di diversi ceppi fungini; mancano conferme in vivo consistenti.
Attività antinfiammatoria con potenziale indicazione in condizioni infiammatorie lievi: studi in vitro e su modelli animali indicano una modulazione di mediatori infiammatori; l’entità dell’effetto e la rilevanza clinica restano non definite.
Attività diuretica con possibile indicazione tradizionale nelle affezioni delle vie urinarie: evidenze in vivo su animali mostrano aumento della diuresi; assenza di conferme cliniche.
L'uso topico del Nasturzio sulla pelle per problemi dermatologici è sicuro e non ha controindicazioni.
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA SPECIE O AI SUOI COSTITUENTI (EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA SU BASE ALLERGOLOGICA), ASSENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI CHE DOCUMENTINO CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE NELLA SPECIE
POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE (EVIDENZA FARMACOLOGICA E IN VITRO CORRELATA ALLA PRESENZA DI GLUCOSINOLATI E ISOTIOCIANATI), POSSIBILE EFFETTO IRRITANTE SU MUCOSE E VIE URINARIE A DOSI ELEVATE (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA PER I PRODOTTI DI IDROLISI DEI GLUCOSINOLATI), USO PRUDENZIALE IN SOGGETTI CON GASTRITE O ULCERA PEPTICA (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA BASATA SU ATTIVITÀ RUBEFACENTE DEI COMPOSTI SOLFORATI), MANCANZA DI DATI CLINICI CONTROLLATI SULL’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO (ASSENZA DI EVIDENZA DIRETTA), ASSENZA DI DATI CLINICI SULL’USO PEDIATRICO (ASSENZA DI EVIDENZA DIRETTA), POSSIBILE VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN PRINCIPI ATTIVI TRA DIVERSE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE (EVIDENZA FITOCHIMICA), ASSENZA DI STUDI CLINICI SU INTERAZIONI FARMACOLOGICHE SPECIFICHE DELLA SPECIE (ASSENZA DI EVIDENZA DIRETTA)
Estratti secchi standardizzati di Tropaeolum majus L. ottenuti dalla parte aerea, generalmente titolati in glucosinolati totali o espressi come benzil-isotiocianato. Le forme disponibili comprendono capsule o compresse. La posologia negli integratori commerciali varia in funzione della titolazione, con dosaggi giornalieri generalmente compresi tra 300 mg e 1000 mg di estratto secco suddivisi in due o tre somministrazioni. I dati derivano da standardizzazioni fitochimiche e uso fitoterapico documentato, in assenza di studi clinici controllati specifici sulla specie.
Estratti fluidi o idroalcolici di Tropaeolum majus L. preparati con solventi idroalcolici a diversa gradazione. Il rapporto droga estratto è variabile, comunemente 1:1 o 1:2. La posologia usuale negli adulti è compresa tra 20 e 60 gocce due o tre volte al giorno, equivalenti a circa 1-3 ml per dose. Le indicazioni posologiche derivano da pratica fitoterapica consolidata e dati farmacologici sui costituenti attivi, in assenza di validazione clinica specifica.
Tintura madre di Tropaeolum majus L. ottenuta da pianta fresca secondo metodiche farmacotecniche standard. La posologia generalmente impiegata è di 30-50 gocce due o tre volte al giorno diluite in acqua. L’uso è basato su tradizione fitoterapica e standard farmacognostici, senza evidenze cliniche controllate.
Succhi o estratti freschi stabilizzati della pianta, contenenti il fitocomplesso completo inclusi i precursori dei glucosinolati. La posologia varia ampiamente in funzione della concentrazione del prodotto, con assunzioni tipiche di 5-10 ml una o due volte al giorno. I dati disponibili sono limitati a studi fitochimici e farmacologici, con assenza di studi clinici.
Preparazioni omeopatiche di Tropaeolum majus L. sotto forma di tintura madre omeopatica e successive diluizioni centesimali o decimali. Le posologie variano in funzione della diluizione e dell’indicazione omeopatica, generalmente da 5 a 10 gocce o granuli una o più volte al giorno. Non esistono evidenze scientifiche cliniche che supportino l’efficacia terapeutica secondo i criteri della medicina basata sulle evidenze.
Gasparetto, J. C., Ethnobotanical and scientific aspects of Tropaeolum majus L.: A review, 2018
Duke, J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
European Medicines Agency, Herbal medicinal products and assessment reports, vari anni
Blumenthal, M., The Complete German Commission E Monographs, 1998
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Tropaeolum majus L. ottenuto da foglie e fiori essiccati, con impiego di circa 2 grammi di droga in 150 millilitri di acqua calda, lasciati in infusione per 10 minuti e assunti fino a due volte al giorno. Questa preparazione è coerente con l’uso tradizionale come coadiuvante nelle affezioni delle vie urinarie e respiratorie; le evidenze disponibili sono limitate a studi in vitro e dati farmacologici sui glucosinolati, senza conferma clinica.
Infuso combinato di Tropaeolum majus L. e Thymus vulgaris L. preparato con 1 grammo di foglie di Tropaeolum e 1 grammo di sommità fiorite di Thymus in 150 millilitri di acqua, con infusione di 10 minuti e assunzione fino a due volte al giorno. L’associazione è giustificata da evidenze in vitro di attività antimicrobica per entrambe le specie; l’efficacia clinica della combinazione non è dimostrata e si basa su plausibilità farmacologica.
Infuso combinato di Tropaeolum majus L. e Salvia officinalis L. preparato con 1 grammo di ciascuna droga in 150 millilitri di acqua, infuso per 10 minuti e utilizzato una o due volte al giorno. L’impiego è coerente con l’uso tradizionale nelle affezioni delle vie respiratorie superiori; le evidenze sono limitate a dati in vitro e farmacologici.
Decotto leggero di Tropaeolum majus L. ottenuto da 2 grammi di foglie fresche in 200 millilitri di acqua, portati a ebollizione per 5 minuti e filtrati, con assunzione una volta al giorno. Questa forma è meno comune per la pianta e non supportata da evidenze specifiche; i dati disponibili sono insufficienti e derivano da tradizione d’uso.
Preparazione erboristica liquida composta da Tropaeolum majus L. e Urtica dioica L. in parti uguali, utilizzando 2 grammi totali di droga per 150 millilitri di acqua in infusione per 10 minuti, assunta una o due volte al giorno. L’associazione è basata su uso tradizionale come supporto nelle vie urinarie; le evidenze scientifiche sono limitate e non esistono studi clinici sulla combinazione.
Preparazione erboristica composta da Tropaeolum majus L., Equisetum arvense L. e Betula pendula Roth in proporzione 1:1:1, con 3 grammi totali in 200 millilitri di acqua in infusione per 10 minuti, assunta una volta al giorno. L’indicazione tradizionale è il supporto alla funzionalità urinaria; le evidenze sono indirette e basate su dati farmacologici delle singole piante senza conferma clinica per la miscela.
Gasparetto, J. C., Ethnobotanical and scientific aspects of Tropaeolum majus L.: A review, 2018
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2003
European Medicines Agency, Herbal medicinal products assessment reports, vari anni
Duke, J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Tropaeolum majus L. è ampiamente utilizzata in ambito culinario come pianta edibile ornamentale, apprezzata per il sapore caratteristico e per il valore decorativo. Tutte le parti aeree fresche sono commestibili, in particolare foglie, fiori e semi, con un profilo organolettico pungente e leggermente piccante dovuto alla presenza di glucosinolati e dei loro derivati.
Le foglie fresche sono impiegate crude in insalate miste, dove apportano una nota aromatica simile a quella del crescione o della rucola. Possono essere utilizzate anche tritate in salse, ripieni o preparazioni a base di formaggi freschi, contribuendo con un gusto erbaceo e leggermente speziato. In alcuni contesti gastronomici vengono impiegate anche per la preparazione di pesti alternativi.
I fiori, dal colore vivace e dalla forma decorativa, sono utilizzati principalmente a crudo per guarnire piatti freddi e insalate. Il loro sapore è più delicato rispetto alle foglie ma mantiene una componente piccante. Possono essere farciti con creme salate o formaggi molli, oppure impiegati per aromatizzare aceti e preparazioni gastronomiche.
I boccioli e i semi immaturi sono tradizionalmente utilizzati come sostituto dei capperi. Vengono raccolti e conservati sotto sale o in aceto, sviluppando un profilo gustativo intenso e leggermente solforato. Questa preparazione è una delle applicazioni culinarie più caratteristiche della specie.
I semi maturi, più ricchi in composti solforati, possono essere essiccati e talvolta macinati per ottenere una polvere dal sapore pungente, utilizzata come condimento, sebbene questo uso sia meno comune e più legato a pratiche tradizionali.
Dal punto di vista nutrizionale, la pianta apporta vitamina C, polifenoli e composti bioattivi, anche se il consumo è generalmente limitato a quantità moderate per il sapore intenso. L’utilizzo culinario è considerato sicuro alle dosi alimentari abituali.
Da non confondere con il Crescione (Nasturtium officinale)
Tropaeolum majus L. è originaria dell’America meridionale, in particolare delle regioni andine di Perù e Bolivia, da cui fu introdotta in Europa nel XVI secolo dopo le esplorazioni spagnole. La sua diffusione nei giardini europei fu rapida grazie alla facilità di coltivazione e alla fioritura vistosa, che la rese una delle piante ornamentali più apprezzate già in epoca rinascimentale.
Il nome del genere Tropaeolum deriva dal latino tropaeum, trofeo, in riferimento alla disposizione delle foglie rotonde e dei fiori che ricordavano, secondo i botanici del tempo, gli scudi e gli elmi dei guerrieri sconfitti appesi come trofei. Questa analogia fu formalizzata da Linneo nella nomenclatura binomiale.
Un aspetto curioso riguarda la confusione storica con il crescione. In diverse lingue europee, come l’inglese, la pianta è chiamata nasturtium, termine che originariamente indicava il Nasturtium officinale, cioè il crescione d’acqua. Questa sovrapposizione terminologica deriva dalla somiglianza nel sapore pungente, ma le due specie appartengono a famiglie botaniche completamente diverse.
Nel XVII e XVIII secolo la pianta era coltivata anche negli orti oltre che nei giardini ornamentali, sia per uso alimentare sia per il valore attribuito alle sue proprietà “depurative” secondo la medicina galenica. I semi venivano già utilizzati come sostituto dei capperi, pratica che si è mantenuta fino alla cucina contemporanea.
Dal punto di vista ecologico, Tropaeolum majus è nota per la capacità di attrarre insetti utili e di fungere da pianta trappola negli orti, poiché attira afidi e altri parassiti distogliendoli da colture più sensibili. Questo uso empirico è ancora oggi sfruttato in agricoltura biologica.
Un’ulteriore curiosità riguarda la presenza di composti solforati simili a quelli delle Brassicaceae, nonostante la pianta appartenga a una famiglia botanica differente. Questa convergenza fitochimica è considerata un esempio interessante di adattamento evolutivo legato alla difesa contro erbivori e patogeni.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Blaschek, W., et al. (2006). Hagers Handbuch der Drogen und Arzneistoffe. Springer.
Garbacki, N., et al. (1999). Immunomodulatory and anti-inflammatory effects of Tropaeolum majus. Phytotherapy Research, 13(5), 412-416.
Lüthy, J., et al. (1984). Benzyl isothiocyanate from Tropaeolum majus. Phytochemistry, 23(2), 483-485.
Pinto, E., et al. (2010). Antibacterial activity of Tropaeolum majus. Journal of Ethnopharmacology, 127(2), 329-333.
Villegas, L.F., et al. (1997). Antioxidant activity of Tropaeolum majus. Journal of Natural Products, 60(6), 651-653.