QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 11/05/2026
PAPAVERO DA OPPIO Papaver somniferum L.
LEGGI ARTICOLI SCIENTIFICI SU:
Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
Foto o Immagine modificata per uso didattico
Foto o Immagine modificata per uso didattico
TOSSICITÀ VELENOSA O LETALE *
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Papaveraceae
Sottofamiglia Papaveroideae
Tribù Papavereae
Genere Papaver
Specie Papaver somniferum
Papaver somniferum var. setigerum auct. non (Dc.) Corb.
Varietà: Papaver somniferum var. setigerum DC., Papaver somniferum var. glabrum Boiss., Papaver somniferum var. nigrum DC. (semi neri), Papaver somniferum var album Mill. (semi bianchi)
PIANTA ERBACEA ANNUA CON RADICE A FITTONE, FUSTO ERETTO E ALTEZZA DI CIRCA 150CM. FOGLIE ALTERNE E OBLUNGHE DENTATE CON PICCIOLO CORTO LE BASALI E SESSILI LE SUPERIORI. FIORI TERMINALI ERMAFRODITI CON COROLLA COMPOSTA DA 4 PETALI, CONTENENTI MOLTI STAMI E STIMMI POSTI SOPRA L'OVARIO. IL FRUTTO È UNA CAPSULA DEISCENTE CONTENENTE NUMEROSI SEMI BIANCASTRI CHE POSSONO RIMANERE QUIESCENTI PER MOLTI ANNI.
Originaria probabilmente del Mediterraneo orientale e dell'Asia Minore, ma la sua storia di coltivazione millenaria rende difficile definirne con precisione l'areale originario. Predilige terreni fertili, ben drenati e posizioni soleggiate. Si adatta a climi temperati caldi e subtropicali. È coltivato in diverse parti del mondo, sia legalmente per la produzione di semi (utilizzati in alimentazione e per l'olio) e alcaloidi (principalmente morfina, codeina e tebaina), sia illegalmente per l'oppio. In Italia può crescere spontaneo o inselvatichito in campi, bordi stradali e zone disturbate, soprattutto nelle regioni centro-meridionali, ma la sua coltivazione è strettamente regolamentata a causa del contenuto di alcaloidi psicoattivi. La sua presenza spontanea è spesso legata a precedenti coltivazioni o alla dispersione di semi.
IL LATTICE (OPPIO) SI ESTRAE DALLE CAPSULE IMMATURE (FRUTTI) INCISE IN TARDA PRIMAVERA-INIZIO ESTATE. I SEMI SI RACCOLGONO A PIENA MATURAZIONE IN PIENA ESTATE (LUGLIO-AGOSTO)
LATTICE ESSICCATO (OPPIO) CHE FUORIESCE DALLE CAPSULE IMMATURE. MENO FREQUENTEMENTE, I FRUTTI MATURI (CAPSULE SENZA SEMI) E I SEMI (PAPAVERIS SEMEN)
UNODC Laboratory and Scientific Section, Recommended Methods for Testing Opium, Morphine and Heroin, 2022
European Medicines Agency, Assessment Report on Papaver somniferum and Opiate Alkaloids, 2019
Trevor M Penning, Alkaloids of Papaver somniferum: Chemistry, Biosynthesis, Pharmacology, and Toxicology, 2021
Ikhlas A Khan, Chemistry and Pharmacology of Opium Alkaloids from Papaver somniferum, 2018
Atta-ur-Rahman, Studies in Natural Products Chemistry: Isoquinoline Alkaloids of Papaver Species, 2019
Miltiadis Stefanidou, Opium Alkaloids and Their Pharmacological Activities, 2017
Peter Facchini, Opium poppy and Madagascar periwinkle: Model non-model systems to investigate alkaloid biosynthesis in plants, 2015
Kazuki Sato, Benzylisoquinoline Alkaloid Biosynthesis in Opium Poppy, 2020
Food and Agriculture Organization, Poppy Seed Composition and Nutritional Properties, 2021
Jürgen Reichling, Papaver somniferum: Phytochemistry and Biological Activity Review, 2023
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: Il lattice e numerosi preparati derivati da Papaver somniferum L. contengono alcaloidi oppioidi ad attività depressiva sul sistema nervoso centrale, in particolare morfina e codeina, associati a rischio documentato di depressione respiratoria, dipendenza, tolleranza, overdose e morte. Le evidenze tossicologiche derivano da dati clinici, farmacologici e forensi consolidati sull’uso umano diretto della specie e dei suoi derivati naturali. Anche a dosaggi terapeutici controllati sono possibili effetti avversi gravi in soggetti vulnerabili o in associazione con altre sostanze deprimenti del sistema nervoso centrale.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze cliniche controllate disponibili riguardano specifici alcaloidi isolati derivati da Papaver somniferum L., in particolare morfina e codeina, con attività analgesica e antitussiva ampiamente confermata in medicina. Tuttavia l’efficacia terapeutica non è attribuibile in modo uniforme alla pianta intera o ai preparati fitoterapici non standardizzati, poiché il contenuto alcaloidico varia fortemente tra cultivar, parti della pianta e modalità estrattive. Esistono inoltre rilevanti differenze farmacologiche tra semi alimentari, lattice oppiaceo ed estratti alcaloidici purificati.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Come comportarsi in caso di sospetto avvelenamento da Papaver somniferum L.
In caso di sospetto avvelenamento da Papaver somniferum L. (papavero da oppio) o dai suoi derivati, è fondamentale agire con estrema rapidità, poiché si tratta di una situazione di emergenza medica grave e potenzialmente letale. La prontezza dell'intervento può fare la differenza tra la vita e la morte.
Ecco i passaggi da seguire:
1. Chiama Immediatamente i Soccorsi
Numero Unico di Emergenza (NUE) 112 (o il numero di emergenza locale, es. 118 per emergenze sanitarie in Italia).
Non esitare. Anche se i sintomi sembrano lievi all'inizio, possono peggiorare rapidamente.
Fornisci tutte le informazioni possibili:
Cosa è successo (sospetta ingestione di oppio, parti della pianta, semi in quantità anomala).
La quantità approssimativa assunta (se nota).
Quando è avvenuta l'ingestione.
L'età e il peso della persona avvelenata.
I sintomi presenti (vedi punto 2).
Se la persona ha assunto altre sostanze o farmaci.
2. Valuta lo Stato della Persona
Mentre aspetti i soccorsi, osserva attentamente la persona per fornire dettagli agli operatori:
Livello di coscienza: È sveglio e reattivo? Oppure è sonnolento, difficile da svegliare, incosciente?
Respirazione: La respirazione è lenta, superficiale, irregolare, rumorosa? Sembra che fatichi a respirare o che smetta di respirare? Questa è la preoccupazione maggiore negli avvelenamenti da oppiacei.
Colorito della pelle: La pelle è pallida, cianotica (bluastra, specialmente labbra e unghie)?
Dimensioni delle pupille: Le pupille sono piccole, "a capocchia di spillo" (miosi puntiforme)? Questo è un segno caratteristico, ma non sempre presente.
Nausea o vomito: Ha vomitato o manifesta nausea?
Altri sintomi: Sudorazione eccessiva, agitazione, confusione, secchezza delle fauci.
3. Metti in Sicurezza la Persona (se possibile e appropriato)
Non indurre il vomito. Far vomitare una persona che ha assunto oppiacei è pericoloso, specialmente se è sonnolenta o incosciente, per il rischio di inalare il vomito (aspirazione) e soffocare.
Posiziona la persona in posizione laterale di sicurezza se è incosciente o molto sonnolenta, per prevenire l'aspirazione in caso di vomito.
Rimuovi qualsiasi residuo della pianta o della sostanza dalla bocca se è ancora presente.
Non somministrare nulla da bere o da mangiare.
Mantieni la persona calda se è incosciente o ipotermica.
Non lasciare mai la persona da sola.
4. Porta con Te i Campioni (se disponibili)
Se possibile e sicuro, raccogli eventuali residui della pianta, dei semi, delle capsule o qualsiasi confezione o involucro della sostanza assunta. Questo aiuterà i medici a identificare esattamente la causa dell'avvelenamento e a stabilire il trattamento più efficace.
5. Ascolta e Segui le Istruzioni degli Operatori
Gli operatori di emergenza e il personale medico ti guideranno su cosa fare. Segui scrupolosamente le loro indicazioni. Potrebbero chiederti di monitorare segni vitali o di assistere la persona in attesa dell'arrivo dei soccorsi.
Trattamento Medico
Il trattamento medico per l'avvelenamento da oppiacei prevede, tra le altre cose:
Supporto respiratorio: Fondamentale, spesso con intubazione e ventilazione meccanica in casi gravi.
Naloxone: Un farmaco antagonista specifico dei recettori oppioidi, capace di invertire rapidamente gli effetti dell'avvelenamento da oppiacei. Viene somministrato per via endovenosa, intramuscolare o intranasale.
Monitoraggio: Continuo dei segni vitali (frequenza cardiaca, pressione sanguigna, saturazione di ossigeno).
Trattamento di supporto: Per gestire altri sintomi o complicazioni.
Ricorda che l'automedicazione o tentativi di "curare" un avvelenamento da oppio a casa sono estremamente pericolosi. La tempestività dell'intervento medico professionale è l'unico modo per gestire efficacemente questa emergenza.
Confronto e Evoluzione:
Mentre le indicazioni principali dell'uso tradizionale (analgesia, sedazione, antitosse, antidiarroico, antispasmodico) sono state pienamente convalidate dalla scienza moderna, il metodo di utilizzo e la sicurezza sono radicalmente cambiati.
L'uso tradizionale dell'oppio grezzo comportava un'estrema variabilità nel dosaggio e un altissimo rischio di tossicità, sovradosaggio e dipendenza. Non vi era conoscenza precisa dei principi attivi o delle loro concentrazioni.
La farmacologia moderna ha permesso l'isolamento, la purificazione e la sintesi degli alcaloidi, consentendo un dosaggio preciso, una riduzione degli effetti collaterali indesiderati e un controllo molto più rigoroso della sicurezza e della dipendenza.
Pertanto, sebbene l'efficacia delle proprietà sia la stessa, l'approccio moderno è basato sulla somministrazione controllata di principi attivi specifici e non sull'uso della pianta grezza. L'uso fitoterapico di Papaver somniferum nella sua forma grezza è considerato estremamente pericoloso e illegale in molti contesti, lasciando spazio solo ai farmaci derivati.
World Health Organization (WHO). (1999). Monographs on selected medicinal plants. Vol. 1. World Health Organization.
Goodman & Gilman's The Pharmacological Basis of Therapeutics. (Varie edizioni, ad esempio 13a ed. 2017). McGraw-Hill Education.
Bruneton, J. (1999). Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants. Lavoisier Publishing.
Mills, S., & Bone, K. (2000). Principles and Practice of Phytotherapy: Modern Herbal Medicine. Churchill Livingstone.
Commissione E Monografie Tedesche. (Riferimenti a monografie sui singoli alcaloidi, non sulla droga grezza).
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA COLTIVAZIONE DEL PAPAVERO DA OPPIO È VIETATA IN ITALIA
LE PREPARAZIONI FITOTERAPICHE DI PAPAVER SOMNIFERUM L. MOSTRANO ELEVATA VARIABILITÀ FITOCHIMICA NEL CONTENUTO DI MORFINA, CODEINA, TEBAINA E ALTRI ALCALOIDI OPPIACEI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E ANALITICA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E CONTROLLI TOSSICOLOGICI.
IL RISCHIO DI DEPRESSIONE RESPIRATORIA AUMENTA SIGNIFICATIVAMENTE IN ASSOCIAZIONE CON ALCOL, BENZODIAZEPINE, BARBITURICI, OPPIOIDI SINTETICI E ALTRI DEPRESSIVI DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA CONSOLIDATA.
L’USO CRONICO PUÒ INDURRE TOLLERANZA, DIPENDENZA FISICA E SINDROME D’ASTINENZA. EVIDENZA CLINICA, EPIDEMIOLOGICA E TOSSICOLOGICA AMPIAMENTE DOCUMENTATA.
SONO RIPORTATI CASI DI SEDAZIONE MARCATA, ALTERAZIONE DELLO STATO COGNITIVO E RIDUZIONE DELLE CAPACITÀ PSICOMOTORIE ANCHE CON PREPARAZIONI VEGETALI TRADIZIONALI CONTENENTI LATTICE O ESTRATTI NON STANDARDIZZATI. EVIDENZA OSSERVAZIONALE E FARMACOLOGICA.
LE PREPARAZIONI OTTENUTE DA CAPSULE IMMATURE O LATTICE ESSICCATO PRESENTANO MAGGIORE RISCHIO TOSSICOLOGICO RISPETTO AI SEMI ALIMENTARI, POICHÉ I SEMI MATURI CONTENGONO CONCENTRAZIONI ALCALOIDICHE NETTAMENTE INFERIORI SALVO CONTAMINAZIONE SUPERFICIALE. EVIDENZA FITOCHIMICA E TOSSICOLOGICA.
L’ATTIVITÀ FARMACOLOGICA DELLA SPECIE PUÒ ESSERE MODIFICATA DA POLIMORFISMI GENETICI DEGLI ENZIMI CYP2D6 E CYP3A4 COINVOLTI NEL METABOLISMO DEGLI ALCALOIDI OPPIACEI. EVIDENZA FARMACOGENETICA E FARMACOCINETICA.
L’ASSUNZIONE CONCOMITANTE CON FARMACI SEROTONINERGICI, SEDATIVI O INIBITORI ENZIMATICI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI TOSSICITÀ NEUROLOGICA E RESPIRATORIA. EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE GLI ALCALOIDI ISOLATI E I PREPARATI OPPIACEI DERIVATI DALLA SPECIE; I DATI CLINICI SPECIFICI SUI PREPARATI FITOTERAPICI INTEGRALI STANDARDIZZATI SONO LIMITATI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATO IN CASO DI INSUFFICIENZA RESPIRATORIA, DEPRESSIONE RESPIRATORIA O PATOLOGIE RESPIRATORIE OSTRUTTIVE SEVERE SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE CONSOLIDATE RELATIVE AGLI ALCALOIDI OPPIACEI NATURALMENTE PRESENTI NELLA SPECIE.
CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA AGLI ALCALOIDI DEL PAPAVER SOMNIFERUM L. O AI DERIVATI OPPIACEI.
CONTROINDICATO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER IL RISCHIO DOCUMENTATO DI DEPRESSIONE RESPIRATORIA NEONATALE, SINDROME D’ASTINENZA NEONATALE E PASSAGGIO PLACENTARE E NEL LATTE MATERNO DEGLI ALCALOIDI OPPIOIDI DELLA SPECIE.
CONTROINDICATO NEI PAZIENTI CON ILEO PARALITICO O GRAVE STIPSI OSTRUTTIVA PER L’EFFETTO FARMACOLOGICAMENTE DOCUMENTATO DI RIDUZIONE DELLA MOTILITÀ INTESTINALE INDOTTO DAGLI ALCALOIDI MORFINANICI.
CONTROINDICATO IN SOGGETTI CON DIPENDENZA DA OPPIOIDI O ANAMNESI DI DISTURBO DA USO DI SOSTANZE OPPIACEE PER L’ELEVATO POTENZIALE DOCUMENTATO DI DIPENDENZA E TOLLERANZA.
CONTROINDICATO IN ASSOCIAZIONE CON INIBITORI DELLE MONOAMINO OSSIDASI IN PRESENZA DI PREPARAZIONI CONTENENTI CODEINA O ALTRI ALCALOIDI AD ATTIVITÀ CENTRALE PER IL RISCHIO DI REAZIONI NEUROFARMACOLOGICHE AVVERSE DOCUMENTATE CLINICAMENTE.
AZIONE STUPEFACENTE. VIETATO L'USO PER LEGGE. USARE SOLAMENTE SOTTO CONTROLLO MEDICO. È LETALE PER I NEONATI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ACQUA DISTILLATA DI LAUROCERASO
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANESTETICI E ANESTESIE
ANSIOLITICI
ANTICOLINERGICI
ANTIDEPRESSIVI I-MAO
ANTIPSICOTICI
BARBITURICI
BENZODIAZEPINE
DEPRESSIVI DEL SNC
FARMACI CON PROLUNGAMENTO QT
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2D6
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
INIBITORI DEL CYP
INIBITORI-MAO (MONOAMINO OSSIDASI)
MIORILASSANTI
OPPIACEI
POMPELMO
PSICOFARMACI
PSICOTROPI
SEDATIVI DEL SNC
SEROTONINERGICI
SOSTANZE SEROTONINERGICHE
STIMOLANTI DEL SNC
TRIPTANI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di lattice di Papaver somniferum L. titolato in alcaloidi oppiacei totali, soprattutto morfina. Nella pratica farmaceutica storica e galenica la standardizzazione terapeutica era generalmente riferita a un contenuto di morfina compreso tra circa 8% e 15% nell’oppio greggio. L’impiego terapeutico moderno non avviene più come fitoterapico libero ma tramite preparazioni medicinali regolamentate contenenti alcaloidi purificati. Le dosi storiche dell’estratto di oppio standardizzato corrispondevano generalmente a 10–30 mg di oppio polverizzato per somministrazione negli usi sedativi o antidiarroici, con margine terapeutico ristretto e alto rischio tossicologico. L’utilizzo fitoterapico autonomo non è considerato sicuro né appropriato.
Tintura di oppio o Laudano di Sydenham. Preparazione idroalcolica storica ottenuta dall’oppio con titolo definito in morfina. Le formulazioni farmacopeiche moderne riportavano generalmente una concentrazione pari a circa 1% di morfina anidra. Storicamente impiegata come analgesico, antidiarroico e sedativo. Le dosi terapeutiche storiche variavano generalmente da 0,3 a 1 mL secondo la concentrazione e l’indicazione clinica. Attualmente l’uso è limitato a contesti medici regolamentati per l’elevato rischio di depressione respiratoria, dipendenza e tossicità.
Tintura canforata di oppio (Paregoric). Preparazione farmaceutica storica contenente oppio in concentrazione molto inferiore rispetto al laudano classico, associato a canfora e aromi. Utilizzata soprattutto come antidiarroico e sedativo della tosse. La standardizzazione era riferita al contenuto in morfina. Le dosi storiche negli adulti variavano generalmente da 5 a 10 mL fino a tre volte al giorno. L’impiego moderno è fortemente limitato o dismesso in numerosi paesi.
Estratti purificati standardizzati in codeina derivata da Papaver somniferum L. Utilizzati principalmente come sedativi della tosse e analgesici lievi-moderati. Le formulazioni farmaceutiche moderne contengono generalmente codeina fosfato standardizzata. Le dosi terapeutiche abituali negli adulti sono comprese tra 15 e 60 mg ogni 4–6 ore secondo indicazione clinica e tollerabilità. L’effetto terapeutico dipende dal metabolismo CYP2D6.
Estratti standardizzati in noscapina derivata da Papaver somniferum L. Utilizzati come antitussivi non narcotici in vari sistemi farmaceutici. I preparati standardizzati contengono dosi generalmente comprese tra 15 e 50 mg per somministrazione, fino a tre o quattro volte al giorno. Non possiede attività analgesica oppioide clinicamente significativa.
Estratti standardizzati in papaverina derivata da Papaver somniferum L. Utilizzati storicamente come spasmolitici e vasodilatatori. I preparati farmaceutici contenevano papaverina cloridrato con dosaggi generalmente compresi tra 40 e 120 mg al giorno in somministrazioni suddivise. L’uso fitoterapico diretto della pianta per ottenere effetti spasmolitici non è considerato standardizzato né sicuro.
Preparazioni omeopatiche di Papaver somniferum L. Disponibili principalmente come Papaver somniferum, Opium o Thebaicum in diluizioni omeopatiche dalla D3 alla 30CH secondo le scuole omeopatiche. Tradizionalmente utilizzate in omeopatia per disturbi del sonno, stipsi spastica, agitazione nervosa o sintomi neurologici soggettivi. Non esistono evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia terapeutica specifica oltre l’effetto placebo. L’uso omeopatico non è sovrapponibile all’impiego farmacologico degli alcaloidi oppiacei della specie.
Aparna Singh, Ivette M. Menéndez-Perdomo, Peter J. Facchini, Benzylisoquinoline Alkaloid Biosynthesis in Opium Poppy: An Update, Phytochemistry Reviews, 2019
Ahmed Vadhel et al., Opium Alkaloids, Biosynthesis, Pharmacology and Association in Different Plants, Molecules, 2023
Seyed Ashrafi et al., Papaverine: A Miraculous Alkaloid from Opium and Its Pharmacological Aspects, Molecules, 2023
Jillian M. Hagel, Peter J. Facchini, Benzylisoquinoline Alkaloid Metabolism: A Century of Discovery and a Brave New World, Plant and Cell Physiology, 2013
World Health Organization, WHO Expert Committee on Drug Dependence: Morphine and Related Opioids Monographs, 2014
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Monographs: Opium, Morphine Hydrochloride, Codeine Phosphate, latest edition
British Pharmacopoeia Commission, British Pharmacopoeia Monograph: Tincture of Opium, latest edition
Trease and Evans, Pharmacognosy, Sixteenth Edition, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Third Edition, 2004
Norman Grainger Bisset, Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001
Peter J. Facchini, Opium Poppy and Madagascar Periwinkle: Model Nonmodel Systems to Investigate Alkaloid Biosynthesis in Plants, Plant Journal, 2001
Jean Bruneton, Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, 1999
Questi estratti sono pensati per un uso fitoterapico sotto controllo, considerando che Papaver somniferum contiene alcaloidi che possono avere effetti farmacologici anche rilevanti.
Contiene alcaloidi oppiacei (morfina, codeina) vietati in competizioni sportive.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI:
Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle.
Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio.
Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono:
Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio)
Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china)
Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco)
Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio)
Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar)
Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino)
Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica.
Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi:
Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative.
China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici.
Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici.
Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso.
Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale.
Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza.
Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche.
Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro.
Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso.
Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio.
Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.
Papaver somniferum L. è una delle più antiche piante medicinali coltivate dall’uomo. Tracce archeobotaniche indicano la sua presenza già nel Neolitico europeo e mediterraneo, probabilmente inizialmente come pianta alimentare e ornamentale prima dell’impiego farmacologico sistematico del lattice.
Il nome specifico “somniferum” significa “portatore di sonno” e fu attribuito da Linneo in riferimento agli effetti sedativi e narcotici del lattice ricco di alcaloidi oppiacei.
Nell’antico Egitto l’oppio era noto come rimedio sedativo e analgesico. Papiri medici descrivono preparazioni destinate a calmare il pianto infantile e il dolore. La coltivazione era particolarmente associata all’area tebana, da cui derivò il termine storico “oppio tebano”.
Nella medicina greca e romana l’oppio era utilizzato da Ippocrate, Dioscoride e Galeno. Dioscoride descrisse sia l’uso terapeutico sia i rischi tossici della pianta, distinguendo chiaramente il lattice essiccato dai semi alimentari privi di attività narcotica significativa.
I semi maturi di Papaver somniferum L. contengono quantità trascurabili di alcaloidi oppiacei rispetto al lattice e sono tradizionalmente utilizzati in panificazione e gastronomia in molte culture europee e asiatiche.
Nel Medioevo e nel Rinascimento l’oppio divenne componente di numerose preparazioni galeniche. Il Laudano di Sydenham, formulato nel XVII secolo, rappresentò una delle più celebri preparazioni medicinali europee contenenti oppio e spezie aromatiche.
La specie ebbe un ruolo storico enorme nei commerci internazionali tra XVIII e XIX secolo. Le Guerre dell’Oppio tra Impero Britannico e Cina modificarono profondamente gli equilibri geopolitici dell’Asia orientale e influenzarono la regolamentazione mondiale degli stupefacenti.
Papaver somniferum L. è la principale fonte naturale industriale di morfina, codeina, tebaina, papaverina e noscapina. Molti analgesici oppioidi moderni derivano direttamente o indirettamente dagli alcaloidi di questa specie.
La morfina isolata dal papavero nel XIX secolo fu il primo alcaloide puro ottenuto da una pianta medicinale nella storia della farmacologia moderna, segnando una svolta fondamentale nello sviluppo della chimica farmaceutica.
Alcune cultivar moderne sono selezionate principalmente per l’elevata produzione di semi alimentari, mentre altre sono coltivate per la produzione farmaceutica di alcaloidi sotto stretto controllo normativo internazionale.
In numerosi paesi la coltivazione di Papaver somniferum L. è regolamentata o vietata per il potenziale impiego nella produzione illegale di oppiacei, anche se la specie continua a essere legalmente coltivata per uso alimentare o farmaceutico in diversi stati autorizzati.
La farmacopea ufficiale italiana ammette l'uso terapeutico di oppio
ma specifica che il suo contenuto di morfina deve essere compreso
fra il 9,8% e il 10,2%. 500.000 fiori di papavero producono circa 10 kg di oppio, da cui si ricava 1 kg di eroina.