ERBA PERENNE RIZOMATOSA CON FUSTI ERETTI E PELOSI. LE FOGLIE BASALI SONO OVATO-CORDATE, LUNGAMENTE PICCIOLATE E MACULATE DI BIANCO, MENTRE LE FOGLIE CAULINE SONO SESSILI E PROGRESSIVAMENTE PIÙ PICCOLE. I FIORI, PORTATI IN CIME SCORPIOIDI, INIZIANO ROSA E VIRANO AL BLU-VIOLETTO. IL CALICE È TUBULARE E PELOSO, LA COROLLA IMBUTIFORME CON CINQUE LOBI. GLI STAMI SONO INCLUSI. IL FRUTTO È UN ACHENIO LISCIO E LUCIDO.
MARZO APRILE MAGGIO (INIZIO PRIMAVERA), CON FIORI CHE VIRANO DAL ROSA AL BLU
Predilige habitat ombrosi e freschi. Cresce prevalentemente in boschi di latifoglie, ma si può trovare anche in pianura, siepi e cespugli. Questa specie è diffusa in Europa, dalle zone occidentali fino alla Russia centrale e al Caucaso, presente anche nei Balcani e nell'Italia settentrionale e centrale, in particolare nelle zone montane e collinari fino a 1500 metri di altitudine. Preferisce terreni umidi, ricchi di nutrienti e spesso calcarei, sassosi o argillosi. È una pianta tipica del sottobosco, adattata a crescere in condizioni di luce variabile, sfruttando il periodo prima della completa fogliazione degli alberi per la sua fase vegetativa.
European Medicines Agency, Assessment Report on Pulmonaria officinalis L., non disponibile
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, specie non monografata
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel, Pharmacognosy and Phytotherapy, 1999
Karel Kubin, Chemotaxonomic and Phytochemical Studies of Pulmonaria officinalis, 1983
Ivan Salamon, Medicinal, Aromatic and Spice Plants of Central Europe, 2007
Franz-Xaver Reichling, Inhaltsstoffe und Pharmakologie von Pulmonaria officinalis, 1998
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: La specie contiene alcaloidi pirrolizidinici documentati, seppur generalmente presenti in quantità basse o molto basse rispetto ad altre Boraginaceae. La rilevanza tossicologica dipende dalla concentrazione effettiva nella droga, dalla parte utilizzata, dalla durata dell'assunzione e dalla preparazione impiegata. Non risultano documentati effetti tossici clinici rilevanti associati all'uso tradizionale corretto della specie, ma la presenza di alcaloidi pirrolizidinici introduce una potenziale criticità tossicologica teoricamente correlata a esposizioni prolungate o elevate. Le evidenze derivano da dati fitochimici e tossicologici diretti sulla specie, mentre i dati clinici risultano limitati.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Per Pulmonaria officinalis L. esiste un uso fitoterapico tradizionale consolidato nelle affezioni delle vie respiratorie, supportato dalla presenza di mucillagini, allantoina e composti fenolici e da alcune evidenze farmacologiche in vitro. Tuttavia mancano studi clinici controllati, revisioni sistematiche e un corpus di studi in vivo sufficientemente robusto e riproducibile riferito direttamente alla specie. Le evidenze disponibili sono prevalentemente farmacognostiche, sperimentali preliminari ed etnobotaniche. Applicando un criterio conservativo, l'attività terapeutica generale deve essere classificata come dubbia o non confermata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che consentano di attribuire a Pulmonaria officinalis L. indicazioni terapeutiche clinicamente confermate secondo i criteri della fitoterapia evidence-based moderna.
Le evidenze cliniche dirette sulla specie risultano assenti o insufficienti per la validazione di specifiche indicazioni terapeutiche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività demulcente e lenitiva delle mucose. Indicazione: irritazioni delle vie respiratorie e tosse irritativa. Evidenza derivante dalla presenza documentata di mucillagini e dall'uso fitoterapico tradizionale consolidato. Le conferme sperimentali moderne dirette sulla specie sono limitate.
Attività espettorante. Indicazione: supporto tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie. Evidenza basata principalmente sulla fitoterapia documentata e sulla composizione farmacognostica della droga. Le evidenze cliniche non sono disponibili.
Attività antinfiammatoria. Indicazione: supporto sintomatico nelle irritazioni delle mucose respiratorie. Evidenze provenienti da studi in vitro su estratti della specie e dai composti fenolici identificati. Le evidenze risultano preliminari e insufficienti per una validazione clinica.
Attività antiossidante. Indicazione: protezione da processi ossidativi in modelli sperimentali. Evidenze in vitro attribuite principalmente all'acido rosmarinico, ai flavonoidi e ad altri composti fenolici presenti nella specie. La rilevanza clinica non è stata dimostrata.
Attività cicatrizzante e riepitelizzante. Indicazione: uso tradizionale topico su irritazioni cutanee minori. Evidenza indirettamente supportata dalla presenza di allantoina e da documentazione fitoterapica storica. Le conferme sperimentali dirette sulla specie sono limitate.
Le evidenze disponibili per Pulmonaria officinalis L. sono complessivamente limitate, eterogenee e prevalentemente precliniche o tradizionali.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie.
Uso tradizionale nella tosse.
Uso tradizionale nella raucedine.
Uso tradizionale nelle irritazioni della gola.
Uso tradizionale come pianta pettorale.
Uso tradizionale nelle infiammazioni bronchiali.
Uso tradizionale come emolliente delle mucose respiratorie.
Uso tradizionale esterno su piccole irritazioni cutanee.
La storica applicazione della specie alle patologie polmonari fu influenzata anche dalla cosiddetta dottrina delle segnature, secondo la quale le macchie fogliari ricordavano il tessuto polmonare. Tale associazione storica non costituisce evidenza terapeutica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel e Konstantin Keller, Hänsel and Keller's Pharmacognosy Phytopharmacy, 2013
Ivan Salamon, Medicinal Aromatic and Spice Plants of Central Europe, 2007
Karel Kubin, Chemotaxonomic and Phytochemical Studies of Pulmonaria officinalis, 1983
Franz-Xaver Reichling, Inhaltsstoffe und Pharmakologie von Pulmonaria officinalis, 1998
Peter A. G. M. De Smet, Adverse Effects of Herbal Drugs, 1997
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
PRESENZA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. ANALISI FITOCHIMICHE DELLA SPECIE HANNO DOCUMENTATO LA PRESENZA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI IN QUANTITÀ GENERALMENTE BASSE O MOLTO BASSE. POICHÉ ALCUNI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI SONO ASSOCIATI A POTENZIALE EPATOTOSSICITÀ GENOTOSSICA IN FUNZIONE DELLA DOSE E DELLA DURATA DELL'ESPOSIZIONE, È PRUDENTE EVITARE IMPIEGHI PROLUNGATI O AD ALTE DOSI. EVIDENZA BASATA SU DATI FITOCHIMICI DIRETTI RELATIVI ALLA SPECIE E CONOSCENZE TOSSICOLOGICHE DEI COMPOSTI IDENTIFICATI.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI ADEGUATI SULLA SICUREZZA DI PULMONARIA OFFICINALIS L. DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. INOLTRE LA PRESENZA DOCUMENTATA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI GIUSTIFICA UNA PARTICOLARE CAUTELA. EVIDENZA BASATA SU DATI FITOCHIMICI DIRETTI E ASSENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA.
USO PROLUNGATO. NON SONO DISPONIBILI STUDI TOSSICOLOGICI CRONICI SUFFICIENTI A DEFINIRE LA SICUREZZA DELL'ASSUNZIONE CONTINUATIVA NEL LUNGO PERIODO. L'AVVERTENZA DERIVA DALLA LIMITATEZZA DELLE EVIDENZE TOSSICOLOGICHE E DALLA PRESENZA DOCUMENTATA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. EVIDENZA BASATA SU DATI FITOCHIMICI E LACUNE DELLA DOCUMENTAZIONE TOSSICOLOGICA.
PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI. IN ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI, LA PRESENZA DOCUMENTATA DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI SUGGERISCE CAUTELA NEI SOGGETTI CON COMPROMISSIONE DELLA FUNZIONALITÀ EPATICA. EVIDENZA BASATA SULLA PLAUSIBILITÀ TOSSICOLOGICA CORRELATA AI COMPOSTI IDENTIFICATI NELLA SPECIE.
LE EVIDENZE CLINICHE E TOSSICOLOGICHE DIRETTE SU PULMONARIA OFFICINALIS L. RISULTANO COMPLESSIVAMENTE LIMITATE; GRAN PARTE DELLE AVVERTENZE DERIVA DALLA CARATTERIZZAZIONE FITOCHIMICA DELLA SPECIE E DALLA VALUTAZIONE TOSSICOLOGICA DEI COSTITUENTI DOCUMENTATI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE PER PULMONARIA OFFICINALIS L. SUPPORTATE DA EVIDENZE CLINICHE, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICHE DIRETTE SUFFICIENTEMENTE DOCUMENTATE NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA DISPONIBILE.
Estratto secco di parti aeree di Pulmonaria officinalis
Preparazione ottenuta dalle parti aeree fiorite essiccate. È la forma più frequentemente utilizzata negli integratori erboristici moderni quando la specie è presente come ingrediente singolo.
Non esistono monografie EMA, ESCOP, Commission E o WHO che definiscano standardizzazioni terapeutiche ufficiali per la specie.
Non sono disponibili titoli farmacologicamente validati correlati a uno specifico effetto terapeutico.
Le dosi comunemente utilizzate negli integratori corrispondono generalmente a 300-1500 mg al giorno di estratto secco, ma tali valori derivano da uso tradizionale e pratica commerciale e non da studi clinici controllati.
Estratto idroalcolico secco di parti aeree
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica della droga.
Può contenere concentrazioni superiori di composti fenolici e flavonoidi rispetto alla droga polverizzata.
Non esistono standardizzazioni terapeutiche universalmente accettate né contenuti minimi ufficiali di acido rosmarinico, flavonoidi o altri marcatori.
La posologia dipende dal rapporto droga-estratto e non può essere definita con precisione sulla base delle evidenze disponibili.
Estratto fluido di parti aeree
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica liquida.
Documentata principalmente nella tradizione erboristica europea e nella fitoterapia contemporanea.
Non risultano disponibili titolazioni terapeutiche validate né studi clinici che consentano di definire una dose standard evidence-based.
Tintura madre fitoterapica
Preparazione ottenuta dalla macerazione idroalcolica delle parti aeree fresche o essiccate.
Utilizzata tradizionalmente nelle preparazioni pettorali e mucillaginose.
Non sono disponibili standardizzazioni terapeutiche riconosciute né titoli minimi associati a specifici effetti clinici.
Polvere micronizzata di parti aeree
Preparazione ottenuta dalla macinazione della droga essiccata.
Utilizzata in capsule, compresse o miscele erboristiche.
Non esistono standardizzazioni ufficiali dei principi attivi né posologie validate clinicamente.
Le quantità impiegate negli integratori corrispondono generalmente a 1-4 g al giorno di droga polverizzata.
Integratori standardizzati
Non risultano disponibili integratori standardizzati ufficialmente su specifici costituenti di Pulmonaria officinalis L. con titoli terapeutici riconosciuti dalla letteratura scientifica internazionale.
Eventuali standardizzazioni commerciali relative ad acido rosmarinico, flavonoidi totali o polifenoli totali non dispongono di soglie validate necessarie per ottenere effetti terapeutici clinicamente dimostrati.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Pulmonaria officinalis sotto forma di tintura madre omeopatica e successive diluizioni decimali, centesimali e cinquanta-millesimali.
Le diluizioni disponibili dipendono dal produttore e dalla farmacopea di riferimento.
Non esistono titoli fitochimici, standardizzazioni farmacologiche o posologie correlate a effetti terapeutici dimostrati secondo criteri scientifici moderni.
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel e Konstantin Keller, Hänsel and Keller's Pharmacognosy Phytopharmacy, 2013
Ivan Salamon, Medicinal Aromatic and Spice Plants of Central Europe, 2007
Karel Kubin, Chemotaxonomic and Phytochemical Studies of Pulmonaria officinalis, 1983
Franz-Xaver Reichling, Inhaltsstoffe und Pharmakologie von Pulmonaria officinalis, 1998
Peter A. G. M. De Smet, Adverse Effects of Herbal Drugs, 1997
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Pulmonaria officinalis
Parti aeree fiorite essiccate 2-4 g.
Acqua 200 mL.
Infusione per 10-15 minuti.
Assunzione fino a 2-3 volte al giorno.
Preparazione tradizionalmente impiegata come emolliente delle mucose respiratorie e nelle irritazioni della gola. Le evidenze cliniche dirette sono assenti; l'impiego è supportato principalmente dalla presenza di mucillagini e dall'uso fitoterapico documentato.
Infuso pettorale tradizionale
Pulmonaria officinalis parti aeree 2 g.
Althaea officinalis radice 2 g.
Verbascum thapsus fiori 1 g.
Acqua 250 mL.
Infusione per 15 minuti.
Assunzione fino a 3 volte al giorno.
Associazione tradizionale utilizzata nelle irritazioni delle vie respiratorie e nella tosse con catarro. La sinergia deriva dall'uso fitoterapico storico e dalla complementarità farmacognostica delle droghe.
Infuso per tosse irritativa e raucedine
Pulmonaria officinalis parti aeree 2 g.
Malva sylvestris fiori e foglie 2 g.
Plantago lanceolata foglie 2 g.
Acqua 250 mL.
Infusione per 10-15 minuti.
Assunzione 2-3 volte al giorno.
Preparazione tradizionalmente impiegata per il supporto delle mucose oro-faringee e respiratorie.
Infuso pettorale complesso
Pulmonaria officinalis parti aeree 2 g.
Althaea officinalis radice 2 g.
Plantago lanceolata foglie 1,5 g.
Verbascum thapsus fiori 1,5 g.
Acqua 300 mL.
Infusione per 15 minuti.
Assunzione fino a 3 volte al giorno.
Formula derivata dalla tradizione erboristica europea per il supporto sintomatico delle affezioni respiratorie catarrali.
Decotto leggero di Pulmonaria officinalis
Parti aeree essiccate 3-5 g.
Acqua 250 mL.
Riscaldare fino a lieve ebollizione e mantenere per 5 minuti, quindi lasciare in infusione altri 10 minuti.
Assunzione una o due volte al giorno.
Preparazione storicamente documentata ma meno utilizzata rispetto all'infuso, poiché le mucillagini sono meglio preservate mediante semplice infusione.
Miscela tradizionale primaverile
Pulmonaria officinalis parti aeree 2 g.
Taraxacum officinale foglie 2 g.
Urtica dioica foglie 2 g.
Acqua 250 mL.
Infusione per 10 minuti.
Utilizzata tradizionalmente come bevanda stagionale nelle pratiche erboristiche popolari europee.
Collutorio e gargarismo tradizionale
Pulmonaria officinalis parti aeree 3 g.
Acqua 200 mL.
Infusione per 15 minuti e successivo raffreddamento.
Impiego tradizionale per risciacqui del cavo orale e gargarismi nelle irritazioni della gola e delle mucose orali.
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel e Konstantin Keller, Hänsel and Keller's Pharmacognosy Phytopharmacy, 2013
Ivan Salamon, Medicinal Aromatic and Spice Plants of Central Europe, 2007
Franz-Xaver Reichling, Inhaltsstoffe und Pharmakologie von Pulmonaria officinalis, 1998
Karel Kubin, Chemotaxonomic and Phytochemical Studies of Pulmonaria officinalis, 1983
Peter A. G. M. De Smet, Adverse Effects of Herbal Drugs, 1997
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
TEORIA PARACELSIANA DELLA SIGNATURA
Secondo la teoria occultistica e fitomantica della "signatura" -forse la più fantasiosa e scientificamente infondata tra le teorie- gli antichi attribuivano proprietà terapeutiche alla pianta mettendo in relazione le forme e i colori con gli organi anatomici.
Così per esempio nel caso del Polygonum hydropiper L. a cui era attribuita proprietà emostatica per le macchie rosso-brune sulle foglie.
Il fatto veramente curioso è che per alcune piante le proprietà terapeutiche "desunte" con questo sistema vennero confermate in tempi recenti con la sperimentazione medico-scientifica.
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali - Chimica Farmacologia e Terapia"]
Pulmonaria officinalis L. deve il proprio nome al latino pulmo, "polmone", perché le sue foglie presentano tipiche macchie biancastre che ricordano visivamente il tessuto polmonare. Questa somiglianza ebbe un ruolo determinante nella sua storia medicinale.
La specie rappresenta uno degli esempi classici della cosiddetta dottrina delle segnature, una teoria sviluppata soprattutto tra Medioevo e Rinascimento secondo la quale l'aspetto di una pianta indicava gli organi sui quali essa avrebbe esercitato effetti terapeutici.
Per secoli la polmonaria fu considerata una delle principali piante per le malattie respiratorie proprio in virtù della forma delle sue foglie, molto prima che fossero disponibili conoscenze farmacologiche o fisiologiche moderne.
L'epiteto specifico officinalis indica che la specie era ufficialmente impiegata nelle antiche officine farmaceutiche e nei repertori della medicina europea tradizionale.
I fiori cambiano colore durante la fioritura passando generalmente da tonalità rosate o rossastre a sfumature azzurre o violacee. Questo fenomeno è legato a variazioni del pH nei tessuti floreali ed è considerato uno degli aspetti botanici più caratteristici della specie.
La variazione cromatica dei fiori costituisce anche un segnale ecologico per gli insetti impollinatori, indicando differenti stadi di maturazione del fiore e disponibilità di nettare.
La pianta è una delle prime specie erbacee a fiorire nei boschi decidui europei alla fine dell'inverno e all'inizio della primavera, fornendo una preziosa risorsa alimentare per api e bombi in un periodo in cui le fonti nettarifere sono ancora limitate.
Pulmonaria officinalis è stata frequentemente coltivata nei giardini dei monasteri medievali europei come pianta medicinale destinata soprattutto alle preparazioni per la tosse e le affezioni toraciche.
In diverse tradizioni popolari europee la pianta era considerata simbolo di guarigione respiratoria e veniva raccolta durante particolari periodi dell'anno ritenuti favorevoli alla preparazione dei rimedi erboristici.
Le macchie fogliari che hanno reso celebre la specie non sono una manifestazione patologica ma una caratteristica naturale dovuta alla presenza di aree fogliari con differente struttura anatomica e riflessione della luce.
La specie è oggi considerata importante anche dal punto di vista ecologico come componente caratteristica dei boschi mesofili e delle foreste decidue dell'Europa temperata.
Nonostante la lunga storia medicinale, le moderne evidenze cliniche sulla sua efficacia terapeutica rimangono limitate, rendendo Pulmonaria officinalis un interessante esempio di pianta il cui prestigio storico è stato molto più ampio della documentazione scientifica attualmente disponibile.