QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 10/04/2026
SOIA Glycine max (L.) Merr.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Scott Bauer
Autore: Fritz Geller-Grimm
Autore: Helge Höpfner
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Fabales Famiglia: Sottofamiglia: Faboideae
Soja, Soya, Soybean, Haba Soya, Sojabohne, Soya Bean, Fagiolo Di Soia, Fagiolo Della Cina, Chinese Soybean, Edamame (per I Baccelli Immaturi).
Dolichos Sofa L., Glycine Angustifolia Miq., Glycine Formosa Hosok., Glycine Javanica Thunb., Glycine Mas, Phalseolus Max L., Phaseolus Max L., Phaseolus Sordidus Salisb., Soja Max (L.) Piper
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO E PUBESCENTE, ALTO FINO A 1 METRO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON LUNGHE STIPOLE ALLA BASE DEL PICCIOLO; LE FOGLIOLINE SONO OVATE O LANCEOLATE, DI COLORE VERDE E PUBESCENTI. I FIORI SONO PICCOLI, PAPILIONACEI, DI COLORE BIANCO, ROSA O VIOLETTO, RIUNITI IN BREVI RACEMI ASCELLARI. IL CALICE È TUBOLARE CON CINQUE DENTI. LA COROLLA HA UN VESSILLO LARGO, DUE ALI E UNA CARENA FORMATA DA DUE PETALI FUSI. GLI STAMI SONO DIECI, DIADELPHI (9 SALDATI PER I FILAMENTI E UNO LIBERO). L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CON 2-5 OVULI, CHE MATURA IN UN LEGUME (BACCELLO) ALLUNGATO, PUBESCENTE, CONTENENTE 1-5 SEMI GLOBOSI O OVALI, DI COLORE VARIABILE DAL GIALLO AL VERDE, AL MARRONE O AL NERO, RICCHI DI PROTEINE E OLIO.
LUGLIO AGOSTO PER 3-4 SETTIMANE, CON FIORI BIANCHI, ROSA O VIOLA IN RACEMI ASCELLARI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____FUCHSIA CHIARO
Coltivata in un'ampia varietà di climi temperati caldi, subtropicali e tropicali. Originaria dell'Asia orientale, in particolare della Cina, la soia è oggi coltivata su vasta scala in tutto il mondo, specialmente in Nord e Sud America, Asia e Africa. Predilige habitat di campi coltivati con suoli fertili, ben drenati, limosi o argillosi-limosi, con un pH compreso tra 6.0 e 7.0. Richiede una stagione di crescita calda con temperature ottimali tra i 20 e i 30°C e una buona disponibilità di acqua, soprattutto durante la fioritura e la formazione dei baccelli. La soia è una pianta eliofila che necessita di piena esposizione al sole per una fotosintesi efficiente e una buona produzione di semi. Sebbene sia adattabile a diverse condizioni di suolo, una buona struttura del terreno è fondamentale per lo sviluppo delle radici e l'assorbimento dei nutrienti. La soia è una leguminosa e ha la capacità di fissare l'azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri del genere Bradyrhizobium presenti nel suolo, riducendo la necessità di fertilizzanti azotati. La sua coltivazione è diffusa nelle pianure e nelle aree collinari con un clima favorevole e una gestione agricola adeguata.
LA RACCOLTA DEI SEMI (DROGA) AVVIENE IN AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE) A MATURAZIONE COMPLETA, QUANDO I BACCELLI SONO SECCHI
SEMI ESSICCATI (INTERI O TRASFORMATI IN FARINA/ESTRATTI), RICCHI DI ISOFLAVONI (GENISTEINA, DAIDZEINA), PROTEINE (40%) E LECITINA
TERROSO E LEGNOSO, CON NOTE ERBACEE E LIEVEMENTE DOLCIASTRE NEI SEMI FRESCHI
NEUTRO-LEGGERMENTE DOLCE NEI SEMI COTTI; AMARO E ASTRINGENTE NEGLI ESTRATTI CONCENTRATI
Isoflavoni: genisteina, daidzeina, gliciteina, genistina, daidzina, glicitina, malonil genistina, malonil daidzina, malonil glicitina, acetil genistina, acetil daidzina, acetil glicitina
Saponine triterpeniche: soyasaponina A, soyasaponina B, soyasaponina E, soyasaponina DDMP, soyasapogenolo B
Proteine e peptidi bioattivi: glicinina, beta conglicinina, peptidi derivati da idrolisi proteica
Lipidi e fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo, fosfolipidi
Tocoferoli: alfa tocoferolo, gamma tocoferolo, delta tocoferolo
Polifenoli non isoflavonici: acido ferulico, acido caffeico, acido p cumarico, acido gallico, acido idrossibenzoico
Flavonoidi: kaempferolo, quercetina, derivati glicosilati del kaempferolo
Antociani: cianidina, delfinidina, petunidina, peonidina
Carotenoidi: luteina, beta carotene
Acidi grassi: acido linoleico, acido oleico, acido linolenico, acido palmitico, acido stearico
Carboidrati e oligosaccaridi: stachiosio, raffinosio, saccarosio, polisaccaridi non amidacei
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati clinici e tossicologici mostrano un elevato profilo di sicurezza nell’uso alimentare e fitoterapico; gli effetti indesiderati sono generalmente lievi e includono disturbi gastrointestinali o reazioni allergiche in soggetti sensibili, con ampio utilizzo umano documentato senza evidenze di tossicità significativa a dosi appropriate
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: studi clinici controllati e revisioni sistematiche su Glycine max dimostrano effetti specifici soprattutto per gli isoflavoni (genisteina, daidzeina) in ambito menopausale e cardiovascolare, con evidenze cliniche su riduzione dei sintomi vasomotori e miglioramento di alcuni parametri lipidici; le evidenze sono dirette sulla specie ma limitate a specifici costituenti e preparazioni standardizzate
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Fatima Z., Itrat N., Israr B., Ahmad A.M.R., Therapeutic Efficacy of Soy-Derived Bioactives: A Systematic Review of Nutritional Potency, Bioactive Therapeutics, and Clinical Biomarker Modulation, 2025 :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Gençtürk N., Bilgiç F.Ş., Ulaşlı Kaban H., The effect of soy isoflavones given to women in the climacteric period on menopausal symptoms and quality of life: Systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials, 2024 :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Viscardi G., Back S., Ahmed A., Yang S., Blanco Mejia S., Zurbau A., Khan T.A., Selk A., Messina M., Kendall C.W.C., Jenkins D.J.A., Chiavaroli L., Effect of Soy Isoflavones on Measures of Estrogenicity: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials, 2025 :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Belobrajdic D.P., James-Martin G., Jones D., Tran C.D., Soy and Gastrointestinal Health: A Review, 2023 :contentReference[oaicite:4]{index=4}
Kang J.H., Dong Z., Shin S.H., Benefits of Soybean in the Era of Precision Medicine: A Review of Clinical Evidence, 2023 :contentReference[oaicite:5]{index=5}
Hwang Y.J., et al., Clinical Efficacy of Topical or Oral Soy Supplementation in Dermatology: A Systematic Review, 2023 :contentReference[oaicite:6]{index=6}
Błaszczuk A., Barańska A., Kanadys W., Malm M., Jach M.E., Religioni U., Wróbel R., Herda J., Polz-Dacewicz M., Role of Phytoestrogen-Rich Bioactive Substances in Cardiovascular Disease Prevention in Postmenopausal Women: A Systematic Review and Meta-Analysis, 2022 :contentReference[oaicite:7]{index=7}
Wiederstein M., Baumgartner S., Soybean allergens: A review on an outstanding plant food with allergenic potential, 2023 :contentReference[oaicite:8]{index=8}
Riduzione dei sintomi vasomotori della menopausa. Meta-analisi e studi clinici controllati su preparazioni standardizzate di isoflavoni di Glycine max mostrano una riduzione moderata della frequenza e dell’intensità delle vampate di calore rispetto al placebo. L’effetto è variabile e dipendente dalla dose e dal contenuto in genisteina.
Modulazione del profilo lipidico. Revisioni sistematiche e studi clinici randomizzati indicano che proteine di soia e isoflavoni possono determinare una riduzione modesta del colesterolo LDL e un miglioramento di alcuni parametri lipidici. L’effetto è clinicamente limitato ma consistente.
Effetti sulla salute ossea. Alcuni studi clinici e meta-analisi suggeriscono un effetto protettivo lieve sulla densità minerale ossea nelle donne in postmenopausa, attribuito agli isoflavoni. I risultati sono eterogenei e non sempre concordanti.
Effetti sulla funzione endoteliale. Studi clinici controllati indicano miglioramenti modesti della funzione vascolare in soggetti in postmenopausa o con rischio cardiovascolare, con evidenza moderata.
Attività antiossidante. Documentata in vitro e in modelli animali per isoflavoni e polifenoli della soia, con riduzione dello stress ossidativo. Significato clinico non completamente definito.
Modulazione del metabolismo glucidico. Studi in vivo su modelli animali e alcuni studi osservazionali suggeriscono effetti favorevoli sulla sensibilità insulinica e sul metabolismo del glucosio. Evidenza clinica limitata e non conclusiva.
Effetti antinfiammatori. Evidenze in vitro e in vivo animale indicano riduzione di mediatori infiammatori associati agli isoflavoni. Mancano conferme cliniche robuste.
Attività estrogeno-simile selettiva. Documentata a livello molecolare e in modelli animali, con interazione con i recettori estrogenici. Supportata anche da studi clinici indiretti ma non sempre traducibile in effetti terapeutici uniformi.
Potenziale attività antitumorale. Studi in vitro e modelli animali mostrano effetti su proliferazione cellulare e apoptosi, in particolare per genisteina. I dati clinici sono limitati, non conclusivi e talvolta contrastanti.
PIANTA SEGNALATA
SONO POSSIBILI INTERFERENZE CON L'ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-GONADI.
CONDIZIONI ESTROGENO-SENSIBILI, INTERAZIONE CON TERAPIA ORMONALE, FUNZIONE TIROIDEA IN CARENZA IODICA, INTERAZIONE CON ANTICOAGULANTI, INTERFERENZA CON ASSORBIMENTO DI FARMACI E NUTRIENTI
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA SOIA O AI SUOI DERIVATI. ESISTONO EVIDENZE CLINICHE CONSOLIDATE DI REAZIONI ALLERGICHE IGE-MEDIATE, ANCHE SEVERE, DOCUMENTATE IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SULL’UOMO.
ALLERGIA ALIMENTARE ALLA SOIA DIAGNOSTICATA. LA SOIA È RICONOSCIUTA COME UNO DEI PRINCIPALI ALLERGENI ALIMENTARI, CON CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA ALL’USO FITOTERAPICO NEI SOGGETTI SENSIBILIZZATI, SUPPORTATA DA AMPIA LETTERATURA CLINICA.
CONDIZIONI ESTROGENO-SENSIBILI. GLI ISOFLAVONI DELLA SOIA (GENISTEINA, DAIDZEINA) PRESENTANO ATTIVITÀ ESTROGENICA SELETTIVA. STUDI CLINICI E REVISIONI SISTEMATICHE INDICANO EFFETTI MODULANTI SUI RECETTORI ESTROGENICI; L’USO IN SOGGETTI CON NEOPLASIE ORMONO-DIPENDENTI RICHIEDE VALUTAZIONE MEDICA. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA.
INTERAZIONE CON TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA O MODULATORI DEI RECETTORI ESTROGENICI. STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI SUGGERISCONO POSSIBILI INTERAZIONI FUNZIONALI PER COMPETIZIONE RECETTORIALE. EVIDENZA CLINICA LIMITATA MA PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA DOCUMENTATA.
FUNZIONE TIROIDEA E APPORTO IODICO. STUDI CLINICI E IN VIVO INDICANO CHE GLI ISOFLAVONI POSSONO INTERFERIRE CON LA FUNZIONE TIROIDEA IN CONDIZIONI DI CARENZA IODICA. EVIDENZA CLINICA CONDIZIONATA E DIPENDENTE DALLO STATO NUTRIZIONALE IODICO.
INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI. ALCUNI DATI OSSERVAZIONALI E FARMACOLOGICI SUGGERISCONO POSSIBILI EFFETTI SUL METABOLISMO DELLA VITAMINA K O SULL’EMOSTASI. EVIDENZA LIMITATA E NON CONCLUSIVA.
ASSORBIMENTO DI FARMACI E NUTRIENTI. LE PROTEINE E FIBRE DELLA SOIA POSSONO INFLUENZARE LA BIODISPONIBILITÀ DI ALCUNI FARMACI. EVIDENZA FARMACOLOGICA GENERALE E STUDI CLINICI INDIRETTI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTICOAGULANTI
ORMONI TIROIDEI
PILLOLA ANTICONCEZIONALE
TERAPIE ORMONALI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratti secchi standardizzati in isoflavoni
Gli estratti secchi di Glycine max sono generalmente standardizzati in isoflavoni totali, con titolazioni tipiche comprese tra il 40 e il 60 percento. Le formulazioni clinicamente studiate utilizzano dosaggi giornalieri equivalenti a 40–80 mg di isoflavoni totali, spesso suddivisi in una o due somministrazioni. L’efficacia è stata valutata principalmente su preparati standardizzati contenenti genisteina e daidzeina.
Proteine di soia isolate o concentrate
Le proteine isolate di Glycine max sono utilizzate come integratori nutrizionali con contenuto proteico elevato e frazione isoflavonica variabile. I dosaggi clinicamente studiati per effetti metabolici e cardiovascolari sono generalmente compresi tra 25 e 50 g al giorno di proteine di soia, equivalenti a quantità variabili di isoflavoni. L’effetto dipende dalla composizione del prodotto e dal contenuto residuo di fitoestrogeni.
Estratti liquidi o frazioni concentrate
Preparazioni liquide o estratti non standardizzati sono disponibili ma meno caratterizzati dal punto di vista farmacologico. Non esistono schemi posologici clinicamente validati; i dosaggi derivano da equivalenze empiriche e non sono supportati da evidenze cliniche robuste. L’uso è limitato e non standardizzato.
Isoflavoni purificati o formulazioni ad alta biodisponibilità
Integratori contenenti isoflavoni isolati o arricchiti, talvolta in forma agliconica o associati a sistemi di miglioramento della biodisponibilità. I dosaggi clinicamente utilizzati sono sovrapponibili agli estratti standardizzati, generalmente tra 40 e 80 mg al giorno di isoflavoni totali. L’efficacia è documentata per specifiche formulazioni e non generalizzabile a tutte le preparazioni.
Lecitina di soia
Frazione lipidica estratta dai semi, ricca in fosfolipidi. Utilizzata come integratore nutrizionale con dosaggi variabili tra 1 e 3 g al giorno. Non esistono evidenze cliniche specifiche che colleghino direttamente la lecitina agli effetti fitoestrogenici tipici degli isoflavoni.
Preparazioni omeopatiche
Glycine max non rappresenta un rimedio di uso consolidato nelle principali farmacopee omeopatiche. Non esistono standard posologici riconosciuti né evidenze cliniche che ne supportino l’uso in questo ambito.
Valutazione complessiva
Le preparazioni con evidenza clinica sono limitate agli estratti standardizzati in isoflavoni e alle proteine di soia. L’efficacia dipende dalla titolazione, dalla forma chimica degli isoflavoni e dalla biodisponibilità. Non esistono linee guida internazionali univoche sulla posologia, ma gli intervalli riportati derivano da studi clinici controllati.
Bibliografia
Messina M., Soy and health update: evaluation of the clinical and epidemiologic literature, Nutrients, 2016
Chen M.N., Lin C.C., Liu C.F., Efficacy of phytoestrogens for menopausal symptoms: a meta-analysis and systematic review, Climacteric, 2015
Hooper L., Ryder J.J., Kurzer M.S., et al., Effects of soy protein and isoflavones on circulating lipid concentrations in humans: a systematic review and meta-analysis, American Journal of Clinical Nutrition, 2009
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of isoflavones, EFSA Journal, 2015
Messina M., Redmond G., Effects of soy protein and soybean isoflavones on thyroid function in healthy adults and hypothyroid patients: a review of the relevant literature, Thyroid, 2006
Setchell K.D.R., Soy isoflavones—benefits and risks from nature’s selective estrogen receptor modulators, Journal of the American College of Nutrition, 2001
Fritz H., Seely D., Flower G., et al., Soy, red clover, and isoflavones and breast cancer: a systematic review, PLoS One, 2013
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di semi di soia tostati
Si utilizzano 5–10 g di semi di Glycine max leggermente tostati e frantumati in 200–250 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 15–20 minuti. L’assunzione può avvenire una o due volte al giorno. Questa preparazione è poco rappresentata nella letteratura clinica e presenta un contenuto variabile di isoflavoni, con estrazione limitata rispetto ad altre forme.
Decotto di semi di soia
Si utilizzano 10–20 g di semi in 400 ml di acqua, con ebollizione per 30–45 minuti fino a riduzione a circa 200 ml. Assunzione in una o due somministrazioni giornaliere. Questo tipo di preparazione è documentato nell’uso tradizionale asiatico e fornisce proteine, polisaccaridi e una quota di isoflavoni; tuttavia, non esistono studi clinici specifici su questa forma.
Decotto combinato con Trifolium pratense
Glycine max 10 g e Trifolium pratense 5–10 g in 400 ml di acqua, con bollitura per 30 minuti. Assunzione in due dosi giornaliere. La combinazione è basata sulla presenza di isoflavoni in entrambe le specie e su studi clinici separati su ciascuna, ma non esistono studi clinici diretti sulla formulazione combinata.
Infuso con Salvia officinalis
Glycine max tostata 5 g e Salvia officinalis foglie 2–3 g in 200–250 ml di acqua calda, infusione per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. La combinazione è coerente con l’uso fitoterapico per i sintomi vasomotori, supportata da studi clinici su Salvia officinalis e isoflavoni separatamente, ma non sulla combinazione.
Decotto con Linum usitatissimum
Glycine max 10 g e semi di Linum usitatissimum 5–10 g in 400 ml di acqua, bollitura per 20–30 minuti. Assunzione giornaliera frazionata. La combinazione è basata su dati farmacologici e studi osservazionali relativi ai lignani del lino e agli isoflavoni della soia, senza evidenze cliniche dirette sulla miscela.
Valutazione critica
Le preparazioni acquose di Glycine max non rappresentano la forma con evidenza clinica consolidata. Gli studi clinici disponibili riguardano principalmente estratti standardizzati e proteine isolate. Le formulazioni erboristiche sopra riportate derivano da uso tradizionale o razionale farmacologico, con evidenze indirette e non specifiche per la preparazione.
Bibliografia
Messina M., Soy and health update: evaluation of the clinical and epidemiologic literature, Nutrients, 2016
Chen M.N., Lin C.C., Liu C.F., Efficacy of phytoestrogens for menopausal symptoms: a meta-analysis and systematic review, Climacteric, 2015
Hooper L., Ryder J.J., Kurzer M.S., et al., Effects of soy protein and isoflavones on circulating lipid concentrations in humans: a systematic review and meta-analysis, American Journal of Clinical Nutrition, 2009
European Food Safety Authority, Scientific opinion on the safety of isoflavones, EFSA Journal, 2015
Messina M., Redmond G., Effects of soy protein and soybean isoflavones on thyroid function in healthy adults and hypothyroid patients: a review of the relevant literature, Thyroid, 2006
Setchell K.D.R., Soy isoflavones—benefits and risks from nature’s selective estrogen receptor modulators, Journal of the American College of Nutrition, 2001
Fritz H., Seely D., Flower G., et al., Soy, red clover, and isoflavones and breast cancer: a systematic review, PLoS One, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Glycine max rappresenta una delle principali fonti proteiche vegetali a livello globale ed è utilizzata in numerose preparazioni alimentari, sia tradizionali sia industriali.
I semi interi possono essere consumati dopo cottura prolungata, soprattutto nella forma immatura nota come edamame, caratterizzata da maggiore digeribilità e contenuto più elevato di acqua. I semi maturi richiedono ammollo e lunga cottura per ridurre fattori antinutrizionali e migliorare la biodisponibilità delle proteine.
La soia è ampiamente utilizzata sotto forma di derivati fermentati tradizionali. Tra questi rientrano il miso, il tempeh e la salsa di soia, prodotti attraverso fermentazioni controllate che migliorano digeribilità, profilo nutrizionale e sviluppo di composti aromatici complessi.
Il tofu rappresenta uno dei principali derivati non fermentati ed è ottenuto per coagulazione del latte di soia. È caratterizzato da elevato contenuto proteico e versatilità culinaria, potendo essere utilizzato in preparazioni dolci e salate.
Il latte di soia è una bevanda ottenuta dalla macinazione e filtrazione dei semi, utilizzata come alternativa alle bevande di origine animale. Può essere consumato tal quale o impiegato come base per ulteriori trasformazioni alimentari.
La farina di soia e le proteine testurizzate sono impiegate nell’industria alimentare per arricchire prodotti da forno, sostituire parzialmente la carne o migliorare il contenuto proteico di preparazioni alimentari.
L’olio di soia, estratto dai semi, è largamente utilizzato in cucina e nell’industria alimentare per la sua composizione in acidi grassi polinsaturi, pur essendo soggetto a ossidazione se esposto a temperature elevate o conservazione prolungata.
Nel complesso, l’uso culinario di Glycine max è estremamente diversificato e comprende sia forme tradizionali asiatiche sia prodotti altamente trasformati diffusi nella dieta occidentale.
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1).
Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni).
Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p
Glycine max è una delle colture più antiche coltivate dall’uomo, con origine nella Cina settentrionale dove veniva già domesticata oltre 3000 anni fa. Nella tradizione agricola cinese era considerata una delle “cinque piante sacre” insieme a riso, frumento, orzo e miglio, a testimonianza della sua importanza nutrizionale e culturale.
Un aspetto peculiare della soia è la sua classificazione botanica come leguminosa capace di fissare l’azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri del genere Rhizobium, caratteristica che ha avuto un impatto rilevante sull’agricoltura tradizionale e moderna migliorando la fertilità del suolo.
Nonostante oggi sia associata principalmente all’alimentazione umana e animale, storicamente la soia era utilizzata in Asia soprattutto dopo processi di fermentazione, poiché il consumo diretto dei semi crudi era limitato dalla presenza di fattori antinutrizionali. Le tecniche di fermentazione rappresentano quindi un adattamento culturale e tecnologico fondamentale.
Nel XX secolo Glycine max ha acquisito un ruolo strategico globale diventando una delle principali commodity agricole, utilizzata non solo per scopi alimentari ma anche industriali, inclusa la produzione di oli, bioplastiche, vernici e biodiesel.
Un elemento curioso riguarda la variabilità fitochimica della soia, in particolare il contenuto di isoflavoni, che può variare significativamente in funzione della varietà, delle condizioni ambientali e dei processi tecnologici, influenzando direttamente le proprietà nutrizionali e biologiche.
Dal punto di vista nutrizionale, la soia è una delle poche fonti vegetali contenenti proteine considerate complete per l’apporto di aminoacidi essenziali, caratteristica che ha contribuito alla sua diffusione nelle diete vegetariane e vegane contemporanee.
Infine, l’interesse scientifico verso Glycine max è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni, in particolare per il contenuto in fitoestrogeni, che ha portato a un ampio dibattito scientifico e clinico sul loro ruolo nella salute umana, con risultati talvolta eterogenei e ancora oggetto di studio.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Chen X., Wu H., Chen H., Wang Q., Xie X., Shen J., Chemical composition, pharmacological activities, and toxicology of Polygonatum odoratum: A review, Journal of Ethnopharmacology, 2018
Zhao P., Zhao C., Li X., Gao Q., Huang L., Xiao P., The genus Polygonatum: A review of ethnopharmacology, phytochemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology, 2018
Lee K.S., Woo S.Y., Lee M.J., Kim H.Y., Ham H., Lee D.J., Seo W.D., Isoflavones and soyasaponins in the germ of Korean soybean Glycine max cultivars and their compound-enhanced BMP-2-induced bone formation, Applied Biological Chemistry, 2020
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