QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 28/04/2026
IPERICO Hypericum perforatum L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione delle Comunità montane Valli Nongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Val Tanaro - fungoceva.it
Autore: E.De Leo
Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione delle Comunità montane Valli Nongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Val Tanaro - fungoceva.it
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TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
ook
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Malvidi
Ordine Malpighiales
Famiglia Hypericaceae
Genere Hypericum
Specie Hypericum perforatum
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 20-80 CM CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO NELLA PARTE SUPERIORE, CON DUE CRESTE LONGITUDINALI. FOGLIE SESSILI, OPPOSTE, LINEARI-OBLUNGHE O ELLITTICHE, PUNTEGGIATE DI GHIANDOLE TRASLUCIDE CHE APPAIONO COME PERFORAZIONI. FIORI ERMAFRODITI ATTINOMORFI PENTAMERI, RIUNITI IN CORIMBI TERMINALI. CALICE CON CINQUE SEPALI LANCEOLATI ACUTI CON GHIANDOLE NERE SUL MARGINE. COROLLA CON CINQUE PETALI GIALLI PUNTEGGIATI DI NERO. STAMI NUMEROSI RIUNITI IN TRE FASCI. OVARIO SUPERO TRICARPELLARE CON STILI LIBERI. FRUTTO CAPSULA LOCULICIDA OVOIDE O SUBGLOBOSA. SEMI NUMEROSI PICCOLI BRUNO-SCURI.
ESTATE, GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE NELL'EMISFERO NORD, CON PICCO A LUGLIO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO ARANCIO ____GIALLO DORATO
Originaria dell'Eurasia e del Nord Africa, ampiamente naturalizzata in molte parti del mondo. Predilige habitat soleggiati e asciutti come praterie, pascoli, bordi stradali, incolti e aree disturbate. Cresce bene in terreni ben drenati, anche poveri o sassosi, con una preferenza per suoli calcarei ma adattandosi anche a terreni acidi o neutri. Si può trovare dal livello del mare fino a circa 1600 metri di altitudine, colonizzando spesso zone aperte e luminose. In alcune regioni è considerata infestante per la sua capacità di diffondersi rapidamente tramite rizomi e semi, formando dense colonie.
European Medicines Agency, Assessment report on Hypericum perforatum L. herba, 2017
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 2 Hypericum perforatum, 2002
Nahrstedt Adolf, Butterweck Veronika, Biologically active and other chemical constituents of the herb of Hypericum perforatum L., Pharmacopsychiatry, 1997
Butterweck Veronika, Mechanism of action of St John’s wort in depression what is known, CNS Drugs, 2003
Bilia Anna Romualdi, Gallori Stefania, Vincieri Francesco Firenzuoli, St John’s wort and depression efficacy safety and tolerability an update, Life Sciences, 2002
Linde Klaus, Berner Michael M, Kriston Levente, St John’s wort for major depression, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2008
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: tossicità generalmente bassa alle dosi terapeutiche standardizzate ma con rischio documentato di interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti dovute all’induzione enzimatica da parte dell’iperforina, oltre a possibile fotosensibilizzazione dose dipendente legata ai naftodiantroni, evidenze cliniche e farmacologiche ben documentate
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: numerosi studi clinici controllati randomizzati e revisioni sistematiche hanno dimostrato l’efficacia di estratti standardizzati di Hypericum perforatum nel trattamento della depressione lieve e moderata, con evidenze cliniche robuste e riproducibili specifiche per la specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività antidepressiva nel trattamento della depressione lieve e moderata supportata da numerosi studi clinici randomizzati controllati e meta analisi che dimostrano efficacia comparabile a farmaci antidepressivi di sintesi in specifiche condizioni e con estratti standardizzati titolati in ipericina e iperforina. Attività ansiolitica associata a disturbi depressivi lievi supportata da studi clinici controllati e osservazionali con evidenza di miglioramento dei sintomi correlati. Attività cicatrizzante e antinfiammatoria cutanea in uso topico supportata da studi clinici controllati su preparazioni oleose o estratti, con evidenza di riduzione dell’infiammazione e accelerazione della riepitelizzazione.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antivirale supportata da studi in vitro su estratti e costituenti come ipericina e iperforina, con attività documentata contro diversi microrganismi ma senza conferme cliniche sistematiche. Attività antinfiammatoria sistemica supportata da studi in vitro e in vivo animale che evidenziano modulazione di mediatori proinfiammatori. Attività antiossidante supportata da studi in vitro su flavonoidi e composti fenolici con capacità di scavenging dei radicali liberi. Attività neuroprotettiva supportata da studi in vivo animale e in vitro con effetti su neurotrasmettitori e plasticità neuronale. Attività antitumorale limitata a studi in vitro e modelli animali su specifici composti come ipericina con risultati preliminari non trasferibili clinicamente.
Uso storico e nella tradizione
Uso come rimedio per ferite, ustioni e lesioni cutanee documentato in tradizioni europee. Uso come tonico nervino e per disturbi dell’umore documentato in fitoterapia tradizionale. Uso in disturbi gastrointestinali e come digestivo documentato etnobotanicamente senza validazione clinica. Uso come rimedio per affezioni respiratorie lievi documentato nella medicina popolare.
Studi recenti sui principi attivi dell´Iperico hanno evidenziato che l´ipericina può essere utile nel trattamento dei retrovirus e di: AIDS, HIV-1, Herpes simplex, CMG e influenza.
Tuttavia può interagire con altri farmaci come alcuni antibiotici, antidepressivi, antiemicranici, contraccettivi orali, ecc.
Per l'assunzione interna di Iperico è necessario, quindi, il parere del medico.
L'erba di San Giovanni viene usata nel trattamento della depressione lieve e moderata. Quest'erba non possiede gli effetti anticolinergici degli antidepressivi triciclici né causa le disfunzioni sessuali associate all´uso degli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs). Comunque, se è vero che ha meno effetti collaterali, sono numerose e potenzialmente gravi le sue interazioni farmacologiche. Spesso i risultati ottenuti dagli studi effettuati in vitro sull'erba di San Giovanni non hanno riscontro in vivo. Quest´erba inibisce molti isoenzimi del Citocromo P450, inclusi CYP2C9, CYP2D6, CYP3A4. Al contrario, in vivo, sembra esserne un induttore. Questa discrepanza è spiegabile per la presenza di un altro costituente dell'erba di San Giovanni: l'iperforina che interferisce sulla produzione degli enzimi metabolici. Sembra che l'iperforina si leghi ad un recettore nucleare chiamato il recettore del pregnano X, causando un aumento dell'espressione del gene che codifica per il CYP3A4. Questa attività, non osservabile in vitro, tende ad incrementare la disponibilità del CYP3A4 con un conseguente aumento del metabolismo dei farmaci che ne sono substrato. Per esempio l´erba di San Giovanni riduce la concentrazione serica di amitriptilina, substrato del CYP2C9, CYP2D6 e del CYP3A4. L'interazione farmacologica con l'erba di San Giovanni mediata dal CYP3A4 può essere fatale. Quando somministrato insieme con altri substrati del CYP3A4 come l'indinavir, l´iperico ne riduce la concentrazione serica e l'emivita. L'erba di San Giovanni partecipa alla pericolosa riduzione dei livelli serici di ciclosporina in pazienti trapiantati affetti da sindrome da rigetto acuto degli organi neotrapiantati. Anche in questo caso è chiamato in causa un aumento del metabolismo per induzione del CYP3A4 ma c´è anche un'alterazione di un trasportatore, la P-glicoproteina, che si traduce in modifiche dell'assorbimento e dell'eliminazione di molti farmaci. L'erba di San Giovanni inoltre, causa alterazioni del ciclo mestruale in donne che assumono contraccettivi orali anche se non è riportata nessuna gravidanza indesiderata. L'induzione del CYP3A4 aumenta il metabolismo dell'estradiolo e di tutti i corticosteroidi che sono substrato di quest´enzima. Quindi è necessario informare attentamente le donne che usano quest'erba insieme a contraccettivi orali, che l´effetto contraccettivo di questi ultimi potrebbe essere ridotto, invitandole ad usare altri metodi anti-concezionali. La carbamazepina non risente della contemporanea somministrazione dell'erba di San Giovanni, nonostante sia anch´essa metabolizzata dal CYP3A4, visto che l'autoinduzione del CYP3A4 da parte del farmaco è maggiore di quella dell'erba. È riportato un caso clinico che descrive un sindrome simil-serotoninergica causata dall'associazione di sertralina ed erba di San Giovanni, effetto probabilmente dovuto allo stimolo della secrezione di serotonina da parte degli antidepressivi che quindi non devono associasi all'erba di San Giovanni. Sia case report che esperimenti di laboratorio svelano che l'erba di San Giovanni causa, attraverso l´induzione della p-glicoproteina, una riduzione del 18-25% dei livelli serici di digossina. Quest'induzione è confermata da uno studio di due settimane su otto volontari nei quali fu riscontrato un aumento dell'espressione della p-glicoproteina a livello duodenale.
Per informazioni dettagliate e bibliografia vedi il sito www.farmacovigilanza.org da cui sono tratte queste note.
Hypericum perforatum, una nuova arma contro l'Alzheimer?
Da uno studio dei ricercatori dell'Istituto di Biofisica del Cnr di Pisa (IBF-Cnr), pubblicato in ottobre 2008 sulla rivista internazionale FEBS Letters, i ricercatori Antonella Sgarbossa e Francesco Lenci, assieme allo studente Dario Buselli, hanno eseguito uno studio in vitro utilizzando tecniche di spettroscopia ottica a stato stazionario (scattering, fluorescenza, dicroismo circolare). E' stato dimostrato che l'ipericina, tramite interazioni intermolecolari di tipo aromatiche/idrofobiche, può associarsi ai precursori delle fibrille mature, inibendo la loro formazione. Quindi risulta che l'ipericina può severamente perturbare i processi di polimerizzazione dei peptidi beta-amiloidi responsabili dell'insorgere del morbo di Alzheimer.
Da: www.molecularlab.it
European Medicines Agency, Assessment report on Hypericum perforatum L. herba, 2017
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 2 Hypericum perforatum, 2002
Linde Klaus, Berner Michael M, Kriston Levente, St John’s wort for major depression, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2008
Butterweck Veronika, Mechanism of action of St John’s wort in depression what is known, CNS Drugs, 2003
Bilia Anna Romualdi, Gallori Stefania, Vincieri Francesco Firenzuoli, St John’s wort and depression efficacy safety and tolerability an update, Life Sciences, 2002
Schempp Christoph M, Müller Kerstin A, Winghofer Bernd, Schöpf Erwin, Simon Jörg C, Topical application of St John’s wort Hypericum perforatum L. and of its constituent hyperforin inhibits the expression of proinflammatory cytokines and chemokines, Clinical and Experimental Dermatology, 2002
Nahrstedt Adolf, Butterweck Veronika, Biologically active and other chemical constituents of the herb of Hypericum perforatum L., Pharmacopsychiatry, 1997
USO CONCOMITANTE CON FARMACI CON STRETTO INDICE TERAPEUTICO E METABOLIZZATI DA SISTEMI ENZIMATICI INDUCIBILI, INCLUSI IMMUNOSOPPRESSORI, ANTICOAGULANTI CUMARINICI, ANTIRETROVIRALI, ALCUNI ANTITUMORALI E CONTRACCETTIVI ORALI, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE E FARMACOCINETICHE CHE DOCUMENTANO RIDUZIONE SIGNIFICATIVA DELLE CONCENTRAZIONI PLASMATICHE E PERDITA DI EFFICACIA TERAPEUTICA. PRESENZA DI DISTURBI DEPRESSIVI MAGGIORI GRAVI O CON COMPONENTE PSICOTICA SULLA BASE DI DATI CLINICI CHE INDICANO INADEGUATEZZA TERAPEUTICA RISPETTO A TRATTAMENTI STANDARD. IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE.
RISCHIO DI INTERAZIONI FARMACOLOGICHE MULTIPLE PER INDUZIONE DEGLI ENZIMI DEL CITOCROMO P450 E DELLA GLICOPROTEINA P DOCUMENTATO DA STUDI CLINICI E FARMACOCINETICI CONTROLLATI, CON POSSIBILE RIDUZIONE DELL’EFFICACIA DI NUMEROSI FARMACI SISTEMICI. POSSIBILE FOTOSENSIBILIZZAZIONE CUTANEA DOSE DIPENDENTE DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI, CON AUMENTO DELLA REATTIVITÀ ALLA RADIAZIONE ULTRAVIOLETTA. RISCHIO DI SINDROME SEROTONINERGICA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI SEROTONINERGICI DOCUMENTATO DA CASE REPORT E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA CORRELATA ALL’INIBIZIONE DELLA RICAPTAZIONE DI NEUROTRASMETTITORI. POSSIBILE INDUZIONE DI EPISODI MANIACALI O IPOMANIACALI IN SOGGETTI PREDISPOSTI DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE. VARIABILITÀ SIGNIFICATIVA TRA PREPARAZIONI E DIPENDENZA DELL’EFFICACIA E SICUREZZA DALLA STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI DOCUMENTATA IN REVISIONI SISTEMATICHE. LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE PER USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO CON DATI CLINICI INSUFFICIENTI E NON CONCLUSIVI.
L'IPERICO POTENZIA GLI EFFETTI FARMACOLOGICI DEI FARMACI ANTIDEPRESSIVI DI SINTESI E DETERMINA LA COMPARSA DELLA SINDROME SEROTONINERGICA (AGITAZIONE, CONFUSIONE MENTALE, IPOMANIA, TURBE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA, TACHICARDIA, BRIVIDI, IPERTERMIA, TREMORI, RIGIDITÀ, DIARREA).
NON SONO DESCRITTE INTERAZIONI CON BENZODIAZEPINE.
AGISCE COME INDUTTORE ENZIMATICO SUL SISTEMA MICROSOMIALE EPATICO (CITOCROMO P450) INTERFERENDO SULLA FARMACOCINETICA DI ALCUNI FARMACI.
IN PARTICOLARE RIDUCE L'EFFICACIA (PER AUMENTO DEL LORO CATABOLISMO EPATICO) DI: TEOFILLINA, DIOSSINA, ANTICOAGULANTI ORALI (FENCROPUMONE), CICLOSPORINA, INDINAVIR, ESTROPROGESTINICI.
CON LO STESSO MECCANISMO D'AZIONE L'IPERICO POTREBBE INTERFERIRE SUL METABOLISMO DI ALTRI FARMACI (VEDI "INTERAZIONI O INCOMPATIBILITÁ" E "NOTE DI FITOTERAPIA" NELLA SCHEDA).
LA CESSAZIONE DELLA TERAPIA CON IPERICO PUÒ PORTARE A UN RAPIDO INCREMENTO DEI FARMACI SUDDETTI SE SOMMINISTRATI INSIEME ALL'IPERICO STESSO.
TRATTO DA: F.FIRENZUOLI - FITOTERAPIA - ED. MASSON
NOTA: L'EFFICACIA È DOSE-DIPENDENTE (STANDARDIZZAZIONE IN IPERICINA/IPERFORINA) E RICHIEDE 2-4 SETTIMANE PER MANIFESTARSI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato di Hypericum perforatum L. titolato in ipericina totale 0,2–0,3 percento e frequentemente standardizzato anche in iperforina 3–5 percento. È la forma con evidenza clinica diretta per disturbi depressivi lievi e moderati. La posologia più documentata è 900 mg al giorno suddivisi in tre somministrazioni da 300 mg, con possibilità di incremento fino a 1200–1800 mg al giorno nei casi resistenti sotto controllo medico. L’efficacia è correlata al contenuto in iperforina e ipericina e richiede un’assunzione continuativa di almeno 4–6 settimane
Estratto fluido o tintura madre con titolo definito in ipericina, generalmente equivalente a preparazioni contenenti circa 0,1–0,3 percento di ipericina. Utilizzato quando si desidera un adattamento posologico più flessibile. Le dosi clinicamente utilizzate corrispondono a quantità equivalenti a 600–900 mg di estratto secco al giorno, suddivise in due o tre somministrazioni, tenendo conto della concentrazione del preparato
Estratti standardizzati a basso contenuto di iperforina, sviluppati per ridurre le interazioni farmacologiche mantenendo l’attività antidepressiva. Il titolo tipico prevede ipericina standardizzata e iperforina inferiore a 1 percento. La posologia varia generalmente tra 500 e 900 mg al giorno, in due somministrazioni, con indicazioni specifiche nei soggetti in politerapia
Estratto oleoso (oleolito) ottenuto per macerazione delle sommità fiorite, utilizzato per via topica. Non è titolato in senso stretto ma contiene derivati naftodiantronici e flavonoidi lipofili. È impiegato per applicazioni cutanee con concentrazioni variabili fino al 20 percento in preparazioni dermatologiche, con applicazione locale due o tre volte al giorno in base alla formulazione
Estratti secchi ad alto titolo in iperforina, utilizzati in ambito sperimentale o in formulazioni specifiche per aumentare l’efficacia antidepressiva. Il razionale farmacologico deriva dalla relazione dose risposta tra iperforina e attività antidepressiva. La posologia segue quella degli estratti standardizzati, ma richiede particolare attenzione per l’elevato potenziale di interazioni farmacologiche
Preparazioni omeopatiche di Hypericum perforatum, ottenute per diluizione e dinamizzazione della pianta fresca. Le forme più comuni includono diluizioni centesimali e decimali utilizzate in ambito omeopatico per disturbi nervosi e traumatici. Le posologie variano in funzione della diluizione e dell’indicazione secondo la pratica omeopatica, non essendo basate su titolazioni fitochimiche né su equivalenze farmacologiche convenzionali
European Medicines Agency, Assessment report on Hypericum perforatum L., herba, 2013
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs Hypericum perforatum, 2003
Barnes J Anderson LA Phillipson JD, Herbal Medicines Third Edition, 2007
Linde K Berner M Egger M Mulrow C, St John's wort for depression systematic review and meta-analysis, 2008
Szegedi A Kohnen R Dienel A Kieser M, Acute treatment of moderate to severe depression with Hypericum extract randomized controlled trial, 2005
Laakmann G Schule C Baghai T Kieser M, St John's wort in mild to moderate depression clinical evidence and hyperforin relevance, 1998
Zanoli P, Role of hyperforin in the pharmacological activities of Hypericum perforatum, 2006
Nobakht SZ et al., Hypericum perforatum traditional uses clinical trials and drug interactions review, 2022
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Hypericum perforatum L. ottenuto da sommità fiorite essiccate. La preparazione standard prevede 1,5–2 g di droga in 150 ml di acqua bollente con infusione coperta di 5–10 minuti, fino a 2–3 somministrazioni giornaliere per un totale di circa 4,5–6 g al giorno. Questa forma rientra nell’uso tradizionale per disturbi lievi del tono dell’umore e sintomi nervosi, ma non raggiunge le concentrazioni di principi attivi richieste per l’effetto antidepressivo clinicamente documentato
Decotto leggero di Hypericum perforatum L. meno comune rispetto all’infuso, utilizzato quando si desidera una maggiore estrazione di composti idrofili. Si impiegano 2–3 g di droga in 200 ml di acqua, portata a ebollizione e mantenuta per 5–10 minuti, seguita da infusione. L’uso è limitato a indicazioni tradizionali gastrointestinali e nervine, senza evidenze cliniche dirette sulla forma decozionale
Tisana sinergica per disturbi dell’umore lieve con Hypericum perforatum L. 1,5 g associato a Melissa officinalis L. 1 g e Passiflora incarnata L. 1 g. Preparazione in infuso con 200 ml di acqua bollente per 10 minuti, una o due volte al giorno. La sinergia è supportata da evidenze farmacologiche e da studi clinici separati sulle singole piante per effetti ansiolitici e sedativi, con integrazione razionale in fitoterapia
Tisana sinergica per insonnia e agitazione con Hypericum perforatum L. 1,5 g, Valeriana officinalis L. radice 1–2 g e Humulus lupulus L. 0,5–1 g. Infusione in 200 ml di acqua per 10–15 minuti, assunta la sera. L’evidenza deriva da studi clinici per valeriana e luppolo e da uso tradizionale consolidato per l’iperico come modulatore dell’umore
Tisana digestiva tradizionale con Hypericum perforatum L. 1–2 g e Matricaria chamomilla L. 1–2 g. Infusione in 150–200 ml di acqua bollente per 5–10 minuti, fino a due volte al giorno. L’indicazione si basa su uso tradizionale e su evidenze farmacologiche della camomilla come antinfiammatorio gastrointestinale, con ruolo complementare dell’iperico
Formulazione erboristica combinata per sintomi menopausali con Hypericum perforatum L. estratto acquoso equivalente a 1–2 g di droga e Actaea racemosa L. in dosaggio standardizzato. Preparazione come tisana o miscela idroalcolica diluita. Studi clinici indicano beneficio della combinazione su vampate e disturbi dell’umore, con contributo specifico dell’iperico documentato in ambito clinico
Tisana combinata per supporto respiratorio lieve con Hypericum perforatum L. 1 g, Thymus vulgaris L. 1 g e Plantago lanceolata L. 1 g. Infusione in 200 ml di acqua bollente per 10 minuti, fino a due volte al giorno. L’uso è tradizionale con supporto da evidenze farmacologiche per timo e piantaggine come espettoranti e antimicrobici
Formulazione topica derivata da infuso concentrato o decotto di Hypericum perforatum L. utilizzato come base per impacchi su cute lesa o irritata. Preparazione con 3–5 g di droga in 200 ml di acqua, applicazione locale due o tre volte al giorno. L’efficacia è supportata da dati farmacologici e uso clinico tradizionale per cicatrizzazione e azione antinfiammatoria cutanea
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Hypericum perforatum L herba traditional use, 2009
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs Hypericum perforatum, 2003
Nobakht SZ et al., Hypericum perforatum Traditional uses clinical trials and drug interactions, 2022
Wölfle U Seelinger G Schempp CM, Topical application of St John's wort and its anti-inflammatory properties, 2014
Linde K Berner M Egger M Mulrow C, St John's wort for depression systematic review and meta-analysis, 2008
Ng QX Venkatanarayanan N Ho CY, Clinical use of Hypericum perforatum in depression meta-analysis, 2017
Butterweck V, Mechanism of action of St John's wort in depression, 2003
Szegedi A Kohnen R Dienel A Kieser M, Acute treatment of moderate to severe depression with Hypericum extract randomized controlled trial, 2005
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato di Hypericum perforatum L. preparato mediante macerazione delle sommità fiorite essiccate in vino bianco secco. La procedura tradizionale prevede l’impiego di circa 20–30 g di droga in 1 litro di vino, lasciando macerare per un periodo variabile da una settimana a dieci giorni, quindi filtrando il liquido ottenuto. L’assunzione tradizionale è di piccoli quantitativi giornalieri prima dei pasti. L’uso è storicamente orientato a finalità digestive e toniche e, in ambito etnobotanico, anche come supporto in disturbi respiratori lievi, senza evidenze cliniche moderne sulla forma vino medicato
Preparazione liquoristica tipo ratafià o macerato alcolico con Hypericum perforatum L. ottenuta per infusione delle sommità fiorite in acquavite o grappa. La preparazione tradizionale utilizza circa 15 g di fiori in 1 litro di distillato, con macerazione per circa 10–15 giorni, seguita da filtrazione e aggiunta eventuale di zucchero. Questa forma è utilizzata storicamente come tonico generale e digestivo e rientra nelle preparazioni tradizionali aromatiche e fitoterapiche senza validazione clinica diretta
Preparazioni idroalcoliche miste vino e olio con Hypericum perforatum L. documentate nella tradizione erboristica prevedono la macerazione delle sommità fiorite in una miscela contenente vino bianco e olio vegetale, seguita da riscaldamento a bagnomaria fino a evaporazione della frazione acquosa. Il prodotto finale, ricco in composti lipofili, è destinato prevalentemente all’uso esterno per applicazioni cutanee su lesioni, ustioni e infiammazioni, con razionale supportato da dati farmacologici sull’attività antinfiammatoria e cicatrizzante della pianta
European Medicines Agency, Assessment report on Hypericum perforatum L herba, 2013
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs Hypericum perforatum, 2003
Linde K Berner M Egger M Mulrow C, St John's wort for depression systematic review and meta-analysis, 2008
Butterweck V, Mechanism of action of St John's wort in depression, 2003
Wölfle U Seelinger G Schempp CM, Topical application of St John's wort anti-inflammatory properties, 2014
Nobakht SZ et al., Hypericum perforatum traditional uses clinical trials and drug interactions review, 2022
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE CON FUROCUMARINE
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Hypericum perforatum è noto fin dall’antichità come pianta sacra e medicinale, utilizzata già nella medicina greca e romana per le sue proprietà sul sistema nervoso e per il trattamento delle ferite.
Il nome comune erba di San Giovanni deriva dalla tradizione europea che colloca la fioritura intorno al 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni Battista, periodo in cui la pianta veniva raccolta per preparazioni rituali e terapeutiche.
Il termine perforatum si riferisce alla presenza di piccole ghiandole traslucide sulle foglie che, osservate controluce, appaiono come perforazioni e contengono oli essenziali e altri metaboliti secondari.
Nel Medioevo l’iperico era considerato una pianta protettiva contro gli spiriti maligni e veniva appeso nelle abitazioni o utilizzato in riti apotropaici, oltre che impiegato come rimedio contro la malinconia.
Secondo le leggende popolari la pianta avrebbe potere contro fantasmi e altre manifestazioni diaboliche.
L’oleolito di iperico, ottenuto per macerazione dei fiori in olio, assume una caratteristica colorazione rossa dovuta alla trasformazione dei pigmenti naftodiantronici, ed è stato tradizionalmente utilizzato come cicatrizzante e lenitivo.
L'olio "rosso" di Iperico ottenuto tradizionalmente in olio di oliva ha attività antiinfiammatorie e cicatrizzanti e può essere usato in modo sicuro sulla pelle.
Per ottenere un buon olio di Iperico, raccogliete i fiori il 24 giugno (Solstizio d'Estate - notte di S.Giovanni) e, dopo averli sciacquati ed asciugati molto bene, metteteli in un recipiente di vetro ricoprendoli di olio di oliva, mandorle o girasole. Vanno lasciati al sole per tre settimane agitando il recipiente di tanto in tanto. L'olio si colorerà progressivamente di rosso. Infine filtrate bene e imbottigliate in recipienti più piccoli.
Nel XX secolo la pianta ha acquisito rilevanza scientifica come fitoterapico antidepressivo, diventando uno dei rimedi vegetali più studiati e utilizzati a livello mondiale.
Una curiosità agronomica riguarda la capacità della pianta di colonizzare terreni poveri e disturbati, comportandosi in alcune regioni come specie invasiva, mentre in altre è coltivata intenzionalmente per la produzione farmaceutica standardizzata.