Atropa Bella-donna L., Atropa Belladonna L. Var. Acuminata Royle Ex Lindl., Atropa Bella-donna Var. Lutea Döll, Belladonna Baccifera Lam., Belladonna Hortensis Link, Belladonna Vulgaris Scop.
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 50-150 CM, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO, VERDE O VIOLACEO. FOGLIE ALTERNE, GRANDI, OVATE O ELLITTICHE, ACUMINATE, GLABRE O DEBOLMENTE PUBESCENTI. FIORI SOLITARI O A COPPIE ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE, PENDULI, A FORMA DI CAMPANA, CON COROLLA GAMOPETALA A CINQUE LOBI DI COLORE BRUNO-VIOLACEO. FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA, LUCIDA, NERA A MATURAZIONE, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI RENIFORMI. TUTTA LA PIANTA È ALTAMENTE TOSSICA.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE
Originaria dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia occidentale. Cresce spontanea in boschi ombrosi e umidi, radure forestali, siepi, margini di sentieri e terreni calcarei, prediligendo suoli ricchi di humus e ben drenati. Si trova spesso in zone collinari e montane, fino a circa 1500 metri di altitudine. In Italia è presente in quasi tutte le regioni, soprattutto nelle zone montane e submontane con boschi di latifoglie. La sua capacità di propagarsi sia per seme che vegetativamente tramite rizomi contribuisce alla sua diffusione in habitat adatti. È una pianta tossica e la sua presenza può essere indicativa di terreni calcarei e ricchi di sostanza organica in ambienti boschivi.
RADICI E FOGLIE [BELLADONNA FOLIA- BELLADONNA RADIX F.U.]
ODORE DEBOLE, ERBACEO-TERROSO, CON SOTTILI NOTE AMINE (SIMILI A PESCE MARCIO) E UN CARATTERISTICO SENTORE NARCOTICO-DOLCIASTRO.
SAPORE INIZIALMENTE DOLCIASTRO, SEGUITO DA INTENSA AMAREZZA, CON RETROGUSTO METALLICO E PERSISTENTE EFFETTO ANESTETICO SULLA MUCOSA ORALE.
NOTA: LA DROGA È ALTAMENTE TOSSICA PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI TROPANICI (ATROPINA, SCOPOLAMINA). L'ASSAGGIO È SCONSIGLIATO PER RISCHIO DI AVVELENAMENTO.
Bertrand Matthieu, Polyphenols and Secondary Metabolites in Atropa belladonna, Journal of Ethnopharmacology, 2018
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi tossici che possono causare gravi alterazioni cardiache, neurologiche e gastrointestinali; dosi anche minime possono essere letali, rendendo indispensabile evitare l’uso diretto in fitoterapia.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: Atropa belladonna L. contiene alcaloidi tropanici (atropina, scopolamina, iosciamina) con azione farmacologica potente; l’uso fitoterapico diretto è sconsigliato a causa dell’elevato rischio di effetti tossici, mentre eventuali impieghi terapeutici sono limitati a preparazioni omeopatiche altamente diluite.
PROTOCOLLO DI EMERGENZA PER SOSPETTO AVVELENAMENTO DA Atropa belladonna L. Allarme: Tutte le parti della pianta sono estremamente tossiche per la presenza di alcaloidi tropanici (atropina, scopolamina).
1. PRONTO INTERVENTO
Contatto con la pelle:
Lavare immediatamente con acqua e sapone
Rimuovere gli indumenti contaminati
Ingestione:
Non indurre il vomito (pericolo di aspirazione)
Sciacquare la bocca con acqua
Assolutamente no latte o sostanze grasse
2. CHIAMATA D'EMERGENZA IMMEDIATA
Numeri utili:
Centro Antiveleni: 02-66101029 (Milano)
Emergenza: 112/118
Informazioni essenziali:
Nome pianta (Atropa belladonna)
Parte interessata (bacche molto pericolose)
Quantità stimata ingerita
Ora dell'esposizione
3. SINTOMI GRAVI (comparsa rapida)
Anticolinergici:
Midriasi (pupille dilatate)
Tachicardia estrema
Allucinazioni
Pelle secca e arrossata
Ritenzione urinaria
Residui vegetali
Eventuale materiale vomitato
Attenzione:
L'ingestione di 2-5 bacche può essere letale nei bambini
La tossicità persiste nelle piante essiccate
Chiamare il CAV ANCHE SENZA SINTOMI
Prognosi dipende dalla rapidità d'intervento
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Clinical Toxicology, 2018
EMA Guidelines on Anticholinergic Poisoning
FUNZIONI TERAPEUTICHE INDICATE SOLO PER INFORMAZIONE STORICO-CULTURALE MA NON APPLICABILI NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'ATROPINA SOSTITUISCE L'ACETILCOLINA E INFLUENZA TUTTI GLI ORGANI SOTTO IL DOMINIO DEL PARASIMPATICO. PREPARATI CON ATROPINA SONO USATI IN ALCUNE FORME GRAVI DI ARITMIE E IN COLLIRI MIDRIATICI, LA SCOPOLAMINA INVECE NELLE VERTIGINI PERIFERICHE E NELLA CINETOSI, I DERIVATI DELLA IOSCIAMINA NEGLI COLICHE ADDOMINALI. GLI ESTRATTI TITOLATI E STANDARDIZZATI, DA SOLI O IN ASSOCIAZIONE A PAPAVERINA, POSSONO ESSERE UTILIZZATI COME ANTICOLINERGICI ED ANTISPASTICI GASTROINTESTINALI E NELLE COLICHE ADDOMINALI. INDISPENSABILE LA PRESCRIZIONE E IL CONTROLLO MEDICO.
TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO ALTAMENTE TOSSICHE PER LA PRESENZA DI ALCALOIDI TROPANICI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
VIETATO L'USO
ATTENZIONE AI BAMBINI CHE POTREBBERO INGERIRE LA BACCHE SCAMBIANDOLE PER FRUTTI DI BOSCO
Preparazioni omeopatiche
Atropa belladonna è una delle specie più frequentemente utilizzate nella farmacopea omeopatica internazionale.
Tintura madre omeopatica
Preparazione ottenuta dalla pianta fresca secondo le metodiche previste dalle farmacopee omeopatiche.
Diluizioni omeopatiche basse
D3, D4, D6.
Diluizioni omeopatiche intermedie
CH5, CH7, CH9.
Diluizioni omeopatiche elevate
CH12, CH15, CH30, CH200 e superiori.
Granuli, globuli e gocce omeopatiche
Disponibili in numerose diluizioni secondo le diverse farmacopee omeopatiche nazionali.
Le posologie omeopatiche dipendono dalla scuola omeopatica adottata e non corrispondono a dosaggi farmacologici fondati su evidenze cliniche.
In conclusione, Atropa belladonna L. non dispone attualmente di preparazioni fitoterapiche moderne utilizzabili in sicurezza come estratti o integratori. L'impiego terapeutico riconosciuto riguarda esclusivamente alcaloidi purificati utilizzati come farmaci oppure preparazioni omeopatiche altamente diluite.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Atropa belladonna L. Folium, 2017
European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Belladonna Leaf, edizioni più recenti
United States Pharmacopeial Convention, United States Pharmacopeia and National Formulary Belladonna Preparations, edizioni più recenti
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Atropa belladonna L. non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche supportati da dosaggi sicuri e da evidenze scientifiche che ne consentano l'utilizzo fitoterapico.
La specie contiene elevate concentrazioni di alcaloidi tropanici farmacologicamente attivi, principalmente L-iosciamina, atropina e scopolamina, caratterizzati da una stretta finestra terapeutica e da un rischio documentato di avvelenamento grave o mortale.
Non sono disponibili dosaggi sicuri e validati per preparazioni acquose ottenute dalla droga vegetale. La concentrazione degli alcaloidi può variare considerevolmente in funzione della parte utilizzata, dello stadio vegetativo, delle condizioni ambientali e delle modalità di preparazione.
Non esistono formulazioni erboristiche moderne riconosciute che associno Atropa belladonna ad altre piante medicinali in preparazioni destinate all'automedicazione o alla fitoterapia clinica.
Le tradizionali associazioni storiche con specie antispasmodiche, sedative o analgesiche riportate nella letteratura medica dei secoli passati sono considerate obsolete e incompatibili con gli attuali standard di sicurezza farmacologica e tossicologica.
In un approccio fitoterapico evidence-based rigoroso non possono pertanto essere raccomandati infusi, decotti, tisane o miscele erboristiche contenenti Atropa belladonna L., né in monocomponente né in associazione con altre specie vegetali.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Atropa belladonna L. Folium, 2017
European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Belladonna Leaf, edizioni più recenti
Chan Thomas Y. K., Worldwide Occurrence and Investigations of Contamination of Herbal Medicines by Tropane Alkaloids, Toxicology Reports, 2017
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI:
Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle.
Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio.
Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono:
Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio)
Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china)
Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco)
Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio)
Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar)
Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino)
Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica.
Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi:
Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative.
China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici.
Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici.
Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso.
Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale.
Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza.
Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche.
Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro.
Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso.
Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio.
Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.
Atropa belladonna deve il proprio nome al destino Atropa della mitologia greca, una delle tre Moire incaricata di recidere il filo della vita. Il riferimento richiama direttamente la notevole tossicità della pianta.
L'epiteto specifico belladonna deriva da una pratica cosmetica rinascimentale italiana. Le donne instillavano preparati ottenuti dalla pianta negli occhi per provocare una marcata dilatazione pupillare, considerata all'epoca un segno di bellezza.
La specie è una delle più celebri piante velenose europee ed è stata associata per secoli a pratiche magiche, stregoneria, filtri amorosi e unguenti rituali.
Nel Medioevo e nel Rinascimento entrò nella composizione di numerosi preparati utilizzati da guaritori, alchimisti e stregoni, soprattutto per gli effetti psicotropi provocati dagli alcaloidi tropanici.
Le bacche mature hanno un aspetto lucido e gradevole e possono essere facilmente confuse con frutti commestibili, circostanza che ha causato numerosi avvelenamenti accidentali soprattutto nei bambini.
Le foglie e le radici furono impiegate nella medicina europea tradizionale come antispasmodici, sedativi e analgesici molto prima dell'isolamento dei principi attivi responsabili.
L'atropina, isolata dalla belladonna nel XIX secolo, rappresentò uno dei primi alcaloidi vegetali purificati ad avere una grande importanza nello sviluppo della farmacologia moderna.
La pianta ebbe un ruolo rilevante nella nascita dell'oftalmologia moderna grazie all'impiego dell'atropina come agente midriatico per l'esame del fondo oculare.
Durante il XIX e l'inizio del XX secolo preparazioni di belladonna vennero utilizzate contro asma, coliche, spasmi gastrointestinali e alcune affezioni neurologiche, prima di essere progressivamente sostituite da farmaci più sicuri e standardizzati.
Atropa belladonna appartiene alla stessa famiglia botanica di pomodoro, patata e melanzana, ma si distingue per la presenza di elevate concentrazioni di alcaloidi tropanici tossici.
La distribuzione naturale della specie interessa gran parte dell'Europa, l'Asia occidentale e alcune regioni del Nord Africa, con preferenza per boschi ombrosi e terreni ricchi di sostanza organica.
La belladonna continua a essere coltivata in alcuni paesi come pianta farmaceutica per l'estrazione industriale di atropina e altri alcaloidi utilizzati nella medicina convenzionale.