QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 06/07/2026
SAMBUCO Sambucus nigra L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
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Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
Autore: A.Tucci
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TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Clade Campanulidae
Ordine Dipsacales
Famiglia Adoxaceae
Genere Sambucus
Specie Sambucus nigra
Famiglia:
Sambuco nostrale, Zambuco, Sambuco nero,American Elder, American Elderberry, Black Elder, Blue Elderberry, Bourtree, Common Elder, Common Elderberry, Elder, Elderberry, European Black Elder, European Black Elderberry, European Elder, European Elderberry, Lace Leaf Elder, Mexican Elderberry, Sureau, Schwarzer Holunder, Saúco, Sabuco, Sambugo, Sauch, Sauco, Sabugueiro-Negro, Soc
Sambucus Alba Raf., Sambucus Arborescens Gilib., Sambucus Aurea (Sweet) Carrière, Sambucus Columnaris Lebas, Sambucus Dissecta K.Koch, Sambucus Elegans K.Koch, Sambucus Floribunda K.Koch, Sambucus Florida Salisb., Sambucus Graveolens Willd., Sambucus Hirta Tausch, Sambucus Leucocarpa K.Koch, Sambucus Linearis K.Koch, Sambucus Lucida Tausch, Sambucus Medullosa Gilib., Sambucus Mexicana C.Presl, Sambucus Monstrosa Loudon, Sambucus Nigra F. Alba (Weston) Rehder, Sambucus Nigra F. Albomarmorata Geerinck, Sambucus Nigra F. Albovariegata (Weston) Schwer., Sambucus Nigra F. Aurea (Sweet) Schwer., Sambucus Nigra F. Chlorocarpa (Hayne) Geerinck, Sambucus Nigra F. Dissecta K.Koch, Sambucus Nigra F. Heterophylla (Pépin) Schwer., Sambucus Nigra F. Leucocarpa Vollm., Sambucus Nigra F. Linearis (G.Kirchn.) C.K.Schneid., Sambucus Nigra F. Luteomarmorata Geerinck, Sambucus Nigra F. Luteovariegata (Weston) Schwer., Sambucus Nigra F. Pendula Dippel, Sambucus Nigra F. Porphyrophylla E.C.Nelson, Sambucus Nigra F. Pyramidalis (H.Jaeger) Dippel, Sambucus Nigra F. Pyramidata (Lebas) Schwer., Sambucus Nigra F. Rotundifolia (DC.) Dippel, Sambucus Nigra F. Virescens (Desf.) Vollm., Sambucus Nigra F. Viridis (Weston) Schwer., Sambucus Nigra Subsp. Fastigiata V.Gibbs, Sambucus Nigra Subsp. Filifolia Kache, Sambucus Nigra Subsp. Pendula-nova Carrière, Sambucus Nigra Subsp. Vulgaris Ehrh., Sambucus Nigra Var. Alba Weston, Sambucus Nigra Var. Albida Sweet, Sambucus Nigra Var. Albovariegata Nordh., Sambucus Nigra Var. Albovariegata Weston, Sambucus Nigra Var. Aurea Sweet, Sambucus Nigra Var. Aureovariegata Rehder, Sambucus Nigra Var. Cannabinifolia Pépin, Sambucus Nigra Var. Chlorocarpa Hayne, Sambucus Nigra Var. Decussata Gillot, Sambucus Nigra Var. Dimorphophylla Rouy, Sambucus Nigra Var. Heterophylla Pépin, Sambucus Nigra Var. Leucocarpa Hayne, Sambucus Nigra Var. Leucocarpa Rchb., Sambucus Nigra Var. Linearis G.Kirchn., Sambucus Nigra Var. Luteovariegata Weston, Sambucus Nigra Var. Mileri Podp., Sambucus Nigra Var. Nigra L., 1753, Sambucus Nigra Var. Pendula (Dippel) C.K.Schneid., Sambucus Nigra Var. Pulla Aiton, Sambucus Nigra Var. Pyramidalis H.Jaeger, Sambucus Nigra Var. Pyramidata (Lebas) C.K.Schneid., Sambucus Nigra Var. Rotundifolia DC., Sambucus Nigra Var. Rotundifolia F.Towns., Sambucus Nigra Var. Variegata Asch., Sambucus Nigra Var. Variegata Hayne, Sambucus Nigra Var. Virens M.Loehr, Sambucus Nigra Var. Virescens (Desf.) Sweet, Sambucus Nigra Var. Virescens (Desf.) W.D.J.Koch, Sambucus Nigra Var. Virescens Cariot & St.-Lag., 1889, Sambucus Nigra Var. Viridis Weston, Sambucus Nigra Var. Vulgaris Hayne, Sambucus Nigra Var. Vulgaris Merrem, Sambucus Pulverulenta K.Koch, Sambucus Pyramidata Lebas, Sambucus Rotundifolia Lodd., Sambucus Rotundifolia Lodd. Ex Sweet, Sambucus Virescens Desf., Sambucus Vulgaris Neck.
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO DECIDUO CON FUSTI RAMIFICATI E MIDOLLO BIANCO SPUGNOSO. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, PENNATOCOMPOSTE, CON 5-7 FOGLIOLINE OVATE O ELLITTICHE, DENTATE E CON UN ODORE CARATTERISTICO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE BIANCO-CREMA, RIUNITI IN GRANDI CORIMBI O OMBRELLE APPIATTITE E PROFUMATE CHE FIORISCONO A FINE PRIMAVERA O INIZIO ESTATE. IL CALICE È PICCOLO CON CINQUE DENTI, LA COROLLA HA CINQUE LOBI. GLI STAMI SONO CINQUE CON ANTERE GIALLE. L'OVARIO È INFERO, TRILOCULARE, CHE MATURA IN PICCOLE BACCHE GLOBOSE DI COLORE NERO-VIOLACEO A MATURAZIONE, CONTENENTI 3-5 SEMI.
MAGGIO-GIUGNO, PRIMAVERA INOLTRATA-INIZIO ESTATE
COLORI OSSERVATI
____BIANCO ____BIANCO CREMA
Si adatta a una vasta gamma di habitat, preferendo suoli umidi, fertili e ricchi di azoto. Cresce comunemente in boschi misti di latifoglie, siepi, bordi forestali, radure, scarpate, zone ruderali, parchi e giardini. Si trova spesso in prossimità di insediamenti umani, indicando una certa tolleranza per i terreni modificati. Il sambuco predilige l'esposizione al sole o la mezz'ombra e si adatta a diversi tipi di suolo, inclusi quelli argillosi, limosi e sabbiosi, con un pH da leggermente acido a alcalino. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia occidentale e Nord Africa, ed è stato introdotto e naturalizzato in molte altre regioni del mondo. La sua capacità di propagarsi facilmente per seme e per via vegetativa tramite polloni contribuisce alla sua presenza in habitat diversificati, dalle pianure fino alle zone montane a quote medie.
Motivazione: Fiori e frutti maturi adeguatamente trasformati presentano generalmente un buon profilo di sicurezza documentato da studi clinici, dati tossicologici e uso tradizionale. Al contrario, frutti immaturi, semi, foglie, corteccia e altre parti della pianta possono contenere quantità variabili di glicosidi cianogenetici, in particolare sambunigrina, responsabili di nausea, vomito, diarrea e altri disturbi tossici dopo ingestione. La sicurezza dipende quindi dalla parte vegetale utilizzata, dal grado di maturazione e dalla corretta preparazione della droga. Per questo la classificazione più appropriata è relativa a quanto specificato.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi direttamente riferiti a Sambucus nigra L., ma l'efficacia osservata riguarda specifici estratti standardizzati dei frutti e, in misura minore, dei fiori. Le evidenze più consistenti riguardano il supporto sintomatico nelle infezioni virali delle alte vie respiratorie e nelle sindromi simil-influenzali. I risultati non sono automaticamente estendibili a tutte le preparazioni, parti della pianta o modalità d'impiego. Pertanto la valutazione più conservativa è che l'efficacia dipenda dalle specifiche preparazioni e forme terapeutiche utilizzate. Le evidenze disponibili comprendono studi clinici controllati, revisioni sistematiche, dati in vitro e un consolidato uso fitoterapico tradizionale.
Confermate da studi scientifici e clinici
Supporto sintomatico nelle infezioni virali delle alte vie respiratorie. Supportato da studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi condotti principalmente su estratti standardizzati dei frutti. Gli studi riportano una riduzione della durata e dell'intensità dei sintomi di raffreddore comune e sindromi simil-influenzali.
Supporto sintomatico nelle sindromi influenzali. Supportato da studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche riguardanti preparazioni standardizzate di Sambucus nigra. Le evidenze indicano un possibile miglioramento della sintomatologia respiratoria e del benessere generale durante le infezioni acute delle vie respiratorie superiori.
Attività antivirale clinicamente supportata in ambito respiratorio. Le evidenze cliniche disponibili riguardano esclusivamente specifici estratti standardizzati dei frutti e non sono automaticamente estendibili ad altre preparazioni della specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antivirale. Supportata da numerosi studi in vitro e revisioni che documentano attività verso diversi virus respiratori. Le conferme cliniche complete restano limitate a specifiche preparazioni e indicazioni.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro, studi animali e revisioni fitochimiche attribuibili soprattutto agli antociani e agli altri polifenoli presenti nei frutti.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e modelli animali che mostrano modulazione di mediatori dell'infiammazione. Le conferme cliniche specifiche risultano limitate.
Attività immunomodulante. Supportata da studi in vitro, studi sperimentali e alcune osservazioni cliniche. Il significato clinico di tale attività non è completamente definito.
Attività diaforetica. Supportata da monografie fitoterapiche tradizionali, uso consolidato dei fiori e dati farmacologici limitati. Le evidenze cliniche moderne risultano scarse.
Attività secretolitica e di supporto nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori. Supportata da uso fitoterapico documentato, monografie ufficiali e dati farmacologici limitati.
Attività diuretica lieve dei fiori. Supportata principalmente da uso tradizionale documentato, monografie ufficiali e dati farmacologici limitati.
Attività ipoglicemizzante. Sono disponibili studi sperimentali in vitro e animali, ma le evidenze cliniche dirette risultano insufficienti per confermare un'indicazione terapeutica.
Attività cardiometabolica e vascolare. Supportata da studi sperimentali e osservazioni preliminari, ma le evidenze cliniche sono insufficienti e non consentono indicazioni terapeutiche validate.
Uso storico e nella tradizione
I fiori sono stati tradizionalmente utilizzati come diaforetici nelle malattie da raffreddamento, negli stati febbrili e nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori.
I frutti sono stati tradizionalmente impiegati per raffreddore, influenza, tosse e stati debilitativi stagionali.
La specie è stata utilizzata nella medicina popolare europea come diuretico lieve, depurativo, sudorifero e coadiuvante nelle affezioni respiratorie.
Sono documentati usi tradizionali come lassativo lieve, supporto digestivo e rimedio generale nelle convalescenze, senza adeguata conferma clinica moderna.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
I FRUTTI IMMATURI, I SEMI, LE FOGLIE, LA CORTECCIA E ALTRE PARTI VERDI DELLA PIANTA CONTENGONO GLICOSIDI CIANOGENETICI, IN PARTICOLARE SAMBUNIGRINA, E POSSONO CAUSARE NAUSEA, VOMITO, DIARREA, DOLORI ADDOMINALI E ALTRI FENOMENI TOSSICI SE CONSUMATI CRUDI O IN QUANTITÀ SIGNIFICATIVE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI, TOSSICOLOGICI E SEGNALAZIONI CLINICHE.
I FRUTTI MATURI DOVREBBERO ESSERE CONSUMATI PREFERIBILMENTE DOPO ADEGUATA TRASFORMAZIONE TECNOLOGICA O TRATTAMENTO TERMICO, POICHÉ IL TRATTAMENTO RIDUCE SIGNIFICATIVAMENTE IL CONTENUTO DI COMPOSTI POTENZIALMENTE TOSSICI PRESENTI NELLE PARTI VEGETALI FRESCHE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E TOSSICOLOGICI.
LE EVIDENZE CLINICHE DI EFFICACIA RIGUARDANO PRINCIPALMENTE SPECIFICI ESTRATTI STANDARDIZZATI DEI FRUTTI E, IN MISURA MINORE, DEI FIORI. I RISULTATI DISPONIBILI NON POSSONO ESSERE AUTOMATICAMENTE ESTESI AD ALTRE PARTI DELLA PIANTA, A PREPARAZIONI TRADIZIONALI NON STANDARDIZZATE O A PRODOTTI DI DIVERSA COMPOSIZIONE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI E REVISIONI SISTEMATICHE.
I DATI DISPONIBILI SULLA SICUREZZA IN GRAVIDANZA E DURANTE L'ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER CONSENTIRE UNA VALUTAZIONE CONCLUSIVA DEL RAPPORTO RISCHIO-BENEFICIO. EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
LA SPECIE PRESENTA ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTI DOCUMENTATE IN STUDI IN VITRO E IN ALCUNI STUDI CLINICI; TUTTAVIA LE IMPLICAZIONI CLINICHE NEI SOGGETTI AFFETTI DA PATOLOGIE AUTOIMMUNI NON RISULTANO ADEGUATAMENTE CHIARITE. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI SPERIMENTALI E LIMITATA DOCUMENTAZIONE CLINICA.
L'IMPIEGO PROLUNGATO AD ALTE DOSI NON È STATO SUFFICIENTEMENTE STUDIATO IN STUDI CLINICI DI LUNGA DURATA. EVIDENZA DERIVANTE DAI LIMITI DELLA DOCUMENTAZIONE CLINICA DISPONIBILE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A SAMBUCUS NIGRA L. O AI PREPARATI DERIVATI DALLA SPECIE.
NON RISULTANO ULTERIORI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE FORMALMENTE STABILITE E SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE PER QUANTO RIGUARDA L'IMPIEGO DEI FIORI E DEI FRUTTI MATURI CORRETTAMENTE PREPARATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato dei frutti
È la forma più studiata clinicamente. Gli estratti impiegati negli studi sono generalmente standardizzati in antociani totali, con titoli variabili a seconda del produttore, spesso compresi tra il 10% e il 38% di antociani. Le dosi giornaliere utilizzate negli studi clinici corrispondono generalmente a 300-1200 mg di estratto secco standardizzato, suddivisi in 2-4 somministrazioni giornaliere. L'efficacia documentata riguarda principalmente il supporto sintomatico nelle infezioni virali delle vie respiratorie superiori e nelle sindromi influenzali.
Estratto secco dei fiori
Utilizzato soprattutto nella tradizione fitoterapica europea e nelle preparazioni registrate come medicinale vegetale tradizionale. Non esiste un titolo universalmente accettato come necessario all'effetto terapeutico. Le dosi normalmente impiegate negli integratori corrispondono generalmente a 200-1000 mg al giorno di estratto secco. L'utilizzo è principalmente rivolto al supporto delle affezioni catarrali e degli stati febbrili secondo l'uso tradizionale documentato.
Estratto fluido dei frutti
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica. La standardizzazione può essere riferita al contenuto di antociani o polifenoli totali, ma non esistono standard terapeutici universalmente riconosciuti. Le dosi comunemente utilizzate corrispondono a 2-10 ml al giorno suddivisi in più assunzioni.
Estratto molle dei frutti
Utilizzato nella preparazione di sciroppi, capsule molli e formulazioni concentrate. Il contenuto di antociani varia in funzione del metodo produttivo e non esiste un titolo terapeutico universalmente validato. Le dosi dipendono dalla concentrazione dell'estratto utilizzato.
Succo concentrato standardizzato dei frutti
Forma frequentemente impiegata negli studi clinici storici. Il dosaggio più frequentemente riportato varia da 15 a 60 ml al giorno suddivisi in più somministrazioni. La standardizzazione è generalmente riferita al contenuto di antociani e polifenoli totali.
Sciroppo standardizzato di frutti di sambuco
Preparazione utilizzata in numerosi studi clinici. Il contenuto di principi attivi viene normalmente standardizzato mediante controllo del tenore in antociani. I dosaggi clinicamente studiati corrispondono generalmente a 10-15 ml da due a quattro volte al giorno per periodi limitati durante gli episodi infettivi acuti.
Estratto nebulizzato dei frutti
Disponibile in capsule o compresse ottenute mediante essiccazione a spruzzo. Quando standardizzato, il riferimento è generalmente costituito dagli antociani totali. I dosaggi dipendono dalla concentrazione finale dell'estratto e rientrano generalmente nell'intervallo di 300-900 mg al giorno.
Polvere micronizzata dei frutti
Preparazione ottenuta dai frutti maturi essiccati. Non esiste un titolo terapeutico universalmente riconosciuto. Le dosi comunemente utilizzate negli integratori alimentari variano generalmente da 500 mg a 3 g al giorno.
Tintura madre
Preparazione idroalcolica ottenuta prevalentemente da fiori o frutti. Le dosi comunemente riportate nelle fonti fitoterapiche corrispondono generalmente a 2-8 ml al giorno suddivisi in più assunzioni.
Preparazioni omeopatiche
Sono disponibili preparazioni omeopatiche ottenute da Sambucus nigra L., principalmente sotto forma di tintura madre omeopatica, granuli, globuli e gocce alle diluizioni D, CH e LM. L'impiego omeopatico tradizionale riguarda soprattutto manifestazioni respiratorie e stati febbrili. Non esistono titoli fitoterapici né dosaggi terapeutici validati scientificamente per tali preparazioni.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di fiori di Sambucus nigra L.
Utilizzare 2-5 g di fiori essiccati in 200 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione per 10-15 minuti e filtrare. Assumere fino a tre volte al giorno. È la preparazione tradizionale più documentata per il supporto delle affezioni catarrali delle vie respiratorie superiori e degli stati febbrili.
Decotto leggero di fiori di Sambucus nigra L.
Utilizzare 3-5 g di fiori essiccati in 250 ml di acqua. Portare a ebollizione per 5 minuti, lasciare riposare 10 minuti e filtrare. Utilizzato tradizionalmente come bevanda diaforetica e di supporto nelle affezioni stagionali.
Infuso di Sambucus nigra L. e Tilia cordata Mill.
Fiori di Sambucus nigra 2 g
Infiorescenze di Tilia cordata 2 g
Acqua 250 ml
Lasciare in infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due tazze al giorno. L'associazione è ampiamente documentata nella fitoterapia tradizionale europea per il supporto degli stati febbrili e delle affezioni respiratorie.
Infuso di Sambucus nigra L. e Malva sylvestris L.
Fiori di Sambucus nigra 2 g
Foglie e fiori di Malva sylvestris 2 g
Acqua 250 ml
Lasciare in infusione per 15 minuti. Utilizzato tradizionalmente come preparazione emolliente e lenitiva per le vie respiratorie superiori.
Infuso di Sambucus nigra L. e Primula veris L.
Fiori di Sambucus nigra 2 g
Fiori o radici di Primula veris 1-2 g
Acqua 250 ml
Lasciare in infusione per 10 minuti. Associazione presente in numerose formulazioni fitoterapiche tradizionali europee destinate alle affezioni catarrali.
Infuso di Sambucus nigra L. e Verbena officinalis L.
Fiori di Sambucus nigra 2 g
Parte aerea di Verbena officinalis 2 g
Acqua 250 ml
Lasciare in infusione per 10-15 minuti. Utilizzato tradizionalmente nel supporto sintomatico delle affezioni delle alte vie respiratorie.
Formulazione erboristica tradizionale per le vie respiratorie
Fiori di Sambucus nigra 2 g
Infiorescenze di Tilia cordata 2 g
Fiori di Primula veris 1 g
Parte aerea di Verbena officinalis 1 g
Acqua 300 ml
Lasciare in infusione per 15 minuti e filtrare. La formulazione è coerente con numerose preparazioni fitoterapiche tradizionali europee e con le monografie ufficiali dedicate alle affezioni respiratorie catarrali.
Formulazione erboristica tradizionale diaforetica
Fiori di Sambucus nigra 3 g
Infiorescenze di Tilia cordata 2 g
Acqua 250 ml
Lasciare in infusione per 15 minuti. Utilizzata tradizionalmente durante gli stati febbrili e nelle sindromi da raffreddamento.
Formulazione erboristica tradizionale emolliente per la gola
Fiori di Sambucus nigra 2 g
Foglie e fiori di Malva sylvestris 2 g
Infiorescenze di Tilia cordata 1 g
Acqua 250 ml
Lasciare in infusione per circa 15 minuti e filtrare. Utilizzata tradizionalmente per il benessere delle mucose orofaringee.
Decotto di frutti essiccati di Sambucus nigra L.
Utilizzare 5-10 g di frutti maturi essiccati in 250 ml di acqua. Far sobbollire per 10-15 minuti, lasciare riposare e filtrare. I frutti devono essere maturi e correttamente preparati. La preparazione tradizionale è impiegata come bevanda stagionale e alimento funzionale.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di sambuco da frutti maturi di Sambucus nigra L.
Preparazione tradizionale europea ottenuta dalla fermentazione dei frutti maturi. Si utilizzano 1–2 kg di bacche mature cotte in acqua per inattivare i glicosidi cianogenetici, successivamente filtrate e addizionate con zucchero e lieviti per la fermentazione. Il processo fermentativo dura alcune settimane, seguito da maturazione. L’uso è principalmente alimentare e tradizionalmente tonico, con consumo moderato di 50–100 ml al giorno. Non esistono evidenze cliniche specifiche su questa forma, ma è coerente con i dati sugli estratti di frutto.
Vino aromatizzato ai fiori di Sambucus nigra L.
Preparazione ottenuta per macerazione di 20–30 g di fiori freschi o essiccati in 1 litro di vino bianco per 5–10 giorni, seguita da filtrazione. Il prodotto ha un aroma floreale caratteristico. L’uso tradizionale è digestivo e leggermente diaforetico, con assunzione di 20–50 ml. Le evidenze sono di tipo etnobotanico e supportate indirettamente dalle proprietà dei fiori.
Tintura alcolica di Sambucus nigra L.
Preparazione mediante macerazione di frutti maturi o fiori essiccati in alcol alimentare (rapporto circa 1:5) per 10–14 giorni, con successiva filtrazione. La posologia tradizionale è di 10–20 ml al giorno diluiti. Utilizzata come coadiuvante nelle affezioni respiratorie stagionali. Le evidenze sono limitate e indirette, derivate da studi su estratti.
Liquore tradizionale di sambuco
Preparazione domestica mediante macerazione di fiori o frutti in alcol con aggiunta di zucchero, spesso associata ad agrumi o spezie. Le quantità variano, generalmente 20–40 g di droga per 500 ml di alcol. L’uso è esclusivamente alimentare e aromatico, senza validazione fitoterapica clinica.
Nel complesso, le preparazioni alcoliche di Sambucus nigra L. sono ampiamente documentate nella tradizione europea, ma non rappresentano forme terapeutiche validate secondo criteri clinici moderni; la sicurezza dipende dalla corretta maturazione e preparazione dei frutti.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Sambucus nigra L. è una specie mellifera visitata attivamente dalle api per la raccolta di nettare e polline durante la fioritura primaverile ed estiva.
Tuttavia il miele monoflorale di sambuco nero è considerato raro e difficilmente ottenibile in forma pura. Le infiorescenze producono quantità di nettare generalmente modeste e la contemporanea presenza di numerose altre specie mellifere in fioritura rende difficile ottenere raccolti sufficientemente omogenei per una classificazione monoflorale stabile.
Sambucus nigra L. è ampiamente utilizzato in ambito culinario, con impiego principale dei fiori e dei frutti maturi, mentre altre parti della pianta non sono idonee al consumo per la presenza di composti potenzialmente tossici.
I fiori vengono utilizzati freschi o essiccati per la preparazione di bevande, sciroppi e dolci. Una preparazione tradizionale diffusa è lo sciroppo di sambuco, ottenuto per macerazione dei fiori in acqua con zucchero e acidificanti naturali, impiegato come base per bevande rinfrescanti. I fiori possono essere anche fritti in pastella o utilizzati per aromatizzare creme e dessert, grazie al loro profilo aromatico delicato e floreale.
I frutti maturi sono utilizzati esclusivamente previa cottura, necessaria per inattivare i glicosidi cianogenetici presenti nella forma cruda. Vengono impiegati per la preparazione di marmellate, gelatine, succhi, sciroppi e vini. Il sapore è intenso, leggermente acidulo e ricco di note fruttate, con elevato contenuto in antociani che conferiscono il tipico colore scuro.
In alcune tradizioni europee, i frutti vengono utilizzati anche per preparazioni salate, come salse per accompagnare carni, sfruttando l’equilibrio tra acidità e dolcezza. Inoltre, sono stati storicamente impiegati come colorante naturale per alimenti.
L’uso culinario è considerato sicuro solo per fiori e frutti maturi adeguatamente preparati; il consumo di parti crude o non mature può causare effetti gastrointestinali indesiderati.
Le piante medicinali ad azione diuretica, ovvero che aumentano la diuresi, sono moltissime. Il loro meccanismo d'azione non è mai univoco e questo porta ad una loro difficile classificazione. Tuttavia in base alla natura del principio attivo responsabile dell'azione diuretica possiamo suddividerle in:
a) droghe diuretiche per la presenza prevalente di saponine;
b) droghe diuretiche per la presenza prevalente di composti flavonoidi;
c) droghe diuretiche per la presenza prevalente di sali (potassio);
d) droghe diuretiche per la presenza prevalente di oli essenziali.
E' anche molto interessante, dal punto di vista terapeutico, conoscere di quali sostanze le droghe riescono a facilitare l'escrezione attraverso i reni.
Così abbiamo:
1) Diuretici azoturici, se aumentano l'eliminazione dell'urea (Spirea olmaria, Prezzemolo, Salsapariglia, Betulla, Carciofo, Cipolla, Enula, Orthosifon, Ononide);
2) Diuretici uricolitici, se aumentano l'eliminazione dell'acido urico e dei suoi sali (Alkekengi, Frassino, Ribes nero, Betulla, Salsapariglia, Mais, Uva ursina, Mirtillo rosso e nero, Verga d'oro, Pioppo nero gemme, Ginepro);
3) Diuretici decloruranti, se aumentano l'eliminazione dei cloruri (Orthosifon, Ononide, Pungitopo, Finocchio, Sambuco, Ortica, Asparago, Spirea olmaria);
4) Diuretici fosfatici e ossalici, se promuovono l'eliminazione dei fosfati e degli ossalati (Mais);
5) Diuretici antiputridi, se possiedono una azione antisettica capace di combattere e contrastare le infezioni batteriche dell'apparato urinario (Uva ursina, Mirtillo nero e rosso, Corbezzolo, Sandalo essenza, Pioppo nero gemme, Verga d'oro, Ginepro, Lavanda, Timo).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Sambucus nigra L. è una pianta profondamente radicata nel folklore europeo, spesso associata a credenze magiche e protettive; in molte tradizioni popolari era considerata una pianta sacra, legata agli spiriti della natura, e si riteneva che abbatterla senza permesso potesse portare sfortuna.
Nel Medioevo il sambuco era utilizzato non solo per scopi medicinali ma anche come pianta apotropaica, spesso piantata vicino alle abitazioni per proteggere da malattie e influenze negative, riflettendo l’importanza simbolica oltre che terapeutica.
Il nome del genere Sambucus è probabilmente collegato al “sambuca”, uno strumento musicale antico simile a un’arpa o a un flauto, che veniva costruito con il legno cavo dei suoi rami, facilmente lavorabile dopo la rimozione del midollo.
I frutti del sambuco sono stati storicamente utilizzati come colorante naturale per tessuti, vini e alimenti, grazie all’elevato contenuto di antociani, contribuendo anche allo sviluppo di pratiche artigianali e alimentari tradizionali.
Nella medicina popolare europea la pianta era considerata una sorta di rimedio universale, tanto che tutte le sue parti venivano impiegate con differenti indicazioni, anche se oggi è noto che alcune di esse possono essere tossiche se non trattate correttamente.
Nel contesto culturale anglosassone, il sambuco è spesso associato a leggende e racconti popolari, inclusa la tradizione della “Elder Mother”, uno spirito che abitava nella pianta e che doveva essere rispettato prima di raccoglierne i rami o i fiori.
Il Sambucus Ebulus L. [Ebbio] è più attivo e il Sambucus racemosa L. [Sambuco rosso] è meno attivo del S. nigra.