PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 30-80 CM, CON FUSTI ERETTI GLAUCESCENTI, RAMIFICATI E SUCCULENTI ALLA BASE. FOGLIE OPPOSTE, SEMPLICI, LANCEOLATE (5-8 CM), INTERE O LEGGERMENTE DENTATE, GLABRE, DI COLORE VERDE-GLAUCO, LE INFERIORI PICCIOLATE, LE SUPERIORI SESSILI. INFIORESCENZE A CORIMBI TERMINALI DENSI CON NUMEROSI FIORI TUBULOSI (8-10 MM) DI COLORE ROSO-ROSATO (PIÙ RARAMENTE BIANCHI), PRIVI DI SPERONE (CARATTERE DISTINTIVO DAI VERI CENTRANTHUS). FRUTTO ACHENIO CILINDRICO (3-4 MM) CON PAPPO PIUMOSO PER DISPERSIONE ANEMOFILA. FIORITURA PROLUNGATA (APRILE-SETTEMBRE). RADICE FITTONANTE INGROSSATA. TUTTA LA PIANTA EMANA ODORE SGRADEVOLE SE STROPICCIATA. SPECIE POLLONIFERA, FORMA CESPI COMPATTI. SI DISTINGUE DALLE VALERIANACEAE SIMILI PER I FIORI ASCELLARI E L'ASSENZA DI SPERONE
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE,(TARDA PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCHI TRA GIUGNO E AGOSTO, PRODUCENDO FIORI ROSSI, ROSA O BIANCHI RIUNITI IN DENSE INFIORESCENZE
Originaria della regione mediterranea, naturalizzata in Europa centro-settentrionale, Nord America e Australia. Cresce spontaneamente su rupi, muri a secco, scarpate rocciose e pendii sassosi, preferendo substrati calcarei o marnosi ben drenati, spesso in luoghi aridi e soleggiati. Tollerante alla siccità e ai suoli poveri, colonizza facilmente ambienti ruderali come bordi stradali, vecchie costruzioni e terreni abbandonati. Presente dal livello del mare fino a 1.500 metri di quota, fiorisce da aprile a settembre con massima abbondanza in primavera. Specie termofila e eliofila, si adatta anche a mezz'ombra. La sua resistenza a condizioni estreme e la prolificità ne fanno una specie pioniera in ambienti disturbati. Predilige climi mediterranei ma resiste a temperature fino a -15°C. I fiori, ricchi di nettare, attirano farfalle e altri impollinatori
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union herbal monographs and assessment reports, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2003
Raal A., Orav A., Arak E., Composition of the essential oil of Centranthus ruber, 2008
TOSSICITÀ: NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
Motivazione: non sono disponibili dati tossicologici specifici documentati su Centranthus ruber DC. relativi all’uso fitoterapico; le conoscenze sui costituenti non sono sufficienti per definire un profilo tossicologico basato su evidenze dirette
EFFICACIA: NON STUDIATA O NON DISPONIBILE
Motivazione: non sono disponibili studi clinici, né studi in vivo coerenti e riproducibili, né revisioni sistematiche specifiche su Centranthus ruber DC.; le informazioni derivano da dati fitochimici e da analogie non utilizzabili con specie affini, senza evidenze dirette sulla specie
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche su Centranthus ruber DC. che dimostrino effetti terapeutici definiti o indicazioni cliniche validate.
Sono disponibili dati molto limitati relativi alla composizione fitochimica e ad alcune attività biologiche preliminari. Studi in vitro hanno evidenziato una possibile attività antiossidante correlata alla presenza di composti fenolici e flavonoidi, senza tuttavia una chiara correlazione con applicazioni terapeutiche definite. Studi fitochimici e farmacologici preliminari indicano inoltre la presenza di iridoidi e altri metaboliti secondari potenzialmente bioattivi, ma senza evidenze funzionali consolidate in modelli animali o clinici. I dati disponibili risultano insufficienti per definire indicazioni terapeutiche specifiche.
Uso storico e nella tradizione
L’uso tradizionale di Centranthus ruber DC. è scarsamente documentato rispetto ad altre specie della famiglia Valerianaceae. In alcune tradizioni popolari europee è stata occasionalmente citata come pianta ornamentale con uso secondario simil calmante o sedativo per analogia empirica con specie del genere Valeriana, senza documentazione etnobotanica sistematica né validazione farmacologica diretta sulla specie.
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union herbal monographs and assessment reports, 2017
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2003
Raal A., Orav A., Arak E., Composition of the essential oil of Centranthus ruber, 2008
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
ASSENZA DI DATI CLINICI E PRECLINICI SULLA SICUREZZA E SULL’EFFICACIA DELLA SPECIE; EVIDENZA BASATA SU CARENZA DI STUDI SCIENTIFICI DIRETTI
PRESENZA DI COMPOSTI IRIDOIDICI E VALEPOTRIATI CON POTENZIALE ATTIVITÀ FARMACOLOGICA TEORICA; EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVATA DALL’IDENTIFICAZIONE FITOCHIMICA SENZA CONFERME SPERIMENTALI SPECIFICHE SULLA SPECIE
MANCANZA DI DATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE E SULL’USO IN POPOLAZIONI SENSIBILI; EVIDENZA BASATA SU ASSENZA DI STUDI CLINICI E TOSSICOLOGICI SPECIFICI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SU CENTRANTHUS RUBER DC.
Non risultano disponibili estratti fitoterapici standardizzati o titolati di Centranthus ruber DC. documentati in letteratura scientifica o in monografie ufficiali con indicazioni di posologia validate. La specie non è inclusa nei principali repertori regolatori fitoterapici e non esistono preparazioni galeniche codificate con dosaggi definiti.
Non risultano disponibili integratori alimentari standardizzati a base di Centranthus ruber DC. con titolazione dei principi attivi e indicazioni posologiche supportate da evidenze scientifiche o da fonti regolatorie riconosciute. Eventuali prodotti commerciali non sono documentati in modo verificabile nella letteratura scientifica internazionale.
Non risultano disponibili preparazioni omeopatiche specifiche derivate da Centranthus ruber DC. documentate nelle principali farmacopee omeopatiche ufficiali con indicazioni posologiche standardizzate.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non esistono formulazioni erboristiche validate scientificamente a base di Centranthus ruber DC. con indicazioni di dosaggio sicuro e standardizzato per tisane, infusi o decotti. La specie non è inclusa nelle principali monografie fitoterapiche ufficiali e non sono disponibili dati clinici o farmacologici sufficienti per definirne un uso interno sicuro e appropriato.
In assenza di evidenze specifiche sulla sicurezza e sull’efficacia, non è possibile proporre combinazioni con altre piante medicinali né formulazioni sinergiche basate su criteri di farmacognosia evidence based. Qualsiasi utilizzo interno della specie deve essere considerato privo di validazione scientifica e potenzialmente non sicuro.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Centranthus ruber DC., comunemente noto come valeriana rossa o lillà di Spagna, non appartiene al genere Valeriana nonostante il nome comune, ma alla stessa famiglia Valerianaceae, il che ha generato storicamente confusione nella classificazione e nell’uso popolare.
La specie è originaria dell’area mediterranea ma si è diffusa ampiamente in Europa, nelle Americhe e in altre regioni temperate, spesso naturalizzandosi con facilità in ambienti antropizzati come muri, scarpate e ruderi, grazie alla sua notevole capacità di adattamento a substrati poveri e aridi.
Una caratteristica curiosa è la sua predilezione per ambienti rupestri e costruzioni umane, che le ha valso in alcune lingue popolari nomi associati a rovine o vecchi muri, riflettendo una relazione ecologica stretta con habitat disturbati o artificiali.
Dal punto di vista ornamentale è stata introdotta e selezionata per la vivacità delle infiorescenze, che possono variare dal rosso intenso al rosa e occasionalmente al bianco, contribuendo alla sua diffusione nei giardini europei a partire almeno dal periodo rinascimentale.
Nonostante l’appartenenza alla famiglia della valeriana, non ha acquisito un ruolo significativo nella fitoterapia storica ufficiale, rimanendo marginale rispetto a specie affini più studiate, il che rappresenta un caso interessante di divergenza tra parentela botanica e utilizzo medicinale.
In ambito ecologico, è considerata una specie utile per gli impollinatori, in particolare per farfalle e api, e in alcuni contesti può comportarsi come specie invasiva, colonizzando rapidamente ambienti disturbati e competendo con la flora autoctona.