PIANTA ERBACEA BIENNALE, TALVOLTA ANNUALE, CHE RAGGIUNGE UN'ALTEZZA DI 0.5-1.5 METRI. PRESENTA FUSTI ERETTI, RAMIFICATI E GLABRI. LE FOGLIE SONO TRIFOGLIATE, ALTERNE, CON FOGLIOLINE OBOVATE O OBLANCEOLATE, DENTELLATE E CON UNA STIPOLA ALLA BASE DEL PICCIOLO. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, DI COLORE GIALLO BRILLANTE, DOLCEMENTE PROFUMATI E RIUNITI IN RACEMI ALLUNGATI E PENDULI. IL FRUTTO È UN PICCOLO LEGUME OVALE O OBOVATO, RETICOLATO, CONTENENTE UNO O DUE SEMI GIALLASTRI.
MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO, PRIMAVERA INOLTRATA ED ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO CHIARISSIMO
Originaria dell'Eurasia e del Nord Africa, ma si è naturalizzata in molte altre parti del mondo, inclusi Nord e Sud America e Australia. È una pianta che si adatta a una vasta gamma di habitat, prediligendo terreni ben drenati, calcarei o argillosi, spesso poveri e disturbati. Si trova comunemente lungo i bordi delle strade, nei campi incolti, nei prati aridi, nelle scarpate ferroviarie, nei pascoli e in altre aree aperte e soleggiate. È resistente alla siccità e tollera condizioni di suolo alcalino. Cresce in climi temperati e subtropicali, preferendo esposizioni soleggiate. È una specie pioniera che colonizza facilmente nuovi ambienti.
Bahmani M., Shirzad H., Shahinfard N. et al., Ethnobotanical and therapeutic uses of Melilotus officinalis, Journal of Chemical and Pharmaceutical Sciences, 2014
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Van Wyk B.E., Wink M., Medicinal Plants of the World, 2017
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TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Alle dosi fitoterapiche corrette la tossicità risulta generalmente bassa e principalmente correlata a possibili disturbi gastrointestinali lievi o cefalea. La tossicità aumenta in caso di alterazione fermentativa della droga con formazione di dicumarolo, associata a rischio anticoagulante ed emorragico documentato soprattutto in ambito veterinario e tossicologico. Non risultano evidenze di tossicità elevata nell’uso umano controllato di preparazioni standardizzate conformi.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Esistono monografie ufficiali, studi clinici controllati e revisioni sull’impiego di Melilotus officinalis (L.) Pall. nel trattamento sintomatico dell’insufficienza venosa cronica, edema e disturbi linfatici lievi, soprattutto tramite estratti standardizzati ricchi in cumarine. Le evidenze comprendono dati clinici umani, supporto farmacologico sperimentale e consolidato uso fitoterapico riconosciuto da EMA e Commissione E.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Melilotus officinalis (L.) Pall. presenta evidenze cliniche moderate principalmente nell’ambito dell’insufficienza venosa cronica, della fragilità capillare e del linfedema lieve-moderato, soprattutto mediante preparazioni standardizzate contenenti cumarine e flavonoidi. Studi clinici controllati e revisioni sistematiche hanno documentato miglioramento di edema, pesantezza degli arti inferiori, stasi linfatica e sintomatologia venosa funzionale. Le evidenze riguardano prevalentemente estratti standardizzati utilizzati in ambito flebologico e linfologico.
Sono riportate evidenze cliniche limitate per attività antiedemigena e vasoprotettrice nel decorso post-operatorio e post-traumatico, con riduzione dell’edema e miglioramento del drenaggio linfatico funzionale.
Non risultano evidenze cliniche robuste e conclusive per altre indicazioni fitoterapiche tradizionalmente attribuite alla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria documentata in vitro e in vivo animale mediante riduzione di mediatori pro-infiammatori e modulazione dello stress ossidativo correlata soprattutto a cumarine, flavonoidi e acidi fenolici.
Attività antiossidante dimostrata in vitro mediante saggi radical scavenging e protezione dallo stress ossidativo cellulare attribuita principalmente a flavonoidi e composti fenolici.
Attività flebotonica e linfocinetica supportata da dati farmacologici sperimentali e dall’uso fitoterapico consolidato in ambito venoso e linfatico.
Attività spasmolitica lieve osservata in modelli sperimentali su muscolatura liscia, con dati limitati e non sufficienti per conferme cliniche.
Attività cicatrizzante e dermoprotettiva documentata in modelli animali e in vitro mediante accelerazione della riepitelizzazione e modulazione dell’infiammazione locale.
Attività antimicrobica moderata osservata in vitro verso alcuni ceppi batterici e fungini; i dati non consentono applicazioni cliniche validate.
Attività epatoprotettiva descritta in alcuni modelli animali sperimentali ma ancora insufficiente e non confermata clinicamente.
Attività anticoagulante indiretta e antiaggregante lieve ipotizzata per derivati cumarinici; l’effetto farmacologico risulta variabile e dipendente dalla preparazione, senza equivalenza farmacodinamica ai dicumarolici di sintesi.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come rimedio per insufficienza venosa, emorroidi, stasi linfatica e pesantezza degli arti inferiori.
Uso etnobotanico come antinfiammatorio e lenitivo topico per contusioni, edemi, foruncoli e infiammazioni cutanee.
Uso storico come espettorante lieve e sedativo della tosse nelle affezioni catarrali respiratorie.
Uso tradizionale come digestivo amaro e carminativo.
Uso popolare in preparazioni vulnerarie e impacchi emollienti.
European Medicines Agency, Assessment Report on Melilotus officinalis (L.) Pall., Committee on Herbal Medicinal Products, 2012
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Second Edition, 2009
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Sirtori Cesare Rinaldo, Clinical Effectiveness of Coumarin Derivatives and Melilotus officinalis Preparations in Venous and Lymphatic Disorders, International Angiology, 2001
Mills Simon, Bone Kerry, The Essential Guide to Herbal Safety, 2005
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO CONCOMITANTE CON ANTICOAGULANTI, ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI O TROMBOLITICI RICHIEDE CAUTELA E MONITORAGGIO CLINICO. L’AVVERTENZA È SUPPORTATA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE DIRETTE SULLA PRESENZA DI CUMARINE E DALLA DOCUMENTAZIONE TOSSICOLOGICA RELATIVA ALLA FORMAZIONE DI DICUMAROLO IN PREPARATI DETERIORATI.
PREPARAZIONI OTTENUTE DA DROGA MAL CONSERVATA O FERMENTATA POSSONO SVILUPPARE DICUMAROLO CON INCREMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO. L’EVIDENZA DERIVA DA STUDI TOSSICOLOGICI E OSSERVAZIONI VETERINARIE CONSOLIDATE.
SONO STATI RIPORTATI OCCASIONALMENTE CEFALEA, DISTURBI GASTROINTESTINALI E REAZIONI CUTANEE LIEVI DURANTE USO FITOTERAPICO ORALE. L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E DATI DI FARMACOVIGILANZA RIPORTATI NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
IN ASSENZA DI DATI CLINICI SUFFICIENTI E SPECIFICI SULLA SICUREZZA, L’USO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È RACCOMANDATO. L’AVVERTENZA È BASATA SU INSUFFICIENZA DELLE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI PIUTTOSTO CHE SU TOSSICITÀ DIMOSTRATA.
È RACCOMANDATA CAUTELA PREOPERATORIA PER POTENZIALE INTERFERENZA CON L’EMOSTASI. L’EVIDENZA È DI TIPO FARMACOLOGICO E PRUDENZIALE CORRELATA ALL’ATTIVITÀ CUMARINICA DOCUMENTATA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A MELILOTUS OFFICINALIS (L.) PALL. O AI SUOI PREPARATI FITOTERAPICI.
CONTROINDICATA IN PRESENZA DI DISTURBI EMORRAGICI CLINICAMENTE RILEVANTI O TERAPIA ANTICOAGULANTE INSTABILE, SULLA BASE DELL’ATTIVITÀ CUMARINICA DOCUMENTATA FARMACOLOGICAMENTE E DI SEGNALAZIONI CLINICHE RELATIVE AL RISCHIO DI ALTERAZIONE DELLA COAGULAZIONE.
CONTROINDICATA IN PAZIENTI CON EPATOPATIE SEVERE O INSUFFICIENZA EPATICA AVANZATA PER POSSIBILE ALTERAZIONE DEL METABOLISMO DEI DERIVATI CUMARINICI E MAGGIORE SUSCETTIBILITÀ AGLI EFFETTI AVVERSI EMORRAGICI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI NATURALI
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ASPIRINA
CLOPIDOGREL
CUMARINE (ALTE DOSI)
EPATOTOSSICI
OMEGA-3 AD ALTI DOSAGGI
TROMBOLITICI
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato e titolato delle sommità fiorite standardizzato in cumarine totali. Le preparazioni fitoterapiche maggiormente utilizzate in ambito flebologico e linfatico sono standardizzate generalmente allo 0,3–0,9% di cumarine espresse come cumarina anidra. La posologia comunemente impiegata negli integratori standardizzati varia da 150 mg a 500 mg di estratto secco da una a tre volte al giorno, in funzione del titolo e della finalità terapeutica. Utilizzato principalmente per insufficienza venosa cronica, stasi linfatica, edema periferico e fragilità capillare.
Estratto secco titolato in flavonoidi e cumarine associati. Alcune formulazioni standardizzano contemporaneamente flavonoidi totali e derivati cumarinici per supporto microcircolatorio e vasoprotettivo. Le dosi terapeutiche usuali corrispondono a circa 20–30 mg/die di cumarine totali da estratto standardizzato. Impiegato soprattutto in formulazioni complesse per edema post-operatorio, teleangectasie e insufficienza veno-linfatica.
Estratto fluido idroalcolico delle sommità fiorite. Rapporto droga/estratto generalmente compreso tra 1:1 e 1:2 con gradazione idroalcolica variabile. La posologia tradizionalmente utilizzata negli adulti varia da 1 ml a 4 ml fino a tre volte al giorno. L’uso prolungato richiede cautela per il contenuto in cumarine e la variabilità fitochimica.
Tintura madre fitoterapica da pianta fresca o sommità fiorite essiccate. Rapporto generalmente 1:5 o 1:10 in etanolo. Dosaggio tradizionale compreso tra 20 e 50 gocce da una a tre volte al giorno diluite in acqua. Utilizzata soprattutto come coadiuvante del microcircolo venoso e linfatico.
Estratti fitocomplessi per uso topico in gel, crema o unguento. Preparazioni contenenti estratto glicolico o idroalcolico di Melilotus officinalis associato frequentemente ad Aesculus hippocastanum, Hamamelis virginiana o Centella asiatica. Utilizzati per edema, sensazione di pesantezza degli arti inferiori, fragilità capillare ed ecchimosi. Le concentrazioni dell’estratto variano generalmente dal 2% al 10%.
Integratori composti per microcircolo e drenaggio linfatico. Il meliloto viene frequentemente associato a diosmina, rutina, esperidina, centella, vite rossa o ippocastano. Le formulazioni standardizzate forniscono abitualmente 3–30 mg/die di cumarine naturali totali. Utilizzati nel trattamento complementare dell’insufficienza venosa e del linfedema lieve.
Preparazioni omeopatiche Melilotus officinalis. Disponibili principalmente in diluizioni D3, D4, D6, D12, C5, C7, C9, C30 sotto forma di granuli, globuli o gocce. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda cefalea congestizia, disturbi vascolari funzionali, epistassi e sensazione di congestione cerebrale, senza evidenze cliniche validate secondo criteri evidence based.
Estratto secco gastroresistente a basso contenuto di cumarina libera. Alcune formulazioni moderne utilizzano estratti depurati o controllati per minimizzare il rischio epatotossico correlato a eccessiva esposizione a cumarine. Utilizzati prevalentemente in protocolli prolungati per insufficienza venosa cronica e stasi linfatica.
European Medicines Agency, Assessment Report on Melilotus officinalis (L.) Pall., Committee on Herbal Medicinal Products, 2012
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Second Edition, 2009
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Bradley P R, British Herbal Compendium Volume 1, 1992
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Community Herbal Monograph on Melilotus officinalis, 2013
Bisset Norman Grainger, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso per insufficienza venosa e fragilità capillare
Melilotus officinalis sommità fiorite 2 g
Hamamelis virginiana foglie 1,5 g
Vitis vinifera foglie rosse 1,5 g
Centella asiatica parte aerea 1 g
Infondere in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti principali. Formulazione orientata al supporto del microcircolo venoso e linfatico.
Tisana drenante per edema lieve e stasi linfatica
Melilotus officinalis sommità fiorite 2 g
Betula pendula foglie 2 g
Solidago virgaurea sommità 1,5 g
Taraxacum officinale radice 1 g
Infondere in 250 ml di acqua per 10–12 minuti. Assumere una o due volte al giorno evitando uso serale in soggetti sensibili all’effetto diuretico.
Infuso coadiuvante per pesantezza degli arti inferiori
Melilotus officinalis 2 g
Aesculus hippocastanum corteccia 1 g
Ruscus aculeatus radice 1 g
Foeniculum vulgare frutti 0,5 g
Infondere per 10 minuti in 200 ml di acqua calda. Utilizzare una volta al giorno per periodi limitati e sotto supervisione fitoterapica in caso di concomitante terapia anticoagulante.
Decotto tradizionale per congestione venosa periferica
Melilotus officinalis 2 g
Hamamelis virginiana 1,5 g
Cupressus sempervirens galbuli 1 g
Porre in 250 ml di acqua fredda, portare a lieve ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Assumere una tazza al giorno.
Infuso digestivo aromatico tradizionale
Melilotus officinalis 1,5 g
Matricaria chamomilla capolini 1 g
Mentha × piperita foglie 1 g
Melissa officinalis foglie 1 g
Infondere in 200 ml di acqua per 8–10 minuti. Utilizzato tradizionalmente dopo i pasti per tensione digestiva lieve e componente spastica funzionale.
Formulazione erboristica per emorroidi e congestione pelvica lieve
Melilotus officinalis 2 g
Hamamelis virginiana 2 g
Achillea millefolium 1 g
Calendula officinalis fiori 1 g
Infondere in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una volta al giorno oppure utilizzare filtrato tiepido per impacchi esterni.
Miscela tradizionale per insonnia lieve e tensione nervosa associata a stasi venosa
Melilotus officinalis 1,5 g
Passiflora incarnata 1,5 g
Melissa officinalis 1 g
Tilia cordata infiorescenze 1 g
Infondere per 10 minuti in 200 ml di acqua. Assumere preferibilmente la sera.
Formulazione topica per impacchi locali
Melilotus officinalis 5 g
Calendula officinalis 3 g
Malva sylvestris 2 g
Preparare infuso concentrato in 250 ml di acqua, lasciare raffreddare e applicare con garze sterili su aree con edema lieve, teleangectasie o fragilità capillare superficiale.
Decotto tradizionale per lavaggi oculari esterni
Melilotus officinalis 1 g
Euphrasia officinalis 1 g
Matricaria chamomilla 0,5 g
Preparare con rigorose condizioni igieniche, filtrando accuratamente con filtro sterile. Utilizzare esclusivamente per impacchi palpebrali esterni e non come collirio intraoculare.
European Medicines Agency, Assessment Report on Melilotus officinalis (L.) Pall., 2012
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Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines Third Edition, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Colore: Il miele di meliloto tende ad avere un colore chiaro, che può variare dal giallo pallido all'ambra chiara.
Sapore: Ha un sapore dolce e delicato, con note floreali e un retrogusto leggermente aromatico. È meno intenso rispetto ad altri mieli, il che lo rende molto apprezzato.
Aroma: Il profumo è gradevole e floreale, richiamando l'odore dei fiori di meliloto.
Proprietà nutrizionali: Come altri tipi di miele, il miele di meliloto è ricco di zuccheri naturali, vitamine e minerali. È noto per le sue proprietà antiossidanti e antibatteriche.
Benefici per la salute: È spesso utilizzato per le sue proprietà lenitive, in particolare per alleviare disturbi respiratori e problemi digestivi. È anche considerato utile per favorire il sonno e ridurre l'ansia.
Cristallizzazione: Il miele di meliloto può cristallizzarsi nel tempo, ma questo è un processo naturale e non ne altera la qualità.
Utilizzo in cucina: È un miele versatile che può essere utilizzato in diverse preparazioni culinarie, come dolcificare tè, yogurt, o come ingrediente in salse e marinature.
Origine: Il meliloto è una pianta che cresce in diverse regioni, quindi il miele può variare in base alla zona di produzione.
Significato del nome
“Melilotus” deriva dal greco meli (miele) e lotos (pianta foraggera). Il nome significa quindi “pianta del miele”, alludendo sia al profumo dolce sia alla sua enorme attrattività per le api.
L'epiteto “officinalis” indica che la pianta era riconosciuta come medicinale ufficiale nelle antiche officine farmaceutiche.
Una delle piante mellifere più amate dalle api
Il meliloto officinale è considerato una delle piante mellifere più produttive d’Europa, capace di fornire nettare abbondante anche in terreni poveri.
Gli apicoltori lo apprezzano perché produce un miele chiaro, dal profumo di vaniglia e fieno dolce.
La curiosità della “fragranza di fieno vanigliato”
Una caratteristica affascinante: quando la pianta essicca correttamente, sviluppa una profumazione intensa di cumarina, la stessa nota aromatica tipica del “fieno delle Alpi”.
Questo profumo ha influenzato l’uso tradizionale in profumeria, sacchetti per biancheria, armadi e cuscini profumati.
Presenza storica nei cuscini per il sonno
In alcune regioni europee, il meliloto essiccato veniva inserito in cuscini calmanti insieme a fiori di fieno, melissa e luppolo.
Questi cuscini erano chiamati “cuscini del riposo” ed erano usati per favorire la distensione serale e conciliare il sonno.
Uso agrario: una pianta che migliora il suolo
Melilotus officinalis è una leguminosa che fissa il nitrogeno nel terreno e può crescere anche su terreni molto poveri, asciutti o disturbati.
È stata utilizzata come sovescio per rigenerare campi improduttivi e come pianta “pioniera” per stabilizzare suoli degradati.
La sua tallonatura radicale profonda le ha valso il soprannome di “arpione del terreno” in certi testi agronomici.
Il “caso dicumarolo”: una scoperta storica della medicina
Una delle pagine più singolari della storia della farmacologia riguarda proprio il meliloto:
All’inizio del ’900, bovini che mangiavano fieno di meliloto mal stoccato e fermentato sviluppavano emorragie gravi.
Fu scoperto così il dicumarolo, derivato ossidativo delle cumarine: da questo composto nacque decenni dopo la warfarina, uno dei farmaci anticoagulanti più importanti del XX secolo.
Di fatto, il meliloto indirettamente ha dato origine a un’intera classe di farmaci salvavita.
Una pianta dei bordi stradali diventata officinale
Pur essendo considerata talvolta “erba dei fossi” o “erbaccia competitiva”, il meliloto è stato ampiamente utilizzato in fitoterapia popolare come pianta lenitiva per vene, edemi e infiammazioni leggere.
Questa duplice natura – “erbaccia” e “officinale” – lo rende una delle piante più emblematiche dell’etnobotanica rurale.
Un tempo usato per aromatizzare formaggi e grappe
In alcune aree alpine, soprattutto nel passato, piccole quantità di meliloto venivano usate per profumare latte e formaggi, oppure nella preparazione di grappe erbacee dal sentore di fieno.
Questi usi sono oggi rari per motivi di sicurezza, ma rappresentano un interessante frammento di tradizione gastronomica.
Pianta simbolica del “buon umore rurale”
In certe regioni del Nord Europa veniva chiamata “erba del sorriso”, poiché si credeva che il suo profumo “calmo e dolce come il fieno” avesse influenza sul benessere emotivo.
Riconoscimento medievale
Testi erboristici tardo-medievali riportano il meliloto tra le erbe “mollificanti”, cioè piante usate per lenire tensioni, gonfiori o rigidità muscolari.
Veniva incluso in unguenti insieme a malva, piantaggine e finocchio.