QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/04/2026
LUPPOLO Humulus lupulus L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
Autore: A.Tucci
Photo by Griffee P.J.
Autore: Maurizio Trenchi
Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
ook
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Fabidi
Ordine Rosales
Famiglia Cannabaceae
Genere Humulus
Specie Humulus lupulus
PIANTA ERBACEA PERENNE DIOICA RAMPICANTE CON FUSTI VOLUBILI DOTATI DI PELI RIGIDI E CURVI, ALTA FINO A 8 M. FOGLIE PALMATE CON TRE-CINQUE LOBI. FOGLIE SUPERIORI INTERE. FIORI MASCHILI DI COLORE BIANCO-VERDOGNOLO RIUNITI IN PANNOCCHIE PENDULE. LE PIANTE FEMMINILI HANNO BRATEE VERDOGNOLE CONTENENTI FIORI DI COLORE BIANCO RACCOLTI IN PANNOCCHIE COMPOSTE (CONI)
ESTATE (LUGLIO-AGOSTO) PER LE PIANTE FEMMINILI (QUELLE CHE PRODUCONO I CONI)
Originaria dell'Europa, dell'Asia occidentale e del Nord America. Cresce spontaneamente in ambienti freschi e umidi, come boschi ripariali, siepi, margini forestali e zone ruderali, prediligendo terreni fertili e ben lavorati. Si trova spesso lungo le rive dei corsi d'acqua e vicino a concimaie, dalla pianura fino a un'altitudine di circa 1200 metri, purché il clima non sia eccessivamente ventoso e umido.
Il luppolo predilige pieno sole o mezz'ombra e si adatta a diversi tipi di suolo, anche se cresce meglio in terreni profondi, limosi o argillosi-limosi, ben drenati e ricchi di sostanza organica, con un pH leggermente acido o neutro (tra 6.0 e 7.0). Richiede una buona disponibilità idrica, soprattutto durante la stagione di crescita, ma non tollera i ristagni.
Oltre al suo habitat naturale, il luppolo è ampiamente coltivato in molte regioni temperate del mondo, in particolare tra le latitudini di 35° e 55° in entrambi gli emisferi, per la produzione dei coni utilizzati nell'industria della birra. La coltivazione richiede sistemi di supporto verticali, come pali e fili, per permettere alle piante di rampicare. Le condizioni ideali per la coltivazione includono un periodo di dormienza invernale con basse temperature, una primavera mite, sufficiente umidità durante la crescita e un periodo asciutto durante la raccolta.
European Medicines Agency, Assessment report on Humulus lupulus L flos, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Humulus lupulus L flos, 2012
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Stevens JF, Page JE, Xanthohumol and related prenylflavonoids from hops and beer to your good health, 2004
Zanoli P, Zavatti M, Pharmacognostic and pharmacological profile of Humulus lupulus L, 2008
Karabin M, Hudcova T, Jelinek L, Dostalek P, Biologically active compounds from hops and prospects for their use, 2016
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: i dati tossicologici derivanti da studi clinici, osservazionali e monografie ufficiali indicano una buona sicurezza d’uso alle dosi terapeutiche, con possibili effetti indesiderati lievi e non frequenti quali sedazione e disturbi gastrointestinali; non sono documentati effetti tossici rilevanti nell’uso corretto della droga vegetale, pur con segnalazioni rare di reazioni allergiche da contatto in ambito occupazionale
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: esistono studi clinici controllati e revisioni sistematiche che documentano effetti sedativi e sul sonno di Humulus lupulus L., soprattutto in associazione con altre piante come Valeriana officinalis; sono disponibili anche monografie ufficiali che ne riconoscono l’uso per disturbi lievi del sonno e stati di tensione nervosa, supportati da dati clinici e farmacologici coerenti
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Per Humulus lupulus L. non sono disponibili evidenze cliniche robuste e indipendenti che dimostrino in modo univoco un effetto terapeutico della pianta utilizzata singolarmente. Gli studi clinici controllati esistenti riguardano prevalentemente associazioni fitoterapiche, in particolare con Valeriana officinalis, nelle quali è stato osservato un miglioramento della qualità del sonno e della latenza di addormentamento. In tali studi non è possibile attribuire con certezza l’effetto al solo luppolo, pertanto non si considerano proprietà clinicamente confermate per la specie in monoterapia.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività sedativa e ipnotica lieve con indicazione nei disturbi del sonno e stati di agitazione nervosa, supportata da studi in vivo su modelli animali e da dati farmacologici sui costituenti amari e sui prodotti di ossidazione come 2-metil-3-buten-2-olo; evidenze coerenti ma non sufficienti a conferma clinica.
Attività ansiolitica con possibile indicazione negli stati di tensione nervosa, documentata da studi in vivo e in vitro con modulazione del sistema GABAergico; dati preliminari e non conclusivi.
Attività estrogenica con potenziale rilevanza nei disturbi del climaterio, supportata da studi in vitro e da alcuni studi osservazionali sull’8-prenilnaringenina; effetto biologico dimostrato ma con traduzione clinica ancora limitata e variabile.
Attività antiossidante con implicazioni nello stress ossidativo, dimostrata in vitro su estratti ricchi in polifenoli e flavonoidi; rilevanza clinica non definita.
Attività antimicrobica con potenziale impiego in infezioni batteriche, evidenziata in vitro soprattutto per resine amare come umulone e lupulone; assenza di conferme in vivo clinicamente rilevanti.
Attività antinfiammatoria con possibile indicazione in condizioni infiammatorie lievi, documentata in vitro e in modelli animali; dati coerenti ma non traslati in ambito clinico.
Uso storico e nella tradizione
Uso come sedativo e calmante del sistema nervoso in insonnia, irritabilità e nervosismo, documentato nella tradizione fitoterapica europea.
Uso come amaro tonico digestivo per stimolare l’appetito e la secrezione gastrica.
Uso come anafrodisiaco nella tradizione popolare, privo di conferma scientifica.
Uso topico tradizionale come antisettico e cicatrizzante, senza evidenze sperimentali moderne solide.
European Medicines Agency, Assessment report on Humulus lupulus L., flos, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Humulus lupulus L., flos, 2013
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Humulus lupulus, 2003
Zanoli P and Zavatti M, Pharmacognostic and pharmacological profile of Humulus lupulus L., Journal of Ethnopharmacology, 2008
Van Cleemput M et al, Hop derived bitter acids as multipotent bioactive compounds, Journal of Natural Products, 2009
Stevens JF and Page JE, Xanthohumol and related prenylflavonoids from hops and beer, Journal of Natural Products, 2004
Milligan SR et al, Identification of a potent phytoestrogen in hops Humulus lupulus, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, 1999
Franco L et al, Sedative effects of Humulus lupulus and mechanism of action, Phytomedicine, 2012
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE EFFETTO SEDATIVO CON POTENZIAMENTO DELLA DEPRESSIONE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE, SUPPORTATO DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE E STUDI IN VIVO CHE DIMOSTRANO ATTIVITÀ SEDATIVA DEI FLAVONOIDI PRENILATI E DEI COMPOSTI AMARI.
ATTIVITÀ ESTROGENICA DEBOLE CON POSSIBILE INTERFERENZA IN CONDIZIONI ORMONO-SENSIBILI, SUPPORTATA DA STUDI IN VITRO E DATI FARMACOLOGICI SUI FITOESTROGENI QUALI 8-PRENILNARINGENINA, CON LIMITATE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE.
POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE DA CONTATTO IN SOGGETTI ESPOSTI PROFESSIONALMENTE, SUPPORTATE DA DATI OSSERVAZIONALI IN AMBITO OCCUPAZIONALE RELATIVI ALLA MANIPOLAZIONE DELLA DROGA VEGETALE.
LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE CLINICHE SULL’USO IN MONOTERAPIA, CON VARIABILITÀ DELL’EFFICACIA IN FUNZIONE DELLA FORMA ESTRATTIVA E DELLE ASSOCIAZIONI FITOTERAPICHE, DOCUMENTATA NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI E REVISIONI SISTEMATICHE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO RIPORTATE CONTROINDICAZIONI CLINICHE ASSOLUTE CHIARAMENTE DOCUMENTATE PER HUMULUS LUPULUS L. NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI E NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA, AD ECCEZIONE DELL’IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA DROGA VEGETALE O AI SUOI COSTITUENTI, BASATA SU DATI OSSERVAZIONALI E FARMACOLOGICI RELATIVI A REAZIONI ALLERGICHE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANSIOLITICI
ANTIDEPRESSIVI
ANTIDEPRESSIVI I-MAO
ANTIPSICOTICI
ANTISTAMINICI
BENZODIAZEPINE
DEPRESSIVI DEL SNC
ESTROGENI
ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI
FITOESTROGENI
IPNOTICI
MELATONINA
MODULATORI ORMONALI
OPPIACEI
SEDATIVI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto Secco Standardizzato (Compresse/Capsule)
Composizione: Estratto secco nebulizzato titolato in flavonoidi totali (min. 4%) e olio essenziale (min. 0,3%), secondo la Farmacopea Francese X 1.
Posologia:
10-13 mg/kg di peso corporeo al giorno, suddivisi in due somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti 1.
Per un adulto di 70 kg: circa 700-910 mg/die.
Applicazioni:
Rilassamento e supporto al sonno 1.
Gestione dei sintomi lievi di stress e ansia 7.
Tintura Madre (Estratto Idroalcolico)
Composizione: Estratto idroalcolico (etanolo 55-60% v/v) da coni freschi, titolato in acidi amari totali (≥0,5%) e oli essenziali (≥0,3%) 3.
Posologia:
30-40 gocce, 2-3 volte al giorno, diluite in acqua 3.
Per l'insonnia: 50 gocce prima di dormire.
Vantaggi:
Rapido assorbimento e facilità di dosaggio.
Ideale per chi preferisce una forma liquida.
Estratto in Polvere
Composizione: Polvere micronizzata da coni essiccati, con titolazione in alfa-acidi (umuloni) e beta-acidi (lupuloni) 8.
Posologia:
500 mg (circa 1/4 di cucchiaino) al giorno, sciolto in bevande o alimenti.
Applicazioni:
Aggiunta a frullati, yogurt, o dolci per un effetto rilassante.
Aromatizzazione di oli e aceti per uso culinario.
Olio Essenziale
Composizione: Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore, ricco in mircene (fino al 70%), umulene e cariofillene.
Utilizzo:
Diffusore ambientale: 5-10 gocce per favorire il rilassamento.
Massaggio: Diluito al 5% in olio vettore (es. mandorle dolci) per tensioni muscolari.
Precauzioni:
Non ingerire direttamente; uso topico o inalatorio consigliato.
Integratori Sinergici (Combinazioni)
Formulazioni comuni:
Luppolo + Valeriana: Potenziamento dell'effetto sedativo attraverso sinergia GABAergica.
Luppolo + Melissa: Azione ansiolitica e digestiva combinata.
Posologia:
Variabile in base alla formulazione; seguire le indicazioni del produttore o del medico.
Estratti Standardizzati in Fitoestrogeni
Composizione: Estratti titolati in 8-prenilnaringenina (8-PN), il fitoestrogeno più potente noto.
Posologia:
100-200 mg/die per sintomi menopausali (vampate di calore, osteoporosi).
Applicazioni:
Supporto in menopausa e equilibrio ormonale.
Gel o Creme per Uso Topico
Composizione: Estratto di luppolo all'1-5% in base gel o emulsione.
Utilizzo:
Applicazione locale su pelle irritata o infiammata.
Azione antinfiammatoria e antibatterica (es. acne).
Note sulla Standardizzazione
Preferire estratti titolati in acidi amari e 8-prenilnaringenina per applicazioni specifiche (sedative o ormonali).
Gli estratti standardizzati (es. EPs®) garantiscono dosaggi costanti e sicurezza.
Benefica. "Luppolo (Humulus lupulus L.): Proprietà e Usi." 2025.
Journal of Agricultural and Food Chemistry. "Hop Extract and 6-Prenylnaringenin Induce P450 1A1 Catalyzed Estrogen 2-Hydroxylation." 2016.
Naturalma. "Tintura Madre di Luppolo senza Alcool." 2025.
Phytomedicine. "The pharmacognosy of Humulus lupulus L. (hops) with an emphasis on estrogenic properties." 2006.
Bulk Supplements. "Estratto in Polvere di Luppolo: Benefici e Usi." 2025.
Encyclopedia. "Therapeutic Potential of Hops." 2022.
WebMD. "Hops - Uses, Side Effects, and More." 2025.
PMC. "An Updated Review of the Genus Humulus: A Valuable Resource." 2022.
Chem Research in Toxicology. "Hop Extract and 6-Prenylnaringenin Induce P450 1A1 Catalyzed Estrogen 2-Hydroxylation." 2016.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso sedativo con luppolo e valeriana indicato per insonnia lieve e stati di agitazione nervosa. Preparare con 1,5 grammi di strobili di Humulus lupulus L. e 2 grammi di radice di Valeriana officinalis L. in 200 millilitri di acqua bollente, lasciare in infusione per 10-15 minuti e assumere una volta alla sera. La combinazione è supportata da uso fitoterapico documentato e studi clinici su associazioni valeriana-luppolo.
Infuso rilassante con luppolo e melissa per ansia lieve e disturbi del sonno. Utilizzare 1 grammo di strobili di Humulus lupulus L. e 2 grammi di foglie di Melissa officinalis L. in 200 millilitri di acqua bollente, infusione per 10 minuti. Assumere 1-2 volte al giorno, preferibilmente la sera. Evidenze cliniche disponibili per la combinazione melissa-luppolo su disturbi del sonno.
Infuso sedativo combinato con luppolo, passiflora e escolzia per insonnia e tensione nervosa. Impiegare 1 grammo di Humulus lupulus L., 1,5 grammi di Passiflora incarnata L. e 1 grammo di Eschscholzia californica Cham. in 200 millilitri di acqua bollente, infusione 10 minuti. Assunzione serale. Supporto da studi in vivo e uso fitoterapico consolidato per l’associazione di piante sedative.
Infuso amaro digestivo con luppolo e genziana per dispepsia e ipochloridria. Preparare con 0,5 grammi di Humulus lupulus L. e 1 grammo di Gentiana lutea L. in 200 millilitri di acqua bollente, infusione breve di 5-8 minuti. Assumere prima dei pasti principali. Evidenze farmacologiche consolidate sull’azione amaro-tonica dei principi attivi.
Decotto leggero con luppolo e camomilla per spasmi gastrointestinali lievi e dispepsia funzionale. Utilizzare 1 grammo di Humulus lupulus L. e 2 grammi di Matricaria chamomilla L. in 250 millilitri di acqua, portare a ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare 10 minuti. Assunzione dopo i pasti. Supporto da studi in vitro e uso tradizionale coerente.
Infuso per menopausa con luppolo e salvia per vampate e disturbi neurovegetativi. Impiegare 1 grammo di Humulus lupulus L. e 1,5 grammi di Salvia officinalis L. in 200 millilitri di acqua bollente, infusione 10 minuti. Assumere 1-2 volte al giorno. Evidenze limitate ma supporto da studi su fitoestrogeni e uso clinico osservazionale.
Formulazione composta per uso serale con luppolo, tiglio e lavanda per miglioramento della qualità del sonno. Preparare infuso con 1 grammo di Humulus lupulus L., 2 grammi di Tilia cordata Mill. e 0,5 grammi di Lavandula angustifolia Mill. in 200 millilitri di acqua bollente, infusione 10 minuti. Assunzione serale. Supporto da studi clinici su miscele sedative e tradizione fitoterapica europea.
European Medicines Agency, Assessment report on Humulus lupulus L. flos, 2012
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs, Humulus lupulus, 2003
Ernst E., Herbal medicines for insomnia a systematic review, Sleep Medicine Reviews, 2006
Franco L. et al., Sedative effects of hops and valerian combination clinical study, Phytomedicine, 2012
Zanoli P., Zavatti M., Pharmacognostic and pharmacological profile of Humulus lupulus, Journal of Ethnopharmacology, 2008
ESCOP, Valeriana officinalis monograph, 2003
European Medicines Agency, Melissa officinalis assessment report, 2013
Sarris J. et al., Herbal medicines in anxiety and sleep disorders review, CNS Drugs, 2013
EMA, Salvia officinalis assessment report, 2016
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Una preparazione tradizionale documentata è il vino amaricante al luppolo, ottenuto mediante macerazione delle infiorescenze femminili essiccate di Humulus lupulus L. in vino bianco a gradazione moderata. La preparazione prevede l’impiego di circa 5–10 grammi di droga per litro di vino, con macerazione a freddo per 5–7 giorni in contenitore chiuso e agitazione periodica, seguita da filtrazione. Il prodotto risultante è un vino aromatizzato amaricante. L’uso tradizionale è come stomachico ed eupeptico, assunto in piccole quantità prima dei pasti per stimolare l’appetito e la secrezione gastrica, con razionale farmacologico legato ai principi amari.
Un’altra preparazione è la tintura vinosa composta, nella quale il luppolo viene associato ad altre droghe amare e aromatiche. In questo caso le infiorescenze vengono macerate in vino addizionato con una quota di alcol etilico per migliorare l’estrazione dei composti lipofili, con concentrazioni variabili tra 1:5 e 1:10 peso/volume. Dopo macerazione di 7–14 giorni e filtrazione, il preparato viene utilizzato come tonico digestivo e blando sedativo serale, sfruttando la combinazione tra composti amari e frazioni resinose del luppolo.
È inoltre documentato l’uso di preparazioni idroalcoliche assimilabili a liquori medicinali tradizionali, ottenuti mediante macerazione del luppolo in alcol o miscele idroalcoliche seguite da diluizione e talvolta aggiunta di zucchero. Le concentrazioni della droga sono generalmente più elevate rispetto al vino medicato. L’impiego è limitato a piccole dosi come coadiuvante digestivo o come blando sedativo, soprattutto in ambito tradizionale e non standardizzato.
European Medicines Agency, Assessment report on Humulus lupulus L flos, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Humulus lupulus L flos, 2012
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Zanoli P, Zavatti M, Pharmacognostic and pharmacological profile of Humulus lupulus L, 2008
Karabin M, Hudcova T, Jelinek L, Dostalek P, Biologically active compounds from hops and prospects for their use, 2016
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Contiene xantumolo e flavonoidi con effetti estrogenici; alcune forme standardizzate possono avere principi attivi con effetti ormonali rilevanti, monitorati da WADA.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Humulus lupulus L. (lupulo) è effettivamente una pianta mellifera, sebbene non sia tra le fonti più comuni per le api. I fiori femminili del lupulo possono fornire nettare e polline che le api trasformano in miele.
Le caratteristiche del miele di Humulus lupulus sono:
Colore: da ambra chiaro a dorato intenso, talvolta con riflessi verdognoli se raccolto in zone di forte presenza di fiori freschi.
Sapore: dolce con un retrogusto leggermente amaro e speziato, che ricorda le note erbacee e resinose dei coni di lupulo; può avere sfumature leggermente floreali.
Aroma: aromatico e vegetale, con sentori resinosi e balsamici, tipici del lupulo usato nella birrificazione.
Consistenza: mediamente liquido all’estrazione, con cristallizzazione lenta, fine e uniforme.
Proprietà nutrizionali: zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), enzimi naturali e piccole quantità di composti bioattivi come flavonoidi, polifenoli e resine con effetto antiossidante.
Usi tradizionali: oltre che come dolcificante naturale, può essere apprezzato per tisane aromatiche o abbinamenti gastronomici grazie alle note amare-resinose che lo rendono unico rispetto ad altri mieli.
Coni Giovani (Germogli)
Raccolta:
I germogli primaverili (apici teneri) vengono raccolti prima che diventino fibrosi (aprile-maggio).
Preparazione:
Bolliti: Lessati per 5-10 minuti in acqua salata, poi saltati in padella con aglio e olio come gli asparagi.
Fritti: Passati in pastella (farina, acqua gassata) e fritti per un antipasto croccante.
Ripieni: Utilizzati in frittate o come ripieno per ravioli.
Coni Maturi (Strobili)
Aromatizzazione:
Birra fatta in casa: I coni essiccati impartiscono amarezza e aroma (luppolatura).
Aceti e Oli: 5-10 coni essiccati in 500 mL di aceto di mele o olio d'oliva per 2 settimane, per condimenti aromatici.
Formaggi: Avvolgere formaggi stagionati in coni di luppolo per aromatizzarli (es. in Belgio per il Hop Cheese).
Foglie Giovani
Insalate:
Le foglie tenere (raccolte in primavera) aggiungono un sapore amarognolo a insalate miste.
Verdure Cotte:
Saltate in padella con altre verdure (es. spinaci) o usate in zuppe.
Sciroppi e Salse
Sciroppo di Luppolo:
Far bollire 100 g di coni essiccati in 500 mL d’acqua con 300 g di zucchero fino a riduzione. Usato per cocktail (es. Hop Gin Tonic) o dessert.
Salsa per Carne:
Aggiungere coni tritati a salse a base di vino rosso o birra per arrosti e selvaggina.
Prodotti da Forno
Pane e Focacce:
Coni essiccati e macinati finemente (1-2 cucchiai per kg di farina) aggiunti all’impasto per un pane aromatico.
Biscotti e Dolci:
Sciroppo di luppolo usato per bagnare torte o glassare biscotti.
Bevande Analcoliche
Tè di Luppolo:
Infusione di 5 g di coni essiccati in 250 mL d’acqua per 10 minuti. Effetto calmante.
Limonata Aromatizzata:
Sciroppo di luppolo aggiunto a limonata fresca per una bevanda estiva originale.
Usi Tradizionali Regionali
Belgio e Germania:
I germogli di luppolo sono considerati una prelibatezza primaverile (hopspruiten in fiammingo).
Italia (Piemonte):
Storicamente, i coni erano usati per aromatizzare grappe e amari digestivi.
Abbinamenti Moderni
Gelato al Luppolo:
Sciroppo di luppolo incorporato in base al latte per un gelato amarognolo.
Cioccolatini:
Ganache al cioccolato fondente aromatizzata con olio di luppolo.
Journal of Ethnopharmacology. "Medicinal properties and conservation of Pelargonium sidoides DC." 2014.
Benefica. "Luppolo (Humulus lupulus L.): Proprietà e Usi." 2025.
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1).
Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni).
Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p
Humulus lupulus L. è una pianta dioica, caratteristica botanica rilevante perché solo le infiorescenze femminili non fecondate sono utilizzate sia in fitoterapia sia nella produzione brassicola; la presenza di esemplari maschili nelle coltivazioni è generalmente evitata per non compromettere la qualità dei coni.
Il nome del genere Humulus deriva probabilmente dal latino humus, in riferimento alla crescita rampicante e vigorosa della pianta, mentre lupulus significa piccolo lupo, forse per la capacità del luppolo di “soffocare” le piante ospiti avvolgendosi ai loro fusti.
L’introduzione sistematica del luppolo nella produzione della birra avvenne in Europa tra l’Alto e il Basso Medioevo, sostituendo progressivamente altre miscele aromatiche come il gruit; ciò portò anche a una standardizzazione della conservabilità e delle proprietà organolettiche della birra.
Nel contesto storico monastico, il luppolo fu coltivato nei giardini dei monasteri sia per l’uso nella birrificazione sia per le proprietà calmanti e digestive riconosciute empiricamente, anticipando l’uso fitoterapico documentato nelle farmacopee europee.
Un aspetto etnobotanico interessante riguarda l’uso dei coni essiccati inseriti nei cuscini per favorire il sonno, pratica diffusa in Europa centrale e settentrionale e coerente con le proprietà sedative attribuite alla pianta.
Dal punto di vista fitochimico, il luppolo è una delle poche specie vegetali note per contenere 8-prenilnaringenina, uno dei fitoestrogeni più potenti identificati in natura, fatto che ha suscitato interesse sia farmacologico sia industriale.
Durante la raccolta manuale del luppolo è stata descritta storicamente una sindrome transitoria nei lavoratori, caratterizzata da sonnolenza e sedazione, interpretata come effetto dell’esposizione ai composti volatili della pianta.
Il luppolo presenta anche rilevanza agricola e industriale per la selezione varietale orientata alla produzione di specifici profili di acidi amari e oli essenziali, con implicazioni dirette sia sulla qualità della birra sia sul potenziale fitoterapico dei diversi chemotipi.
Il luppolo è correlato botanicamente alla Cannabis e pare che, se fumato o inalato, possa provocare una blanda euforia o turbe sul SNC.