QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/03/2026
MYRICA Myrica cerifera L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Forest & Kim Starr
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Fiori femminili Photo by www.sbs.utexas.edu
Frutti Photo by www.sbs.utexas.edu
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Fagales Famiglia: Sottofamiglia: Myricoideae
Morella Cerifera, Cera Di Mirto O Albero Della Cera, Wax Myrtle, Bayberry, Candleberry, Bayberry Tree, Tallow Shrub
Cerothamnus Pumilus, Cerothamnus Ceriferus, Myrica Cerifera Var. Pumila, And Myrica Pusilla, Myrica Pensylvanica, Myrica Heterophylla, Morella Cerifera L.,
ARBUSTO O PICCOLO ALBERO SEMPREVERDE ADATTATO A MOLTI HABITAT, SPECIE A QUELLI VICINO A CORSI D'ACQUA. LE FOGLIE LUNGHE E CORIACEE HANNO MARGINE SEGHETTATO. PIANTA DIOICA CON FIORI MASCHILI CON 3 O 4 STAMI SU AMENTI E FIORI FEMMINILI AVVOLTI DA UN RIVESTIMENTO CEROSO-SIMILE. GLI ESEMPLARI FEMMINA FRUTTIFICANO A FINE ESTATE O IN AUTUNNO. GLI UCCELLI RIVESTONO UN RUOLO IMPORTANTE PERCHÈ IL LORO INTESTINO RIPULISCE I FRUTTI DALLA PARTE CEROSA AGEVOLANDO LA GERMINAZIONE DEI SEMI.
PRIMAVERA, MARZO APRILE MAGGIO, PRIMA DELLO SVILUPPO COMPLETO DELLE FOGLIE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____GIALLO CHIARISSIMO ____ROSSICCIO
Originario delle regioni costiere e delle pianure umide del Nord America sudorientale, estendendosi dalla Florida al Maryland e verso ovest fino al Texas e all'Arkansas. Cresce tipicamente in una varietà di habitat umidi, tra cui paludi, acquitrini, rive di fiumi e laghi, pinete umide, dune sabbiose costiere e foreste paludose. Predilige suoli acidi, sabbiosi o argillosi, ma si adatta anche a terreni più poveri e salini. È una pianta resistente che tollera sia condizioni di umidità elevata che periodi di siccità moderata. La sua capacità di fissare l'azoto atmosferico le permette di prosperare in suoli con bassa fertilità. Si trova spesso in comunità vegetali costiere e nelle zone umide interne, contribuendo alla vegetazione ripariale e delle zone umide.
Motivazione: i dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità alle dosi tradizionali con effetti avversi limitati e generalmente lievi, principalmente correlati all’elevato contenuto in tannini evidenza osservazionale ed etnobotanica; non sono riportati effetti tossici gravi in letteratura scientifica sulla specie, pur in assenza di studi clinici sistematici sulla sicurezza a lungo termine
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: per Myrica cerifera sono disponibili principalmente dati etnobotanici e alcuni studi farmacologici in vitro e in vivo animale che suggeriscono attività astringente, antimicrobica e antinfiammatoria; tuttavia mancano studi clinici controllati e le evidenze risultano limitate, non standardizzate e insufficienti per una validazione terapeutica evidence based
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Chopra R. N. et al., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956
Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Moerman D. E., Native American Ethnobotany, 1998
Foster S., Duke J. A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000
Rastogi R. P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1990
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche di qualità adeguata che dimostrino proprietà fitoterapiche validate di Myrica cerifera; le evidenze cliniche risultano assenti o non sufficienti per una validazione evidence based
Attività astringente con possibile indicazione in disturbi gastrointestinali quali diarrea; evidenza farmacologica correlata all’elevato contenuto in tannini e supportata da uso tradizionale documentato
Attività antimicrobica con potenziale applicazione in infezioni lievi; evidenza in vitro su batteri e microrganismi
Attività antinfiammatoria con possibile impiego in condizioni infiammatorie locali; evidenza in vitro e plausibilità farmacologica
Attività antiossidante con implicazioni nella protezione dallo stress ossidativo; evidenza in vitro correlata a composti fenolici e flavonoidi
I dati disponibili sono limitati, non standardizzati e con ridotta trasferibilità clinica
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE DOCUMENTATE PER MYRICA CERIFERA SULLA BASE DI STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI DI QUALITÀ; I DATI RISULTANO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE EVIDENCE BASED
ELEVATO CONTENUTO IN TANNINI CON POSSIBILE EFFETTO ASTRINGENTE E IRRITAZIONE DELLA MUCOSA GASTROINTESTINALE A DOSI ELEVATE EVIDENZA FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONALE, POSSIBILE RIDUZIONE DELL’ASSORBIMENTO DI FARMACI E MICRONUTRIENTI PER COMPLESSAZIONE CON TANNINI EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA, VARIABILITÀ FITOCHIMICA DELLA DROGA VEGETALE CON CONSEGUENTE IMPREVEDIBILITÀ DELL’EFFETTO EVIDENZA FITOCHIMICA, USO PRUDENTE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ASSENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI EVIDENZA ASSENTE, POSSIBILE EFFETTO ANTIMICROBICO E ASTRINGENTE CON ALTERAZIONE DELLA FLORA MUCOSALE EVIDENZA IN VITRO, ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE EVIDENZA ASSENTE, NECESSITÀ DI STANDARDIZZAZIONE DELLE PREPARAZIONI PER GARANTIRE SICUREZZA E RIPRODUCIBILITÀ EVIDENZA METODOLOGICA
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco di corteccia di Myrica cerifera con rapporto droga estratto generalmente compreso tra 4:1 e 10:1, talvolta standardizzato in tannini totali; posologia indicativa 300–800 mg al giorno suddivisi in una o due somministrazioni, basata su uso tradizionale e dati farmacologici indiretti
Estratto fluido idroalcolico di corteccia di Myrica cerifera con rapporto droga estratto 1:1 o 1:2; posologia indicativa 1–2 mL fino a due volte al giorno, con variabilità legata alla concentrazione e al contenuto in composti fenolici
Tintura madre di corteccia di Myrica cerifera ottenuta per macerazione idroalcolica; posologia tradizionale 1–2 mL una o due volte al giorno, senza validazione clinica controllata
Capsule contenenti polvere di corteccia o estratti secchi di Myrica cerifera; posologia comunemente 300–600 mg al giorno, in funzione della concentrazione e della qualità della materia prima
Preparazioni topiche a base di estratti di Myrica cerifera in concentrazioni variabili generalmente tra 1 e 5 percento in creme o unguenti; applicazione una o due volte al giorno su cute integra, in linea con uso tradizionale astringente e dati farmacologici indiretti
Preparazioni omeopatiche di Myrica cerifera in diluizioni decimali o centesimali; posologia variabile secondo pratica omeopatica senza correlazione con dati farmacologici quantitativi e senza evidenze cliniche specifiche
Le posologie riportate derivano da uso tradizionale e dati farmacologici non standardizzati; l’assenza di studi clinici controllati e di monografie ufficiali limita la definizione di dosaggi ottimali e profili di sicurezza consolidati
Chopra R. N. et al., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956
Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Moerman D. E., Native American Ethnobotany, 1998
Foster S., Duke J. A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000
Rastogi R. P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1990
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto astringente di corteccia di Myrica cerifera ottenuto da 1–2 g di droga essiccata in 200–250 mL di acqua con ebollizione per 10–15 minuti e successiva infusione per altri 10 minuti; assunzione una o due volte al giorno; preparazione coerente con uso tradizionale per disturbi gastrointestinali lievi e supportata da evidenze farmacologiche legate al contenuto in tannini
Infuso combinato per supporto intestinale con Myrica cerifera 1 g e Matricaria chamomilla 1–2 g in 200 mL di acqua a 90–95 gradi per 10 minuti; assunzione una o due volte al giorno; associazione basata su plausibilità farmacologica e dati in vitro e clinici sui singoli componenti
Decotto sinergico con azione astringente e lenitiva con Myrica cerifera 1 g e Althaea officinalis 1–2 g in 250 mL di acqua; ebollizione 10 minuti; assunzione una volta al giorno; combinazione coerente con uso tradizionale e dati farmacologici sui singoli fitocomplessi
Infuso per uso topico con Myrica cerifera 2 g in 200 mL di acqua; infusione 10–15 minuti; applicazione locale una o due volte al giorno su cute integra o mucose, in linea con uso tradizionale astringente e dati in vitro su attività antimicrobica
Preparazione erboristica combinata con Myrica cerifera 1 g e Salvia officinalis 1 g in infusione per 10 minuti; assunzione una volta al giorno o uso per risciacqui orali; associazione basata su evidenze farmacologiche e cliniche sui singoli componenti per attività astringente e antimicrobica
Le formulazioni riportate derivano da uso tradizionale e da evidenze farmacologiche indirette sui singoli componenti; l’assenza di studi clinici controllati sulla specie e sulle combinazioni limita la definizione di efficacia e sicurezza standardizzata
Chopra R. N. et al., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956
Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Moerman D. E., Native American Ethnobotany, 1998
Foster S., Duke J. A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000
Rastogi R. P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1990
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE RICCHE IN TANNINI
Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale.
Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito.
Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
La specie Myrica cerifera è comunemente conosciuta come bayberry o wax myrtle e deve la sua notorietà storica soprattutto alla produzione di cera vegetale dalle bacche, una caratteristica relativamente rara nel regno vegetale.
Fin dal periodo coloniale nordamericano, le bacche venivano bollite per estrarre una cera aromatica utilizzata nella fabbricazione di candele, apprezzate per il profumo delicato e la combustione relativamente pulita; queste “candele di bayberry” erano considerate oggetti di pregio e spesso associate a tradizioni festive.
Una curiosità culturale è legata a una tradizione popolare secondo cui bruciare una candela di bayberry la notte di Capodanno porterebbe prosperità per l’anno successivo, riflettendo il valore simbolico attribuito alla pianta.
Dal punto di vista etnobotanico, le popolazioni native americane utilizzavano diverse parti della pianta per scopi medicinali e pratici, in particolare la corteccia per preparazioni astringenti e le bacche per usi non alimentari.
Una caratteristica ecologica rilevante è la capacità della pianta di crescere in ambienti costieri e terreni poveri, grazie anche a relazioni simbiotiche con microrganismi che favoriscono l’arricchimento del suolo in azoto, contribuendo alla stabilizzazione degli ecosistemi.
Nel contesto moderno, Myrica cerifera è utilizzata anche come pianta ornamentale e per il controllo dell’erosione, grazie alla sua resistenza e adattabilità.
Dal punto di vista fitochimico e applicativo, rappresenta un esempio interessante di specie in cui l’interesse storico ed economico deriva più da proprietà fisiche e industriali che da un uso fitoterapico validato scientificamente.
Le radici di questa pianta hanno dei noduli radicali che sono sede di una specie simbiotica di funghi actinomycotal, che riescono a fissare l'azoto in modo più veloce dei legumi.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Chopra R. N. et al., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956
Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Moerman D. E., Native American Ethnobotany, 1998
Foster S., Duke J. A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000
Rastogi R. P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1990