PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTO ERETTO, GLABRO E RAMIFICATO SUPERIORMENTE. LE FOGLIE BASALI SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE, PALMATOSETTE CON 3-5 LOBI PROFONDAMENTE INCISI E DENTATI, DI COLORE VERDE SCURO LUCIDO. LE FOGLIE CAULINE SONO SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, SIMILI ALLE BASALI MA PROGRESSIVAMENTE PIÙ PICCOLE E MENO DIVISE. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI E UNISESSUALI (PIANTA GINODIOICA), DI COLORE BIANCO-VERDASTRO O ROSATO, RIUNITI IN PICCOLE OMBRELLE COMPOSTE PORTATE DA LUNGHI PEDUNCOLI ASCELLARI E TERMINALI. L'INVOLUCRO E L'INVOLUCELLO SONO COMPOSTI DA BRATTEE LINEARI. I PETALI SONO CINQUE, INCURVATI ALL'INTERNO. GLI STAMI SONO CINQUE, SPORGENTI. L'OVARIO È INFERO, BILOCULARE, CHE MATURA IN UN FRUTTO GLOBOSO O OVOIDE RICOPERTO DI ACULEI UNCINATI PER LA DISPERSIONE DA PARTE DEGLI ANIMALI.
MAGGIO-LUGLIO (TARDA PRIMAVERA-ESTATE)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____BIANCO ARGENTATO ____BIANCO CREMA
Predilige habitat boschivi ombrosi e umidi, in particolare faggete, querceti, boschi misti di latifoglie e pinete umide. Cresce bene su suoli da neutri a leggermente acidi, ricchi di humus e ben drenati, ma che mantengano una buona umidità durante tutto l'anno. È una specie sciafila o mesofila che si adatta a condizioni di scarsa illuminazione tipiche del sottobosco. La sua distribuzione comprende gran parte dell'Europa, l'Asia occidentale e il Nord Africa. Si trova spesso in ambienti forestali maturi con uno strato di lettiera fogliare ben sviluppato. La sua capacità di propagarsi sia per seme che vegetativamente tramite stoloni sotterranei contribuisce alla sua presenza in colonie nel sottobosco forestale. Predilige altitudini collinari e montane, ma può trovarsi anche in pianura in boschi ombrosi e umidi.
MAGGIO (FIORITURA) E SETTEMBRE (RACCOLTA FOGLIE), PRIMAVERA-INIZIO AUTUNNO
FOGLIE (FRESCHE O ESSICCATE), OCCASIONALMENTE RIZOMA E FIORI
ERBACEO FORTE, CON NOTE TERROSE E LIEVEMENTE BALSAMICHE
AMARO, ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO TANNICO
1. Saponine triterpeniche
Acido oleanolico e derivati (attività antinfiammatoria e cicatrizzante).
Acido ursolico (effetto antiossidante e antitumorale).
2. Polifenoli e flavonoidi
Rutina (antiossidante, vasoprotettiva).
Acido clorogenico (attività epatoprotettiva).
Quercetina e kaempferolo (effetti antinfiammatori).
3. Oli essenziali
Monoterpeni (alfa-pinene, beta-pinene, limonene).
Sesquiterpeni (beta-cariofillene).
4. Altri composti
Tannini (effetto astringente).
Fitosteroli (es. beta-sitosterolo).
TOSSICITÀ: NESSUNA
Motivazione: L’uso corretto delle parti della pianta e nelle dosi tradizionalmente indicate non è associato a effetti secondari noti; la pianta è considerata sicura a livello fitoterapico.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: L’uso tradizionale di Sanicula europaea L. riguarda soprattutto azioni emostatiche e astringenti locali, ma l’efficacia è documentata solo per specifiche preparazioni come decotti delle radici e applicazioni topiche; le evidenze cliniche sono limitate e dipendono dalla forma terapeutica e dal dosaggio.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Lehin N., Grytsyk L., Koshovyi O., Koliadzhyn T., Grytsyk A., Kaplaushenko A., Panasenko O., Raal A. *Sanicula europaea L. Herb and Rhizomes with Root Extracts with Hemostatic, Wound Healing, Anti-Inflammatory and Antimicrobial Activity: Phytochemical and Pharmacological Research.* Applied Sciences.
Sanicula europaea – species profile and traditional uses. Wikipedia.
“Radix Saniculae”: Phytochemical Characterization and Potential Adulteration of an Austrian Traditional Wound-Healing Agent. Plants (MDPI).
Sanicula epipactis in Genus Sanicula – ethnobotanical records and traditional use summaries.
Sanicle (Sanicula europaea) and traditional herbal uses across Europe. Folk medicine compendia summaries.
Sanicula europaea in historic herbals and traditional preparation records. Botanical literature compendia.
Studi sperimentali moderni su estratti della pianta (sia delle parti aeree sia delle radici) hanno dimostrato attività biologiche misurabili in modelli di laboratorio e animali. Gli estratti secchi contenenti tannini, flavonoidi e acidi fenolici sono risultati in grado di esercitare azioni antinfiammatorie, antimicrobiche, emostatiche e di accelerazione della cicatrizzazione delle ferite. In modelli animali, gli estratti applicati localmente hanno accelerato la cessazione del sanguinamento e il processo di guarigione delle ferite, e hanno ridotto l’edema nei test di infiammazione sperimentale. Estratti sia acquosi sia alcolici di Sanicula europaea hanno inibito la crescita di vari ceppi batterici in saggi in vitro contro agenti patogeni sia Gram-positivi sia Gram-negativi. Tali attività sono correlate alla alta concentrazione di composti fenolici e tanninici presenti nelle diverse parti della pianta.Nella fitoterapia moderna Sanicula europaea è principalmente utilizzata in prodotti topici per la cura delle ferite, piccole lesioni cutanee, tagli o abrasioni grazie alle sue proprietà astringenti, emostatiche e antimicrobiche. Estratti erboristici sono impiegati in lozioni, creme o unguenti formulati per favorire il processo di riparazione tissutale e contribuire alla protezione delle prime vie di difesa cutanea in condizioni lievi. In alcune formulazioni fitoterapiche complementari viene inserita anche come coadiuvante per sostenere la risposta antinfiammatoria locale.Sanicula europaea vanta un ampio uso tradizionale in fitoterapia popolare europea fin dai secoli passati. Alla pianta venivano attribuite proprietà vulnerarie e astringenti, usata per ferite, ulcere e sanguinamenti, e spesso impiegata esternamente in impacchi o decotti per fermare l’emorragia o accelerare la chiusura delle lesioni. In varie regioni tradizionali europee, come nelle Highlands scozzesi, in Irlanda e in Austria, veniva utilizzata per ferite, abrasioni, ustioni leggere, disturbi respiratori e gastrointestinali, o come tonico generale. In molte erboristerie storiche è descritta anche come pianta utile contro dissenteria, bronchiti o infiammazioni della gola, preparata in infusi o decozioni di foglie e/o radici. L’uso come rimedio popolare per stimolare la cicatrizzazione e mitigare le irritazioni della mucosa era particolarmente diffuso.
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ALLE APIACEAE, INSUFFICIENZA RENALE/EPATICA GRAVE, PATOLOGIE ORMONO-DIPENDENTI, USO CON IMMUNOSOPPRESSORI/ANTICOAGULANTI, ETÀ PEDIATRICA.
LIMITARE USO A 4-6 SETTIMANE, DILUIRE ESTRATTI PER USO CUTANEO, EVITARE DOSAGGI ELEVATI DI FOGLIE FRESCHE, MONITORARE GLICEMIA IN DIABETICI, SOSPENDERE IN CASO DI DISTURBI GASTROINTESTINALI, TEST CUTANEO PRELIMINARE, NON INGERIRE OLIO ESSENZIALE PURO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
OLI ESSENZIALI FOTOSENSIBILIZZANTI
SOSTANZE IRRITANTI AD USO TOPICO (ES. PEPERONCINO)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Sanicula europaea L., nota come sanicola comune, è una pianta che ha goduto di una reputazione particolarmente elevata nella medicina popolare europea medievale. Il suo stesso nome deriva dal latino sanare, guarire, a testimonianza del valore terapeutico che le veniva attribuito, soprattutto come pianta “che sana le ferite”.
Nel Medioevo era considerata una vera e propria pianta miracolosa. Nei testi erboristici antichi veniva spesso indicata come rimedio quasi universale per lesioni, sanguinamenti e ulcerazioni, tanto da essere soprannominata in alcune aree “herba omnium vulnerum”, l’erba di tutte le ferite. Era comunemente coltivata nei giardini dei monasteri e dei conventi, dove i monaci la utilizzavano per preparare decotti e impiastri destinati ai pellegrini e ai malati.
Una curiosità storica riguarda la credenza popolare secondo cui la sanicola fosse particolarmente efficace se raccolta all’alba o in determinati giorni dell’anno, spesso legati al calendario religioso. In alcune tradizioni alpine e britanniche si riteneva che la pianta perdesse gran parte delle sue virtù se estirpata con strumenti metallici, motivo per cui veniva talvolta raccolta a mano o con utensili in legno.
In Scozia e in Irlanda la sanicola era considerata una delle piante più importanti della fitoterapia tradizionale. Veniva utilizzata non solo per ferite e piaghe, ma anche come rimedio per disturbi respiratori e intestinali. In alcune zone rurali era consuetudine portarne un mazzetto essiccato come amuleto protettivo contro malattie e infezioni.
Dal punto di vista botanico, Sanicula europaea è una pianta tipica dei boschi ombrosi e umidi, caratteristica che ha contribuito alla sua aura “misteriosa” e al fatto che fosse associata a luoghi ritenuti sacri o curativi, come radure e margini forestali. La sua presenza era considerata indice di un ambiente sano e incontaminato.
Un’ulteriore curiosità è che, nonostante la fama storica, la sanicola è oggi poco conosciuta al grande pubblico e raramente utilizzata nella fitoterapia moderna, rimanendo invece una pianta di grande interesse per etnobotanici e storici della medicina naturale. Questo contrasto tra prestigio antico e uso attuale limitato la rende un esempio emblematico di come molte piante medicinali tradizionali siano state progressivamente dimenticate pur avendo un solido background storico.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
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