QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 15/05/2026
STELLA ALPINA Leontopodium alpinum Cass.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superasteridae
Clade Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Gnaphalieae
Sottotribù Gnaphaliinae
Genere Leontopodium
Specie Leontopodium alpinum
Specie alpina protetta in numerosi Paesi europei; la raccolta spontanea è regolamentata o vietata in diverse aree montane.
Famiglia:
Edelweiss, Stella Di Neve, Stella Delle Alpi, Floare De Colț, Étoile Des Neiges, Immortelle Des Alpes, Alpen-Edelweiß, Sternblume, Leontopodium Alpino.
PICCOLA PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 5-20 CM, CON FUSTO ERETTO, LANOSO-BIANCASTRO. LE FOGLIE BASALI FORMANO UNA ROSETTA, SONO LANCEOLATE O SPATOLATE, E LE FOGLIE CAULINE SONO LINEARI-LANCEOLATE, TUTTE DENSAMENTE RICOPERTE DI PELI LANOSI BIANCHI. L'INFIORESCENZA È UN GLOMERULO DI 2-12 PICCOLI CAPOLINI GIALLI, CIRCONDATI DA 5-15 BRATTEE FOGLIARI APICALI DISPOSTE A STELLA, ANCH'ESSE DENSAMENTE LANOSE E DI COLORE BIANCO ARGENTEO, CHE CONFERISCONO ALLA PIANTA IL SUO ASPETTO CARATTERISTICO. I FIORI CENTRALI DEL CAPOLINO SONO ERMAFRODITI E TUBULOSI, MENTRE QUELLI PERIFERICI SONO FEMMINILI E FILIFORMI. GLI ACHENI SONO PICCOLI, OBLUNGHI E PROVVISTI DI UN PAPPO DI SETOLE BIANCHE CHE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO (ESTATE), CON FIORI BIANCHI LANOSI A FORMA DI STELLA, TIPICI DELLE ZONE ALPINE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO CREMA
Predilige habitat di alta montagna, crescendo tipicamente su rupi calcaree, fessure di roccia, ghiaioni, pascoli alpini sassosi e morene, in ambienti ben drenati e spesso esposti al sole. Si trova ad altitudini elevate, generalmente tra i 1700 e i 3400 metri, in regioni con clima alpino caratterizzato da inverni lunghi e nevosi ed estati brevi e fresche. La stella alpina è adattata a condizioni ambientali estreme, come forti escursioni termiche, intensa radiazione solare, vento e scarsità di suolo. La sua peluria bianca e lanuginosa sulle foglie e sui fiori è un adattamento per proteggerla dal freddo, dalla disidratazione e dai raggi ultravioletti. La sua distribuzione è limitata alle catene montuose dell'Europa, come le Alpi, i Pirenei, i Carpazi, gli Appennini e i Balcani. In Italia è una specie protetta e si trova sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale. La sua crescita lenta e la specificità del suo habitat la rendono vulnerabile alla raccolta indiscriminata e ai cambiamenti climatici.
Oskar Stuppner, Leoligin, the Major Lignan from Edelweiss Leontopodium alpinum Cass., and Its Antiinflammatory Effects, 2006
Birgit Schwaiger, Identification and Pharmacological Characterization of the Major Anti-Inflammatory Principle of Edelweiss (Leontopodium alpinum Cass.), 2013
Hermann Stuppner, Phenolics from Edelweiss Leontopodium alpinum and Their Antioxidant Activity, 2002
Elisabeth Speroni, Protective Effects of Leontopodium alpinum Cass. Extracts on Oxidative Stress and Inflammation, 2014
Franz Bucar, Secondary Metabolites from Leontopodium Species and Their Biological Activities, 2007
Daniela Hook, Antioxidant and DNA-Protective Properties of Leontopodium alpinum Extracts, 2015
Gabriella Reznicek, Caffeic Acid Derivatives from Leontopodium alpinum Cass., 2001
European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Phenolic Compounds with Antioxidant Activity, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili su estratti di Leontopodium alpinum Cass. indicano una buona tollerabilità in studi sperimentali e in applicazioni cosmetiche topiche, senza evidenza di tossicità significativa alle dosi usualmente impiegate. Non risultano effetti tossici sistemici documentati nell’uso corretto, ma i dati clinici diretti sull’assunzione prolungata orale restano limitati.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze disponibili su Leontopodium alpinum Cass. derivano prevalentemente da studi in vitro e da modelli animali su estratti specifici standardizzati ricchi in derivati dell’acido leontopodico e polifenoli. Sono documentate attività antiossidanti, antinfiammatorie e fotoprotettive, soprattutto in ambito dermocosmetico e sperimentale. Mancano però studi clinici controllati robusti sull’uomo e non esiste una validazione fitoterapica generalizzabile all’intera specie indipendentemente dalla forma estrattiva utilizzata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti a confermare indicazioni terapeutiche clinicamente validate per Leontopodium alpinum Cass.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante documentata in studi in vitro su estratti ricchi in derivati dell’acido leontopodico, acidi dicaffeoilchinici e flavonoidi. Gli studi hanno evidenziato capacità scavenger verso specie reattive dell’ossigeno e protezione biomolecolare dallo stress ossidativo.
Attività antinfiammatoria documentata in modelli cellulari e sperimentali animali mediante modulazione di mediatori proinfiammatori e inibizione di pathway ossidativi correlati all’infiammazione. Le evidenze riguardano estratti standardizzati e lignani specifici come il leoligano.
Attività fotoprotettiva e dermoprotettiva osservata in studi in vitro su fibroblasti e cheratinociti, con riduzione del danno ossidativo indotto da radiazioni ultraviolette e miglioramento di parametri associati allo stress cellulare cutaneo.
Attività antiaging cosmetologica supportata da studi sperimentali su cellule cutanee e formulazioni dermocosmetiche contenenti estratti standardizzati di Leontopodium alpinum Cass.; le evidenze riguardano soprattutto protezione del collagene e riduzione dello stress ossidativo.
Attività antimicrobica lieve riportata in alcuni studi in vitro su estratti polifenolici della specie, con risultati limitati e non uniformemente riproducibili; le evidenze disponibili non consentono indicazioni terapeutiche cliniche.
Attività vasoprotettiva e antiaterogena preliminare documentata in modelli sperimentali mediante lignani isolati della specie; i dati restano preclinici e non trasferibili direttamente alla pratica clinica.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale alpino come pianta vulneraria e protettiva cutanea in preparazioni locali.
Uso etnobotanico ornamentale, simbolico e rituale nelle regioni alpine europee.
Uso tradizionale empirico in preparazioni popolari per irritazioni cutanee lievi e protezione dagli agenti atmosferici montani.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Oskar Stuppner, Leoligin, the Major Lignan from Edelweiss Leontopodium alpinum Cass., and Its Antiinflammatory Effects, 2006
Birgit Schwaiger, Identification and Pharmacological Characterization of the Major Anti-Inflammatory Principle of Edelweiss (Leontopodium alpinum Cass.), 2013
Hermann Stuppner, Phenolics from Edelweiss Leontopodium alpinum and Their Antioxidant Activity, 2002
Elisabeth Speroni, Protective Effects of Leontopodium alpinum Cass. Extracts on Oxidative Stress and Inflammation, 2014
Franz Bucar, Secondary Metabolites from Leontopodium Species and Their Biological Activities, 2007
Daniela Hook, Antioxidant and DNA-Protective Properties of Leontopodium alpinum Extracts, 2015
Gabriella Reznicek, Caffeic Acid Derivatives from Leontopodium alpinum Cass., 2001
European Medicines Agency, Reflection Paper on Herbal Medicinal Products Containing Phenolic Derivatives, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
GLI ESTRATTI DI LEONTOPODIUM ALPINUM CASS. UTILIZZATI IN PREPARAZIONI DERMOCOSMETICHE E FITOTERAPICHE SONO STATI STUDIATI PREVALENTEMENTE IN VITRO E IN APPLICAZIONI TOPICHE SPERIMENTALI; I DATI SULL’IMPIEGO ORALE UMANO PROLUNGATO RIMANGONO LIMITATI E NON CONSENTONO UNA COMPLETA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA SISTEMICO.
LA PRESENZA ELEVATA DI DERIVATI FENOLICI E ACIDI CAFFEOILCHINICI SUGGERISCE UNA POSSIBILE ATTIVITÀ BIOLOGICA OSSIDOREDUTTIVA E MODULANTE MEDIATORI INFIAMMATORI; TALE EVIDENZA DERIVA DA STUDI FARMACOLOGICI IN VITRO E MODELLI CELLULARI, SENZA CONFERMA CLINICA DIRETTA SULL’UOMO.
SONO STATI DOCUMENTATI EFFETTI ANTIOSSIDANTI E FOTOPROTETTIVI IN MODELLI SPERIMENTALI CUTANEI E FIBROBLASTICI; TUTTAVIA TALI RISULTATI NON PERMETTONO DI ESTRAPOLARE INDICAZIONI TERAPEUTICHE SISTEMICHE O USO MEDICO SOSTITUTIVO IN PATOLOGIE DERMATOLOGICHE.
PER LA SPECIE NON SONO DISPONIBILI DATI SUFFICIENTI RIGUARDANTI UTILIZZO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA O IN SOGGETTI CON PATOLOGIE CRONICHE COMPLESSE; IL LIMITE DERIVA DALL’ASSENZA DI STUDI CLINICI DEDICATI.
LE PREPARAZIONI OTTENUTE DA RACCOLTA SPONTANEA POSSONO PRESENTARE VARIABILITÀ FITOCHIMICA SIGNIFICATIVA IN FUNZIONE DI ALTITUDINE, ECOTIPO E METODO ESTRATTIVO; TALE OSSERVAZIONE È SUPPORTATA DA STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI SULLA SPECIE.
SPECIE PROTETTA IN DIVERSE AREE ALPINE EUROPEE; LA RACCOLTA SPONTANEA PUÒ ESSERE SOGGETTA A RESTRIZIONI NORMATIVE AMBIENTALI E CONSERVAZIONISTICHE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE O FORMALMENTE DOCUMENTATE PER LEONTOPODIUM ALPINUM CASS. NELL’USO FITOTERAPICO DELLA SPECIE.
Estratto secco nebulizzato da parti aeree o sommità fiorite titolato in polifenoli totali e derivati dell’acido leontopodico. Gli estratti maggiormente studiati in ambito fitocosmetico e dermatologico contengono standardizzazioni orientate ai derivati fenolici totali con prevalenza di acidi leontopodici A e B, acido clorogenico e flavonoidi. Le formulazioni sperimentali disponibili in letteratura utilizzano generalmente dosaggi equivalenti a 100-300 mg/die di estratto secco negli studi preclinici oppure concentrazioni topiche comprese tra 0,1% e 2% in preparazioni dermatologiche e cosmetiche. Non esiste attualmente una monografia ufficiale EMA o ESCOP con posologia terapeutica consolidata per uso orale.
Estratto idroalcolico standardizzato di Leontopodium alpinum Cass. titolato in acidi leontopodici. Gli studi farmacologici disponibili utilizzano soprattutto estratti etanolici concentrati con attività antiossidante e antinfiammatoria in vitro e in modelli animali. I titoli considerati farmacologicamente rilevanti nelle pubblicazioni sperimentali corrispondono a contenuti elevati di leontopodic acid A e B e flavonoidi fenolici. Le posologie riportate negli studi sperimentali animali equivalgono approssimativamente a 50-200 mg/kg nei modelli in vivo; non sono disponibili dosaggi terapeutici clinici standardizzati per impiego fitoterapico umano sistemico.
Estratto da colture cellulari callali di Leontopodium alpinum Cass. standardizzato in acidi leontopodici, acido clorogenico e isoquercitrina. È la forma più studiata recentemente per applicazioni dermocosmetiche antiaging e fotoprotettive. Le concentrazioni sperimentali topiche efficaci negli studi su cute umana e fibroblasti risultano comprese tra 0,001% e 1%. Le preparazioni commerciali disponibili sono prevalentemente cosmetiche o nutraceutiche dermatologiche e non medicinali fitoterapici registrati.
Estratto glicolico per uso topico ottenuto da fiori e parti aeree. Utilizzato prevalentemente in emulsioni dermatologiche, sieri antiaging e preparazioni lenitive cutanee. Le concentrazioni comunemente impiegate nelle formulazioni cosmetiche sono comprese tra 0,5% e 5%, con finalità antiossidante, fotoprotettiva e dermoprotettiva supportata soprattutto da dati in vitro e da studi cosmetologici sperimentali.
Tintura madre omeopatica di Leontopodium alpinum Cass. Preparazione disponibile in ambito omeopatico classico a partire da pianta fresca o sommità fiorite secondo farmacopee omeopatiche nazionali. Le diluizioni più reperibili comprendono D1-D6, TM, 5CH, 7CH, 9CH e 30CH. Non sono disponibili evidenze cliniche controllate che ne confermino efficacia terapeutica specifica. La posologia varia secondo l’indirizzo omeopatico adottato.
WK Cho, Anti-Aging Effects of Leontopodium alpinum Callus Culture Extract through Transcriptome Profiling, Oxidative Stress Relief and Skin Barrier Improvement, 2020
L Daniela, Anti-Inflammatory Effects of Concentrated Ethanol Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. Callus Cultures towards Human Keratinocytes and Endothelial Cells, 2012
E Speroni, In Vivo Efficacy of Different Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. in Animal Models, 2006
Xianyao Meng, Effects and Mechanism of the Leontopodium alpinum Callus Culture Extract on Blue Light Damage in Human Foreskin Fibroblasts, 2023
NT Hanh, Leontopodium Species: Phytochemistry, Biosynthesis, Pharmacology and Applications, 2025
EM Mitoi, Bioactivity of Secondary Metabolites and Extracts from the Genus Leontopodium, 2025
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso tradizionale alpino ad azione antiossidante e dermoprotettiva con Leontopodium alpinum Cass., Camellia sinensis L. e Rosa canina L. Preparazione con 0,5-1 g di sommità fiorite essiccate di Leontopodium alpinum, 1,5 g di tè verde e 1 g di cinorrodi per 200 ml di acqua a 85-90 °C per 8-10 minuti. Assunzione consigliata una o due volte al giorno. L’associazione è basata su sinergia polifenolica e attività antiossidante documentata in vitro.
Tisana fitocosmetica e lenitiva con Leontopodium alpinum Cass., Calendula officinalis L. e Malva sylvestris L. Preparazione con 1 g di Leontopodium alpinum, 1 g di fiori di calendula e 1 g di foglie o fiori di malva in 250 ml di acqua calda lasciata in infusione per 10 minuti. Utilizzabile una o due volte al giorno oppure come impacco cutaneo esterno. La formulazione si basa su attività lenitive e antinfiammatorie documentate per uso topico e dermatologico.
Decotto leggero remineralizzante e tonico con Leontopodium alpinum Cass., Urtica dioica L. ed Equisetum arvense L. Preparazione con 0,5 g di Leontopodium alpinum, 1 g di ortica e 1 g di equiseto in 300 ml di acqua, facendo sobbollire per circa 5 minuti e lasciando riposare altri 10 minuti. Assunzione consigliata una volta al giorno per periodi limitati. L’associazione è utilizzata in ambito tradizionale montano e fitocosmetico per supporto cutaneo e trofismo annessiale.
Formulazione erboristica per uso topico con Leontopodium alpinum Cass., Aloe vera Burm.f. e Hamamelis virginiana L. Preparazione semiliquida o gelificata contenente estratto glicolico di Leontopodium alpinum allo 0,5-1%, gel di Aloe vera al 20-30% ed estratto di Hamamelis virginiana al 5-10%. Applicazione una o due volte al giorno su cute irritata o esposta a stress ambientale. La combinazione è supportata da dati cosmetologici e farmacologici relativi alla protezione ossidativa e al mantenimento della barriera cutanea.
Infuso aromatico balsamico di tradizione alpina con Leontopodium alpinum Cass., Thymus vulgaris L. e Althaea officinalis L. Preparazione con 0,5 g di Leontopodium alpinum, 1 g di timo e 1 g di altea per 250 ml di acqua in infusione per 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente una o due volte al giorno per benessere delle vie respiratorie superiori. Le evidenze disponibili sono limitate prevalentemente a dati etnobotanici e preclinici.
Preparazione nutraceutica antiossidante con estratto secco di Leontopodium alpinum Cass., Vitis vinifera L. e Vaccinium myrtillus L. Formulazione con estratto secco standardizzato di Leontopodium alpinum equivalente a 100-200 mg/die associato a proantocianidine da vinaccioli e antociani da mirtillo. Utilizzata in ambito dermonutraceutico e antiaging sulla base di evidenze sperimentali relative alla protezione ossidativa cellulare.
WK Cho, Anti-Aging Effects of Leontopodium alpinum Callus Culture Extract through Transcriptome Profiling, Oxidative Stress Relief and Skin Barrier Improvement, 2020
L Daniela, Anti-Inflammatory Effects of Concentrated Ethanol Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. Callus Cultures towards Human Keratinocytes and Endothelial Cells, 2012
E Speroni, In Vivo Efficacy of Different Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. in Animal Models, 2006
NT Hanh, Leontopodium Species: Phytochemistry, Biosynthesis, Pharmacology and Applications, 2025
EM Mitoi, Bioactivity of Secondary Metabolites and Extracts from the Genus Leontopodium, 2025
Monika Ganzera, Determination of Major Phenolic Compounds in Leontopodium alpinum Cass. by Capillary Electrophoresis, 2008
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
È una pianta endemia delle Alpi e dei Carpazi, tipica degli ambienti montani oltre i 1.800–3.000 metri di altitudine.
Cresce su rocce calcaree e pendii scoscesi, spesso in condizioni climatiche estreme, il che le conferisce la caratteristica resistenza a freddo, vento e radiazioni UV.
Significato culturale e simbolico
L’edelweiss è considerato simbolo di purezza, coraggio e amore per la montagna.
In passato, era raccolta dagli alpinisti come prova di coraggio, poiché cresceva in luoghi difficili da raggiungere.
È il fiore nazionale di Austria e Svizzera, ed è spesso rappresentato in stemmi, medaglie e gioielli tradizionali.
In alcune culture alpine, regalare un edelweiss significava dichiarare amore eterno o rispetto profondo.
Curiosità botanica
Il nome “Leontopodium” significa “zampa di leone”, riferendosi alla forma della pianta vellutata e lanuginosa che ricorda la zampa di un grande felino.
La lanugine bianca e densa dei fiori serve a proteggere la pianta dai raggi UV e dalla disidratazione, rendendola particolarmente resistente agli ambienti alpini.
Storia ed impieghi tradizionali
Nella medicina popolare alpina, veniva utilizzata per lenire disturbi respiratori, problemi digestivi e affaticamento fisico, sfruttando tisane o infusi leggeri.
Durante le guerre mondiali, i soldati alpini portavano con sé piccole parti della pianta come simbolo di resistenza e speranza.
Oggi è apprezzata soprattutto per estratti cosmetici e fitoterapici, valorizzando le proprietà antiossidanti e protettive della pianta.
Protezione e conservazione
La pianta è protetta in molti Paesi europei; la raccolta in natura è vietata e regolamentata.
Le coltivazioni autorizzate e le cellule di callo in laboratorio permettono di ottenere estratti senza impattare sull’ambiente naturale.