QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/04/2026
CANNELLA CEYLON Cinnamomum zeylanicum Nees
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Autore: erbeofficinali.org
Cannella
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Magnoliidi
Ordine Laurales
Famiglia Lauraceae
Genere Cinnamomum
Specie Cinnamomum verum J.Presl
Cinnamomum verum J.S.Presl., Cinnamomum loureirii Perr. Et Eb., Cinnamomum burmanii Blume, Laurus cinnamomum L., Cinnamomum Zeilanicum (Blume) Breyne Cinnamomum ceylanicum Nees
ALBERO SEMPREVERDE DI PICCOLE O MEDIE DIMENSIONI CON CORTECCIA SOTTILE, LISCIA E AROMATICA, DI COLORE MARRONE CHIARO. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, OVATO-LANCEOLATE, CORIACEE, LUCIDE, DI COLORE VERDE E PRESENTANO TRE NERVATURE PRINCIPALI PARALLELE. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE BIANCO-VERDASTRO, RACCOLTI IN PANNOCCHIE ASCELLARI E TERMINALI. IL PERIANZIO È FORMATO DA SEI TEPALI GIALLASTRI. GLI STAMI SONO NUMEROSI, DISPOSTI IN TRE VERTICILLI. IL FRUTTO È UNA PICCOLA BACCA OBLUNGA, DI COLORE VIOLA SCURO A MATURAZIONE, CONTENENTE UN SINGOLO SEME. LA CARATTERISTICA PRINCIPALE È LA CORTECCIA INTERNA, CHE ARROTOLANDOSI DURANTE L'ESSICCAZIONE FORMA I BASTONCINI DI CANNELLA.
Originaria dello Sri Lanka (precedentemente Ceylon) e delle regioni costiere dell'India meridionale. Cresce tipicamente nelle foreste tropicali umide, nelle boscaglie e nelle zone costiere, spesso in terreni sabbiosi e ben drenati. Predilige un clima caldo e umido con elevate precipitazioni e una buona esposizione al sole, anche se può tollerare una leggera ombra. Si trova generalmente a basse e medie altitudini. Grazie alla sua importanza come spezia, è stata coltivata in molte altre regioni tropicali del mondo, tra cui le Seychelles, il Madagascar, l'Indonesia, i Caraibi e l'America Latina, dove prospera in condizioni simili al suo habitat nativo. In alcune di queste aree, può anche inselvatichire.
Rao P.V., Gan S.H., Cinnamon A multifaceted medicinal plant, 2014
Jayaprakasha G.K., Rao L.J.M., Sakariah K.K., Chemical composition of the essential oil from Cinnamomum zeylanicum and its antioxidant activity, 2003
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: i dati tossicologici disponibili indicano un profilo di sicurezza favorevole per la corteccia di Cinnamomum zeylanicum alle dosi alimentari e fitoterapiche; il contenuto di cumarina è generalmente basso rispetto ad altre specie del genere, e gli effetti indesiderati riportati sono rari e lievi, principalmente gastrointestinali o allergici, in assenza di evidenze di tossicità significativa a dosi corrette
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: sono disponibili studi clinici controllati e revisioni sistematiche su Cinnamomum zeylanicum relativi soprattutto a estratti standardizzati e preparazioni specifiche per effetti su metabolismo glucidico e lipidico; tuttavia i risultati sono eterogenei e dipendono fortemente da tipo di estratto, dosaggio e durata del trattamento, senza definizione univoca di efficacia per la droga nel suo complesso
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Modulazione del metabolismo glucidico in soggetti con alterata glicemia o diabete tipo 2 supportata da studi clinici randomizzati controllati e revisioni sistematiche su preparazioni di corteccia o estratti di Cinnamomum zeylanicum; gli effetti osservati includono riduzione della glicemia a digiuno e miglioramento di alcuni parametri metabolici, con elevata eterogeneità tra studi e dipendenza da dose, durata e standardizzazione dell’estratto.
Modulazione del profilo lipidico con riduzione di colesterolo totale e trigliceridi documentata in alcuni studi clinici e meta-analisi; i risultati sono variabili e non uniformemente riproducibili, con effetto generalmente modesto e condizionato dal disegno sperimentale.
Attività antimicrobica topica supportata da studi clinici limitati e studi controllati su preparazioni contenenti olio essenziale o estratti, in particolare nel cavo orale; evidenza clinica presente ma circoscritta a specifiche formulazioni e indicazioni.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante ampiamente documentata in vitro e in modelli animali attribuita a polifenoli e proantocianidine; dimostrata capacità di modulazione dello stress ossidativo senza conferma clinica diretta indipendente.
Attività antinfiammatoria evidenziata in modelli animali e studi in vitro attraverso modulazione di mediatori infiammatori; mancano studi clinici conclusivi specifici sulla specie.
Attività antimicrobica e antifungina dimostrata in vitro nei confronti di numerosi patogeni batterici e micotici, attribuita principalmente alla cinnamaldeide e all’eugenolo; rilevanza clinica limitata a contesti topici e non sistemici.
Attività insulinomimetica e sensibilizzante all’insulina documentata in vitro e in vivo animale; supporta i dati clinici ma non consente definizione di indicazioni terapeutiche autonome.
Attività gastroprotettiva e modulazione della motilità gastrointestinale osservata in modelli animali; plausibilità farmacologica coerente con uso tradizionale ma senza validazione clinica diretta.
Attività neuroprotettiva osservata in modelli animali e studi in vitro su stress ossidativo e infiammazione neuronale; assenza di studi clinici specifici sulla specie.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come spezia aromatica e droga amara digestiva in diverse tradizioni mediche asiatiche e mediterranee.
Uso tradizionale come carminativo e stomachico per disturbi digestivi funzionali.
Impiego etnobotanico come coadiuvante nel controllo glicemico e nei disturbi metabolici, antecedente alla validazione parziale moderna.
Uso tradizionale come antisettico locale e conservante alimentare.
European Medicines Agency, Assessment report on Cinnamomum verum J.S. Presl cortex, 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 2 Cinnamomi cortex, 2002
Allen R.W., Schwartzman E., Baker W.L., Coleman C.I., Phung O.J., Cinnamon use in type 2 diabetes systematic review and meta-analysis, 2013
Leach M.J., Kumar S., Cinnamon for diabetes mellitus systematic review and meta-analysis, 2012
IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA DROGA O AI SUOI COMPONENTI, IN PARTICOLARE ALLA CINNAMALDEIDE O AD ALTRI COSTITUENTI DELL’OLIO ESSENZIALE, DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE DA CONTATTO E INGESTIONE.
POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI E SPERIMENTALI; NEI SOGGETTI IN TRATTAMENTO CON FARMACI ANTIDIABETICI PUÒ VERIFICARSI UN EFFETTO ADDITIVO CON RISCHIO DI IPOGLICEMIA, RICHIEDENDO MONITORAGGIO GLICEMICO; EVIDENZA CLINICA E IN VIVO.
POTENZIALE ATTIVITÀ ANTICOAGULANTE E ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA OSSERVATA IN STUDI IN VITRO E IN MODELLI ANIMALI; PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DI INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI, SENZA CONFERME CLINICHE DIRETTE SULLA SPECIE.
POSSIBILI REAZIONI IRRITATIVE O SENSIBILIZZANTI A LIVELLO GASTROINTESTINALE E MUCOSALE ATTRIBUITE ALLA CINNAMALDEIDE, DOCUMENTATE DA DATI CLINICI E OSSERVAZIONALI; EFFETTO DOSE-DIPENDENTE.
LIMITATA STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI E VARIABILITÀ NEL CONTENUTO DI COMPOSTI ATTIVI; EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI FITOCHIMICI E ANALITICI CHE EVIDENZIANO DIFFERENZE SIGNIFICATIVE TRA PREPARAZIONI COMMERCIALI.
DATI INSUFFICIENTI SULL’USO PROLUNGATO AD ALTE DOSI IN CONTESTI FITOTERAPICI; ASSENZA DI STUDI CLINICI DI LUNGO TERMINE RAPPRESENTA UN LIMITE RILEVANTE NELLA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA CRONICO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
INSULINA (POTENZIAMENTO)
IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco titolato da corteccia (capsule o compresse) ottenuto per estrazione idroalcolica o idroetanolica con successiva concentrazione e standardizzazione in polifenoli totali o proantocianidine. I prodotti più studiati riportano titolazioni standardizzate pari ad almeno 30 per cento di polifenoli totali o proantocianidine di tipo A, con contenuto definito di cinnamaldeide inferiore a 1 per cento e bassi livelli di cumarina. La posologia utilizzata negli studi clinici e sperimentali è generalmente compresa tra 500 e 1000 mg al giorno di estratto standardizzato, suddivisa in due somministrazioni, spesso prima o durante i pasti
Estratto secco non titolato o polvere micronizzata di corteccia in capsule o compresse, derivato da droga essiccata finemente polverizzata. In ambito sperimentale e integrativo le dosi equivalenti di droga intera sono comprese tra 1 e 3 g al giorno, con range documentati fino a 6 g al giorno in studi metabolici senza eventi avversi significativi a breve termine
Estratto fluido o tintura madre (rapporto droga estratto generalmente 1:1 o 1:5 in solvente idroalcolico) utilizzato come preparazione fitoterapica liquida standard. Non esistono standard internazionali consolidati di titolazione per questa forma; la posologia tradizionale compatibile con i dati farmacologici è di circa 1–2 ml fino a tre volte al giorno, modulata in base al titolo alcolico e alla concentrazione dell’estratto
Olio essenziale di corteccia ottenuto per distillazione in corrente di vapore, caratterizzato da elevato contenuto di cinnamaldeide e frazioni fenoliche minori come eugenolo. L’uso fitoterapico sistemico è limitato per motivi di sicurezza; l’impiego è prevalentemente aromaterapico o topico opportunamente diluito. Non esiste una posologia orale sicura universalmente accettata per uso interno
Estratti secchi standardizzati associati ad altri micronutrienti o fitocomplessi (ad esempio con cromo o vitamine) destinati al supporto metabolico. Le formulazioni commerciali riportano tipicamente 500 mg di estratto standardizzato per capsula con rapporti di estrazione intorno a 5:1 o 8:1 e indicazioni d’uso di 1–3 capsule al giorno in funzione della concentrazione
Preparazioni omeopatiche ottenute da corteccia di Cinnamomum zeylanicum mediante diluizioni successive (tinture madri seguite da diluizioni centesimali o decimali). Le potenze più comuni includono D6, D12, CH5 e CH9, utilizzate secondo la pratica omeopatica per disturbi digestivi o funzionali; non esistono evidenze cliniche validate sull’efficacia specifica e la posologia segue le convenzioni della materia medica omeopatica
Bibliografia
National Center for Complementary and Integrative Health, Cinnamon: Usefulness and Safety, 2023
Costello R B, Dwyer J T et al., Do Cinnamon Supplements Have a Role in Glycemic Control in Type 2 Diabetes, 2016
Muthukuda D et al., Effects of Cinnamomum zeylanicum Extract on Metabolic Parameters: A Randomized Controlled Trial, 2025
Drugs.com Editorial Team, Cinnamon Monograph and Clinical Overview, 2025
Jayaprakasha G K, Rao L J, Chemistry, Biogenesis, and Biological Activities of Cinnamomum zeylanicum, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di corteccia di Cinnamomum zeylanicum ottenuto con 1–2 g di droga essiccata in forma di bastoncino o frammentata per 150–200 ml di acqua portata a ebollizione e lasciata in infusione per 10–15 minuti. L’assunzione usuale compatibile con dati di sicurezza e uso tradizionale è di 1–3 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti. Questa preparazione è coerente con l’impiego digestivo e carminativo tradizionale e con dati sperimentali su attività antiossidante e modulazione glicemica
Decotto di corteccia di Cinnamomum zeylanicum con ebollizione di 2–3 g di droga in 200 ml di acqua per 10–15 minuti, seguito da filtrazione. Il decotto è preferibile rispetto all’infuso quando si utilizzano frammenti più spessi di corteccia. La posologia usuale è di 1–2 somministrazioni giornaliere. Tale modalità estrattiva aumenta l’estrazione di composti fenolici e aldeidici con attività biologica documentata in vitro e in modelli animali su metabolismo glucidico e infiammazione
Tisana combinata digestiva con Cinnamomum zeylanicum 1 g, Zingiber officinale radice fresca 3–5 g e Foeniculum vulgare semi 1 g in 200 ml di acqua calda, in infusione per 10 minuti. Assunzione fino a due volte al giorno dopo i pasti. Questa combinazione è supportata da uso tradizionale coerente e da dati sperimentali che evidenziano effetti sinergici su motilità gastrointestinale, riduzione di meteorismo e attività antinfiammatoria
Tisana metabolica con Cinnamomum zeylanicum 1–2 g associata a Camellia sinensis foglie 2–3 g preparata come decotto leggero o infuso prolungato. L’assunzione di una tazza al giorno è supportata da dati sperimentali che mostrano un potenziamento degli effetti antiossidanti, ipoglicemizzanti e ipolipidemizzanti rispetto al tè da solo, con buona tollerabilità
Infuso sinergico immunometabolico con Cinnamomum zeylanicum 1 g, Citrus limon succo fresco o scorza e Mel aggiunto dopo infusione. Preparazione per infusione di 10 minuti in 200 ml di acqua. Assunzione fino a due volte al giorno. La combinazione è coerente con dati su attività antiossidante e supporto immunitario attribuibili ai polifenoli e composti aromatici della cannella e agli acidi organici degli agrumi
Decotto tradizionale con Cinnamomum zeylanicum 1–2 g e Pimpinella anisum semi 1 g in 200 ml di acqua, bolliti per 10 minuti. Assunzione di una tazza al giorno. Questa formulazione è documentata in tradizioni mediorientali ed è coerente con attività carminativa e spasmolitica supportata da evidenze farmacologiche sui costituenti aromatici
Infuso combinato gastroprotettivo con Cinnamomum zeylanicum 1 g e Glycyrrhiza glabra radice 1–2 g in 200 ml di acqua, infusione per 10 minuti. Assunzione una volta al giorno. Studi in vivo suggeriscono che la cannella può ridurre la secrezione acida e aumentare la protezione mucosale gastrica, mentre la liquirizia contribuisce con attività mucoprotettiva complementare
Ranasinghe P et al., Medicinal properties of Cinnamomum zeylanicum: a review, 2013
Bibi T et al., The therapeutic perspective of cinnamon, 2024
Ranasinghe P et al., Health benefits of Ceylon cinnamon: a summary of the current evidence, 2016
De B et al., Incorporation of cinnamon showed evidence-based value addition in black tea, 2022
Vallianou N et al., Effects of cinnamon on inflammatory markers: systematic review and meta-analysis, 2019
Hajimonfarednejad M et al., Cinnamon: a systematic review of adverse events, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di Cannella
Far macerare 30 grammi di corteccia triturata di Cannella, per 10 giorni, in un litro di vino marsala. Filtrare accuratamente. Consumarne un bicchierino da liquore dopo i pasti. Questo vino svolge anche azione tonico-ricostituente.[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Elisir di Cannella
Far macerare in un litro di vino rosso 15 g di corteccia di Cannella, 6 g di corteccia di China e 5 g di scorza di Arancia. Dopo 10 giorni filtrare e aggiungere 50 g di Cognac e 100 g di zucchero. Agitare fino a completo scioglimento dello zucchero e filtrare nuovamente. Se ne prenda un bicchierino da liquore dopo i pasti principali.[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Vin Brulè
Versare 5 g di corteccia di Cannella spezzettata, due o tre Chiodi di Garofano e una scorza d'Arancio in una tazza di vino bollente. Quando il vino sarà intiepidito, filtrare ed aggiungere un cucchiaio di miele vergine. Bere ben caldo prima di coricarsi.[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Cucina dolce
È l’uso più diffuso:
Dolci da forno (torte, biscotti, pane dolce)
Creme, budini, riso al latte
Frutta cotta, composte e confetture
Cioccolato e dessert a base di cacao
Yogurt e preparazioni a base di latte o bevande vegetali
La cannella di Ceylon è preferita nei dolci delicati perché non copre gli altri aromi.
Cucina salata
Utilizzata con moderazione:
Piatti a base di riso (es. riso speziato, pilaf)
Zuppe di legumi o verdure
Stufati leggeri di carne o verdure
Salse agrodolci
Nelle cucine tradizionali di Sri Lanka, India meridionale e Medio Oriente è parte di miscele aromatiche dolci-speziate.
Bevande
Tisane e infusi speziati
Bevande calde a base di latte o bevande vegetali
Vin brûlé e preparazioni speziate analcoliche
Acque aromatiche e sciroppi naturali
Le stecche sono ideali per infusioni lente e aromatiche.
Foglie di cannella (uso tradizionale)
Utilizzate come spezia aromatica simile all’alloro
Aggiunte intere durante la cottura e rimosse prima di servire
Tipiche della cucina dello Sri Lanka
Forme d’uso in cucina
Stecche: per infusioni, cotture lente, aromatizzazione
Polvere: per dolci, creme e preparazioni rapide
La polvere andrebbe aggiunta a fine cottura per preservare l’aroma.
Vantaggi culinari rispetto ad altre cannelle
Aroma più fine e complesso
Minore aggressività gustativa
Migliore tollerabilità nell’uso frequente
Adatta anche a piatti delicati e preparazioni per bambini
Nota di sicurezza alimentare
La cannella di Ceylon è la più indicata per l’uso alimentare quotidiano, poiché naturalmente povera di composti indesiderati presenti in altre cannelle. Rimane comunque una spezia da usare con moderazione, come tutte le spezie aromatiche.
Le essenze la cui azione antibatterica è notevole e costante sia nei confronti di germi gramnegativi che grampositivi che verso i miceti, vengono chiamate "essenze germicide maggiori". La loro azione battericida è potente su qualunque "terreno" e su qualunque germe patogeno o meno.
Sono le seguenti: Origano di Spagna (Thymus capitatus Hoff.), Santoreggia, Cannella di Ceylon, Timo, Garofano chiodi.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide maggiori hanno un I.A. che va dallo 0,44 del OE di Pino al 0,84 del OE di Origano di Spagna.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Cinnamomum zeylanicum Nees, conosciuta come cannella di Ceylon o cannella “vera”, è una delle spezie più antiche e simboliche della storia umana, circondata per secoli da miti, segreti commerciali e valore rituale.
Antichità e mondo classico
Era già conosciuta nell’antico Egitto, dove veniva utilizzata nei rituali religiosi, nella mummificazione e nei profumi sacri.
Nel mondo greco-romano era considerata una spezia rarissima e preziosissima, spesso riservata alle élite.
Plinio il Vecchio descrive la cannella come una sostanza esotica di valore pari all’oro.
Il “mistero” dell’origine
Per secoli la vera origine della cannella fu deliberatamente occultata dai mercanti arabi, che inventarono storie mitiche su terre pericolose e animali fantastici per giustificare il prezzo elevato.
Solo nel Medioevo si comprese che la fonte principale era l’isola di Ceylon (Sri Lanka).
Ruolo nella storia delle esplorazioni
La ricerca delle spezie, inclusa la cannella, fu uno dei motori delle grandi esplorazioni geografiche.
Portoghesi, olandesi e britannici si contesero il controllo delle piantagioni di cannella di Ceylon tra il XVI e il XIX secolo.
Il monopolio olandese sulla cannella fu uno dei più redditizi dell’epoca coloniale.
Uso rituale e simbolico
In diverse culture asiatiche la cannella era considerata simbolo di:
prosperità
protezione
purificazione
In alcune tradizioni veniva bruciata come incenso naturale per “scacciare energie negative”.
Cannella “vera” vs cannella comune
Storicamente, il termine “cannella” indicava esclusivamente Cinnamomum zeylanicum.
Solo in epoca moderna altre specie del genere Cinnamomum sono entrate nel commercio come sostituti.
La cannella di Ceylon rimane la più pregiata, anche se meno diffusa.
Curiosità botaniche
La spezia deriva dalla corteccia interna dei giovani rami, che viene arrotolata naturalmente in sottili stecche durante l’essiccazione.
Le stecche di Ceylon sono sottili, friabili e composte da più strati sovrapposti, a differenza delle stecche più spesse di altre cannelle.
Tradizioni mediche antiche
Nell’Ayurveda e nella medicina tradizionale asiatica era considerata una spezia “riscaldante” e armonizzante.
Veniva utilizzata più come coadiuvante digestivo che come rimedio principale.
Valore economico e culturale
Per secoli è stata una delle spezie più costose al mondo.
Ancora oggi la produzione artigianale della cannella di Ceylon segue metodi tradizionali tramandati da generazioni di coltivatori dello Sri Lanka.
Curiosità linguistiche
Il nome “cannella” deriva dal latino canna, per la forma tubolare dei bastoncini.
Il termine zeylanicum richiama l’antico nome dell’isola di Sri Lanka: Ceylon.
Uso contemporaneo
È una delle poche spezie che ha mantenuto continuità d’uso dall’antichità fino alla cucina e alla fitoterapia moderne.
Oggi è apprezzata non solo per il gusto, ma anche per il suo profilo aromatico raffinato e la migliore tollerabilità.