QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 27/01/2026
ALSTONIA Alstonia scholaris (L.) R.Br.
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TOSSICITÀ MEDIO-ALTA
EFFICACIA BUONA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: --- Superdivisione: --- Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: --- Ordine: Gentianales Famiglia:
Albero del diavolo, Mara pallido, Indian devil tree, Ditabark, Milkwood pine, White cheesewood and Pulai, Black board tree, Pagoda tree, Alipauen, Andarayan, Australian fever bark tree, Australian quinine bark tree, Bitter-bark tree, Chatian, Chatina, Chatiwan
Echites scholaris L. Mant., Pala scholaris L., Echites pala Ham., Echites scholaris L. Mant., Pala scholaris L.
ALBERO SEMPREVERDE ORIGINARIO DEL SUD-EST ASIATICO, CINA, INDIA E AUSTRALIA. ALTO FINO A 40 M CON FOGLIE GLABRE CHE FIORISCE IN OTTOBRE PRODUCENDO PICCOLI FIORI BIANCHI PROFUMATI. I SEMI SONO OBLUNGHI CON MARGINI CILIATI TERMINANTI CON CIUFFETTO DI PELI LUNGHI 2 CM. LA CORTECCIA È AMARA CON LINFA LATTESCENTE.
OTTOBRE, METÀ AUTUNNO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____VERDE CHIARO
Cresce ad altitudini varie, fino ai 2900 metri di altitudine. Cresce in prossimità della costa, nelle foreste di mangrovie e nelle foreste miste. Di solito si sviluppa sulle creste e pendii con sabbia a terreni argillosi. Cresce anche su terreni calcarei e basici.
Motivazione: Alcuni estratti di Alstonia scholaris, in particolare dell’escina e delle parti vegetali ricche di alcaloidi, mostrano effetti tossici dose‑dipendenti su organi e parametri ematologici negli studi su animali, con manifestazioni di danno epatico e alterazioni fisiologiche a dosi elevate e con uso prolungato; ciò indica un profilo di tossicità non trascurabile che richiede cautela e una definizione attenta delle dosi e delle forme d’uso per minimizzare rischi sistemici.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Alstonia scholaris è utilizzata tradizionalmente contro infiammazioni delle vie respiratorie e altri disturbi e gli estratti di foglie mostrano attività antinfiammatorie e protettive in modelli sperimentali su animali, come la riduzione dell’infiammazione delle vie aeree nei ratti e proprietà antiossidanti e antimicrobiche in vitro. Ci sono anche prove precliniche di effetti anti‑infiammatori e analgesici di frazioni di alcaloidi in studi su animali, ma nonostante alcuni studi clinici di sicurezza preliminari, non esistono prove cliniche umane robustamente consolidate di efficacia terapeutica specifica per condizioni patologiche riconosciute.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Neeraj Bainsal, Pratibha Aggarwal, Kundan Singh Bora – Phytochemical and Therapeutic Potential of Alstonia scholaris R. Br., Journal of Pharmaceutical Research International
Review on traditional uses, phytochemistry and pharmacology of Alstonia scholaris and Alstonia macrophylla – Comparative ethnopharmacology review
Effect of total alkaloids from Alstonia scholaris on airway inflammation in rats – experimental study on airway inflammation
Indole alkaloids from leaves of Alstonia scholaris protect against emphysema in mice – experimental emphysema model
Ameliorative potential of Alstonia scholaris against neuropathic pain in rats – pain and anti-oxidative properties
Phytochemical and medicinal attributes of Alstonia scholaris linn – pharmacological review of compounds
Estratti totali di alcaloidi delle foglie hanno mostrato effetto inibitorio sull’infiammazione delle vie aeree in modelli sperimentali animali con infiammazione indotta, alleviando il danno tissutale polmonare. Questo supporta l’uso tradizionale nelle affezioni respiratorie infiammatorie.
Indole-alcaloidi isolati dalla pianta hanno dimostrato in modelli animali di emfisema polmonare la capacità di ridurre l’accumulo di cellule infiammatorie e i marcatori pro-infiammatori, oltre a migliorare alcuni parametri di elasticità polmonare.
Estratti metanolici della pianta hanno evidenziato effetti antinfiammatori e anti-ossidativi in modello animale di dolore neuropatico, suggerendo potenziale beneficio in condizioni di dolore cronico.
Estratti alcolici delle foglie e frazioni contenenti alcaloidi hanno mostrato azioni antitussive e anti-astmatiche in modelli sperimentali, fornendo dati sperimentali per indicazioni tradizionali di uso nella tosse e nelle affezioni bronchiali.
Alcuni composti della pianta, in modelli in vitro e su topo, hanno mitigato danni indotti da iperglicemia e ristabilito equilibrio ossido-riduttivo nelle cellule renali, suggerendo potenzialità per nefropatie diabetiche nelle fasi precliniche.
Studi di rassegna indicano che Alstonia scholaris contiene composti fitochimici (alcaloidi, flavonoidi, tannini, saponine, terpeni) associati a attività antimicrobica, antidiarroica, immunomodulante e antiossidante in modelli sperimentali in vitro o in modelli animali (non clinici).
In vitro e in vivo, tali composti possono contribuire a effetti anti-infettivi e protettivi su tessuti, benché manchino studi clinici controllati nell’uomo.
Recensioni farmacologiche indicano che la pianta è ricca di alcaloidi, con indicazioni di attività citotossica, antimutagenica e potenziale antitumorale in sistemi cellulari o modelli sperimentali. Queste osservazioni supportano l’interesse farmacologico ma non costituiscono evidenza clinica consolidata.
ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
NON UTILIZZABILE IN AUTOTERAPIA DATA LA SCARSITÀ DI STUDI SULLA SUA TOCCICITÀ E PER IL SUO ALTO CONTENUTO DI ALCALOIDI. LE PROPRIETÀ E LE INDICAZIONI DESCRITTE SONO RELATIVE SOLO ALL'USO EMPIRICO E POPOLARE
Per il suo contenuto di alcaloidi l'intera pianta può essere ritenuta tossica ed il suo utilizzo deve essere controllato dal medico.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
IMMUNOMODULANTI
IMMUNOSOPPRESSORI
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
SEDATIVI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratti di alcaloidi fogliari standardizzati
Questi estratti sono formulazioni concentrate che contengono un profilo definito di alcaloidi presenti nelle foglie di Alstonia scholaris, spesso titolati per specifici marker fitochimici come alcaloidi indolici.
Indicazioni d’uso:
Supporto nelle affezioni respiratorie infiammatorie, inclusi sintomi di tosse cronica e bronchite.
Integratore ad azione antinfiammatoria di supporto in condizioni respiratorie croniche in cui prevale infiammazione delle vie aeree.
Posologia orientativa:
Capsule o compresse con estratto di alcaloidi: 40-120 mg per dose, 3 volte al giorno, in assunzione regolare durante i pasti o come indicato dal professionista sanitario. Questo schema posologico è stato adottato in studi clinici preliminari di sicurezza e tollerabilità di estratti di alcaloidi fogliari (come CALAS) su ventiquattro ore ripetute.
La dose massima raccomandata in contesti sperimentali senza effetti gravi evidenti è quella intorno a 360 mg al giorno suddivisa in più somministrazioni.
Note di sicurezza:
Gli estratti titolati devono essere usati con cautela nei casi di ipersensibilità nota agli alkaloidi vegetali, in gravidanza e allattamento, e nei soggetti con condizioni epatiche compromesse.
La tollerabilità a lungo termine non è consolidata; la durata di uso prolungata dovrebbe essere decisa da un medico esperto.
Estratti idroalcolici standardizzati da corteccia o foglie
Queste formulazioni utilizzano solventi idroalcolici per estrarre l’insieme di composti bioattivi dalla pianta (alcaloidi, tannini, flavonoidi). Tali estratti sono impiegati in fitoterapia e integratori erboristici, solitamente con una titolazione in marker fitochimici generali o in contenuto di estratto secco.
Indicazioni d’uso:
Azione antiossidante di supporto generale.
Complemento utile in protocolli di benessere respiratorio e immunitario come coadiuvante fitoterapico.
Posologia orientativa:
Estratti liquidi o in capsule: 250-500 mg di estratto secco equivalente al giorno, suddivisi in 1-2 somministrazioni durante il giorno, preferibilmente ai pasti.
Dose inferiore per soggetti sensibili o in prima sperimentazione personale.
Note di sicurezza:
Evitare dosi elevate e uso prolungato senza supervisione, perché in animali alte dosi di estratto di corteccia mostrano potenziali effetti tossici a carico del fegato.
Non utilizzare estratti idroalcolici concentrati per periodi lunghi nei bambini o negli anziani senza controllo medico.
Formulazioni tradizionali in polvere o capsule di corteccia
Questo tipo di integratori contiene la corteccia essiccata finemente polverizzata di Alstonia scholaris, talvolta combinata con altri estratti standardizzati di piante sinergiche in fitoterapia orientale.
Indicazioni d’uso:
Tonico generale secondo tradizione ayurvedica o etnobotanica per affaticamento, debilitazione post-febbrile o infezioni ricorrenti.
Preparazioni finalizzate a sostenere la digestione e l’immunità generale in alternanza con altri estratti.
Posologia orientativa:
Polvere in capsule: 500 mg-1 g al giorno, suddivisa in 1-2 dosi, con cibo per migliorare la tollerabilità.
In base alla tolleranza individuale, si può partire da dosi minori e aumentare gradualmente sotto controllo professionale.
Note di sicurezza:
La corteccia contiene composti amari e alcaloidi; le dosi elevate non sono raccomandate senza indicazione professionale in quanto possono causare disturbi gastrointestinali o effetti sistemici indesiderati.
Indicazioni generali di uso e precauzioni
Tutti gli estratti standardizzati devono essere usati con attenzione in soggetti con malattie epatiche o renali e in caso di terapia concomitante con farmaci ad alto metabolismo epatico.
In gravidanza, durante l’allattamento o nei bambini piccoli, è consigliabile evitare estratti di Alstonia scholaris o utilizzarli solo sotto supervisione specialistica data la presenza di alcaloidi biologicamente attivi.
Gli effetti sinergici con altre piante richiedono valutazione clinica; combinazioni con erbe antinfiammatorie o immunomodulanti possono essere utili, ma devono essere personalizzate.
La standardizzazione deve essere verificata sull’etichetta: ricerca di titolazione in alcaloidi o composti bioattivi specifici migliora la consistenza dell’effetto.
Bibliografia
Hui Liu, Feng Chen, Xueqin Song, Xinchu Tang – Clinical safety and tolerability of alkaloid capsules from *Alstonia scholaris* leaves in healthy volunteers
Study on phytochemical composition, antibacterial and antioxidant properties of different parts of *Alstonia scholaris* Linn
Pharmacological evaluation of *Alstonia scholaris*: anti-tussive, anti-asthmatic and expectorant activities
Alstonia scholaris Linn R Br in the treatment and prevention of cancer: past, present, and future
Acute and sub-acute toxicity evaluation of the methanolic extract of *Alstonia scholaris* stem bark
Review of *Alstonia scholaris* in Ayurvedic medicinal science and traditional usage
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana di Alstonia scholaris (decotto tradizionale)
Preparazione: si usa la corteccia o le foglie essiccate (kwatha in ayurveda) in acqua bollente per ottenere un decotto amaro.
Indicazione d’uso: tradizionalmente impiegata come tonico amaro per sostegno digestivo, e nei casi di tosse, bronchite e sintomi respiratori secondo medicine popolari.
Dosaggi sicuri orientativi: 30–50 ml di decotto (corteccia bollita) 1–2 volte al giorno; oppure 1–3 g di polvere di corteccia sciolta in acqua o miele una volta al giorno. Queste quantità rientrano nelle indicazioni tradizionali di uso senza segnalazioni di gravi effetti avversi a dose bassa. L’estratto amaro svolge anche un’azione stimolante generale sulla funzione digestiva.
Tisana combinata per vie respiratorie
Erbe sinergiche suggerite:
Alstonia scholaris (foglie o corteccia) come base amara e potenzialmente antinfiammatoria in modelli sperimentali.
Ocimum sanctum (Tulsi) per supporto delle mucose respiratorie e azione antiossidante.
Piper nigrum (pepe nero) per favorire la biodisponibilità e l’effetto riscaldante.
Preparazione e uso: infusione breve o decotto leggero delle erbe in acqua calda; consumare una tazza al giorno, preferibilmente la mattina o alla comparsa di sintomi respiratori lievi. La combinazione segue tradizioni ayurvediche in cui erbe amare e aromatiche sono associate per sostenere le difese delle vie aeree.
Tisana per tonico generale e immunomodulante
Erbe sinergiche suggerite:
Alstonia scholaris come componente amaro-tonico.
Camellia sinensis (tè verde) estratto o foglie in infuso per attività antiossidante e antimicrobica, con effetti additivi nel supporto sistemico.
Zingiber officinale (zenzero) per supportare la funzione immunitaria e microcircolazione.
Uso: infusioni di mix erboristico leggero in acqua calda, una tazza al giorno nel contesto di un regime di benessere generale, soprattutto in stagioni fredde. La combinazione è improntata a un effetto tonico e antiossidante complessivo.
Indicazioni d’uso e linee guida generali
Alstonia scholaris contiene alcaloidi e composti con potenziale attività antinfiammatoria, antitussiva e modulatrice delle infiammazioni delle vie respiratorie in modelli sperimentali, motivo per cui è usata nella pratica tradizionale per tosse e bronchite.
I componenti amari della pianta supportano la digestione e il tono gastrico secondo fitoterapia tradizionale; infusi leggermente amari sono utilizzati per questo scopo.
L’uso di tisane miste con altre erbe sinergiche può aumentare la tolleranza e l’efficacia complessiva del rimedio nelle condizioni lievi, mantenendo dosaggi contenuti e regolari.
In preparazioni tradizionali, dosi di corteccia o foglie secche molto elevate o uso prolungato non sono raccomandati per via della potenziale tossicità di alcuni alcaloidi presenti; attenersi a dosi basse e uso temporaneo.
Evitare l’autosomministrazione in gravidanza o allattamento senza supervisione professionale, e consultare un professionista qualificato per l’uso prolungato o in presenza di condizioni mediche croniche.
Bibliografia
Clinical safety and tolerability of alkaloid capsules from *Alstonia scholaris* leaves in healthy volunteers – Studi di sicurezza in volontari
Effects of total alkaloids from *Alstonia scholaris* on airway inflammation in rats – Modelli sperimentali di infiammazione delle vie respiratorie
Pharmacological evaluation of *Alstonia scholaris*: anti-inflammatory and analgesic effects – Valutazione farmacologica di attività antinfiammatorie
Pharmacological evaluation of *Alstonia scholaris*: anti-tussive, anti-asthmatic and expectorant activities – Attività antitussive e antiasmatiche
Alstonia scholaris in treatment and prevention of cancer: past, present, future – Revisione di usi tradizionali e profilo fitochimico
Ayurvedic uses and dosage recommendations for *Alstonia scholaris* in traditional medicine – Indicazioni e dosaggi nella pratica ayurvedica
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
**Tintura o “vino medicato” di corteccia / foglie
Descrizione:**
Una infusione alcolica di Alstonia scholaris è una forma di tintura che sfrutta l’alcol per estrarre i composti bioattivi dalla corteccia o dalle foglie. In alcune tradizioni erboristiche, medicinali liquori a bassa gradazione alcolica (simili a vini medicati) sono preparati partendo dalla stessa logica di estrazione della tintura, ma con gradazioni d’alcol più basse (es. vino base diluito).
Ingredienti e preparazione:
Materia prima: radice, preferibilmente corteccia fresca o secca, o foglie essiccate di Alstonia scholaris.
Alcol base: vino bianco secco o rosso di qualità (non zuccherato) oppure alcol etilico alimentare al 30-40% v/v come solvente.
Rapporto pianta/alcol: circa 1 parte di corteccia o foglie essiccate per 5-6 parti di alcol/vino (peso/volume).
Infusione: mettere la pianta tritata in un contenitore di vetro ermetico, coprire con alcol/vino, agitare bene, chiudere e lasciare macerare da 2 a 4 settimane in luogo fresco e buio. Agitare ogni giorno nei primi giorni e poi settimanalmente.
Filtrazione: al termine della macerazione filtrare con garza o filtro fine per separare i residui vegetali.
Conservazione: conservare il liquido estratto in bottiglie scure, ben chiuse, lontano da luce e calore e consumare entro un anno.
Uso e dosaggio sicuro orientativo:
Vino medicato / tintura diluita: 10-20 ml al giorno diluiti in acqua o tisana, suddivisi in 1-2 somministrazioni.
In alternativa, 5-10 ml di tintura diluita 2-3 volte al giorno può essere usata come tonico leggero.
Questi dosaggi sono orientativi e basati su pratiche tradizionali di tinture erboristiche con piante amare, mantenuti bassi per aumentare la tollerabilità e ridurre il rischio di effetti indesiderati dato il contenuto di alcaloidi amari di Alstonia scholaris.
Indicazioni d’uso tradizionali attribuite alle preparazioni alcoliche:
Sostegno delle vie respiratorie per tosse, bronchite e sintomi catarrali lievi: l’alcol può agire come solvente per estrarre composti amari che tradizionalmente si ritiene facilitino l’espettorazione e il tono delle mucose.
Tonico generale amaro: usato in medicina popolare per favorire appetito e digestione quando assunto in piccole quantità prima dei pasti.
Supporto digestivo e immunitario: nell’ambito delle pratiche tradizionali, bevande alcoliche medicamentose con erbe amare sono considerate utili nel periodo convalescenziale o per stimolare funzioni digestive lente.
Sicurezza e precauzioni:
La corteccia e il lattice di Alstonia scholaris possono contenere composti amari e alcaloidi che a dosi elevate possono essere irritanti o tossici; pertanto, le quantità devono essere basse e non si deve eccedere l’uso quotidiano senza supervisione professionale.
Le preparazioni alcoliche non sono indicate per bambini, donne in gravidanza o allattamento senza consulto medico.
In persone con patologie epatiche o che assumono farmaci che interagiscono con l’alcol o con i componenti fitochimici, consultare un medico prima dell’uso.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Alstonia scholaris è considerata moderatamente mellifera nelle aree del suo areale naturale (Asia meridionale e sud-orientale). La produzione di nettare non è elevata come nelle principali specie mellifere tropicali, ma può risultare significativa localmente, soprattutto dove l’albero è abbondante e la fioritura è sincrona.
Il genere Alstonia è dedicato al medico e botanico scozzese Charles Alston, professore di botanica ed esperto di piante medicinali nel XVIII secolo.
L’epiteto scholaris deriva dall’uso tradizionale del legno per la fabbricazione di tavolette scolastiche e supporti per la scrittura in Asia meridionale e sud-orientale; il legno è leggero, facilmente lavorabile e stabile.
Fu descritta formalmente da Robert Brown, uno dei fondatori della botanica moderna e scopritore del moto browniano.
Ruolo storico nella medicina tradizionale
In Ayurveda, Medicina Siddha e Medicina Unani, Alstonia scholaris è considerata una pianta amara tonica, utilizzata per secoli soprattutto nelle febbri persistenti, nei disturbi respiratori e come supporto generale nelle condizioni di debilitazione.
Durante il periodo coloniale britannico in India, la corteccia fu studiata come sostituto locale del chinino per il trattamento delle febbri tropicali, guadagnandosi interesse medico ed economico.
In alcune regioni era inclusa nelle farmacopee locali militari come rimedio disponibile sul territorio per febbri e dissenteria.
Simbolismo culturale e religioso
In diverse aree dell’India e del Sud-Est asiatico l’albero è piantato nei pressi di templi, scuole e villaggi, come simbolo di protezione, conoscenza e resistenza.
È spesso associato alla longevità e alla resilienza, grazie alla sua capacità di crescere in ambienti difficili e su suoli poveri.
In alcune tradizioni popolari è ritenuto un albero “vigile” o “protettore”, soprattutto per il profumo intenso dei fiori nelle ore notturne.
Curiosità etnobotaniche
Il lattice bianco che fuoriesce da incisioni nella corteccia è molto abbondante e ha contribuito alla reputazione della pianta come “forte” o “potente”, ma ha anche limitato l’uso alimentare diretto.
La corteccia è estremamente amara, tanto da essere impiegata tradizionalmente come riferimento sensoriale per l’amaro nelle preparazioni fitoterapiche. Veniva utilizzata come alternativa al chinino ed il decotto di foglie per la carenza di vitamina B1 (beriberi).
In alcune culture la polvere di corteccia essiccata veniva aggiunta a miscele amare destinate a “purificare il sangue” o “rafforzare il corpo”.
Uso del legno e applicazioni non medicinali
Il legno di Alstonia scholaris è noto come “devil tree wood” o “blackboard wood”:
usato storicamente per lavagne scolastiche,impiegato in intaglio leggero, scatole, modelli, maschere rituali, utilizzato per fiammiferi e imballaggi grazie alla bassa densità e per... fabbricare bare!
È un legno poco durevole all’esterno ma molto apprezzato per lavori interni e artigianali.
Aspetti ecologici e biologici interessanti
È un albero sempreverde di grandi dimensioni, capace di superare i 30–40 metri, con chioma ampia e regolare.
I fiori, piccoli ma numerosissimi, emanano un profumo intenso soprattutto di notte, suggerendo un’antica coevoluzione con impollinatori notturni oltre alle api.
La specie è spesso utilizzata in riforestazione urbana tropicale per la sua tolleranza all’inquinamento e alla siccità moderata.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Khyade MS, et al. Alstonia scholaris (L.) R.Br.: A review of its traditional uses, phytochemistry and pharmacology. Pharmacogn Rev. 2009;3(6):308-316.
Jain S, et al. Antimalarial activity of Alstonia scholaris bark. Pharm Biol. 2014;52(3):333-337.
Keawpradub N, et al. Cytotoxic activity of indole alkaloids from Alstonia scholaris. Planta Med. 1997;63(2):97-101.
Shang JH, et al. Indole alkaloids from Alstonia scholaris. J Nat Prod. 2010;73(12):2028-2032.
Gogoi P, et al. Alstonia scholaris: Phytochemistry and pharmacology. Chin J Nat Med. 2015;13(8):561-575.