ALBERO SEMPREVERDE ALTO FINO A 10 METRI, CON CHIOMA DENSA E ARROTONDATA. RAMI SPINOSI.
FOGLIE ALTERNE, OVATE O ELLITTICHE, CORIACEE, LUCIDE, CON PICCIOLO ALATO.
FIORI SOLITARI O IN PICCOLE CIME ASCELLARI, BIANCHI, PROFUMATI.
FRUTTO È UN ESPERIDIO GLOBOSO, ARANCIONE A MATURAZIONE, CON BUCCIA SPESSA E RUGOSA, POLPA ACIDA E AMARA.
PRIMAVERA AVANZATA (EMISFERO NORD: APRILE-GIUGNO), CON PICCHI A MAGGIO NELLE ZONE MEDITERRANEE. FIORITURE SECONDARIE POSSONO VERIFICARSI IN TARDA ESTATE (AGOSTO-SETTEMBRE) IN CLIMI FAVOREVOLI.
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originario dell'Asia sudorientale, probabilmente della regione compresa tra l'India nordorientale e la Cina meridionale. Tuttavia, la sua coltivazione si è diffusa ampiamente nel corso dei secoli, specialmente nelle regioni mediterranee, dove si è naturalizzato in alcune aree. Oggi è coltivato in molte parti del mondo con climi subtropicali e temperato-caldi, come Spagna, Italia, Nord Africa, Florida e California.
Predilige posizioni soleggiate e terreni ben drenati, anche se si adatta a diversi tipi di suolo. Non tollera temperature molto basse e gelate prolungate. Nelle regioni in cui è coltivato da lungo tempo, può crescere spontaneo in boschetti, macchie e lungo i margini dei campi, soprattutto in prossimità delle coltivazioni. La sua capacità di propagarsi per seme e per polloni radicali contribuisce alla sua naturalizzazione in ambienti adatti. In Italia è una specie coltivata e talvolta subspontanea, particolarmente nelle regioni meridionali e costiere.
FIORI (ZAGARE): APRILE-MAGGIO PRIMAVERA (RACCOLTA ALL'ALBA PER MASSIMIZZARE GLI OLI ESSENZIALI),
FRUTTI IMMATURI: GIUGNO-LUGLIO ESTATE (PER LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI SINEFRINA),
FOGLIE: TUTTO L'ANNO, MA PREFERIBILMENTE MARZO-APRILE
PERICARPIO DEI FRUTTI IMMATURI, FIORI, FOGLIE, PETALI
FRUTTI IMMATURI: AROMA AMAROGNOLO-CITRICO INTENSO, CON NOTE RESINOSE E TERPENICHE (LIMONENE DOMINANTE), FIORI (ZAGARE): PROFUMO DOLCE-FLOREALE, CON SFUMATURE FRESCHE E BALSAMICHE (LINALOLO, NEROLI), FOGLIE: ODORE ERBACEO-CITRATO, PIÙ PUNGENTE DELLE ZAGARE
FRUTTI IMMATURI: AMARO-INTENSO CON RETROGUSTO PICCANTE (SINEFRINA) E NOTE RESINOSE. FIORI: DOLCE-FLOREALE (MIELE/ZAGARA) CON LEGGERA AMAREZZA, FOGLIE: ERBACEO-ASTRINGENTE E LIEVEMENTE CITRATO, NOTA: L'AMARO DEI FRUTTI È 3-5× PIÙ INTENSO DELL'ARANCIO DOLCE. DETTAGLIO: I PETALI FRESCHI HANNO UNA PUNTA METALLICA, MENTRE L'OLIO ESSENZIALE È PIÙ DELICATO.
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Citrus aurantium, 2002
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium, 2004
Khare CP, Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Citrus aurantium, 2007
Bisset NG, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium sections, various editions
Gattuso G, Barreca D, Gargiulli C, Leuzzi U, Caristi C, Flavonoid composition of Citrus juices, Molecules, 2007
Stohs SJ, Preuss HG, Shara M, A review of the human clinical studies involving Citrus aurantium and its protoalkaloid p-synephrine, International Journal of Medical Sciences, 2012
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Citrus aurantium L. presenta tossicità generalmente bassa alle dosi fitoterapiche tradizionali documentate. Sono tuttavia riportati effetti cardiovascolari, nervosi e gastrointestinali associati soprattutto ad estratti concentrati ricchi in sinefrina o ad associazioni con caffeina e altri stimolanti. Le furanocumarine presenti nella scorza e negli oli essenziali possono inoltre causare fotosensibilizzazione in soggetti predisposti. I dati tossicologici disponibili derivano da studi clinici, farmacologici e osservazionali specifici sulla specie.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Citrus aurantium L. presenta attività farmacologiche e fitoterapiche documentate differenti in funzione della parte vegetale utilizzata e della preparazione impiegata. La scorza amara è stata studiata soprattutto per effetti digestivi e stimolanti metabolici correlati alla sinefrina, mentre l’olio essenziale dei fiori e delle foglie mostra attività sedativa lieve e ansiolitica in alcuni studi clinici preliminari e osservazionali. Esistono evidenze farmacologiche, cliniche limitate e revisioni relative ad attività digestive, aromatiche e metaboliche, ma l’efficacia terapeutica generale della specie non è sufficientemente uniforme né confermata in modo conclusivo per tutte le preparazioni. Le evidenze risultano fortemente dipendenti dalla standardizzazione degli estratti, dalla parte vegetale e dal contenuto in protoalcaloidi e oli essenziali.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività digestiva amaro-tonica e stomachica
La scorza di Citrus aurantium L. presenta utilizzo fitoterapico consolidato e supportato da monografie ufficiali europee per dispepsia lieve, sensazione di pienezza gastrica e riduzione dell’appetito digestivo. Le evidenze comprendono uso tradizionale riconosciuto, dati farmacologici e studi clinici limitati ma coerenti.
Attività ansiolitica lieve e sedativa aromaterapica dell’olio essenziale di neroli
Alcuni studi clinici controllati e osservazionali relativi all’olio essenziale ottenuto dai fiori di Citrus aurantium L. mostrano effetti ansiolitici lievi e miglioramento soggettivo dello stato di tensione nervosa e del sonno. Le evidenze risultano moderate, eterogenee e prevalentemente riferite all’aromaterapia e non alla pianta intera.
Attività metabolica e termogenica correlata alla sinefrina
Esistono studi clinici e revisioni su estratti standardizzati della scorza contenenti sinefrina utilizzati nel controllo del peso corporeo e del metabolismo energetico. Gli effetti osservati risultano generalmente modesti, variabili e spesso confusi dalla presenza concomitante di caffeina o altri stimolanti negli integratori commerciali. Le evidenze cliniche restano controverse e non definitive.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività spasmolitica gastrointestinale
Documentata in modelli sperimentali e coerente con l’uso fitoterapico tradizionale della scorza amara e degli oli essenziali della specie. Le evidenze cliniche moderne specifiche risultano limitate.
Attività sedativa lieve e rilassante del sistema nervoso centrale
Osservata in studi sperimentali in vivo e in studi osservazionali su olio essenziale di neroli e petit grain. L’effetto è attribuito prevalentemente ai monoterpeni aromatici della specie.
Attività antimicrobica degli oli essenziali
Dimostrata in vitro contro differenti microrganismi batterici e fungini. Non esistono evidenze cliniche sufficienti per indicazioni terapeutiche anti-infettive dirette.
Attività antiossidante
Documentata in vitro e in modelli sperimentali attraverso flavonoidi, polifenoli e limonoidi presenti nella scorza e nel succo. L’evidenza clinica rimane insufficiente.
Attività ipolipemizzante e metabolica
Alcuni studi sperimentali e osservazionali suggeriscono effetti sul metabolismo lipidico e glucidico correlati ai flavonoidi e alla sinefrina. Le evidenze cliniche risultano limitate e non conclusive.
Attività fotosensibilizzante delle furanocumarine
Documentata farmacologicamente e rilevante soprattutto dal punto di vista tossicologico e dermatologico per la scorza e alcuni oli essenziali della specie.
Attività vasomodulante adrenergica
Osservata farmacologicamente per la presenza di sinefrina e ammine biogene correlate. Le implicazioni terapeutiche cliniche rimangono limitate e controverse.
Uso storico e nella tradizione
Citrus aurantium L. è storicamente utilizzato nella medicina mediterranea, araba e asiatica come digestivo amaro, carminativo e stomachico.
La scorza amara veniva impiegata tradizionalmente per dispepsia, lentezza digestiva e riduzione dell’appetito digestivo.
I fiori della specie erano utilizzati tradizionalmente come sedativi lievi, rilassanti nervini e supporto nei disturbi del sonno.
L’olio essenziale di neroli ha avuto ampio impiego storico in profumeria medicinale, aromaterapia tradizionale e preparazioni calmanti.
Preparazioni a base di scorza amara sono state storicamente utilizzate anche come tonici digestivi e correttivi aromatici in numerose formulazioni galeniche europee.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Citrus aurantium, 2002
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium, 2004
Khare CP, Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Citrus aurantium, 2007
Stohs SJ, Preuss HG, Shara M, A review of the human clinical studies involving Citrus aurantium and its protoalkaloid p-synephrine, International Journal of Medical Sciences, 2012
Gattuso G, Barreca D, Gargiulli C, Leuzzi U, Caristi C, Flavonoid composition of Citrus juices, Molecules, 2007
Bisset NG, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium sections, various editions
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
GLI ESTRATTI STANDARDIZZATI RICCHI IN SINEFRINA POSSONO DETERMINARE INCREMENTO DELLA FREQUENZA CARDIACA, AUMENTO PRESSORIO E STIMOLAZIONE ADRENERGICA. L’EVIDENZA DERIVA DA STUDI CLINICI, FARMACOLOGICI E OSSERVAZIONALI SPECIFICI SULLA SPECIE.
L’ASSOCIAZIONE CON CAFFEINA O ALTRI STIMOLANTI PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI EFFETTI CARDIOVASCOLARI INDESIDERATI. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA DOCUMENTATA SOPRATTUTTO NEGLI INTEGRATORI PER IL CONTROLLO DEL PESO CORPOREO CONTENENTI CITRUS AURANTIUM L.
LE FURANOCUMARINE PRESENTI NELLA SCORZA E IN ALCUNI OLI ESSENZIALI DELLA SPECIE POSSONO CONTRIBUIRE A FENOMENI DI FOTOSENSIBILIZZAZIONE. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA DOCUMENTATA.
L’OLIO ESSENZIALE OTTENUTO DAI FIORI E DALLA SCORZA PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE CUTANEA O SENSIBILIZZAZIONE IN SOGGETTI PREDISPOSTI. EVIDENZA CLINICA E DERMATOLOGICA DOCUMENTATA.
POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOCINETICHE CON FARMACI METABOLIZZATI DA ISOENZIMI DEL CITOCROMO P450 SONO STATE IPOTIZZATE SULLA BASE DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DELLA SPECIE, MA LE EVIDENZE CLINICHE RISULTANO ANCORA LIMITATE E NON DEFINITIVE.
SONO RIPORTATI CASI DI EFFETTI AVVERSI CARDIOVASCOLARI ASSOCIATI SOPRATTUTTO ALL’USO DI ESTRATTI CONCENTRATI ASSOCIATI A SOSTANZE STIMOLANTI MULTIPLE. LE EVIDENZE DIRETTE RISULTANO ETEROGENEE E TALVOLTA COMPLICATE DALLA PRESENZA CONCOMITANTE DI CAFFEINA E ALTRI COMPOSTI ATTIVI NEGLI INTEGRATORI COMMERCIALI.
MANCANO DATI CLINICI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA DI ESTRATTI CONCENTRATI STANDARDIZZATI IN SINEFRINA DURANTE GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO ED ETÀ PEDIATRICA. L’AVVERTENZA DERIVA DALL’ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI E DALLA DOCUMENTATA ATTIVITÀ ADRENERGICA DELLA SPECIE.
LA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA VARIA SIGNIFICATIVAMENTE TRA SCORZA, FIORI, FOGLIE E OLI ESSENZIALI DELLA SPECIE, CON DIFFERENTI PROFILI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA DOCUMENTATA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A CITRUS AURANTIUM L. O AI SUOI COSTITUENTI FITOCHIMICI, INCLUSI OLI ESSENZIALI E PROTOALCALOIDI. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA OSSERVAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE DOCUMENTATE.
PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI INSTABILI O SEVERE IN PRESENZA DI ESTRATTI CONCENTRATI RICCHI IN SINEFRINA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOLOGICHE RELATIVE A POSSIBILI EFFETTI CRONOTROPI E PRESSORI ASSOCIATI AI PROTOALCALOIDI ADRENERGICI DELLA SPECIE.
ARITMIE CARDIACHE DOCUMENTATE O IPERTENSIONE NON CONTROLLATA IN CASO DI UTILIZZO DI PREPARAZIONI AD ELEVATO CONTENUTO DI SINEFRINA. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE E SUI SUOI ESTRATTI CONCENTRATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
AMFETAMINE
ANORESSIZZANTI
ANTIDEPRESSIVI I-MAO
ANTIPERTENSIVI
BRUCIAGRASSI TERMOGENICI
CAFFEINA
CAFFEINA, TAURINA, SINEFRINA AD ALTE DOSI
CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
ESTRATTI DI CHINA
FARMACI CON PROLUNGAMENTO QT
FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
FOTOSENSIBILIZZANTI
INIBITORI-MAO (MONOAMINO OSSIDASI)
INTEGRATORI STIMOLANTI O ECCITANTI
NICOTINA
OLI ESSENZIALI FOTOSENSIBILIZZANTI
ORMONI TIROIDEI
POMPELMO
SIMPATICOMIMETICI
STIMOLANTI DEL SNC
STIMOLANTI/TERMOGENICI
TAURINA
TEOFILLINA
TERAPIE UV (PUVA, FOTOTERAPIA)
ULTRAVIOLETTI (RADIAZIONI)
VASOCOSTRITTORI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco della scorza di Citrus aurantium L. standardizzato in p-sinefrina
Preparazioni fitoterapiche ottenute principalmente dalla scorza immatura o matura essiccata, standardizzate generalmente al 4–6% di p-sinefrina per supporto metabolico, controllo del peso corporeo e attività termogenica. I dosaggi comunemente studiati negli integratori variano da 10 a 30 mg/die di p-sinefrina totale, spesso suddivisi in due o tre somministrazioni. Dosi superiori aumentano il rischio cardiovascolare soprattutto in associazione con caffeina o altri stimolanti. Le evidenze cliniche risultano moderate e controverse per efficacia dimagrante e metabolica.
Estratto fluido o tintura della scorza amara
Preparazioni idroalcoliche tradizionalmente impiegate come amaro-tonico digestivo, stomachico aromatico e carminativo. Le tinture vengono generalmente utilizzate in dosaggi equivalenti a 1–3 mL fino a tre volte al giorno prima dei pasti. Non esistono titolazioni universalmente standardizzate, ma le preparazioni farmacognostiche valorizzano flavonoidi amari e protoalcaloidi adrenergici. L’impiego fitoterapico è maggiormente consolidato per dispepsia e ipoacidità gastrica funzionale.
Estratto secco titolato in flavonoidi totali
Estratti derivati dalla scorza standardizzati in esperidina, naringina e flavonoidi agrumari utilizzati come supporto antiossidante e vasoprotettore. Le titolazioni commerciali più comuni sono comprese tra il 20% e il 50% di bioflavonoidi totali. I dosaggi utilizzati negli integratori sono generalmente compresi tra 250 e 1000 mg/die di estratto. Le evidenze cliniche dirette sulla specie restano limitate e spesso associate a formulazioni multicomponente.
Olio essenziale di neroli
Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore dei fiori di Citrus aurantium L. impiegato prevalentemente in aromaterapia clinica e fitoterapia aromatica per attività ansiolitica lieve, rilassante e sedativa. I principali componenti attivi comprendono linalolo, linalil acetato e limonene. L’utilizzo avviene prevalentemente per inalazione o diffusione ambientale; per uso orale specialistico vengono impiegate quantità molto basse generalmente inferiori a 100 mg/die. Alcuni studi clinici controllati suggeriscono beneficio su ansia lieve e stress psicofisico.
Olio essenziale di petit grain
Olio essenziale ottenuto dalle foglie e dai giovani rami della specie, ricco in linalil acetato e linalolo, utilizzato in fitoterapia aromatica come riequilibrante neurovegetativo e rilassante lieve. L’impiego è prevalentemente inalatorio o topico opportunamente diluito. Le evidenze cliniche specifiche risultano limitate ma coerenti con l’attività farmacologica dei monoterpeni aromatici presenti.
Estratto secco integrale della scorza amara
Preparazioni non standardizzate utilizzate tradizionalmente per attività digestiva, carminativa e stomachica. I dosaggi normalmente impiegati negli integratori sono compresi tra 200 e 1000 mg/die di estratto secco totale. La composizione fitochimica può variare significativamente in funzione della cultivar, del grado di maturazione e del metodo estrattivo.
Preparazioni omeopatiche di Citrus aurantium L.
Disponibili principalmente come tintura madre omeopatica e diluizioni centesimali o decimali ottenute dalla scorza o dal frutto acerbo. Utilizzate nella pratica omeopatica per disturbi digestivi funzionali, insonnia lieve, nervosismo e alterazioni dell’appetito. Non esistono evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia terapeutica secondo criteri evidence-based.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Citrus aurantium, various editions
European Medicines Agency, Assessment report on Citrus aurantium L., various documents
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium, 2004
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Citrus aurantium, 2002
Stohs SJ, Preuss HG, Shara M, A review of the human clinical studies involving Citrus aurantium and its protoalkaloid p-synephrine, International Journal of Medical Sciences, 2012
Haaz S, Fontaine KR, Cutter G, Limdi N, Perumean-Chaney S, Allison DB, Citrus aurantium and synephrine alkaloids in the treatment of overweight and obesity, Obesity Reviews, 2006
Pellati F, Benvenuti S, Melegari M, Firenzuoli F, Determination of adrenergic agonists from extracts and herbal products of Citrus aurantium L. by liquid chromatography, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, 2002
Ammar AH, Bouajila J, Lebrihi A, Mathieu F, Romdhane M, Zagrouba F, Chemical composition and in vitro antimicrobial and antioxidant activities of Citrus aurantium essential oil, Food Chemistry, 2012
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo amaro-tonico
Scorza essiccata di Citrus aurantium L. 1–2 g, Melissa officinalis foglie 1,5 g, Foeniculum vulgare frutti 1 g. Infondere in 200 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali per supporto digestivo, carminativo e riduzione della sensazione di pesantezza gastrica. La formulazione è coerente con l’uso fitoterapico tradizionale europeo e mediterraneo.
Infuso rilassante serale con fiori di arancio amaro
Fiori di Citrus aurantium L. 1–2 g, Tilia cordata infiorescenze 2 g, Matricaria chamomilla capolini 1,5 g. Infondere per circa 10 minuti in 200 mL di acqua calda. Utilizzo tradizionale come supporto lieve per tensione nervosa, agitazione e qualità del sonno. Le evidenze cliniche risultano maggiormente documentate per l’attività aromaterapica e sedativa lieve dei fiori e dell’olio essenziale di neroli.
Decotto aromatico digestivo e carminativo
Scorza di Citrus aurantium L. 1,5 g, Zingiber officinale rizoma 1 g, Pimpinella anisum frutti 1 g. Bollire delicatamente in 250 mL di acqua per circa 5 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente come supporto digestivo e antiflatulento. Le evidenze sono prevalentemente farmacologiche e fitoterapiche tradizionali.
Infuso per dispepsia funzionale e meteorismo
Scorza amara di Citrus aurantium L. 1 g, Mentha × piperita foglie 1,5 g, Carum carvi frutti 1 g. Infondere in acqua calda per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali. La formulazione combina droghe aromatiche e carminative tradizionalmente utilizzate per disturbi digestivi lievi.
Preparazione erboristica per supporto metabolico tradizionale
Scorza di Citrus aurantium L. standardizzata in p-sinefrina 200–300 mg equivalenti di estratto secco, Camellia sinensis foglie 150–300 mg di estratto, Paullinia cupana estratto 50–100 mg. Utilizzo limitato a brevi periodi e solo in soggetti privi di patologie cardiovascolari. Le evidenze cliniche risultano controverse e gli effetti metabolici generalmente modesti. L’associazione può aumentare il rischio di tachicardia, agitazione e incremento pressorio.
Infuso aromatico calmante con petit grain e melissa
Foglie di Citrus aurantium L. 1–2 g, Melissa officinalis foglie 2 g, Lavandula angustifolia sommità 1 g. Infondere per circa 10 minuti in 200 mL di acqua calda. Utilizzo tradizionale come supporto neurovegetativo lieve e rilassante digestivo.
Infuso tradizionale mediterraneo stomachico
Scorza di Citrus aurantium L. 1 g, Artemisia absinthium piccole quantità 0,2–0,3 g, Achillea millefolium sommità 1 g. Infondere per breve tempo in acqua calda. Preparazione storicamente utilizzata come amaro-tonico digestivo e stimolante dell’appetito digestivo. L’uso deve essere moderato per l’elevata attività aromatica e amara della formulazione.
Le preparazioni contenenti scorza amara concentrata o estratti standardizzati in p-sinefrina devono essere utilizzate con cautela in soggetti con ipertensione, aritmie o sensibilità agli stimolanti adrenergici. Gli oli essenziali della specie possono inoltre causare fotosensibilizzazione o irritazione cutanea in soggetti predisposti.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Citrus aurantium, various editions
European Medicines Agency, Assessment report on Citrus aurantium L., various documents
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium, 2004
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Citrus aurantium, 2002
Stohs SJ, Preuss HG, Shara M, A review of the human clinical studies involving Citrus aurantium and its protoalkaloid p-synephrine, International Journal of Medical Sciences, 2012
Haaz S, Fontaine KR, Cutter G, Limdi N, Perumean-Chaney S, Allison DB, Citrus aurantium and synephrine alkaloids in the treatment of overweight and obesity, Obesity Reviews, 2006
Pellati F, Benvenuti S, Melegari M, Firenzuoli F, Determination of adrenergic agonists from extracts and herbal products of Citrus aurantium L. by liquid chromatography, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, 2002
Ammar AH, Bouajila J, Lebrihi A, Mathieu F, Romdhane M, Zagrouba F, Chemical composition and in vitro antimicrobial and antioxidant activities of Citrus aurantium essential oil, Food Chemistry, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino aromatico digestivo all’arancio amaro
Preparazione tradizionale ottenuta mediante macerazione della scorza essiccata di Citrus aurantium L. in vino bianco secco o vino liquoroso aromatico. Le formulazioni storiche europee utilizzavano generalmente 20–40 g di scorza amara essiccata per litro di vino, lasciando macerare per 5–10 giorni in recipiente chiuso e filtrando successivamente. Veniva impiegato tradizionalmente come stomachico aromatico, digestivo amaro-tonico e carminativo in piccole quantità dopo i pasti principali.
Liquore amaro all’arancio
Preparazione alcolica tradizionale ottenuta tramite infusione o macerazione della scorza di Citrus aurantium L. in alcool etilico alimentare, spesso associata a spezie aromatiche e altre droghe amare digestive. Le preparazioni mediterranee e farmaceutiche storiche prevedevano macerazioni di 20–50 g di scorza per litro di alcool diluito o distillato aromatico. L’utilizzo tradizionale era principalmente digestivo, eupeptico e correttivo aromatico.
Tintura vinosa di scorza amara
Preparazione galenica storicamente documentata nella farmacopea europea mediante macerazione della scorza essiccata in vino medicato o vino fortificato. Veniva utilizzata come supporto digestivo nelle dispepsie lievi e nella riduzione dell’appetito digestivo. L’impiego era generalmente limitato a dosi ridotte prima o dopo i pasti.
Vino medicinale aromatico con arancio amaro e china
Preparazione storica di area europea e coloniale ottenuta associando scorza di Citrus aurantium L. con corteccia di china in vino liquoroso o marsala. Utilizzato tradizionalmente come tonico digestivo aromatico e corroborante amaro. La presenza concomitante di alcaloidi della china e composti adrenergici dell’arancio amaro richiedeva uso moderato.
Liquore al neroli e scorza amara
Preparazione liquoristica aromatica tradizionale ottenuta mediante utilizzo combinato dei fiori e della scorza della specie. Impiegata storicamente soprattutto come digestivo aromatico e preparazione conviviale. L’aroma deriva prevalentemente da linalolo, linalil acetato e limonene presenti negli oli essenziali della specie.
Le preparazioni alcoliche contenenti Citrus aurantium L. devono essere utilizzate con cautela in soggetti con patologie cardiovascolari, ipertensione o sensibilità agli stimolanti adrenergici, soprattutto in presenza di estratti ricchi in p-sinefrina.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Citrus aurantium, various editions
European Medicines Agency, Assessment report on Citrus aurantium L., various documents
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium, 2004
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Citrus aurantium, 2002
Stohs SJ, Preuss HG, Shara M, A review of the human clinical studies involving Citrus aurantium and its protoalkaloid p-synephrine, International Journal of Medical Sciences, 2012
Pellati F, Benvenuti S, Melegari M, Firenzuoli F, Determination of adrenergic agonists from extracts and herbal products of Citrus aurantium L. by liquid chromatography, Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis, 2002
Bisset NG, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Citrus aurantium sections, various editions
Khare CP, Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, Citrus aurantium, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Contiene octopamina, uno stimolante proibito in gara da WADA quando presente in quantità significative da integratori o estratti concentrati.
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Citrus aurantium L. (comunemente chiamato arancio amaro o bigarade) è effettivamente una pianta mellifera: le sue fioriture, bianche e molto profumate, attirano le api che producono miele da questo nettare.
Il miele di arancio amaro ha le seguenti caratteristiche principali:
Colore: chiaro, tendente al giallo paglierino o al bianco ambrato chiaro.
Sapore: delicato, dolce ma con un retrogusto leggermente amaro e agrumato, molto aromatico.
Aroma: intenso, floreale e caratteristico della fioritura degli agrumi; spesso molto persistente.
Consistenza: liquido all’estrazione, tende a cristallizzare in modo fine e uniforme.
Proprietà: considerato facilmente digeribile, con potenziali effetti calmanti e leggermente stimolanti sulla digestione; contiene enzimi, flavonoidi e polifenoli tipici della pianta di origine.
Questo miele è apprezzato sia da solo, per accompagnare colazioni o tè, sia come dolcificante naturale per preparazioni gastronomiche delicate, grazie al suo aroma fine e agrumato.
La scorza di Citrus aurantium L. è ampiamente utilizzata nella gastronomia mediterranea, mediorientale e nordafricana come aromatizzante amaro-agrumato per dolci, biscotti, creme, marmellate, canditi e liquori tradizionali. La scorza fresca o essiccata viene impiegata anche in miscele speziate e preparazioni aromatiche.
Le marmellate di arancio amaro rappresentano uno degli utilizzi culinari più diffusi della specie, specialmente nella tradizione britannica e mediterranea. I frutti vengono utilizzati interi o con scorza per ottenere preparazioni dal gusto amarognolo intenso e aromatico.
I fiori della specie vengono impiegati per produrre acqua di fiori d’arancio, ingrediente tradizionale utilizzato in pasticceria araba, persiana, turca e mediterranea. L’acqua aromatica viene aggiunta a dolci, creme, bevande e preparazioni a base di latte o mandorle.
L’olio essenziale di neroli ottenuto dai fiori è utilizzato soprattutto in confetteria, liquoreria e alta pasticceria come aromatizzante naturale ad elevata intensità aromatica.
La scorza candita di Citrus aurantium L. viene utilizzata nella preparazione di panificati dolci, cioccolateria, torroni, panettoni, colombe e dessert tradizionali europei.
In alcune tradizioni culinarie mediorientali e nordafricane il succo e la scorza vengono utilizzati anche per aromatizzare salse, marinate, carni e preparazioni agrodolci.
Le foglie e i giovani germogli aromatici sono stati occasionalmente utilizzati in liquoreria tradizionale e preparazioni aromatiche regionali.
La specie rappresenta inoltre una delle principali fonti aromatiche nella produzione storica di liquori agrumati, aperitivi amari e vini aromatizzati digestivi.
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Citrus aurantium L. è una delle specie agrumarie più antiche introdotte nel bacino mediterraneo dal mondo arabo-persiano durante il Medioevo, molto prima della diffusione dell’arancio dolce moderno.
Per secoli l’arancio amaro fu il principale agrume coltivato in Europa sia per uso medicinale sia ornamentale.
La specie ebbe un ruolo centrale nella nascita della profumeria moderna grazie all’olio essenziale di neroli ottenuto dai fiori. Il nome “neroli” deriva da Anna Maria de La Trémoille, principessa di Nerola, che nel XVII secolo rese celebre il profumo dei fiori d’arancio presso le corti europee.
Dalla stessa pianta si ottengono tre differenti oli essenziali tradizionali con caratteristiche aromatiche molto diverse: olio essenziale di neroli dai fiori, petit grain dalle foglie e dai rametti giovani, olio essenziale di scorza dal pericarpo del frutto.
Nella tradizione mediterranea e araba i fiori d’arancio erano simbolo di purezza, fertilità e serenità; per questo venivano utilizzati nei matrimoni e nelle preparazioni rituali.
L’acqua di fiori d’arancio derivata dalla specie è uno degli aromi storici più importanti della pasticceria araba, siciliana, andalusa e persiana.
Per secoli Citrus aurantium L. è stato utilizzato come portainnesto agrumicolo grazie alla sua resistenza relativa e alla compatibilità con numerose cultivar di agrumi.
La scorza amara della specie era considerata una droga aromatica fondamentale nelle antiche farmacopee europee come stomachico, correttivo del gusto e tonico digestivo.
Epoca romana: Il "miele di zagara" era considerato afrodisiaco.
Medioevo: Le bucce erano usate per aromatizzare l’idromele.
Nel XX secolo gli estratti ricchi in sinefrina della specie hanno acquisito notorietà commerciale come ingredienti di integratori termogenici e dimagranti, soprattutto dopo il divieto dell’efedra in numerosi paesi.
La presenza di furanocumarine nella scorza e negli oli essenziali rese storicamente nota la capacità della specie di provocare fotosensibilizzazione cutanea in soggetti predisposti.