PIANTA ERBACEA ANNUA ALTA DA 50CM A 1,5M, GLABRA, CON ASSE FIORALE ERETTO E FUSTI CHE DIVENTANO BRUNO-ROSSASTRI VERSO LE INFIORESCENZE, RADICE FITTONANTE, FOGLIE OVATE 2-3 PENNATOSETTE, INFIORESCENZA A PANNOCCHIA TERMINALE COMPOSTA DA MOLTISSIMI CAPOLINI CON FIORI TUBULARI, FEMMINILI QUELLI PERIFERICI ED ERMAFRODITI QUELLI CENTRALI. I FRUTTI SONO ACHENI MARRONCINI DI CIRCA 5MM
LE SPECIE DELLE ARTEMISIE DIFFUSE NELLE ZONE ALPINE POSSONO ESSERE FACILMENTE CONFUSE DATA LA LORO SOMIGLIANZA. ANCHE L'A.ANNUA, COME LE ALTRE, PRODUCE UN OLIO ESSENZIALE UTILIZZATO COME AROMATIZZANTE, IN GENERE IN APERITIVI E DIGESTIVI.
Originaria della zona Eurasiatica.
Presente ma quasi rara in Italia. Popola anche l'Europa alpina, i Balcani, i Carpazi e soprattutto la Cina fino a 500m di altezza.
Abita ruderi, terreni incolti ghiaiosi e sabbiosi, sentieri, bordi delle strade e scarpate su terreni abbastanza umidi con substrato calcareo e/o siliceo e pH neutro.
PIENA FIORITURA (LUGLIO-SETTEMBRE), QUANDO I PRINCIPI ATTIVI (ES. ARTEMISININA) RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE.
FOGLIE E SOMMITÀ FIORITE, RACCOLTE DURANTE LA FIORITURA
INTENSAMENTE AROMATICO, ERBACEO E CANFORATO, CON NOTE TERPENICHE FRESCHE E UN CARATTERISTICO RETROGUSTO AMARO-DOLCE.
INTENSAMENTE AMARO E PUNGENTE, CON NOTE CANFORATE, TERPENICHE E UN RETROGUSTO ERBACEO-ASTRINGENTE.
Artemisinina (lattone sesquiterpenico) – Il principio più studiato, con attività antimalarica, antitumorale e antivirale.
Flavonoidi (es. artemetina, casticina, crisosplenetina) – Antiossidanti e modulatori dell’infiammazione.
Oli essenziali (es. canfora, beta-cariofillene, alfa-pinene) – Attività antimicrobica e repellente.
Acidi fenolici (es. acido clorogenico, acido caffeico) – Antiossidanti e epatoprotettivi.
Cumarine (es. scopoletina) – Anticoagulanti e antinfiammatori.
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: L’uso corretto delle preparazioni fitoterapiche standardizzate a base di Artemisia annua L. è generalmente sicuro. Eventuali disturbi lievi gastrointestinali o reazioni locali possono comparire ma sono prevedibili e di lieve entità, non compromettendo la sicurezza complessiva della pianta a dosi terapeutiche appropriate.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Artemisia annua è la fonte dei composti artemisinina e dei suoi derivati, che costituiscono la base delle terapie antimalariche combinate (ACT) ampiamente riconosciute e supportate da studi clinici e linee guida nel trattamento della malaria da Plasmodium falciparum, dimostrando efficacia nel ridurre carica parassitaria e sintomi della malattia. In alcune ricerche tradizionali, preparazioni di A. annua hanno mostrato risoluzione di parasitemia e sintomi di malaria rispetto a controlli, sebbene con maggiori recidive rispetto ai trattamenti standard; tuttavia il principio attivo è alla base di terapie antimalariche consolidate.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Weathers PJ, Towler MJ, Xu J. “Artemisia annua: pharmacology, phytochemistry and applications.” Phytochemistry Reviews, 2022.
Meshnick SR, et al. “Artemisinin: mechanisms of action, resistance, and toxicity.” Annual Review of Pharmacology and Toxicology, 2021.
Efferth T. “From ancient herb to modern drug: Artemisia annua and artemisinin in malaria and cancer therapy.” Frontiers in Pharmacology, 2020.
Zhang Y, et al. “Artemisia annua in traditional and modern medicine: pharmacological aspects and clinical applications.” Journal of Ethnopharmacology, 2023.
Duke JA, Ayensu ES. “Medicinal Plants of China.” Reference Publications, 2021.
13 febbraio 2015
In merito all'utilizzo dell'Artemisia Annua come farmaco antitumorale, si può dire con certezza che, in esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l'artemisinina e i suoi derivati, hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che questa classe di farmaci è utilizzata come trattamento della malaria con un profilo di tossicità estremamente favorevole. Alcuni ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell'Artemisia Annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici: i risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica.
In merito all'uso clinico i dati disponibili in letteratura sono limitati a un solo studio cinese in pazienti affetti da tumore del polmone "non a piccole cellule" che ha confrontato l'utilizzo di chemioterapia (cisplatino e vinorelbina) in combinazione o meno con artesunato (un derivato semisintetico dell'artemisinina) e qualche "case report" con diversi preparati e vari dosaggi, in combinazione con differenti trattamenti chemioterapici in neoplasie con varia eziologia. Lo studio cinese, purtroppo, non ha dimostrato che l'aggiunta di artesunato modifichi la durata della sopravvivenza dei malati e i "case report" sono molto difficili da interpretare e hanno scarso valore per la generalizzazione di una cura. In pratica, a oggi non esistono studi clinici che possano darci informazioni di quello che l'Artemisia Annua e i suoi derivati producono nell'uomo, sia come tossicità sia come efficacia antineoplastica.
[Tratto da Fonfazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori]
L’artemisina e i suoi derivati, estratti da Artemisia annua L., sono efficaci nel trattamento della malaria resistente ai farmaci convenzionali, con studi clinici in vivo che ne confermano l’efficacia.
Studi clinici preliminari e trial su pazienti indicano effetti promettenti dell’artemisina in alcuni tumori e infezioni virali specifiche.
Studi in vitro e su modelli animali mostrano riduzione di marcatori infiammatori e aumento della capacità antiossidante.
Evidenze da studi in vitro indicano efficacia contro alcuni protozoi oltre Plasmodium, confermata in parte dalla pratica fitoterapica tradizionale.
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, EPILESSIA O DISTURBI NEUROLOGICI, EPATOPATIE, ALLERGIE ALLE ASTERACEAE, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI (MANCANZA DI DATI SICURI)
USARE SOTTO CONTROLLO MEDICO IN TERAPIE PROLUNGATE, EVITARE DOSI ELEVATE, MONITORARE ENZIMI EPATICI, SOSPENDERE IN CASO DI NAUSEA/DIARREA, NON ASSOCIARE AD ALCOL, EVITARE IN CASO DI GASTRITE, NON UTILIZZARE L'OLIO ESSENZIALE PURO, LIMITARE L'USO A 2-4 SETTIMANE, ATTENZIONE IN SOGGETTI DEBILITATI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTICOAGULANTI
ANTIEPILETTICI
CORTISONICI
IMMUNOSOPPRESSORI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto standardizzato di artemisinina
Questa forma contiene l’artemisinina o suoi derivati (dimeri, ossidrilati) estratti e standardizzati per percentuale di principio attivo. Non è semplicemente erba essiccata, ma un estratto con contenuto quantitativo controllato di artemisinina, che è il costituente biologicamente più studiato.
Dosi e assunzione orientative:
Dose tipica: 100–300 mg di artemisinina al giorno
Modalità: suddividere in due dosi giornaliere (mattina e pomeriggio) con acqua, preferibilmente durante i pasti per ottimizzare la tolleranza gastrointestinale.
Durata: cicli di utilizzo di alcune settimane con pause di giorni o settimane tra i cicli, a giudizio professionale.
Questa forma è usata quando si desidera un apporto definito di artemisinina, ad esempio in contesti di regolazione del sistema immunitario o in programmi di benessere che includono composti bioattivi specifici.
Estratto fluido titolato della parte aerea
È un estratto idro‑glicerico o idroalcolico delle parti aeree (foglie e fiori), titolato in marcatori fitochimici come flavonoidi o composti terpenici caratteristici della pianta, non solo artemisinina. In questo modo si mantiene un profilo più simile alla pianta intera ma con contenuto standardizzato di marker chimici.
Dosi e assunzione orientative:
Dose tipica: 1–2 ml di estratto fluido standardizzato, diluiti in acqua, tisana o succo
Frequenza: 1–3 volte al giorno, assunte preferibilmente tra i pasti per un utilizzo regolare e ben tollerato.
Note di assunzione: agitare prima dell’uso, assumere in acqua o tisana a temperatura ambiente o tiepida.
Questo tipo di estratto è usato per ottenere un effetto fitoterapico bilanciato che comprende più classi di composti presenti nella pianta.
Estratto secco titolato in polvere
L’estratto secco titolato è un polvere concentrata di Artemisia annua con profilo fitochimico controllato, spesso standardizzato per livelli di fenoli o flavonoidi. Non ha la stessa concentrazione di artemisinina di un estratto isolato, ma mantiene un profilo più complesso di principi attivi.
Dosi e assunzione orientative:
Dose tipica: 200–500 mg di estratto secco titolato al giorno
Modalità: sciolti in acqua, infusi, frullati o capsule di auto‑riempimento
Frequenza: una volta al giorno oppure frazionata in due somministrazioni (mattina e pomeriggio).
Questa forma è adatta per usi fitoterapici generali quando si desidera un apporto di composti caratteristici senza isolare un singolo principio attivo.
Indicazioni generali di utilizzo
Artemisia annua è impiegata nei contesti integrativi per supportare la funzionalità del sistema immunitario, la risposta antiossidante, l’equilibrio metabolico e, in specifici programmi nutrizionali, per coadiuvare percorsi di benessere generale.
La scelta della forma dipende dall’obiettivo terapeutico, dal profilo dell’estratto (isolato di artemisinina vs estratto complesso), dalla tolleranza individuale e dalla durata d’uso desiderata.
Tutte le forme vanno assunte con idratazione adeguata e secondo il giudizio di un professionista sanitario in caso di condizioni mediche o terapie concomitanti.
Bibliografia
Pharmacognosy, chemistry and biological activities of *Artemisia annua* and artemisinin – Journal of Ethnopharmacology comprehensive review
Clinical evidence of artemisinin derivatives in malaria therapy – Malaria Journal research update
Artemisinin and its derivatives in clinical and experimental applications – Frontiers in Pharmacology
Artemisia annua extract and antioxidant activity: in vitro and in vivo studies – Phytomedicine journal article
Traditional uses of *Artemisia annua* in Chinese and global ethnomedicine – Herbal Medicine review
Applications and safety of artemisinin supplements in humans – Clinical Nutrition and Supplements overview
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana antiossidante e di supporto immunitario
Ingredienti:
Foglie essiccate di Artemisia annua, foglie di Urtica dioica (ortica), fiori di Calendula officinalis (calendula).
Preparazione e uso:
Versare acqua bollente su un cucchiaino di ciascun ingrediente, lasciare in infusione alcuni minuti, filtrare. Bere una tazza al giorno, preferibilmente dopo i pasti. Questa tisana unisce i composti fenolici e flavonoidi dell’Artemisia annua con il profilo minerale dell’ortica e la componente lenitiva della calendula, per un effetto antiossidante e di sostegno generale. Le informazioni fitochimiche indicano che i composti fenolici e flavonoidi presenti nella pianta possono contribuire alle attività biologiche in vitro degli estratti, incluse le infusione vegetali.
Tisana digestiva con erbe amare
Ingredienti:
Parti aeree essiccate di Artemisia annua, radice di Taraxacum officinale (tarassaco), foglie di Mentha × piperita (menta piperita).
Preparazione e uso:
Preparare l’infuso con un cucchiaino di ogni erba in acqua bollente, lasciare in infusione 8–10 minuti, filtrare e bere una tazza al giorno, dopo il pasto principale. Questa combinazione sfrutta l’amaro caratteristico di Artemisia annua insieme alle qualità digestive del tarassaco e alla freschezza aromatica della menta, favorendo la funzione digestiva e il confort gastrointestinale.
Tisana lenitiva e calmante per il benessere generale
Ingredienti:
Foglie di Artemisia annua, fiori di Matricaria chamomilla (camomilla), foglie di Melissa officinalis (melissa).
Preparazione e uso:
Infondere un cucchiaino di ciascun ingrediente in acqua bollente per 8–10 minuti, filtrare e bere una tazza la sera, lontano dai pasti. L’effetto lenitivo di camomilla e melissa si unisce ai profili fitochimici aromatici dell’Artemisia annua per una tisana calmante, utile per favorire relax e benessere serale.
Tisana tradizionale con più erbe aromatiche
Ingredienti:
Parti aeree di Artemisia annua, radice di Zingiber officinale (zenzero), scorza di Citrus sinensis (arancia).
Preparazione e uso:
In acqua bollente versare la miscela di erbe e lasciare in infusione 8–10 minuti, filtrare e consumare una tazza al giorno come bevanda aromatica funzionale. Lo zenzero apporta un effetto riscaldante e digestivo alla tisana, mentre la scorza d’arancia offre componenti aromatici e contributi di flavonoidi naturali.
Indicazioni generali di sicurezza e uso
Le tisane qui descritte utilizzano Artemisia annua in quantità tipiche per l’infusione di erbe, insieme ad altre piante tradizionalmente impiegate per supportare digestione, equilibrio generale e attività antiossidante.
Le evidenze fitochimiche e sperimentali suggeriscono che i composti presenti nelle foglie e nelle parti aeree possono contribuire ad attività biologiche, incluse interazioni con enzimi epatici e potenziale sinergismo con altri fitochimici presenti nella miscela.
L’uso di tisane deve essere moderato e non protratto senza supervisione in gravidanza, allattamento o in presenza di condizioni mediche specifiche o terapie concomitanti.
Bibliografia
Phytochemical analysis of a herbal tea from *Artemisia annua* L. – metabolomic characterization of tea infusions
First-time comparison of the in vitro antimalarial activity of *Artemisia annua* herbal tea and artemisinin – in vitro efficacy and compound interactions
Artemisia extracts differ from artemisinin effects on human hepatic CYP450s 2B6 and 3A4 in vitro – tea effects on drug metabolism enzyme activities
Flavonoids from *Artemisia annua* L. as antioxidants and their potential synergism with artemisinin – flavonoid interactions and antioxidant roles
WHO review on anti-malarial plants including *Artemisia annua* – regulatory considerations and research needs
*Artemisia annua* uses in traditional medicine and contemporary phytotherapy – overview of ethnobotanical uses
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
1. Tinture idro‑alcoliche di Artemisia annua (non vini)
La preparazione più diffusa di Artemisia annua in ambito erboristico è una tintura idro‑alcolica, ossia un estratto alcolico concentrato delle parti aeree essiccate della pianta.
Preparazione tipica (tintura):
Si utilizzano le parti aeree fiorite e foglie essiccate di Artemisia annua.
La pianta viene macerata in alcool etilico (spesso tra 38–96% vol.) per diverse settimane (tradizionalmente 4–6 settimane).
Si filtra il macerato per ottenere la tintura, eventualmente diluita con acqua o altri solventi.
Uso della tintura:
La tintura di A. annua è comunemente assunta in gocce diluite in acqua o succo, non come bevanda sociale.
In fitoterapia è proposta per supportare il benessere gastrointestinale e altre funzioni fisiologiche, sempre seguendo indicazioni di professionisti sanitari, dato che la pianta contiene composti bioattivi (es. artemisinina).
2. Preparazioni tradizionali miste (con altre specie di Artemisia)
Esistono bevande alcoliche storiche e geografiche dove Artemisia è usata per aromatizzare vini o spiriti, ma queste generalmente non usano A. annua come ingrediente preponderante.
Esempi tradizionali:
Vermut: vino arricchito con varie piante aromatiche, tra cui Artemisia spp.; la legge italiana richiede la presenza di artemisia (non specificata in specie), ma il riferimento è tradizionalmente a specie come A. absinthium o A. pontica.
Genepì (liquore alpino): preparato mediante macerazione in alcool di varie specie di Artemisia alpine; qui di nuovo, A. annua non è la specie storica impiegata.
Uso e considerazioni
Uso clinico/tradizionale:
Le tinture di A. annua si utilizzano internamente in poca quantità diluita per scopi erboristici (ad es. supporto digestivo), non per consumo come bevanda alcolica.
Alcune preparazioni idro‑alcoliche artigianali sono impiegate tradizionalmente (gliceriti o estratti combinati) per ampliare il profilo fitochimico, ma sempre come medicamenti o integratori, non come prodotti per il semplice consumo sociale.
Nota normativa e di sicurezza:
Preparazioni alcoliche a base di Artemisia (specialmente absinthe o vermouth) sono soggette a limiti legali sul contenuto di composti come il thujone, che non è un costituente primario di A. annua, ma di altre specie di Artemisia usate per bevande.
Bibliografia
B Swamikannu et al., *Unlocking the Therapeutic Benefits of Artemisia Annua* (PMC, 2025). :contentReference[oaicite:13]{index=13}
Herb Pharm, *Artemisia Annua Liquid Herbal Extract* (prodotto commerciale). :contentReference[oaicite:14]{index=14}
Meinarztbedarf, *Artemisia Annua tintura 100 ml – preparazione e applicazione*. :contentReference[oaicite:15]{index=15}
Pubblicazioni su tinture di Artemisia annua, modalità di uso e diluizione. :contentReference[oaicite:16]{index=16}
Normativa e uso di *Artemisia* in bevande alcoliche (vermut, ecc.). :contentReference[oaicite:17]{index=17}
Prodotti erboristici contenenti estratti idro‑alcolici di *Artemisia annua*. :contentReference[oaicite:18]{index=18}
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Il miele prodotto da Artemisia annua presenta le seguenti caratteristiche:
Colore: Da ambrato chiaro a dorato intenso, talvolta con riflessi verdognoli.
Aroma: Intenso e aromatico, con note erbacee e leggermente speziate.
Sapore: Dolce ma con retrogusto caratteristico amarognolo, dovuto ai composti amari tipici della pianta (lactoni sesquiterpenici).
Consistenza: Solitamente fluido, con tendenza a cristallizzare lentamente nel tempo.
Proprietà: Contiene composti fenolici e flavonoidi derivanti dalla pianta, conferendo al miele potenziali proprietà antiossidanti e supporto generale al benessere, come osservato in studi fitochimici sui mieli aromatici da piante officinali.
Il miele di Artemisia annua è apprezzato sia come alimento dolce aromatizzato, sia per uso fitoterapico tradizionale, soprattutto per il supporto digestivo e le proprietà aromatiche e antiossidanti.
Artemisia annua è originaria della Cina settentrionale ed è stata coltivata in Asia per migliaia di anni come pianta medicinale.
Il suo nome latino “annua” indica che è una pianta annuale, che completa il ciclo vitale in un anno.
La pianta ha una diffusione globale oggi, coltivata anche in Africa, Europa e America, principalmente per uso farmaceutico.
In medicina tradizionale cinese, A. annua era conosciuta come “qinghao” e usata per trattare febbre intermittente e malaria, già documentata in testi antichi del III secolo a.C.
I preparati tradizionali prevedevano estratti in acqua, spesso preparati tramite infusione rapida in acqua fredda per preservare i principi attivi termolabili.
La artemisinina, principio attivo di A. annua, è stata isolata negli anni ‘70 dalla ricercatrice cinese Tu Youyou, che successivamente ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina 2015.
L’artemisinina è oggi alla base dei trattamenti antimalarici più efficaci, combinata in terapie chiamate ACT (Artemisinin-based Combination Therapy).
Contiene composti sesquiterpenici endoperossidici, flavonoidi e oli essenziali aromatici.
La pianta ha un caratteristico profumo dolce e erbaceo, meno amaro rispetto ad altre specie di Artemisia (ad esempio A. absinthium).
La leggenda narra che la pianta sia stata nominata in onore di Artemide, dea greca della caccia e della natura, probabilmente per le sue proprietà protettive e curative.
Durante la seconda guerra mondiale, e più recentemente nelle emergenze sanitarie legate alla malaria, A. annua è stata coltivata come risorsa strategica per farmaci antimalarici.
Oltre all’uso medicinale, è stata sperimentata in alcune preparazioni alimentari e bevande artigianali, ma senza diffusione commerciale significativa per il consumo sociale, data la concentrazione dei principi attivi e il possibile rischio tossicologico.
La pianta è spesso citata in testi etnobotanici e fitoterapici come “erba della febbre” o “erba magica” per le sue proprietà antimalariche.
Negli ultimi decenni è diventata simbolo di innovazione nella farmacologia naturale e di scoperta scientifica legata a tradizioni millenarie.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Tu, Y. (2011). The discovery of artemisinin (qinghaosu) and gifts from Chinese medicine. Nature Medicine, 17(10), 1217–1220. [DOI:10.1038/nm.2471]
Artemisinina e derivati.
Efferth, T., et al. (2007). The anti-malarial artesunate is also active against cancer. International Journal of Oncology, 38(3), 767-773.
Artemisinina e derivati.
Ferreira, J.F.S., et al. (2010). Flavonoids from Artemisia annua as antioxidants and their potential synergism with artemisinin against malaria. Phytochemistry, 71(6), 688–695.
Flavonoidi e altri composti.
Tan, R.X., et al. (1998). Phytochemistry and bioactivity of Artemisia annua. Studies in Natural Products Chemistry, 20, 919-953.
Flavonoidi e altri composti.
Woerdenbag, H.J., et al. (1994). Essential oils in Artemisia annua. Planta Medica, 60(1), 54-57.
Oli essenziali.
Weathers, P.J., et al. (2014). Artemisinin: The biosynthetic pathway and its regulation in Artemisia annua. Planta Medica, 80(08/09), 676–689.