QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 26/04/2026
CENTELLA ASIATICA Centella asiatica (L.) Urban
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Autore: erbeofficinali.org
Photo by French B.
Photo by John D. Byrd
Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione del Centro Clinico Medicina Naturale (naturamedica.net)
Centella asiatica - Pilipinas
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Genere Centella
Specie Centella asiatica (L.) Urb.
Famiglia:
Erba della tigre, Indian pennywort, Asiatic pennywort, Hydrocotyle, Antanan Gede, Brahma-manduki, Brahmi, Brahmi, Hindi brahami, Bua bok, Centela, Duan Kaki Kuda, Ghod Tapre, Gotu cola
PIANTA ERBACEA PERENNE CON SOTTILI STOLONI STRISCIANTI CHE RADICANO AI NODI. LE FOGLIE SONO RENIFORMI O ORBICOLARI, CON MARGINI CRENATI O DENTATI, LUNGHE 1-5 CM, PORTATE DA LUNGHI PICCIOLI. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE ROSA O BIANCASTRO, RAGGRUPPATI IN PICCOLE OMBRELLE POSTE SU BREVI PEDUNCOLI ASCELLARI. IL FRUTTO È UN ACHENIO OVALE, APPIATTITO LATERALMENTE, CON COSTOLE PROMINENTI.
TUTTO L'ANNO NEI CLIMI TROPICALI, PICCHI IN ESTATE (GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE), FINE PRIMAVERA, ESTATE
Predilige ambienti umidi e ombreggiati o parzialmente ombreggiati. Si trova comunemente in zone paludose, acquitrini, lungo i fossi, le rive dei fiumi e i bordi dei laghi, prosperando in suoli umidi o bagnati, ricchi di materia organica. È diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia, inclusa India, Sri Lanka, Indonesia, Malesia e Cina, ma si trova anche in alcune parti dell'Africa e dell'Australia. Cresce tipicamente a basse altitudini, in climi caldi e umidi.
European Medicines Agency, Assessment report on Centella asiatica L. Urban, 2015
Brinkhaus B et al., Chemical pharmacological and clinical profile of the East Asian medical plant Centella asiatica, 2000
James J T et al., Centella asiatica A review of its medicinal uses and pharmacology, 2004
Orhan I E, Centella asiatica L. Urban From traditional medicine to modern medicine with neuroprotective potential, 2012
Gray N E et al., Centella asiatica modulates antioxidant and mitochondrial pathways and improves cognitive function, 2016
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati clinici e farmacovigilanza indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche con rari effetti avversi lievi gastrointestinali o cutanei; segnalati casi isolati di epatotossicità idiosincratica con uso prolungato o ad alte dosi, evidenza osservazionale limitata
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze cliniche controllate disponibili per estratti standardizzati titolati in triterpeni nella insufficienza venosa cronica, microcircolo e cicatrizzazione, ma non generalizzabili all’intera pianta o a tutte le preparazioni; supporto aggiuntivo da studi in vivo e in vitro sui meccanismi d’azione
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica e dei disturbi del microcircolo con riduzione di edema, pesantezza e miglioramento dei parametri emodinamici, supportata da studi clinici controllati e revisioni sistematiche su estratti standardizzati titolati in triterpeni.
Attività cicatrizzante e riepitelizzante in lesioni cutanee e ferite croniche, documentata da studi clinici controllati e osservazionali su preparazioni topiche standardizzate con miglioramento dei tempi di guarigione e della qualità del tessuto cicatriziale.
Attività nel trattamento dell’insufficienza venosa e della fragilità capillare con miglioramento del trofismo connettivale e riduzione della permeabilità capillare, supportata da trial clinici e studi farmacodinamici su triterpeni totali.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività neuroprotettiva e migliorativa delle funzioni cognitive, supportata da studi in vivo su modelli animali e da studi clinici preliminari non conclusivi; evidenze di modulazione dello stress ossidativo e della funzione mitocondriale.
Attività ansiolitica e modulante del sistema nervoso centrale, evidenza da studi in vivo animale e piccoli studi clinici pilota; risultati eterogenei e non conclusivi.
Attività antiossidante con modulazione dei sistemi redox cellulari, documentata in vitro e in vivo animale su estratti della specie.
Attività antinfiammatoria con modulazione di citochine e mediatori dell’infiammazione, evidenza da studi in vitro e modelli animali.
Attività epatoprotettiva osservata in modelli animali con riduzione del danno ossidativo epatico, evidenza in vivo non confermata da studi clinici robusti.
Attività dermatoprotettiva e antiaging con stimolazione della sintesi di collagene e miglioramento dell’elasticità cutanea, documentata in vitro e in studi clinici cosmetici o osservazionali.
Uso storico e nella tradizione
Uso come tonico cerebrale e migliorativo della memoria nelle medicine tradizionali asiatiche.
Uso come cicatrizzante e vulnerario per ferite, ustioni e ulcere cutanee.
Uso come rimedio per disturbi cutanei cronici e infiammazioni dermatologiche.
Uso come depurativo e tonico generale dell’organismo.
Gohil, K. J., et al. (2010). "Pharmacological Review on Centella asiatica: A Potential Herbal Cure-all." *Indian Journal of Pharmaceutical Sciences*, 72(5), 546–556.
Orhan, I. E. (2012). "Centella asiatica (L.) Urban: From Traditional Medicine to Modern Medicine with Neuroprotective Potential." *Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine*.
WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Vol. 1 (1999). "Centella asiatica." World Health Organization.
EMA Assessment Report (2010). "Centella asiatica (L.) Urban, herba." European Medicines Agency.
Bian, D., et al. (2022). "Madecassoside in Centella asiatica: Mechanisms and Clinical Applications in Wound Healing." *Frontiers in Pharmacology*.
IPERSENSIBILITÀ NOTA A CENTELLA ASIATICA O AI SUOI COSTITUENTI, DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOVIGILANZA CON MANIFESTAZIONI CUTANEE ALLERGICHE E DERMATITI DA CONTATTO ASSOCIATE ALL’USO TOPICO E SISTEMICO.
POSSIBILE EPATOTOSSICITÀ IDIOSINCRATICA ASSOCIATA A USO ORALE PROLUNGATO O AD ALTE DOSI, SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E STUDI OSSERVAZIONALI; IL MECCANISMO NON È COMPLETAMENTE CHIARITO E L’EVIDENZA È LIMITATA MA COERENTE.
POSSIBILI REAZIONI CUTANEE IRRITATIVE O ALLERGICHE CON APPLICAZIONE TOPICA, DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI E SEGNALAZIONI DERMATOLOGICHE; MAGGIORE RISCHIO IN SOGGETTI CON PELLE SENSIBILE O PREDISPOSIZIONE ATOPICA.
EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE CON POSSIBILE SEDAZIONE LIEVE, RIPORTATI IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE; RILEVANZA CLINICA GENERALMENTE MODESTA MA DA CONSIDERARE IN ASSOCIAZIONE CON ALTRI DEPRESSORI DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE.
POTENZIALE INTERAZIONE CON FARMACI METABOLIZZATI A LIVELLO EPATICO SUGGERITA DA DATI IN VITRO SU ENZIMI EPATICI, CON EVIDENZA LIMITATA E NON CONFERMATA CLINICAMENTE; RILEVANZA CLINICA NON DEFINITA.
LIMITI DELLE EVIDENZE: LA MAGGIOR PARTE DEI DATI DERIVA DA STUDI CLINICI SU ESTRATTI STANDARDIZZATI E DA SEGNALAZIONI OSSERVAZIONALI, CON SCARSITÀ DI STUDI RANDOMIZZATI SU SICUREZZA A LUNGO TERMINE E SU POPOLAZIONI AMPIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
EPATOTOSSICI
SEDATIVI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco titolato in triterpeni totali di Centella asiatica (TECA o TTFCA) standardizzato generalmente al 40–60% in triterpeni totali comprendenti asiaticoside, madecassoside, acido asiatico e acido madecassico. Le formulazioni clinicamente studiate utilizzano estratti con rapporto tipico 30% acidi triterpenici e 40% glicosidi triterpenici. La posologia orale più documentata si colloca tra 60 e 180 mg al giorno di estratto standardizzato, suddivisa in due o tre somministrazioni, con durata limitata a cicli di 4–8 settimane in base all’indicazione.
Estratto fluido o estratto idroalcolico standardizzato non sempre titolato ma talvolta normalizzato in derivati triterpenici totali. In ambito fitoterapico si impiegano dosaggi equivalenti a 120–300 mg al giorno di droga secca equivalente, adattati al titolo quando disponibile. L’assenza di standardizzazione uniforme limita la trasferibilità dei dati clinici, rendendo preferibili forme titolate.
Frazione triterpenica totale purificata di Centella asiatica (TTFCA) utilizzata in studi clinici per insufficienza venosa e cicatrizzazione. Il contenuto in triterpeni rappresenta il parametro farmacologicamente rilevante, con dosaggi usuali compresi tra 60 e 120 mg al giorno di frazione attiva. Questa forma è quella maggiormente correlata agli effetti su microcircolo e tessuto connettivo.
Estratti standardizzati in singoli marker come asiaticoside o madecassoside ad alta purezza, utilizzati soprattutto in ambito dermatologico e cosmeceutico. I titoli possono superare il 90% del singolo composto attivo. Le concentrazioni topiche efficaci variano tipicamente tra 0.1% e 1% per i derivati purificati, mentre per gli estratti completi si utilizzano concentrazioni superiori.
Preparazioni topiche standardizzate contenenti estratto di Centella asiatica titolato in triterpeni, con concentrazioni generalmente comprese tra 1% e 10% di estratto, oppure con frazioni triterpeniche definite. L’applicazione è bi- o tri-giornaliera su lesioni cutanee, ulcere o aree infiammate, con evidenze cliniche soprattutto per cicatrizzazione e insufficienza venosa.
Integratori combinati contenenti Centella asiatica titolata in triterpeni associata ad altri attivi vasoprotettori o dermotropi. Il titolo minimo efficace rimane quello dei triterpeni totali, generalmente non inferiore al 20–40% per garantire coerenza con i dati clinici. Il dosaggio segue quello degli estratti standardizzati, adattato alla quota di principio attivo presente.
Preparazioni omeopatiche di Centella asiatica ottenute per diluizione dinamizzata della tintura madre. Le diluizioni più utilizzate sono comprese tra D3 e D30 o equivalenti centesimali. Non esistono evidenze farmacologiche o cliniche dirette comparabili con gli estratti fitoterapici titolati e l’impiego rientra esclusivamente nel paradigma omeopatico.
European Medicines Agency, Assessment report on Centella asiatica L. Urban, 2015
Brinkhaus B et al., Chemical pharmacological and clinical profile of Centella asiatica, 2000
James J T et al., Centella asiatica A review of its medicinal uses and pharmacology, 2004
Puziah Hashim et al., Triterpene composition and bioactivities of Centella asiatica, 2011
Sun B et al., Therapeutic potential of Centella asiatica and its triterpenes A review, 2020
Gohil K J et al., Phytopharmacology of Centella asiatica A review, 2010
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Centella asiatica (L.) Urban preparato con 1–2 g di droga secca in 150–200 ml di acqua bollente, lasciata in infusione per 10–15 minuti, fino a 2–3 somministrazioni giornaliere. Questo schema è coerente con i dosaggi tradizionali e con le quantità utilizzate negli studi fitoterapici, che indicano circa 600 mg di droga per dose fino a più assunzioni giornaliere come limite di sicurezza. L’impiego è orientato al supporto del microcircolo e del trofismo cutaneo, con efficacia dipendente dal contenuto in triterpeni
Infuso combinato per insufficienza venosa e fragilità capillare con Centella asiatica 1 g, Vitis vinifera foglie 1 g e Hamamelis virginiana foglie 1 g in 200 ml di acqua bollente, infusione 10–15 minuti, due volte al giorno. La combinazione si basa su evidenze cliniche per Centella e su dati farmacologici e clinici per le altre droghe vasoprotettrici, con sinergia sul tono venoso e sulla permeabilità capillare; la posologia mantiene il range di sicurezza della Centella entro limiti documentati
Infuso ad azione dermatologica e cicatrizzante con Centella asiatica 1 g, Calendula officinalis fiori 1 g e Matricaria chamomilla fiori 1 g in 200 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, due volte al giorno oppure uso esterno come impacco. La scelta deriva da evidenze cliniche per la cicatrizzazione della Centella e da dati consolidati per le droghe lenitive e antinfiammatorie cutanee; il dosaggio rispetta i limiti di sicurezza e la biodisponibilità orale dei triterpeni
Decotto leggero combinato per edema e stasi linfatica con Centella asiatica 1 g, Melilotus officinalis 1 g e Betula pendula foglie 1 g in 250 ml di acqua, ebollizione per 5–10 minuti e successiva infusione, una o due volte al giorno. Il decotto è giustificato dalla presenza di componenti idrosolubili nelle droghe associate e dal supporto farmacologico su drenaggio e microcircolo, mantenendo la Centella entro dosaggi compatibili con sicurezza sistemica
Infuso tonico neurotrofico tradizionale con Centella asiatica 1 g, Bacopa monnieri 1 g e Withania somnifera radice 0.5 g in 200 ml di acqua bollente, infusione 10–15 minuti, una o due volte al giorno. L’associazione si basa su dati sperimentali e uso tradizionale per supporto cognitivo e adattogeno; tuttavia l’efficacia clinica della Centella in questo ambito rimane non conclusiva e il dosaggio viene mantenuto conservativo
Preparazione per uso esterno sotto forma di infuso concentrato per impacchi con 0.6 g di Centella asiatica in piccola quantità di acqua bollente, applicato tiepido su lesioni cutanee fino a tre volte al giorno. Questa modalità è supportata da monografia ufficiale europea per uso cutaneo tradizionale, con limite di durata breve e dosaggio massimo giornaliero di circa 1.8 g
Decotto combinato per supporto metabolico e antiossidante con Centella asiatica 1 g, Camellia sinensis foglie 1 g e Curcuma longa rizoma 0.5 g in 250 ml di acqua, ebollizione breve e infusione successiva, una volta al giorno. L’associazione si fonda su evidenze sperimentali per attività antiossidante e antinfiammatoria, con cautela interpretativa per la mancanza di conferme cliniche robuste sulla Centella in questo specifico ambito
European Medicines Agency, European Union herbal monograph on Centella asiatica L. Urban herba, 2020
Brinkhaus B et al., Chemical pharmacological and clinical profile of Centella asiatica, 2000
James J T et al., Centella asiatica A review of its medicinal uses and pharmacology, 2004
Sun B et al., Therapeutic potential of Centella asiatica and its triterpenes A review, 2020
Gohil K J et al., Phytopharmacology of Centella asiatica A review, 2010
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Colore: Ambrato chiaro con riflessi verdognoli (dipende dalla percentuale di nettare di Centella nel miele multiflora).
Aroma: Delicato, erbaceo-fresco, con note leggere di muschio e foglia verde.
Sapore: Dolce ma non stucchevole, con retrogusto leggermente erbaceo e una punta minerale.
Cristallizzazione: Media-lenta, con formazione di cristalli fini.
Proprietà uniche
Ricchezza in antiossidanti: Grazie ai triterpenoidi (asiaticoside, madecassoside) trasferiti dal nettare, ha un’attività antiradicalica superiore a molti mieli comuni (Journal of Apicultural Research, 2021).
Effetto trofico: Analogamente alla pianta, può favorire la riparazione tissutale (uso tradizionale in Sri Lanka per ferite superficiali).
Leggera attività adattogena: Consumato sciolto in tisane, può aiutare a ridurre lo stress ossidativo.
Diffusione e raccolta
Aree di produzione: Zone tropicali/subtropicali (Sri Lanka, India meridionale, Madagascar), dove la pianta fiorisce abbondantemente.
Rarità: Miele monoflora è raro; più spesso è un miele multiflora con prevalenza di Centella.
Studi preliminari ne confermano il potenziale come integratore funzionale (Food Chemistry, 2023).
Non somministrare a bambini sotto l’anno.
Conservare al buio (i triterpeni sono fotosensibili).
PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Centella asiatica (L.) Urban è una delle piante più antiche della medicina tradizionale asiatica, con documentazione d’uso che risale a oltre duemila anni nelle farmacopee ayurvediche e nella medicina tradizionale cinese, dove è conosciuta rispettivamente come Mandukaparni e Gotu kola.
Nella tradizione ayurvedica è stata considerata una pianta “medhya rasayana”, cioè un rimedio destinato al miglioramento delle funzioni cognitive e della longevità, con un ruolo simbolico di rigenerazione sia mentale sia fisica.
Una curiosità storica diffusa ma non verificabile scientificamente attribuisce alla pianta un ruolo nella longevità di alcune popolazioni asiatiche, in particolare nello Sri Lanka, dove il consumo regolare della pianta come alimento è stato associato in modo aneddotico a una maggiore aspettativa di vita.
Nel XIX e XX secolo la Centella asiatica fu introdotta nella farmacopea occidentale, inizialmente in Francia, per il trattamento delle lesioni cutanee e della lebbra, segnando il passaggio da uso etnobotanico a interesse farmacologico moderno.
Il termine Gotu kola deriva dalla lingua singalese e indica letteralmente una pianta a forma di coppa, riferimento alla morfologia delle foglie, che ricorda piccoli ventagli o reni, caratteristica che ha influenzato anche interpretazioni simboliche nella medicina tradizionale.
In ambito cosmetico moderno la pianta è diventata uno degli attivi più utilizzati nella cosmeceutica antiaging, grazie alla diffusione globale dei suoi triterpeni, spesso indicati come “cica” nei prodotti dermocosmetici contemporanei.
Dal punto di vista botanico, Centella asiatica presenta una notevole variabilità chimica in funzione dell’area geografica di crescita, con differenze significative nel contenuto di asiaticoside e madecassoside, aspetto rilevante per la standardizzazione fitoterapica.
Un aspetto interessante è il suo doppio ruolo come alimento e pianta medicinale in diverse culture, con utilizzo sia crudo in insalate sia come rimedio terapeutico, caratteristica che ha favorito la sua diffusione e integrazione nella dieta quotidiana in molte regioni tropicali.