Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Plantaginaceae
Genere Digitalis
Specie Digitalis purpurea
Famiglia:
Cornucopio, Erba Aralda, Digitale Della Madonna, Erba Di San Leonardu, Oppio Del Cuore, Almindelig Fingerbøl, Bloody Fingers, Bloody Man´s Fingers, Cacapeiro, Common Foxglove, Dead Man´s Bells, Dedalario, Dedaleira, Dedalera, Digitale Pourpré
PIANTA ERBACEA BIENNALE CON UNA ROSETTA BASALE DI GRANDI FOGLIE OVATE-LANCEOLATE, RUGOSE E PUBESCENTI. NEL SECONDO ANNO SVILUPPA UN FUSTO ERETTO, ROBUSTO, ALTO FINO A 2 METRI, CON FOGLIE CAULINE PIÙ PICCOLE E SESSILI. I FIORI SONO GRANDI, PENDULI, A FORMA DI CAMPANA ALLUNGATA, DI COLORE VARIABILE DAL PORPORA AL ROSA, AL BIANCO, SPESSO CON MACCHIE INTERNE PIÙ SCURE. SONO RIUNITI IN LUNGHE SPIGHE TERMINALI UNILATERALI. LA COROLLA È GAMOPETALA CON CINQUE LOBI POCO DISTINTI. IL CALICE È FORMATO DA CINQUE SEPALI LIBERI. IL FRUTTO È UNA CAPSULA OVOIDE CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI BRUNO-SCURI. TUTTA LA PIANTA È ALTAMENTE VELENOSA, CONTENENDO GLICOSIDI CARDIOATTIVI. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.
Predilige ambienti boschivi aperti, radure, margini di boschi, scarpate, brughiere e terreni disturbati, spesso su suoli silicei, ben drenati e leggermente acidi. Si adatta a climi temperati freschi e umidi, con buona esposizione alla luce solare o mezz'ombra. La sua distribuzione originaria comprende gran parte dell'Europa occidentale e centrale, ma si è naturalizzata in molte altre regioni del mondo, inclusa l'Italia, dove è presente soprattutto nelle zone montane e collinari del nord e del centro. La sua capacità di produrre un gran numero di semi favorisce la sua rapida colonizzazione di nuovi habitat.
TARDA PRIMAVERA/INIZIO ESTATE (MAGGIO GIUGNO LUGLIO), QUANDO LE FOGLIE BASALI SONO MATURE MA PRIMA DELLA PIENA FIORITURA, PER MASSIMA CONCENTRAZIONE DI GLICOSIDI CARDIOTONICI
FOGLIE DEL PRIMO ANNO (ROSULATE BASALI) E DEL SECONDO ANNO (PRIMA DELLA FIORITURA) [DIGITALIS FOLIA F.U.]
QUASI IMPERCETTIBILE, LIEVEMENTE ERBACEO CON UNA SOTTILE NOTA AMARA E TERROSA. NESSUN AROMA CARATTERISTICO CHE SEGNALI LA SUA ESTREMA TOSSICITÀ.
TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO LETALI (GLICOSIDI CARDIOATTIVI). EVITARE INALAZIONE DI POLVERI DURANTE LA MANIPOLAZIONE.
ESTREMAMENTE AMARO E PERSISTENTE, CON RETROGUSTO METALLICO E LIEVE EFFETTO IRRITANTE SULLE MUCOSE ORALI. NON ASSAGGIARE – ANCHE PICCOLE QUANTITÀ DI FOGLIE (2-5 G) POSSONO ESSERE FATALI PER I GLICOSIDI CARDIOATTIVI (DIGITOSSINA).
Felter HW, Lloyd JU, King's American Dispensatory, Digitalis purpurea, 1898
Rang HP, Dale MM, Ritter JM, Flower RJ, Rang and Dale's Pharmacology, cardiac glycosides sections, various editions
Katzung BG, Basic and Clinical Pharmacology, cardiac glycosides sections, various editions
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Digitalis purpurea, 2004
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Digitalis purpurea, 2002
Withering W, An Account of the Foxglove and some of its Medical Uses, 1785
TOSSICITÀ: VELENOSA O LETALE
Motivazione: Digitalis purpurea L. contiene glicosidi cardiaci altamente tossici con stretto margine terapeutico documentato. Sono ben descritti casi clinici di intossicazione grave e potenzialmente letale con aritmie cardiache, blocchi atrioventricolari, nausea, vomito, alterazioni neurologiche e morte. La tossicità è ampiamente confermata da evidenze cliniche, farmacologiche e tossicologiche dirette sulla specie.
EFFICACIA: NON UTILIZZABILE
Motivazione: L’attività terapeutica di Digitalis purpurea L. è scientificamente documentata esclusivamente per preparazioni farmacologiche standardizzate contenenti glicosidi cardiaci purificati o titolati, storicamente utilizzati nel trattamento dell’insufficienza cardiaca e di alcune aritmie. Le evidenze cliniche e farmacologiche sono molto solide per i glicosidi digitalici derivati dalla specie, ma la pianta intera non è considerata sicura né appropriata per uso fitoterapico tradizionale non standardizzato a causa dell’elevata variabilità del contenuto in cardenolidi e del ristretto indice terapeutico.
PROTOCOLLO URGENTE PER AVVELENAMENTO DA DIGITALIS PURPUREA 1. SINTOMI PRINCIPALI
Gastrointestinali: vomito violento, diarrea acquosa, dolore addominale
Cardiaci: bradicardia (
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Katzung BG, Basic and Clinical Pharmacology, cardiac glycosides sections, various editions
Rang HP, Dale MM, Ritter JM, Flower RJ, Rang and Dale's Pharmacology, cardiac glycosides sections, various editions
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Digitalis purpurea, 2004
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Digitalis purpurea, 2002
Felter HW, Lloyd JU, King's American Dispensatory, Digitalis purpurea, 1898
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
DIGITALIS PURPUREA L. POSSIEDE UN INDICE TERAPEUTICO ESTREMAMENTE RISTRETTO. L’EVIDENZA È CLINICA, FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA CONSOLIDATA. PICCOLE VARIAZIONI POSOLOGICHE O DEL CONTENUTO IN GLICOSIDI POSSONO PROVOCARE TOSSICITÀ GRAVE O LETALE.
LA CONCENTRAZIONE DEI GLICOSIDI CARDIACI NELLA PIANTA VARIA CONSIDEREVOLMENTE IN FUNZIONE DI PARTE VEGETALE, STADIO DI CRESCITA, ESSICCAZIONE E CONSERVAZIONE. L’EVIDENZA È FARMACOGNOSTICA E FITOCHIMICA DOCUMENTATA.
L’AUTOMEDICAZIONE FITOTERAPICA CON PREPARAZIONI NON STANDARDIZZATE DELLA SPECIE È ASSOCIATA A RISCHIO ELEVATO DI INTOSSICAZIONE DIGITALICA. EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA AMPIAMENTE DOCUMENTATA.
I SEGNI DI TOSSICITÀ COMPRENDONO NAUSEA, VOMITO, DIARREA, ALTERAZIONI VISIVE, CONFUSIONE, BRADICARDIA E ARITMIE POTENZIALMENTE FATALI. L’EVIDENZA È CLINICA DIRETTA.
POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOLOGICHE RILEVANTI CON DIURETICI IPOKALIEMIZZANTI, ANTIARITMICI, CALCIO, LASSATIVI STIMOLANTI E NUMEROSI FARMACI CARDIOVASCOLARI. L’EVIDENZA È FARMACOLOGICA E CLINICA CONSOLIDATA.
L’USO CONCOMITANTE CON SOSTANZE CHE ALTERANO GLI ELETTROLITI PLASMATICI PUÒ AUMENTARE SIGNIFICATIVAMENTE IL RISCHIO DI TOSSICITÀ DIGITALICA. EVIDENZA CLINICA DIRETTA.
LA SPECIE NON È CONSIDERATA APPROPRIATA PER FITOTERAPIA TRADIZIONALE DOMESTICA MODERNA A CAUSA DELL’ELEVATA TOSSICITÀ E DELLA DIFFICOLTÀ DI STANDARDIZZAZIONE SICURA DELLE PREPARAZIONI VEGETALI. EVIDENZA TOSSICOLOGICA E FARMACOLOGICA CONSOLIDATA.
MANCANO CONDIZIONI DI SICUREZZA SUFFICIENTI PER IMPIEGO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO ED ETÀ PEDIATRICA AL DI FUORI DI UTILIZZI FARMACOLOGICI SPECIALISTICI CONTROLLATI. EVIDENZA CLINICA INSUFFICIENTE E RISCHIO TOSSICOLOGICO ELEVATO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
ERBA VELENOSA! VIETATO L´USO COMUNE. LA DOSE LETALE PER UN ADULTO È DI 10 G DI FOGLIE SECCHE O 40 G DI FOGLIE FRESCHE MA TUTTE LE PARTI DELLA PIANTA SONO TOSSICHE ED IRRITANTI PER CONTATTO. I PRIMI SEGNI DELL'INTOSSICAZIONE SI MANIFESTANO CON VOMITO ED ALTERAZIONI DEL RITMO CARDIACO
USO FITOTERAPICO NON STANDARDIZZATO DELLA PIANTA INTERA O DI PREPARAZIONI GALENICHE NON TITOLATE CONTENENTI DIGITALIS PURPUREA L. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA CONSOLIDATA EVIDENZA CLINICA E TOSSICOLOGICA RELATIVA ALL’ELEVATO RISCHIO DI INTOSSICAZIONE DA GLICOSIDI CARDIACI.
BRADICARDIA SIGNIFICATIVA, BLOCCO ATRIOVENTRICOLARE, SINDROME DEL SENO MALATO E ALTRE ARITMIE DI CONDUZIONE. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALL’ATTIVITÀ FARMACOLOGICA DIRETTA DEI GLICOSIDI CARDIACI SULLA CONDUZIONE CARDIACA ED È SUPPORTATA DA EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE CONSOLIDATE.
TACHIARITMIE VENTRICOLARI E FIBRILLAZIONE VENTRICOLARE. CONTROINDICAZIONE DOCUMENTATA FARMACOLOGICAMENTE PER IL RISCHIO DI AGGRAVAMENTO DELLE ARITMIE.
IPOKALIEMIA NON CORRETTA. LA CONTROINDICAZIONE È SUPPORTATA DA EVIDENZE CLINICHE DIRETTE CHE DIMOSTRANO AUMENTATA SENSIBILITÀ TOSSICA AI GLICOSIDI CARDIACI IN PRESENZA DI BASSI LIVELLI DI POTASSIO.
INSUFFICIENZA RENALE SIGNIFICATIVA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALL’AUMENTATO RISCHIO DI ACCUMULO E TOSSICITÀ DIGITALICA DOCUMENTATO CLINICAMENTE.
IPERSENSIBILITÀ NOTA AI GLICOSIDI DIGITALICI O A PREPARAZIONI DI DIGITALIS PURPUREA L.
Estratti standardizzati di Digitalis purpurea L.
Le preparazioni farmacologiche storiche ottenute da foglie essiccate di Digitalis purpurea L. erano standardizzate sul contenuto totale di glicosidi cardiaci, principalmente digitossina e purpureaglicosidi. L’uso terapeutico era esclusivamente medico e richiedeva standardizzazione rigorosa dell’attività biologica per evitare tossicità grave. Attualmente la pianta intera non viene considerata appropriata per fitoterapia libera o automedicazione a causa dell’elevatissima tossicità e del ristretto indice terapeutico.
Polvere titolata di foglie di Digitalis purpurea L.
Storicamente utilizzata nella farmacopea europea e statunitense come preparazione galenica cardiotonica. La titolazione era effettuata mediante unità biologiche o contenuto in glicosidi cardiaci attivi. Le dosi terapeutiche storiche erano estremamente basse e variabili in funzione della standardizzazione. L’uso moderno della polvere vegetale è sostanzialmente abbandonato per ragioni tossicologiche e di sicurezza farmacologica.
Estratti secchi titolati in glicosidi cardiaci
Preparazioni farmaceutiche storicamente standardizzate con titoli rigorosi in cardenolidi attivi. Gli effetti terapeutici documentati riguardavano insufficienza cardiaca congestizia e alcune aritmie sopraventricolari. L’impiego richiedeva monitoraggio clinico e cardiologico specialistico. Non esistono attualmente integratori alimentari sicuri e autorizzati a base di Digitalis purpurea L. destinati a uso fitoterapico generale.
Digitossina derivata da Digitalis purpurea L.
Glicoside cardiaco purificato storicamente ottenuto dalla specie e utilizzato come farmaco cardiologico. Le dosi terapeutiche cliniche erano generalmente comprese tra 0,05 e 0,2 mg al giorno in funzione del quadro clinico e del monitoraggio medico. La sostanza presenta rischio elevato di accumulo e tossicità digitalica.
Preparazioni galeniche storiche di digitale
Comprendevano tinture medicinali standardizzate, estratti fluidi e compresse farmaceutiche titolate. La preparazione richiedeva rigoroso controllo farmacologico e biologico per la notevole variabilità del contenuto in glicosidi cardiaci nelle foglie.
Tintura di Digitalis purpurea L.
Storicamente presente nella farmacopea medica ma non considerata sicura per fitoterapia moderna. Le formulazioni erano utilizzate esclusivamente in ambito medico specialistico e con monitoraggio clinico. L’uso empirico tradizionale è associato a numerosi casi documentati di tossicità grave e letale.
Preparazioni omeopatiche di Digitalis purpurea L.
Disponibili sotto forma di tintura madre altamente diluita e diluizioni hahnemanniane quali 4 CH, 5 CH, 7 CH, 9 CH e superiori. Gli impieghi omeopatici tradizionali comprendono palpitazioni, disturbi cardiaci funzionali, ansia cardiaca e sensazioni di debolezza circolatoria. Non esistono evidenze cliniche robuste che confermino efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche secondo criteri moderni evidence-based.
Granuli omeopatici di Digitalis purpurea L.
Commercializzati in differenti diluizioni e utilizzati nella tradizione omeopatica europea e americana. L’impiego non sostituisce in alcun modo il trattamento medico delle patologie cardiovascolari documentate.
Macrati e preparazioni erboristiche non standardizzate
L’uso di preparazioni non standardizzate della pianta intera è considerato pericoloso e non appropriato in fitoterapia moderna per l’elevato rischio di aritmie, tossicità neurologica e morte correlati ai glicosidi cardiaci presenti nella specie.
Withering W, An Account of the Foxglove and some of its Medical Uses, 1785
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Digitalis species, various editions
European Medicines Agency, Assessment report on Digitalis purpurea L., various documents
Katzung BG, Basic and Clinical Pharmacology, cardiac glycosides sections, various editions
Rang HP, Dale MM, Ritter JM, Flower RJ, Rang and Dale's Pharmacology, cardiac glycosides sections, various editions
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Digitalis purpurea, 2004
Duke JA, Handbook of Medicinal Herbs, Digitalis purpurea, 2002
Felter HW, Lloyd JU, King's American Dispensatory, Digitalis purpurea, 1898
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Digitalis purpurea L. è una specie contenente glicosidi cardioattivi ad elevata tossicità e con stretto indice terapeutico. Non esistono dosaggi sicuri per tisane, decotti, infusi o formulazioni erboristiche tradizionali a base della droga vegetale utilizzabili in fitoterapia moderna. L'impiego della pianta intera è stato abbandonato a favore di principi attivi farmaceutici purificati e standardizzati impiegati esclusivamente sotto controllo medico specialistico.
Qualsiasi preparazione galenica o domestica ottenuta da foglie, fiori, semi o altre parti della pianta comporta un rischio documentato di intossicazione grave potenzialmente fatale.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volumes 1–4, 1999–2009
European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Cardiac Glycosides, 2012
James E. F. Reynolds, Martindale The Complete Drug Reference, 2014
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Peter G. Molan, Poisonous Plants and Fungal Toxins of Europe, 2018
Frank C. Lu, Lewis B. Kacew, Lu's Basic Toxicology: Fundamentals, Target Organs and Risk Assessment, 2018
Bernd Frohne, Hans Jürgen Pfänder, Poisonous Plants: A Handbook for Doctors, Pharmacists, Toxicologists, Biologists and Veterinarians, 2005
Anthony A. Dawson, David A. Pickering, Cardiac Glycoside Poisoning: Epidemiology, Clinical Features and Management, 2014
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Le **saponine** sono una vasta classe di **glicosidi naturali** presenti in molte specie di piante. Il loro nome deriva dalla loro capacità di formare soluzioni schiumose in acqua, simile al sapone. Questa proprietà è dovuta alla loro struttura chimica unica, che presenta sia una parte lipofila (solubile nei grassi) che una parte idrofila (solubile in acqua).
**Struttura Chimica:**
Una molecola di saponina è composta da due parti principali:
* **Aglicone (o sapogenina):** La parte non zuccherina, che può essere di natura **triterpenoidica** (con uno scheletro a 30 atomi di carbonio) o **steroidea** (con uno scheletro a 27 atomi di carbonio). Le saponine triterpenoidiche sono più comuni nel regno vegetale.
* **Glicone:** Una o più catene di zuccheri (come glucosio, galattosio, arabinosio, ecc.) legate all'aglicone.
**Proprietà e Meccanismo d'Azione:**
* **Attività tensioattiva:** La loro natura anfipatica (con entrambe le parti lipofile e idrofile) riduce la tensione superficiale dei liquidi, portando alla formazione di schiuma. Questa proprietà è sfruttata in alcuni detergenti naturali e bevande (come la birra).
* **Emolisi:** Alcune saponine possono distruggere i globuli rossi (emolisi) se iniettate direttamente nel flusso sanguigno, ma generalmente non vengono assorbite in quantità significative per via orale da causare questo effetto.
* **Irritazione delle mucose:** Possono irritare le mucose del tratto digerente.
* **Interazione con il colesterolo:** Alcune saponine possono legarsi al colesterolo nell'intestino, riducendone l'assorbimento.
* **Attività biologica:** Le saponine mostrano una vasta gamma di attività biologiche, tra cui proprietà antimicrobiche (in particolare antifungine), antinfiammatorie, antiossidanti e potenziali effetti antitumorali. Possono anche influenzare la permeabilità delle membrane cellulari e l'assorbimento di nutrienti.
**Fonti Naturali:**
Le saponine sono ampiamente distribuite nel regno vegetale. Alcune fonti comuni includono:
La ricerca suggerisce che le saponine potrebbero avere diversi benefici per la salute umana:
* **Riduzione del colesterolo:** Alcune saponine possono interferire con l'assorbimento del colesterolo nell'intestino.
* **Attività antitumorale:** Studi in vitro e su animali hanno mostrato che alcune saponine possono inibire la crescita delle cellule tumorali.
* **Effetti antinfiammatori:** Alcune saponine possono modulare la risposta infiammatoria.
* **Attività antiossidante:** Possono contribuire a proteggere le cellule dai danni ossidativi.
* **Supporto al sistema immunitario:** Alcune saponine possono avere effetti immunostimolanti.
* **Miglioramento dell'assorbimento dei minerali:** Alcune saponine glicosidiche possono influenzare l'assorbimento dei nutrienti.
**Precauzioni:**
Le piante ricche in saponine sono da evitare in caso di alcune patologie come: malassorbimento lipidico, carenza di vitamine liposolubili, celiachia, irritazione della mucosa gastrica e con ferite aperte.
Sebbene le saponine abbiano potenziali benefici per la salute, un consumo eccessivo può causare irritazione gastrointestinale. Inoltre, possono interagire con alcuni farmaci. È sempre consigliabile consultare un professionista della salute prima di utilizzare integratori a base di saponine. La rimozione delle saponine da alcuni alimenti, come la quinoa, attraverso il lavaggio è spesso raccomandata per migliorarne la digeribilità e ridurre il sapore amaro.
Digitalis purpurea L. è una delle piante medicinali più importanti nella storia della farmacologia cardiovascolare moderna grazie alla scoperta dei glicosidi cardiaci digitalici.
La specie divenne celebre nel XVIII secolo attraverso il medico inglese William Withering, che osservò l’efficacia di un rimedio popolare utilizzato per trattare l’idropisia, oggi riconosciuta come edema da insufficienza cardiaca.
Nel 1785 Withering pubblicò l’opera “An Account of the Foxglove and some of its Medical Uses”, considerata una delle basi storiche della farmacologia clinica moderna.
La pianta era già nota nella medicina popolare britannica prima degli studi scientifici, ma il suo impiego empirico causava frequentemente avvelenamenti a causa della difficoltà di dosaggio.
Digitalis purpurea L. contiene glicosidi cardiaci estremamente potenti con un margine terapeutico molto ristretto, caratteristica che ha reso storicamente difficile distinguere tra dose terapeutica e dose tossica.
I sintomi classici dell’intossicazione digitalica includono nausea, vomito, alterazioni della visione con percezione di aloni giallo-verdi, aritmie cardiache e disturbi neurologici.
La specie è stata a lungo coltivata nei giardini medicinali europei sia per interesse ornamentale sia per la produzione farmaceutica di glicosidi cardiaci.
Il nome comune inglese “foxglove” probabilmente deriva dalla forma tubulare dei fiori simile a un guanto, anche se esistono numerose interpretazioni etimologiche folkloristiche.
La pianta possiede elevata tossicità in tutte le sue parti, comprese foglie, semi e fiori.
Digitalis purpurea L. è stata storicamente associata sia alla medicina sia alla tossicologia criminale per il potenziale utilizzo velenoso dei glicosidi cardiaci.
La classificazione APG moderna ha trasferito il genere Digitalis dalla famiglia Scrophulariaceae alla famiglia Plantaginaceae sulla base di evidenze filogenetiche molecolari.
Nonostante l’origine vegetale, i glicosidi digitalici oggi sono considerati principalmente farmaci specialistici e non rimedi fitoterapici tradizionali sicuri.
La specie rimane una delle dimostrazioni storiche più importanti del passaggio dalla medicina empirica alla farmacologia quantitativa moderna.