PIANTA ERBACEA PERENNE CON UNA ROBUSTA RADICE RIZOMATOSA. PRESENTA GRANDI FOGLIE BASALI OBLANCEOLATE, DENTATE, RUVIDE E TOMENTOSE, CHE POSSONO RAGGIUNGERE I 60 CM DI LUNGHEZZA. LO STELO ERETTO, ROBUSTO E VILLOSO PUÒ ARRIVARE FINO A 2 METRI DI ALTEZZA E PORTA FOGLIE CAULINE PIÙ PICCOLE E SESSILI. I FIORI SONO GRANDI CAPOLINI SOLITARI O IN CIME CORIMBOSE ALL'APICE DELLO STELO E DEI RAMI, CON NUMEROSI FIORI LIGULATI PERIFERICI DI COLORE GIALLO VIVO E FIORI TUBULARI CENTRALI GIALLI. IL FRUTTO È UN ACHENIO CILINDRICO CON UN PAPPO DI SETOLE BIANCHE. TUTTA LA PIANTA HA UN CARATTERISTICO ODORE AROMATICO.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE-INIZIO AUTUNNO)
Originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale, ma naturalizzata anche in Nord America e Australia. Cresce spontaneamente in prati umidi, pascoli, bordi di boschi, rive di fiumi e ruscelli, fossi e terreni incolti con suoli umidi e ben drenati, preferibilmente ricchi di sostanze nutritive e con esposizione al pieno sole o mezz'ombra. Si adatta a climi temperati e freschi, prosperando in zone con estati miti e inverni freddi. La si può trovare in pianura e in montagna fino a circa 1500 metri di altitudine. La sua capacità di diffondersi tramite rizomi e semi le permette di colonizzare diverse tipologie di habitat aperti o semi-ombreggiati con disponibilità di umidità.
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Inula helenium L. radix, 2010
Newall C.A., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines A Guide for Health-Care Professionals, 1996
Bown D., Encyclopedia of Herbs and Their Uses, 1995
Petrova A., Davcheva T., Kujumgiev A., Chemical Composition and Antimicrobial Activity of Inula helenium L. Essential Oil, Journal of Essential Oil Research, 2006
Szaboova R., Laukova A., Chrastinova L., Simonova M., Strompfova V., Inula helenium Root and Its Bioactive Components in Phytotherapy, Journal of Medicinal Plants Research, 2011
Wang G.W., Qin J.J., Cheng X.R., Shen Y.H., Shan L., Jin H.Z., Zhang W.D., Inula Sesquiterpenoids A Review on Chemical Structures, Biological Activities and Biosynthesis, Natural Product Reports, 2014
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: L’uso corretto di Inula helenium in preparazioni erboristiche e dosi tradizionali è generalmente ben tollerato. Gli estratti non mostrano tossicità acuta significativa nei modelli sperimentali e, nella pratica clinica o popolare, gli effetti collaterali riportati sono lievi e transitori (ad es. disturbi gastrointestinali minori), indicando un profilo di sicurezza favorevole quando utilizzata appropriatamente.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Inula helenium (elenzio/elecampane) è tradizionalmente impiegata come espettorante e balsamico per affezioni delle vie respiratorie e come digestivo/mild stomachico. Numerosi studi in vitro e su modelli animali mostrano attività mucolitica, antinfiammatoria, antimicrobica e broncodilatatrice di estratti o componenti (come l’aleniana e i sesquiterpeni), supportando meccanismi biologici coerenti con gli usi fitoterapici. Tuttavia, gli studi clinici umani controllati sono limitati o preliminari, quindi l’evidenza non è conclusiva per tutte le indicazioni ma è sufficientemente supportata in preclinica e nella pratica tradizionale per indicare un potenziale beneficio.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate sufficienti, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Inula helenium L. che consentano di confermare indicazioni terapeutiche clinicamente validate secondo criteri evidence-based moderni.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antifungina documentata in studi in vitro soprattutto sugli estratti della radice e sui lattoni sesquiterpenici alantolattone e isoalantolattone, con attività osservata verso batteri Gram-positivi, alcuni Gram-negativi e diversi microrganismi fungini. Le evidenze derivano prevalentemente da studi fitochimici e microbiologici sperimentali.
Attività antinfiammatoria supportata da studi in vitro e in vivo animali che mostrano modulazione di mediatori proinfiammatori e riduzione di marcatori infiammatori correlati ai lattoni sesquiterpenici e ai composti fenolici della specie.
Attività espettorante e balsamica supportata principalmente da uso fitoterapico tradizionale europeo coerente con la presenza di olio essenziale e composti irritativi gastrici riflessogeni. Le evidenze moderne sono limitate soprattutto a dati farmacologici indiretti e osservazioni fitoterapiche consolidate.
Attività antiossidante dimostrata in vitro mediante saggi radical scavenging e valutazioni fitochimiche degli estratti della radice. La rilevanza clinica non è stata definita.
Attività antiparassitaria e antielmintica osservata in modelli sperimentali e in studi in vitro su alcuni parassiti intestinali. Mancano conferme cliniche nell’uomo.
Attività gastroprotettiva e digestiva riportata nella fitoterapia tradizionale e supportata da limitati studi farmacologici sperimentali relativi alla secrezione digestiva e alla motilità gastrointestinale.
Attività citotossica e antiproliferativa osservata esclusivamente in vitro su linee cellulari tumorali per alcuni lattoni sesquiterpenici isolati dalla specie. Non esistono evidenze cliniche che supportino un utilizzo oncologico terapeutico.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale europeo come rimedio espettorante nelle affezioni catarrali respiratorie, bronchiali e tracheali.
Uso etnobotanico come digestivo aromatico, stomachico e carminativo.
Uso tradizionale contro parassiti intestinali e disturbi enterici.
Uso popolare come coadiuvante nelle infezioni respiratorie stagionali e nella tosse produttiva.
Uso tradizionale topico su irritazioni cutanee e lesioni superficiali.
European Medicines Agency, Assessment Report on Inula helenium L. Radix, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
M. Heinrich, J. Barnes, S. Gibbons, E. M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Ivan A. Ross, Medicinal Plants of the World Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, Volume 3, 2005
K. Judzentiene, A. Budiene, Volatile Constituents from Roots of Inula helenium L. and Their Antimicrobial Activity, Chemija, 2008
Agnieszka Ludwiczuk, Teresa Kowalska, Sesquiterpene Lactones of Inula helenium and Their Biological Activity, Acta Chromatographica, 2010
H. Wang, Y. Chen, J. Ge, Inula helenium as a Traditional Medicinal Plant A Review, Journal of Ethnopharmacology, 2021
Ahmed Al-Taweel, Mohamed Perveen, Firoz Anwar, Alantolactone and Isoalantolactone from Inula helenium Biological Activities and Pharmacological Effects, Phytotherapy Research, 2017
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA PRESENZA DI LATTONI SESQUITERPENICI COME ALANTOLATTONE E ISOALANTOLATTONE COMPORTA RISCHIO DI SENSIBILIZZAZIONE ALLERGICA CUMULATIVA. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI FARMACOLOGICI, CASE REPORT DERMATOLOGICI E STUDI SPERIMENTALI DI SENSIBILIZZAZIONE CUTANEA.
LE PREPARAZIONI CONCENTRATE O GLI ESTRATTI RICCHI IN OLIO ESSENZIALE POSSONO DETERMINARE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE CON NAUSEA, VOMITO O DOLORE EPIGASTRICO A DOSAGGI ELEVATI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE TRADIZIONALI E DATI FARMACOLOGICI SULLA COMPONENTE TERPENICA.
L’USO TOPICO PROLUNGATO PUÒ AUMENTARE IL RISCHIO DI DERMATITE IRRITATIVA O ALLERGICA NEI SOGGETTI PREDISPOSTI. EVIDENZA DISPONIBILE: OSSERVAZIONI CLINICHE DERMATOLOGICHE E TEST EPICUTANEI SPERIMENTALI.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI ADEGUATI E SPECIFICI SULLA SICUREZZA IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER LA SPECIE INULA HELENIUM L.; L’USO IN TALI CONDIZIONI NON È SUFFICIENTEMENTE DOCUMENTATO. EVIDENZA DISPONIBILE: ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI.
I DATI SULLE INTERAZIONI FARMACOLOGICHE CLINICAMENTE RILEVANTI SPECIFICHE DELLA SPECIE RISULTANO LIMITATI E NON CONCLUSIVI. EVIDENZA DISPONIBILE: INSUFFICIENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A INULA HELENIUM L. O AI SUOI COSTITUENTI, IN PARTICOLARE AI LATTONI SESQUITERPENICI PRESENTI NELLA RADICE. SONO RIPORTATE REAZIONI ALLERGICHE CUTANEE E MUCOSALI NELLA PRATICA CLINICA E FITOTERAPICA, COMPRESE DERMATITI ALLERGICHE DA CONTATTO IN SOGGETTI SENSIBILIZZATI.
CONTROINDICAZIONE NEI SOGGETTI CON ALLERGIA NOTA DOCUMENTATA ALLE PREPARAZIONI CONTENENTI INULA HELENIUM L. A CAUSA DELLA POSSIBILITÀ DI REAZIONI ALLERGICHE IMMEDIATE O RITARDATE OSSERVATE CLINICAMENTE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ALLERGENI ALIMENTARI
GASTROLESIVI
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI
SOSTANZE RICCHE DI COMPOSTI AROMATICI O SENSIBILIZZANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato di radice di Inula helenium L. standardizzato in lattoni sesquiterpenici totali, principalmente alantolattone e isoalantolattone. Nei preparati fitoterapici moderni il titolo più utilizzato per finalità respiratorie e digestive varia generalmente tra 1% e 4% di lattoni sesquiterpenici totali. La posologia abitualmente impiegata negli integratori standardizzati corrisponde a 200–600 mg al giorno suddivisi in 2 o 3 somministrazioni. Preparazioni con titoli superiori richiedono cautela per il maggiore rischio di irritazione gastrointestinale e sensibilizzazione cutanea da sesquiterpeni latttonici.
Estratto idroalcolico molle o fluido di radice di Enula campana con rapporto droga:estratto variabile tra 1:1 e 1:5. Tradizionalmente utilizzato come balsamico respiratorio, amaro tonico ed eupeptico. Le preparazioni commerciali moderne sono spesso standardizzate indirettamente sul contenuto di alantolattone e isoalantolattone, con apporti giornalieri medi stimati tra 10 e 60 mg complessivi di sesquiterpeni latttonici. La posologia usuale corrisponde a 1–4 mL al giorno in dosi suddivise.
Tintura madre fitoterapica di radice fresca o essiccata con titolo alcolico compreso generalmente tra 45% e 70%. Utilizzata prevalentemente in ambito tradizionale europeo per supporto digestivo e respiratorio. La dose tradizionale compatibile con gli attuali impieghi fitoterapici corrisponde a 20–60 gocce da una a tre volte al giorno, equivalenti mediamente a 1–3 mL giornalieri. Non esistono standardizzazioni ufficiali universalmente accettate ma i preparati di qualità vengono caratterizzati per il contenuto di alantolattone e isoalantolattone.
Estratti purificati o frazioni ricche in alantolattone e isoalantolattone impiegati soprattutto nella ricerca farmacologica sperimentale. Le frazioni attive utilizzate negli studi in vitro e in vivo contengono frequentemente oltre il 60–80% di lattoni sesquiterpenici totali. Tali preparazioni non possiedono impiego clinico consolidato standardizzato ma vengono investigate per attività antinfiammatorie, antimicrobiche e antiproliferative. Non sono disponibili posologie terapeutiche validate per uso umano routinario.
Integratori combinati per il tratto respiratorio contenenti Inula helenium L. associata ad altre droghe balsamiche ed espettoranti come Thymus vulgaris, Glycyrrhiza glabra o Althaea officinalis. In tali formulazioni la quota di estratto di enula campana è generalmente compresa tra 100 e 300 mg al giorno di estratto secco equivalente, spesso standardizzato in lattoni sesquiterpenici. Le evidenze cliniche dirette sulla specie rimangono limitate e l’uso è prevalentemente supportato da tradizione fitoterapica e dati farmacologici sperimentali.
Preparazioni omeopatiche ottenute da Inula helenium L. disponibili principalmente come tintura madre omeopatica, diluizioni decimali e centesimali. Le diluizioni più utilizzate nella pratica omeopatica commerciale comprendono D3, D6, D12, 5CH, 7CH e 9CH. Gli impieghi omeopatici tradizionali riguardano tosse produttiva, catarro bronchiale, irritazioni respiratorie e disturbi digestivi funzionali. Non esistono evidenze cliniche robuste che confermino efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di Inula helenium L. oltre l’effetto placebo documentato per l’omeopatia in generale.
Commission E Monographs Elecampane Root Inulae Radix Unapproved Herbs American Botanical Council 1998
Qun Wang, Shuang Gao, Guo-Zhen Wu, Niao Yang, Xian-Peng Zu, Wen-Cai Li, Ning Xie, Rong-Rong Zhang, Chen-Wei Li, Zhen-Lin Hu, Wei-Dong Zhang, Total sesquiterpene lactones isolated from Inula helenium L. attenuates atopic dermatitis-like skin lesions in mice, Journal of Ethnopharmacology, 2018
Claire R. Kenny, Orla Fayne, Shane O’Shea, Helen Sheridan, The Antimicrobial Potential of Inula helenium L. Extracts and Sesquiterpene Lactones, Molecules, 2022
Jieun Chun, The Sesquiterpene Lactone-Rich Fraction of Inula helenium L. and Alantolactone Show Anti-Inflammatory Activity in Macrophages, International Journal of Molecular Sciences, 2023
Fahriye Şeyma Özcan, Nihat Özcan, Hilal Dikmen Meral, Özlem Çetin, Mustafa Çelik, Antoaneta Trendafilova, Extraction of Sesquiterpene Lactones from Inula helenium Roots by High-Pressure Homogenization and Effects on Antimicrobial, Antioxidant and Antiglycation Activities, Food and Bioprocess Technology, 2024
Akihisa Miyazawa, Harukuni Tokuda, Hoyoku Nishino, Antiproliferative Sesquiterpene Lactones from the Roots of Inula helenium, Biological and Pharmaceutical Bulletin, 2002
David Hoffmann, Medical Herbalism The Science and Practice of Herbal Medicine, 2003
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto balsamico respiratorio tradizionale con Inula helenium L., Thymus vulgaris L. e Althaea officinalis L. Preparazione con 2 g di radice di enula campana, 1,5 g di sommità di timo e 2 g di radice di altea in 250 mL di acqua. Far bollire la radice di enula e l’altea per circa 10 minuti, aggiungere il timo negli ultimi 3 minuti e filtrare. Assunzione tradizionale compatibile con dati fitoterapici moderni: 1–2 tazze al giorno dopo i pasti o la sera. Formulazione orientata a uso espettorante, balsamico e lenitivo delle mucose respiratorie.
Infuso digestivo-amaro con Inula helenium L., Gentiana lutea L. e Foeniculum vulgare Mill. Preparazione con 1 g di radice di enula campana, 0,5 g di radice di genziana e 1 g di frutti di finocchio in 200 mL di acqua calda non bollente. Infusione per 8–10 minuti. Utilizzo tradizionale come supporto eupeptico e carminativo. Posologia abituale: una tazza prima dei pasti principali, evitando uso prolungato in soggetti con gastrite irritativa o ulcera peptica.
Decotto per catarro bronchiale con Inula helenium L., Glycyrrhiza glabra L. e Plantago lanceolata L. Preparazione con 2 g di radice di enula, 1 g di liquirizia e 1,5 g di foglie di piantaggine in 300 mL di acqua. Far sobbollire per 10–12 minuti e filtrare. Assumere una o due volte al giorno per periodi limitati. La formulazione è coerente con l’uso tradizionale europeo come coadiuvante nelle affezioni catarrali respiratorie.
Infuso aromatico digestivo con Inula helenium L., Matricaria chamomilla L. e Melissa officinalis L. Preparazione con 1 g di radice finemente frammentata di enula campana, 1,5 g di camomilla e 1 g di melissa in 250 mL di acqua calda. Tempo di infusione 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per dispepsia funzionale, fermentazioni intestinali e tensione gastrica associata a digestione lenta. Posologia comune: una tazza dopo i pasti principali.
Decotto ad uso tradizionale nelle condizioni invernali con Inula helenium L., Sambucus nigra L. e Tilia cordata Mill. Preparazione con 1,5 g di radice di enula, 2 g di fiori di sambuco e 1,5 g di tiglio in 250 mL di acqua. Far bollire brevemente la radice di enula per 5 minuti, quindi aggiungere le altre droghe e lasciare in infusione per ulteriori 10 minuti. Assunzione tradizionale: 1–2 tazze calde al giorno come bevanda balsamica e diaforetica.
Formulazione erboristica per uso esterno con Inula helenium L., Calendula officinalis L. e Hamamelis virginiana L. Preparazione mediante decotto concentrato di 5 g di radice di enula e 3 g di calendula in 200 mL di acqua per 15 minuti, successivamente addizionato con estratto acquoso di amamelide. Utilizzato tradizionalmente per impacchi locali su cute irritata o impura. Applicazione limitata e prudente per il possibile rischio di sensibilizzazione cutanea dovuto ai lattoni sesquiterpenici.
Infuso amaro-tonico con Inula helenium L. e Achillea millefolium L. Preparazione con 1 g di radice di enula e 1 g di sommità di achillea in 200 mL di acqua calda. Infusione per 8 minuti. Uso tradizionale digestivo e coleretico lieve. Una tazza prima del pranzo o della cena per brevi periodi.
Commission E Monographs Elecampane Root Inulae Radix Unapproved Herbs American Botanical Council 1998
David Hoffmann, Medical Herbalism The Science and Practice of Herbal Medicine, 2003
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine Classic Edition, 1988
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Claire R. Kenny, Orla Fayne, Shane O’Shea, Helen Sheridan, The Antimicrobial Potential of Inula helenium L. Extracts and Sesquiterpene Lactones, Molecules, 2022
Jieun Chun, The Sesquiterpene Lactone-Rich Fraction of Inula helenium L. and Alantolactone Show Anti-Inflammatory Activity in Macrophages, International Journal of Molecular Sciences, 2023
Akihisa Miyazawa, Harukuni Tokuda, Hoyoku Nishino, Antiproliferative Sesquiterpene Lactones from the Roots of Inula helenium, Biological and Pharmaceutical Bulletin, 2002
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato tradizionale di Inula helenium
Una delle preparazioni più antiche è il vino medicato ottenuto mediante macerazione della radice essiccata nel mosto o nel vino. Una ricetta riportata nella tradizione erboristica derivata da Dioscoride prevede circa 150 grammi di radice essiccata (circa cinque once) in circa venticinque litri di mosto d’uva. La radice viene lasciata in infusione durante la fermentazione o per circa tre mesi, quindi rimossa. Il vino risultante veniva assunto in piccole quantità quotidiane come tonico per stomaco e torace e per favorire la diuresi.
Vino erboristico digestivo con radice di enula
Una versione più moderna e domestica della preparazione prevede la macerazione della radice tagliata in vino rosso o bianco. La radice fresca o essiccata viene tritata e lasciata macerare in una soluzione composta da una piccola quantità di alcol forte e vino rosso con aggiunta di zucchero. Dopo una settimana si aggiunge il vino e la miscela viene lasciata riposare circa un mese con agitazioni periodiche. Al termine si filtra e si conserva in bottiglia. L’uso tradizionale prevede l’assunzione di circa 20–25 millilitri prima dei pasti per brevi cicli come aperitivo digestivo, stimolante e rimedio per disturbi gastrointestinali lievi.
Cordiale o vino aromatico medievale
Nel Medioevo la radice veniva anche infusa in vini dolci o liquorosi come il malmsey o vini simili al Madeira. Alcune ricette prevedevano l’aggiunta di zucchero, uvetta o spezie per ottenere un cordiale medicinale. Questi vini erano utilizzati come tonici per l’apparato respiratorio e digestivo e venivano assunti in piccole quantità prima o dopo i pasti. Preparazioni simili sono citate anche negli erbari rinascimentali e nella medicina erboristica inglese.
Uso tradizionale delle preparazioni alcoliche
Le preparazioni alcoliche di Inula helenium erano impiegate soprattutto per disturbi respiratori con catarro, tosse cronica e congestione bronchiale, oltre che come stimolanti digestivi e carminativi. L’azione aromatica e amara della radice favoriva la secrezione gastrica e la digestione, mentre le proprietà espettoranti venivano sfruttate nei rimedi per le affezioni polmonari.
Tobyn Graeme, Denham Michael, Whitelegg Margaret, Medical Herbs A Clinical Guide to the Healing Plants of Britain and Europe, 2011
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Grieve Maud, A Modern Herbal, 1931
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann John, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Bown Deni, Encyclopedia of Herbs and Their Uses, 1995
Dioscorides Pedanius, De Materia Medica, I secolo
Culpeper Nicholas, The Complete Herbal, 1653
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SUL FEGATO
Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate
a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in: - Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco); - Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo).
b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell'intestino e possono essere suddivise in: - Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo); - Colecistocinetici, se aumentano l'escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d'uovo, Olio d'oliva).
c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell'epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino).
d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l'espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi). I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica). Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l'organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell'intestino. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo. Anche e soprattutto l'olio d'oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non 'smuovere' il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza.
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Il nome specifico helenium è tradizionalmente collegato a Elena di Troia. Secondo una leggenda classica, la pianta sarebbe nata dalle lacrime di Elena oppure sarebbe cresciuta nei luoghi toccati dalla sua presenza dopo il rapimento da parte di Paride. Questa associazione contribuì alla reputazione quasi magica e prestigiosa della specie nel mondo antico.
Nella medicina greco-romana l’enula campana era considerata una delle principali piante per le affezioni respiratorie e digestive. Dioscoride e Plinio il Vecchio ne descrissero l’uso come rimedio contro tosse, catarro, difficoltà respiratorie e disturbi dello stomaco.
Nel Medioevo europeo la radice veniva spesso conservata nel miele oppure candita con zucchero e utilizzata come tonico per anziani, viaggiatori e convalescenti. Nei monasteri era coltivata negli horti simplicium insieme a salvia, issopo e angelica.
L’appellativo italiano “campana” non deriva da campane sonore ma probabilmente dalla Campania, regione in cui la pianta era particolarmente coltivata e apprezzata in epoca romana.
La radice di Inula helenium L. è una delle fonti storiche di inulina, polisaccaride che prende proprio il nome dal genere Inula. L’inulina fu successivamente identificata come fibra prebiotica di interesse nutrizionale e metabolico.
In alcune tradizioni popolari europee l’enula campana era considerata pianta protettiva contro le influenze negative e veniva appesa nelle abitazioni rurali o inserita nei mazzetti aromatici essiccati.
La pianta è caratterizzata da grandi infiorescenze gialle simili a piccoli girasoli irregolari e da una radice molto aromatica. L’odore intenso della radice fresca era storicamente usato anche per allontanare insetti e parassiti domestici.
Nella fitoterapia anglosassone tradizionale era nota come elecampane ed era uno dei rimedi più diffusi per il “catarrh of the chest”, termine storico riferito agli accumuli mucosi cronici bronchiali.
Alcuni testi rinascimentali attribuivano all’enula proprietà afrodisiache e capacità di “ravvivare gli spiriti vitali”, interpretazioni oggi considerate parte della medicina umorale storica più che effetti farmacologici dimostrati.
I lattoni sesquiterpenici presenti nella radice, in particolare alantolattone e isoalantolattone, sono oggi oggetto di ricerche farmacologiche moderne per attività antinfiammatorie, antimicrobiche e antiproliferative, sebbene molte evidenze restino prevalentemente precliniche.