Bupleurum Chinense Franch., Bupleurum Chinense F. Chiliosciadio (H.Wolff) RHShan E Y.Li, Bupleurum Chinense F. Octoradiatum (Bunge) RHShan E MLSheh, Bupleurum Chinense F. Pekinense (Franch. Ex Forbes & Hemsl.) RHShan E Y.Li, Bupleurum Chinense F. Vanheurckii (Müll.Arg.) RHShan E Y.Li, Bupleurum Chinense Var. Octoradiatum (Bunge) Kitag., Bupleurum Falcatum F. Ensifolium H. Wolff, Bupleurum Falcatum Var. Chiliosciadio H. Wolff, Bupleurum Octoradiatum Bunge, Bupleurum Pekinense Franch., Bupleurum Pekinense Franch. Ex Forbes & Hemsl., Bupleurum Pekinense F. Chiliosciadio (H.Wolff) Hemsl., Bupleurum Pekinense F. Chiliosciadio (H.Wolff) RHShan E YinLi, Bupleurum Scorzonerifolium F. Ensifolium H. Wolff, Bupleurum Scorzonerifolium F. Latum (H.Wolff) Nakai, Bupleurum Togasii Kitag., Bupleurum Vanheurckii Mull.Arg.
PIANTA ERBACEA PERENNE DELLA FAMIGLIA APIACEAE, DOTATA DI RADICE FITTONANTE ROBUSTA E ALLUNGATA, SPESSO RAMIFICATA, DI COLORE GIALLO-BRUNASTRO. IL FUSTO È ERETTO, CILINDRICO, GLABRO O LEGGERMENTE STRIATO, ALTO GENERALMENTE 50-100 CM, SEMPLICE O RAMIFICATO NELLA PARTE SUPERIORE. LE FOGLIE SONO ALTERNE, SEMPLICI, INTERE, LANCEOLATE O LINEARI-LANCEOLATE, CON NERVATURE PARALLELE EVIDENTI E BASE AMPLESSICAULE; LE FOGLIE INFERIORI SONO PIÙ LARGHE E PICCIOLATE, MENTRE LE SUPERIORI SONO SESSILI E PIÙ STRETTE. L’INFIORESCENZA È COSTITUITA DA OMBRELLE COMPOSTE TERMINALI CON RAGGI SOTTILI, ACCOMPAGNATE DA BRATTEE E BRATTEOLE. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE GIALLO-VERDE, CON CINQUE PETALI INCURVATI ALL’APICE. IL FRUTTO È UN DIACHENIO OBLUNGO O ELLISSOIDE, CON COSTE LONGITUDINALI BEN MARCATE, CHE A MATURITÀ SI SEPARA IN DUE MERICARPI CONTENENTI CIASCUNO UN SEME.
SPECIE ERBACEA PERENNE TIPICA DELLE REGIONI TEMPERATE DELL’ASIA ORIENTALE, IN PARTICOLARE DELLA CINA SETTENTRIONALE E CENTRALE, DOVE CRESCE SPONTANEAMENTE IN AMBIENTI APERTI E BEN SOLEGGIATI. IL SUO HABITAT NATURALE COMPRENDE PENDII ERBOSI, PRATERIE ARIDE O SEMIARIDE, RADURE, MARGINI DI BOSCHI RADI, ZONE COLLINARI E MONTANE, NONCHÉ AREE DI TRANSIZIONE TRA VEGETAZIONE STEPPICA E ARBUSTETI.
PREDILIGE TERRENI BEN DRENATI, SPESSO LEGGERI E SASSOSI O SABBIOSO-LIMOSI, CON BUONA AERAZIONE E MODERATA DISPONIBILITÀ IDRICA. SI ADATTA ANCHE A SUOLI POVERI, CALCAREI O LEGGERMENTE ALCALINI, PURCHÉ NON SOGGETTI A RISTAGNI D’ACQUA PROLUNGATI, CHE RISULTANO SFAVOREVOLI ALLO SVILUPPO DELL’APPARATO RADICALE FITTONANTE.
LA SPECIE È FREQUENTEMENTE ASSOCIATA A CLIMI CON INVERNI FREDDI E STAGIONI VEGETATIVE RELATIVAMENTE BREVI, MOSTRANDO UNA BUONA RESISTENZA ALLA SICCITÀ E ALLE ESCURSIONI TERMICHE. VEGETA DAL LIVELLO COLLINARE FINO A QUOTE MONTANE, GENERALMENTE TRA 800 E 2500 METRI, DOVE COLONIZZA AMBIENTI APERTI CON COMPETIZIONE VEGETAZIONALE MODERATA. IN QUESTE CONDIZIONI SVILUPPA POPOLAZIONI STABILI SOPRATTUTTO IN AREE SOGGETTE A DISTURBO NATURALE O ANTROPICO LIEVE, COME PASCOLI E BORDI DI CAMPI COLTIVATI.
RADICE ESSICCATA (BUPLEURI RADIX). LA RADICE È LA PARTE OFFICINALE CLASSICA, IMPIEGATA NELLA MEDICINA TRADIZIONALE ASIATICA ED È RICCA DI SAPONINE TRITERPENICHE (SAIKOSAPONINE).
DEBOLE, LEGGERMENTE AROMATICO E TERROSO, CON NOTE ERBACEE SECCHE E LIEVE SFUMATURA RESINOSA
AMARO, LEGGERMENTE PUNGENTE E AROMATICO, CON FONDO PERSISTENTE E LIEVE NOTA DOLCIASTRA FINALE
Motivazione: Alle dosi terapeutiche tradizionali la specie presenta generalmente una buona tollerabilità. Sono tuttavia documentati effetti indesiderati gastrointestinali, reazioni allergiche occasionali e casi di epatotossicità associati soprattutto ad alte dosi, uso prolungato o formulazioni concentrate. Gli studi tossicologici indicano un margine di sicurezza generalmente favorevole nell'uso corretto. Evidenza clinica, farmacovigilanza, studi tossicologici animali e osservazioni cliniche.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono studi clinici, revisioni sistematiche e un uso medico consolidato nella medicina tradizionale cinese, ma gran parte delle evidenze riguarda formulazioni complesse contenenti Bupleurum chinense DC oppure estratti specifici standardizzati e non la droga vegetale semplice. Le attività epatoprotettive, immunomodulanti, antinfiammatorie e neuropsicologiche risultano supportate da dati clinici e preclinici, ma l'efficacia dipende dalla preparazione impiegata, dal contenuto in saikosaponine e dal contesto terapeutico. Evidenza clinica, revisioni sistematiche, studi in vivo, studi in vitro ed uso tradizionale documentato.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili studi clinici, revisioni sistematiche e meta-analisi principalmente su preparazioni contenenti Bupleurum chinense DC come componente principale o come parte di formulazioni tradizionali standardizzate. Le evidenze più consistenti riguardano il supporto nel trattamento di epatopatie croniche e disfunzioni epatiche funzionali, con miglioramento di parametri biochimici epatici in specifici contesti clinici. Tuttavia, nella maggior parte dei casi non è possibile attribuire con assoluta certezza l'effetto alla sola specie isolata; pertanto le evidenze cliniche dirette sulla monodroga risultano limitate.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività epatoprotettiva. Supportata da numerosi studi in vivo e in vitro su estratti e saikosaponine di Bupleurum chinense DC, con effetti osservati in modelli sperimentali di danno epatico tossico, infiammatorio e metabolico.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo che documentano riduzione della produzione di mediatori proinfiammatori e modulazione della risposta immunitaria.
Attività immunomodulante. Supportata da studi in vitro e in vivo che evidenziano modulazione della funzione macrofagica, linfocitaria e citochinica.
Attività antifibrotica epatica. Supportata da studi animali e cellulari che mostrano riduzione della progressione della fibrosi epatica e modulazione delle cellule stellate epatiche.
Attività neuroprotettiva. Supportata da studi sperimentali in vivo e in vitro che documentano effetti protettivi in modelli di neuroinfiammazione e stress ossidativo.
Attività antidepressiva e ansiolitica sperimentale. Supportata da modelli animali comportamentali e da studi farmacologici sulle saikosaponine.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e in vivo che dimostrano riduzione dello stress ossidativo e incremento dei sistemi antiossidanti endogeni.
Attività antivirale sperimentale. Supportata da studi in vitro e da ricerche farmacologiche che hanno evidenziato attività verso alcuni virus, sebbene la rilevanza clinica resti non definita.
Attività antitumorale sperimentale. Supportata esclusivamente da studi in vitro e modelli animali che mostrano effetti antiproliferativi e proapoptotici; non esistono prove cliniche sufficienti per indicazioni oncologiche.
Attività antipiretica. Supportata da studi animali e coerente con l'impiego tradizionale documentato.
Attività coleretica ed epatobiliare. Supportata da studi farmacologici sperimentali e da uso tradizionale consolidato.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina tradizionale cinese la radice di Bupleurum chinense DC è utilizzata da oltre due millenni per stati febbrili, disturbi epatobiliari, alterazioni digestive, sintomi correlati allo stress emotivo, sindromi infiammatorie, dolore toracico e costale, irregolarità mestruali e condizioni associate alla cosiddetta stagnazione del qi epatico.
L'impiego tradizionale comprende inoltre formulazioni destinate al supporto delle funzioni epatiche, alla gestione di condizioni febbrili intermittenti e al trattamento di numerose sindromi funzionali descritte nella medicina tradizionale cinese.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
SONO STATI DESCRITTI CASI DI DANNO EPATICO ASSOCIATI A PREPARAZIONI CONTENENTI BUPLEURUM CHINENSE DC, SOPRATTUTTO CON DOSAGGI ELEVATI, USO PROLUNGATO O FORMULAZIONI CONCENTRATE. EVIDENZA CLINICA, FARMACOVIGILANZA E STUDI TOSSICOLOGICI.
GLI ESTRATTI RICCHI IN SAIKOSAPONINE POSSONO ESERCITARE ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE. È CONSIGLIABILE CAUTELA NEI SOGGETTI AFFETTI DA PATOLOGIE AUTOIMMUNI O SOTTOPOSTI A TERAPIE IMMUNOMODULANTI. EVIDENZA IN VITRO, IN VIVO E FARMACOLOGICA.
SONO STATI OSSERVATI EFFETTI DOSE-DIPENDENTI SUL FEGATO IN MODELLI ANIMALI, CON POSSIBILE PASSAGGIO DA ATTIVITÀ EPATOPROTETTIVA A EPATOTOSSICA ALL'AUMENTARE DELL'ESPOSIZIONE. EVIDENZA TOSSICOLOGICA ANIMALE.
L'IMPIEGO CONCOMITANTE CON FARMACI POTENZIALMENTE EPATOTOSSICI RICHIEDE PRUDENZA PER POSSIBILE INCREMENTO DEL RISCHIO DI EVENTI AVVERSI EPATICI. EVIDENZA FARMACOLOGICA E CLINICA INDIRETTA SULLA SPECIE.
LA SICUREZZA DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È STATA ADEGUATAMENTE STABILITA MEDIANTE STUDI CLINICI SPECIFICI. EVIDENZA DERIVANTE DALL'ASSENZA DI DATI CLINICI SUFFICIENTI.
LE PREPARAZIONI TRADIZIONALI E GLI ESTRATTI STANDARDIZZATI POSSONO DIFFERIRE SIGNIFICATIVAMENTE PER COMPOSIZIONE FITOCHIMICA E CONTENUTO DI SAIKOSAPONINE, CON CONSEGUENTI DIFFERENZE DI EFFICACIA E SICUREZZA. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA.
GLI EFFETTI FARMACOLOGICI DOCUMENTATI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA ESTRATTI CARATTERIZZATI E DA PREPARAZIONI UTILIZZATE NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE; I RISULTATI NON SONO AUTOMATICAMENTE TRASFERIBILI A PRODOTTI DI DIVERSA COMPOSIZIONE. EVIDENZA CLINICA, FARMACOLOGICA E FITOCHIMICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A BUPLEURUM CHINENSE DC O AI SUOI COSTITUENTI DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE.
PRECEDENTI EPISODI DI EPATOTOSSICITÀ ATTRIBUITI A PREPARAZIONI CONTENENTI BUPLEURUM CHINENSE DC DOCUMENTATI IN LETTERATURA CLINICA E FARMACOVIGILANZA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
CICLOSPORINA
EPATOTOSSICI
FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
IMMUNOMODULANTI
IMMUNOSOPPRESSORI
TACROLIMUS
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Droga polverizzata della radice
Radice essiccata e polverizzata utilizzata nella fitoterapia tradizionale cinese. Posologia abituale da 3 a 9 g al giorno suddivisi in due o tre assunzioni. Non esiste una titolazione universalmente riconosciuta per i principi attivi responsabili dell'effetto terapeutico.
Estratto secco della radice
Estratto ottenuto prevalentemente con acqua o miscele idroalcoliche. Negli studi farmacologici e nelle preparazioni commerciali asiatiche viene generalmente standardizzato in saikosaponine totali. Titolo orientativo utilizzato in letteratura dal 5% al 15% di saikosaponine totali. Posologia generalmente compresa tra 200 e 1000 mg al giorno in dosi frazionate a seconda del rapporto di estrazione e della standardizzazione.
Estratto secco titolato in saikosaponina a
Preparazione impiegata soprattutto in ambito sperimentale e nutraceutico. Per gli effetti epatoprotettivi e immunomodulanti la standardizzazione è generalmente riferita alla saikosaponina a e alle saikosaponine totali. Posologia orientativa equivalente a 20-100 mg al giorno di saikosaponine totali derivanti dall'estratto.
Estratto secco titolato in saikosaponina d
Preparazione standardizzata utilizzata soprattutto nella ricerca farmacologica. La saikosaponina d rappresenta uno dei principali marcatori qualitativi della droga. Posologia dipendente dal titolo e generalmente corrispondente a 200-1000 mg al giorno di estratto standardizzato.
Estratto fluido della radice
Preparazione liquida con rapporto estrattivo variabile. Posologia tradizionalmente compresa tra 2 e 8 ml al giorno suddivisi in più assunzioni.
Tintura madre della radice
Preparazione idroalcolica utilizzata nella medicina erboristica. Posologia generalmente compresa tra 2 e 6 ml al giorno in dosi frazionate, adeguata alla concentrazione del preparato.
Preparazioni fitoterapiche composte della medicina tradizionale cinese
Bupleurum chinense è frequentemente presente in formule tradizionali standardizzate quali Xiao Chai Hu Tang e Chai Hu Shu Gan San. In tali preparazioni il dosaggio della radice corrisponde generalmente a 3-12 g al giorno all'interno della formulazione complessiva. L'efficacia documentata dipende dalla composizione della formula e non esclusivamente dalla singola specie.
Preparazioni omeopatiche
Disponibili in alcuni repertori omeopatici sotto forma di tintura madre, diluizioni decimali e centesimali. Non sono disponibili evidenze cliniche affidabili che ne confermino l'efficacia terapeutica specifica. Le modalità di impiego seguono i criteri della pratica omeopatica e non quelli della fitoterapia basata sulle evidenze.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso epatobiliare tradizionale
Radice di Bupleurum chinense 3 g
Radice di Glycyrrhiza uralensis 2 g
Frutti di Ziziphus jujuba 3 g
Acqua 250 ml
Infondere per 15 minuti. Assumere 1-2 volte al giorno. Formula derivata da combinazioni tradizionali impiegate per il supporto funzionale epatico e digestivo.
Decotto epatoprotettivo
Radice di Bupleurum chinense 6 g
Radice di Scutellaria baicalensis 3 g
Radice di Paeonia lactiflora 4 g
Radice di Glycyrrhiza uralensis 2 g
Acqua 500 ml
Far sobbollire per 20-30 minuti e filtrare. Assumere in due somministrazioni giornaliere. Combinazione coerente con formulazioni tradizionali studiate per il supporto della funzione epatica.
Infuso digestivo e per dispepsia funzionale
Radice di Bupleurum chinense 3 g
Frutti di Citrus reticulata 2 g
Rizoma di Zingiber officinale 1 g
Acqua 250 ml
Infondere per 10-15 minuti. Assumere dopo i pasti principali fino a due volte al giorno.
Decotto per discinesia biliare e congestione epatobiliare
Radice di Bupleurum chinense 6 g
Radice di Paeonia lactiflora 6 g
Frutti di Citrus aurantium 3 g
Radice di Angelica sinensis 3 g
Acqua 600 ml
Far sobbollire per circa 30 minuti. Assumere in due dosi giornaliere. Utilizzo tradizionale supportato da dati farmacologici sulle singole specie e sulle formulazioni derivate.
Infuso antiossidante e immunomodulante
Radice di Bupleurum chinense 3 g
Radice di Astragalus membranaceus 5 g
Foglie di Camellia sinensis 2 g
Acqua 300 ml
Infondere per 15 minuti. Assumere una volta al giorno. Formula orientata al supporto immunitario e alla protezione dallo stress ossidativo.
Decotto tradizionale per stati febbrili
Radice di Bupleurum chinense 6 g
Radice di Scutellaria baicalensis 3 g
Rizoma di Pinellia ternata preparato 3 g
Radice di Glycyrrhiza uralensis 2 g
Acqua 600 ml
Far sobbollire per 25 minuti e filtrare. Assumere in due somministrazioni giornaliere. Formula ispirata alle preparazioni classiche della medicina tradizionale cinese impiegate negli stati febbrili.
Tisana digestiva leggera
Radice di Bupleurum chinense 2 g
Foglie di Mentha canadensis 1 g
Frutti di Foeniculum vulgare 2 g
Acqua 250 ml
Infondere per 10 minuti. Assumere dopo i pasti. Indicata esclusivamente come supporto digestivo funzionale.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato tradizionale di Bupleurum chinense
Nella medicina tradizionale cinese sono documentate preparazioni denominate Chai Hu Jiu, ottenute mediante macerazione della radice essiccata di Bupleurum chinense in vino di riso con gradazione generalmente compresa tra 15% e 20%. Una preparazione tradizionale consiste nell'impiegare circa 30-60 g di radice essiccata in 500-1000 ml di vino di riso, lasciando macerare per 2-4 settimane con agitazione periodica e successiva filtrazione.
L'impiego tradizionale era rivolto soprattutto al supporto delle funzioni epatobiliari, agli stati febbrili intermittenti, alle sindromi dolorose costali e alle condizioni descritte nella medicina tradizionale cinese come stagnazione del qi epatico. Non esistono studi clinici moderni che abbiano validato specificamente questa preparazione alcolica.
Radice di Bupleurum chinense trattata con vino
Nella farmacopea cinese tradizionale è descritta una forma di preparazione denominata Jiu Chai Hu, ottenuta inumidendo la radice con vino di riso e successivamente sottoponendola a lieve tostatura. Generalmente vengono utilizzati 10-20 kg di vino ogni 100 kg di droga vegetale prima della lavorazione.
Questa procedura non produce una bevanda alcolica ma una droga medicinale processata. Tradizionalmente viene considerata particolarmente indicata per applicazioni correlate al sistema epatobiliare e alla regolazione funzionale delle sindromi attribuite al fegato secondo la medicina tradizionale cinese.
Tintura alcolica della radice
Nella moderna fitoterapia e nella ricerca farmacognostica sono descritte tinture ottenute mediante estrazione idroalcolica della radice con rapporti droga-solvente generalmente compresi tra 1:5 e 1:10 e gradazioni alcoliche dal 45% al 70%.
Tali preparazioni sono utilizzate come forma estrattiva per concentrare saikosaponine e altri costituenti bioattivi. L'impiego fitoterapico è principalmente orientato al supporto epatobiliare e digestivo, pur in assenza di monografie occidentali ufficiali che ne definiscano indicazioni terapeutiche approvate.
Liquore erboristico tradizionale composto
Alcuni testi etnofarmacologici asiatici riportano preparazioni alcoliche complesse nelle quali Bupleurum chinense viene associato a Angelica sinensis, Paeonia lactiflora, Glycyrrhiza uralensis o altre droghe della medicina tradizionale cinese. Le formulazioni risultano molto variabili e prive di standardizzazione moderna.
L'uso rimane esclusivamente tradizionale e non supportato da studi clinici controllati.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Bupleurum chinense DC è una delle piante fondamentali della medicina tradizionale cinese, dove è conosciuta come Chai Hu ed è citata in testi classici come lo Shang Han Lun, risalente a oltre duemila anni fa, come rimedio per le sindromi febbrili e i disordini epatici.
Il nome del genere Bupleurum deriva dal greco “bous” e “pleuron”, che significa “fianco di bue”, probabilmente in riferimento alla forma delle foglie, mentre la specie chinense indica la sua origine geografica cinese.
Nella medicina tradizionale cinese la pianta è considerata un “armonizzante”, utilizzata per regolare il flusso del Qi epatico, concetto centrale nella fisiologia energetica orientale, che non ha un equivalente diretto nella medicina occidentale ma ha guidato il suo impiego per disturbi psicosomatici e digestivi.
Una particolarità farmacologica è rappresentata dalle saikosaponine, composti studiati per la loro attività immunomodulante e antinfiammatoria, che hanno reso la pianta oggetto di crescente interesse nella ricerca moderna.
Nel corso della storia, Bupleurum chinense è stata raramente utilizzata come droga singola, ma quasi sempre inserita in formule complesse, evidenziando l’importanza del concetto di sinergia nella fitoterapia tradizionale cinese.
Una curiosità riguarda la variabilità tra specie del genere Bupleurum, che ha portato a frequenti problemi di identificazione botanica e adulterazioni nella filiera commerciale, con implicazioni rilevanti per la sicurezza e l’efficacia dei preparati.