QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 27/04/2026
GINSENG Panax Ginseng C. A. Meyer
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Autore: erbeofficinali.org
Photo by Hyo-Won Bae.
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi II
Ordine Apiales
Famiglia Araliaceae
Sottofamiglia Aralioideae
Tribù Aralieae
Genere Panax
Specie Panax ginseng
Famiglia:
In Sam, Insam, Sam, San Sam, Hong Shen, Jen-Shen, Ren Seng, Ren Shen, Sheng Shai Shen, Som, Som Kao Li, Gin-seng, Radice della vita, Chinese Ginseng, Asian Ginseng, Asiatic Ginseng, Ginseng, Hong Shen, Insam, Korean Ginseng, Manchurian Ginseng, Ninjin, Oriental Ginseng, Red Ginseng (radici decorticate e passate al vapore), Ren Seng, White Ginseng (radici essiccate al sole), Seng e sang, Chousen Ninjin, Ninjin, Otane Ninjin, Yakuyou Ninjin, Ginseng Asiático, Ginseng Chino, Ginseng Coreano, Ginseng Rojo, Ginseng Da China, Ginseng Da Coreia Do Sul, Jinsão Da China, Zhen´shen´ Obyknovennyi
Panax Schinseng Nees, Aralia Ginseng (C.A.Mey.) Baill., Panax Verus Oken, Panax Quinquefolius Var. Ginseng (C.A.Mey.) Regel & Maack, Panax Pseudoginseng Var. Ginseng (C.A.Mey.) H.Hara, Panax Chin-seng Nees, Panax Coreensis C.H.Wright, Panax Quinquefolius Subsp. Ginseng (C.A.Mey.) Vorosch., Acanthopanax Ginseng (C.A.Mey.) W.R.B.Oliv., Panax Ginseng Var. Coraiensis (T.Mori) T.Mori, Panax Ginseng F. Coraiensis (T.Mori) T.Mori, Panax Ginseng Var. Elatus Nakai.
PIANTA ERBACEA PERENNE CON UN FUSTO ERETTO E SINGOLO CHE PORTA UN VERTICILLO DI FOGLIE COMPOSTE PALMATE CON 3-5 (RARAMENTE 7) FOGLIOLINE OBOVATE O ELLITTICHE, DENTATE AL MARGINE. DALLO STESSO PUNTO DEL VERTICILLO FOGLIARE EMERGE UN LUNGO PEDUNCOLO CHE PORTA UN'OMBRELLA SEMPLICE DI PICCOLI FIORI ERMAFRODITI DI COLORE BIANCO-VERDASTRO. IL FRUTTO È UNA DRUPA CARNOSA DI COLORE ROSSO BRILLANTE A MATURAZIONE, CONTENENTE TIPICAMENTE DUE SEMI APPIATTITI E RENIFORMI. LA PARTE PIÙ CARATTERISTICA È LA RADICE CARNOSA, FUSIFORME E SPESSO RAMIFICATA, DI COLORE GIALLASTRO, CHE COSTITUISCE L'ORGANO DI INTERESSE FARMACOLOGICO.
GIUGNO-LUGLIO (INIZIO ESTATE), CON INFIORESCENZE A OMBRELLA BIANCO-VERDASTRE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO VERDASTRO
Originaria delle regioni montuose dell'Asia orientale, in particolare Cina nord-orientale, penisola coreana e Russia (Estremo Oriente). Cresce spontaneamente in foreste decidue ombrose e fresche di montagna, spesso in sottoboschi ricchi di humus e con una buona copertura arborea che fornisce ombra densa (circa 70-80% di ombra è ideale). Predilige climi temperati freddi con inverni rigidi e nevosi ed estati fresche e umide, con una temperatura media annua intorno ai 10°C e temperature estive non superiori ai 20-25°C. Richiede precipitazioni annue tra 700 e 2000 mm e un'umidità ambientale elevata. Il ginseng prospera su suoli ben drenati, leggermente acidi (pH 5.0-6.5), ricchi di materia organica e con una buona presenza di lettiera forestale in decomposizione. Evita i suoli pesanti, argillosi o soggetti a ristagno idrico. Allo stato selvatico è diventato estremamente raro a causa della raccolta eccessiva, e la maggior parte del ginseng oggi disponibile proviene da coltivazioni che cercano di replicare il più possibile le condizioni del suo habitat naturale, spesso utilizzando sistemi di ombreggiatura artificiale.
AUTUNNO (SETTEMBRE-OTTOBRE), 4-6 ANNI DI COLTIVAZIONE PER RADICI MATURE CON MASSIMI GINSENOSIDI
RADICE ESSICCATA (GINSENG RADIX), INTERA O A FETTE, PREFERIBILMENTE DI PIANTE 5-6ENNI TRATTATE IN MODO SPECIFICO (LE RADICI CENTRALI, A DIFFERENZA DI QUELLE PERIFERICHE, FORNISCONO ESTRATTI CON MIGLIOR RAPPORTO TRA I VARI GINSENOSIDI)
CARATTERISTICO, TERROSO-LEGNOSO, CON NOTE DOLCIASTRE E LIEVEMENTE BALSAMICHE (DOVUTE A PANAXENI)
INIZIALMENTE DOLCIASTRO, POI AMAROGNOLO-PUNGENTE, CON PERSISTENTE RETROGUSTO CANFORATO (GINSENOSIDI RB1/RG1)
Qi L.W., Wang C.Z., Yuan C.S., Ginsenosides from American ginseng chemical and pharmacological diversity, Phytochemistry, 2011
Ratan Z.A., Haidere M.F., Hong Y.H., Pharmacological potential of ginseng and its major component ginsenosides, Journal of Ginseng Research, 2021
Kim J.H., Cardiovascular diseases and Panax ginseng a review on molecular mechanisms and medical applications, Journal of Ginseng Research, 2012
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Dati clinici e osservazionali indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche con effetti avversi generalmente lievi e transitori come insonnia o disturbi gastrointestinali; assenza di tossicità grave documentata nell’uso corretto, supportata da monografie ufficiali e studi clinici sulla specie
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Studi clinici controllati e revisioni sistematiche su Panax ginseng mostrano effetti su performance cognitiva, affaticamento e metabolismo, ma tali risultati sono limitati a estratti standardizzati specifici in ginsenosidi, con elevata variabilità tra preparazioni e risultati non sempre consistenti; evidenza di livello clinico presente ma non generalizzabile all’intera pianta o a tutte le forme
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Miglioramento delle funzioni cognitive e delle performance mentali in condizioni di affaticamento e declino lieve, supportato da studi clinici randomizzati e meta analisi su estratti standardizzati di Panax ginseng con evidenza di effetti modesti ma statisticamente significativi su memoria, attenzione e velocità di elaborazione
Riduzione della fatigue fisica e mentale e miglioramento della performance soggettiva in condizioni di stress, supportato da studi clinici controllati con risultati eterogenei ma complessivamente favorevoli
Disfunzione erettile maschile, con miglioramento della funzione sessuale documentato in studi clinici randomizzati e revisioni sistematiche che evidenziano un effetto moderato su parametri validati
Modulazione della glicemia nel diabete mellito di tipo 2, con riduzione modesta della glicemia a digiuno e postprandiale osservata in studi clinici controllati, con variabilità legata a tipo di estratto e dosaggio
Supporto alla funzione immunitaria con riduzione dell’incidenza e durata delle infezioni respiratorie, documentato da studi clinici controllati e meta analisi su specifici estratti standardizzati
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività adattogena e modulazione della risposta allo stress, documentata in modelli animali e studi in vitro su assi neuroendocrini e marcatori di stress, con supporto da uso tradizionale coerente
Attività antiossidante e citoprotettiva, dimostrata in vitro e in vivo animale tramite riduzione di specie reattive dell’ossigeno e modulazione di enzimi antiossidanti
Attività neuroprotettiva e modulazione della neuroplasticità, evidenziata in modelli animali e cellulari con effetti su neurotrasmettitori, fattori neurotrofici e apoptosi neuronale
Effetti immunomodulanti, con modulazione di citochine e attività delle cellule immunitarie dimostrata in vitro e in vivo animale
Attività antinfiammatoria, documentata in modelli sperimentali con inibizione di mediatori proinfiammatori
Attività ipolipidemizzante e modulazione del metabolismo lipidico, osservata in modelli animali con riduzione di colesterolo e trigliceridi
Attività antitumorale in vitro e in vivo animale, con effetti antiproliferativi e proapoptotici dei ginsenosidi, senza conferma clinica diretta
Uso storico e nella tradizione
Tonico generale e rivitalizzante utilizzato nella medicina tradizionale asiatica per aumentare resistenza fisica e mentale
Afrodisiaco e supporto alla funzione sessuale maschile
Rimedio per debolezza generale, convalescenza e invecchiamento
Supporto per disturbi digestivi lievi e perdita di appetito
Uso tradizionale come agente per migliorare longevità e vitalità
European Medicines Agency, Assessment report on Panax ginseng C. A. Meyer radix, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1 Panax ginseng, 1999
Cochrane Collaboration, Ginseng for cognition, 2010
Geng J, Dong J, Ni H, Lee MS, Wu T, Jiang K, Wang G, Zhou AL, Malouf R, Panax ginseng for erectile dysfunction a systematic review and meta analysis, British Journal of Clinical Pharmacology, 2018
Gui QF, Xu ZR, Xu KY, Yang YM, The efficacy of ginseng related therapies in type 2 diabetes mellitus a systematic review and meta analysis, Medicine, 2016
Reay JL, Scholey AB, Kennedy DO, Panax ginseng effects on cognitive performance a systematic review, Psychopharmacology, 2010
Ratan ZA, Haidere MF, Hong YH, Park SH, Lee JO, Lee J, Cho JY, Pharmacological potential of ginseng and its major component ginsenosides, Biomolecules, 2021
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI CUMARINICI CON RIDUZIONE O ALTERAZIONE DELL’EFFETTO ANTICOAGULANTE OSSERVATA IN STUDI CLINICI E CASI CLINICI, SUGGERENDO INTERFERENZA FARMACOCINETICA O FARMACODINAMICA DOCUMENTATA.
EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE CON INSONNIA, AGITAZIONE O NERVOSISMO RIPORTATI IN STUDI CLINICI RANDOMIZZATI E OSSERVAZIONALI, SOPRATTUTTO A DOSAGGI ELEVATI O IN SOGGETTI SENSIBILI.
POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE DOCUMENTATO IN STUDI CLINICI E IN VIVO, CON RISCHIO DI POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO DI FARMACI ANTIDIABETICI; EVIDENZA CLINICA PRESENTE MA NON UNIFORME TRA STUDI.
INTERAZIONI CON FARMACI METABOLIZZATI DA SISTEMI ENZIMATICI EPATICI DOCUMENTATE IN STUDI SPERIMENTALI E CLINICI, CON EVIDENZA DI MODULAZIONE DI ISOENZIMI DEL CITOCROMO P450, IN PARTICOLARE CYP3A4 E CYP2D6, CON POSSIBILE VARIAZIONE DELLA BIODISPONIBILITÀ DI FARMACI CONCOMITANTI.
POSSIBILI EFFETTI CARDIOVASCOLARI QUALI VARIAZIONI PRESSORIE E TACHICARDIA RIPORTATI IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI, CON EVIDENZA LIMITATA E NON SEMPRE CONSISTENTE.
LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE: MOLTE AVVERTENZE DERIVANO DA STUDI ETEROGENEI, CON DIFFERENZE TRA ESTRATTI E DOSAGGI, E NON SONO SEMPRE GENERALIZZABILI A TUTTE LE PREPARAZIONI DI PANAX GINSENG.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA A PANAX GINSENG DOCUMENTATA IN AMBITO CLINICO E OSSERVAZIONALE, CON SEGNALAZIONI DI REAZIONI ALLERGICHE CUTANEE E SISTEMICHE ATTRIBUIBILI ALLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ANTIDEPRESSIVI I-MAO
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
CAFFEINA
DIGOSSINA
ESTROGENI
ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI
FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
FARMACI PER DIABETICI
IMMUNOSOPPRESSORI
INIBITORI DEL CYP
INIBITORI-MAO (MONOAMINO OSSIDASI)
INSULINA
INSULINA (POTENZIAMENTO)
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
SEROTONINERGICI
SIMPATICOMIMETICI
STIMOLANTI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di radice titolato in ginsenosidi
Gli estratti secchi rappresentano la forma fitoterapica più documentata e utilizzata clinicamente, con standardizzazione tipica compresa tra circa 4 e 7 per cento di ginsenosidi totali oppure con specifiche minime sui ginsenosidi Rg1 e Rb1 per garantire attività farmacologica. La posologia usuale è compresa tra 100 e 400 milligrammi al giorno, con dose frequentemente adottata pari a 200 milligrammi al giorno di estratto standardizzato, somministrato preferibilmente al mattino in cicli di alcune settimane. L’efficacia clinica è correlata alla standardizzazione e alla qualità dell’estratto, mentre preparazioni non titolate mostrano variabilità significativa
Estratto secco concentrato ad alto rapporto droga estratto
Formulazioni concentrate con rapporti di estrazione elevati come 5 a 1, 10 a 1 o superiori, titolate in ginsenosidi, vengono impiegate negli integratori moderni per garantire apporto costante di principi attivi. Il titolo efficace è generalmente espresso come contenuto in ginsenosidi totali o quantità assoluta giornaliera, spesso nell’ordine di alcune decine di milligrammi di ginsenosidi. La posologia si mantiene nell’intervallo equivalente a circa 100–400 milligrammi di estratto standardizzato, adattata alla concentrazione della preparazione
Estratto fluido e tintura madre
Le preparazioni idroalcoliche costituiscono una forma tradizionale ma ancora utilizzata in fitoterapia moderna, con estrazione completa delle frazioni attive. Le tinture madri e gli estratti fluidi non sono sempre standardizzati ma possono essere titolati nei prodotti industriali. La posologia tipica è di circa 30–40 gocce una o due volte al giorno oppure dosaggi settimanali equivalenti in funzione del rapporto di estrazione. L’efficacia è meno standardizzabile rispetto agli estratti secchi ma resta farmacologicamente plausibile
Estratti standardizzati specifici di riferimento farmacologico
Alcuni estratti industriali standardizzati, come quelli utilizzati negli studi clinici, presentano titolazioni definite e costanti di ginsenosidi e sono impiegati nella ricerca farmacologica. Un esempio è rappresentato da estratti standardizzati utilizzati in studi clinici a dosaggi di circa 200 milligrammi al giorno o fino a 500 milligrammi più volte al giorno in protocolli sperimentali. L’effetto terapeutico documentato dipende strettamente dalla composizione qualitativa e quantitativa dei ginsenosidi
Preparazioni omeopatiche
Le preparazioni omeopatiche di Panax ginseng derivano da diluizioni successive della radice e sono utilizzate secondo i principi dell’omeopatia classica. Le diluizioni più comuni includono basse e medie diluizioni centesimali o decimali, con posologia variabile in funzione della pratica omeopatica individuale. Non esistono evidenze cliniche robuste che ne supportino l’efficacia farmacologica diretta, e l’uso rientra esclusivamente nell’ambito omeopatico non sovrapponibile alla fitoterapia basata su estratti titolati
European Medicines Agency, Assessment report on Panax ginseng C. A. Meyer radix, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1 Panax ginseng, 1999
Christensen LP, Ginsenosides chemistry biosynthesis analysis and potential health effects, Advances in Food and Nutrition Research, 2009
Geng J, Dong J, Ni H, Lee MS, Wu T, Jiang K, Wang G, Zhou AL, Malouf R, Panax ginseng for erectile dysfunction a systematic review and meta analysis, British Journal of Clinical Pharmacology, 2018
Gui QF, Xu ZR, Xu KY, Yang YM, The efficacy of ginseng related therapies in type 2 diabetes mellitus a systematic review and meta analysis, Medicine, 2016
Reay JL, Scholey AB, Kennedy DO, Panax ginseng effects on cognitive performance a systematic review, Psychopharmacology, 2010
Ratan ZA, Haidere MF, Hong YH, Park SH, Lee JO, Lee J, Cho JY, Pharmacological potential of ginseng and its major component ginsenosides, Biomolecules, 2021
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Panax ginseng
Si utilizza radice essiccata e frammentata in quantità di circa 1–2 grammi per 150–200 millilitri di acqua calda non bollente, lasciata in infusione per 10–15 minuti. L’assunzione può avvenire una volta al giorno al mattino per sfruttare l’effetto tonico e adattogeno. L’estrazione per infusione è meno efficiente rispetto agli estratti standardizzati ma consente l’assunzione di una quota di ginsenosidi e composti polari, con effetto blando e graduale.
Decotto di Panax ginseng
Per migliorare l’estrazione dei ginsenosidi si impiega un decotto con 2–3 grammi di radice in 200–250 millilitri di acqua, portata a ebollizione e mantenuta a fuoco lento per 15–30 minuti. L’assunzione è generalmente limitata a una volta al giorno, preferibilmente al mattino, per cicli di alcune settimane. Il decotto aumenta la resa estrattiva ma richiede attenzione al dosaggio per evitare effetti stimolanti eccessivi.
Infuso sinergico con Eleutherococcus senticosus
Una miscela costituita da circa 1 grammo di Panax ginseng e 1 grammo di Eleutherococcus senticosus per tazza migliora il profilo adattogeno complessivo. L’infusione per 10–15 minuti consente un’azione tonica più equilibrata sul sistema neuroendocrino. L’uso è indicato una volta al giorno, evitando somministrazioni serali per il possibile effetto stimolante.
Decotto sinergico con Glycyrrhiza glabra
L’associazione di 1–2 grammi di Panax ginseng con circa 1 grammo di Glycyrrhiza glabra in decotto per 15–20 minuti favorisce un’azione adattogena e immunomodulante combinata. La liquirizia può migliorare la biodisponibilità e modulare la risposta allo stress, ma l’uso deve essere limitato nel tempo per evitare effetti legati alla glicirrizina, soprattutto in soggetti predisposti.
Infuso con Zingiber officinale
Una preparazione con circa 1 grammo di Panax ginseng e 0,5–1 grammo di Zingiber officinale in infusione per 10 minuti è utilizzata per supportare la digestione e l’assorbimento dei composti attivi, con effetto tonico e leggermente stimolante. L’assunzione è indicata una volta al giorno, preferibilmente dopo i pasti.
Infuso combinato con Camellia sinensis a basso contenuto di caffeina
Una miscela con circa 1 grammo di Panax ginseng e una quantità moderata di foglie di Camellia sinensis consente un effetto sinergico sullo stato di vigilanza e sulla performance cognitiva. L’infusione di 5–10 minuti produce una bevanda con attività stimolante moderata. È opportuno evitare l’associazione in soggetti sensibili alla caffeina.
Formulazione erboristica con Schisandra chinensis
L’associazione di circa 1 grammo di Panax ginseng con 1 grammo di Schisandra chinensis in infusione o decozione breve è utilizzata per supportare resistenza allo stress e funzione epatica. L’effetto sinergico è documentato principalmente da dati sperimentali e uso tradizionale, con assunzione una volta al giorno.
European Medicines Agency, Assessment report on Panax ginseng C. A. Meyer radix, 2014
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1 Panax ginseng, 1999
Christensen LP, Ginsenosides chemistry biosynthesis analysis and potential health effects, Advances in Food and Nutrition Research, 2009
Ratan ZA, Haidere MF, Hong YH, Park SH, Lee JO, Lee J, Cho JY, Pharmacological potential of ginseng and its major component ginsenosides, Biomolecules, 2021
Panossian A, Wikman G, Effects of adaptogens on the central nervous system and the molecular mechanisms associated with their stress protective activity, Pharmaceuticals, 2010
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Eleutherococcus senticosus monograph, 2012
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Glycyrrhiza glabra monograph, 2013
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Zingiber officinale monograph, 2012
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Schisandra chinensis monograph, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato al ginseng
Nella medicina tradizionale asiatica è documentata la preparazione di vino medicato ottenuto per macerazione della radice essiccata di Panax ginseng in vino di riso o vino bianco. La preparazione consiste nell’utilizzare radice intera o frammentata, generalmente in rapporto empirico tra circa 10 e 30 g per litro di vino, lasciata in macerazione per un periodo variabile da alcune settimane a diversi mesi in contenitore chiuso e al riparo dalla luce. L’estrazione alcolica consente la solubilizzazione dei ginsenosidi e di altri costituenti lipofili e parzialmente idrofili. L’uso tradizionale prevede l’assunzione in piccole quantità giornaliere come tonico generale, adattogeno e supporto in condizioni di astenia o convalescenza, senza evidenze cliniche dirette specifiche sulla forma “vino” ma coerente con l’estrazione alcolica dei principi attivi.
Tintura idroalcolica di ginseng
La preparazione moderna più documentata è la tintura, ottenuta mediante estrazione della radice in miscela acqua-etanolo. Dati farmacotecnici indicano l’impiego di solventi idroalcolici con percentuali variabili di etanolo (circa 30–70%) per ottimizzare l’estrazione dei ginsenosidi . Una formulazione ufficiale descritta in ambito regolatorio consiste in una soluzione acqua-etanolo circa 40:60 con contenuto definito di ginsenosidi principali . La preparazione prevede macerazione o percolazione della droga vegetale per tempi variabili seguiti da filtrazione. L’uso è fitoterapico standardizzato come tonico-adattogeno, supporto cognitivo e metabolico, con evidenze cliniche riferite all’estratto alcolico ma non specificamente alla forma galenica tradizionale.
Preparazioni alcoliche concentrate (estratti etanolici)
In ambito sperimentale e industriale sono documentate estrazioni mediante etanolo ad alta concentrazione e a caldo, utilizzate per ottenere frazioni attive standardizzate della radice . Queste preparazioni non sono destinate all’uso diretto come bevande ma costituiscono la base per estratti fitoterapici concentrati. L’uso è limitato alla produzione di estratti standardizzati impiegati in studi farmacologici e clinici.
European Medicines Agency, Assessment report on Panax ginseng C.A. Meyer radix, 2014
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Panax ginseng, 2002
EFSA Panel on Additives and Products or Substances used in Animal Feed, Safety and efficacy of a tincture derived from the roots of Panax ginseng C.A. Meyer, 2024
Sievenpiper JL et al., Ethanol extraction preparation of Panax ginseng and effects on postprandial glycemia and insulin, 2015
Choi KT, Botanical characteristics, pharmacological effects and medicinal components of Korean Panax ginseng C A Meyer, 2008
Christensen LP, Ginsenosides: chemistry, biosynthesis, analysis, and potential health effects, 2009
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Può contenere ginsenosidi con effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale e sulla performance, inseriti come potenzialmente dopanti in alcune formulazioni.
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Con il termine superfood ci si riferisce a una categoria di alimenti che, grazie all'elevata concentrazione di nutrienti, vitamine, minerali e antiossidanti, vengono considerati particolarmente benefici per la salute. Tuttavia, è importante sapere che il termine non è una classificazione scientifica o medica, ma piuttosto una denominazione di marketing.
Cosa rende un alimento un "superfood"?
Un alimento viene etichettato come superfood quando è eccezionalmente ricco di composti che si ritiene supportino la salute. Questi possono includere:
Antiossidanti: Combattono i radicali liberi e riducono lo stress ossidativo.
Vitamine e minerali essenziali: Contribuiscono al corretto funzionamento dell'organismo.
Fibre: Supportano la salute dell'apparato digerente.
Grassi sani: Come gli omega-3, che sono benefici per il cervello e il cuore.
Esempi comuni di superfood
Anche se non esiste un elenco ufficiale, alcuni alimenti sono comunemente riconosciuti come superfood per la loro densità nutrizionale:
Bacche: Mirtilli, acai e goji sono ricchi di antiossidanti.
Verdure a foglia verde: Il cavolo nero e gli spinaci sono ottime fonti di vitamine K, A, C e acido folico.
Pesce grasso: Il salmone e le sardine sono noti per il loro alto contenuto di acidi grassi omega-3.
Legumi e cereali: La quinoa e i fagioli neri sono fonti complete di proteine e fibre.
Noci e semi: Le noci, i semi di chia e i semi di lino forniscono fibre, grassi sani e proteine.
Ricorda che una dieta sana si basa sulla varietà e sull'equilibrio, non solo sull'inclusione di uno o due superfood.
Etimologia del Nome: Il nome generico "Panax" deriva dal greco "pan" (tutto) e "akos" (rimedio), che significa letteralmente "cura-tutto" o "panacea". Il nome specifico "ginseng" viene dalla pronuncia cantonese della parola cinese "rénshen" (??), che significa "radice d'uomo", in riferimento alla forma antropomorfa che la radice spesso assume.
Valore Storico: Nell'antica Cina, le radici di Ginseng dalla forma particolarmente umana erano così preziose da essere scambiate per il loro peso in oro, riservate all'imperatore e alla nobiltà. Era considerato un dono regale di altissimo prestigio.
Guerre del Ginseng: La ricerca e il controllo delle zone di crescita del Ginseng selvatico sono stati una causa di conflitti storici, specialmente tra Cina e Corea, tanto che il confine tra i due paesi è stato talvolta chiamato "il confine del Ginseng".
Curiosità e Aneddoti
Il Ginseng come Speculazione Finanziaria: In Asia, le radici di Ginseng selvatico antico (che possono avere oltre 100 anni) sono ancora oggi beni di investimento estremamente preziosi, venduti all'asta per centinaia di migliaia di dollari. Una singola radice eccezionale può valere oltre un milione di dollari.
Il Furto del Ginseng: A causa del suo alto valore, le piantagioni di Ginseng sono spesso bersaglio di furti sofisticati. I ladri specializzati ("ginseng rustlers") scavano nottetempo le radici mature, causando danni economici enormi agli agricoltori.
Ciclo di Coltivazione: Il Ginseng richiede tempi lunghissimi per crescere. Una radice coltivata impiega almeno 4-6 anni per raggiungere una maturità commerciale minima. Il Ginseng selvatico, che cresce in foreste incontaminate, può avere decine di anni.
Problema di Conservazione: La radice di Ginseng fresco è altamente deperibile e soggetta a muffe. I metodi tradizionali di conservazione prevedono l'essiccazione accurata, che dona alla radice il caratteristico colore giallo-ambrato e la consistenza dura.
Panax vs. Altri Ginseng: Il termine "ginseng" è usato impropriamente per altre piante (es. Ginseng siberiano - Eleutherococcus, Ginseng peruviano - Maca, Ginseng indiano - Ashwagandha). Il "Ginseng vero" è solo quello del genere Panax (es. P. ginseng - asiatico e P. quinquefolius - americano), poiché contiene la specifica classe di composti attivi, i ginsenosidi.
Rito di Raccolta: Nelle tradizioni più antiche, la raccolta del Ginseng selvatico ("Seng hunting") era circondata da rituali magici e superstizioni. I cercatori ("Seng hunters") seguivano codici non scritti, usando bacchette di legno per scavare senza danneggiare la radice e lasciando sempre dei frutti maturi sul posto per assicurare la riproduzione della pianta.
Bibliografia:
<li>Taylor, D. A. - Ginseng, the Divine Root: The Curious History of the Plant That Captivated the World</li> <li>Baeg, I. H., & So, S. H. - The world ginseng market and the ginseng (Korea)</li> <li>Prof. Chen, J. - The History and Cultural Significance of Ginseng in China (Harvard-Yenching Institute)</li> <li>National Geographic Society - The Hunt for Wild Ginseng</li> <li>Economic Botany journals - Various papers on the ethnobotany of Panax ginseng</li>