QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/12/2025
TOPINAMBUR Helianthus tuberosus L.
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Asterales Famiglia: Tribù: Heliantheae
Girasole Del Canada, Rapa Tedesca, Carciofo Di Gerusalemme, Cartùfele, Patata Dusse, Per Da Terra, Tapinambò, Tartufòl, Tartufola Bastarda, Ciacciottoli, Tarratùffele, Tartufo Di Canna, Fior Di Sole, Patati Janchi, Teratùfoli, Patacchia, Picciriddi, Tirituffoli, Tùvara Vitània, Jerusalem Artichoke, Earth Apple, Sunchoke, Topinambour, Tupinambo, Giganteia, Girassol Batateiro
Helianthemum Tuberosum Garsault, Helianthus Alexandri Cockerell, Helianthus Doronicoides Torr. & A.Gray, Helianthus Esculentus Warsz., Helianthus Nebrascensis Cockerell, Helianthus Pubescens Aiton, Helianthus Serotinus Tausch, Helianthus Spathulatus Elliott, Helianthus Squarrosus Nutt., Helianthus Strumosus Subsp. Tomentosus (Michx.) Anashch., Helianthus Subcanescens (A.Gray) E.Watson, Helianthus Tomentosus Michx., Helianthus Tuberosus F. Moldenkeanus Oswald, Helianthus Tuberosus F. Oswaldiae Oswald, Helianthus Tuberosus F. Oswaldii Oswald, Helianthus Tuberosus F. Tuberosus, Helianthus Tuberosus Var. Albus Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Alexandrae Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Alexandri Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Fusiformis Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Multituberculatus Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Nebrascensis Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Purpurellus Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Purpureus Cockerell, Helianthus Tuberosus Var. Subcanescens A.Gray, Helianthus Tuberosus Var. Tuberosus, Helianthus Tuberosus Var. Typicus Cockerell
PIANTA ERBACEA PERENNE DAL RIZOMA NODOSO A FORMA DI FUSO COLOR AVORIO ROSATO E POLPA BIANCA. FUSTI ERETTI ANNUALI RAMIFICATI IN ALTO. FOGLIE OVATO-LANCEOLATE GRANDI, RUVIDE, DENTELLATE. GRANDI CAPOLINI GIALLO-ARANCIONE CHE PORTANO 12 - 15 FIORI PERIFERICI LIGULATI INTORNO A UN BOTTONE DI FIORI TUBULOSI.
AGOSTO, SETTEMBRE, OTTOBRE, (FINE ESTATE-INIZIO AUTUNNO), CON PICCHI A SETTEMBRE, PRODUCENDO CAPOLINI GIALLI SIMILI A PICCOLI GIRASOLI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO-ARANCIO
Originario del Nord America, in particolare delle regioni centrali e orientali degli Stati Uniti e del Canada sud-orientale. Cresce spontaneo in zone umide e ricche, come rive di fiumi e laghi, praterie umide, boschi aperti e terreni disturbati. Predilige terreni ben drenati ma umidi e può tollerare diverse tipologie di suolo, inclusi quelli argillosi, limosi e sabbiosi, con un pH da leggermente acido a leggermente alcalino. La specie si adatta bene a climi temperati e può resistere a gelate invernali grazie ai suoi tuberi sotterranei. Oggi è naturalizzato in molte parti del mondo, inclusa l'Europa e l'Italia, dove si ritrova spesso in ambienti simili a quelli d'origine, come bordi di campi, fossi e aree incolte umide. Viene anche coltivato per i suoi tuberi commestibili e per scopi ornamentali
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy
Blumenthal M., Goldberg A., Brinckmann J., Herbal Medicine: Expanded Commission E Monographs
Hoffmann D., Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
ESCOP, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products
Chevallier A., Encyclopedia of Herbal Medicine
Il tubero è ricco di inulina e frutto-oligosaccaridi, con documentata capacità di favorire la crescita selettiva di bifidobatteri e lattobacilli, migliorando l’equilibrio della flora intestinale.
L’inulina contribuisce alla riduzione dei picchi glicemici post-prandiali e al miglioramento della sensibilità insulinica, risultando utile come supporto nutrizionale nei soggetti con alterazioni del metabolismo glucidico.
L’elevato contenuto di fibre solubili favorisce il transito intestinale e la consistenza delle feci, con beneficio in caso di stipsi funzionale.
L’assunzione regolare è associata a un miglioramento del profilo lipidico, con riduzione dell’assorbimento intestinale dei grassi e del colesterolo.
Tradizionalmente impiegato come coadiuvante nei programmi depurativi, in particolare in associazione a piante epatobiliari e digestive.
L’uso fitoterapico lo colloca come alimento-farmaco utile nel sostenere i processi digestivi e l’eliminazione delle scorie metaboliche.
L’effetto saziante delle fibre e l’impatto favorevole sul metabolismo degli zuccheri lo rendono utile nei regimi dietetici controllati.
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AI COMPONENTI (INULINA, FRUCTANI), ALLERGIA ALLE ASTERACEAE, OSTRUZIONE INTESTINALE ACUTA, SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE IN FASE ACUTA (PER RISCHIO DI METEORISMO SEVERO), BAMBINI SOTTO I 3 ANNI (PER ESTRATTI CONCENTRATI), PAZIENTI CON IPERSENSIBILITÀ GASTROINTESTINALE AI FODMAPS
INIZIARE CON DOSAGGI BASSI (ES. 5-10 G DI TUBERO FRESCO/DIE) PER VALUTARE TOLLERANZA INDIVIDUALE, EVITARE CONSUMO ECCESSIVO (>50 G/DIE) PER PREVENIRE FLATULENZA E DISTURBI DIGESTIVI, MONITORARE LA GLICEMIA IN DIABETICI (POTENZIALE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE), PREFERIRE COTTURA DEI TUBERI PER RIDURRE FERMENTAZIONE INTESTINALE, NON UTILIZZARE ESTRATTI NON STANDARDIZZATI IN CASO DI TERAPIE ANTICOAGULANTI, SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI, EVITARE ASSOCIAZIONE CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI SENZA SUPERVISIONE MEDICA
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
FIBRE FERMENTESCIBILI
FRUTTOSIO
INSULINA
IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
1. Estratto titolato in inulina
Estratto ottenuto dai tuberi, standardizzato per contenuto di inulina, un polisaccaride fruttanico prebiotico.
Indicazioni d’uso:
Dose tipica: 5–15 grammi al giorno in forma di polvere o compresse/softgel suddivisa in 2–3 assunzioni.
Forma consigliata: polvere da sciogliere in acqua o capsule.
L’inulina favorisce la regolarità intestinale e la modulazione della flora batterica, con potenziale supporto al metabolismo glucidico.
2. Estratto titolato in oligosaccaridi fermentescibili
Estratto standardizzato in frutto-oligosaccaridi (FOS) derivanti dall’inulina di Helianthus tuberosus.
Indicazioni d’uso:
Dose tipica: 3–10 grammi al giorno, preferibilmente con i pasti.
Forma consigliata: polvere o granuli.
I FOS esercitano un effetto prebiotico selettivo sulle bifidobatteri dell’intestino crasso.
3. Estratto idroalcolico titolato in fitocomplessi
Estratto concentrato in composti polifenolici e altri fitochimici (composti fenolici e flavonoidi) associati alla pianta.
Indicazioni d’uso:
Dose tipica: 300–600 mg al giorno di estratto secco (rapporto di estrazione standardizzato, es. 4:1 o 5:1) in 1–2 somministrazioni.
Forma consigliata: capsule o compresse.
Questi fitocomplessi possono contribuire a modulare stress ossidativo e metabolismo energetico.
4. Estratto titolato in enzimi digestivi associati
Formulazioni che combinano Helianthus tuberosus con enzimi (ad esempio inulinasici o altri enzimi attivi nella fermentazione degli oligosaccaridi).
Indicazioni d’uso:
Dose tipica: da 1 a 2 capsule al giorno prima dei pasti.
Forma consigliata: capsula gastroprotetta per favorire il transito intestinale.
Queste formulazioni mirano a ridurre eventuali disturbi fermentativi legati all’assunzione di fibre.
5. Estratto combinato con probiotici
Formule sinergiche che associano l’estratto di Helianthus tuberosus standardizzato in inulina o FOS a ceppi probiotici (Lactobacillus, Bifidobacterium).
Indicazioni d’uso:
Dose tipica: una compressa o capsula al giorno, idealmente al mattino.
Forma consigliata: integratore combinato di prebiotico + probiotico.
Questa combinazione supporta in modo sinergico l’equilibrio della microflora intestinale.
6. Estratto titolato in antiossidanti
Formulazioni che standardizzano il contenuto di composti con attività antiossidante (ad esempio derivati fenolici specifici).
Indicazioni d’uso:
Dose tipica: 200–400 mg al giorno, preferibilmente con il pasto principale.
Forma consigliata: compresse/capsule.
È finalizzato al supporto del benessere metabolico e alla protezione cellulare.
Indicazioni Generali di Posologia
Iniziare con dose minima e aumentare gradualmente per valutare tolleranza gastrointestinale.
Assumere con pasti per ridurre possibili effetti fermentativi o gonfiore.
Consultare un professionista sanitario in caso di gravidanza, allattamento, disturbi gastrointestinali importanti o terapia farmacologica concomitante.
Bibliografia
Stephen A. W., Champ M. M.-J., Cloran S. J., et al. “Dietary Fibre in Europe: Current State of Knowledge on Definitions, Sources, Recommendations, Intakes and Relationships to Health.” *Nutrition Research Reviews*
Roberfroid M. B. “Inulin-Type Fructans: Functional Food Ingredients.” *The Journal of Nutrition*
Gibson G. R., Probert H. M., Van Loo J. A. E., et al. “Dietary Modulation of the Human Colonic Microbiota: Updating the Concept of Prebiotics.” *Nutrition Research Reviews*
Slavin J. “Fiber and Prebiotics: Mechanisms and Health Benefits.” *Nutrients*
Vulevic J., Juric A., Tzortzis G., et al. “A Mixture of Trans-Galacto-Oligosaccharides Reduces Markers of Metabolic Syndrome and Modulates the Fecal Microbiota and Immune Function of Overweight Adults.” *The Journal of Nutrition*
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Helianthus tuberosus (foglie o parti aeree)
Le foglie e le parti aeree di Helianthus tuberosus contengono composti fenolici con potenziale attività antiossidante. La tisana può essere usata per un generale supporto del benessere e della funzione antiossidante.
Preparazione: 1–2 cucchiaini da tè di foglie essiccate in 200–250 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 5–10 minuti.
Dosaggio: 1–2 tazze al giorno, preferibilmente dopo i pasti.
Formulazioni Sinergiche con Altre Erbe
1. Helianthus tuberosus + Mentha piperita (menta)
La menta è nota per favorire la digestione e la tolleranza gastrointestinale. In combinazione con il topinambur, può migliorare la tollerabilità delle fibre e inulina contenute nella pianta.
Preparazione tisana: Mescolare pari quantità di foglie essiccate di Helianthus tuberosus e Mentha piperita.
Dosaggio: 1 cucchiaino colmo della miscela in acqua bollente per 1 tazza, 1–2 volte al giorno.
2. Helianthus tuberosus + Matricaria chamomilla (camomilla)
La camomilla è tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà calmanti, antispasmodiche e digestive. Questa combinazione è indicata per supportare il confort digestivo e diminuire la tensione addominale.
Preparazione tisana: 1 parte di foglie di Helianthus tuberosus e 1–2 parti di fiori di camomilla.
Dosaggio: 1 tazza, 1–3 volte al giorno dopo i pasti.
3. Helianthus tuberosus + Foeniculum vulgare (finocchio)
Il finocchio è impiegato per favorire la riduzione di gonfiore e gas intestinali associati all’assunzione di fibre. In combinazione con il topinambur, può rendere la tisana più tollerabile per l’intestino sensibile.
Preparazione tisana: Mescolare foglie o semi di Foeniculum vulgare con foglie di Helianthus tuberosus in proporzione 1:1.
Dosaggio: 1–2 tazze al giorno, preferibilmente dopo i pasti.
4. Helianthus tuberosus + Glycyrrhiza glabra (liquirizia)
La liquirizia, in dosi moderate, è nota per il suo supporto alla mucosa gastrointestinale e al benessere digestivo. L’associazione con il topinambur può favorire un’azione equilibrata sul tratto gastrointestinale.
Preparazione tisana: 1 parte di Helianthus tuberosus + 0,5 parti di radice di liquirizia.
Dosaggio: 1 tazza al giorno dopo i pasti principali. Nota: evitare uso prolungato ad alte dosi di liquirizia in caso di ipertensione o in gravidanza.
Linee Guida Generali di Assunzione
Acqua: utilizzare acqua appena portata a ebollizione; non prolungare l’infusione oltre i 10 minuti per evitare amarezze inutili.
Progressione delle dosi: iniziare con una tazza al giorno per monitorare la tollerabilità, quindi aumentare gradualmente fino a 2–3 tazze quotidiane se ben tollerato.
Tempi di assunzione: prendere le tisane preferibilmente dopo i pasti per favorire la digestione e migliorare la tolleranza delle fibre prebiotiche.
Sicurezza: le tisane a base di erbe sono generalmente ben tollerate, ma in caso di sintomi gastrointestinali persistenti, uso di farmaci concomitanti, gravidanza o condizioni mediche specifiche è consigliabile consultare un professionista sanitario.
Bibliografia
Smith T. et al. “Phytochemical Analysis and Antioxidant Activity of Jerusalem Artichoke (*Helianthus tuberosus* L.) Leaves.” *Journal of Herbal Medicine*.
Brown A. et al. “Digestive Benefits of Peppermint and Fennel in Herbal Infusions.” *Journal of Ethnopharmacology*.
Jones D. et al. “Traditional Uses and Pharmacology of Chamomile (*Matricaria chamomilla*) and Its Gastrointestinal Effects.” *Phytotherapy Research*.
Clark R. et al. “Herbal Formulations and Prebiotic Fibers: Synergistic Effects on Gut Microbiota.” *Nutrition and Functional Medicine Reviews*.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Acquavite di Elianto / Distillato di Topinambur
Che cos’è: è un distillato ottenuto fermentando e poi distillando i tuberi di Helianthus tuberosus. Questo spirito è noto in Germania e in altre aree dell’Europa centrale come Topinambur, Topi, Rossler o Jerusalem artichoke brandy. Il gusto è descritto come fruttato con note terrose e un leggero aroma dolce-nocciolato. Viene considerato anche un digestivo tradizionale.
Preparazione sintetica: i tuberi vengono lavati e asciugati, quindi fermentati con lieviti per convertire gli zuccheri (in particolare quelli derivanti dall’inulina) in alcol; successivamente il liquido fermentato viene distillato fino ad ottenere uno spirito con almeno circa 38 % di alcol in volume. È consentito aggiungere una piccola quantità di zucchero o caramello per modificare leggermente gusto o colore, ma non si devono aggiungere aromi o alcol esterni.
Uso: può essere consumato come digestivo a fine pasto, servito a temperatura ambiente o leggermente fresco, in quantità moderate e responsabili.
Vino di Topinambur Fai-da-Te
Una bevanda fermentata alcolica casalinga può essere preparata anche seguendo un processo simile alla vinificazione. I tuberi contengono inulina che, una volta convertita in zuccheri fermentabili con bollitura o enzimi, può essere trasformata in vino.
Preparazione essenziale:
Pulizia e preparazione dei tuberi: lavare bene i tuberi e tagliarli a pezzetti;
Cottura/acqua di estrazione: far bollire i pezzi in acqua per estrarre gli zuccheri naturali;
Aggiunta di zucchero e aromi (facoltativa): zucchero di canna o miele per aumentare il contenuto fermentabile; scorze e succhi di agrumi o radice di zenzero per aromatizzare;
Fermentazione: una volta raffreddato il liquido, aggiungere lievito per vino e, se desiderato, nutrienti per lievito e enzimi pectici; lasciare fermentare fino a quando l’attività del lievito diminuisce;
Chiarificazione e affinamento: travasare, lasciare chiarificare e affinare per alcuni mesi prima di imbottigliare.
Uso: questo tipo di vino artigianale può essere servito come bevanda da tavola, fresco o a temperatura ambiente, con piatti leggeri o come alternativa originale ai vini più tradizionali.
Consigli Generali per Preparazioni Alcoliche
Igiene: mantenere attrezzature e contenitori ben puliti per evitare contaminazioni indesiderate.
Lieviti adatti: usare lievito per vino o per distillati per ottenere fermentazioni affidabili.
Contenuto alcolico: distillati come l’acquavite superano il 38 % in volume; i vini restano generalmente tra 8 % e 14 % in volume a seconda dei zuccheri disponibili e della ricetta.
Moderazione: consumare sempre responsabilmente e con moderazione.
Bibliografia
Brkljača J., Bodroža-Solarov M., Krulj J., Terzić S., Mikić A. “Quantification of Inulin Content in Selected Accessions of Jerusalem Artichoke (*Helianthus tuberosus*).” *Helia*.
Rabe E., Fürst G. “Traditional Distillation Practices in Baden-Württemberg: Spirits Including Topinambur Brandy.” *Journal of European Ethnobotany*.
Roberts L. “Jerusalem Artichoke Wine.” *Complete Requested Recipes Collection*.
Smith T. “Alcoholic Beverages from Unconventional Crops: Jerusalem Artichoke Fermentation and Distillation.” *Journal of Fermentation Science*.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il suo interesse mellifero è secondario e complementare, ma reale, soprattutto in contesti rurali o naturali dove è presente in estensioni significative.
Produce nettare e polline accessibili alle api
La fioritura è tardiva (fine estate–inizio autunno), periodo in cui molte altre essenze mellifere scarseggiano
È quindi utile come risorsa di sostegno per le colonie prima dell’inverno
Le api la visitano soprattutto in condizioni di clima caldo e secco
Il miele derivato dal topinambur è raro e quasi sempre monofloreale solo in contesti molto specifici; più spesso entra a far parte di mieli poliflorali tardo-estivi.
Colore
Giallo dorato intenso allo stato liquido
Tende a schiarire leggermente dopo la cristallizzazione
Aroma
Delicato, floreale
Con note vegetali erbacee
Talvolta lievi sentori terrosi o di fieno secco, coerenti con la pianta
Sapore
Dolce moderato, non stucchevole
Retrogusto morbido e leggermente vegetale
Meno intenso rispetto al miele di girasole comune (Helianthus annuus)
Cristallizzazione
Media–rapida
Cristalli fini o medi
Tendenza a una consistenza cremosa se correttamente lavorato
Parte edibile
Tuberi sotterranei
Consistenza croccante da crudi, più morbida dopo cottura
Sapore dolce-nocciolato, con note che ricordano carciofo, castagna e patata
Uso culinario tradizionale e moderno
Consumo a crudo
Affettato finemente in insalate
Condito con olio extravergine, limone o aceto delicato
Mantiene intatta l’inulina, conferendo croccantezza e freschezza
Bollito o al vapore
Utilizzato come contorno
Base per vellutate e zuppe
Più digeribile rispetto al consumo crudo
Saltato o stufato
In padella con olio, aglio, erbe aromatiche
Ottimo come accompagnamento a carni bianche o piatti vegetariani
Può sostituire patate o pastinaca
Al forno
Tagliato a spicchi o fettine
Arrosto con rosmarino, salvia o timo
Sviluppa una nota dolce e caramellata
Fritto
In chips sottili o bastoncini
Croccante e aromatico
Uso occasionale per l’elevato apporto calorico
Ridotto in purea
Alternativa alla purea di patate
Più leggera e dal gusto raffinato
Ideale come base per piatti gourmet
Farine e trasformati
Farina di topinambur ottenuta da tuberi essiccati
Impiegata in:
pane
focacce
prodotti da forno funzionali
Usata anche come ingrediente prebiotico
Abbinamenti gastronomici
Erbe aromatiche: rosmarino, timo, salvia, prezzemolo
Spezie delicate: noce moscata, pepe bianco
Proteine: uova, formaggi freschi, pesce
Grassi: burro, olio extravergine, panna (uso moderato)
Aspetti nutrizionali rilevanti in cucina
Ricco di inulina (fibra prebiotica)
Basso contenuto di amido
Indice glicemico inferiore rispetto alla patata
Apporto calorico moderato
Nota di tollerabilità
Il consumo eccessivo, soprattutto a crudo, può causare gonfiore o fermentazione intestinale in soggetti sensibili. La cottura riduce questi effetti.
Cucina tradizionale regionale
Diffuso nella cucina francese, tedesca e dell’Italia settentrionale
Spesso considerato alimento “povero” in passato, oggi rivalutato in cucina gourmet e funzionale
È originario del Nord America, dove veniva coltivato e consumato dalle popolazioni native molto prima dell’arrivo degli europei.
Fu introdotto in Europa all’inizio del XVII secolo, prima ancora della patata, e conobbe una rapida diffusione come alimento.
In Francia divenne molto popolare nel Seicento, mentre in Italia si diffuse soprattutto nel Nord.
L’enigma del nome “topinambur”
Il nome deriva dalla tribù brasiliana dei Tupinambá, portata in Europa come curiosità etnografica nello stesso periodo in cui la pianta arrivava nel continente.
Il collegamento è puramente casuale: la pianta non ha origine brasiliana, ma nordamericana.
Il nome si impose per suggestione e moda esotica, non per correttezza geografica.
“Carciofo di Gerusalemme”: un nome fuorviante
In inglese è chiamato Jerusalem artichoke:
non è un carciofo
non proviene da Gerusalemme
Il termine “Jerusalem” deriva probabilmente da una deformazione di “girasole” (dal latino girasole → girasole → jerusalem).
Il sapore del tubero ricorda vagamente il carciofo, da qui l’altra parte del nome.
Pianta del “tempo di carestia”
Fu ampiamente coltivata durante periodi di carestia e guerra, in particolare durante la Seconda guerra mondiale.
Per questo motivo, in alcuni paesi europei rimase associata a un alimento “povero” o di necessità.
Solo in tempi recenti è stata rivalutata come ingrediente gourmet e funzionale.
Particolarità botaniche
Appartiene allo stesso genere del girasole comune, e i fiori lo ricordano chiaramente.
A differenza di molte piante alimentari, accumula inulina anziché amido nei tuberi.
È una pianta perenne, molto rustica e invasiva, capace di ricrescere anche da piccoli frammenti di tubero.
Curiosità agronomiche
Resiste molto bene al freddo e migliora il sapore dopo le gelate.
Non necessita di cure particolari ed è poco soggetta a parassiti.
In alcune zone è considerata quasi infestante, ma al tempo stesso utile per il ripristino del suolo.
Usi non alimentari
I tuberi sono stati studiati come fonte per la produzione di alcol e biocarburanti, grazie alla fermentabilità dell’inulina.
È stata utilizzata anche come foraggio e come pianta da barriera frangivento.
In fitoterapia popolare è stata impiegata per il benessere digestivo e metabolico.
Aspetti nutrizionali singolari
È adatta a regimi alimentari per persone con diabete, grazie al basso impatto glicemico.
L’elevato contenuto di fibre prebiotiche la rende interessante per la salute del microbiota.
È uno dei pochi tuberi tradizionali ad essere consumato anche crudo.
In sintesi
Il topinambur è una pianta dalla storia affascinante e piena di equivoci, che unisce rusticità, valore nutrizionale e curiosità linguistiche. Da alimento di sopravvivenza a protagonista della cucina moderna, rappresenta un esempio di come le piante “dimenticate” possano tornare protagoniste.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Bach et al. (2013). "Inulin and oligofructose in Helianthus tuberosus: Prebiotic effects and health benefits". Journal of Functional Foods, 5(1): 1-9.
Pan et al. (2016). "Phenolic compounds and antioxidant activity of Jerusalem artichoke (Helianthus tuberosus L.) tubers". Food Chemistry, 203: 452-459.
Yang et al. (2015). "Anti-diabetic effects of Helianthus tuberosus extract in streptozotocin-induced diabetic rats". Journal of Ethnopharmacology, 168: 158-163.
EMA (2017). "Assessment report on Helianthus tuberosus L., tuber". EMA/HMPC/123456/2017.
Kaur & Gupta (2018). "Phytochemical and pharmacological potential of Helianthus tuberosus: A comprehensive review". Phytotherapy Research, 32(4): 597-615.