PICCOLA PIANTA ERBACEA ANNUALE O BIENNALE CON FUSTI PROSTRATI O ASCENDENTI, SPESSO RAMIFICATI ALLA BASE E PELOSI. LE FOGLIE SONO SESSILI, DIVISE IN TRE LOBI STRETTI E LINEARI, DI COLORE VERDE E SPESSO CON PELI GHIANDOLARI CHE LE RENDONO APPICCICOSE E AROMATICHE. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE GIALLO VIVO, E SONO PORTATI SINGOLARMENTE ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI, FORMANDO UNA SORTA DI SPIGA FOGLIOSA. IL CALICE È TUBULARE E PERSISTENTE. LA COROLLA HA UN LABBRO SUPERIORE MOLTO RIDOTTO E UN LABBRO INFERIORE TRILOBATO, CON IL LOBO CENTRALE PIÙ GRANDE E BILOBATO. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI E SPORGENTI. IL FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI RETICOLATI.
Cresce tipicamente in ambienti secchi e soleggiati come prati aridi, pascoli sassosi, garighe, pinete aperte, bordi di strade, scarpate e terreni calcarei o sassosi. Predilige suoli ben drenati, poveri e spesso calcarei, e si adatta a climi temperati e mediterranei. La si può trovare dal livello del mare fino a circa 1500 metri di altitudine. La sua distribuzione comprende gran parte dell'Europa meridionale e centrale, il bacino del Mediterraneo, il Nord Africa e l'Asia occidentale. È una specie che spesso colonizza terreni disturbati o marginali.
RESINOSO-PUNGENTE, CON NOTE TERPENICHE (SIMILI ALLA TREMENTINA) E SFUMATURE ERBACEE AMARE
AMARO-INTENSO, RESINOSO, CON NOTE PUNGENTI E BALSAMICHE
Diterpeni (es. ajugarina I, clerodani) – con attività antinfiammatoria e potenzialmente antitumorale.
Flavonoidi (es. apigenina, luteolina) – antiossidanti e modulatori enzimatici.
Iridoidi (es. aucubina, catalpolo) – con effetti epatoprotettivi e antimicrobici.
Fitoecdisteroidi (es. ecdisterone) – coinvolti nella regolazione della crescita vegetale e con possibili effetti anabolizzanti.
Oli essenziali (es. alfa-pinene, beta-pinene, limonene) – ad attività antimicrobica e antispasmodica.
Acidi fenolici (es. acido rosmarinico) – antiossidanti e antinfiammatori.
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: In base ai dati disponibili e all’uso corretto a dosi fitoterapiche tradizionali, Ajuga chamaepitys non risulta associata a tossicità significativa. Gli studi sperimentali non evidenziano effetti avversi rilevanti e gli eventuali disturbi segnalati sono lievi e rari. La sicurezza è considerata buona se usata correttamente, pur in assenza di studi clinici approfonditi.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Sono disponibili studi sperimentali in vivo e in vitro che dimostrano attività antiossidante, analgesica e antinfiammatoria, oltre a dati su modelli animali di colite e dolore. Tuttavia mancano studi clinici sull’uomo e indicazioni terapeutiche ufficiali, quindi l’efficacia è da considerarsi potenziale e supportata soprattutto da evidenze precliniche e dall’uso fitoterapico tradizionale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Phytochemical, In Vitro, In Vivo, and In Silico Research on the Extract of Ajuga chamaepitys (L.) Schreb, Elis Ionus e altri, *Plants (Basel)*, 2024
From Herbal Tea to Science: Phytochemical and Biological Investigation of Ajuga chamaepitys subsp. chia With Molecular Docking Analysis, Autori vari, *Food Science & Nutrition*, 2025
Beneficial effects of Ajuga chamaepitys (L.) Schreber subsp. chia and its iridoids on the colitis model: Histopathological and biochemical evidence, Autori vari, 2020
Ethnomedicinal Uses, Phytochemistry, Pharmacology, and Toxicology of Species from the Genus Ajuga L.: A Systematic Review, Autori vari, *PubMed*, Review
Ajuga chamaepitys contiene numerosi composti polifenolici (caffeico, kaempferolo, apigenina, galangina, ecc.) e mostra attività antiossidante misurabile con saggi DPPH/ABTS/FRAP, coerente con l’elevato contenuto di fenoli e flavonoidi. Elevata attività antiossidante può avere impatto su stress ossidativo in modelli biologici.
Studi su modelli animali hanno dimostrato che estratti metanolici di A. chamaepitys esercitano effetti analgesici significativi in modelli sperimentali di dolore, con coinvolgimento di vie che possono includere recettori oppioidi.
Analisi computazionali suggeriscono che composti come apigenina, galangina e kaempferolo possano interagire con chinasi (es. CDK5, GSK-3β), indicando potenziale utilità in contesti neurodegenerativi o neuropatici da confermare in vivo.
In modello animale con colite indotta, frazioni di estratto di A. chamaepitys hanno modulato parametri biochimici e infiammatori, suggerendo un effetto protettivo sulla mucosa intestinale.
Attività di captazione radicalica e riduzione è stata osservata in vari saggi biochimici (DPPH, ABTS, FRAP), indicando capacità antiossidante significativa degli estratti.
Studi su specie del genere Ajuga spesso documentano proprietà antibatteriche, antifeedant e bioattività su microrganismi o insetti, anche se la specificità per A. chamaepitys richiede ulteriori conferme
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, ETÀ PEDIATRICA, INSUFFICIENZA EPATICA/RENALE, TERAPIE FARMACOLOGICHE NON STABILIZZATE, USO PROLUNGATO.
NOTA: DATI TOSSICOLOGICI INSUFFICIENTI - USO SCONSIGLIATO SENZA SUPERVISIONE MEDICA.
EVITARE DOSI ELEVATE, LIMITARE LA DURATA D'USO, PREFERIRE PREPARAZIONI STANDARDIZZATE, SOSPENDERE IN CASO DI REAZIONI AVVERSE, CONSULTARE MEDICO IN GRAVIDANZA/ALLATTAMENTO, NON UTILIZZARE COME AUTOMEDICAZIONE PROLUNGATA.
DATI SCIENTIFICI INSUFFICIENTI RICHIEDONO CAUTELA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTICOAGULANTI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
EPATOTOSSICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco idroalcolico della pianta intera (erba con fiori)
Forma: estratto secco ottenuto con solventi idroalcolici a partire dalla parte aerea della pianta.
Indicazione di posologia: 300–500 mg al giorno, in unica somministrazione o frazionata mattina e sera, sciolto in acqua o altra bevanda. Utilizzato tradizionalmente per supporto alle funzioni depurative e toniche, con possibili proprietà antiossidanti e stimolanti.
Tintura madre di Ajuga chamaepitys
Forma: estratto liquido idroalcolico (soluzione di erba fresca o essiccata in alcol/acqua).
Indicazione di posologia: 20–30 gocce, 2–3 volte al giorno in poca acqua, salvo diversa indicazione del professionista. Impiegata secondo tradizione come stimolante, diuretico e depurativo.
Estratto secco totale standardizzato in contenuto di polifenoli
Forma: estratto secco titolato in polifenoli (quali acidi fenolici e flavonoidi), con caratterizzazione chimica.
Indicazione di posologia: 300–400 mg al giorno, in capsule o polvere da sciogliere; questa forma punta a garantire un contenuto costante di composti antiossidanti derivati dalla pianta.
Decotto o infuso concentrato (uso tradizionale)
Forma: estratto acquoso ottenuto tramite bollitura o infusione delle parti aeree.
Indicazione di posologia: una tazza, 2 volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti; impiegato nella medicina popolare per il supporto dell’apparato digestivo e delle funzioni depurative.
Indicazioni generali di impiego e posologia
Uso depurativo–tonico: l’estratto idroalcolico o tintura madre viene tradizionalmente impiegato per supportare le funzioni depurative dell’organismo e la vitalità generale; il dosaggio consigliato in fitoterapia varia in funzione della concentrazione dell’estratto, ma solitamente si attesta tra 300 mg e 500 mg al giorno oppure gocce di tintura come descritto sopra.
Supporto antiossidante: gli estratti titolati in composti fenolici possono essere utilizzati nella routine antiossidante generale con dosaggi simili a quelli sopra indicati.
Nota d’uso tradizionale: nelle antiche materie mediche europee, l’erba veniva usata anche per sostenere articolazioni e metabolismo, ma tali usi non hanno linee guida cliniche moderne precise.
Avvertenze generali
Le dosologie descritte sono indicative e vanno sempre adattate in base alla concentrazione dell’estratto, alla forma farmaceutica e alla guida professionale di un medico o erborista qualificato.
Non esistono standard farmacopea ufficiali italiani o europei con dosaggi regolamentati per Ajuga chamaepitys titolati in principi attivi specifici, pertanto la scelta della forma più adatta deve essere basata su criteri qualitativi dei preparati e sulla valutazione clinica individuale.
Bibliografia
Phytochemical, In Vitro, In Vivo, and In Silico Research on the Extract of Ajuga chamaepitys (L.) Schreb, Elis Ionus e altri, *Plants (Basel)*, 2024
From Herbal Tea to Science: Phytochemical and Biological Investigation of Ajuga chamaepitys subsp. chia (Lamiaceae) With Molecular Docking Analysis, Autori vari, *Food Science & Nutrition*, 2025
Beneficial effects of Ajuga chamaepitys (L.) Schreber subsp. chia and its iridoids on the colitis model: Histopathological and biochemical evidence, Autori vari, 2020
Ajuga chamaepitys nel contesto della medicina popolare e delle materie mediche storiche, riferimenti storici e profilo tradizionale della pianta
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana depurativa e antiossidante
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys (erba con fiori) 2–3 g
Taraxacum officinale (radice o foglie) 2 g
Rosmarinus officinalis (foglie) 1 g
Preparazione: infusione in acqua bollente (250–300 ml) per 10–12 minuti.
Dosaggio: 1 tazza al mattino e 1 tazza al pomeriggio.
Indicazione: supporta le funzioni depurative dell’organismo e apporta composti antiossidanti; l’aggiunta di tarassaco e rosmarino favorisce la sinergia antiossidante e la circolazione.
Infuso per il benessere digestivo e circolatorio
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys 2 g
Zingiber officinale (radice fresca grattugiata) 1–2 g
Mentha piperita (foglie) 1,5 g
Preparazione: infusione in acqua bollente per 8–10 minuti; filtrare.
Dosaggio: 1 tazza dopo i pasti principali.
Indicazione: combinazione utile per favorire la digestione, ridurre tensioni addominali e stimolare delicatamente la circolazione.
Tisana antinfiammatoria leggera
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys 3 g
Curcuma longa (radice o polvere) 1,5 g
Urtica dioica (foglie) 2 g
Preparazione: infusione in acqua bollente per 10–12 minuti; si può aggiungere una punta di pepe nero per migliorare la biodisponibilità della curcumina.
Dosaggio: 1–2 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti principali.
Indicazione: combinazione ad azione antinfiammatoria e depurativa; la curcuma e l’ortica potenziano l’attività antiossidante e di sostegno ai tessuti.
Decotto per stimolare la funzione emuntoriale
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys 4–5 g
Uva ursina (foglie) 2 g
Achillea millefolium (sommità fiorite) 2 g
Preparazione: bollire gli ingredienti in 300–400 ml d’acqua per 10 minuti, lasciare in infusione 10 minuti e filtrare.
Dosaggio: 1 tazza al mattino.
Indicazione: formulazione che sostiene la funzione emuntoriale, utile in percorsi depurativi stagionali; la presenza dell’uva ursina e dell’achillea favorisce un’azione sinergica sulla microcircolazione e sulla funzione epatobiliare.
Infuso calmante e riequilibrante
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys 2 g
Melissa officinalis (foglie) 2 g
Lavandula angustifolia (fiori) 1 g
Preparazione: infusione in acqua bollente per 8–10 minuti; filtrare.
Dosaggio: 1 tazza alla sera.
Indicazione: utile per favorire uno stato di rilassamento e benessere serale, con azione complementare di melissa e lavanda.
Note generali sui dosaggi
Le quantità indicate si riferiscono a pianta essiccata e sono considerate sicure per adulti in buona salute.
In caso di gravidanza, allattamento, terapie farmacologiche concomitanti o condizioni cliniche specifiche, è consigliabile consultare un professionista.
Le erbe sinergizzanti sono scelte per complementare e potenziare gli effetti attribuiti a Ajuga chamaepitys (antiossidante, depurativo, antinfiammatorio lieve), pur mantenendo un profilo di sicurezza.
Bibliografia
Phytochemical, In Vitro, In Vivo, and In Silico Research on the Extract of Ajuga chamaepitys (L.) Schreb, Elis Ionus e altri, *Plants (Basel)*, 2024
From Herbal Tea to Science: Phytochemical and Biological Investigation of Ajuga chamaepitys subsp. chia With Molecular Docking Analysis, Autori vari, *Food Science & Nutrition*, 2025
Beneficial effects of Ajuga chamaepitys (L.) Schreber subsp. chia and its iridoids on the colitis model: Histopathological and biochemical evidence, Autori vari, 2020
Ethnomedicinal Uses, Phytochemistry, Pharmacology, and Toxicology of Species from the Genus Ajuga L.: A Systematic Review, Autori vari
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica tradizionale con Ajuga chamaepitys
Ingredienti:
Ajuga chamaepitys – erba aerea essiccata (fiori e foglie)
Vino rosso secco (o vino bianco moderato in alcol) oppure alcool etilico alimentare (50 % vol)
Contenitore in vetro scuro con chiusura ermetica
Procedimento:
Raccogliere o procurarsi la pianta aerea di Ajuga chamaepitys in periodo di fioritura, essiccarla e ridurla in pezzi piccoli.
Riempire un barattolo di vetro con 200 g di pianta essiccata.
Coprire completamente con vino rosso secco o vino bianco di buona qualità, assicurandosi che la pianta sia totalmente immersa (se si preferisce una tintura più concentrata, si può usare alcool alimentare al 50 % in volume).
Chiudere ermeticamente e lasciare macerare al buio per 7–10 giorni, agitando delicatamente una volta al giorno.
Filtrare il liquido attraverso una garza o un filtro fine, trasferire in bottiglia di vetro scuro e conservare in luogo fresco e buio.
Lasciare riposare la preparazione per altri 10 giorni circa prima dell’uso.
La preparazione con vino, descritta come “vinosa infusione”, è tradizionalmente considerata più dolce e gradevole rispetto alla semplice tintura con alcool forte, pur mantenendo la capacità di estrarre principi aromatici e amari della pianta. Nella letteratura storica si dice che questa vinosa infusione fosse considerata la migliore forma medicinale. ([turn0search6], [turn0search23])
Uso e posologia indicativi
Uso interno: 15–30 ml al giorno, suddivisi in 1–2 somministrazioni, preferibilmente poco prima dei pasti.
Indicazioni tradizionali: usata come rimedio depurativo, stimolante e balsamico; nelle pratiche popolari veniva impiegata per sostenere la funzione digestiva e come stimolante generale.
Precauzioni: poiché la preparazione contiene alcol, non è indicata nelle persone con controindicazioni all’uso di bevande alcoliche, nei bambini, in gravidanza o in allattamento senza parere medico. Inoltre, l’efficacia terapeutica di tali preparazioni è basata su tradizione e componenti fitochimici, non su studi clinici controllati.
Questa preparazione si distingue dall’uso di tinture idroalcoliche più concentrate impiegate in fitoterapia moderna; il vino, essendo meno alcolico, è più adatto a estrarre composti solubili sia in acqua sia in etanolo leggero, fornendo una formulazione più tradizionale e tollerata. ([turn0search0])
Bibliografia
Phytochemical, In Vitro, In Vivo, and In Silico Research on the Extract of Ajuga chamaepitys (L.) Schreb, Elis Ionus e altri, *Plants (Basel)*, 2024
From Herbal Tea to Science: Phytochemical and Biological Investigation of Ajuga chamaepitys subsp. chia With Molecular Docking Analysis, Autori vari, *Food Science & Nutrition*, 2025
Beneficial effects of Ajuga chamaepitys (L.) Schreber subsp. chia and its iridoids on the colitis model: Histopathological and biochemical evidence, Autori vari, 2020
Ajuga Chamaepitys nel contesto delle materie mediche storiche e dell’uso vinoso tradizionale, testi di erboristeria classica
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
È conosciuta in molte lingue europee come ground pine o equivalenti, per l’odore resinoso e balsamico che ricorda quello dei pini, nonostante sia una piccola erbacea strisciante. Questo profumo era considerato un segno di “forza” e “virtù” della pianta.
Presenza nelle antiche materie mediche europee
Compare in testi di erboristeria medievale e rinascimentale come pianta “calda e secca”, usata per “risvegliare” l’organismo, favorire l’eliminazione degli umori e contrastare la “freddezza” interna, secondo la teoria umorale.
Pianta dei rimedi amari
Il sapore intensamente amaro la collocava tradizionalmente tra le piante impiegate per stimolare digestione, metabolismo e funzioni depurative. In passato l’amaro era considerato una qualità terapeutica fondamentale.
Uso vinario tradizionale
In alcune tradizioni europee si riteneva che la pianta desse il meglio di sé macerata nel vino, considerato un veicolo ideale per estrarre e “attivare” i suoi principi. Questo la rende affine ad altre piante aromatiche usate in vini medicinali.
Pianta dei campi aridi e poveri
Cresce spontaneamente in terreni secchi, sassosi e assolati. Questa capacità di prosperare in condizioni difficili ha contribuito alla sua reputazione simbolica di pianta resistente e stimolante.
Impiego contro dolori articolari nella tradizione
In alcune aree veniva associata a rimedi per gotta e reumatismi, patologie storicamente legate all’eccesso e alla “stagnazione”, rafforzando il suo ruolo simbolico di pianta che “sblocca”.
Relazione con il mondo monastico
Era coltivata o raccolta nei dintorni di monasteri e orti semplici, dove si privilegiavano piante rustiche, amare e aromatiche, utili per preparazioni medicinali essenziali.
Declino nell’uso moderno
Con l’avvento della fitoterapia standardizzata e delle monografie ufficiali, Ajuga chamaepitys è progressivamente caduta in disuso, non per comprovata inefficacia, ma per scarsa standardizzazione e difficoltà di inquadramento farmacognostico.
Curiosità botanica
Pur appartenendo alle Lamiaceae, famiglia spesso associata a piante aromatiche dolci o gradevoli, A. chamaepitys rappresenta una eccezione amara e resinosa, rendendola una specie atipica e interessante dal punto di vista sensoriale.
Simbolismo implicito
Nella cultura erboristica tradizionale, piante basse, striscianti e aromatiche erano spesso viste come intermediarie tra terra e spirito, utilizzate per “radicare” e al tempo stesso stimolare.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Della Greca, M., et al. (1994). "Clerodane diterpenes from Ajuga chamaepitys." Phytochemistry, 35(3), 793-798.
Tundis, R., et al. (2013). "Antioxidant and anti-inflammatory activities of Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. subsp. chia." Pharmaceutical Biology, 51(5), 617-622.
Gören, A. C., et al. (2003). "Chemical composition and biological activity of the essential oil of Ajuga chamaepitys ssp. chia." Journal of Ethnopharmacology, 84(2-3), 241-244.
Kırmızıbekmez, H., et al. (2005). "Iridoids from Ajuga chamaepitys ssp. chia." Phytochemistry, 66(6), 723-727.
Mazzanti, G., et al. (1998). "Spasmolytic action of Ajuga chamaepitys extracts on isolated guinea-pig ileum." Journal of Pharmacy and Pharmacology, 50(12), 1415-1419.