SPECIE ORIGINARIA DELLA CINA ORIENTALE E CENTRALE, CRESCE SPONTANEA SU PENDII ERBOSI, MARGINI DI BOSCHI APERTI, RADURE E TERRENI BEN DRENATI, SPESSO SU SUOLI CALCAREI O LEGGERMENTE SASSOSI. PREDILIGE CLIMI TEMPERATI, ESPOSIZIONI SOLEGGIATE O PARZIALMENTE OMBREGGIATE E ALTITUDINI GENERALMENTE COMPRESE TRA 200 E 1500 METRI. È AMPIAMENTE COLTIVATA IN AREE RURALI PER USO MEDICINALE.
COINCIDE CON L’AUTUNNO, IN PARTICOLARE TRA OTTOBRE E NOVEMBRE, QUANDO LE RADICI SONO MATURE E MAGGIORMENTE CONCENTRATE IN PRINCIPI ATTIVI
RADICE ESSICCATA
DEBOLE, LEGGERMENTE AROMATICO E TERROSO, CON NOTE LIEVEMENTE RESINOSE E SPEZIATE
AMARO, LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CON SFUMATURE TERROSE E PERSISTENTI
Diterpeni chinonici lipofili tanshinoni: tanshinone IIA, tanshinone I, criptotanshinone, diidrotanshinone I, isotanshinone I, isotanshinone IIA, neocryptotanshinone, miltirone, deidromiltirone, salvinolone
Acidi fenolici e derivati idrosolubili: acido salvianolico B, acido salvianolico A, acido rosmarinico, acido caffeico
Flavonoidi: luteolina, apigenina, quercetina, kaempferolo
Polisaccaridi: frazioni polisaccaridiche eterogenee
Oli essenziali e composti volatili: monoterpeni, sesquiterpeni
Triterpeni e steroli: acido ursolico, acido oleanolico, beta sitosterolo
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona sicurezza a dosi terapeutiche, con effetti avversi generalmente lievi (disturbi gastrointestinali, reazioni allergiche rare). Studi clinici e farmacovigilanza suggeriscono un profilo di sicurezza favorevole, sebbene siano documentate interazioni farmacologiche (ad esempio con anticoagulanti). Studi in vivo confermano una tossicità acuta bassa. Non risultano evidenze di tossicità grave se utilizzata correttamente.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni sistematiche (soprattutto in ambito cardiovascolare, ischemia miocardica, angina e microcircolo) condotti specificamente su Salvia miltiorrhiza, spesso sotto forma di estratti standardizzati o preparazioni iniettabili. Tuttavia, la qualità metodologica è variabile e spesso limitata a contesti clinici cinesi; nonostante ciò, la presenza di evidenze cliniche dirette giustifica questa classificazione. Supporto aggiuntivo deriva da numerosi studi in vivo e in vitro sui diterpeni (tanshinoni) e acidi fenolici (come l’acido salvianolico).
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Attività cardiovascolare antianginosa e miglioramento della microcircolazione con indicazione in cardiopatia ischemica stabile e angina pectoris. Evidenze derivate da studi clinici controllati e revisioni sistematiche, prevalentemente condotti in Cina, che mostrano miglioramento dei sintomi e di parametri emodinamici; qualità metodologica eterogenea e uso frequente di preparazioni standardizzate o iniettabili.
Attività adiuvante nella prevenzione secondaria di eventi cardiovascolari con indicazione in malattia coronarica. Evidenze da meta-analisi e studi clinici che suggeriscono benefici su outcome intermedi; limitazioni legate a bias e variabilità delle formulazioni.
Attività nel miglioramento della circolazione cerebrale con indicazione in ischemia cerebrale e ictus ischemico in fase subacuta. Evidenze da revisioni sistematiche (inclusa letteratura Cochrane) che indicano potenziali benefici ma con qualità degli studi limitata e necessità di ulteriori conferme.
Attività antiossidante con possibile indicazione nella protezione da stress ossidativo. Evidenze in vitro e in vivo animale sui composti fenolici (acidi salvianolici).
Attività antinfiammatoria con potenziale applicazione in patologie infiammatorie croniche. Evidenze in vitro e in vivo animale su modulazione di mediatori infiammatori.
Attività antiaggregante piastrinica con possibile indicazione nella prevenzione della trombosi. Evidenze in vitro e in vivo animale supportate da dati farmacologici coerenti con osservazioni cliniche indirette.
Attività neuroprotettiva con potenziale indicazione in modelli di neurodegenerazione. Evidenze in vitro e in vivo animale su modelli di ischemia e danno neuronale.
Attività antifibrotica epatica e cardiaca con possibile indicazione in fibrosi epatica e rimodellamento cardiaco. Evidenze in vivo animale e studi sperimentali.
Attività antitumorale preliminare senza indicazioni cliniche validate. Evidenze limitate a studi in vitro e modelli animali su linee cellulari tumorali.
Attività ipolipidemizzante e modulante il metabolismo con possibile indicazione in dislipidemie. Evidenze in vivo animale e studi farmacologici; dati clinici insufficienti.
Uso storico e nella tradizione
Uso nella medicina tradizionale cinese per disturbi del sangue e della circolazione, inclusi amenorrea, dismenorrea e condizioni di “stasi ematica” senza validazione clinica diretta.
Uso tradizionale per dolore toracico, palpitazioni e disturbi mestruali basato su sistemi medici tradizionali e non su evidenze scientifiche moderne.
Uso come rimedio per traumi, infiammazioni e disturbi epatici nella pratica etnobotanica cinese.
Zhou L., Zuo Z., Chow M.S.S., Danshen: an overview of its chemistry, pharmacology, pharmacokinetics, and clinical use, Journal of Clinical Pharmacology, 2005
Cheng T.O., Cardiovascular effects of Danshen, International Journal of Cardiology, 2007
Wu B., Liu M., Zhang S., Dan Shen agents for acute ischaemic stroke, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2007
Xu H., Li X., Wang J., et al., Clinical efficacy and safety of Salvia miltiorrhiza in cardiovascular diseases: a systematic review, Phytomedicine, 2014
Wang X., Morris-Natschke S.L., Lee K.H., New developments in the chemistry and biology of the bioactive constituents of Tanshen, Medicinal Research Reviews, 2007
LE EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE DISPONIBILI SU SALVIA MILTIORRHIZA BUNGE INDICANO UN PROFILO DI SICUREZZA GENERALMENTE FAVOREVOLE, MA CON SPECIFICHE LIMITAZIONI LEGATE PRINCIPALMENTE AGLI EFFETTI EMODINAMICI E ANTIAGGREGANTI DEI SUOI COSTITUENTI (TANSHINONI E ACIDI FENOLICI). LE CONTROINDICAZIONI DOCUMENTATE DERIVANO SOPRATTUTTO DA DATI CLINICI E OSSERVAZIONALI.
GRAVIDANZA (EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE INDICANO POTENZIALE EFFETTO UTEROTONICO E RISCHIO ABORTIVO), DISTURBI EMORRAGICI ATTIVI O COAGULOPATIE (EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE DI ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA)
LE AVVERTENZE SI BASANO SU UNA COMBINAZIONE DI EVIDENZE CLINICHE, STUDI IN VIVO E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA BEN DOCUMENTATA. VA SOTTOLINEATO CHE GRAN PARTE DEI DATI CLINICI PROVIENE DA CONTESTI ASIATICI E DA PREPARAZIONI STANDARDIZZATE, CON LIMITATA TRASFERIBILITÀ AD ALTRE FORME FITOTERAPICHE.
USO CONCOMITANTE CON ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI (EVIDENZE CLINICHE E STUDI FARMACOLOGICI INDICANO AUMENTO DEL RISCHIO DI SANGUINAMENTO), INTERAZIONE CON WARFARIN (EVIDENZE CLINICHE E CASE REPORT DOCUMENTANO AUMENTO DELL’INR E RISCHIO EMORRAGICO), CAUTELA IN PAZIENTI CON TERAPIA CARDIOVASCOLARE COMPLESSA (EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE PER EFFETTI VASODILATATORI E SUL MICROCIRCOLO), POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI METABOLIZZATI DA CITOCROMI EPATICI (EVIDENZE IN VITRO E IN VIVO INDICANO MODULAZIONE DI CYP450, IN PARTICOLARE CYP1A2, CYP2C9 E CYP3A4), IPOTENSIONE (PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA SUPPORTATA DA STUDI IN VIVO SU EFFETTI VASODILATATORI), USO IN ALLATTAMENTO NON SUPPORTATO DA DATI CLINICI ADEGUATI (ASSENZA DI EVIDENZE DIRETTE), VARIABILITÀ TRA PREPARAZIONI FITOTERAPICHE (EVIDENZE FARMACOLOGICHE INDICANO DIFFERENZE SIGNIFICATIVE TRA ESTRATTI ACQUOSI, ETANOLICI E FORME INIETTABILI), QUALITÀ METODOLOGICA ETEROGENEA DEGLI STUDI CLINICI DISPONIBILI (LIMITE DELLE EVIDENZE)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP1A2
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
TROMBOLITICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di radice di Salvia miltiorrhiza Bunge (titolato in tanshinoni totali o acidi salvianolici)
Preparazioni solide ottenute per estrazione idroalcolica e successiva essiccazione, con titolazioni variabili (ad esempio 2–5% tanshinoni o 10–20% acidi salvianolici). Utilizzate in ambito fitoterapico per indicazioni cardiovascolari. La posologia usuale negli studi clinici e nella pratica fitoterapica varia da 200 a 600 mg al giorno di estratto standardizzato, suddivisi in due o tre somministrazioni, in funzione della titolazione e della formulazione.
Estratto fluido (rapporto droga/estratto generalmente 1:1 o 1:2)
Preparazione liquida ottenuta mediante estrazione idroalcolica della radice. La standardizzazione è meno frequente rispetto all’estratto secco, ma può essere riferita al contenuto di composti fenolici. La posologia tipica varia da 1 a 4 ml al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni, diluiti in acqua.
Tintura madre (rapporto droga/estratto 1:5 o simili, solvente idroalcolico)
Preparazione tradizionale utilizzata anche come base per ulteriori diluizioni. I dati clinici diretti sono limitati rispetto alle forme standardizzate. La posologia usuale è compresa tra 2 e 6 ml al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni.
Estratti iniettabili standardizzati (uso clinico ospedaliero, non fitoterapia da banco)
Preparazioni acquose purificate contenenti frazioni attive della pianta, ampiamente utilizzate in ambito clinico in Cina. Le dosi variano in base al prodotto specifico, generalmente equivalenti a 10–40 ml al giorno per via endovenosa sotto controllo medico. Non applicabili all’automedicazione fitoterapica.
Integratori combinati standardizzati contenenti Salvia miltiorrhiza Bunge
Formulazioni polierbali (ad esempio con Panax ginseng, Astragalus membranaceus o altre specie) con estratti titolati. La posologia dipende dalla concentrazione di Salvia miltiorrhiza e dalla standardizzazione dichiarata, generalmente equivalente a 100–400 mg al giorno di estratto secco.
Preparazioni omeopatiche (Salvia miltiorrhiza)
Disponibili in diluizioni centesimali o decimali (ad esempio D6, D12, 5CH, 9CH). Non esistono evidenze cliniche scientificamente valide a supporto dell’efficacia. La posologia segue i criteri della pratica omeopatica, tipicamente 3–5 granuli una o più volte al giorno a seconda della diluizione.
Zhou L., Zuo Z., Chow M.S.S., Danshen: an overview of its chemistry, pharmacology, pharmacokinetics, and clinical use, Journal of Clinical Pharmacology, 2005
Xu H., Li X., Wang J., Clinical efficacy and safety of Salvia miltiorrhiza in cardiovascular diseases: a systematic review, Phytomedicine, 2014
Wang X., Morris-Natschke S.L., Lee K.H., New developments in the chemistry and biology of the bioactive constituents of Tanshen, Medicinal Research Reviews, 2007
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Salvia miltiorrhiza radix, European Medicines Agency, aggiornamenti disponibili
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto di Salvia miltiorrhiza Bunge (radice essiccata)
Si impiegano 6–15 g di radice essiccata in 200–300 ml di acqua, portando a ebollizione e lasciando sobbollire per 15–20 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Questo intervallo posologico deriva da farmacopoeie tradizionali e da studi clinici asiatici su preparazioni acquose, con buona tollerabilità a tali dosaggi. L’estrazione per decozione è appropriata per i composti idrosolubili come gli acidi salvianolici, mentre l’estrazione dei tanshinoni è limitata.
Decotto combinato con Astragalus membranaceus (supporto cardiovascolare e microcircolatorio)
Salvia miltiorrhiza 6–12 g e Astragalus membranaceus 10–20 g in 300 ml di acqua, decozione per 20 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’associazione è documentata in studi clinici e sperimentali sulla funzione cardiovascolare e sul microcircolo, con evidenze di complementarità farmacologica. I dosaggi rientrano nei range sicuri riportati in letteratura.
Decotto combinato con Panax ginseng (supporto cardiovascolare e adattogeno)
Salvia miltiorrhiza 6–10 g e Panax ginseng 3–6 g in 250–300 ml di acqua, decozione per 15–20 minuti. Assunzione una volta al giorno. Studi clinici e osservazionali indicano effetti favorevoli su parametri cardiovascolari e prestazione funzionale, con adeguata sicurezza se si rispettano i dosaggi standardizzati.
Decotto combinato con Ligusticum chuanxiong (circolazione sanguigna e sintomatologia ischemica)
Salvia miltiorrhiza 6–12 g e Ligusticum chuanxiong 3–9 g in 250 ml di acqua, decozione per 20 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’associazione è ampiamente documentata nella letteratura clinica cinese per disturbi ischemici e disordini della circolazione, con supporto farmacologico su effetti emoreologici e vascolari.
Infuso leggero di Salvia miltiorrhiza Bunge
Si utilizzano 3–6 g di radice finemente tagliata in 200 ml di acqua calda, lasciando in infusione per 10–15 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Questa modalità è meno efficiente per l’estrazione dei principi attivi rispetto al decotto, ma può essere impiegata per un uso blando e di mantenimento; le evidenze cliniche specifiche per infuso sono limitate.
Formulazione erboristica combinata con Ginkgo biloba (microcircolo cerebrale)
Salvia miltiorrhiza 5–10 g e Ginkgo biloba foglie 3–6 g in 250 ml di acqua, preparate come decotto breve o infuso prolungato. Assunzione una volta al giorno. L’associazione è supportata da dati farmacologici e da alcuni studi clinici su microcircolazione e funzione cognitiva, pur con limitazioni metodologiche.
Formulazione con Crataegus monogyna (supporto cardiovascolare)
Salvia miltiorrhiza 5–10 g e Crataegus monogyna sommità fiorite 5–10 g in 250 ml di acqua, infuso o decozione leggera. Assunzione una o due volte al giorno. L’associazione si basa su plausibilità farmacologica e uso fitoterapico documentato, con evidenze cliniche separate per ciascuna specie sul supporto cardiaco.
Zhou L., Zuo Z., Chow M.S.S., Danshen: an overview of its chemistry, pharmacology, pharmacokinetics, and clinical use, Journal of Clinical Pharmacology, 2005
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Xu H., Li X., Wang J., Clinical efficacy and safety of Salvia miltiorrhiza in cardiovascular diseases: a systematic review, Phytomedicine, 2014
Wang X., Morris-Natschke S.L., Lee K.H., New developments in the chemistry and biology of the bioactive constituents of Tanshen, Medicinal Research Reviews, 2007
Chen X., Guo J., Bao J., Lu J., Wang Y., The anticancer properties of Salvia miltiorrhiza Bunge, Journal of Medicinal Plants Research, 2014
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Nella letteratura farmacognostica e nelle farmacopoeie della medicina tradizionale cinese non è documentato un vero e proprio “vino medicinale” occidentale standardizzato a base di Salvia miltiorrhiza Bunge, ma è invece chiaramente attestata la pratica della lavorazione con vino e della macerazione alcolica tradizionale. Le evidenze disponibili sono di tipo etnofarmacologico e tecnologico, con limitati dati clinici diretti su queste specifiche preparazioni.
Preparazione alcolica tradizionale per macerazione (liquore medicinale tipo damgeumju)
Si utilizzano 50–100 g di radice essiccata di Salvia miltiorrhiza posta in 500–1000 ml di alcol alimentare o vino di riso a gradazione medio-alta. La macerazione avviene in contenitore chiuso per un periodo di 2–4 settimane, con agitazione periodica. Dopo filtrazione si ottiene una preparazione idroalcolica contenente sia frazioni lipofile (tanshinoni) sia idrofile. L’uso tradizionale prevede assunzioni di 10–20 ml una o due volte al giorno. Questo tipo di preparazione è documentato in ambito etnobotanico e nella pratica tradizionale asiatica, ma non esistono studi clinici controllati specifici sulla forma “vino medicinale”.
Preparazione di Salvia miltiorrhiza trattata con vino (wine-processed Danshen)
La radice viene preventivamente trattata con vino di riso e successivamente essiccata o riscaldata. Questa tecnica è descritta in farmacopoeie e studi farmacologici come metodo per modificare la biodisponibilità dei principi attivi e potenziarne alcuni effetti farmacologici, in particolare sull’attività antitrombotica.
La droga così trattata viene poi utilizzata per decotti o estratti. Non esiste una posologia autonoma per il prodotto trattato con vino, che segue i dosaggi standard della droga (circa 6–15 g al giorno in decozione). L’evidenza è di tipo farmacotecnico e sperimentale, non clinico diretto.
Preparazione alcolica combinata tradizionale
In alcune pratiche etnomediche, Salvia miltiorrhiza viene macerata in alcol insieme ad altre droghe (ad esempio Crataegus spp. o spezie riscaldanti) per preparazioni toniche della circolazione. Le quantità tipiche prevedono 30–60 g di Salvia miltiorrhiza in miscela con altre piante in 500–1000 ml di alcol. L’assunzione tradizionale è limitata a piccole dosi giornaliere (10–15 ml). Le evidenze sono esclusivamente etnobotaniche e farmacologiche indirette, senza validazione clinica.
Nel complesso, le preparazioni alcoliche di Salvia miltiorrhiza sono documentate soprattutto come pratiche tradizionali o tecniche di lavorazione della droga e non come forme fitoterapiche validate clinicamente. L’uso deve essere considerato con cautela per la presenza di alcol e per il potenziale effetto antiaggregante della pianta.
Zhou L., Zuo Z., Chow M.S.S., Danshen: an overview of its chemistry, pharmacology, pharmacokinetics, and clinical use, Journal of Clinical Pharmacology, 2005
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China, 2020
Pei G., Wang L., Yang C., Study on the effect of wine processing on the anti-thrombotic activity of Salvia miltiorrhiza, Journal of Ethnopharmacology, 2026
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Salvia miltiorrhiza radix et rhizoma, European Medicines Agency, aggiornamenti disponibili
Lan T., Yu D., Ethnomedicine, phytochemistry, pharmacology, pharmacokinetics, and clinical application of Salvia miltiorrhiza Bunge, Journal of Ethnopharmacology, 2025
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Salvia miltiorrhiza Bunge è conosciuta nella medicina tradizionale cinese con il nome di Danshen, termine che significa letteralmente “radice rossa”, in riferimento al caratteristico colore della droga dopo essiccazione, che ha avuto anche valore simbolico nella dottrina tradizionale delle corrispondenze tra colore e organi, associando la pianta al sangue e al cuore.
La specie è documentata nei testi medici classici cinesi già durante la dinastia Han, ma il suo uso si consolida soprattutto nei trattati della dinastia Ming, dove viene descritta come rimedio per “muovere il sangue” e risolvere la stasi, concetto centrale nella fisiopatologia della medicina tradizionale cinese.
A differenza di molte altre piante medicinali tradizionali, Salvia miltiorrhiza è stata oggetto di una precoce integrazione tra medicina tradizionale e ricerca scientifica moderna in Cina, diventando uno dei principali esempi di fitoterapia studiata sistematicamente nel contesto della farmacologia contemporanea asiatica.
Nel secondo Novecento la pianta è stata inclusa nello sviluppo di numerose preparazioni farmaceutiche iniettabili utilizzate negli ospedali cinesi, un caso relativamente raro per una droga vegetale, che ha contribuito alla sua ampia diffusione clinica e alla produzione industriale su larga scala.
Dal punto di vista fitochimico, Salvia miltiorrhiza rappresenta un modello di studio per la presenza simultanea di composti lipofili e idrofili con attività biologiche distinte, caratteristica che ha stimolato numerose ricerche sulla sinergia tra frazioni chimiche diverse all’interno della stessa pianta.
Negli ultimi decenni è stata oggetto di interesse anche al di fuori dell’Asia, soprattutto nella ricerca cardiovascolare, ma la sua piena integrazione nella fitoterapia occidentale è rimasta limitata, in parte per la complessità delle preparazioni tradizionali e per la variabilità qualitativa degli studi clinici disponibili.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Jiang Z., Gao W., Huang L., Tanshinones, Critical Pharmacological Components in Salvia miltiorrhiza, 2019
Li Y., et al., Research Progress on Regulation of Immune Response by Tanshinones and Salvianolic Acids of Danshen, 2024
Zhou L., Zuo Z., Chow M., Danshen An Overview of Its Chemistry, Pharmacology, Pharmacokinetics, and Clinical Use, 2005