PIANTA ERBACEA BIENNALE CON FUSTO ERETTO, SCANALATO E RAMIFICATO, ALTO FINO A 1 METRO, CON UN FORTE ODORE AROMATICO CARATTERISTICO. LE FOGLIE BASALI SONO LUNGAMENTE PICCIOLATE E PENNATOSETTE CON SEGMENTI CUNEIFORMI E DENTATI, MENTRE LE FOGLIE CAULINE SONO PROGRESSIVAMENTE PIÙ PICCOLE E MENO DIVISE, CON GUAINE AMPLESSICAULI. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI O VERDASTRI, RIUNITI IN OMBRELLE COMPOSTE TERMINALI E LATERALI, CON 5 PETALI INCURVATI ALL'INTERNO E 5 STAMI. L'OVARIO È INFERO, BILOCULARE, CHE MATURA IN UN FRUTTO SECCO (ACHENIO) OVOIDE E APPIATTITO, CON COSTE EVIDENTI.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO (ESTATE), CON PICCOLI FIORI BIANCASTRI RIUNITI IN OMBRELLE COMPOSTE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO VERDASTRO
Predilige habitat umidi e paludosi, come rive di fossi, stagni, paludi, acquitrini, prati umidi e bordi di corsi d'acqua. Cresce bene su suoli argillosi o limosi, ricchi di materia organica e con elevata umidità, spesso anche temporaneamente sommersi o saturi d'acqua. È una specie eliofila o emiscifila che si adatta a condizioni di piena luce o mezz'ombra. La sua distribuzione è cosmopolita, presente in molte parti del mondo. In Italia si trova comunemente in zone umide di pianura e collina. La sua capacità di propagarsi per seme e di tollerare condizioni di elevata umidità le permette di colonizzare e persistere in questi ambienti umidi e spesso disturbati. La fioritura avviene in estate, nel secondo anno di vita della pianta.
S Shanmugapriya, Phytochemical Characterization and Biological Activity of Apium graveolens Linn., 2020
Monika Kolarovic, Chemical Constituents and Biological Activity of Apium graveolens L., 2022
Mohamed Mominur Rahman, Bioactive Compounds and Pharmacological Activities of Apium graveolens L., 2023
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Ai dosaggi fitoterapici corretti Apium graveolens L. presenta generalmente una buona tollerabilità documentata. Sono tuttavia riportati casi reali di fotosensibilizzazione e reazioni allergiche, soprattutto correlati alle furanocumarine e all’olio essenziale dei semi, oltre a possibili irritazioni gastrointestinali lievi. La tossicità sistemica significativa non è documentata nell’uso terapeutico appropriato, ma preparazioni concentrate e olio essenziale richiedono cautela.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni su specifici estratti o preparazioni di Apium graveolens L., soprattutto relativi a attività antipertensiva lieve, antinfiammatoria, antiossidante e supporto metabolico, ma i risultati non sono sufficientemente uniformi né generalizzabili all’intera pianta o a tutte le forme fitoterapiche. Le evidenze più consistenti riguardano semi ed estratti standardizzati, mentre molte altre attività derivano da studi in vitro, in vivo animale o da uso fitoterapico tradizionale documentato.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni con evidenze moderate riguardanti l’attività antipertensiva lieve di estratti di semi di Apium graveolens L., con riduzioni modeste della pressione arteriosa in soggetti con ipertensione lieve o moderata. Gli studi disponibili presentano tuttavia campioni limitati, eterogeneità metodologica e variabilità degli estratti utilizzati.
Sono documentate attività antiossidanti e antinfiammatorie mediante studi clinici limitati e studi osservazionali relativi soprattutto a estratti standardizzati ricchi in flavonoidi e ftalidi. Le evidenze cliniche rimangono preliminari e non uniformi.
Alcuni studi clinici preliminari suggeriscono un possibile effetto coadiuvante sul metabolismo lipidico e sul controllo glicemico, ma i dati risultano insufficienti per una conferma terapeutica consolidata.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività diuretica supportata da studi in vivo animali e da uso fitoterapico consolidato, soprattutto per semi ed estratti idroalcolici.
Attività antinfiammatoria documentata in vitro e in vivo animale tramite modulazione di mediatori proinfiammatori e riduzione dello stress ossidativo.
Attività antiossidante ampiamente documentata in vitro mediante flavonoidi, acidi fenolici e ftalidi presenti nella specie.
Possibile attività ipolipidemizzante e modulatrice metabolica osservata in modelli animali e in studi sperimentali preliminari.
Attività gastroprotettiva e moderatamente spasmolitica riportata in studi animali e farmacologici sperimentali.
Attività antimicrobica e antifungina osservata prevalentemente in vitro soprattutto per l’olio essenziale e alcuni estratti concentrati.
Possibile attività nefroprotettiva e uricosurica documentata in modelli sperimentali animali ma priva di adeguata conferma clinica.
Attività sedativa lieve e ansiolitica riportata in modelli animali per alcuni componenti aromatici dei semi.
Le evidenze disponibili derivano prevalentemente da studi sperimentali, mentre le conferme cliniche restano limitate o insufficienti per molte indicazioni.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come diuretico e drenante urinario.
Uso etnobotanico per calcolosi urinaria e renella.
Impiego tradizionale nelle dispepsie e nei disturbi digestivi lievi.
Uso tradizionale come carminativo e stomachico.
Impiego tradizionale nelle affezioni reumatiche e gottose.
Uso tradizionale come coadiuvante nelle infiammazioni delle vie urinarie.
Uso tradizionale come sedativo lieve e tonico generale.
Impiego alimentare e nutraceutico tradizionale delle coste, foglie e semi.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Duke James A, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Fazal Syed Shahid, Singab Abdul Rahman, Mehreen Sobia, Riaz Muhammad, Nawaz Muhammad, Celery Apium graveolens Linn. A comprehensive review on its ethnopharmacology, phytochemistry, pharmacology and safety, 2019
Li Min, Yu Xiaodan, Guo Rui, Zhang Jianping, Wang Qi, Celery Apium graveolens and its active constituents: phytochemistry, pharmacological activities and toxicology, 2021
Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Newall Carol A, Anderson Linda A, Phillipson J David, Herbal Medicines A Guide for Health-Care Professionals, 1996
Ulbricht Catherine, Natural Standard Herb and Supplement Guide, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’OLIO ESSENZIALE E GLI ESTRATTI RICCHI IN FURANOCUMARINE POSSONO AUMENTARE LA FOTOSENSIBILITÀ CUTANEA; L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI CLINICHE, STUDI DERMATOLOGICI E CARATTERIZZAZIONE FITOCHIMICA DELLA SPECIE.
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO DIURETICO E ANTIPERTENSIVO IN ASSOCIAZIONE A FARMACI CON ANALOGA ATTIVITÀ; EVIDENZA BASATA SU DATI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI E OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE.
POSSIBILI INTERAZIONI CON FARMACI ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI IN PRESENZA DI ELEVATE ASSUNZIONI DI SEMI O ESTRATTI CONCENTRATI; LE EVIDENZE SONO LIMITATE E PREVALENTEMENTE FARMACOLOGICHE E FITOCHIMICHE.
L’ALLERGENICITÀ DEL SEDANO È BEN DOCUMENTATA IN AMBITO ALIMENTARE E FITOTERAPICO, INCLUSA LA POSSIBILE CROSS-REATTIVITÀ CON POLLINI E ALTRE APIACEAE; EVIDENZA CLINICA E IMMUNOLOGICA CONSOLIDATA.
L’OLIO ESSENZIALE AD ALTE DOSI PUÒ DETERMINARE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E NEUROECCITAZIONE LIEVE; EVIDENZA DERIVANTE DA DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI E FARMACOGNOSTICI.
LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI SUGLI ESTRATTI FITOTERAPICI STANDARDIZZATI DI APIUM GRAVEOLENS L. RESTANO LIMITATE PER QUALITÀ METODOLOGICA E NUMEROSITÀ CAMPIONARIA; MOLTE INDICAZIONI TERAPEUTICHE DERIVANO PRINCIPALMENTE DA STUDI IN VITRO, IN VIVO ANIMALE O USO TRADIZIONALE DOCUMENTATO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA AD APIUM GRAVEOLENS L. O ALLERGIA ACCERTATA AL SEDANO, INCLUSI CASI DI REAZIONI ALLERGICHE SISTEMICHE E ANAFILASSI RIPORTATI CLINICAMENTE.
CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA PER L’USO FITOTERAPICO DI SEMI, OLIO ESSENZIALE O ESTRATTI CONCENTRATI, IN RELAZIONE ALLA DOCUMENTATA ATTIVITÀ UTEROTONICA E ALLA TRADIZIONALE ATTIVITÀ EMMENAGOGA SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI SPERIMENTALI.
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO O FOTODERMATITI CORRELATE AL SEDANO DOCUMENTATE CLINICAMENTE, SOPRATTUTTO CON ESPOSIZIONE PROFESSIONALE O IMPIEGO TOPICO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ASPIRINA
CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
DIURETICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FARMACI ELIMINATI PER VIA RENALE
FOTOSENSIBILIZZANTI
LITIO (A FORTE INTEGRAZIONE)
OLI ESSENZIALI FOTOSENSIBILIZZANTI
TERAPIE UV (PUVA, FOTOTERAPIA)
TROMBOLITICI
ULTRAVIOLETTI (RADIAZIONI)
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato di semi di Apium graveolens L. titolato in 3-n-butilftalide totale o ftalidi totali. Gli estratti utilizzati negli studi sperimentali e clinici impiegano generalmente una standardizzazione compresa tra 75% e 85% di 3-n-butilftalide. Posologia comunemente documentata compresa tra 75 mg e 150 mg due volte al giorno, corrispondenti a circa 150–300 mg/die di estratto standardizzato. Utilizzato prevalentemente per supporto cardiovascolare, modulazione pressoria e attività antinfiammatoria metabolica.
Estratto secco idroalcolico di semi di sedano standardizzato in flavonoidi totali espressi come apigenina oppure luteolina. I titoli presenti negli integratori fitoterapici risultano variabili, generalmente compresi tra 1% e 5% di flavoni totali. Posologia tradizionalmente impiegata tra 500 mg e 2 g di droga equivalente fino a tre volte al giorno oppure 300–1000 mg/die di estratto secco. Indicato soprattutto in formulazioni drenanti, uricosuriche e articolari.
Estratto fluido idroalcolico di semi di Apium graveolens L. rapporto droga/estratto generalmente 1:1 oppure 1:2 con gradazione alcolica tra 25% e 60%. Posologia usuale documentata nella pratica fitoterapica compresa tra 1 e 4 ml fino a tre volte al giorno diluiti in acqua. Impiegato soprattutto in preparazioni diuretiche, digestive e carminative.
Tintura madre di semi o frutti di Apium graveolens L. preparata secondo farmacopee omeopatiche e fitoterapiche europee con rapporto tipico 1:10 in etanolo 45–65%. Posologia fitoterapica tradizionale generalmente compresa tra 20 e 50 gocce da una a tre volte al giorno. Utilizzata soprattutto come coadiuvante drenante, digestivo e articolare.
Olio essenziale di semi di Apium graveolens L. ricco in limonene, sedanolide, sedanenolide e apiolo. Utilizzato prevalentemente per via aromatica o in preparazioni galeniche a basso dosaggio. Per uso orale i dosaggi documentati sono molto bassi, generalmente inferiori a 100–200 mg/die e solo sotto supervisione professionale a causa del rischio di fotosensibilizzazione e neurotossicità da componenti aromatici concentrati.
Estratto acquoso concentrato di foglie o parte aerea di Apium graveolens L. standardizzato in polifenoli e antiossidanti totali. Utilizzato soprattutto in formulazioni nutraceutiche metaboliche e antiossidanti. Le dosi sperimentali equivalenti nell’uomo risultano generalmente comprese tra 300 mg e 1000 mg/die di estratto secco equivalente.
Capsule nutraceutiche di estratto standardizzato di semi di sedano associate a magnesio, potassio o cofattori cardiovascolari. I preparati clinicamente studiati contengono frequentemente 75 mg di estratto standardizzato per capsula somministrati due volte al giorno.
Preparazioni omeopatiche di Apium graveolens disponibili in diluizioni D1–D6, TM, 5CH, 7CH, 9CH e superiori secondo le farmacopee omeopatiche europee. L’impiego omeopatico è principalmente tradizionale e non supportato da evidenze cliniche robuste specifiche sulla specie. Le posologie variano secondo la scuola omeopatica adottata e la diluizione impiegata.
Mohsen Shayani Rad, Mahmood Moohebati, Seyed Ahmad Mohajeri, Effect of celery (Apium graveolens) seed extract on hypertension: A randomized, triple-blind, placebo-controlled, cross-over clinical trial, 2022
Mohsen Shayani Rad, Mahmood Moohebati, Seyed Ahmad Mohajeri, Safety Evaluation and Biochemical Efficacy of Celery Seed Extract Apium graveolens Capsules in Hypertensive Patients, 2022
H. M. Asif, M. Akram, Khan Usmanghani, Naveed Akhtar, Monograph of Apium graveolens Linn., 2011
A. K. Al-Asmari, Athar Khan, Mohammed Al-Asmary, An Updated Phytopharmacological Review on Medicinal Plant of Apium graveolens Linn., 2017
W. Kooti, N. Daraei, A Review of the Antioxidant Activity of Celery (Apium graveolens L.), 2017
W. Kooti, N. Daraei, A Review on Medicinal Plant of Apium graveolens, 2015
H. B. Sowbhagya, Chemistry, Technology, and Nutraceutical Functions of Celery (Apium graveolens L.): An Overview, 2014
Rajeev Kumar Singla, Syed Suhail Fazal, Review on the Pharmacognostical and Pharmacological Characterization of Apium graveolens Linn., 2012
British Herbal Pharmacopoeia, Monographs on Selected Medicinal Plants, edizioni aggiornate
Health Canada, Licensed Natural Health Products Database Monograph for Apium graveolens, aggiornamenti correnti
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso drenante e diuretico con Apium graveolens L. semi 2 g, Betula pendula Roth foglie 2 g, Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 1,5 g. Infondere in 200 ml di acqua a 90–95 °C per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno lontano dai pasti. Formulazione tradizionalmente impiegata per ritenzione idrica lieve e supporto urinario funzionale. Evitare in caso di insufficienza renale avanzata o terapia diuretica intensiva.
Tisana digestiva e carminativa con Apium graveolens L. semi 1,5 g, Foeniculum vulgare Mill. frutti 2 g, Melissa officinalis L. foglie 1,5 g, Mentha × piperita L. foglie 1 g. Infondere in 250 ml di acqua calda per 8–10 minuti. Assumere dopo i pasti principali fino a tre volte al giorno. Utilizzata nella pratica fitoterapica documentata per meteorismo, digestione lenta e spasmi gastrointestinali lievi.
Decotto articolare e metabolico con Apium graveolens L. semi 2 g, Harpagophytum procumbens DC. ex Meisn. radice 2 g, Urtica dioica L. foglie 2 g, Filipendula ulmaria (L.) Maxim. sommità 1,5 g. Far sobbollire in 300 ml di acqua per circa 10 minuti e lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Assumere una volta al giorno dopo il pasto. Formulazione utilizzata come coadiuvante nei disturbi osteoarticolari e nella diatesi uratica.
Infuso ipotensivo fitoterapico con Apium graveolens L. semi 1,5 g, Hibiscus sabdariffa L. calici 2 g, Olea europaea L. foglie 1,5 g. Infondere in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una volta al giorno monitorando la pressione arteriosa nei soggetti in terapia antipertensiva. L’associazione è basata su dati sperimentali e uso nutraceutico cardiovascolare documentato.
Tisana sedativa digestiva con Apium graveolens L. semi 1 g, Matricaria chamomilla L. capolini 2 g, Passiflora incarnata L. parte aerea 1,5 g. Infondere per 10 minuti in 200 ml di acqua calda. Assumere preferibilmente la sera o dopo pasti pesanti. Tradizionalmente utilizzata per tensione nervosa associata a dispepsia funzionale.
Infuso uricosurico tradizionale con Apium graveolens L. semi 2 g, Solidago virgaurea L. sommità 2 g, Orthosiphon aristatus (Blume) Miq. foglie 1,5 g. Infondere in 250 ml di acqua per 10–12 minuti. Assumere una o due volte al giorno con adeguata idratazione. Utilizzato nella pratica erboristica per supporto del metabolismo uratico e drenaggio urinario.
Preparazione galenica liquida con tintura madre di Apium graveolens L. 20 ml, tintura madre di Cynara scolymus L. 20 ml, tintura madre di Rosmarinus officinalis L. 10 ml. Assunzione tradizionale di 20–30 gocce diluite in acqua fino a due volte al giorno prima dei pasti principali. Formulazione orientata al supporto digestivo epatobiliare e metabolico.
Formulazione fitoterapica in polvere con Apium graveolens L. semi polverizzati 300 mg, Zingiber officinale Roscoe rizoma polverizzato 250 mg, Curcuma longa L. rizoma estratto secco 250 mg standardizzato in curcuminoidi. Assunzione tradizionale in capsule una o due volte al giorno dopo i pasti. Utilizzata in ambito nutraceutico per supporto antinfiammatorio metabolico e digestivo.
Impacco tradizionale esterno con infuso concentrato di Apium graveolens L. semi 5 g e Calendula officinalis L. fiori 3 g in 150 ml di acqua. Applicazione locale mediante garza sterile per breve durata esclusivamente su cute integra. Uso tradizionale non supportato da solide evidenze cliniche.
H. M. Asif, M. Akram, Khan Usmanghani, Naveed Akhtar, Monograph of Apium graveolens Linn., 2011
A. K. Al-Asmari, Athar Khan, Mohammed Al-Asmary, An Updated Phytopharmacological Review on Medicinal Plant of Apium graveolens Linn., 2017
Rajeev Kumar Singla, Syed Suhail Fazal, Review on the Pharmacognostical and Pharmacological Characterization of Apium graveolens Linn., 2012
W. Kooti, N. Daraei, A Review on Medicinal Plant of Apium graveolens, 2015
W. Kooti, N. Daraei, A Review of the Antioxidant Activity of Celery (Apium graveolens L.), 2017
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, edizioni aggiornate
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, edizioni aggiornate
British Herbal Pharmacopoeia, Monographs on Selected Medicinal Plants, edizioni aggiornate
Heinrich M, Barnes J, Gibbons S, Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica aromatica con Apium graveolens
Ingredienti
20–30 g di semi o foglie essiccate di Apium graveolens
500 ml di vino bianco secco (o rosato leggero)
100 ml di alcol alimentare 40–50% vol (opzionale, per ottenere un liquore più concentrato)
Miele o zucchero a piacere (opzionale)
Metodo A — Vino aromatizzato
Mettere le foglie o i semi essiccati in un contenitore di vetro pulito.
Versare il vino e, se desiderato, aggiungere l’alcol per aumentare la gradazione.
Chiudere ermeticamente e lasciare in macerazione per 5–7 giorni a temperatura ambiente, al riparo dalla luce, agitando delicatamente una volta al giorno.
Filtrare con garza o filtro fine e imbottigliare.
Metodo B — Liquore tonico a base di sedano
Inserire 20–30 g di semi o foglie in un barattolo di vetro.
Coprire con 250–500 ml di alcol alimentare 40–50% vol.
Lasciare in macerazione per 10–14 giorni, agitando ogni giorno.
Filtrare e, se necessario, dolcificare con miele o zucchero. Imbottigliare e conservare al fresco.
Uso delle preparazioni
Il vino aromatizzato può essere consumato come aperitivo leggero o bevanda aromatica, valorizzando le note erbacee e leggermente speziate del sedano.
Il liquore a base di sedano può essere assunto in piccole quantità (20–30 ml) come bevanda digestiva e depurativa, oppure utilizzato in cocktail a scopo aromatico.
Queste preparazioni hanno effetto principalmente aromatico e funzionale, e non sostituiscono trattamenti medici.
Precauzioni
Non usare in gravidanza o allattamento.
Consumare con moderazione, soprattutto se si assumono farmaci diuretici o anticoagulanti.
Assicurarsi che le piante utilizzate siano identificate correttamente e prive di contaminazioni.
Bibliografia
Gruenwald J., Brendler T., Jaenicke C. *PDR for Herbal Medicines.* Thomson Healthcare
Bone K., Mills S. *Principles and Practice of Phytotherapy.* Elsevier Health Sciences
Blumenthal M. *The Complete German Commission E Monographs.* American Botanical Council
European Medicines Agency. *Assessment report on Apium graveolens L.*
World Health Organization. *WHO Monographs on Selected Medicinal Plants.*
Chevallier A. *The Encyclopedia of Medicinal Plants.* DK Publishing
Brinker F. *Herbal Contraindications and Drug Interactions.* Eclectic Medical Publications
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Apium graveolens L. (sedano) è considerata una pianta mellifera, sebbene non particolarmente ricca di nettare. I fiori piccoli e verdi‑bianchi producono una quantità sufficiente per attrarre api e altri impollinatori.
Il miele di sedano presenta le seguenti caratteristiche:
Aspetto: colore chiaro‑ambrato, talvolta con riflessi verdognoli se le foglie influenzano leggermente la raccolta del nettare.
Aroma: delicato, erbaceo e vegetale, con note fresche di foglie e un leggero retrogusto speziato.
Sapore: dolce ma leggermente aromatico, con un retrogusto vegetale persistente; meno intenso dei mieli floreali classici, ma con carattere distintivo.
Consistenza: fluida, cristallizzazione lenta se non trattato termicamente; cristalli fini e regolari se conservato in ambiente fresco.
Proprietà funzionali: contiene tracce di composti fenolici e antiossidanti derivati dal sedano, che conferiscono al miele un leggero effetto depurativo e tonico, utile anche in tisane o preparazioni aromatiche.
Questo miele è apprezzato per il gusto originale e leggermente erbaceo e può essere impiegato come dolcificante naturale in bevande, tisane depurative o piatti gourmet.
Foglie e gambi
Freschi in insalate, minestre, zuppe, vellutate e brodi vegetali per aromatizzare e conferire freschezza.
Saltati in padella o stufati insieme ad altre verdure per dare sapore a piatti principali.
Tritati finemente come base aromatica in salse, soffritti o ripieni.
Semi
Utilizzati secchi o tostati per aromatizzare carni, pesce, verdure e prodotti da forno.
Spesso presenti in miscele di spezie per zuppe, sottaceti o piatti a lenta cottura.
Radice (meno comune in cucina europea)
In alcune tradizioni può essere bollita o stufata come ortaggio aromatico.
Curiosità
I semi e i gambi possono essere anche essiccati e macinati per creare polveri aromatiche da aggiungere a condimenti o miscele di spezie.
Il sedano è spesso impiegato in cucina anche come aromatizzante naturale di brodi e infusi alimentari grazie al suo aroma erbaceo e fresco.
In generale, Apium graveolens conferisce note aromatiche e freschezza vegetale ai piatti, oltre a essere apprezzato per le sue proprietà digestive e depurative integrate nella cucina tradizionale.
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Il sedano è originario della regione mediterranea e del Medio Oriente, coltivato fin dall’antichità sia come alimento che come pianta medicinale.
Nell’antica Grecia, il sedano era simbolo di vittoria e onore; veniva usato per incoronare i vincitori di gare atletiche e poetiche.
I Romani lo consideravano un alimento medicinale e afrodisiaco, impiegato anche per la preparazione di decotti depurativi e digestivi.
Nel Medioevo, foglie e semi erano utilizzati in fitoterapia popolare per ridurre disturbi digestivi, gotta e edemi ma si pensava anche che ponendo una pianta intera di sedano in testa ad una donna incinta, senza farsene accorgere, si potesse conoscere il sesso del nascituro dal primo nome che essa pronunciava (maschile o femminile).
Il sedano è stato tradizionalmente utilizzato anche come pianta aromatica ornamentale, grazie ai suoi gambi verdi e croccanti e ai piccoli fiori bianchi o verdognoli raccolti in ombrelle.
Dal Sedano selvatico sono derivate le varietà orticole. Alcune varietà di sedano, come il sedano rapa, sono state selezionate per la radice commestibile, mentre altre varietà si concentrano su gambi o foglie aromatiche.
Il sedano dolce Apium graveolens (var. Dulce) L.- detto Sedano da costa è ricco di calcio, sodio, fosforo, ferro, potassio, vitamine B1 B2 PP A C.
Oggi il sedano è apprezzato sia in cucina che in fitoterapia, grazie alle sue proprietà diuretiche, depurative, digestive e antinfiammatorie, confermando il suo uso millenario come alimento e pianta funzionale.