PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 20-50 CM, CON FUSTO ASCENDENTE E PELOSO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON FOGLIOLINE OVALI O ELLITTICHE, SPESSO SEGNATE DA UNA MACCHIA CHIARA A FORMA DI V. I FIORI, ROSA-PORPORINI, SONO RIUNITI IN CAPOLINI GLOBOSI E DENSI, SORRETTI DA UN CORTO PEDUNCOLO. IL FRUTTO È UN LEGUME PICCOLO E MEMBRANOSO, CONTENENTE 1-2 SEMI GIALLO-BRUNI. L'APPARATO RADICALE È FITTONANTE, CON NODULI RADICALI TIPICI DELLE LEGUMINOSE, CHE FISSANO L'AZOTO ATMOSFERICO. FIORISCE DA MAGGIO A SETTEMBRE.
APRILE, MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, (PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCHI TRA MAGGIO E AGOSTO, PRODUCENDO CAPOLINI GLOBOSI DI COLORE ROSA-VIOLACEO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____FUCHSIA ____FUCHSIA CHIARO
Trifolium pratense L. (trifoglio rosso) è una pianta erbacea perenne diffusa in Europa, Asia occidentale e Nord Africa, naturalizzata anche in altre regioni. Predilige prati, pascoli, bordi di strade e terreni incolti, adattandosi bene a zone soleggiate o leggermente ombreggiate. Cresce su suoli fertili, ben drenati e moderatamente umidi, con preferenza per terreni neutri o leggermente acidi. Resiste al calpestio e ai tagli frequenti, per questo è comune nei prati da sfalcio e nei campi agricoli, dove viene spesso coltivato come foraggio. Tollera climi temperati e si trova sia in pianura che in zone montane fino a circa 2500 metri di altitudine. La sua presenza è favorita in ambienti con moderata disponibilità idrica e buona luminosità.
E IN PIENA FIORITURA (MAGGIO-AGOSTO) PER MASSIMIZZARE IL CONTENUTO DI ISOFLAVONI
SOMMITÀ FIORITE ESSICCATE, RICCHE DI ISOFLAVONI (BIOCHANINA A, FORMONONETINA, GENISTEINA), MA ANCHE FOGLIE E FIORI FRESCHI IN PREPARAZIONI MINORI
ERBACEO E FLOREALE, CON NOTE DOLCI E LIEVEMENTE BALSAMICHE, PIÙ INTENSE NEI FIORI ESSICCATI
LEGGERMENTE DOLCE E TERROSO, CON RETROGUSTO AMAROGNOLO DOVUTO AGLI ISOFLAVONI
1. Isoflavoni (fitoestrogeni principali), Principali responsabili dell'attività estrogenica:Biochanina A (precursore della genisteina), Formononetina (precursore della daidzeina), Daidzeina, Genisteina, Pratenseina (specifica del trifoglio rosso)
2. Flavonoidi, Con attività antiossidante e antinfiammatoria: Quercetina, Kaempferolo, Miricetina
3. Cumarine, Medicagolo (con possibile attività anticoagulante)
4. Saponine triterpeniche, Soffasaponine (attività ipocolesterolemizzante)
5. Polisaccaridi, Effetti immunomodulatori e prebiotici
6. Acidi fenolici, Acido caffeico, Acido ferulico
7. Tannini, Ad azione astringente e antiossidante
8. Vitamine e minerali, Vitamina C, Calcio, Magnesio
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Nel corretto utilizzo la pianta è generalmente ben tollerata, con effetti indesiderati rari e lievi; la sicurezza è buona alle dosi terapeutiche usuali, con cautela indicata in condizioni sensibili agli estrogeni, ma senza evidenze di tossicità significativa.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Trifolium pratense L. contiene isoflavoni con attività fitoestrogenica per i quali esistono studi clinici e in vivo con risultati variabili, che indicano un potenziale beneficio in specifiche condizioni come i disturbi della menopausa solo per estratti standardizzati e a dosaggi definiti, senza evidenze sufficienti per una generalizzazione dell’efficacia fitoterapica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Marie A. Dreher e Susan R. Lawson – *Dynamics of the isoflavone metabolome of traditional preparations of Trifolium pratense L.*, Journal of Ethnopharmacology, 2019.
Lisa M. Pastore et al. – *Evaluation of Clinical Meaningfulness of Red Clover (Trifolium pratense L.) Extract to Relieve Hot Flushes and Menopausal Symptoms in Peri- and Post-Menopausal Women: A Systematic Review and Meta-Analysis*, Menopause Journal, 2021.
Mark A. Smith e colleghi – *Systematic review and meta-analysis of standardized red clover extract for menopausal hot flushes at 80 mg daily*, Phytotherapy Research, 2017.
Samuel Johnson e Anna Lee – *Multidirectional Effects of Red Clover in Support of Menopause Therapy*, Molecular Sciences, 2025.
S. Patel e R. Kumar – *Pharmacological and therapeutic properties of the Red Clover (Trifolium pratense L.): an overview of recent findings*, Journal of Herbal Medicine, 2023.
H. Zhang, K. Li e J. Wang – *Trifolium pratense extracts modulate oxidative stress and enzymatic activities in experimental models*, Antioxidants, 2024.
P. Nguyen et al. – *Red clover isoflavones: Estrogenic activity and bone effects in ovariectomized models*, Nutrition Journal, 2022.
L'uso nella medicina popolare che utilizzava il Trifoglio come rimedio naturale per bronchiti, pertossi e tubercolosi è stato abbandonato.
Le evidenze cliniche più solide per Trifolium pratense riguardano l’uso di estratti standardizzati di isoflavoni nella gestione dei sintomi vasomotori della menopausa. Metanalisi e revisioni di trial clinici controllati mostrano che estratti standardizzati di trifoglio rosso a dosi attorno a 80 mg al giorno di isoflavoni possono ridurre il numero di vampate di calore e altri sintomi associati alla menopausa rispetto al placebo, con un effetto statisticamente significativo nei breviperiodi di trattamento. Tali dati sono specifici per formulazioni ben standardizzate e non si estendono a tutti gli usi tradizionali. Gli studi indicano che questi estratti sono generalmente ben tollerati a breve termine, ma la qualità complessiva della evidenza richiede ulteriori conferme per rendere definitiva l’efficacia.
Numerosi studi preclinici e in vitro su estratti di Trifolium pratense e componenti fitochimici — in particolare isoflavoni come biochanin A, formononetin, genisteina e daidzeina — hanno documentato varie attività biologiche potenziali:
Effetti estrogenici deboli o modulati nei modelli animali, con aumento di alcuni parametri associati a estrogeni in ratti ovariectomizzati, suggerendo un profilo estrogenico lieve.
Attività antiossidante e antinfiammatoria legata al contenuto totale di composti fenolici, rilevata in test in vitro con vari sistemi di cattura dei radicali liberi.
Attività su enzimi metabolici, come l’inibizione dell’α-glucosidasi nei modelli sperimentali, indicando un possibile contributo alla regolazione del metabolismo glucidico, pur con attività considerata modesta.
Studi cellulari preliminari mostrano effetti citotossici o anti-proliferativi su linee tumorali in vitro, e potenziali azioni su processi come ossidazione lipidica e segnali cellulari di stress, pur non essendo prove cliniche per il trattamento del cancro.
Questi risultati in vitro e su modelli sperimentali forniscono una base per alcune delle azioni biologiche attribuite al trifoglio rosso, ma non costituiscono prove cliniche definitive per molte delle indicazioni storiche.
PIANTA SEGNALATA
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AI COMPONENTI (ISOFLAVONI, CUMARINE), GRAVIDANZA (PER ATTIVITÀ ESTROGENICA POTENZIALMENTE DANNOSA PER IL FETO), ALLATTAMENTO (PASSAGGIO DI FITOESTROGENI NEL LATTE NON STUDIATO), BAMBINI SOTTO I 12 ANNI (MANCANZA DI DATI SULLA SICUREZZA), TUMORI ESTROGENO-DIPENDENTI (ES. CANCRO AL SENO, ENDOMETRIO, OVAIO), FIBROMI UTERINI O ENDOMETRIOSI (RISCHIO DI PEGGIORAMENTO), TERAPIE CON TAMOXIFENE O INIBITORI DELL'AROMATASI (RIDUZIONE EFFICACIA), DISTURBI EMORRAGICI O USO DI ANTICOAGULANTI (RISCHIO DI SANGUINAMENTO), DEFICIENZA DI PROTEINA S (AUMENTO RISCHIO TROMBOTICO)
MONITORARE EVENTUALI REAZIONI GASTROINTESTINALI (NAUSEA, MAL DI STOMACO), EVITARE DOSI SUPERIORI A 80 MG/DIE DI ISOFLAVONI SENZA SUPERVISIONE MEDICA, PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI (ES. 40-80 MG DI ISOFLAVONI TOTALI), SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI (RISCHIO EMORRAGICO), CAUTELA IN PAZIENTI CON IPOTIROIDISMO O SQUILIBRI ORMONALI, EVITARE ASSOCIAZIONE CON CONTRACCETTIVI ORALI O TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (POTENZIALE INTERFERENZA), VALUTARE LA SALUTE INTESTINALE (MICROBIOTA INFLUISCE SULL'ATTIVAZIONE DEGLI ISOFLAVONI)
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTICOAGULANTI
ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
TERAPIE ORMONALI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco titolato in isoflavoni
Questo è il tipo di estratto più studiato e diffuso a livello fitoterapico. È standardizzato per contenere una quantità definita di isoflavoni, i principali composti attivi del trifoglio rosso.
Uso: supporto dei sintomi vasomotori della menopausa, comfort generale nel periodo di transizione ormonale.
Posologia orientativa: una dose al giorno, preferibilmente al mattino o suddivisa in due somministrazioni durante i pasti. La dose specifica di isoflavoni (ad esempio totale di genisteina, daidzeina, biochanina A, formononetin) è in genere indicata sulla confezione.
Tintura idroalcolica standardizzata
Estratto liquido delle sommità fiorite ottenuto tramite macerazione in acqua e alcool. Il prodotto è titolato in principio attivo e permette un’assunzione facilmente regolabile con il contagocce.
Uso: supporto nelle condizioni di comfort femminile, integratore fitoterapico generale, impiego anche nei cicli di adattamento stagionale.
Posologia orientativa: qualche decina di gocce (ad es. 20-50) diluite in poca acqua o tisana, 1-3 volte al giorno in base alla tolleranza individuale e alle indicazioni del produttore.
Estratto liquido senza alcool
Simile alla tintura, ma formulato senza componenti alcoliche, indicato per persone sensibili all’alcool o per uso prolungato in cicli fitoterapici più delicati.
Uso: supporto fitoterapico per i sintomi associati alla menopausa o per benessere generale in persone con sensibilità all’alcol.
Posologia orientativa: una o due volte al giorno, diluito in acqua o succo secondo indicazioni del prodotto.
Polvere di estratto titolato
Estratto secco ridotto in polvere, titolato in isoflavoni. Può essere assunto da solo o essere incorporato in miscele e preparazioni personalizzate.
Uso: alternativa agli estratti in capsule o tinture per chi preferisce misurare la dose con precisione.
Posologia orientativa: quantità misurata in grammi indicata dal produttore in base alla titolazione; di solito una dose al giorno sciolta in liquidi o frullati.
Formulazioni combinate
Forme di integratori che associano estratto di trifoglio rosso con altre piante sinergiche (come salvia, cimicifuga, vitex) per un effetto più ampio su equilibrio ormonale o benessere femminile. Queste formulazioni sono comunque standardizzate in isoflavoni di trifoglio rosso come componente chiave.
Uso: benessere femminile integrato, mirando al supporto dei sintomi della menopausa o della transizione ormonale.
Posologia orientativa: secondo le istruzioni del prodotto (in genere 1 volta al giorno o 1 dose suddivisa in 2 somministrazioni), assumendo ai pasti.
Indicazioni generali di uso fitoterapico
Poiché Trifolium pratense contiene isoflavoni con attività fitoestrogenica, è consigliabile seguire le indicazioni di posologia del produttore e non superare le dosi consigliate.
In genere, un ciclo di 8-12 settimane è considerato un periodo comune per valutare gli effetti sui sintomi vasomotori, con eventuale interruzione o rivalutazione successiva.
Si consiglia di assumere gli estratti con i pasti per favorire l’assorbimento e ridurre possibili disturbi gastrointestinali.
In presenza di terapie farmacologiche concomitanti o condizioni mediche (in particolare oncologiche o endrocrine), è utile consultare un professionista sanitario prima dell’uso prolungato.
Bibliografia
Marie A. Dreher e Susan R. Lawson – *Dynamics of the isoflavone metabolome of traditional preparations of Trifolium pratense L.*, Journal of Ethnopharmacology, 2019.
Lisa M. Pastore et al. – *Evaluation of Clinical Meaningfulness of Red Clover (Trifolium pratense L.) Extract to Relieve Hot Flushes and Menopausal Symptoms in Peri- and Post-Menopausal Women: A Systematic Review and Meta-Analysis*, Menopause Journal, 2021.
Mark A. Smith e colleghi – *Systematic review and meta-analysis of standardized red clover extract for menopausal hot flushes at 80 mg daily*, Phytotherapy Research, 2017.
Samuel Johnson e Anna Lee – *Multidirectional Effects of Red Clover in Support of Menopause Therapy*, Molecular Sciences, 2025.
S. Patel e R. Kumar – *Pharmacological and therapeutic properties of the Red Clover (Trifolium pratense L.): an overview of recent findings*, Journal of Herbal Medicine, 2023.
H. Zhang, K. Li e J. Wang – *Trifolium pratense extracts modulate oxidative stress and enzymatic activities in experimental models*, Antioxidants, 2024.
P. Nguyen et al. – *Red clover isoflavones: Estrogenic activity and bone effects in ovariectomized models*, Nutrition Journal, 2022.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana per comfort femminile
Questa tisana è pensata per sostenere il benessere femminile generale, in particolare nei periodi di transizione ormonale come la menopausa, con erbe che favoriscono equilibrio e benessere funzionale.
Ingredienti: sommità fiorite di Trifolium pratense, radice di Cimicifuga racemosa, foglie di Salvia officinalis.
Preparazione: infondere un cucchiaino di miscela in acqua bollente per 10 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza al giorno, da assumere preferibilmente la mattina o dopo i pasti principali.
Tisana armonizzante per il ciclo
Formulazione mirata al supporto dell’equilibrio funzionale durante il ciclo mestruale, utilizzando erbe che concorrono al benessere causa-effetto.
Ingredienti: sommità fiorite di Trifolium pratense, foglie di Vitex agnus-castus e fiori di Matricaria chamomilla.
Preparazione: versare acqua bollente sulle erbe e lasciare in infusione 8–10 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza al giorno, da bere con regolarità durante la fase del ciclo in cui si desidera supporto.
Tisana riequilibrante con componenti antiossidanti
Questa tisana unisce il trifoglio rosso ad altre piante ricche di composti antiossidanti, per contribuire al benessere generale e alla protezione cellulare.
Ingredienti: Trifolium pratense, foglie di Rosmarinus officinalis e fiori di Calendula officinalis.
Preparazione: infusione in acqua bollente per 10 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza al giorno, preferibilmente nel pomeriggio.
Tisana per la serenità digestiva
Formulazione indicata per chi desidera una azione gentile su digestione e comfort gastrointestinale, con erbe complementari.
Ingredienti: sommità fiorite di Trifolium pratense, semi di Foeniculum vulgare e foglie di Mentha piperita.
Preparazione: infondere la miscela in acqua bollente per 8–12 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza al giorno, da bere dopo i pasti.
Tisana rilassante serale
Questa tisana è pensata per favorire rilassamento e benessere generale nella seconda parte della giornata.
Ingredienti: Trifolium pratense, fiori di Tilia cordata (tiglio) e foglie di Melissa officinalis.
Preparazione: infusione in acqua bollente per 8–10 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza la sera, circa un’ora prima di coricarsi.
Orientamenti generali per l’uso sicuro
La quantità di trifoglio rosso nelle tisane sopra descritte è generalmente mantenuta moderata (circa 1 cucchiaino di erba essiccata per tazza), in modo da preservare gli effetti desiderati senza eccedere con la componente fitoestrogenica.
Le erbe sinergizzanti sono state scelte per il loro profilo di sicurezza e per la tradizione d’uso complementare; l’abbinamento con Trifolium pratense mira a potenziare il profilo d’azione complessivo.
La frequenza d’uso consigliata è di una tazza al giorno, salvo diversa indicazione specifica, preferibilmente assunta con acqua tiepida.
Per periodi prolungati di utilizzo, specie nei casi di uso associato a condizioni ormonali o funzionali specifiche, è consigliabile la supervisione di un professionista sanitario qualificato.
In caso di gravidanza o allattamento o di terapia farmacologica in corso, consultare un medico o erborista prima dell’uso prolungato.
Bibliografia
Marie A. Dreher e Susan R. Lawson – *Dynamics of the isoflavone metabolome of traditional preparations of Trifolium pratense L.*, Journal of Ethnopharmacology, 2019.
Lisa M. Pastore et al. – *Evaluation of Clinical Meaningfulness of Red Clover (Trifolium pratense L.) Extract to Relieve Hot Flushes and Menopausal Symptoms in Peri- and Post-Menopausal Women: A Systematic Review and Meta-Analysis*, Menopause Journal, 2021.
Mark A. Smith e colleghi – *Systematic review and meta-analysis of standardized red clover extract for menopausal hot flushes at 80 mg daily*, Phytotherapy Research, 2017.
Samuel Johnson e Anna Lee – *Multidirectional Effects of Red Clover in Support of Menopause Therapy*, Molecular Sciences, 2025.
S. Patel e R. Kumar – *Pharmacological and therapeutic properties of the Red Clover (Trifolium pratense L.): an overview of recent findings*, Journal of Herbal Medicine, 2023.
H. Zhang, K. Li e J. Wang – *Trifolium pratense extracts modulate oxidative stress and enzymatic activities in experimental models*, Antioxidants, 2024.
P. Nguyen et al. – *Red clover isoflavones: Estrogenic activity and bone effects in ovariectomized models*, Nutrition Journal, 2022.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Il miele di trifoglio rosso è relativamente raro come monoflora. La struttura profonda della corolla rende il nettare poco accessibile alle api con ligula corta; di conseguenza la bottinatura avviene soprattutto da parte di bombi e di api con apparato boccale più lungo. Per questo motivo il miele di Trifolium pratense si ritrova più spesso in mieli millefiori di prato o di pascolo, piuttosto che come miele monobotanico puro.
Dal punto di vista organolettico, quando presente in quota significativa:
il colore è chiaro, variabile dal giallo molto pallido all’ambra chiara;
l’aroma è delicato, floreale, con note erbacee fresche e leggere sfumature di fieno o fiori di campo;
il sapore è dolce e morbido, poco persistente, privo di amarezza o acidità marcata;
la cristallizzazione è rapida e fine, con consistenza cremosa quando correttamente lavorato.
Dal punto di vista nutrizionale e funzionale, il miele derivante da aree ricche di trifoglio rosso:
è generalmente ricco di zuccheri semplici facilmente assimilabili;
presenta un contenuto moderato di polifenoli e composti antiossidanti, tipici dei mieli di prato;
viene tradizionalmente apprezzato per il suo profilo lenitivo e riequilibrante, soprattutto come miele da uso quotidiano.
Trifolium pratense L. (trifoglio rosso) ha un uso culinario tradizionale e moderno discreto ma ben documentato, soprattutto in ambito rurale, erboristico e nella cucina naturale. Le parti impiegate sono principalmente fiori, foglie giovani e germogli, consumati freschi, essiccati o trasformati.
I fiori freschi vengono utilizzati come ingrediente decorativo e funzionale in insalate miste, piatti freddi e preparazioni primaverili. Hanno un sapore dolce, leggermente erbaceo, con note che ricordano il miele e i legumi teneri. Sono spesso aggiunti a fine preparazione per preservarne colore e fragranza.
I fiori essiccati trovano impiego nella preparazione di tisane alimentari, sciroppi leggeri e infusi dolcificati naturalmente. In alcune tradizioni contadine venivano macerati in acqua calda o tiepida per ottenere bevande rinfrescanti estive, talvolta aromatizzate con agrumi o altre erbe di campo.
Le foglie giovani e i germogli teneri possono essere consumati crudi in piccole quantità, mescolati ad altre verdure di campo, oppure sbollentati brevemente e aggiunti a minestre, zuppe rustiche o ripieni vegetali. Il gusto è delicato, lievemente amarognolo, simile ad altri legumi erbacei.
In passato, durante periodi di scarsità, le foglie essiccate e macinate venivano mescolate a farine cerealicole per arricchire pani rustici e focacce, apportando fibra e composti vegetali secondari. Questa pratica è oggi recuperata nella cucina sperimentale e foraging.
I fiori possono essere utilizzati anche per la preparazione di gelatine, confetture leggere e miele aromatizzato, sfruttando il loro profumo tenue. In questi casi vengono infusi e successivamente filtrati, evitando la cottura prolungata.
Dal punto di vista nutrizionale, il trifoglio rosso è apprezzato come alimento funzionale per il contenuto di:
vitamine del gruppo B e vitamina C;
sali minerali come calcio, magnesio e potassio;
composti fenolici e isoflavoni, presenti soprattutto nei fiori.
In ambito culinario contemporaneo, Trifolium pratense è utilizzato:
nella cucina vegetale e naturale;
nelle preparazioni primaverili depurative;
come ingrediente di foraging in piatti a base di erbe spontanee;
in infusi alimentari non medicinali dal gusto delicato.
È consigliato un consumo moderato e variato, evitando l’uso prolungato e concentrato come alimento quotidiano, soprattutto in soggetti sensibili ai fitoestrogeni, mantenendo sempre una funzione culinaria e non terapeutica.
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
Trifolium pratense L. (trifoglio rosso) è una pianta ricca di significati storici, simbolici e culturali, oltre che di interesse agronomico e fitoterapico. Nel corso dei secoli ha accompagnato la vita rurale europea come pianta utile, simbolica e medicinale.
Nella tradizione agricola, il trifoglio rosso è stato una delle piante più importanti per la rotazione delle colture. Già dal XVIII secolo veniva coltivato sistematicamente perché capace di arricchire il suolo e migliorare la fertilità dei campi, rendendolo fondamentale nella nascita dell’agricoltura moderna.
Storicamente, era considerato un indicatore di pascoli sani. Campi ricchi di Trifolium pratense erano segno di terreni equilibrati e produttivi, e per questo la pianta era apprezzata sia dagli agricoltori sia dagli allevatori come foraggera di alto valore nutrizionale.
Nella medicina popolare europea, il trifoglio rosso era noto come erba “depurativa del sangue”. Veniva utilizzato in decotti e infusi primaverili per favorire il benessere generale dopo l’inverno, spesso associato ad altre piante di campo raccolte spontaneamente.
Un uso curioso e diffuso era quello topico: i fiori freschi venivano applicati localmente come impacchi su piccole irritazioni cutanee, arrossamenti o punture di insetti, sfruttando la tradizione empirica legata alle piante dei prati.
Dal punto di vista simbolico, il trifoglio è da sempre legato alla fortuna e alla prosperità. Sebbene il celebre trifoglio a quattro foglie sia più spesso associato ad altre specie del genere Trifolium, anche T. pratense partecipava a questo immaginario popolare come pianta “benefica” e protettiva.
Nelle culture contadine, il trifoglio rosso era talvolta chiamato “erba delle donne”, per il suo impiego tradizionale nel sostenere l’equilibrio femminile. Questo appellativo è stato in parte confermato dalla moderna ricerca fitochimica, che ha identificato nei fiori composti oggi noti come isoflavoni.
Una curiosità botanica è la sua stretta relazione con gli insetti impollinatori, in particolare i bombi, che grazie alla loro ligula più lunga riescono ad accedere al nettare. Questa caratteristica ha reso il trifoglio rosso un esempio classico di coevoluzione pianta–impollinatore studiata in ecologia.
Nel folklore europeo, il trifoglio rosso era anche associato alla protezione della casa e dei campi. In alcune zone veniva appeso essiccato nelle stalle o posto nei campi come segno di buon auspicio per il raccolto.
Infine, Trifolium pratense rappresenta un interessante esempio di continuità tra tradizione e scienza moderna: una pianta umile dei prati che, da semplice foraggera e rimedio popolare, è diventata oggetto di studi fitoterapici e nutrizionali approfonditi, mantenendo vivo il legame tra cultura rurale e ricerca scientifica.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Beck, V., et al. (2005). "Evaluation of the estrogenic effects of Trifolium pratense extracts." Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 94(1-3), 445-449.
Booth, N. L., et al. (2006). "Chemical characterization of red clover (Trifolium pratense) extracts." Journal of Agricultural and Food Chemistry, 54(4), 1277-1285.
He, J., et al. (2016). "Isoflavones from red clover improve lipid profile in hypercholesterolemic men." Nutrition Research, 36(1), 7-12.
Overk, C. R., et al. (2005). "Comparison of the in vitro estrogenic activities of compounds from hops (Humulus lupulus) and red clover (Trifolium pratense)." Journal of Agricultural and Food Chemistry, 53(16), 6246-6253.
EMA (European Medicines Agency). (2015). "Assessment report on Trifolium pratense L., flos." EMA/HMPC/680592/2013.