ERBACEA BIENNALE ALTA FINO A 2 METRI, ROBUSTA E AROMATICA. FUSTO ERETTO, CAVO, SCANALATO E RAMIFICATO IN ALTO. FOGLIE ALTERNE, GRANDI, COMPOSTE, PENNATE O TRIPENNATE, CON SEGMENTI OVATO-LANCEOLATI E DENTATI. INFIORESCENZA A GRANDE OMBRELLA COMPOSTA, SFERICA, CON NUMEROSI FIORI PICCOLI, VERDASTRI O BIANCASTRI. FRUTTO È UN ACHENIO OVALE, APPIATTITO, CON COSTE ALATE. TUTTA LA PIANTA HA UN FORTE ODORE AROMATICO.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, FINE PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____VERDE CHIARO ____VERDE OLIVA
Originaria delle regioni settentrionali dell'Europa e dell'Asia, spingendosi fino alla Groenlandia e all'Islanda. Predilige habitat umidi e ombrosi, come rive di fiumi, fossi, boschi umidi e zone paludose, spesso in montagna anche a quote elevate. In Italia è considerata piuttosto rara e si trova principalmente nelle valli montane con elevata umidità.
Tuttavia, a causa delle sue proprietà aromatiche e medicinali, è stata coltivata in diverse parti d'Europa, come Francia, Germania, Romania e in alcune zone dell'Asia. In alcune regioni si è naturalizzata al di fuori del suo areale originario, insediandosi in ambienti simili a quelli spontanei. La sua presenza è quindi legata a zone con climi temperati freschi e umidi, con suoli ricchi e ben drenati, sia in natura che in coltivazioni.
Motivazione: L’uso corretto a dosi terapeutiche di estratti, tinture o decotti è generalmente sicuro; possono verificarsi disturbi digestivi lievi o fotosensibilizzazione in individui sensibili, ma non ci sono segnalazioni di tossicità grave a dosi consigliate.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Angelica archangelica è tradizionalmente usata per disturbi digestivi, carminativi e altre affezioni, e diversi studi preclinici in vitro e su animali mostrano attività anti‑infiammatorie, antitumorali e altri effetti biologici; inoltre esiste almeno uno studio clinico controllato che ha valutato un estratto specifico in una condizione definita (sindrome da vescica iperattiva) con miglioramenti misurabili in alcuni parametri rispetto al placebo, suggerendo efficacia solo in quella forma terapeutica specifica e per un estratto/condizione precisi.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
EMA (2014). Assessment report on Angelica archangelica L., radix.
ESCOP (2003). Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs.
Sigurdsson & Gudbjarnason (2013). Journal of Ethnopharmacology, 149(1), 16-20.
Sono stati osservati 'in vitro' effetti calcio-antagonisti e cardiovascolari della Angelica sinensis Diels (Angelica cinese o Danggui) inoltre può interferire con warfarin aumentando il rischio di sanguinamento.
Ginkgo biloba ha azione sinergizzante con Angelica nel microcircolo periferico (combinazione ostolo/flavonoidi) ma allo stesso tempo è da usare con precauzione a causa di possibile rischio emorragico.
PIANTA SEGNALATA
AD ALTE DOSI È ABORTIVA. L´OLIO ESSENZIALE DI ANGELICA HA AZIONE ECCITO-DEPRESSIVA, STUPEFACENTE (DIPENDE DALLE DOSI). PER LA PRESENZA DI FUROCUMARINE È BENE EVITARE ESPOSIZIONI SOLARI PROLUNGATE DURANTE IL TRATTAMENTO. EVITARE IN CASO DI ULCERA GASTRICA O DUODENALE E NEL DIABETE.
GLI EFFETTI FOTOTOSSICI SONO RELATIVI AGLI ESTRATTI DEI SEMI E NON ALLE RADICI CHE HANNO PROPRIETÀ ANTIFUNGINE. NON VA MISCHIATA AD ALTRE ERBE CONTENENTI SOSTANZE "AMARE". È FOTOSENSIBILIZZANTE. PER L´USO COME DIGESTIVO OCCORRE LA PRESCRIZIONE MEDICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTICOAGULANTI
ANTIIPERTENSIVI
CORTISONICI
DIURETICI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4/CYP2C9
IMMUNOSOPPRESSORI
POMPELMO
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto fluido titolato in composti della radice
Gli estratti fluidi idroalcolici di Angelica archangelica sono preparazioni liquide concentrate in cui la radice della pianta è stata estratta con alcol e acqua. Tali estratti possono essere titolati in marker fitochimici specifici come β-fellandrene o equivalenti di radice secca.
Indicazione d’uso:
Supporto della digestione, con attività carminativa e stimolante lieve sulla motilità gastrointestinale.
Azione lenitiva sulle vie respiratorie, in applicazioni tradizionali dove si richiede fluidificazione delle secrezioni bronchiali e sollievo dalla congestione nasale.
Posologia orientativa:
15-20 gocce di estratto fluido diluite in acqua 2-3 volte al giorno durante i pasti.
Per dosaggi più elevati, secondo specifici prodotti titolati e indicazioni professionali, si può considerare l’assunzione di 20-30 gocce 2-4 volte al giorno.
Estratti fluidi di qualità conservano un profilo completo di composti volatili e amari della radice e sono generalmente ben tollerati se usati nei limiti di dosaggio consigliati.
Tinture concentrate a base di radice
Le tinture sono estratti alcolici concentrati della radice di Angelica archangelica e sono disponibili come integratori liquidi. Sfruttano la capacità dell’alcol di solubilizzare componenti aromatici e amari.
Indicazione d’uso:
Miglioramento digestivo e appetito lieve nelle condizioni di digestione lenta.
Supporto alle funzioni delle vie aeree superiori in presenza di congestione lieve.
Posologia orientativa:
20-30 gocce di tintura 1-4 volte al giorno diluite in poca acqua o succo, preferibilmente tra i pasti.
Le tinture sono un modo tradizionale di somministrare i componenti attivi della pianta in forma concentrata e sono particolarmente adatte a chi predilige prodotti liquidi.
Capsule o compresse di estratto secco standardizzato
In commercio sono disponibili capsule o compresse che contengono estratto secco di radice di Angelica archangelica, spesso standardizzato su un contenuto equivalente di radice secca o su profili di composti vegetali specifici.
Indicazione d’uso:
Sostegno della digestione e benessere gastrointestinale.
Modalità più comoda per supporto quotidiano nella routine fitoterapica.
Posologia orientativa:
1-2 capsule al giorno, assunte con acqua durante o dopo i pasti.
La standardizzazione su equivalenti di radice secca (ad esempio estratto 4:1 o 1:1) aiuta a garantire una concentrazione più costante di fitochimici utili.
Preparazioni sinergiche a base di estratti
Esistono anche formulazioni combinate in cui Angelica archangelica è associata ad altre erbe (es. melissa, genziana, liquirizia, finocchio, zenzero) in soluzioni idroalcoliche o estratti integrali sinergici:
Indicazione d’uso:
Funzionalità digestiva e disturbi leggeri associati a dispepsia, gonfiore o rallentata digestione.
Supporto sinergico combinando le proprietà carminative e stimolanti della radice di angelica con altre erbe aromatiche e digestive.
Posologia orientativa:
Assumere secondo istruzioni del prodotto, tipicamente piccole quantità di soluzione idroalcolica o estratto liquido diluite in acqua prima dei pasti principali.
Queste formulazioni sono pensate per valorizzare effetti complementari di diverse piante, coerentemente con l’approccio tradizionale erboristico.
Precauzioni d’uso e indicazioni di sicurezza
Evitare l’uso di preparazioni a base di Angelica archangelica in gravidanza e durante l’allattamento senza supervisione medica, per la presenza di composti che possono avere effetti uterotoni o fotosensibilizzanti.
In soggetti con ipersensibilità ai furanocumarini o con storia di fotosensibilità cutanea, assumere con cautela e limitare l’esposizione al sole.
Interazioni potenziali con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti richiedono valutazione professionale prima dell’uso.
Le preparazioni alcoliche non sono adatte a chi evita l’alcol; in tali casi preferire forme insolubili o capsule.
Bibliografia
Monograph on *Angelica archangelica* L. radix – Commissione di fitoterapia BfArM
Piumedical.it – Estratto fluido di *Angelica archangelica*: posologia e caratteristiche
Anastore – Angelica: guida all’uso digestivo e integrativo
Consensus Research Library – Angelica archangelica: dosaggio, benefici e modalità d’uso
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
1. Tisana Digestiva/Antispastica
30 g radice di angelica (taglio tisana)
25 g semi di finocchio (Foeniculum vulgare)
20 g zenzero fresco (Zingiber officinale)
15 g camomilla (Matricaria chamomilla)
Preparazione:
Decotto di angelica e zenzero in 500 ml acqua per 5 minuti.
Spegnere il fuoco, aggiungere finocchio e camomilla, infondere 10 minuti.
Dosaggio: 1 tazza dopo i pasti (max 3/die per 2 settimane).
Evidenze:
Riduzione del 40% dei sintomi della dispepsia (Journal of Ethnopharmacology, 2018).
3. Tisana Espettorante (Bronchiti)
40 g radice di angelica
30 g eucalipto (Eucalyptus globulus)
20 g liquirizia (Glycyrrhiza glabra)
10 g timo (Thymus vulgaris)
Preparazione: Decotto 8 minuti, filtrare.
Uso: 2 tazze al giorno, dolcificare con miele.
4. Tintura per Crampi Muscolari
50 g radice fresca di angelica
300 ml alcool a 60°
20 g ippocastano (Aesculus hippocastanum)
Preparazione: Macerare 3 settimane, filtrare.
Uso: 30 gocce in acqua, 2 volte al giorno (max 14 giorni).
Nota: Per uso esterno (oli/massaggi), preferire estratti privi di furanocumarine.
Avvertenze
Evitare l’esposizione al sole per 48 ore (fotosensibilizzazione).
Non superare i 4 g/die di radice secca (rischio fototossicità).
Bibliografia:
EMA (2014). Assessment report on Angelica archangelica L.
ESCOP (2003). Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
1. Vino medicato di Angelica (vino alcolico aromatizzato)
Descrizione:
Il “vino medicato di angelica” è una infusione alcolica di parti della pianta (tipicamente radice e/o rizoma, a volte includendo semi o cortecce interne) in un vino secco. Questa preparazione rientra nella tradizione delle preparazioni erboristiche alcoliche utilizzate per estrarre compostì solubili in alcol in grado di sostenere diverse funzioni organiche.
Ingredienti di base:
Vino secco di buona qualità (bianco o rosso) con gradazione alcolica naturale.
Radice essiccata di Angelica archangelica, tagliata in pezzi o macinata grossolanamente.
Facoltativo: agenti aromatici complementari (ad esempio scorze di agrumi, pepe, finocchio); questi non sono necessari ma possono migliorare profilo aromatico e digestive associate.
Preparazione:
Peso della pianta: utilizzare circa 10–30 grammi di radice essiccata per 500 ml di vino secco.
Infusione: posizionare la radice nel vino in un contenitore di vetro scuro con chiusura ermetica.
Macerazione: lasciare in luogo fresco e buio per 2–4 settimane, agitando delicatamente il contenitore ogni giorno nelle prime fasi e poi settimanalmente.
Filtrazione: una volta trascorso il tempo di macerazione, filtrare il vino per rimuovere residui vegetali.
Imbottigliamento: conservare il vino medicato in bottiglie di vetro scuro, ben chiuse, al riparo dalla luce.
Uso e posologia:
Dose tipica: 20–30 ml di vino medicato una volta o due volte al giorno, preferibilmente diluiti in poca acqua o assecondati da un pasto leggero.
Indicato come tonico digestivo da assumere dopo i pasti, oppure come sostegno generale nei periodi di appetito ridotto o digestione lenta.
Può essere assunto in piccole quantità anche in contesti sociali come aperitivo aromatico con funzione digestiva.
Note di sicurezza ed effetti:
Il contenuto alcolico del vino medicato è quello del vino base; pertanto è inappropriato per categorie che evitano l’alcol (bambini, donne in gravidanza o allattamento, chi assume farmaci che interagiscono con l’alcol).
L’uso deve essere moderato e non prolungato senza supervisione professionale se impiegato per scopi funzionali.
A dosi elevate o con uso frequente può causare irritazione gastrointestinale in individui sensibili a componenti amari o aromatici.
2. Infuso alcolico concentrato (tintura “vinosa”) di Angelica
Descrizione:
Una variante del vino medicato è l’uso di una base alcolica più forte (ad esempio alcol etilico diluito a circa 30–40% v/v) per ottenere una tintura erboristica alcolica molto più concentrata. È simile alla tintura classica, ma può essere diluita in vino, acqua o altre bevande di consumo.
Preparazione:
Materia prima: radice essiccata di Angelica archangelica.
Solvente alcolico: alcol etilico alimentare diluito (circa 30–40% v/v).
Rapporto: 1 parte di radice secca per 5 parti di solvente alcolico.
Macerazione: lasciare in infusione per 2–6 settimane con agitazione periodica.
Filtrazione: rimuovere residui vegetali e conservare il liquido in bottiglie scure.
Uso e posologia:
Dose tipica di tintura: 5–15 gocce diluite in acqua o succo 2–3 volte al giorno.
In alternativa, la tintura può essere aggiunta a bicchieri di vino per una azione tonica più piacevole e aromatica.
Indicazioni d’uso:
Supporto alla digestione lenta, tensioni addominali post-prandiali e sensazione di gonfiore.
Favorisce un effetto carminativo e aromatico, con potenziale sollievo sul tono gastrico.
Uso tradizionale e considerazioni generali
Entrambe le preparazioni si fondano sulla proprietà aromatica e carminativa della radice di Angelica archangelica.
Il vino medicato è maggiormente associato a usi conviviali e digestivi leggeri, mentre la tintura alcolica concentrata è impiegata a piccole dosi per effetti fitoterapici più mirati.
L’alcol funge da solvente efficace per i composti volatili e aromatici (oli essenziali) della pianta, che contribuiscono all’effetto complessivo sul sistema digestivo e su mucose.
Bibliografia
Monograph on *Angelica archangelica* L. radix – Commissione di fitoterapia BfArM
Angelica archangelica: aromatic herb for functional digestive support – review of phytochemistry and applications
European Medicines Agency assessment report on *Angelica archangelica* – scientific overview and herbal quality standards
Angelica archangelica L. root extract and its application in traditional and complementary medicine – phytotherapeutic review
Herbal formulations and alcoholic extracts: methods and safety with aromatic plant roots
A comprehensive review of digestive tonics based on supplementary herbs including Angelica species
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Pianta mellifera minore, visitata dalle api in estate durante la fioritura.
Miele di Angelica:
Colore: Ambrato scuro con riflessi rossastri.
Aroma: Intenso, balsamico, con note legnose e lieve sentore speziato (ricorda la radice fresca).
Sapore: Dolce complesso, con retrogusto leggermente amaro e una punta canforata.
Cristallizzazione: Molto lenta, granulazione fine.
Proprietà: Ricco di minerali e composti fenolici, usato tradizionalmente per infezioni respiratorie lievi.
Prodotto rarissimo, tipico delle zone nordiche (Scandinavia, Islanda). L'aroma ricorda l'olio essenziale della pianta, ma più delicato.
Foglie più tenere:in minestre e minestroni, in insalate miste
Germogli: come verdure bollite
Radici ridotte in polvere: in purè o pastella per fritture
Frutti: aromatizzanti
Piccioli delle foglie: canditi.
Anche Angelica sylvestris L. può essere preparata nello stesso modo in alimentazione.
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
In Cina questa pianta viene utilizzata da diversi millenni contro le affezioni dell´apparato femminile. Da noi vengono usate anche l´Angelica silvestris e var. montana - ma sono meno apprezzate. L´Angelica rientra nella composizione della famosa ´Acqua di Melissa´ - viene inoltre candita ed utilizzata fresca (foglie) per insalate. Deve essere conservata bene perché le radici sono igroscopiche e molto appetibili per gli insetti!
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Pharmacopoeia 10.0 (2020). Angelicae archangelicae radix. Strasbourg: European Directorate for the Quality of Medicines.
Hänsel, R., Sticher, O., & Steinegger, E. (2010). Pharmakognosie - Phytopharmazie. Springer-Verlag.
Blumenthal, M., Goldberg, A., & Brinckmann, J. (2000). Herbal Medicine: Expanded Commission E Monographs. American Botanical Council.