QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 18/04/2026
SALICE Salix alba L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Dilleniidae Ordine: Salicales Famiglia: Sottofamiglia: Asteroideae Tribù: Saliceae
Salcio, Vinco, Salicone, Salicastro, White willow, Osier blanc, Black Willow, Silberweide, Sauce Blanco, Iva Belaja, Vitpil
Argorips Cerulea (Sm.) Raf., Salix Alba F. Sericea Wimm., Salix Alba Var. Argentea Nimmer, Salix Alba Var. Ovalis Wimm., 1866
ALBERO DECIDUO DI MEDIE O GRANDI DIMENSIONI CON CHIOMA AMPIA E RAMIFICATA E CORTECCIA GRIGIO-BRUNASTRA FESSURATA NEGLI ESEMPLARI MATURI. I RAMI GIOVANI SONO SPESSO SOTTILI E FLESSIBILI, DI COLORE GIALLASTRO O ROSSASTRO. LE FOGLIE SONO ALTERNE, LANCEOLATE O STRETTAMENTE ELLITTICHE, CON MARGINE FINEMENTE SEGHETTATO E PAGINA INFERIORE GLAUCA O SERICEA. È UNA SPECIE DIOICA CON FIORI UNISESSUALI RIUNITI IN AMENTI PENDULI CHE COMPAIONO PRIMA O CONTEMPORANEAMENTE ALLE FOGLIE. GLI AMENTI MASCHILI SONO PIÙ LUNGHI E VISTOSI DI QUELLI FEMMINILI. IL FRUTTO È UNA PICCOLA CAPSULA CHE SI APRE LIBERANDO NUMEROSI SEMI PICCOLI E LANUGINOSI, DISPERSI DAL VENTO. LE DIVERSE SOTTOSPECIE E VARIETÀ POSSONO PRESENTARE VARIAZIONI NELLA FORMA DELLE FOGLIE, NEL COLORE DEI RAMI E IN ALTRI DETTAGLI MORFOLOGICI, PUR MANTENENDO LE CARATTERISTICHE GENERALI DEL GENERE SALIX.
MARZO APRILE MAGGIO, PRIMAVERA. (FIORITURA PRECOCE CON AMENTI, PRIMA O CONTEMPORANEAMENTE ALLA COMPARSA DELLE FOGLIE)
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____VERDE OLIVA
Il salice bianco e le sue diverse sottospecie e varietà (spp.) sono tipicamente specie ripariali, il che significa che prediligono habitat umidi in prossimità di corsi d'acqua come fiumi, laghi, stagni e zone paludose. Crescono bene lungo le rive, in pianure alluvionali, fossi umidi e in generale in aree dove il terreno è costantemente umido o periodicamente inondato. Il salice bianco si adatta a una vasta gamma di suoli, inclusi quelli sabbiosi, limosi e argillosi, purché vi sia un buon approvvigionamento idrico. È una specie eliofila che richiede pieno sole per una crescita ottimale, ma può tollerare una leggera ombra. La sua distribuzione è ampia in Europa, Asia occidentale e centrale, e Nord Africa, e si estende dal livello del mare fino a quote montane, a seconda della disponibilità di acqua. Le diverse sottospecie e varietà possono presentare lievi differenze nelle loro specifiche preferenze ambientali, ma la stretta vicinanza all'acqua rimane un fattore ecologico chiave per il genere Salix in generale.
European Medicines Agency, Assessment report on Salix alba L. cortex, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, Salix cortex, 2002
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Blumenthal M, The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Nahrstedt A, Schmidt M, Jaggi R, Metz J, Khayyal MT, Willow bark extract: the contribution of polyphenols to the overall effect, Wiener Medizinische Wochenschrift, 2007
Mahdi JG, Mahdi AJ, Mahdi AJ, Bowen ID, The historical analysis of aspirin discovery, its relation to the willow tree and antiproliferative and anticancer potential, Cell Proliferation, 2006
Förster N, Ulrich-Merzenich G, Salix species: phytochemistry and pharmacology of willow bark, Planta Medica, 2010
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: dati tossicologici e clinici indicano una buona sicurezza alle dosi terapeutiche degli estratti di corteccia, ma con effetti indesiderati documentati quali irritazione gastrointestinale e rischio di reazioni da salicilati, inclusa ipersensibilità e potenziale effetto antiaggregante; la tossicità è quindi condizionata da dose, durata, sensibilità individuale e contenuto in salicilati, con evidenza clinica e farmacologica diretta sulla specie
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze cliniche controllate e revisioni sistematiche documentano un effetto analgesico e antinfiammatorio della corteccia di Salix alba L. in particolare nel dolore lombare e nelle patologie muscoloscheletriche, ma tali effetti risultano chiaramente dipendenti da estratti specifici standardizzati in salicina e non sono generalizzabili all’intera pianta o a tutte le preparazioni; pertanto il livello di evidenza è clinico ma limitato a forme estrattive definite
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività analgesica e antinfiammatoria con indicazione nel trattamento del dolore lombare cronico e delle condizioni muscoloscheletriche dolorose. Studi clinici randomizzati controllati e revisioni sistematiche su estratti standardizzati di corteccia di Salix alba L. titolati in salicina dimostrano una riduzione del dolore rispetto al placebo; l’efficacia è moderata e dipendente dal dosaggio e dalla standardizzazione dell’estratto.
Attività nel trattamento sintomatico delle patologie reumatiche e dell’osteoartrosi. Evidenza derivante da studi clinici controllati e osservazionali su preparazioni standardizzate; i risultati mostrano beneficio sul dolore e sulla funzionalità articolare, ma con variabilità tra studi e preparazioni.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria su mediatori biochimici dell’infiammazione. Evidenza in vitro e in vivo animale con inibizione di prostaglandine e citochine; coerente con l’attività clinica ma non sufficiente per estensione ad altre indicazioni terapeutiche.
Attività antipiretica. Evidenza farmacologica e in modelli animali attribuibile ai derivati salicilici; mancano studi clinici controllati specifici sulla specie per questa indicazione.
Attività antiossidante. Evidenza in vitro legata al contenuto in polifenoli e flavonoidi; non dimostrata clinicamente con outcome specifici.
Attività antiaggregante piastrinica. Evidenza farmacologica e in vitro correlata ai salicilati naturali; dati clinici diretti limitati e non conclusivi per indicazioni terapeutiche.
Uso storico e nella tradizione
Uso come analgesico generale per dolori di varia natura.
Uso come antipiretico negli stati febbrili.
Uso nelle affezioni reumatiche e articolari.
Uso come rimedio nelle cefalee.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment report on Salix alba L. cortex, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, Salix cortex, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salicis cortex monograph, 2003
Chrubasik S, Kunzel O, Model A, Conradt C, Black A, Treatment of low back pain with a herbal or synthetic anti-inflammatory: a randomized controlled study, American Journal of Medicine, 2001
Shara M, Stohs SJ, Efficacy and safety of white willow bark for the treatment of pain and inflammation, Phytotherapy Research, 2015
Ulbricht C et al., An evidence-based systematic review of willow bark (Salix spp.) by the Natural Standard Research Collaboration, Journal of Dietary Supplements, 2010
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI ANTICOAGULANTI E ANTIAGGREGANTI. EVIDENZA FARMACOLOGICA DOCUMENTATA E SUPPORTATA DA DATI CLINICI INDIRETTI SULLA SPECIE CON POTENZIAMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO.
POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE DOSE-DIPENDENTE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA SU PREPARAZIONI DI CORTECCIA CON EFFETTI ANALOGHI AI SALICILATI NATURALI, GENERALMENTE MENO PRONUNCIATI RISPETTO ALL’ACIDO ACETILSALICILICO MA COMUNQUE DOCUMENTATI.
VARIABILITÀ DEL CONTENUTO IN SALICINA NEGLI ESTRATTI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E ANALITICA CHE INDICA UNA SIGNIFICATIVA ETEROGENEITÀ TRA PREPARAZIONI, CON POSSIBILE IMPATTO SU EFFICACIA E SICUREZZA.
USO PROLUNGATO NON ADEGUATAMENTE DOCUMENTATO. EVIDENZA LIMITATA DERIVATA DA STUDI CLINICI A BREVE TERMINE; MANCANO DATI ROBUSTI SU SICUREZZA A LUNGO TERMINE PER LA SPECIE.
POSSIBILE NEFROTOSSICITÀ E EPATOTOSSICITÀ IN CONDIZIONI PREDISPONENTI O SOVRADOSAGGIO. EVIDENZA FARMACOLOGICA BASATA SUI METABOLITI SALICILICI CON DATI CLINICI LIMITATI MA PLAUSIBILITÀ DOCUMENTATA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ AI SALICILATI O AI DERIVATI DELL’ACIDO SALICILICO. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA DATI CLINICI E FARMACOLOGICI RELATIVI ALLA PRESENZA DI SALICINA E DERIVATI ATTIVI NELLA CORTECCIA DI SALIX ALBA L., CON RISCHIO DOCUMENTATO DI REAZIONI ALLERGICHE CROCIATE.
ULCERA PEPTICA ATTIVA O STORIA DI SANGUINAMENTO GASTROINTESTINALE. CONTROINDICAZIONE BASATA SU EVIDENZE CLINICHE E FARMACOLOGICHE LEGATE ALL’EFFETTO GASTROLESIVO DEI SALICILATI NATURALI.
DISTURBI EMORRAGICI O DIATESI EMORRAGICA. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA EVIDENZE FARMACOLOGICHE E CLINICHE RELATIVE ALL’ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA DEI SALICILATI CONTENUTI NELLA DROGA.
ETÀ PEDIATRICA IN PARTICOLARE IN PRESENZA DI INFEZIONI VIRALI. CONTROINDICAZIONE DERIVATA DA EVIDENZE CLINICHE SUI SALICILATI E RISCHIO DI SINDROME DI REYE, CON PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DIRETTA PER LA SPECIE.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI SUI SALICILATI E RACCOMANDAZIONI PRUDENZIALI PRESENTI NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI RELATIVE A SALIX ALBA L.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
CLOPIDOGREL
CORTICOSTEROIDI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
GASTROLESIVI
METOTREXATE
OMEGA-3 AD ALTI DOSAGGI
SEROTONINERGICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco titolato di corteccia di Salix alba L.
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica o acquosa con successiva evaporazione del solvente. Gli estratti utilizzati clinicamente sono standardizzati in salicina, generalmente in un intervallo tra 10 e 20 percento, con prodotti fino al 40 percento disponibili sul mercato. L’efficacia terapeutica documentata negli studi clinici è correlata all’apporto giornaliero di salicina compreso tra 120 e 240 mg.
La posologia abituale corrisponde a dosi frazionate durante la giornata oppure somministrazione unica giornaliera, a seconda della formulazione, mantenendo l’equivalenza in salicina. Gli estratti con rapporto droga estratto variabile, tipicamente tra 8:1 e 16:1, sono quelli più utilizzati nelle monografie ufficiali.
Estratto fluido e tintura madre
Preparazioni liquide ottenute con solventi idroalcolici con rapporti droga estratto generalmente compresi tra 1:1 e 1:5. La titolazione in salicina è raramente standardizzata nelle tinture tradizionali, pertanto la posologia deve essere espressa in equivalenti di salicina.
Dosaggi usuali corrispondono a quantità tali da fornire un apporto stimato di salicina nell’intervallo 120–240 mg al giorno, con somministrazione suddivisa in due o tre assunzioni. In assenza di standardizzazione il margine di variabilità è elevato e rappresenta un limite farmacognostico rilevante.
Estratto secco nebulizzato o atomizzato per uso industriale
Preparazioni ottenute mediante spray-drying, utilizzate come base per compresse e capsule. Sono generalmente standardizzate in salicina con titoli compresi tra 15 e 20 percento e rappresentano la forma più impiegata negli studi clinici controllati.
La posologia è definita esclusivamente in funzione del contenuto di salicina totale giornaliera, mantenuta nel range terapeutico di 120–240 mg.
Integratori in capsule o compresse standardizzate
Formulazioni solide contenenti estratti secchi titolati, frequentemente al 15 percento di salicina oppure con titolazioni più elevate. Le dosi per unità variano generalmente tra 300 e 500 mg di estratto, con contenuto di salicina proporzionale.
La posologia tipica prevede una o due somministrazioni giornaliere, adattate per raggiungere il dosaggio efficace in salicina.
Estratti combinati standardizzati
Preparazioni contenenti Salix alba associata ad altre specie fitoterapiche, in particolare con attività antinfiammatoria o analgesica. Le monografie ufficiali non includono tali combinazioni e l’evidenza clinica diretta è limitata ai singoli estratti.
La posologia segue il criterio della titolazione in salicina, ma l’effetto complessivo dipende dalla composizione della miscela e non è standardizzabile in modo univoco.
Preparazioni omeopatiche
Derivate dalla corteccia fresca o essiccata secondo metodiche omeopatiche con diluizioni centesimali o decimali. Non esistono evidenze cliniche farmacologiche dirette riconducibili alla presenza di salicina o ad altri costituenti attivi a concentrazioni misurabili.
L’impiego è esclusivamente basato su principi omeopatici e non su farmacologia fitoterapica evidence based.
European Medicines Agency, Salicis cortex monograph, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2 Salix cortex, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salicis cortex monograph, 2003
Chrubasik S et al., Treatment of low back pain with a herbal or synthetic anti-inflammatory: a randomized controlled study, American Journal of Medicine, 2001
Ulbricht C et al., An evidence-based systematic review of willow bark Salix spp., Journal of Dietary Supplements, 2010
Shara M, Stohs SJ, Efficacy and safety of white willow bark for the treatment of pain and inflammation, Phytotherapy Research, 2015
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di corteccia di Salix alba L.
Preparazione mediante bollitura di 2–5 g di corteccia essiccata in 150–250 ml di acqua per 10 minuti, seguita da infusione di ulteriori 10 minuti. La posologia tradizionale e coerente con l’apporto farmacologicamente attivo prevede 1–3 somministrazioni giornaliere, con limite prudenziale di durata di utilizzo breve. Questo tipo di preparazione è il più appropriato per l’estrazione dei glicosidi salicilici, poco solubili a freddo ma efficacemente estratti con ebollizione.
Infuso di corteccia di Salix alba L.
Preparazione con 1–2 g di droga per 150–250 ml di acqua bollente, lasciata in infusione per 10–15 minuti senza ulteriore ebollizione. Questa modalità è meno efficiente nell’estrazione dei salicilati rispetto al decotto, ma viene utilizzata per un impiego più lieve e sintomatico. Posologia di 2–3 tazze al giorno, con effetto più blando e variabile.
Formulazione erboristica antinfiammatoria e analgesica
Composizione con Salix alba corteccia 30 percento, Harpagophytum procumbens radice 30 percento, Filipendula ulmaria sommità 20 percento, Ribes nigrum foglie 20 percento. Preparazione in decotto utilizzando 5–6 g della miscela in 250 ml di acqua con ebollizione di 10 minuti. Assunzione di 1–2 tazze al giorno. Questa associazione è coerente con l’uso clinico dei fitocomplessi antinfiammatori, con sinergia documentata a livello farmacologico e impiego diffuso nella fitoterapia europea.
Formulazione per stati febbrili e sindromi simil-influenzali
Composizione con Salix alba corteccia 25 percento, Sambucus nigra fiori 25 percento, Tilia cordata fiori 25 percento, Achillea millefolium sommità 25 percento. Preparazione in infuso utilizzando 3–4 g della miscela in 200 ml di acqua bollente per 10 minuti. Assunzione fino a 3 volte al giorno. L’associazione è coerente con l’uso tradizionale diaforetico e antipiretico, con supporto farmacologico per i singoli componenti.
Formulazione per dolori muscolari e tensioni localizzate
Composizione con Salix alba corteccia 40 percento, Matricaria chamomilla fiori 20 percento, Melissa officinalis foglie 20 percento, Mentha piperita foglie 20 percento. Preparazione in infuso o breve decozione leggera con 4–5 g della miscela in 200 ml di acqua. Assunzione di 1–2 tazze al giorno. La combinazione integra attività antinfiammatoria e spasmolitica, con evidenze farmacologiche coerenti per i singoli fitocomplessi.
Formulazione per cefalea e dolore tensivo
Composizione con Salix alba corteccia 30 percento, Tanacetum parthenium parti aeree 20 percento, Lavandula angustifolia fiori 20 percento, Rosmarinus officinalis foglie 30 percento. Preparazione in infuso con 3–4 g della miscela in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assunzione fino a 2 volte al giorno. L’associazione riflette un impiego fitoterapico documentato per cefalea, con evidenze cliniche indirette sui singoli componenti e razionale farmacologico condiviso.
European Medicines Agency, Assessment report on Salix alba L. cortex, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2 Salix cortex, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salicis cortex monograph, 2003
Ulbricht C et al., An evidence-based systematic review of willow bark Salix spp., Journal of Dietary Supplements, 2010
Shara M, Stohs SJ, Efficacy and safety of white willow bark for the treatment of pain and inflammation, Phytotherapy Research, 2015
Chrubasik S et al., Treatment of low back pain with a herbal or synthetic anti-inflammatory: a randomized controlled study, American Journal of Medicine, 2001
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione idroalcolica diluita tipo vino medicinale tradizionale
Non documentata nelle monografie ufficiali ma ricostruibile su base farmacognostica come diluizione di un estratto alcolico o macerato in vino bianco a bassa gradazione. In questo caso si utilizza una quota di estratto idroalcolico di corteccia aggiunta a vino (rapporto indicativo 1:5 o 1:10), lasciando riposare alcuni giorni per stabilizzazione.
Questa forma presenta una ridotta efficienza estrattiva e una concentrazione non standardizzabile dei principi attivi, risultando quindi meno prevedibile dal punto di vista farmacologico rispetto alle tinture. L’uso è storicamente riconducibile a preparazioni tonico-analgesiche ma non è supportato da evidenze cliniche dirette e non è raccomandato nelle linee guida fitoterapiche moderne.
Liquore o elisir alcolico amaricante con Salix alba
Preparazione ottenuta per macerazione della corteccia insieme ad altre droghe amare o aromatiche in alcool, con successiva eventuale aggiunta di sciroppo zuccherino. Questa tipologia rientra nella categoria degli elisir o liquori medicinali tradizionali, nei quali il salice svolge funzione secondaria rispetto all’effetto complessivo della miscela.
L’uso è limitato alla tradizione erboristica e non è supportato da standardizzazione né da evidenze cliniche specifiche sulla specie in tale forma.
European Medicines Agency, Assessment report on Salix alba L. cortex, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2 Salix cortex, 2002
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, Salicis cortex monograph, 2003
Ulbricht C et al., An evidence-based systematic review of willow bark Salix spp., Journal of Dietary Supplements, 2010
Shara M, Stohs SJ, Efficacy and safety of white willow bark for the treatment of pain and inflammation, Phytotherapy Research, 2015
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
I fiori producono nettare e polline che le api raccolgono, soprattutto in primavera.
Il miele derivato da Salix alba è generalmente chiaro, con tonalità giallo paglierino, aroma leggermente floreale e vegetale, delicato ma con note terrose. Il sapore è dolce ma tenue, con un retrogusto leggermente erbaceo. Questo miele ha consistenza fluida e cristallizzazione lenta, ed è apprezzato per la sua leggerezza e aroma delicato, piuttosto che per caratteristiche particolarmente marcate o medicinali.
PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Salix alba L. rappresenta una delle fonti storiche più rilevanti per lo sviluppo della farmacologia moderna, poiché dalla corteccia di salice furono isolati nel XIX secolo i salicilati che portarono alla sintesi dell’acido acetilsalicilico. Questo passaggio segna uno dei primi esempi documentati di transizione dalla fitoterapia empirica alla farmacologia chimica industriale.
L’uso del salice come rimedio contro il dolore e la febbre è attestato già nella medicina ippocratica, dove veniva impiegato sotto forma di decotto della corteccia. Anche nella medicina tradizionale cinese e nelle pratiche popolari europee medievali il salice era considerato un rimedio principale per stati febbrili e dolori articolari, dimostrando una convergenza etnobotanica significativa.
Nel XVIII secolo il reverendo Edward Stone descrisse formalmente l’efficacia della corteccia di salice nel trattamento della febbre, anticipando di fatto l’introduzione dei salicilati nella medicina scientifica. Questo contributo è considerato uno dei primi esempi di osservazione clinica sistematica su una pianta medicinale.
Dal punto di vista ecologico, le specie del genere Salix sono fondamentali negli ecosistemi ripariali, contribuendo alla stabilizzazione del suolo e alla prevenzione dell’erosione. La loro rapida crescita e capacità di radicazione le rendono piante chiave nei progetti di ingegneria naturalistica e recupero ambientale.
La corteccia di salice contiene un fitocomplesso più ampio rispetto ai soli salicilati, comprendente flavonoidi e polifenoli che contribuiscono all’attività complessiva. Questo aspetto è spesso citato per spiegare le differenze tra l’effetto della droga vegetale e quello dell’acido acetilsalicilico sintetico, in termini di tollerabilità e profilo farmacodinamico.
Nella simbologia culturale europea il salice è associato a concetti di flessibilità e resilienza, ma anche a malinconia e lutto, come evidenziato nella letteratura e nell’arte. Questa valenza simbolica ha accompagnato l’uso medicinale della pianta, soprattutto nelle tradizioni popolari dove la dimensione terapeutica e quella simbolica risultano strettamente intrecciate.