QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 20/05/2026
CIMICIFUGA Actaea racemosa L.
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Cimicifuga
Photo by Lorna Lueck
Photo by Lorna Lueck
TOSSICITÀ MEDIA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Ranunculanae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Actaeeae
Genere Actaea
Specie Actaea racemosa
Famiglia:
Black Snackeroot, Black bugbane, Black cohosh, Sqaw root, Rattleroot, Actée à grappes, Herbe aux punaises, Macrotys, Traubensilberkerze, Wanzenkraut
PIANTA ERBACEA PERENNE CHE RAGGIUNGE ALTEZZE DI 1-2 METRI. PRESENTA FUSTI ERETTI, ROBUSTI E NON RAMIFICATI, CON GRANDI FOGLIE COMPOSTE, TRIPENNATE O BITERNATE, CON SEGMENTI OVATI O ROMBOIDALI, DENTATI E ACUMINATI. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI O BIANCO-VERDASTRI, PRIVI DI PETALI EVIDENTI E CON NUMEROSI STAMI BIANCHI PROMINENTI, RIUNITI IN LUNGHE SPIGHE O RACEMI TERMINALI CHE POSSONO RAGGIUNGERE I 15-30 CM DI LUNGHEZZA, CREANDO UN ASPETTO VAPOROSO. I FRUTTI SONO FOLLICOLI SECCHI E OBLUNGHI CHE CONTENGONO NUMEROSI SEMI. LA RADICE È UN RIZOMA LEGNOSO E NODOSO.
ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON LUNGHE SPIGHE BIANCHE PROFUMATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Originaria del Nord America orientale. Cresce tipicamente in boschi umidi e ombrosi, sottoboschi di foreste decidue, radure boschive, lungo i margini dei boschi e occasionalmente in praterie umide. Predilige terreni ricchi di humus, ben drenati e con una buona umidità costante. Si trova comunemente in un'ampia fascia che si estende dal Canada sudorientale fino alla Georgia e a ovest fino al Missouri e all'Arkansas.
FINE ESTATE (AGOSTO-SETTEMBRE), QUANDO I RIZOMI HANNO MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI
RIZOMA E RADICI ESSICCATI
LEGGERMENTE AMARO, CON NOTE TERROSE E LIEVE AROMA RESINOSO
AMARO, ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO PUNGENTE E LEGGERMENTE DOLCIASTRO
Triterpeni Glicosidici Ciclolanostanici: acteina, 23-epi-acteina, cimicifugoside, cimiracemoside A, cimicifugoside H-1, cimigenolo, cimigenina, acetilacteolo, deossiacteina, cimifugoside, racemoside A, racemoside B, racemoside C
Acidi Fenolici E Derivati Fenilpropanoidi: acido isoferulico, acido ferulico, acido caffeico, acido fukinolico, acido piscidico, acido cimicifugico A, acido cimicifugico B, acido cimicifugico F
Flavonoidi: formononetina segnalata storicamente ma controversa, kaempferolo, quercetina, derivati flavonolici in tracce
Tannini: tannini condensati, tannini gallici
Resine E Composti Resinici: frazioni resinose triterpeniche, composti lipofili resinici
Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Acidi Organici: acido salicilico in tracce, acido malico, acido ossalico
Alcaloidi E Composti Azotati: N-metilcitosina, tracce alcaloidiche non predominanti
Saponine: saponine triterpeniche cicliche, saponine ciclolanostaniche
Composti Volatili E Oli Essenziali: aldeidi aromatiche, composti fenolici volatili, derivati terpenici minori
Amidi E Polisaccaridi: polisaccaridi strutturali, amido rizomatoso
Minerali E Oligoelementi: calcio, magnesio, potassio, manganese, ferro
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment Report on Cimicifuga racemosa Rhizoma, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
United States Pharmacopeia Herbal Medicines Compendium Black Cohosh Rhizome, 2020
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Norman R. Farnsworth, Black Cohosh Efficacy Safety and Use in Clinical and Preclinical Applications, 2003
Shara M. Mukherjee, Chemistry and Biological Activity of Cimicifuga racemosa, Journal of Natural Products, 2011
Mahady Gail B., Black Cohosh Review of the Clinical Data for Safety and Efficacy in Menopause, Supportive Care in Cancer, 2005
Upton Roy, American Herbal Pharmacopoeia Black Cohosh Rhizome Actaea racemosa Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2002
McKenna David J., Jones Kathryn, Humphrey Suzanne, Black Cohosh Biology Chemistry and Clinical Studies, Alternative Therapies in Health and Medicine, 2001
TOSSICITÀ: MEDIA
Motivazione: Actaea racemosa L. presenta un profilo tossicologico generalmente compatibile con l’uso fitoterapico controllato a breve termine, ma sono documentati casi clinici e segnalazioni farmacovigilanza di epatotossicità, inclusi aumenti degli enzimi epatici, epatite e rare insufficienze epatiche severe temporalmente associate all’uso della specie o di preparazioni commerciali contenenti Actaea racemosa L. Sono inoltre documentati disturbi gastrointestinali, cefalea, vertigini e reazioni cutanee. Il nesso causale epatotossico rimane in parte controverso per possibili adulterazioni, variabilità estrattiva e qualità dei prodotti, ma le evidenze disponibili giustificano una classificazione tossicologica prudenziale intermedia.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Actaea racemosa L. dispone di studi clinici controllati, revisioni sistematiche e monografie ufficiali relativi soprattutto all’impiego di specifici estratti standardizzati del rizoma nei sintomi vasomotori della menopausa. Tuttavia i risultati clinici risultano eterogenei, talvolta contrastanti e fortemente dipendenti dal tipo di estratto, standardizzazione, durata del trattamento e qualità metodologica degli studi. Le evidenze non consentono una conferma generalizzata dell’efficacia dell’intera specie indipendentemente dalla preparazione utilizzata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Riduzione dei sintomi vasomotori della menopausa. Actaea racemosa L. è stata studiata principalmente nel trattamento dei sintomi menopausali, in particolare vampate di calore, sudorazioni notturne, disturbi neurovegetativi e alterazioni del sonno. Sono disponibili studi clinici controllati, revisioni sistematiche e meta-analisi su specifici estratti standardizzati del rizoma. I risultati risultano tuttavia eterogenei e dipendenti dalla preparazione utilizzata, dalla standardizzazione e dalla qualità metodologica degli studi. Alcune revisioni riportano beneficio moderato soprattutto sui sintomi vasomotori, mentre altre evidenziano risultati insufficienti o contrastanti.
Supporto sintomatico nei disturbi neurovegetativi della menopausa. Alcuni studi clinici controllati e osservazionali riportano miglioramenti su irritabilità, insonnia lieve, instabilità emotiva e qualità della vita menopausale con specifici estratti standardizzati. Le evidenze restano moderate e non uniformemente confermate tra le diverse preparazioni commerciali.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività serotoninergica e neuroendocrina. Studi in vitro e in vivo suggeriscono interazioni con pathways serotoninergici e neurotrasmettitoriali coinvolti nella regolazione termica e neurovegetativa. L’attività estrogenica diretta non è stata confermata in modo conclusivo. Evidenza sperimentale in vitro e animale.
Attività antinfiammatoria. Studi sperimentali su estratti della specie hanno mostrato riduzione di mediatori infiammatori e attività immunomodulante moderata attribuita principalmente ai triterpeni glicosidici e ai derivati fenolici. Evidenza in vitro e animale.
Attività antiossidante. Diversi studi fitochimici e sperimentali documentano attività antiossidante correlata ai composti fenolici e triterpenici presenti nel rizoma. Evidenza prevalentemente in vitro.
Possibile attività osteoprotettiva. Alcuni modelli animali suggeriscono effetti favorevoli sul metabolismo osseo e sul turnover osteoclastico in condizioni simil-menopausali. Le evidenze cliniche nell’essere umano risultano insufficienti e non definitive. Evidenza in vivo animale.
Attività ansiolitica lieve e neuromodulante. Studi sperimentali e alcuni studi osservazionali suggeriscono possibile attività modulatrice sul tono neurovegetativo e sul sonno. Le evidenze cliniche rimangono limitate e non uniformi.
Attività spasmolitica tradizionale. Studi farmacologici preliminari e uso fitoterapico storico suggeriscono attività rilassante sulla muscolatura liscia. Evidenza farmacologica preliminare e tradizionale.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale nordamericano nelle irregolarità mestruali e nei disturbi ginecologici femminili.
Impiego etnobotanico tradizionale nei dolori reumatici e muscolari.
Uso storico come sedativo lieve e rimedio nervino femminile.
Impiego tradizionale nei dolori mestruali e negli spasmi uterini.
Uso tradizionale come coadiuvante nel parto e nel post-partum nelle medicine popolari nordamericane.
Impiego storico nelle nevralgie e nei disturbi neurovegetativi femminili.
Uso tradizionale nelle affezioni respiratorie e nelle sindromi febbrili da parte di popolazioni indigene nordamericane.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment Report on Cimicifuga racemosa Rhizoma, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
United States Pharmacopeia Herbal Medicines Compendium Black Cohosh Rhizome, 2020
Upton Roy, American Herbal Pharmacopoeia Black Cohosh Rhizome Actaea racemosa Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2002
Mahady Gail B., Black Cohosh Review of the Clinical Data for Safety and Efficacy in Menopause, Supportive Care in Cancer, 2005
Leach Matthew J., Moore Vivienne, Black Cohosh Cimicifuga spp. for Menopausal Symptoms, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2012
Borrelli Francesca, Ernst Edzard, Black Cohosh Cimicifuga racemosa A Systematic Review of Adverse Events, American Journal of Obstetrics and Gynecology, 2008
McKenna David J., Jones Kathryn, Humphrey Suzanne, Black Cohosh Biology Chemistry and Clinical Studies, Alternative Therapies in Health and Medicine, 2001
Naser Basim, Schnitker Jan, Minkin Mary Jane, Evidence from Clinical Trials and Pharmacological Studies on Cimicifuga racemosa for Menopausal Disorders, Gynecological Endocrinology, 2011
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
SONO DOCUMENTATI CASI CLINICI E SEGNALAZIONI DI FARMACOVIGILANZA DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATA ALL’USO DI ACTAEA RACEMOSA L., COMPRENDENTI AUMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI, EPATITE, ITTERO E RARE INSUFFICIENZE EPATICHE SEVERE. IL NESSO CAUSALE DIRETTO RIMANE PARZIALMENTE CONTROVERSO PER POSSIBILE ADULTERAZIONE DI PRODOTTI COMMERCIALI E VARIABILITÀ QUALITATIVA DEGLI ESTRATTI, MA LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI SUPPORTANO UNA SPECIFICA CAUTELA EPATICA. EVIDENZA CLINICA OSSERVAZIONALE E FARMACOVIGILANZA.
IN PRESENZA DI SINTOMI COMPATIBILI CON DANNO EPATICO QUALI ITTERO, URINE SCURE, NAUSEA PERSISTENTE, DOLORE ADDOMINALE O ASTENIA MARCATA È RACCOMANDATA LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DEL TRATTAMENTO. EVIDENZA DERIVANTE DA FARMACOVIGILANZA E MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI.
L’EFFICACIA E IL PROFILO DI SICUREZZA RISULTANO FORTEMENTE DIPENDENTI DAL TIPO DI ESTRATTO UTILIZZATO, DALLA STANDARDIZZAZIONE E DALLA QUALITÀ DELLA PREPARAZIONE COMMERCIALE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOGNOSTICA DERIVANTE DALL’ETEROGENEITÀ DEGLI STUDI DISPONIBILI.
SONO STATI RIPORTATI DISTURBI GASTROINTESTINALI, CEFALEA, VERTIGINI, RASH CUTANEI E REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ DURANTE L’IMPIEGO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOVIGILANZA.
L’ATTIVITÀ ENDOCRINO-MODULANTE DELLA SPECIE NON È COMPLETAMENTE CHIARITA. STUDI SPERIMENTALI SUGGERISCONO POSSIBILI INTERAZIONI CON PATHWAYS SEROTONINERGICI, ESTROGENO-CORRELATI E NEUROENDOCRINI SENZA DIMOSTRAZIONE DEFINITIVA DI ATTIVITÀ ESTROGENICA DIRETTA CLINICAMENTE RILEVANTE. EVIDENZA SPERIMENTALE IN VITRO E IN VIVO.
L’IMPIEGO IN PAZIENTI CON ANAMNESI DI NEOPLASIE ORMONO-SENSIBILI RICHIEDE CAUTELA CLINICA PER L’ASSENZA DI DATI CONCLUSIVI SUL PROFILO ENDOCRINO DELLA SPECIE. EVIDENZA PRUDENZIALE BASATA SU STUDI SPERIMENTALI E VALUTAZIONI REGOLATORIE.
LA DURATA DEL TRATTAMENTO NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI VIENE GENERALMENTE LIMITATA A PERIODI DEFINITI IN ASSENZA DI SUPERVISIONE MEDICA A CAUSA DELLA LIMITATA DISPONIBILITÀ DI DATI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE. EVIDENZA REGOLATORIA E CLINICA LIMITATA.
NONOSTANTE L’USO TRADIZIONALE CONSOLIDATO NEI DISTURBI MENOPAUSALI, LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RISULTANO ETEROGENEE E TALVOLTA CONTRASTANTI TRA I DIVERSI ESTRATTI STUDIATI. EVIDENZA DERIVANTE DA REVISIONI SISTEMATICHE E STUDI CLINICI CONTROLLATI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
PREGRESSA PATOLOGIA EPATICA O DISTURBI EPATICI DOCUMENTATI. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLE SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOVIGILANZA RELATIVE A CASI DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATI ALL’USO DI ACTAEA RACEMOSA L.
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA AD ACTAEA RACEMOSA L. O AI COMPONENTI DELLA PREPARAZIONE FITOTERAPICA.
GRAVIDANZA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI E DALL’USO TRADIZIONALE DELLA SPECIE COME MODULATORE UTERINO E DA EVIDENZE SPERIMENTALI RELATIVE A POSSIBILI EFFETTI SULL’ATTIVITÀ UTERINA.
ALLATTAMENTO. MANCANO DATI CLINICI ADEGUATI DI SICUREZZA E L’USO VIENE GENERALMENTE CONTROINDICATO NELLE PRINCIPALI MONOGRAFIE FITOTERAPICHE UFFICIALI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato del rizoma di Actaea racemosa L. titolato in glicosidi triterpenici totali calcolati come 27-deossiacteina. È la forma maggiormente studiata clinicamente per i disturbi menopausali e neurovegetativi. I preparati con evidenze più solide utilizzano estratti isopropanolici o etanolici standardizzati contenenti generalmente dal 2,5% al 8% di glicosidi triterpenici. La posologia clinicamente documentata varia abitualmente da 20 mg a 80 mg al giorno di estratto secco standardizzato, suddivisi in una o due somministrazioni quotidiane. Gli effetti risultano dipendenti dalla specifica preparazione commerciale e dalla standardizzazione fitochimica.
Estratto isopropanolico standardizzato del rizoma. È uno dei preparati maggiormente utilizzati negli studi europei sui sintomi vasomotori della menopausa. La posologia usuale corrisponde a 40 mg al giorno di estratto standardizzato con apporto controllato di triterpeni glicosidici. L’efficacia clinica appare principalmente correlata al controllo di vampate, sudorazioni notturne e disturbi neurovegetativi.
Estratto etanolico secco standardizzato. Utilizzato nei disturbi del climaterio e nei sintomi neurovegetativi femminili. I preparati terapeuticamente rilevanti risultano standardizzati in acteina, 27-deossiacteina o glicosidi triterpenici totali. Le dosi comunemente impiegate variano da 20 mg a 80 mg al giorno di estratto secco.
Estratto fluido idroalcolico del rizoma. Utilizzato tradizionalmente nei disturbi ginecologici funzionali e nei sintomi menopausali. Le preparazioni moderne prevedono generalmente rapporti droga:estratto compresi tra 1:1 e 1:2. La posologia tradizionale varia da 0,3 mL a 2 mL fino a tre volte al giorno, con necessità di controllo della tollerabilità epatica nei trattamenti prolungati.
Tintura madre del rizoma fresco o essiccato. Utilizzata soprattutto in ambito fitoterapico tradizionale e omeopatico. Le dosi fitoterapiche tradizionali generalmente variano da 1 mL a 4 mL al giorno suddivisi in più somministrazioni. La standardizzazione fitochimica è spesso assente o limitata.
Polvere micronizzata del rizoma essiccato. Impiegata in capsule o compresse nei prodotti nutraceutici destinati ai disturbi del climaterio. La posologia usuale varia da 250 mg a 1000 mg al giorno di droga polverizzata, ma la biodisponibilità e la standardizzazione risultano inferiori rispetto agli estratti standardizzati.
Preparazioni omeopatiche di Actaea racemosa L. o Cimicifuga racemosa. Utilizzate soprattutto nei disturbi neurovegetativi femminili, nelle dismenorree, nelle sindromi premestruali e nei sintomi menopausali. Le diluizioni più comuni comprendono D3, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30 secondo l’indicazione omeopatica specifica. L’utilizzo omeopatico non dispone di conferme farmacologiche sovrapponibili a quelle degli estratti fitoterapici standardizzati.
Composti fitoterapici associati. Sono disponibili formulazioni combinate con Hypericum perforatum L., Salvia officinalis L., Trifolium pratense L., Vitex agnus-castus L. o Glycine max (L.) Merr. indirizzate prevalentemente alla sintomatologia menopausale e neurovegetativa. Le evidenze cliniche riguardano principalmente le formulazioni specifiche e non consentono generalizzazioni automatiche a tutte le associazioni commerciali.
European Medicines Agency, Assessment Report on Cimicifuga racemosa Rhizoma, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
United States Pharmacopeia Herbal Medicines Compendium Black Cohosh Rhizome, 2020
Upton Roy, American Herbal Pharmacopoeia Black Cohosh Rhizome Actaea racemosa Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2002
Leach Matthew J., Moore Vivienne, Black Cohosh Cimicifuga spp. for Menopausal Symptoms, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2012
Mahady Gail B., Black Cohosh Review of the Clinical Data for Safety and Efficacy in Menopause, Supportive Care in Cancer, 2005
Naser Basim, Schnitker Jan, Minkin Mary Jane, Evidence from Clinical Trials and Pharmacological Studies on Cimicifuga racemosa for Menopausal Disorders, Gynecological Endocrinology, 2011
McKenna David J., Jones Kathryn, Humphrey Suzanne, Black Cohosh Biology Chemistry and Clinical Studies, Alternative Therapies in Health and Medicine, 2001
Borrelli Francesca, Ernst Edzard, Black Cohosh Cimicifuga racemosa A Systematic Review of Adverse Events, American Journal of Obstetrics and Gynecology, 2008
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso tradizionale di Actaea racemosa L. preparato con 0,5-1 g di rizoma essiccato finemente tagliato in 150-200 ml di acqua calda lasciata in infusione per circa 10 minuti. Utilizzato storicamente nei disturbi neurovegetativi femminili e nei sintomi menopausali lievi. L’infuso risulta meno standardizzabile rispetto agli estratti secchi titolati e presenta evidenze cliniche significativamente inferiori rispetto agli estratti standardizzati utilizzati negli studi controllati.
Decotto del rizoma di Actaea racemosa L. preparato con 1-2 g della droga essiccata in circa 200-250 ml di acqua mantenuta a lieve ebollizione per 10-15 minuti. Utilizzato nella tradizione nordamericana ed europea per dolori muscolari, disturbi mestruali e sintomi del climaterio. A causa del potenziale rischio epatico associato alla specie, i decotti tradizionali dovrebbero essere utilizzati per periodi limitati e con prudenza.
Tisana per disturbi vasomotori menopausali con Actaea racemosa L. e Salvia officinalis L. preparata con 1 parte di cimicifuga e 1 parte di salvia. Utilizzare circa 2 g totali della miscela in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Formulazione tradizionale e fitoterapica utilizzata per vampate, sudorazioni notturne e instabilità neurovegetativa. La letteratura clinica supporta maggiormente gli estratti standardizzati rispetto alle semplici infusioni.
Formulazione rilassante serale con Actaea racemosa L., Melissa officinalis L. e Valeriana officinalis L. in proporzioni equivalenti. Utilizzare circa 2-3 g della miscela in 250 ml di acqua calda lasciando in infusione per 10-15 minuti. Tradizionalmente impiegata nei disturbi del sonno e nell’irritabilità associata al climaterio. Le evidenze disponibili derivano prevalentemente dall’uso fitoterapico documentato e da studi clinici indiretti sulle specie associate.
Infuso ginecologico tradizionale con Actaea racemosa L. e Vitex agnus-castus L. preparato con quantità equivalenti delle due droghe vegetali. Utilizzare circa 1,5-2 g della miscela per tazza da 200 ml. Utilizzato tradizionalmente nelle alterazioni neuroendocrine femminili e nei disturbi mestruali funzionali. Le evidenze cliniche sulle combinazioni restano limitate e dipendenti dalla formulazione specifica.
Preparazione erboristica tradizionale con Actaea racemosa L. e Passiflora incarnata L. utilizzata come supporto nei sintomi neurovegetativi associati a menopausa e tensione nervosa. Preparare con circa 2 g complessivi della miscela in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. L’associazione è documentata nella pratica fitoterapica tradizionale ma non dispone di ampie conferme cliniche controllate come combinazione specifica.
Decotto tradizionale articolare con Actaea racemosa L. e Salix alba L. preparato con 1 parte di cimicifuga e 2 parti di salice bianco. Utilizzare circa 2-4 g della miscela in 250 ml di acqua con ebollizione lieve per 10 minuti. Utilizzato storicamente nei dolori osteoarticolari e reumatici. Le evidenze moderne sulla combinazione sono limitate e prevalentemente tradizionali.
Tisana complessa per il climaterio con Actaea racemosa L., Humulus lupulus L., Melissa officinalis L. e Salvia officinalis L. in parti equivalenti. Utilizzare circa 2-3 g della miscela in 250 ml di acqua calda per 10-15 minuti. Formulazione tradizionalmente impiegata per vampate, sudorazione, irritabilità e disturbi del sonno associati alla menopausa. Le evidenze disponibili supportano soprattutto l’uso dei singoli estratti standardizzati piuttosto che della miscela fitoterapica integrale.
L’uso prolungato di preparazioni acquose di Actaea racemosa L. richiede cautela per la presenza di segnalazioni cliniche di epatotossicità associate alla specie. L’impiego non è raccomandato in gravidanza, allattamento o in presenza di patologie epatiche documentate.
European Medicines Agency, Assessment Report on Cimicifuga racemosa Rhizoma, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
United States Pharmacopeia Herbal Medicines Compendium Black Cohosh Rhizome, 2020
Upton Roy, American Herbal Pharmacopoeia Black Cohosh Rhizome Actaea racemosa Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2002
Leach Matthew J., Moore Vivienne, Black Cohosh Cimicifuga spp. for Menopausal Symptoms, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2012
Mahady Gail B., Black Cohosh Review of the Clinical Data for Safety and Efficacy in Menopause, Supportive Care in Cancer, 2005
Naser Basim, Schnitker Jan, Minkin Mary Jane, Evidence from Clinical Trials and Pharmacological Studies on Cimicifuga racemosa for Menopausal Disorders, Gynecological Endocrinology, 2011
McKenna David J., Jones Kathryn, Humphrey Suzanne, Black Cohosh Biology Chemistry and Clinical Studies, Alternative Therapies in Health and Medicine, 2001
Borrelli Francesca, Ernst Edzard, Black Cohosh Cimicifuga racemosa A Systematic Review of Adverse Events, American Journal of Obstetrics and Gynecology, 2008
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica (tintura di Actaea racemosa)
Materia prima: rizoma e radici di Actaea racemosa asciutti o freschi. La parte utilizzata tradizionalmente è il rizoma/radice, ricca di glicosidi triterpenici e altri composti bioattivi.
Procedimento (macerazione):
Riempire un barattolo di vetro pulito con rizoma secco o fresco di Actaea racemosa (spezzettato).
Coprire completamente il materiale vegetale con alcool etilico a circa 40–60% vol. oppure con alcool da macerazione più forte (oltre 60–70% vol.) a seconda della tradizione e della ricetta.
Chiudere ermeticamente e conservare in luogo fresco e buio. Agitare il contenitore giornalmente per 4–6 settimane per favorire l’estrazione dei composti liposolubili.
Filtrare la miscela con tessuto fine o carta da filtro per ottenere la tintura alcolica.
Uso tradizionale:
La tintura alcolica di Actaea racemosa è stata storicamente impiegata soprattutto come rimedi erboristico per il supporto dei disturbi femminili (specialmente per alleviare i sintomi della menopausa, come vampate di calore e sudorazioni), per disturbi mestruali e come tonico nervino/antinfiammatorio. Negli Stati Uniti e in Europa, dalla prima metà del XX secolo fino ai giorni nostri si utilizza frequentemente il macerato alcolico del rizoma per questi scopi, spesso dosato in gocce diluite in acqua.
Indicazioni di uso (tradizionali): prendere la tintura diluita in un po’ di acqua più volte al giorno; dosaggi tradizionali menzionati in fonti storiche indicano l’uso di quantità corrispondenti a pochi milligrammi di droga grezza equivalenti al giorno, prese in soluzione alcolica. Le preparazioni moderne standardizzate usate in studi clinici prevedono estratti etanolici di Actaea racemosa con dosi equivalenti a circa 40–80 mg di estratto secco al giorno per la gestione dei sintomi della menopausa.
Nota storica: la tintura di Actaea racemosa è uno dei rimedi più consolidati in fitoterapia occidentale per i disturbi legati alla menopausa sin dai primi decenni del Novecento, quando gli erboristi e i medici la prescrivevano come estratto alcolico del rizoma per vampate, sudorazioni e irregolarità mestruali.
Bibliografia
Actaea racemosa L. Is More Effective in Combination with Rhodiola rosea L. for Relief of Menopausal Symptoms: A Randomized, Double‑Blind, Placebo‑Controlled Study
Black Cohosh (Actaea racemosa): Benefits, Side Effects, Uses | Herbal Reality
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
È forse la pianta di cui oggi più si parla a livello internazionale,
fino a ieri considerata sicura ed efficace per il trattamento dei
disturbi da menopausa, oggi ritenuta invece soltanto non sicura
per un documento dell' emea (hmpc - committee on herbal medicinal
products, 269259/2006) con il quale si allertano le autorità sanitarie
nazionali sui rischi di epatotossicità. Si tratta in realtà di una pianta
medicinale utilizzata in tutto il mondo fin dal 1950, e la sua sicurezza
è ben documentata.
A) letteratura
la monografia dell'oms sulla cimicifuga racemosa (2004) tra gli effetti avversi riporta unicamente disturbi minori gastrointestinali e cefalea.
Assenti in letteratura dati sperimentali sull'attività citotossica e/o epatotossica della cimicifuga o di suoi costituenti chimici.
Nih: in circa 2000 pazienti arruolati nei clinical trials non ci sono mai state reazioni epatotossiche [workshop on the safety of black cohosh in clinical studies, national institutes of health , bethesda, maryland, november 22, 2004.]
Dati recenti di letteratura basati su clinical trias condotti su più di 3.800 donne, confermano la efficacia nel controllo della sintomatologia climaterica, e la sicurezza del prodotto. (Osmers r. Et al. Obstet. Gynecol. 2005; 105: 1074-83).
Una recentissima review [mahady g. Black cohosh. Review of the clinicl data for safety and efficacy in menoausal symptoms. Treat. Endocrinol. 2005; 4 (3): 177-184] Conferma che la pianta può essere usata per il trattamento dei sintomi legati al climaterio, come vampate di calore, sudorazioni, insonnia ed ansia, e che per I pochi casi di epatotossicità riportati non è stata dimostrata la diretta associazione con l'ingestione di cimicifuga.
Il profilo farmacocinetico della cimicifuga non è stato ancora ben investigato, ma I supplementi con questa pianta presentano un buon profilo di sicurezza e si mostrano efficaci nel ridurre I sintomi minori del climaterio. [Colleen o lee. Clin j oncol nurs. 2005; 9: 5, 628-629]
B) dati di consumo europei
inoltre nella sola europa circa 1,5 milioni di donne hanno utilizzato prodotti a base di cimicifuga, pianta presente sul mercato europeo da oltre dieci anni. In italia solo nell'ultimo anno sono state calcolate circa 100.000 donne che ne abbiano fatto uso, peraltro, dato di un certo rilievo, senza mai alcuna segnalazione di effetti collaterali o tossici.
3) Documento emea: dall'esame del documento emerge che:
in oltre 10 anni c'è stata 1 sola segnalazione in tutta europa, tra tutte quelle pervenute (34 casi esaminati), giudicata 'possibile', oltre ttutto con gravi carenze informative anche sullo stesso prodotto.
Gli altri tre casi invece sono stati estrapolati dalla letteratura internazionale (non dati europei) (su un totale di 8 case report) sono stati considerati potenzialmente correlabili all'assunzione di cimicifuga, ma: a) in primo caso era un' epatite autoimmune in una paziente già affetta da polimiosite; b) il secondo, abbastanza clamoroso, fu osservato in un reparto di medicina dell'università dello utah (usa), presentato come "epatite fulminante da cimicifuga", in realtà era una paziente che faceva uso di vari farmaci oltre a paracetamolo e alcool (sostanze ben conosciute proprio per la loro tossicità epatica); c) la donna del terzo caso in vece assumeva regolarmente vino, pseudoefedrina (decongestionante nasale) ed ibuprofen, ed aveva assunto eritromicina prima del danno epatico.
Ogni commento è superfluo.
(Fonte: newsletter anmfit)
Uso tradizionale dei nativi americani: Actaea racemosa era utilizzata dalle popolazioni indigene del Nord America come rimedio per disturbi femminili, tra cui dolori mestruali, sintomi premestruali e difficoltà del parto. La radice e il rizoma venivano macerati in acqua o alcool, oppure preparati come decotti, ed erano considerati “tonici uterini”. Questo uso è stato tramandato ai colonizzatori europei e ha costituito la base della moderna fitoterapia occidentale per la menopausa.
Si pensava, anticamente, che fosse utile ad allontanare le cimici grazie al suo forte odore, era usata anche contro il morso dei serpenti. Inoltre una caratteristica attirò l'attenzione degli studiosi: la droga agiva meglio e con costanza sulle donne che sugli uomini.
Origine del nome comune “black cohosh”: il termine “cohosh” deriva da una parola dei nativi americani che significa “erba pelosa”, riferendosi alle radici filamentose. Il prefisso “black” indica il colore scuro della radice essiccata.
Interesse scientifico moderno: negli ultimi decenni, black cohosh è stata oggetto di numerosi studi clinici per la gestione dei sintomi della menopausa, come vampate di calore e sudorazioni notturne. I composti bioattivi più studiati sono i glicosidi triterpenici (acteina e cimicifugosidi), responsabili di effetti estrogeno-simili moderati senza agire direttamente sugli estrogeni.
Curiosità botanica: Actaea racemosa appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. È una pianta erbacea perenne con infiorescenze bianche a grappolo e un portamento elegante. Cresce spontaneamente nelle foreste decidue umide del Nord America orientale.
Uso ornamentale: oltre alla funzione medicinale, la pianta è apprezzata nei giardini per il suo fogliame elegante e i grappoli fiorali bianchi che fioriscono a fine primavera, rendendola una specie decorativa oltre che funzionale.
Sicurezza e curiosità storica: pur essendo utilizzata per secoli, black cohosh è nota per la sua bassa tossicità a dosi terapeutiche, ma la radice cruda in quantità eccessive può provocare nausea o disturbi gastrointestinali. Storicamente, l’uso combinava conoscenza empirica e prudenza nella dose, un esempio di fitoterapia tradizionale ben regolata.
Aspetto culturale: a differenza di molte altre piante medicinali, Actaea racemosa non è associata a rituali religiosi o simbolismi, ma è sempre stata utilizzata per funzioni pratiche e preventive legate al benessere femminile.
Curiosità commerciale moderna: oggi black cohosh è uno degli integratori vegetali più studiati al mondo per la menopausa, ed è spesso presente in estratti standardizzati titolati in glicosidi triterpenici, dimostrando il passaggio da tradizione etnobotanica a fitoterapia basata su evidenze.