EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Genere Astragalus
Specie Astragalus mongholicus Bunge
Famiglia:
Mongolian Milk Vetch, Huangqi, Astragalo Cinese, Bei Qi, Huang Qi, Membranous Milk-vetch, Milk Vetch Root, Racine De Réglisse De Mongolie, Radix Astragali
Astragalus Borealimongolicus Y.Z.Zhao, Astragalus Membranaceus Fisch., Astragalus Membranaceus Fisch. Ex Bunge, Astragalus Membranaceus F. Propinquus (Schischk.) Kitag., Astragalus Membranaceus Var. Mandshuricus Nakai, Astragalus Membranaceus Var. Mongholicus (Bunge) P.K.Hsiao, Astragalus Mongholicus F. Albiflorus (Y.N.Lee) M.Kim, Astragalus Mongholicus Var. Dahuricus (Fisch. Ex DC.) Podlech, Astragalus Penduliflorus Subsp. Mongholicus (Bunge) X.Y.Zhu, Astragalus Penduliflorus Var. Dahuricus (Fisch. Ex DC.) X.Y.Zhu, Astragalus Penduliflorus Var. Mongholicus (Bunge) X.Y.Zhu, Astragalus Propinquus Schischk., Astragalus Propinquus Var. Glaber Vydrina, Astragalus Purdomii N.D.Simpson, Phaca Abbreviata Ledeb., Phaca Alpina Var. Dahurica Fisch., Phaca Alpina Var. Dahurica Fisch. Ex DC., Phaca Macrostachys Turcz., Phaca Membranacea Fisch., Phaca Membranacea Fisch. Ex Link, Tragacantha Membranacea (Fisch. Ex Bunge) Kuntze, Tragacantha Mongholica (Bunge) Kuntze
ERBACEA PERENNE ALTA 30-70 CM, CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, PUBESCENTI. FOGLIE COMPOSTE IMPARIPENNATE CON 9-17 FOGLIOLINE OVATO-LANCEOLATE, PUBESCENTI. FIORI PAPILIONACEI GIALLI O BIANCO-GIALLASTRI, RIUNITI IN RACEMI ASCELLARI DENSI. LEGUME OBOVATO-OBLUNGO, MEMBRANOSO, GLABRO O PUBESCENTE, CONTENENTE NUMEROSI SEMI. LA RADICE È LUNGA, CILINDRICA E GIALLASTRA, LA PARTE UTILIZZATA.
MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO CREMA ____GIALLOGNOLO ____VIOLETTO
Originaria delle regioni settentrionali e orientali della Cina, della Mongolia e della Siberia. Cresce spontanea in praterie secche, steppe, boschetti di montagna, arbusteti xerofili e foreste di conifere, generalmente in un'altitudine compresa tra gli 800 e i 2000 metri. Predilige terreni sabbiosi e ben drenati e esposizioni soleggiate. È una pianta resistente al freddo e si adatta a climi continentali con inverni rigidi ed estati calde e secche. La sua coltivazione si è estesa anche ad altre regioni dell'Asia.
RADICI RACCOLTE IN PRIMAVERA (TAGLIATA A FETTE O POLVERIZZATA) DA PIANTE DI 4-7 ANNI
TERROSO E LEGNOSO, CON LIEVI NOTE DOLCIASTRE (DAI POLISACCARIDI) E UN RETROGUSTO DI FIENO APPENA TAGLIATO. LE RADICI ESSICCATE HANNO UN AROMA PIÙ INTENSO E PUNGENTE.
DOLCIASTRO E TERROSO, CON NOTE LEGNOSE E UN LIEVE RETROGUSTO AMAROGNOLO. LA CONSISTENZA È LEGGERMENTE FIBROSA E FARINOSA.
Polisaccaridi: astragalan I, astragalan II, astragalan III, astragalan IV, arabinogalattani, glucani, ramnogalatturonani
Saponine triterpeniche: astragaloside I, astragaloside II, astragaloside III, astragaloside IV, isoastragaloside I, isoastragaloside II, cycloastragenolo
Flavonoidi: calicosina, calicosina-7-O-glucoside, formononetina, ononina, isorhamnetina, quercetina, kaempferolo
Isoflavoni: calicosina, formononetina, daidzeina, biochanina A
Aminoacidi e derivati: asparagina, acido gamma amminobutirrico, arginina, prolina
Fitosteroli: beta sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Acidi fenolici: acido ferulico, acido caffeico, acido p-idrossibenzoico, acido protocatecuico
Oligoelementi e minerali: selenio, zinco, ferro, rame, manganese
Oli volatili e composti aromatici: aldeidi alifatiche, alcoli terpenici, composti fenolici volatili
Bibliografia
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China Astragali Radix Astragalus mongholicus monograph, 2020
European Medicines Agency Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus radix, 2012
Fu Jianping, Wang Zhiqiang, Huang Lixia, Zheng Shilin, Wang Dong, Chen Shilin, Zhang Hongtao, Review of the botanical characteristics phytochemistry and pharmacology of Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus, Journal of Ethnopharmacology, 2014
Li Xiangri, Qu Liang, Dong Yanan, Han Li, Liu Enqiang, Fang Shenghui, Zhang Yizhun, A review of recent research progress on the Astragalus genus, Molecules, 2014
Bratkov Vassil, Shkondrov Angel, Zdraveva Penka, Krasteva Ina, Flavonoids from the genus Astragalus phytochemistry and biological activity, Pharmacognosy Reviews, 2016
Rios Jose Luis, Waterman Peter G, A review of the pharmacology and toxicology of Astragalus species, Phytotherapy Research, 1997
Auyeung Kwok Kit, Han Qing-Bin, Ko Kam Ming, Astragalus membranaceus a review of its protection against inflammation and gastrointestinal cancers, American Journal of Chinese Medicine, 2016
Abdallah Hala M, Osman Ahmed M, Comparative phytochemical investigation of Astragalus species and their bioactive constituents, Biochemical Systematics and Ecology, 2011
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: i dati tossicologici disponibili su Astragalus mongholicus indicano un buon profilo di sicurezza alle dosi tradizionali e negli studi clinici, con effetti avversi rari e generalmente lievi; le evidenze derivano da studi clinici e osservazionali su preparazioni fitoterapiche e da dati farmacologici sperimentali, senza segnalazioni di tossicità significativa nell’uso corretto
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: esistono studi clinici e revisioni sistematiche su preparazioni contenenti Astragalus mongholicus, prevalentemente in associazione con altre piante o in estratti standardizzati (polisaccaridi, astragalosidi), con effetti immunomodulanti e di supporto metabolico; tuttavia i dati sono eterogenei, spesso non isolano la specie singola o riguardano specifiche frazioni estrattive, rendendo l’efficacia non generalizzabile all’intera droga vegetale
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Esistono evidenze cliniche controllate e revisioni sistematiche relative all’uso di Astragalus mongholicus Bunge come coadiuvante in pazienti oncologici, in particolare in associazione a chemioterapia. Gli studi clinici, prevalentemente randomizzati ma spesso con eterogeneità metodologica, indicano un miglioramento della qualità della vita, una riduzione degli effetti collaterali della chemioterapia e un possibile supporto immunitario. Il livello di evidenza è moderato, con limiti legati alla qualità degli studi e alla variabilità degli estratti utilizzati.
Sono disponibili studi clinici e meta analisi che suggeriscono un effetto immunomodulante in condizioni di immunodepressione o infezioni ricorrenti, con aumento di alcuni parametri immunitari come linfociti e attività fagocitaria; tuttavia, la standardizzazione degli estratti e la qualità metodologica restano variabili.
Sono presenti dati clinici preliminari sull’effetto nel controllo glicemico in pazienti con diabete mellito tipo 2, con studi randomizzati che mostrano una riduzione della glicemia e miglioramento della sensibilità insulinica; tuttavia, i risultati non sono uniformi e richiedono conferma.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
È documentata un’attività immunomodulante attraverso studi in vitro e in vivo su modelli animali, con stimolazione della risposta immunitaria innata e adattativa, inclusa l’attivazione dei macrofagi e la modulazione delle citochine.
Sono presenti studi in vitro e in vivo animale che dimostrano attività antinfiammatoria mediante modulazione di mediatori proinfiammatori e vie di segnalazione intracellulari; tali effetti risultano coerenti con l’uso tradizionale ma non completamente confermati clinicamente.
Attività antiossidante evidenziata in vitro e in modelli animali, con riduzione dello stress ossidativo e protezione da danno cellulare, attribuita principalmente a flavonoidi e saponine triterpeniche.
Effetti nefroprotettivi documentati in modelli animali, con riduzione della proteinuria e miglioramento della funzione renale, in particolare in modelli di nefropatia diabetica; evidenza limitata a studi preclinici.
Attività cardioprotettiva osservata in modelli animali, con effetti su stress ossidativo, infiammazione e funzione endoteliale; mancano conferme cliniche robuste.
Effetti epatoprotettivi dimostrati in studi animali con riduzione del danno epatico indotto da tossine; evidenza limitata a modelli sperimentali.
Attività antivirale e antimicrobica osservata principalmente in vitro, con dati non sufficienti per una trasposizione clinica.
Uso storico e nella tradizione
Utilizzo come tonico generale e adattogeno nella medicina tradizionale cinese, impiegato per migliorare la resistenza allo stress e la vitalità.
Uso tradizionale come rinforzante del sistema immunitario e per la prevenzione delle infezioni ricorrenti.
Impiego per disturbi digestivi e come supporto in condizioni di affaticamento cronico.
Utilizzo tradizionale come coadiuvante nelle malattie croniche debilitanti.
European Medicines Agency Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus radix, 2012
Auyeung Kwok Kit, Han Qing-Bin, Ko Kam Ming, Astragalus membranaceus a review of its protection against inflammation and gastrointestinal cancers, American Journal of Chinese Medicine, 2016
Fu Jianping, Wang Zhiqiang, Huang Lixia, Zheng Shilin, Wang Dong, Chen Shilin, Zhang Hongtao, Review of the botanical characteristics phytochemistry and pharmacology of Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus, Journal of Ethnopharmacology, 2014
Zhang Wei, Wang Xue, Chen Tao, Astragalus membranaceus in immunomodulation a systematic review of randomized controlled trials, Phytotherapy Research, 2012
McCulloch Michael, See Ching, Shu Xiaoying, Broffman Matthew, Kramer Andrew, Fan Wenyu, Gao Jian, Chinese herbal medicine and fluorouracil based chemotherapy for colorectal cancer a meta analysis of randomized controlled trials, Journal of Clinical Oncology, 2006
Liu Jiahui, Wang Shasha, Zhang Ying, Fan Hongbo, Lin Haixia, Traditional Chinese medicine and cancer immunotherapy a review of Astragalus polysaccharides, Frontiers in Pharmacology, 2020
Zhao Kai, Li Qi, Zhang Fan, Wang Yufei, Astragalus polysaccharides attenuate diabetic nephropathy a systematic review and meta analysis of animal studies, Biomedicine and Pharmacotherapy, 2019
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE INTERFERENZA CON TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE DOCUMENTATA DA EVIDENZE IN VITRO E IN VIVO ANIMALE E SUPPORTATA DA STUDI CLINICI SU PREPARAZIONI CONTENENTI ASTRAGALUS MONGHOLICUS, CON ATTIVITÀ IMMUNOSTIMOLANTE ATTRIBUITA A POLISACCARIDI E SAPONINE TRITERPENICHE; L’USO CONCOMITANTE RICHIEDE CAUTELA PER POTENZIALE ANTAGONISMO FARMACODINAMICO.
POSSIBILE MODULAZIONE DELLA GLICEMIA OSSERVATA IN STUDI IN VIVO ANIMALE E IN STUDI CLINICI SU PREPARAZIONI CONTENENTI LA SPECIE, CON EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE LIEVE; NEI SOGGETTI IN TRATTAMENTO ANTIDIABETICO È INDICATO MONITORAGGIO GLICEMICO PER RISCHIO TEORICO DI POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO FARMACOLOGICO.
POSSIBILE INTERAZIONE CON FARMACI CARDIOVASCOLARI DOCUMENTATA DA STUDI SPERIMENTALI IN VIVO E DA DATI CLINICI SU FORMULAZIONI COMBINATE CONTENENTI ASTRAGALUS MONGHOLICUS, CON EFFETTI SU PRESSIONE ARTERIOSA E FUNZIONE ENDOTELIALE; LA RILEVANZA CLINICA SPECIFICA PER LA SPECIE ISOLATA RIMANE NON COMPLETAMENTE DEFINITA.
POSSIBILE ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTE BIFASICA CON EFFETTI DIPENDENTI DA DOSE ED ESTRATTO OSSERVATA IN STUDI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO; LA VARIABILITÀ COMPOSITIVA DEGLI ESTRATTI RAPPRESENTA UN LIMITE RILEVANTE PER LA PREVEDIBILITÀ DELL’EFFETTO CLINICO.
LIMITAZIONI DELLE EVIDENZE DISPONIBILI: LA MAGGIOR PARTE DEI DATI CLINICI DERIVA DA PREPARAZIONI COMBINATE DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE E NON CONSENTE ATTRIBUZIONE UNIVOCA DEGLI EFFETTI ALLA SOLA ASTRAGALUS MONGHOLICUS; GLI STUDI SU ESTRATTI STANDARDIZZATI SONO ETEROGENEI E NON SEMPRE COMPARABILI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI CLINICHE SPECIFICHE BEN DEFINITE PER ASTRAGALUS MONGHOLICUS BUNGE SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE; I DATI DISPONIBILI NON EVIDENZIANO CONDIZIONI IN CUI L’USO SIA FORMALMENTE CONTROINDICATO SULLA BASE DI EVIDENZE SCIENTIFICHE ROBUSTE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
ANTIPERTENSIVI
IMMUNOSOPPRESSORI
INSULINA (POTENZIAMENTO)
VACCINI VIVI (ATTENUATI)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato in capsule o compresse
Gli estratti secchi di Astragalus mongholicus Bunge sono generalmente titolati in polisaccaridi totali oppure in saponine triterpeniche espresse come astragaloside IV. Le titolazioni più comuni in ambito fitoterapico sono comprese tra 20 percento e 40 percento di polisaccaridi oppure tra 0,1 percento e 0,5 percento di astragaloside IV, considerati marker di attività immunomodulante. La posologia usuale negli studi e nella pratica clinica varia tra 250 mg e 1000 mg al giorno di estratto standardizzato, fino a circa 3000 mg al giorno in equivalenti di droga o estratti concentrati, in funzione della titolazione e dell’indicazione terapeutica
Estratto fluido e tintura madre
Le preparazioni liquide idroalcoliche o gliceriniche sono meno standardizzate ma utilizzate per una maggiore biodisponibilità e flessibilità di dosaggio. Il rapporto droga estratto è variabile e raramente titolato in modo preciso nei prodotti commerciali. La posologia tradizionale si colloca generalmente tra 2 ml e 5 ml fino a tre volte al giorno, adattata in base alla concentrazione e alla finalità terapeutica. La standardizzazione, quando presente, si riferisce indirettamente al contenuto in polisaccaridi o saponine, ma con maggiore variabilità rispetto agli estratti secchi
Estratti titolati in polisaccaridi purificati
Le frazioni polisaccaridiche isolate rappresentano una delle principali forme utilizzate in ricerca farmacologica e in alcuni integratori avanzati. Tali estratti sono standardizzati in polisaccaridi ad alta purezza, responsabili dell’attività immunomodulante documentata in vitro e in vivo. I dosaggi impiegati negli studi variano generalmente tra 500 mg e 1500 mg al giorno, con effetti dose dipendenti sulla modulazione immunitaria e sull’attività antiossidante
Estratti titolati in astragalosidi
Gli estratti arricchiti in astragalosidi, in particolare astragaloside IV, sono utilizzati per finalità più specifiche legate ad attività cardioprotettiva, nefroprotettiva e antiaging in modelli sperimentali. Le titolazioni sono basse per natura della molecola e si collocano tipicamente tra 0,1 percento e 0,5 percento. La posologia varia tra 250 mg e 500 mg al giorno di estratto standardizzato, con utilizzo prevalentemente in ambito integrativo avanzato
Estratti iniettabili e preparazioni farmaceutiche tradizionali
In ambito della medicina tradizionale cinese sono documentate preparazioni iniettabili e formulazioni combinate contenenti Astragalus mongholicus, utilizzate in contesti clinici ospedalieri come coadiuvanti, in particolare in patologie cardiovascolari e metaboliche. Tali preparazioni non sono standard nella fitoterapia occidentale e richiedono contesto medico controllato. Le evidenze indicano effetti dose dipendenti e uso come terapia adiuvante
Preparazioni omeopatiche
Le preparazioni omeopatiche sono ottenute a partire dalla radice e utilizzate secondo la metodologia omeopatica classica in diluizioni variabili, generalmente da basse diluizioni fino a medie diluizioni centesimali. Non esistono standardizzazioni in principi attivi né titolazioni farmacologiche. L’uso è basato su indicazioni omeopatiche tradizionali e non su evidenze farmacologiche dirette della specie.
European Medicines Agency Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus radix, 2012
Fu Jianping, Wang Zhiqiang, Huang Lixia, Zheng Shilin, Wang Dong, Chen Shilin, Zhang Hongtao, Review of the botanical characteristics phytochemistry and pharmacology of Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus, 2014
Zheng Yijun, Ren Weiyu, Zhang Lina, Liu Dongling, Liu Yongqi, A review of the pharmacological action of Astragalus polysaccharide, 2020
Wang Jia, Jia Junying, Song Li, Gong Xue, Xu Jianping, Yang Min, Li Minhui, Extraction structure and pharmacological activities of Astragalus polysaccharides, 2019
Dong Qianyu, Li Zhen, Zhang Qian, Hu Yueyu, Liang Huazheng, Xiong Lize, Astragalus mongholicus bioactive compounds and therapeutic mechanisms, 2022
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Decotto semplice di radice di Astragalus mongholicus
Si utilizza la radice essiccata tagliata in frammenti, in quantità di circa 9 g fino a 15 g per giorno. La droga viene fatta bollire in 250 ml fino a 500 ml di acqua per circa 20 minuti, quindi filtrata. Il decotto può essere assunto una o due volte al giorno. Questa preparazione riflette l’uso tradizionale consolidato ed è coerente con i dosaggi impiegati negli studi farmacologici, in particolare per il supporto immunitario e lo stato di affaticamento.
Decotto sinergico con Angelica sinensis per supporto emopoietico e tonico
Si associa Astragalus mongholicus 9 g con Angelica sinensis 6 g. La miscela viene fatta bollire in circa 400 ml di acqua per 20 minuti. Si assume una volta al giorno. Questa combinazione è documentata nella medicina tradizionale cinese per il supporto della funzione ematopoietica e per condizioni di debolezza generale, con coerenza farmacologica tra polisaccaridi immunomodulanti e composti fenolici.
Decotto con Glycyrrhiza glabra per modulazione immunitaria e respiratoria
Si impiegano 9 g di Astragalus mongholicus e 3 g di Glycyrrhiza glabra in 300 ml di acqua, portando a ebollizione per circa 15 minuti. L’assunzione può essere giornaliera. La presenza della liquirizia contribuisce a un effetto sinergico sul sistema immunitario e sulle mucose respiratorie, supportato da dati farmacologici su entrambe le specie.
Infuso combinato con Zingiber officinale per supporto digestivo e immunitario
Si utilizza polvere o frammenti sottili di Astragalus mongholicus 6 g associati a Zingiber officinale 2 g. Si versa acqua calda non bollente e si lascia in infusione per circa 15 minuti. Si assume una o due volte al giorno. Questa preparazione è adatta quando si desidera una formulazione più leggera e con azione anche digestiva, con razionale farmacologico basato su effetti immunomodulanti e gastroprotettivi.
Decotto con Schisandra chinensis per supporto adattogeno
Si impiegano 9 g di Astragalus mongholicus e 6 g di Schisandra chinensis in 400 ml di acqua, con bollitura per circa 20 minuti. L’assunzione è giornaliera. La combinazione è coerente con l’uso adattogeno tradizionale e supportata da dati sperimentali su modulazione dello stress ossidativo e delle risposte allo stress.
Formulazione erboristica complessa tipo Huang Qi Tang semplificata
Si utilizzano Astragalus mongholicus 12 g, Angelica sinensis 6 g, Glycyrrhiza glabra 3 g e Ziziphus jujuba 3 g. Il tutto viene fatto bollire in circa 500 ml di acqua per 25 minuti. Si assume una volta al giorno. Questa formulazione deriva da schemi tradizionali documentati e presenta una coerenza farmacologica nella combinazione di effetti immunomodulanti, tonici e regolatori del sistema nervoso.
European Medicines Agency Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment report on Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus radix, 2012
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants volume 1, 1999
Fu Jianping, Wang Zhiqiang, Huang Lixia, Zheng Shilin, Wang Dong, Chen Shilin, Zhang Hongtao, Review of the botanical characteristics phytochemistry and pharmacology of Astragalus membranaceus and Astragalus mongholicus, 2014
Auyeung Kwok Kit, Han Qing-Bin, Ko Kam Ming, Astragalus membranaceus a review of its protection against inflammation and gastrointestinal cancers, 2016
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People Republic of China Astragali Radix monograph, 2020
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino Adattogeno per Stress
30 g di Astragalo
20 g di Schisandra (Schisandra chinensis)
10 g di Ginseng (Panax ginseng)
1 litro di vino bianco secco (es. Pinot Grigio)
Preparazione:
Macerare per 40 giorni, filtrare e assumere 20 ml 2 volte al giorno.
Effetti:
Riduzione della fatica cronica (Fitoterapia, 2023).
Avvertenze Importanti
Controindicazioni:
Malattie autoimmuni
Ipertensione non controllata
Terapie con immunosoppressori
Interazioni:
Potenzia l’effetto di immunostimolanti e ipotensivi.
Conservazione:
In bottiglie di vetro scuro, al fresco (max 18°C), per 6 mesi.
Bibliografia:
Chinese Pharmacopoeia (2020). *Monograph on Astragali Radix*.
EMA (2016). *Assessment report on Astragalus membranaceus*.
Nota: Questo preparato è adatto a adulti sani. Per condizioni specifiche, consultare un medico esperto in fitoterapia cinese.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il miele monoflora di Astragalo è spesso considerato un miele di alta qualità, con caratteristiche legate al clima secco e montano delle regioni in cui fiorisce.
Colore: È tipicamente di colore molto chiaro, spesso quasi trasparente o giallo pallido quando liquido. È uno dei mieli più chiari in commercio.
Sapore: Il sapore è delicato, neutro e poco persistente, con una dolcezza pulita e leggera. Non presenta l'aroma pungente o speziato tipico di altri mieli.
Aroma: L'aroma è fine e tenue, talvolta descritto come floreale-balsamico molto sottile.
Cristallizzazione: Tende a cristallizzare in tempi medi, assumendo una consistenza morbida e cremosa.
Curiosità Nutrizionale e Uso
Il miele di astragalo non è solo apprezzato per il suo gusto delicato. Data la natura della pianta (nota per le sue proprietà immunostimolanti e adattogene in fitoterapia), questo miele è spesso associato a benefici per la salute e viene utilizzato non solo come dolcificante ma anche come tonico e coadiuvante del benessere generale.
Astragalus mongholicus Bunge trova un uso culinario tradizionale principalmente nella cucina cinese, dove la radice essiccata viene impiegata come ingrediente funzionale in preparazioni alimentari a scopo tonico e nutrizionale. Non viene generalmente consumata direttamente come alimento principale, ma utilizzata per arricchire brodi e piatti a lunga cottura.
La modalità più comune consiste nell’impiego della radice in zuppe e decotti alimentari, spesso in combinazione con carne di pollo, manzo o anatra. Durante la cottura prolungata, i composti idrosolubili come i polisaccaridi vengono estratti nel brodo, conferendo al preparato un valore nutrizionale e funzionale legato alla tradizione medicinale.
Un utilizzo diffuso è nelle cosiddette zuppe toniche, preparate con Astragalus mongholicus, Ziziphus jujuba e talvolta Angelica sinensis, dove la radice contribuisce a un sapore leggermente dolce e terroso. In queste preparazioni la radice viene rimossa prima del consumo, analogamente a una spezia da estrazione.
In alcune tradizioni regionali la radice viene aggiunta anche a risi o stufati, sempre con cottura prolungata, per sostenere l’apporto energetico e la resistenza fisica secondo la dietetica tradizionale cinese. L’uso è particolarmente frequente nei periodi freddi o in condizioni di convalescenza.
Dal punto di vista gastronomico, Astragalus mongholicus non è considerata una spezia aromatica intensa ma piuttosto un ingrediente funzionale che arricchisce il profilo nutrizionale dei piatti senza alterarne significativamente il gusto, mantenendo un ruolo intermedio tra alimento e rimedio tradizionale.
Astragalus mongholicus Bunge è una delle specie principali identificate con il nome tradizionale Huang Qi nella medicina cinese, termine che significa letteralmente “energia gialla” o “energia vitale gialla”, in riferimento sia al colore della radice sia al concetto di tonificazione del Qi nella teoria medica classica.
La pianta è utilizzata da oltre duemila anni nella medicina tradizionale cinese ed è citata in testi fondamentali come lo Shennong Bencao Jing, dove veniva classificata tra le erbe superiori, cioè quelle considerate adatte a un uso prolungato per rafforzare l’organismo senza effetti tossici significativi.
Storicamente veniva impiegata soprattutto per rafforzare le difese contro le malattie stagionali e per migliorare la resistenza fisica nei lavoratori e nei soldati, anticipando concettualmente l’idea moderna di adattogeno.
Nella tradizione medica cinese è spesso associata ad altre piante come Angelica sinensis e Glycyrrhiza glabra in formulazioni complesse, con una logica di sinergia funzionale che oggi trova parziale riscontro nelle interazioni tra composti bioattivi come polisaccaridi e flavonoidi.
Una curiosità rilevante riguarda il suo utilizzo alimentare oltre che medicinale, poiché la radice è talvolta inserita in zuppe toniche consumate regolarmente in alcune regioni della Cina, evidenziando la continuità tra alimento e rimedio terapeutico nella cultura asiatica.
Nel contesto moderno, Astragalus mongholicus ha attirato l’interesse scientifico internazionale soprattutto per i suoi polisaccaridi immunomodulanti e per l’astragaloside IV, una saponina studiata anche per i potenziali effetti sull’invecchiamento cellulare e sulla regolazione della telomerasi.
Nonostante l’ampia diffusione, esiste una certa confusione tassonomica e commerciale tra Astragalus mongholicus e Astragalus membranaceus, spesso utilizzati come sinonimi nella pratica erboristica, sebbene siano specie botanicamente distinte ma farmacologicamente sovrapponibili.