ERBACEA ANNUALE O BIENNALE ALTA 10-50 CM, CON FUSTO ERETTO, SEMPLICE O RAMIFICATO, PUBESCENTE. FOGLIE BASALI IN ROSETTA, PENNATOSETTE O LOBATE; FOGLIE CAULINE LANCEOLATE, SESSILI, AMPLESSICAULI. FIORI PICCOLI, BIANCHI, TETRAMERI, RIUNITI IN RACEMI ALLUNGATI. FRUTTO È UNA SILIQUETTA TRIANGOLARE APPIATTITA A FORMA DI BORSA DI PASTORE, CONTENENTE NUMEROSI PICCOLI SEMI.
Pianta erbacea annuale o biennale cosmopolita, ampiamente diffusa in tutto il mondo. È una specie pioniera che colonizza facilmente habitat disturbati e aperti, come campi arati, bordi stradali, giardini, pascoli, aree ruderali, discariche e fessure di pavimenti. Si adatta a una vasta gamma di tipi di suolo, da sabbiosi a argillosi, e a diverse condizioni di pH, anche se predilige terreni ben drenati e ricchi di sostanze nutritive. La borsa del pastore è una pianta eliofila, che prospera in pieno sole, ma può tollerare anche una leggera ombra. La sua rapida crescita, la capacità di produrre numerosi semi in breve tempo e la facilità di dispersione dei semi contribuiscono alla sua elevata capacità di colonizzazione e alla sua ubiquità.
Motivazione: dati tossicologici disponibili indicano buona tollerabilità alle dosi tradizionali con effetti avversi rari e lievi; la presenza di amine biogene e glucosinolati suggerisce cautela ma non sono documentati effetti tossici rilevanti in condizioni d’uso corretto, evidenze derivate da studi farmacologici e osservazioni etnobotaniche
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: supportata da uso fitoterapico consolidato come emostatico uterino e vasocostrittore periferico, con evidenze farmacologiche dirette sulla specie comprendenti studi in vitro e in vivo animale che documentano effetti sull’attività contrattile uterina e sulla coagulazione; assenza di studi clinici controllati limita la classificazione superiore
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche specifiche per Capsella bursa-pastoris (L.) Medicus che consentano di confermare in modo rigoroso proprietà terapeutiche nell’uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività emostatica con indicazione nel controllo di sanguinamenti minori e disordini emorragici funzionali; evidenza derivante da studi farmacologici in vitro e in vivo animale che documentano effetti sulla vasocostrizione e sulla modulazione dei processi emocoagulativi, oltre a uso fitoterapico consolidato.
Attività uterotonica con indicazione nel supporto a condizioni di atonia uterina e menorragia funzionale; evidenza farmacologica diretta in vitro e in vivo animale che dimostra incremento della contrattilità della muscolatura uterina attribuibile a amine biogene e altri costituenti attivi.
Attività vasocostrittrice periferica con possibile indicazione in condizioni di iperemia e fragilità capillare; evidenza sperimentale in vivo animale e correlazione con la presenza di amine vasoattive.
Attività antiinfiammatoria con possibile indicazione in stati infiammatori lievi; evidenza in vitro su estratti della pianta con inibizione di mediatori proinfiammatori, dati limitati e non confermati in modelli clinici.
Attività antimicrobica con possibile indicazione in infezioni lievi; evidenza in vitro su estratti con attività verso ceppi batterici selezionati, senza conferma in vivo o clinica.
Attività diuretica con possibile indicazione in ritenzione idrica lieve; evidenza limitata derivante da osservazioni sperimentali e uso tradizionale coerente, non supportata da studi quantitativi robusti.
Uso storico e nella tradizione
Impiego tradizionale come emostatico nelle emorragie uterine e nelle epistassi.
Uso tradizionale come regolatore del ciclo mestruale e nelle menorragie.
Utilizzo popolare come diuretico e depurativo.
Impiego tradizionale nelle affezioni gastrointestinali lievi e come astringente.
Uso tradizionale come cicatrizzante in applicazioni topiche su ferite superficiali.
European Medicines Agency, Assessment report on Capsella bursa-pastoris (L.) Medik., 2010
Huang T., Sun X., Xie W., Wang J., Phytochemical and pharmacological review of Capsella bursa-pastoris, 2019
Blazevic I., Mastelic J., Chemical composition and biological activity of Capsella bursa-pastoris, 2008
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE VALIDATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O STUDI OSSERVAZIONALI SPECIFICI SULLA SPECIE CAPSELLA BURSA-PASTORIS (L.) MEDICUS; LE EVIDENZE DIRETTE RISULTANO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE CONTROINDICAZIONI CERTE E SPECIFICHE.
POSSIBILE ATTIVITÀ UTEROTONICA CON RISCHIO TEORICO DI STIMOLAZIONE DELLA MUSCOLATURA UTERINA; EVIDENZA FARMACOLOGICA DIRETTA IN VITRO E IN VIVO ANIMALE CHE DOCUMENTA AUMENTO DELLA CONTRATTILITÀ UTERINA ATTRIBUITO A COMPOSTI ATTIVI COME AMINE BIOGENE E FRAZIONI PEPTIDICHE.
POSSIBILE INTERFERENZA CON LA COAGULAZIONE EMATICA; EVIDENZA FARMACOLOGICA SPERIMENTALE DIRETTA SULLA SPECIE CHE INDICA ATTIVITÀ EMOSTATICA E VASOCOSTRITTRICE, CON POTENZIALE MODULAZIONE DEI PROCESSI EMOCOAGULATIVI.
PRESENZA DI AMINE BIOGENE QUALI TIRAMINA E ISTAMINA CON POTENZIALE EFFETTO VASOMOTORIO; EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA DIRETTA, CON PLAUSIBILITÀ DI EFFETTI SU PRESSIONE ARTERIOSA E TONO VASCOLARE, SEBBENE NON SUPPORTATA DA STUDI CLINICI.
PRESENZA DI GLUCOSINOLATI E DERIVATI ISOTIOCIANATI CON POTENZIALE ATTIVITÀ BIOLOGICA SISTEMICA; EVIDENZA FITOCHIMICA E SPERIMENTALE DIRETTA, CON POSSIBILE IMPATTO SU METABOLISMO CELLULARE E MUCOSE, NON COMPLETAMENTE CARATTERIZZATO IN VIVO UMANO.
I DATI DISPONIBILI SONO PREVALENTEMENTE PRECLINICI E FITOCHIMICI; MANCANO STUDI CLINICI CONTROLLATI CHE CONSENTANO UNA DEFINIZIONE QUANTITATIVA DEL RISCHIO, PERTANTO LE AVVERTENZE DERIVANO DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA SULLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ANTIPERTENSIVI
ASPIRINA
DIURETICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
OSSITOCICI E UTEROTONICI SINTETICI
SIMPATICOMIMETICI
TROMBOLITICI
UTEROTONICI
VASOCOSTRITTORI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato o spray-dried ottenuto dalla parte aerea, standardizzato in flavonoidi totali espressi come quercetina o in derivati fenolici. I prodotti disponibili non presentano una titolazione universalmente riconosciuta e validata clinicamente, tuttavia in ambito fitoterapico si utilizzano estratti con titolo indicativo in flavonoidi totali compreso tra 1 e 2 percento. Posologia generalmente compresa tra 300 e 800 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni, in funzione della concentrazione dell’estratto e dell’obiettivo terapeutico emostatico o vascolare.
Estratto idroalcolico fluido con rapporto droga estratto generalmente 1:1 oppure 1:2, ottenuto con etanolo a gradazione variabile tra 45 e 70 percento. Non esiste una standardizzazione ufficiale dei marcatori attivi, ma l’attività è correlata alla presenza di amine biogene, flavonoidi e peptidi vasoattivi. Posologia tipica compresa tra 2 e 4 ml due o tre volte al giorno, modulata in base all’indicazione e alla risposta individuale.
Tintura madre secondo farmacopea, preparata da pianta fresca con rapporto droga estratto 1:10 in etanolo circa 60 percento. Utilizzata tradizionalmente per effetti emostatici e uterotonici. Posologia usuale tra 20 e 50 gocce una o due volte al giorno, con impiego limitato nel tempo e sotto controllo nei casi di uso ginecologico.
Estratto secco titolato in peptidi attivi o frazioni proteiche a basso peso molecolare, raramente disponibile commercialmente e non standardizzato secondo monografie ufficiali. Le evidenze sperimentali suggeriscono un ruolo di tali frazioni nell’attività emostatica, ma non esistono parametri di titolazione condivisi né posologie validate clinicamente. L’uso è quindi limitato a preparazioni sperimentali o integratori non standardizzati.
Preparazioni omeopatiche derivate da Capsella bursa-pastoris, generalmente in diluizioni dalla D1 alla D6 o dalla CH3 alla CH9, ottenute dalla tintura madre. Indicate nella tradizione omeopatica per disturbi emorragici e ginecologici funzionali. Posologia variabile in base alla diluizione, tipicamente da una a più somministrazioni giornaliere secondo prescrizione omeopatica, senza correlazione diretta con contenuto fitochimico attivo.
European Medicines Agency, Assessment report on Capsella bursa-pastoris (L.) Medik., 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Blazevic I., Mastelic J., Chemical composition and biological activity of Capsella bursa-pastoris, 2008
Huang T., Sun X., Xie W., Wang J., Phytochemical and pharmacological review of Capsella bursa-pastoris, 2019
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso emostatico semplice ottenuto da Capsella bursa-pastoris parte aerea essiccata 2 grammi in 150 millilitri di acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione fino a due o tre volte al giorno per brevi periodi in caso di manifestazioni emorragiche lievi o funzionali, con impiego prudente e limitato nel tempo.
Decotto concentrato a scopo emostatico ottenuto da Capsella bursa-pastoris 5 grammi in 200 millilitri di acqua, portando a ebollizione per circa 10 minuti e filtrando. Assunzione una o due volte al giorno per brevi cicli, utilizzato nella tradizione fitoterapica per effetti vasocostrittori e uterotonici, con cautela in soggetti sensibili.
Infuso combinato per disturbi del ciclo mestruale con Capsella bursa-pastoris 1,5 grammi, Achillea millefolium 1,5 grammi e Alchemilla vulgaris 1 grammo in 200 millilitri di acqua bollente, infusione di 10 minuti. Assunzione due volte al giorno nei giorni precedenti e durante il ciclo, sulla base di uso fitoterapico consolidato con supporto farmacologico per attività emostatica e regolatrice uterina.
Infuso per fragilità capillare e lievi insufficienze venose con Capsella bursa-pastoris 1 grammo, Hamamelis virginiana 1,5 grammi e Vitis vinifera foglie 1,5 grammi in 200 millilitri di acqua bollente, infusione di 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno per cicli brevi, basata su uso tradizionale coerente con attività vasoprotettiva dei componenti associati.
Infuso per lievi disturbi urinari e ritenzione idrica con Capsella bursa-pastoris 1 grammo, Betula pendula foglie 1,5 grammi e Solidago virgaurea 1,5 grammi in 200 millilitri di acqua bollente, infusione di 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno per periodi limitati, con finalità di supporto diuretico basato su evidenze sperimentali per le specie associate.
Infuso per irritazioni del cavo orale e gengive con Capsella bursa-pastoris 2 grammi in 150 millilitri di acqua bollente, infusione di 10 minuti, utilizzato per sciacqui o gargarismi due o tre volte al giorno. Uso topico tradizionale supportato da proprietà astringenti e antimicrobiche osservate in studi sperimentali.
European Medicines Agency, Assessment report on Capsella bursa-pastoris (L.) Medik., 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Blazevic I., Mastelic J., Chemical composition and biological activity of Capsella bursa-pastoris, 2008
Huang T., Sun X., Xie W., Wang J., Phytochemical and pharmacological review of Capsella bursa-pastoris, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale a base di Capsella bursa-pastoris ottenuto per macerazione della parte aerea essiccata in vino. Si utilizzano circa 50 grammi di droga vegetale in un litro di vino rosso a gradazione medio alta, lasciando macerare a freddo per circa 10-15 giorni in recipiente chiuso, agitando periodicamente, quindi filtrando e conservando in vetro scuro. L’uso tradizionale prevede l’assunzione di circa 30-50 millilitri al giorno per brevi periodi, in particolare durante il ciclo mestruale in caso di flussi abbondanti o come supporto emostatico funzionale. Tale preparazione è documentata nella letteratura galenica e negli usi fitoterapici tradizionali europei, senza evidenze cliniche controllate
Vino medicato con estratto fluido di Capsella bursa-pastoris secondo formulazioni galeniche classiche. Si prepara aggiungendo circa 180 grammi di estratto fluido a 700 grammi di vino bianco, con eventuale aggiunta di sciroppo semplice per migliorare la palatabilità. La preparazione viene omogeneizzata e conservata in contenitore chiuso. L’assunzione tradizionale è di 2-3 piccoli bicchieri al giorno, in relazione all’indicazione emostatica o uterotonica. Questa forma rappresenta una preparazione farmaceutica storica, oggi raramente utilizzata, con evidenza limitata a fonti farmacognostiche e testi classici
Preparazione idroalcolica assimilabile a vino medicinale diluito, ottenuta per macerazione della pianta fresca o secca in soluzione idroalcolica a bassa gradazione. Sebbene tecnicamente classificata come tintura o estratto fluido, rappresenta una forma affine al vino medicinale per modalità estrattiva e uso tradizionale. L’impiego prevede dosaggi frazionati nell’arco della giornata, generalmente sotto forma di gocce diluite, con indicazioni analoghe alle preparazioni vinose tradizionali. Le evidenze sono di tipo farmacologico e tradizionale, senza validazione clinica diretta
European Medicines Agency, Assessment report on Capsella bursa-pastoris (L.) Medik., 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Benigni R., Capra C., Cattorini P., Piante Medicinali Chimica Farmacologia e Terapia, 1962
Blazevic I., Mastelic J., Chemical composition and biological activity of Capsella bursa-pastoris, 2008
Huang T., Sun X., Xie W., Wang J., Phytochemical and pharmacological review of Capsella bursa-pastoris, 2019
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Pianta mellifera minore, visitata dalle api soprattutto in primavera.
Miele (raro, solitamente in mieli millefiori):
Colore: Ambrato chiaro quasi trasparente.
Aroma: Delicato, con note erbacee e un leggero sentore floreale.
Sapore: Dolce ma fresco, con retrogusto leggermente speziato (influenza dei composti fenolici).
Cristallizzazione: Molto lenta, tende a rimanere liquido.
Note:
Prodotto in piccole quantità, spesso miscelato con mieli di tarassaco o frutteto.
Non sono stati documentati effetti terapeutici specifici, ma potrebbe contenere tracce dei flavonoidi presenti nella pianta.
Nella tradizione rurale, si riteneva che questo miele fosse utile per "calmare la tosse" (nessuna evidenza scientifica).
1. Foglie giovani (crude o cotte)
In insalata:
Le foglie tenere, raccolte prima della fioritura, hanno un sapore piccante e leggermente amaro (simile alla rucola).
Si abbinano a: noci, formaggi caprini, cetrioli.
Cotte:
Saltate in padella con aglio e olio (come gli spinaci).
Aggiunte a zuppe o minestre (ricche di vitamina C e minerali).
2. Semi (usati come spezia)
Aroma: Piccante, simile al pepe.
Uso:
Macinati come sostituto del pepe (tradizione nord-europea).
Aggiunti a pane o focacce per un tosto aromatico.
3. Fiori (decorazione commestibile)
Sapore: Dolce e delicato.
Usi:
Guarnizione per insalate o dessert.
Cristallizzati con zucchero per decorare torte.
4. Radici (uso tradizionale)
Essiccate e macinate:
Mescolate alla farina per un pane rustico (usato in periodi di carestia).
Curiosità storiche
In Giappone (dove è chiamata Nazuna), è un ingrediente del "Nanakusa-gayu", un porridge rituale di 7 erbe.
Nella tradizione contadina italiana, le foglie erano usate per frittate primaverili.
Avvertenze
Evitare le piante raccolte vicino a strade o campi trattati.
Moderare il consumo: l’eccesso di tannini può causare irritazione gastrica.
Prova questa ricetta:
Frittata di Borsapastore
Sbatti 4 uova con foglie giovani tritate (1 manciata), sale e pepe.
Cuoci in padella con olio EVO. Servi con scaglie di parmigiano.
Sono quelle che hanno capacità di favorire l'arresto di emorragie esterne (ferite, ecc.) o interne (epistassi, emottisi, gastrorragie, enterorragie, ecc.). Queste piante si possono classificare in:
a) droghe emostatiche per vasocostrizione, che a loro volta in base al meccanismo di azione si suddividono in:
1- vasocostrittori agenti con meccanismo centrale nervoso, quando eccitano il centro bulbare vasocostrittore (Idraste);
2- vasocostrittori con meccanismo nervoso periferico, se sono degli eccitanti elettivi delle terminazioni del simpatico (Amamelide);
3- vasocostrittori agenti con meccanismo periferico muscolare, quando aumentano la contrattilità dei vasi sanguigni (Cipresso).
b) droghe emostatiche che aumentano la coagulabilità del sangue attraverso un aumento della concentrazione ematica di Ca-ioni (Equiseto);
c) droghe emostatiche perché aumentano la coagulabilità del sangue attraverso la stimolazione della produzione di piastrine (Borsa pastore); d) droghe emostatiche che agiscono solo per applicazioni locali e droghe ricche in tannini (Ratania, Quercia, Bistorta, Salcerella, Tormentilla)
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Capsella bursa-pastoris deve il suo nome botanico alla caratteristica forma triangolare dei frutti, simile a una borsa pastorale medievale, da cui deriva anche il nome volgare italiano borsa del pastore, diffuso in gran parte d’Europa fin dal Medioevo.
Nella tradizione erboristica europea la pianta è stata storicamente utilizzata come rimedio emostatico d’urgenza, tanto da essere talvolta definita erba dei soldati per l’impiego empirico nel trattamento di ferite e sanguinamenti sul campo di battaglia.
Durante la Prima Guerra Mondiale fu effettivamente impiegata in ambito medico come sostituto di farmaci emostatici non disponibili, in particolare in forma di infuso o estratto, evidenziando un ruolo pragmatico nella fitoterapia di emergenza.
In molte tradizioni popolari europee la pianta era associata simbolicamente al controllo del sangue e della vita, venendo utilizzata anche in rituali protettivi o pratiche magico-mediche legate alla fertilità e alla salute femminile.
Capsella bursa-pastoris è una specie estremamente adattabile e cosmopolita, presente in quasi tutti i continenti, spesso considerata infestante, ma allo stesso tempo una delle piante medicinali spontanee più facilmente reperibili nella storia della fitoterapia.
Dal punto di vista alimentare, in diverse culture asiatiche, in particolare in Cina e Giappone, le giovani foglie sono state tradizionalmente consumate come verdura selvatica, inserendosi sia nella dieta sia nella medicina tradizionale locale.
In farmacognosia storica la pianta è stata oggetto di interesse per la presenza di ammine biogene e peptidi vasoattivi, elementi relativamente insoliti per una specie erbacea comune, contribuendo alla sua reputazione come pianta ad azione rapida sul sistema vascolare.
Nel linguaggio dei fiori e nella simbologia popolare europea, la borsa del pastore è stata talvolta associata alla modestia e alla protezione, probabilmente in relazione alla sua diffusione spontanea e alla forma dei frutti evocativa di contenimento e custodia.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Medicines Agency, Assessment report on Capsella bursa-pastoris (L.) Medik., 2010
Blazevic I., Mastelic J., Free and bound volatiles of Capsella bursa-pastoris, 2008
Cartea M.E., Francisco M., Soengas P., Velasco P., Phenolic compounds in Brassicaceae vegetables, 2011
Fahey J.W., Zalcmann A.T., Talalay P., The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, 2001
Huang T., Sun X., Xie W., Wang J., Phytochemical and pharmacological review of Capsella bursa-pastoris, 2019