PIANTA SUCCULENTA PERENNE, CESPITOSA, CON FUSTI BREVI O ASSENTI; FOGLIE CARNOSE, LINEARI-LANCEOLATE, VERDE GLAUCO, DISPOSTE IN ROSETTE DENSE; INFIORESCENZE A RACEMO ERETTO CON FIORI STELLATI GIALLO VIVO; STAMI CON FILAMENTI BARBATI; RADICI FIBROSE E CARNOSE.
DALLA PRIMAVERA ALL’AUTUNNO; NEI CLIMI MITI PUÒ FIORIRE QUASI TUTTO L’ANNO, CON PICCO TRA MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE
ORIGINARIA DELL’AFRICA AUSTRALE E CRESCE IN AMBIENTI ARIDI O SEMI-ARIDI, SU SUOLI SABBIOSI O GHIAIOSI BEN DRENATI, SPESSO IN ZONE ROCCIOSE, PENDII SOLEGGIATI, MACCHIA XEROFILA E PRATERIE APERTE; TOLLERA SICCITÀ, VENTO E SUOLI POVERI, PREDILIGENDO CLIMI CALDI E TEMPERATI.
COINCIDE CON LA PIENA ATTIVITÀ VEGETATIVA E LA FIORITURA, PRINCIPALMENTE DALLA PRIMAVERA ALL’ESTATE, INDICATIVAMENTE TRA APRILE E SETTEMBRE
FOGLIE CARNOSE FRESCHE, TALVOLTA IL GEL MUCILLAGINOSO CONTENUTO NELLE FOGLIE
MOLTO TENUE O ASSENTE, LEGGERMENTE VEGETALE, FRESCO, CON NOTA ACQUOSA E VERDE; TALVOLTA PERCEPIBILE UNA SFUMATURA ERBACEA NEUTRA, NON AROMATICA
BLANDO, LIEVEMENTE AMARO E MUCILLAGINOSO, CON NOTA ACQUOSA E VEGETALE; ASSENZA DI AROMATICITÀ MARCATA, RETROGUSTO NEUTRO LEGGERMENTE ERBACEO
Polisaccaridi mucillaginosi: mucillagini acide, polisaccaridi ramificati idrofili, Antrachinoni e derivati fenolici: aloina, aloeresina, crisofanolici in tracce, Glicosidi fenolici: derivati dell’antracene, composti fenolici semplici,
Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, isoramnetina e loro glicosidi,
Triterpeni: derivati triterpenici pentaciclici, fitosteroli,
Acidi organici: acido malico, acido citrico, acidi carbossilici minori, Saponine: saponine triterpeniche in basse concentrazioni,
Minerali e oligoelementi: calcio, magnesio, potassio, silicio
TOSSICITÀ: NON ANCORA BEN DEFINITA
Motivazione: La sicurezza complessiva di Bulbine frutescens in uso terapeutico non è completamente caratterizzata da studi clinici; evidenze precliniche suggeriscono che estratti non siano tossici in modelli cellulari per la pelle, ma non sono disponibili dati clinici completi sulla tossicità sistemica o per usi prolungati nell’uomo. Pertanto, il profilo di sicurezza non è definito in modo conclusivo per uso terapeutico interno, anche se l’uso tradizionale topico suggerisce tollerabilità a dosi popolari.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Bulbine frutescens è utilizzata tradizionalmente come pianta medicinale, soprattutto per il trattamento di affezioni cutanee e ferite; studi preclinici mostrano che estratti della pianta hanno attività antiossidante, antibatterica e promuovono la guarigione delle ferite e la deposizione di collagene nei modelli sperimentali, sostenendo il suo uso topico tradizionale in rimedi per pelle, ustioni e tagli. Tuttavia, non esistono studi clinici umani solidi e conclusivi che ne confermino un’efficacia terapeutica generale standardizzata.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Phytochemical Profile and Bioactivity of the Methanolic Leaf and Root Extracts of South African Bulbine frutescens.
Bulbine frutescens phytochemical inhibits notch signaling pathway and induces apoptosis in triple negative and luminal breast cancer cells.
Ethnobotany, phytochemistry and pharmacological significance of the genus Bulbine.
An ethnopharmacological review of Bulbine frutescens (L.) Willd. — medicinal plant for skin diseases.
Bulbine natalensis and Bulbine frutescens promote cutaneous wound healing.
The Phytochemical Composition and Molecular Mechanisms Involved in the Wound Healing Attributes of Bulbine Species — A Critical Review.
In vitro anti-HIV and antioxidant potential of Bulbine frutescens.
In vitro profiling and functional assessments of the anti-diabetic capacity of phenolic-rich extracts of Bulbine natalensis and Bulbine frutescens.
Estratti fogliari di Bulbine frutescens mostrano benefici sulla guarigione delle ferite in studi in vivo su modelli animali, con:
aumento della tensile strength (forza di trazione) dei tessuti
maggiore collagene e organizzazione delle fibre
stimolazione della fibroplasia e differenziazione cellulare
Estratti di B. frutescens dimostrano forte attività antiossidante in saggi DPPH e H₂O₂, correlata alla presenza di fenoli e flavonoidi; questa attività è plausibilmente collegata alla promozione della guarigione e alla protezione cellulare contro lo stress ossidativo.
In test in vitro, estratti della pianta inibiscono attività di HIV-1 proteasi e reverse transcriptasi, suggerendo un possibile contributo nell’inibizione di tappe fondamentali della replicazione virale; tuttavia questi risultati restano preliminari e non clinicamente validati.
Alcuni estratti hanno mostrato induzione di apoptosi, arresto del ciclo cellulare e aumento di ROS in linee cellulari di carcinoma mammario umano, con modulazione di geni correlati all’apoptosi e segnalazione Notch; questi risultati sono interessanti ma preliminari e non indicano usi clinici.
In studi di laboratorio, estratti fenolici hanno mostrato inibizione di enzimi glucidici (alpha-amylasi, alpha-glucosidasi, DPP4) e potenziamento della secrezione di insulina in modelli cellulari, suggerendo un potenziale impatto su vie legate al metabolismo glucidico; questi risultati non costituiscono prova clinica di efficacia antidiabetica ma giustificano ulteriori ricerche.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE O ALLERGIA ALLE ASPHODELACEAE, USO INTERNO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI, PATOLOGIE GASTROINTESTINALI INFIAMMATORIE ACUTE, INSUFFICIENZA EPATICA, USO CONCOMITANTE DI LASSATIVI STIMOLANTI, ETÀ PEDIATRICA
USO FITOTERAPICO PREVALENTEMENTE ESTERNO, L’ASSUNZIONE INTERNA DEVE ESSERE LIMITATA E SOTTO CONTROLLO ESPERTO, POSSIBILE EFFETTO IRRITANTE GASTROINTESTINALE SE INGERITA IN QUANTITÀ ECCESSIVE, EVITARE L’APPLICAZIONE SU FERITE PROFONDE O INFETTE, SOSPENDERE IN CASO DI IRRITAZIONE CUTANEA PERSISTENTE, NON UTILIZZARE COME SOSTITUTO DI TERAPIE MEDICHE CONVENZIONALI, VERIFICARE LA CORRETTA IDENTIFICAZIONE BOTANICA DELLA SPECIE
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
EPATOTOSSICI
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
1) Gel o succo fogliare naturale
Estrazione semplice dell’esudato delle foglie fresche, spesso impiegato topicamente per ferite, ustioni, irritazioni cutanee e problemi dermatologici minori sulla base di tradizione etnobotanica. L’efficacia è coerente con la promozione della cicatrizzazione e con l’attività antiossidante attribuita ai metaboliti fenolici.
Posologia d’uso: applicare uno strato sottile sulla zona interessata 1–3 volte al giorno.
2) Estratti idroalcolici standardizzati (tintura)
Preparazioni liquide ottenute tramite macerazione in alcol/acqua della pianta intera o delle foglie. Utilizzate per uso topico o come base per formulazioni cosmetiche.
La standardizzazione può essere riferita al contenuto di principi fenolici totali o a composti caratteristici come alcune anthraquinoni/xanthoni identificati nei profili chimici.
Posologia d’uso (topico): 10–30 gocce in soluzione/gel o fino a 3 applicazioni al giorno sulla pelle pulita.
3) Estratti secchi titolati
Polveri di estratto secco di foglie o radici, potenzialmente titolati in fenoli o altri metaboliti marker, utilizzabili come ingredienti di integratori (compresse/capsule) o cosmeceutici.
A livello commerciale sono rari e solitamente associati ad altre piante per prodotti multicomplessi. La ricerca di marcatori come anthraquinoni mediante tecniche UHPLC-MS aiuta a garantire la qualità.
Posologia ipotetica (orale di estratto secco): in assenza di studi clinici solidi, se usato come complemento, dosaggi tipici utilizzati per estratti vegetali simili vanno da 100 a 300 mg al giorno; tuttavia, non esiste consenso clinico sulla posologia per Bulbine frutescens.
4) Formulazioni cosmetiche con estratto stabilizzato
Creme, lozioni, gel o sieri per uso cosmetico contenenti estratto di Bulbine frutescens come attivo per la cura della pelle: idratazione, elasticità cutanea, antiossidante, lenitivo. Queste formulazioni sono in genere standardizzate per il contenuto di estratto vegetale purificato.
Posologia d’uso: applicare una o due volte al giorno su aree cutanee asciutte (viso/corpo) secondo le istruzioni del produttore.
5) Preparati topici specifici (creme, unguenti)
Alcuni estratti sono formulati con eccipienti (emulsionanti, idratanti) per ferite, arrossamenti, micosi cutanee o irritazioni. La letteratura brevettuale descrive estratti arricchiti e stabilizzati (talvolta con aggiunta minima di perossido) per favorire la guarigione e la barriera cutanea.
Posologia d’uso: secondo l’indicazione del prodotto, tipicamente 2–3 applicazioni/giorno.
Avvertenze generali
La posologia orale specifica per Bulbine frutescens non è definita da studi clinici solidi.
L’uso orale di estratti secchi o integratori va considerato solo sotto supervisione di un professionista sanitario e con prodotti di qualità controllata.
Il profilo di sicurezza non è ben caratterizzato in umani; pertanto dosaggi elevati o prolungati possono comportare rischi sconosciuti.
Le formulazioni per uso cutaneo e cosmetico sono di gran lunga le più documentate e tradizionalmente utilizzate.
Bibliografia
Phytochemical Profile and Bioactivity of the Methanolic Leaf and Root Extracts of South African Bulbine frutescens – Teffo, Dukhan, Ramalepe & Risenga
C hemical Profiling and Characterization of Anthraquinones from Two Bulbine Species and Dietary Supplements Using Liquid Chromatography–High Resolution Mass Spectrometry
Bulbine natalensis and Bulbine frutescens promote cutaneous wound healing – Pather et al.
In vitro anti-HIV and antioxidant potential of Bulbine frutescens
Ethnobotany, phytochemistry and pharmacological significance of the genus Bulbine – review
The Phytochemical Composition and Molecular Mechanisms Involved in the Wound Healing Attributes of Bulbine Species – critical review
Development and validation of a UHPLC-PDA-MS method for the quantitative analysis of anthraquinones in Bulbine extracts
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
1. Tisana semplice di Bulbine frutescens
Una tisana può essere preparata con foglie fresche o essiccate della pianta.
Preparazione: 1–2 cucchiaini di foglie essiccate in 200–250 ml di acqua bollente, lasciare in infusione 5–10 minuti, filtrare e bere.
Dosaggio orientativo: 1 tazza al giorno.
Indicazioni tradizionali: impiegata per favorire la digestione leggera, supporto generale, attività antiossidante e lievi disturbi infiammatori del tratto digerente. L’impiego interno tradizionale è documentato in alcune fonti etnobotaniche, ma senza evidenze cliniche robuste.
2. Tisana lenitiva per la pelle e il sistema immunitario
Bulbine frutescens – foglie essiccate: 1–alendula officinalis – fiori essiccati: 1 g
Camomilla (Matricaria chamomilla) – fiori: 1 g
Preparazione: infusione in 250 ml di acqua bollente per 10 minuti, filtrare e bere 1 volta al giorno.
Indicazioni tradizionali: sostegno alla funzione antinfiammatoria generale, supporto immunitario leggero, lenitivo per mucose e pelle. La calendula e la camomilla sono erbe tradizionali con profili di sicurezza consolidati in tisane. La combinazione con B. frutescens può integrare la componente antiossidante e antinfiammatoria.
3. Tisana digestiva e antiossidante
Bulbine frutescens – foglie essiccate: 1–2 g
Zenzero (Zingiber officinale) – radice fresca o essiccata: 1 g
Finocchio (Foeniculum vulgare) – semi: 1 g
Preparazione: infusione in 250 ml di acqua bollente per 8–10 minuti, filtrare, bere 1 tazza dopo i pasti.
Indicazioni tradizionali: sollievo per disturbi digestivi, sensazione di gonfiore e attività antiossidante generale. Lo zenzero e il finocchio sono usati in fitoterapia per la funzione digestiva; l’aggiunta di B. frutescens può contribuire alla quota antiossidante.
AVVERTENZE E SICUREZZA
Uso interno: la documentazione scientifica non supporta con solide prove l’uso interno di Bulbine frutescens come tisana medicinale. L’impiego è principalmente topico per la pelle.
Dosaggi erboristici: quelli sopra indicati sono orientativi e si basano su tradizione erboristica generale; non sostituiscono indicazioni cliniche.
Precauzioni: evitare l’uso interno se si è in gravidanza o allattamento, in caso di condizioni mediche gravi, o se si assumono farmaci; consultare un professionista sanitario esperto in fitoterapia prima dell’uso.
Interazioni: erbe sinergiche come camomilla e finocchio hanno profili di sicurezza più noti, ma possono avere interazioni con farmaci; è buona pratica valutare con un erborista qualificato.
Bibliografia
Phytochemical Profile and Bioactivity of the Methanolic Leaf and Root Extracts of South African Bulbine frutescens – Teffo, Dukhan, Ramalepe & Risenga
An ethnopharmacological review of Bulbine frutescens (L.) Willd. – medicinal plant for skin diseases in the Eastern Cape, South Africa
Ethnobotany, phytochemistry and pharmacological significance of the genus Bulbine – review
Bulbine natalensis and Bulbine frutescens promote cutaneous wound healing – Pather, J.E. et al.
In vitro anti-HIV and antioxidant potential of Bulbine frutescens – Journal of Herbal Medicine
C hemical Profiling and Characterization of Anthraquinones from Two Bulbine Species and Dietary Supplements Using Liquid Chromatography–High Resolution Mass Spectrometry – analysis study
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Specie originaria del Sudafrica, diffusa soprattutto nelle regioni del Capo.
È una pianta tipica di ambienti semi-aridi, costieri e rocciosi, adattata a suoli poveri e siccità prolungate.
Il genere Bulbine prende il nome dal greco bolbos (bulbo), anche se B. frutescens non possiede un vero bulbo, ma radici carnose.
“L’aloe dei poveri”
Tradizionalmente chiamata “poor man’s aloe” o “burn jelly plant”.
Il soprannome deriva dall’uso del gel fogliare come rimedio locale per:
ustioni
ferite
punture di insetti
Questo uso popolare è sorprendentemente coerente con i dati scientifici moderni sulla cicatrizzazione cutanea.
Pianta amica degli impollinatori
I fiori giallo-arancio, ricchi di nettare, attirano:
api
sirfidi
farfalle
Fiorisce per lunghi periodi, rendendola preziosa come risorsa continua in giardini xerofili e contesti urbani.
Resilienza ecologica
Estremamente resistente alla siccità, tollera:
caldo intenso
vento salmastro
suoli sabbiosi o sassosi
È spesso utilizzata nei programmi di:
landscaping sostenibile
giardini a basso consumo idrico
In alcune aree è impiegata come pianta di copertura contro l’erosione.
Interesse scientifico moderno
Pianta “medicinale ma non innocua”
A differenza dell’aloe, l’uso interno non è tradizionalmente diffuso.
Alcune specie del genere Bulbine contengono antrachinoni, motivo per cui:
l’ingestione è stata storicamente evitata
l’uso resta quasi esclusivamente topico
Questo ha contribuito alla reputazione della pianta come “rimedio esterno”.
Diffusione ornamentale globale
Introdotta come pianta ornamentale in:
Australia
Mediterraneo
California
In alcuni contesti è considerata potenzialmente invasiva, grazie alla sua capacità di propagarsi facilmente per divisione.
Curiosità etnobotaniche
In alcune comunità rurali il gel fogliare veniva applicato anche:
sulle mani dei lavoratori
sulla pelle degli animali
Talvolta piantata vicino alle abitazioni come “pianta di pronto soccorso naturale”.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Van Wyk B.E., Wink M., Medicinal Plants of the World, Briza Publications
Van Wyk B.E., Gericke N., People’s Plants: A Guide to Useful Plants of Southern Africa, Briza Publications
Dagne E., Yenesew A., Anthraquinones and Phenolic Compounds from Bulbine Species, Phytochemistry, Elsevier
Moyo M., Aremu A.O., Van Staden J., Medicinal properties and phytochemistry of Bulbine species, Journal of Ethnopharmacology
Grace O.M., South African succulents used in traditional medicine, South African Journal of Botany