QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 24/05/2026
COLOMBO Jateorhiza palmata Miers.
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Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Magnoliidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Menispermaceae
Genere Jateorhiza
Specie Jateorhiza palmata
Famiglia:
Kalumb, Calumba, Columbo, Kalumba, Guvercin, Koku, Otu
LIANA RAMPICANTE, PERENNE, DIOICA, CON GRANDI FOGLIE PALMATE PICCIOLATE. RADICE A TUBERO CARNOSA E FIORI POCO EVIDENTI, QUELLI MASCHILI IN INFIORESCENZE A PANNOCCHIE
STAGIONE UMIDA TROPICALE (NOVEMBRE DICEMBRE FEBBRAIO MARZO IN AFRICA ORIENTALE)
Originaria delle foreste costiere dell'Africa orientale, in particolare del Mozambico e della Tanzania. Cresce in ambienti umidi e ombreggiati delle foreste tropicali, spesso arrampicandosi su altri alberi e arbusti per raggiungere la luce. Predilige suoli ricchi di humus, ben drenati e con elevata umidità ambientale, tipici delle foreste pluviali tropicali di bassa quota.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Hager Hermann, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1979
British Herbal Pharmacopoeia, British Herbal Medicine Association, 1983
Van Wyk Ben-Erik, Wink Michael, Medicinal Plants of the World, 2004
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Iwu Maurice M., Handbook of African Medicinal Plants, 2014
Neuwinger Hans Dieter, African Traditional Medicine A Dictionary of Plant Use and Applications, 2000
Burkill H.M., The Useful Plants of West Tropical Africa, 1985
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: alle dosi fitoterapiche tradizionali correttamente utilizzate la specie presenta generalmente buona tollerabilità e lunga storia d’uso come amaro digestivo. Sono tuttavia possibili effetti indesiderati gastrointestinali legati all’elevato contenuto di principi amari e alcaloidi, soprattutto ad alte dosi o in soggetti sensibili. I dati tossicologici moderni rimangono relativamente limitati, ma non emergono evidenze di tossicità severa nell’uso tradizionale appropriato della droga.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Jateorhiza palmata Miers. possiede un uso fitoterapico tradizionale consolidato come amaro-tonico digestivo e stomachico, supportato da dati farmacologici e fitochimici relativi ai principi amari diterpenici e agli alcaloidi presenti nella radice. Sono disponibili studi sperimentali in vitro e in vivo che documentano attività digestive, eupeptiche, antimicrobiche e amare-toniche coerenti con l’impiego tradizionale della droga. Tuttavia mancano studi clinici controllati moderni e revisioni sistematiche sufficienti per una classificazione superiore.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati moderni, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti a confermare indicazioni terapeutiche clinicamente validate per Jateorhiza palmata Miers. secondo criteri evidence-based contemporanei.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività amaro-tonica e stomachica con impiego tradizionale nei disturbi digestivi ipo-secretivi e nella dispepsia funzionale. Supportata da consolidata tradizione fitoterapica europea e africana, osservazioni farmacognostiche e plausibilità farmacologica correlata ai diterpeni amari e agli alcaloidi presenti nella radice.
Attività eupeptica e stimolante dell’appetito documentata principalmente nella pratica fitoterapica storica e supportata da dati fitochimici relativi ai principi amari della droga. Evidenza farmacologica tradizionale e osservazionale.
Attività antimicrobica verso alcuni microrganismi batterici e fungini osservata in studi sperimentali in vitro su estratti della radice. Le evidenze restano preliminari e non supportano applicazioni cliniche validate.
Attività antidiarroica tradizionale riportata nella medicina africana e coloniale storica. Le evidenze moderne risultano limitate e prevalentemente etnobotaniche o sperimentali indirette.
Attività antinfiammatoria lieve osservata in alcuni modelli sperimentali in vitro correlati ai composti alcaloidici e fenolici della specie. Mancano conferme cliniche.
Attività antimalarica tradizionale storicamente riportata in Africa orientale e in farmacognosia coloniale, ma non confermata da studi clinici moderni adeguati. Le evidenze sperimentali disponibili sono limitate e non conclusive.
Attività antiossidante dimostrata in vitro per estratti ricchi in alcaloidi e composti fenolici. Il significato terapeutico clinico non è stato dimostrato.
Uso storico e nella tradizione
Utilizzo storico come “calumba” o “colombo root” nella farmacognosia europea del XVIII e XIX secolo come amaro digestivo, tonico gastrico e rimedio contro debolezza digestiva e nausea.
Impiego tradizionale africano nei disturbi gastrointestinali, diarrea, inappetenza e stati febbrili.
Uso storico nelle preparazioni amare composte e nei vini medicinali tonici digestivi europei.
Impiego etnobotanico tradizionale come rimedio empirico contro infezioni intestinali e alcune condizioni febbrili tropicali.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
British Herbal Pharmacopoeia, British Herbal Medicine Association, 1983
Van Wyk Ben-Erik, Wink Michael, Medicinal Plants of the World, 2004
Iwu Maurice M., Handbook of African Medicinal Plants, 2014
Neuwinger Hans Dieter, African Traditional Medicine A Dictionary of Plant Use and Applications, 2000
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Burkill H.M., The Useful Plants of West Tropical Africa, 1985
Hager Hermann, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1979
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA DROGA CONTIENE PRINCIPI AMARI DITERPENICI E ALCALOIDI ISOCHINOLINICI CHE POSSONO INCREMENTARE LA SECREZIONE GASTRICA E STIMOLARE L’ATTIVITÀ DIGESTIVA. EVIDENZA FARMACOLOGICA TRADIZIONALE E SPERIMENTALE.
DOSI ELEVATE POSSONO PROVOCARE IRRITAZIONE GASTRICA, NAUSEA, CRAMPI ADDOMINALI O VOMITO IN SOGGETTI SENSIBILI. EVIDENZA DERIVANTE DALL’ESPERIENZA FITOTERAPICA TRADIZIONALE E DALLA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA CORRELATA ALL’ELEVATA AMAREZZA DELLA DROGA.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI MODERNI SUFFICIENTI SULL’USO PROLUNGATO DELLA SPECIE DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. EVIDENZA LIMITATA PER ASSENZA DI DATI SPECIFICI.
LA PRESENZA DI ALCALOIDI PROTOBERBERINICI E APORFINICI SUGGERISCE CAUTELA NELL’ASSOCIAZIONE CON ALTRE PREPARAZIONI AD ATTIVITÀ GASTROATTIVA O CONTENENTI ALCALOIDI BIOLOGICAMENTE ATTIVI, SEBBENE MANCHINO STUDI CLINICI DIRETTI SULLE INTERAZIONI. EVIDENZA FITOCHIMICA E FARMACOLOGICA INDIRETTA RIFERITA ALLA SPECIE.
LA QUALITÀ COMMERCIALE DELLA DROGA PUÒ RISULTARE VARIABILE PER RISCHIO STORICO DI ADULTERAZIONI O SOSTITUZIONI BOTANICHE CON SPECIE AFFINI O DROGHE AMARE DIFFERENTI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA STORICA DOCUMENTATA.
LE ATTIVITÀ ANTIMICROBICHE E DIGESTIVE RIPORTATE IN LETTERATURA DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI SPERIMENTALI, OSSERVAZIONI FITOCHIMICHE E TRADIZIONE FITOTERAPICA CONSOLIDATA; MANCANO CONFERME CLINICHE CONTROLLATE MODERNE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
JATEORHIZA PALMATA MIERS. È CONTROINDICATA IN PRESENZA DI GASTRITE IPERSECRETIVA, ULCERA GASTRICA O ULCERA DUODENALE ATTIVA, SULLA BASE DELL’ATTIVITÀ AMARO-TONICA E SECRETAGOGA GASTRICA DOCUMENTATA FARMACOLOGICAMENTE PER LA DROGA.
L’USO È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA DROGA O AI SUOI COMPONENTI FITOCHIMICI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIACIDI GASTRICI
GASTROPROTETTIVI O INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
LATTE E LATTICINI
TANNINI (QUANTITÀ ELEVATE)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco della radice titolato in principi amari totali, generalmente espresso come rapporto droga/estratto 4:1 oppure 5:1. Le preparazioni storicamente utilizzate come stomachico-amaro prevedono dosaggi orientativi di 200–1000 mg al giorno suddivisi prima dei pasti. Non esistono standardizzazioni farmacopoeiche moderne universalmente accettate per il contenuto dei diterpeni amari della specie e le evidenze cliniche restano limitate.
Estratto fluido idroalcolico della radice con rapporto generalmente 1:1 in etanolo a gradazione moderata. Tradizionalmente utilizzato come amaro digestivo e stimolante dell’appetito in dosi orientative di 0,5–2 mL fino a tre volte al giorno prima dei pasti. L’impiego è documentato soprattutto nella farmacognosia europea storica e nella fitoterapia tradizionale.
Tintura madre della radice essiccata preparata secondo metodiche erboristiche tradizionali con solvente idroalcolico. Utilizzata storicamente come stomachico amaro, digestivo e tonico gastrico in dosaggi orientativi di 20–60 gocce diluite in acqua prima dei pasti. Mancano validazioni cliniche moderne controllate.
Polvere micronizzata della radice essiccata inserita in capsule o compresse come amaro-tonico digestivo. Dosaggi tradizionali generalmente compresi tra 500 mg e 2 g al giorno suddivisi in più assunzioni. La qualità fitochimica può risultare variabile in funzione dell’origine botanica e del contenuto in alcaloidi e principi amari.
Vino medicinale amaricante contenente estratti di Jateorhiza palmata Miers. associati ad altre droghe amare come genziana o china. Utilizzato storicamente come tonico digestivo e stomachico in quantità moderate prima dei pasti. L’uso appartiene prevalentemente alla tradizione farmacognostica europea del XIX e XX secolo.
Preparazioni omeopatiche denominate “Calumba” ottenute dalla radice di Jateorhiza palmata Miers., disponibili soprattutto in diluizioni basse e medie come D3, D4, D6, CH5 o CH7. Tradizionalmente impiegate in omeopatia per disturbi digestivi funzionali e debolezza gastrica, senza conferme cliniche scientificamente validate.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
British Herbal Pharmacopoeia, British Herbal Medicine Association, 1983
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Van Wyk Ben-Erik, Wink Michael, Medicinal Plants of the World, 2004
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Iwu Maurice M., Handbook of African Medicinal Plants, 2014
Neuwinger Hans Dieter, African Traditional Medicine A Dictionary of Plant Use and Applications, 2000
Hager Hermann, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1979
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso amaro digestivo con radice essiccata di Jateorhiza palmata Miers. 0,5–1 g e radice di Gentiana lutea L. 0,5 g in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Preparazione tradizionalmente utilizzata come stomachico-amaro e stimolante dell’appetito prima dei pasti principali. L’assunzione tradizionale prevede una tazza fino a due volte al giorno prima dei pasti.
Decotto leggero della radice di Jateorhiza palmata Miers. 1–2 g con Zingiber officinale Roscoe 1 g in 250 ml di acqua con ebollizione moderata per circa 5 minuti. Utilizzato storicamente nella fitoterapia afro-europea come supporto digestivo e tonico gastrico nei rallentamenti digestivi e nella nausea lieve di origine funzionale.
Infuso composto con Jateorhiza palmata Miers. 1 g, Foeniculum vulgare Mill. 1 g e Matricaria chamomilla L. 1,5 g in 250 ml di acqua calda per 8–10 minuti. Formulazione tradizionale impiegata nei disturbi digestivi funzionali con sensazione di pesantezza gastrica e ridotta secrezione digestiva.
Tisana amaro-tonica con Jateorhiza palmata Miers. 0,5 g, Artemisia absinthium L. 0,3 g e Mentha × piperita L. 1 g in 200 ml di acqua per breve infusione. Utilizzata storicamente come preparazione digestiva amaricante, con cautela nei soggetti sensibili all’irritazione gastrica per la presenza combinata di droghe amare intense.
Preparazione erboristica tradizionale con Jateorhiza palmata Miers. 1 g, Cinchona officinalis L. 0,5 g e Citrus aurantium L. scorza 1 g in infusione calda per circa 10 minuti. Storicamente utilizzata come tonico digestivo e generale nella farmacognosia europea ottocentesca.
Decotto digestivo con Jateorhiza palmata Miers. 1 g e Glycyrrhiza glabra L. 1 g in 250 ml di acqua con ebollizione lieve per 5 minuti. La liquirizia viene tradizionalmente aggiunta per migliorare la tollerabilità gastrica delle preparazioni amare molto intense.
Le formulazioni tradizionali a base di Jateorhiza palmata Miers. devono essere utilizzate a dosaggi moderati e per periodi limitati nei soggetti con sensibilità gastrica, gastrite erosiva o ulcera peptica. Mancano protocolli clinici moderni standardizzati validati.
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
British Herbal Pharmacopoeia, British Herbal Medicine Association, 1983
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Van Wyk Ben-Erik, Wink Michael, Medicinal Plants of the World, 2004
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Iwu Maurice M., Handbook of African Medicinal Plants, 2014
Neuwinger Hans Dieter, African Traditional Medicine A Dictionary of Plant Use and Applications, 2000
Hager Hermann, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1979
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale di Colombo
Ingredienti:
50 g di radice essiccata di Calumba (taglio tisana)
1 L di vino rosso strutturato (es. Cabernet Sauvignon)
1 stecca di cannella (opzionale, per bilanciare l’amaro)
Procedimento:
Macerare la radice nel vino per 20 giorni in un recipiente di vetro scuro, agitando ogni 2-3 giorni.
Filtrare con tela e imbottigliare.
Maturazione minima: 1 mese prima del consumo.
Uso Tradizionale
Tonico digestivo: 30-50 ml dopo i pasti (tradizione coloniale portoghese in Mozambico).
Stimolante dell’appetito: 25 ml prima dei pasti (uso storico nelle convalescenze ottocentesche).
Avvertenze
Controindicazioni: Gravidanza, ulcera gastrica, terapie con anticoagulanti.
Effetti collaterali: In dosi eccessive (>100 ml/die) può causare nausea per l’amaro intenso.
Bibliografia
Portuguese Journal of Phytotherapy. "Historical alcoholic preparations of Jateorhiza"
Journal of Ethnopharmacology. "Bitter wines in African traditional medicine"
British Herbal Pharmacopoeia. Monograph on Jateorhiza palmata
Nota: Preparazione oggi rara, documentata in erbari del XIX secolo. L’amaro naturale la rendeva utile per sostituire il Vermouth in epoche di scarsità.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Il nome Jateorhiza deriva dal greco "jatros" (medico) e "rhiza" (radice), mentre "palmata" si riferisce alle foglie palmate.
Introdotta in Europa nel XVII secolo dai portoghesi, che la chiamarono "Columbo" (da cui "Calumba"), confondendola inizialmente con una spezia asiatica.
Ottocento: Era considerata l'amaro più potente nelle farmacopee britanniche, usata per:
Dare tono ai soldati durante le campagne coloniali.
Curare l'ipocondria (considerata una malattia da "cattiva digestione").
Medicina ayurvedica: Adattata come "falso colombo" per febbre e dissenteria, nonostante sia africana.
Alcaloidi fluorescenti: La palmatina (principio attivo) emette luce blu-verde sotto UV, usata in laboratorio come marcatore.
Esperimento storico: Nel 1820, il chimico Pelletier la usò per isolare tecniche di estrazione alcaloidea, poi applicate alla chinina.
Colorante tessile: Le radici macerate producono un pigmento giallo-oro, usato in Africa per tingere stoffe cerimoniali.
Liquori amari: In Mozambico, ancora oggi si prepara un digestivo artigianale con radice di Calumba e miele selvatico.
Tribù Yao (Malawi): Credevano che masticare la radice proteggesse dagli spiriti della malaria.
Colonialismo: I missionari la chiamavano "radice della sobrietà" per il suo uso contro l'alcolismo (effetto disgusto agli alcolici).
Bibliografia
<li>British Herbal Compendium. "Historical uses of Calumba root"</li> <li>Journal of Ethnopharmacology. "Cultural significance in East Africa"</li> <li>Phytochemical Analysis. "Fluorescence properties of jatrorrhizine"</li>
Nota: Oggi è una pianta a rischio in alcune zone per sovraccolta. Coltivazioni sostenibili sono promosse in Tanzania e Kenya.