QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 07/05/2026
GIUGGIOLO COMUNE Ziziphus zizyphus (L.) H. Karst.
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Autore: Angelo Ferrando
ZIZIPHUS SATIVA
Ziziphus zizyphus Semi
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Ordine Rosales
Famiglia Rhamnaceae
Genere Ziziphus
Specie Ziziphus zizyphus
Famiglia:
Zizouf, Jujube, Jujubier, Red date, Jujuba plum, Black date, Acufeifa maior, Acufeifeira, Anafega maior, Bor, Chinese date, Common ziziphus, Joazeiro, Macieira de anafega, Da zao, Hong zao, Hei zao
Zizyphus Jujuba Mill. Var. Inermis, Zizyphus Sativa Gaertn., Zizyphus Vulgaris Lam. Var. Inermis, Rhamnus Zizyphus, Ziziphus Jujuba Var. Vulgaris, Ziziphus Jujuba Var. Sativa, Ziziphus Jujuba Lam.
ALBERO DECIDUO O ARBUSTO SPINOSO CON RAMI SOTTILI E SPESSO PENDULI. LE FOGLIE SONO ALTERNE, OVATE O ELLITTICHE, CON TRE NERVATURE PRINCIPALI EVIDENTI E MARGINE FINEMENTE DENTATO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, DI COLORE GIALLO-VERDASTRO, RIUNITI IN PICCOLE CIME ASCELLARI PROFUMATE. IL FRUTTO È UNA DRUPA CARNOSA, INIZIALMENTE VERDE, CHE A MATURAZIONE DIVENTA BRUNO-ROSSASTRA O NERASTRA, CON UNA POLPA DOLCE E UN NOCCIOLO LEGNOSO CONTENENTE UNO O DUE SEMI. LE SPINE SONO PRESENTI AI NODI, SPESSO IN COPPIE, UNA DRITTA E L'ALTRA RICURVA.
MAGGIO GIUGNO LUGLIO (TARDA PRIMAVERA-ESTATE), CON PICCOLI FIORI GIALLO-VERDASTRI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO VERDASTRO
Originario dell'Asia occidentale e meridionale, ma ampiamente coltivato e naturalizzato in molte regioni subtropicali e temperate calde del mondo, inclusa l'area mediterranea. Predilige climi caldi e secchi con estati lunghe e soleggiate e inverni miti. Si adatta a una vasta gamma di suoli, inclusi quelli poveri, sassosi, argillosi e calcarei, purché ben drenati. Cresce spesso in zone aride e semi-aride, su pendii soleggiati, in boscaglie aperte, lungo i bordi dei campi e in aree disturbate. Il giuggiolo è resistente alla siccità e tollera bene le alte temperature e i venti forti. La sua capacità di prosperare in condizioni difficili lo rende una specie adatta a climi mediterranei e regioni con scarsa disponibilità idrica.
FRUTTI - DOLCE-FRUTTATO CON NOTE DATTERATE; SEMI - LEGNOSO-AMARO
FRUTTI - DOLCE-MIELATO CON RETROGUSTO ASTRINGENTE; SEMI - AMAROGNOLO-PUNGENTE (SAPONINE)
Polisaccaridi: arabinosio, ramnosio, xilosio, mannosio, galattosio, glucosio, acido galatturonico, pectine, mucillagini, omogalatturonani
Zuccheri E Carboidrati: glucosio, fruttosio, saccarosio, maltosio, sorbitolo
Triterpeni E Saponine Triterpeniche: acido betulinico, acido oleanolico, acido ursolico, acido ceanotico, jujuboside A, jujuboside B, zizyphus saponina I, zizyphus saponina II, christinina A
Flavonoidi: spinosina, swertisina, isoswertisina, quercetina, rutina, kaempferolo, luteolina, apigenina, catechina, epicatechina, procianidina A, procianidina B
Composti Fenolici E Acidi Fenolici: acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido gallico, acido protocatecuico, acido vanillico, acido p-cumarico
Alcaloidi Ciclopeptidici: zizifina, amphibina A, amphibina B, franganina
Vitamine: vitamina C acido ascorbico, vitamina A, vitamina B1 tiamina, vitamina B2 riboflavina, vitamina B3 niacina, vitamina E tocoferolo
Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo
Amminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, lisina, leucina, prolina, alanina, serina
Minerali E Oligoelementi: potassio, calcio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, manganese, rame
Lipidi E Acidi Grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico
Nucleosidi E Composti Neuroattivi: adenosina, inosina, colina
Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili
Carotenoidi: beta-carotene, luteina
Composti Volatili: linalolo, benzaldeide, eugenolo, acetato di linalile
Bibliografia
Gao Q. H., Wu C. S., Wang M., The Jujube (Ziziphus jujuba Mill.) Fruit: A Review of Current Knowledge of Fruit Composition and Health Benefits, 2013
Mahajan R. T., Chopda M. Z., Phyto-Pharmacology of Ziziphus jujuba Mill. A Plant Review, 2009
Li J. W., Fan L. P., Ding S. D., Ding X. L., Nutritional Composition of Five Cultivars of Chinese Jujube, 2007
Huang X., Kojima-Yuasa A., Norikura T., Kennedy D. O., Hasuma T., Matsui-Yuasa I., Mechanism of the Anti-Cancer Activity of Zizyphus jujuba in HepG2 Cells, 2007
Chen J., Liu X., Li Z., Qi A., Yao P., Zhou Z., Dong T. T. X., Tsim K. W. K., A Review of Dietary Ziziphus jujuba Fruit Polysaccharides and Their Biological Activities, 2017
Guo S., Duan J. A., Tang Y. P., Yang N. Y., Qian D. W., Su S. L., Shang E. X., Characterization of Triterpenic Acids in Fruits of Ziziphus Species by HPLC-ESI-MS, 2010
Peng W. H., Hsieh M. T., Lee Y. S., Lin Y. C., Liao J., Anxiolytic Effect of Seed of Ziziphus jujuba in Mouse Models of Anxiety, 2000
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China Monograph on Ziziphus jujuba, 2020
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità della specie alle dosi alimentari e fitoterapiche comunemente utilizzate. Gli studi sperimentali e clinici non riportano tossicità rilevanti nell’uso corretto; gli effetti indesiderati documentati risultano generalmente lievi e occasionali, prevalentemente gastrointestinali o sedativi in soggetti sensibili o in associazione con altri depressori del sistema nervoso centrale.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati e revisioni su specifici estratti e preparazioni di Ziziphus zizyphus o Ziziphus jujuba, soprattutto per insonnia, ansia lieve, qualità del sonno e attività sedativo-neuroprotettiva, prevalentemente riferiti ai semi e ad alcuni estratti standardizzati. Tuttavia le evidenze non sono uniformi per tutte le parti della pianta, le preparazioni e le indicazioni tradizionali. Esistono inoltre numerosi dati in vitro e in vivo su attività antiossidante, immunomodulante, gastroprotettiva e metabolica, ma con eterogeneità metodologica e limitata standardizzazione fitoterapica.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili evidenze cliniche preliminari e alcune revisioni sistematiche riguardanti estratti di frutto e soprattutto di seme di Ziziphus zizyphus (L.) H. Karst. impiegati come sedativo lieve e coadiuvante dell’insonnia. Gli studi clinici disponibili mostrano miglioramenti soggettivi della qualità del sonno, della latenza di addormentamento e della sintomatologia ansiosa lieve, ma la qualità metodologica complessiva è eterogenea, con campioni ridotti, preparazioni non standardizzate e frequente associazione con altre piante medicinali. Le evidenze sono quindi moderate ma non definitive.
Sono riportati studi clinici preliminari e osservazionali relativi all’effetto lenitivo su mucose orali e faringee mediante preparazioni mucillaginose del frutto, con possibile riduzione dell’irritazione e della xerostomia. Tuttavia gli studi risultano limitati e non sufficienti per definire indicazioni cliniche consolidate.
Non sono disponibili meta-analisi o revisioni sistematiche robuste che confermino efficacia clinica certa per attività antitumorali, ipoglicemizzanti, ipolipidemizzanti o immunomodulanti specificamente attribuibili a Ziziphus zizyphus (L.) H. Karst.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività sedativa e ansiolitica supportata da modelli animali e studi farmacologici sperimentali. Estratti dei semi e dei frutti hanno mostrato riduzione dell’attività locomotoria, prolungamento del sonno indotto farmacologicamente e modulazione gabaergica in vivo animale. Le saponine triterpeniche e alcuni flavonoidi risultano i principali candidati farmacologici.
Attività neuroprotettiva e antiossidante documentata in vitro e in modelli animali, con riduzione di parametri associati a stress ossidativo neuronale e neuroinfiammazione. Le evidenze restano precliniche e non confermate clinicamente.
Attività gastroprotettiva ed emolliente documentata nella fitoterapia tradizionale e sostenuta da studi sperimentali su mucillagini e polisaccaridi del frutto. In modelli animali sono stati osservati effetti protettivi sulla mucosa gastrica e riduzione dell’irritazione gastrointestinale.
Attività immunomodulante e antinfiammatoria moderata osservata in vitro e in vivo animale mediante modulazione di mediatori infiammatori e stress ossidativo. Non sono disponibili conferme cliniche sufficienti.
Attività antimicrobica e antifungina dimostrata prevalentemente in vitro contro alcuni ceppi batterici e fungini, con efficacia variabile secondo solvente estrattivo e parte vegetale utilizzata. Mancano conferme cliniche.
Attività ipoglicemizzante e modulante lipidica riportata in modelli animali e in pochi studi preliminari non conclusivi. Le evidenze risultano insufficienti per indicazioni terapeutiche validate.
Attività epatoprotettiva riportata in modelli animali sperimentali con riduzione di biomarcatori di danno ossidativo epatico. Mancano studi clinici adeguati.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina tradizionale persiana, araba e asiatica la specie è stata utilizzata come sedativo, calmante nervino e coadiuvante dell’insonnia.
I frutti sono stati tradizionalmente impiegati come emollienti delle mucose respiratorie e gastrointestinali, soprattutto in preparazioni mucillaginose.
Uso tradizionale come rimedio lenitivo in tosse secca, irritazioni della gola e raucedine.
Uso etnobotanico come blando lassativo e regolatore intestinale.
Uso tradizionale come alimento medicinale nutriente e ricostituente.
In alcune tradizioni mediche medio-orientali i semi sono stati utilizzati come coadiuvanti nelle palpitazioni nervose e negli stati ansiosi.
Sono documentati usi tradizionali empirici in disturbi epatici, febbrili e metabolici, ma senza adeguata validazione scientifica specifica sulla specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Adzu B., Amos S., Dzarma S., Wambebe C., Gamaniel K., Pharmacological evidence favoring the folkloric use of Ziziphus spina-christi root bark in the treatment of pain and inflammation, Journal of Ethnopharmacology, 2001
Al-Reza S.M., Rahman A., Lee J., Kang S.C., Potential roles of essential oil and organic extracts of Ziziphus jujuba in inhibiting foodborne pathogens, Food Chemistry, 2010
Gao Q.H., Wu C.S., Wang M., The jujube fruit: a review of current knowledge of fruit composition and health benefits, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2013
Huang X., Kojima-Yuasa A., Norikura T., Kennedy D.O., Hasuma T., Matsui-Yuasa I., Mechanism of the anti-cancer activity of Zizyphus jujuba in HepG2 cells, American Journal of Chinese Medicine, 2007
Jiang J.G., Huang X.J., Chen J., Lin Q.S., Comparison of the sedative and hypnotic effects of flavonoids, saponins and polysaccharides extracted from Semen Ziziphi Spinosae, Natural Product Research and Development, 2007
Mahajan R.T., Chopda M.Z., Phyto-pharmacology of Ziziphus jujuba Mill. – A plant review, Pharmacognosy Reviews, 2009
Naftali T., Feingelernt H., Lesin Y., Rauchwarger A., Konikoff F.M., Ziziphus jujuba extract for the treatment of chronic idiopathic constipation: a controlled clinical trial, Digestive Diseases and Sciences, 2008
Peng W.H., Hsieh M.T., Lee Y.S., Lin Y.C., Liao J., Anxiolytic effect of seed of Ziziphus jujuba in mouse models of anxiety, Journal of Ethnopharmacology, 2000
Shou D., Wang J., Zheng X., Guo T., Study on sedative and hypnotic effects of Semen Ziziphi Spinosae and its active fractions, Chinese Journal of Integrative Medicine, 2002
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 4, 2009
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO SEDATIVO IN ASSOCIAZIONE CON DEPRESSORI DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE, IPNOTICI O ANSIOLITICI. L’AVVERTENZA DERIVA DA STUDI IN VIVO, OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE E DATI SPERIMENTALI RELATIVI AI JUJUBOSIDI E AD ALTRI COMPOSTI NEUROATTIVI PRESENTI SOPRATTUTTO NEI SEMI.
NEI SOGGETTI DIABETICI O CON ALTERAZIONI DEL METABOLISMO GLUCIDICO È CONSIGLIABILE MONITORARE LA GLICEMIA DURANTE USO PROLUNGATO DI ESTRATTI CONCENTRATI O PREPARAZIONI RICCHE IN ZUCCHERI. L’AVVERTENZA SI BASA SU STUDI SPERIMENTALI IN VITRO E IN VIVO CHE SUGGERISCONO ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTE E MODULAZIONE METABOLICA.
LE PREPARAZIONI AD ALTO CONTENUTO DI POLISACCARIDI E FIBRE POSSONO MODIFICARE L’ASSORBIMENTO GASTROINTESTINALE DI FARMACI ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE. LA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DERIVA DALLE PROPRIETÀ MUCILLAGINOSE E COLLOIDALI DOCUMENTATE DEI POLISACCARIDI DELLA SPECIE.
SONO STATI OCCASIONALMENTE RIPORTATI LIEVI EFFETTI GASTROINTESTINALI QUALI METEORISMO, DISTENSIONE ADDOMINALE O DIARREA TRANSITORIA SOPRATTUTTO CON ELEVATE QUANTITÀ DI FRUTTO O ESTRATTI CONCENTRATI. LE EVIDENZE DERIVANO DA DATI OSSERVAZIONALI E DALL’IMPIEGO ALIMENTARE TRADIZIONALE.
I DATI CLINICI CONTROLLATI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO RISULTANO LIMITATI E NON SUFFICIENTI PER DEFINIRE UN PROFILO COMPLETO DI SICUREZZA FITOTERAPICA AD ALTE DOSI O CON ESTRATTI STANDARDIZZATI. TALE AVVERTENZA DERIVA DA INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI SPECIFICI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE CLINICAMENTE VALIDATE SPECIFICHE PER ZIZIPHUS ZIZYPHUS (L.) H. KARST. NELL’USO FITOTERAPICO CORRETTO ALLE DOSI COMUNEMENTE IMPIEGATE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANSIOLITICI
ANTIDEPRESSIVI
BARBITURICI
BENZODIAZEPINE
CAFFEINA
CAFFEINA, TAURINA, SINEFRINA AD ALTE DOSI
DEPRESSIVI DEL SNC
IPNOTICI
MELATONINA
NEUROLETTICI
OPPIACEI
PSICOFARMACI
PSICOTROPI
SEDATIVI DEL SNC
SEDATIVI VEGETALI
STIMOLANTI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco da semi titolato in jujubosidi
Un esempio commerciale è un integratore descritto come semi di Ziziphus jujuba “estratto secco titolato al 2% in jujubosidi 30%” con maltodestrina come eccipiente.
Posologia tipica: 1 compressa da assumere 2–3 volte al giorno.
In un caso documentato, con 3 compresse al giorno l’apporto totale è di circa 900 mg di estratto secco, con circa 28 mg di jujubosidi.
Indicazioni comuni: favorire il sonno fisiologico, ridurre stress/ansia, promuovere benessere mentale.
Estratto da semi standardizzato in saponine (jǔjubosidi) forma polvere o capsule
Alcune preparazioni riportano come standardizzazione “non meno del 2% di saponine totali (jujubosidi)”.
Modalità d’uso suggerita in contesti di supporto al sonno: dose di estratto grezzo pari a circa 300–600 mg per porzione, eventualmente 1–3 porzioni al giorno secondo valutazione.
Può essere assunta anche come parte di miscele fitoterapiche o “formule di sonno / rilassamento”, spesso in associazione con altre erbe.
Estratto acquoso (o idroalcolico) dei frutti
In letteratura scientifica si trovano estratti standardizzati dei frutti di jujube utilizzati per studi su stress ossidativo, attività neuroprotettiva, modulazione immunitaria.
Sebbene non vi sia una “posologia ufficiale” universalmente stabilita, in ambito sperimentale l’assunzione di estratto da frutto come integratore di frutta / polvere può essere proposta in dosi modeste, ad esempio come “estratto in polvere da 0,5 g al giorno” in contesti di supplementazione alimentare.
Questo tipo di estratto viene considerato per benefici legati a antiossidazione, modulazione immunitaria, e possibile supporto neuroprotettivo.
Tinture liquide o estratti concentrati (es. decotti o estratti idroalcolici da semi/frutti)
Alcuni fornitori offrono estratti liquidi standardizzati a partire da semi o frutti di jujube, destinati a uso fitoterapico tradizionale.
La posologia varia secondo concentrazione e preparazione: di norma si consiglia di seguire le indicazioni del produttore; spesso l’assunzione è quotidiana, magari alla sera o in momenti di stress.
Alcune considerazioni generali
La standardizzazione degli estratti (in jujubosidi o saponine) è spesso indicata, per garantire un contenuto attivo costante, soprattutto quando l’obiettivo è un effetto sedativo, ansiolitico o neuroprotettivo.
Le forme disponibili sul mercato sono varie: compresse (estratto secco), capsule o polveri (estratto da semi standardizzato), liquidi o tinture (estratti idroalcolici o acquosi).
Hawaii Pharm
Poiché la qualità e la titolazione del principio attivo possono variare da un produttore all’altro, è importante scegliere prodotti che specifichino chiaramente la standardizzazione, e seguire le indicazioni riportate sull’etichetta.
Come sempre per integrazioni fitoterapiche, è consigliabile consultare un professionista della salute, soprattutto in presenza di condizioni particolari (gravidanza, allattamento, assunzione di farmaci, patologie croniche).
Bibliografia
Chen J. et al., *A review of dietary Ziziphus jujuba fruit (Jujube)*, 2017.
Jianping Chen, Crystal Y. Q. Du, Kelly Y.-C. Lam, Wendy L. Zhang et al., *The Standardized Extract of Ziziphus jujuba Fruit (Jujube) Regulates Pro-inflammatory Cytokine Expression in Cultured Murine Macrophages: Suppression of Lipopolysaccharide-stimulated NF-κB Activity*, Phytotherapy Research, 2014.
J. Agricultural and Food Chemistry study, *A standardized extract of the fruit of Ziziphus jujuba induces neuronal differentiation of cultured PC12 cells: a signaling mediated by protein kinase A*, 2014.
PubMed research, *A chemically standardized extract of Ziziphus jujuba fruit stimulates expressions of neurotrophic factors and anti-oxidant enzymes in cultured astrocytes*, 2014.
Nutragreenbio entry, *Ziziphus jujuba Seed Extract chemical constituents and proposed benefits*, recente documentazione commerciale.
Informazioni tecniche del produttore di estratto secco da semi titolato in jujubosidi, come riportato per “Giuggiolo Estratto Secco 60 tavolette”.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana rilassante con semi di Ziziphus (Suan Zao Ren)
Composizione tipica:
Semi di Ziziphus zizyphus leggermente tostati: 5–10 g
Fiori di camomilla: 1–2 g
Melissa foglie: 1–2 g
Indicazioni d’uso:
Infusione di 10 minuti; utile per favorire rilassamento e qualità del sonno.
I semi possono essere lievemente schiacciati prima dell’infusione per migliorare l’estrazione dei composti attivi.
Decotto tradizionale con Ziziphus e Poria
Composizione tipica:
Semi di Ziziphus: 6–10 g
Poria cocos (fungo medicinale): 5–8 g
Radice di liquirizia: 1–2 g (come armonizzante della formula)
Indicazioni d’uso:
Decotto di 20 minuti.
Utilizzato nelle pratiche erboristiche orientali per sostenere il sonno fisiologico e la stabilità emotiva.
Infuso serale con Ziziphus e Passiflora
Composizione tipica:
Semi di Ziziphus: 5 g
Passiflora parte aerea: 1,5–2 g
Tiglio brattea e fiori: 1–1,5 g
Indicazioni d’uso:
Infusione di 8–10 minuti.
Formulazione delicata con attività ansiolitica naturale e supporto al riposo notturno.
Tisana antiossidante ai frutti di Ziziphus (giuggiolo)
Composizione tipica:
Frutti essiccati di Ziziphus: 8–12 g
Rosa canina (ricca di vitamina C): 2–3 g
Foglie di tè verde leggero: 0,5–1 g
Indicazioni d’uso:
Infusione di 10 minuti.
Utilizzata per proprietà antiossidanti e toniche.
Formula rilassante con Ziziphus, Valeriana e Escolzia (preparazione erboristica classica)
Composizione tipica:
Semi di Ziziphus: 5 g
Valeriana radice: 1–1,5 g
Escolzia sommità: 1–1,5 g
Indicazioni d’uso:
Infusione di 10–12 minuti.
Combinazione sinergica per favorire un sonno naturale senza eccessiva sedazione.
Decotto tonico-immunomodulante con frutti di Ziziphus e Astragalo
Composizione tipica:
Frutti di Ziziphus: 10 g
Astragalus membranaceus radice: 5–8 g
Indicazioni d’uso:
Decotto di 20–25 minuti.
Impiegato tradizionalmente per supporto immunitario e vitalità generale.
Considerazioni di sicurezza
I semi di Ziziphus sono generalmente ben tollerati nelle dosi indicate.
Le formulazioni possono essere assunte 1–2 volte al giorno, in genere la sera se destinate al riposo.
Evitare associazioni con sedativi farmacologici senza parere professionale.
In gravidanza e allattamento è prudente una valutazione personalizzata.
Bibliografia
Chen J. et al., *Phytochemical and pharmacological research of Ziziphus jujuba*, Journal of Ethnopharmacology.
Jia M. et al., *The phytochemistry and pharmacology of Ziziphus jujuba*, Phytotherapy Research.
Park H.J. et al., *Sedative and anxiolytic-like effects of Ziziphus jujuba seed extract*, Journal of Natural Medicines.
Gao Q. et al., *Bioactive polysaccharides from Ziziphus jujuba and their pharmacological activities*, International Journal of Biological Macromolecules.
Hong Y. et al., *Neuroprotective effects of jujubosides on hippocampal neurons*, Neuroscience Letters.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione tradizionale del vino/liqueur di giuggiolo
Ingredienti
Frutti freschi di Ziziphus zizyphus: 500 g
Alcol per liquori a 95°: 250 ml
Vino bianco secco di buona qualità: 500 ml
Zucchero: 150–200 g (o a piacere)
Scorza di limone non trattato: 1–2 strisce
Facoltativo: cannella o vaniglia per aromatizzare
Procedimento
Lavare e asciugare le giuggiole, quindi inciderle leggermente o schiacciarle per facilitare la cessione dei succhi.
Metterle in un recipiente ermetico con l’alcol, lo zucchero e la scorza di limone.
Lasciare macerare 10–15 giorni, agitando ogni 2–3 giorni.
Aggiungere il vino bianco, mescolare e lasciare riposare altri 5–7 giorni.
Filtrare con garza fine o filtro da liquori e imbottigliare.
Lasciare maturare almeno 30 giorni prima dell’uso per ottenere un gusto più armonico.
Uso tradizionale
Consumato in piccole quantità (10–20 ml) come digestivo dopo i pasti.
Utilizzato in alcune tradizioni locali come tonico leggero, grazie al contenuto naturale dei frutti in zuccheri, vitamina C, flavonoidi e composti aromatici.
Impiegato anche in cucina per aromatizzare dolci e frutta cotta.
Nota: Non ha valenza terapeutica in senso clinico, ma rientra nella tradizione erboristica e gastronomica.
Bibliografia
Chen J. et al., *Phytochemical and pharmacological research of Ziziphus jujuba*, Journal of Ethnopharmacology.
Jia M. et al., *The phytochemistry and pharmacology of Ziziphus jujuba*, Phytotherapy Research.
Faccioli C., *La tradizione del brodo di giuggiole e dei liquori a base di giuggiole*, Studi di cultura alimentare italiana.
Zhang Y. et al., *Chemical composition of jujube fruit and its traditional preparations*, Food Research International.
Li J. et al., *Traditional fermentation products of jujube in East Asia*, Journal of Food Science and Technology.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
La fioritura è abbondante e produce molto nettare anche in condizioni di siccità, rendendo la pianta particolarmente apprezzata dagli apicoltori.
Aspetto e colore
Colore ambra chiaro → ambra scuro, a seconda della zona di raccolta.
Trasparente da liquido fresco, con cristallizzazione lenta e fine.
In climi molto caldi il miele può restare liquido a lungo.
Aroma e profilo sensoriale
Profumo floreale, delicato, leggermente fruttato.
Gusto morbido, dolce e rotondo, con note che ricordano datteri, caramello leggero e frutta matura.
Retrogusto pulito e persistente, senza amarezze.
È un miele dal carattere gentile e ricco di sfumature.
Consumo fresco
I frutti maturi vengono mangiati tal quali.
La polpa è croccante nelle prime fasi di maturazione, poi diventa più morbida e mielosa.
Si consumano come spuntino, aggiunti a macedonie o accostati a formaggi freschi e yogurt.
Frutti essiccati
Le giuggiole essiccate hanno un gusto più intenso e una consistenza simile a un dattero.
Vengono usate in:
snack energetici
prodotti da forno
impasti dolci
mix di frutta secca
zuppe e tisane nella tradizione asiatica
L’essiccazione concentra zuccheri e aromi, rendendo i frutti particolarmente versatili.
Confetture e composte
La tradizione italiana include la preparazione di marmellate o composte di giuggiole, spesso con aggiunta di:
limone (per bilanciare il dolce)
spezie leggere (vaniglia, cannella)
La confettura è usata su pane, crostate, torte morbide, biscotti.
Mostarde, sciroppi e “brodo di giuggiole”
In alcune zone del Veneto ed Emilia, i frutti vengono:
cotti
concentrati
aromatizzati
per ottenere il celebre brodo di giuggiole, una preparazione sciropposa, densa e molto dolce.
Si utilizza:
come condimento per dolci
come topping su gelato e panna cotta
come ingrediente da pasticceria
in piccole quantità come bevanda dolce tradizionale
Uso in piatti salati
Sebbene meno comune in Europa, in cucina orientale le giuggiole trovano spazio anche nei piatti salati:
stufati con carne (pollo, manzo, anatra)
brodi tonici
riso aromatizzato
piatti agrodolci
La loro dolcezza naturale arricchisce salse e fondi di cottura.
Dolci e pasticceria
Frutti freschi o secchi possono essere usati in:
plumcake
biscotti rustici
pane dolce
ripieni per torte
dolci al cucchiaio
Sostituiscono datteri, uvetta o mele in molte ricette con ottimi risultati.
Bevande tradizionali
Oltre ai liquori, i frutti possono essere usati per:
infusi rinfrescanti (freschi o secchi)
decotti dolci
sciroppi da diluire
bevande fermentate leggere (in Asia)
Farina di giuggiola
In alcune tradizioni locali, i frutti essiccati vengono macinati fino a ottenere una farina dolce naturalmente, impiegata per:
biscotti
torte senza zucchero aggiunto
impasti energetici
È un ingrediente raro ma ricco di gusto.
Pianta originaria dell´Asia venne usata molto dal tempo dei Romani al XIX secolo per poi venire dimenticata.<br>Più di 1200 anni fa, questa pianta fu introdotta in Cina dalla Persia. Dal punto di vista alimentare rappresenta un ottimo dessert di frutta mentre nella medicina tradizionale cinese il Giuggiolo (Da zao) è uno dei principali qi che tonifica il sangue, è calmante e neutralizza la tossicità delle droghe.<br> Vi sono molte varietà di Giuggiolo che differiscono nella forma, nel colore e nella dimensione dei frutti. In India il frutto è più o meno globoso allo stato selvatico; quello coltivato ha forma ovoidale allungata. La polpa ha un piacevole gusto dolciastro, e, nel sud dell'India, viene estratto un olio dal nocciolo. Wallich descrive una varietà che produce un frutto di forma lunga dalle dimensioni di un uovo, e che è di eccellente qualità. Una varietà con un piccolo, acino acido è la grande favorita dai birmani. In Abissinia, i suoi frutti sono lavorati fino a produrre una sostanza secca, come il formaggio. A Mauritius sono descritte sei varietà: di queste quattro sono di piacevole degustazione.