QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 12/05/2026
PRUNELLA Prunella vulgaris L.
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Autore: erbeofficinali.org
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Autore: Enrico Blasutto
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Autore: J.F. Gaffard
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteranae
Clade Lamiidae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Sottotribù Menthinae
Genere Prunella
Specie Prunella vulgaris
Famiglia:
Brunella, Morella, Prunella comune, Self-heal, Aleutian Selfheal, Brunelle vulgaire, Hierba de las heridas, Erva-férrea, Gemeine Braunelle, Gewone Brunel, Bijenkorfje, Busuioc De Camp, Obyknovennaja, Brunört
Brunella Vulgaris (L.) Moench, Brunella Vulgaris Greene, Brunella Vulgaris L., Prunella Vulgaris F. Nana J.Erikson, Prunella Vulgaris F. Vulgaris, Prunella Vulgaris Subsp. Parviflora Ehrh., Prunella Vulgaris Var. Nemoralis H.Post
PIANTA ERBACEA PERENNE ERETTA ALTA DA 5 A 20 CM CON RIZOMA CHE PRESENTA STOLONI SUPERFICIALI E RADICHETTE SECONDARIE, FUSTO ERETTO, TETRAGONO DI COLORE VIOLACEO-BLUASTRO. FOGLIE OVATE A MARGINE LEGGERMENTE CRENATO DI LUNGHEZZA 2-6 CM. LE INFIORESCENZE A SPIGA RACCOLGONO FIORI ERMAFRODITI CON COROLLA TUBULARE E LABBRO SUPERIORE PENDULO, 4 STAMI E STIMMA BIFIDO. IL FRUTTO È COSTITUITO DA 4 ACHENI CHE SI SVILUPPANO SULLO STESSO FIORE.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE), CON FIORI VIOLA-BLUASTRI RIUNITI IN SPIGHE
Diffusa in gran parte delle regioni temperate del mondo anche oltre 2000 m. Predilige prati umidi o moderatamente umidi, pascoli, boschi radi, bordi stradali, giardini, incolti e aree erbose in generale. Cresce bene in una varietà di suoli, da argillosi a sabbiosi, con un pH da leggermente acido a leggermente alcalino, e tollera sia il pieno sole che la mezz'ombra. In Italia è una specie molto comune in tutte le regioni, dalle pianure fino alla fascia montana, in diversi tipi di ambienti erbosi e boschivi aperti. La sua capacità di propagarsi per stoloni le permette di formare densi tappeti erbosi.
Chunhong Wu, Phytochemistry and Biological Activities of Prunella vulgaris L., 2021
Ying Zheng, Prunella vulgaris L.: Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, 2017
Zhenhua Feng, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Prunella vulgaris, 2010
Ming Liu, Bioactive Components and Health Benefits of Prunella vulgaris L., 2020
Ikhlas A. Khan, Prunella vulgaris and Its Active Constituents: A Review of Biological Activities, 2019
Haiyang Yu, Rosmarinic Acid and Related Compounds from Prunella vulgaris: Chemistry and Biological Activities, 2015
De-an Guo, Quality Assessment and Marker Compounds of Prunella vulgaris, 2013
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China Monograph on Prunella vulgaris, 2020
Wagner H., Plant Drug Analysis: A Thin Layer Chromatography Atlas, 1996
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una bassa incidenza di effetti avversi alle dosi fitoterapiche tradizionali e negli studi sperimentali. Non risultano evidenze di tossicità sistemica rilevante nell’uso corretto. Gli effetti indesiderati documentati sono rari e generalmente limitati a possibili disturbi gastrointestinali lievi o reazioni di ipersensibilità individuale.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici preliminari e studi osservazionali su specifici estratti di Prunella vulgaris L., soprattutto per attività antinfiammatorie, antivirali, immunomodulanti e nel supporto delle affezioni del cavo orale e delle vie respiratorie, ma le evidenze cliniche risultano ancora limitate, eterogenee e dipendenti dalla standardizzazione degli estratti e dalla forma di somministrazione. La maggior parte dei dati deriva da studi in vitro e modelli animali supportati da uso fitoterapico tradizionale documentato.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili evidenze cliniche limitate ma pertinenti riguardanti l’attività antivirale, immunomodulante e antinfiammatoria di Prunella vulgaris L., soprattutto attraverso estratti acquosi standardizzati e formulazioni topiche o orali impiegate in studi controllati di piccole dimensioni. Alcuni studi clinici e revisioni riportano attività adiuvante nelle infezioni virali mucosali e nelle infiammazioni del cavo orale, con riduzione di marker infiammatori e miglioramento sintomatologico. Le evidenze restano tuttavia eterogenee e non sufficienti per indicazioni terapeutiche definitive standardizzate.
Sono presenti dati clinici preliminari su attività immunomodulante e modulazione citochinica attraverso polisaccaridi e derivati dell’acido rosmarinico, ma con limitazioni metodologiche e campioni ridotti.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria documentata in modelli animali e cellulari mediante inibizione di mediatori proinfiammatori, modulazione di cicloossigenasi, ossido nitrico e citochine infiammatorie. I principali composti studiati comprendono acido rosmarinico, acido ursolico e flavonoidi.
Attività antivirale dimostrata prevalentemente in vitro contro differenti virus a RNA e DNA, inclusi herpes simplex virus, HIV e influenza. I polisaccaridi solforati e i polifenoli mostrano interferenza con adesione virale e replicazione cellulare. Mancano conferme cliniche robuste.
Attività antimicrobica e antibatterica osservata in vitro contro diversi batteri Gram positivi e Gram negativi mediante estratti idroalcolici e acquosi. I risultati risultano variabili in funzione del chemotipo e del metodo estrattivo.
Attività antiossidante supportata da numerosi studi in vitro e animali attraverso scavenging radicalico, riduzione dello stress ossidativo lipidico e protezione cellulare.
Attività immunomodulante documentata in modelli sperimentali mediante regolazione dell’attività macrofagica, linfocitaria e della produzione di interferoni e interleuchine.
Attività antiproliferativa e antitumorale osservata esclusivamente in vitro e in modelli animali su differenti linee cellulari neoplastiche. I dati non consentono applicazioni cliniche oncologiche.
Attività ipoglicemizzante e modulatrice del metabolismo lipidico riportata in modelli animali con riduzione della glicemia e miglioramento di parametri lipidici; assenti evidenze cliniche solide.
Attività epatoprotettiva documentata in modelli animali sperimentali di danno epatico ossidativo e infiammatorio.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina tradizionale cinese Prunella vulgaris L. è stata impiegata per tumefazioni linfatiche, irritazioni oculari, stati febbrili, affezioni infiammatorie del cavo orale e disturbi tiroidei.
Nella tradizione europea la specie è stata utilizzata come vulneraria, cicatrizzante, antinfiammatoria orale e fitoterapico per irritazioni faringee e cutanee.
Sono documentati usi tradizionali per tonsilliti, faringiti, febbre, dermatiti, ulcerazioni superficiali e disturbi gastrointestinali lievi, senza validazione clinica moderna sufficiente.
Ying Zheng, Prunella vulgaris L. An Overview of Chemical Constituents and Biological Activities, 2021
Chunhong Wu, Phytochemistry and Pharmacological Activities of Prunella vulgaris L., 2019
Ming Liu, Bioactive Components and Health Functions of Prunella vulgaris, 2020
Haiyang Yu, Rosmarinic Acid Derivatives and Biological Activity of Prunella vulgaris, 2015
Zhenhua Feng, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Prunella vulgaris, 2010
Ikhlas A. Khan, Prunella vulgaris and Its Active Constituents A Review of Biological Activities, 2019
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People’s Republic of China Monograph on Prunella vulgaris, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Daniela Rigano, Safety and Biological Activity of Medicinal Plants Used in Traditional Medicine Focus on Prunella vulgaris, 2016
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI IMMUNOMODULANTI O IMMUNOSOPPRESSORI SULLA BASE DI EVIDENZE IN VITRO E IN VIVO CHE DOCUMENTANO ATTIVITÀ IMMUNOMODULANTI DEI POLISACCARIDI E DEI POLIFENOLI DELLA SPECIE. NON SONO DISPONIBILI CONFERME CLINICHE DEFINITIVE DELL’INTERAZIONE.
POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO CON FARMACI ANTIPERTENSIVI O IPOGLICEMIZZANTI SULLA BASE DI STUDI SPERIMENTALI ANIMALI E FARMACOLOGICI CHE MOSTRANO ATTIVITÀ IPOTENSIVA E MODULANTE IL METABOLISMO GLUCIDICO. LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE RISULTANO LIMITATE.
L’USO AD ALTE DOSI O PROTRATTO NEL TEMPO NON È ADEGUATAMENTE CARATTERIZZATO DA STUDI TOSSICOLOGICI CLINICI DI LUNGA DURATA. LE EVIDENZE DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI SPERIMENTALI E DA IMPIEGO TRADIZIONALE.
IN SOGGETTI PREDISPOSTI POSSONO VERIFICARSI LIEVI DISTURBI GASTROINTESTINALI O REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE. EVIDENZA DERIVANTE DA SEGNALAZIONI FITOTERAPICHE E OSSERVAZIONI SPERIMENTALI LIMITATE.
L’IMPIEGO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI DATI CLINICI SPECIFICI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA DELLA SPECIE. L’ASSENZA DI DATI NON CONSENTE VALUTAZIONI DEFINITIVE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE E SPECIFICHE PER PRUNELLA VULGARIS L. SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O DA DATI OSSERVAZIONALI ROBUSTI SULLA SPECIE. SONO TUTTAVIA RIPORTATI RARI CASI DI IPERSENSIBILITÀ INDIVIDUALE NELLA PRATICA FITOTERAPICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco nebulizzato da sommità fiorite o parte aerea titolato in acido rosmarinico. I titoli maggiormente utilizzati negli studi farmacologici e negli integratori fitoterapici standardizzati sono compresi tra il 2% e il 10% di acido rosmarinico. Posologia usuale dell’estratto secco standardizzato: 300–1000 mg al giorno suddivisi in 2 somministrazioni. Gli estratti con maggiore concentrazione di polifenoli vengono impiegati soprattutto in formulazioni per supporto immunomodulante, antinfiammatorio e del cavo orale.
Estratto idroalcolico fluido da parte aerea fresca o essiccata con rapporto droga/estratto generalmente 1:1 oppure 1:2. Utilizzato in preparazioni liquide, collutori, spray orali e formulazioni fitoterapiche tradizionali. Posologia media equivalente: 2–6 ml al giorno in dosi frazionate. Gli estratti ricchi in acidi fenolici e triterpeni sono impiegati principalmente nel supporto delle mucose oro-faringee e nei preparati antivirali sperimentali.
Estratto acquoso concentrato o granuli solubili utilizzati nella medicina tradizionale cinese come “Spica Prunellae”. Le preparazioni cliniche studiate per noduli tiroidei e ipertiroidismo impiegano estratti acquosi standardizzati in polisaccaridi e acido rosmarinico. I dosaggi clinici variabili negli studi risultano generalmente equivalenti a 6–15 g al giorno di droga secca oppure 1–3 g al giorno di estratto concentrato.
Estratto molle o glicerinato da parte aerea utilizzato in formulazioni topiche dermatologiche e mucosali. Le preparazioni semisolide sono generalmente standardizzate sul contenuto polifenolico totale o in acido rosmarinico. Applicazione topica 2–3 volte al giorno in gel, creme o unguenti destinati a irritazioni cutanee e mucose.
Capsule o compresse di polvere micronizzata della droga essiccata. Preparazioni non sempre standardizzate ma frequentemente titolate in polifenoli totali o flavonoidi. Dosaggio abituale: 1–3 g al giorno di droga polverizzata suddivisa in più assunzioni. Utilizzate soprattutto come supporto nutraceutico e fitoterapico tradizionale.
Estratti sperimentali ad alta concentrazione di polisaccaridi solubili e derivati triterpenici utilizzati in ricerca farmacologica. I polisaccaridi di Prunella vulgaris risultano studiati per attività immunomodulante e antivirale in vitro. Le preparazioni sperimentali non possiedono ancora standardizzazione internazionale univoca né posologia terapeutica ufficialmente validata.
Preparazioni omeopatiche ottenute da pianta fresca intera o sommità fiorite. Disponibili principalmente come tintura madre, diluizioni D1–D6, CH4–CH30 e globuli. Utilizzate nella pratica omeopatica tradizionale soprattutto per irritazioni oro-faringee, adenopatie e disturbi cutanei. Le posologie dipendono dall’indirizzo omeopatico adottato e non risultano supportate da evidenze cliniche robuste specifiche.
Junying Pan, Haoyu Wang, Yinghua Chen, Prunella vulgaris L. – A Review of its Ethnopharmacology, Phytochemistry, Quality Control and Pharmacological Effects, 2022
Qian Han, Safety and Efficacy of Prunella vulgaris Preparation in Adjuvant Treatment of Thyroid Nodules: A Meta-Analysis, 2021
Murat E. Zholdasbayev, Prunella vulgaris L.: An Updated Overview of Botany, Phytochemistry, Pharmacology and Applications, 2023
Maoying Wei, Efficacy and Safety of Prunella vulgaris L. Combined with Antithyroid Drugs for Hyperthyroidism: A Systematic Review and Meta-Analysis, 2025
Ning Ning, Anti-Tumor Effects and Toxicity Reduction Mechanisms of Prunella vulgaris, 2024
Ying Fang, Spica Prunellae Extract Suppresses the Growth of Human Colorectal Carcinoma Cells, 2017
Ravinder Raina, Prunella vulgaris L: Critical Pharmacological, Expository Traditional Uses and Extensive Phytochemistry: A Review, 2021
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice per supporto oro-faringeo e mucosale con Prunella vulgaris L. sommità fiorite 2–3 g in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Assumere 2–3 volte al giorno. Utilizzato tradizionalmente come collutorio e bevanda per irritazioni del cavo orale e della gola.
Infuso sinergico per irritazioni oro-faringee con Prunella vulgaris L. 2 g, Althaea officinalis L. 2 g e Salvia officinalis L. 1 g in 250 ml di acqua calda per 10–15 minuti. Assumere fino a 3 volte al giorno oppure utilizzare come gargarismo. La formulazione associa mucillagini, polifenoli e componenti aromatici con attività lenitiva e antisettica documentata.
Tisana digestiva e antispasmodica con Prunella vulgaris L. 2 g, Matricaria chamomilla L. 1,5 g e Melissa officinalis L. 1,5 g in 250 ml di acqua quasi bollente per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali per supporto digestivo e nelle dispepsie funzionali di lieve entità.
Decotto leggero tradizionale con Prunella vulgaris L. 5 g in 300 ml di acqua mantenuta a lieve ebollizione per circa 8–10 minuti. Utilizzato nella medicina tradizionale asiatica per uso orale o come lavaggio esterno delle mucose. Dose giornaliera tradizionale: 1–2 somministrazioni.
Formulazione erboristica per collutorio con Prunella vulgaris L. 2 g, Calendula officinalis L. 1,5 g e Malva sylvestris L. 1,5 g in 250 ml di acqua. Lasciare in infusione 15 minuti e utilizzare tiepido per sciacqui del cavo orale fino a 4 volte al giorno.
Infuso combinato con finalità antiossidante e immunomodulante tradizionale con Prunella vulgaris L. 2 g, Camellia sinensis (L.) Kuntze 1 g e Sambucus nigra L. fiori 1,5 g in 250 ml di acqua a 80–85 °C per 8 minuti. Assumere 1–2 volte al giorno evitando uso serale nei soggetti sensibili alla caffeina.
Tisana tradizionale orientale con Prunella vulgaris L. 6 g e Chrysanthemum × morifolium (Ramat.) Hemsl. 3 g in 400 ml di acqua calda per 15 minuti. Utilizzata nella fitoterapia cinese per supporto delle mucose oculari e delle prime vie respiratorie. Assumere in 2 somministrazioni giornaliere.
Preparazione topica ad uso esterno con Prunella vulgaris L. 5 g e Hamamelis virginiana L. 3 g in 300 ml di acqua. Far sobbollire per 5 minuti e lasciare riposare 15 minuti. Applicare tramite impacchi o lavaggi cutanei 2–3 volte al giorno su irritazioni superficiali.
Infuso emolliente con Prunella vulgaris L. 2 g, Plantago lanceolata L. 2 g e Glycyrrhiza glabra L. 1 g in 250 ml di acqua per 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per irritazioni delle mucose respiratorie e raucedine. Evitare uso prolungato nei soggetti ipertesi per la presenza di liquirizia.
Junying Pan, Haoyu Wang, Yinghua Chen, Prunella vulgaris L. – A Review of its Ethnopharmacology, Phytochemistry, Quality Control and Pharmacological Effects, 2022
Ravinder Raina, Prunella vulgaris L: Critical Pharmacological, Expository Traditional Uses and Extensive Phytochemistry: A Review, 2021
Murat E. Zholdasbayev, Prunella vulgaris L.: An Updated Overview of Botany, Phytochemistry, Pharmacology and Applications, 2023
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 4, 2009
European Medicines Agency, Assessment Report on Salvia officinalis L., folium, 2016
European Medicines Agency, Assessment Report on Althaea officinalis L., radix, 2016
European Medicines Agency, Assessment Report on Matricaria recutita L., flos, 2015
European Medicines Agency, Assessment Report on Melissa officinalis L., folium, 2013
European Medicines Agency, Assessment Report on Calendula officinalis L., flos, 2018
European Medicines Agency, Assessment Report on Plantago lanceolata L., folium, 2014
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale tradizionale con Prunella vulgaris
Ingredienti (per 1 L):
0–30 g di sommità fiorite essiccate di Prunella vulgaris (fiori e parti aeree)
1 litro di vino secco (bianco o rosso a scelta, preferibilmente giovane e asciutto)
Preparazione:
Spezzettare grossolanamente la droga essiccata.
Porre l’erba in un contenitore di vetro pulito a chiusura ermetica.
Versare il vino sul materiale vegetale fino a coprire completamente.
Chiudere e lasciare macerare al fresco e al buio per 7–14 giorni; agitare delicatamente una volta al giorno.
Filtrare con garza o filtro fine e imbottigliare il vino in bottiglie scure.
Uso e posologia:
Dose storica: 10–20 ml (1–2 bicchierini) una o due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti.
Indicazioni tradizionali: lieve tonico, lenitivo per le vie respiratorie, supporto in stati infiammatori del cavo orale e della gola, e come coadiuvante per la convalescenza.
Conservazione: al fresco e al buio; consumare entro alcuni mesi.
Macerato idroalcolico / Tintura (preparazione moderna)
Ingredienti (esempio 1:5 su fresco o 1:10 su secco):
Pianta fresca: rapporto 1:5 in alcol 40–60% v/v
Pianta essiccata: rapporto 1:10 in etanolo 30–50% v/v (a seconda della formulazione desiderata)
Preparazione (procedura base):
Porre la droga (fresca o essiccata) in un vaso di vetro.
Coprire con alcol nella percentuale scelta; assicurarsi che il materiale sia completamente sommerso.
Lasciare macerare al buio per 14–21 giorni, agitando giornalmente.
Filtrare e imbottigliare il macerato in flaconi scuri ben chiusi.
Uso e posologia tipica:
20–40 gocce (≈0,5–2 ml) 2–3 volte al giorno, diluite in poca acqua.
Indicazioni: azione sistemica antinfiammatoria/lenitiva, supporto in affezioni orali e faringee, uso come coadiuvante immunomodulante.
La tintura consente dosaggi più precisi rispetto al vino e maggiore stabilità.
Note pratiche e varianti
Sinergie: nel vino o nella tintura si possono aggiungere in piccole percentuali piante sinergiche (es. calendula o salvia per uso orofaringeo; echinacea o sambuco per supporto immunitario). Non eccedere con aggiunte per non mascherare l’effetto della brunella.
Estrazione alcolica vs. acquosa: le proprietà antinfiammatorie e antivirali di Prunella si estraggono bene sia in acqua che in alcol; vino e tintura concentrano principi diversi e hanno usi sovrapponibili ma non identici.
Stabilità e conservazione: il vino medicinale è meno stabile di una tintura; conservare entrambi al fresco e consumare entro periodi ragionevoli (mesi per il vino, 1–2 anni per la tintura a seconda della gradazione alcolica).
Avvertenze e controindicazioni
Alcol: evitare il consumo di vini o tinture contenenti alcol in gravidanza, allattamento, nei bambini, in persone con patologie epatiche o con controindicazione all’alcol. Per queste categorie preferire estratti acquosi o decotti.
Interazioni farmacologiche: usare cautela se si assumono farmaci immunosoppressori, anticoagulanti o altri farmaci importanti; consultare il medico in caso di terapie concomitanti.
Dosaggi e durata: non eccedere le posologie indicate; per uso prolungato consultare un professionista sanitario.
Allergie e sensibilità: se compaiono reazioni cutanee, disturbi gastrointestinali o segni di ipersensibilità, sospendere l’uso.
Bibliografia
Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
Wichtl M. – Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals
Pan J. – Prunella vulgaris: Ethnopharmacology and Modern Applications
Zholdasbayev M.E., et al. – Prunella vulgaris L.: Botany, Chemical Composition and Biological Activities
Adámková H., Vícar J., Palasová J., Ulrichová J., Simánek V. – Studies on Prunella vulgaris in oral hygiene applications
Bone K., Mills S. – Principles and Practice of Phytotherapy
Chevallier A. – Encyclopedia of Herbal Medicine
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Produce nettare e polline accessibili a api e altri impollinatori.
Fiorisce a lungo, dalla tarda primavera all’estate, offrendo una fonte continuativa ma non abbondante.
Contribuisce soprattutto a mieli millefiori di prati, pascoli e margini boschivi.
La produzione di miele monoflorale è molto rara, poiché la resa nettarifera è modesta.
Caratteristiche del miele (quando presente come componente significativa)
Colore
Ambrato chiaro o giallo-ambrato
Tende a schiarire dopo la cristallizzazione
Aroma
Delicato ma riconoscibile
Note erbacee, floreali e leggermente balsamiche
Sapore
Dolce moderato, non stucchevole
Retrogusto lievemente erbaceo, con sfumature fresche
Cristallizzazione
Medio-rapida
Cristalli fini o medi, consistenza cremosa se rimescolato
Prunella vulgaris L. (brunella, self-heal) è una pianta commestibile, oggi poco utilizzata in cucina ma con impieghi tradizionali e moderni soprattutto in contesti rurali, di cucina spontanea e gastronomia funzionale. Il suo uso culinario è delicato e sobrio, più affine a quello delle erbe aromatiche tenui o delle verdure selvatiche giovani.
Parti edibili
Foglie giovani (prima o all’inizio della fioritura)
Sommità fiorite (in piccola quantità)
Germogli teneri
Le parti giovani sono preferibili perché meno fibrose e con gusto più gradevole.
Profilo organolettico
Sapore: delicato, leggermente erbaceo, con una nota amarognola molto lieve
Aroma: verde, fresco, poco invasivo
Consistenza: tenera da cruda, più morbida dopo breve cottura
Il gusto è neutro, adatto ad abbinamenti semplici e non speziati.
Usi culinari tradizionali
Insalate di erbe spontanee
Le foglie giovani venivano consumate crude, da sole o in miscela con altre erbe di campo come tarassaco, pimpinella, silene o plantago.
Uso: foglie fresche spezzettate, condite con olio, sale e aceto leggero.
Verdura cotta
Le parti tenere erano sbollentate brevemente e ripassate in padella come contorno, spesso in associazione ad altre erbe selvatiche.
Uso: come base per frittate rustiche o ripieni.
Zuppe e minestre
Inserita in piccola quantità in minestre primaverili o brodi vegetali, soprattutto in ambito contadino.
Usi culinari contemporanei e funzionali
Pesto delicato di brunella
Foglie giovani di Prunella vulgaris
Olio extravergine d’oliva
Frutta secca delicata (mandorle o noci bianche)
Formaggio a pasta dura (facoltativo)
Sale q.b.
Adatto per paste fresche, crostini o verdure.
Erba aromatica fresca
Utilizzata a crudo tritata finemente su verdure, patate lesse, riso o uova, come alternativa delicata al prezzemolo.
Bevande e preparazioni leggere
Le sommità fiorite fresche possono essere usate per acque aromatiche o infusioni fredde dal gusto erbaceo leggero, anche come base per bevande fermentate leggere.
Abbinamenti consigliati
Erbe dal gusto neutro o dolce: lattuga, silene, bietola, spinacio
Grassi delicati: olio d’oliva leggero, burro chiarificato
Acidità moderata: limone, aceto di mele
Proteine leggere: uova, ricotta, legumi dolci
Sicurezza e avvertenze
Consumare solo piante correttamente identificate e raccolte in ambienti non inquinati.
Preferire foglie giovani; le parti mature possono risultare coriacee.
Usare in quantità moderate, soprattutto se consumata cruda.
Evitare in caso di allergie note alle Lamiaceae.
Il nome comune inglese “Self-heal” o “Heal-all” riflette la credenza popolare che la pianta fosse capace di guarire molteplici disturbi, in particolare ferite e infiammazioni.
Linneo cambiò il nome di Brunella assegnato per primo dal Tournefort (1656-1708) in "Prunella". Per questo motivo è possibile trovare nei trattati botanici l'uno o l'altro nome.
Il nome botanico Prunella potrebbe derivare dal termine tedesco antico Braune o Bräune, riferito a malattie infiammatorie della gola, contro le quali la pianta veniva tradizionalmente impiegata.
Dottrina delle segnature
Nel Medioevo la brunella era spesso citata come esempio della dottrina delle segnature: la forma compatta e scura delle infiorescenze era associata a ferite, ulcere e lesioni, suggerendone l’uso vulnerario.
Questa interpretazione simbolica contribuì alla sua ampia diffusione nella medicina popolare europea.
Uso storico in Europa
Era una delle erbe più comuni nei manuali di medicina popolare medievale per la cura di ferite, piaghe e infiammazioni della bocca e della gola.
Veniva utilizzata fresca, pestata e applicata direttamente sulle ferite oppure in decotto per lavaggi e sciacqui.
Presenza nella medicina asiatica
In Asia orientale, in particolare nella tradizione erboristica cinese, una specie affine (Prunella vulgaris subsp. asiatica) è considerata una pianta di rilievo e viene usata per riequilibrare stati di calore e congestione.
Questo uso orientale ha stimolato l’interesse scientifico moderno verso le sue proprietà antinfiammatorie e antivirali.
Pianta “di confine” e diffusione
Prunella vulgaris cresce spontaneamente in prati, sentieri, margini boschivi e pascoli, spesso calpestati.
La sua capacità di rigenerarsi dopo il calpestio ha rafforzato l’idea popolare di pianta “resistente” e “auto-riparante”.
Curiosità botaniche
È una Lamiacea atipica: pur appartenendo alla famiglia delle piante aromatiche, ha un profumo molto tenue rispetto a salvia, timo o menta.
La lunga fioritura la rende una pianta importante per impollinatori anche se non altamente produttiva di nettare.
Ruolo nei giardini e nella permacultura
Viene talvolta inserita nei giardini naturali e commestibili come coprisuolo fiorito e pianta funzionale.
È apprezzata per la sua rusticità, la resistenza al freddo e la bassa esigenza di cure.
Nell'industria viene utilizzata per ricavarne colorante.