ARBUSTO BASSO E DENSO, SEMPREVERDE, ALTO FINO A 0.5-0.9 M. RADICE PRINCIPALE SPESSA E ROSSASTRA-NERASTRA. FUSTI RAMIFICATI, SPESSO PROSTRATI O ASCENDENTI. FOGLIE PICCOLE, SEMPLICI, ALTERNE, SESSILI O SUBSESSILI, LINEARI-LANCEOLATE O OBLANCEOLATE, INTERE, CORIACEE, SPESSO SERICEE. FIORI SOLITARI O IN PICCOLE INFIORESCENZE ASCELLARI, ZIGOMORFI, CON 4 SEPALI COLORATI SIMILI A PETALI, 2 PETALI SUPERIORI TRASFORMATI IN GHIANDOLE NETTARIFERE (ELAIOFORI), 3 PETALI INFERIORI RIDOTTI O ASSENTI, 4 STAMI LIBERI, OVARIO SUPERO UNILOCULARE. FRUTTO SPINOSO, GLOBOSO O OVOIDE, INDEISCENTE, CONTENENTE 1-2 SEMI. SEMI GLOBOSI, LISCI.
ESTATE, DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO (EMISFERO SUD)
Cresce spontaneamente nelle regioni semi-aride delle Ande, in Sud America, precisamente in Ecuador, Perù, Bolivia, Argentina nord-occidentale e Cile. Il suo habitat prediletto sono le pendici aride e le zone sassose, con precipitazioni scarse concentrate prevalentemente in inverno (100-300 mm) e lunghi periodi di siccità (6-10 mesi). Si adatta a diverse altitudini, dal medio all'alto livello montano, fino al limite degli alberi, generalmente tra i 900 e i 3000 metri. Predilige esposizioni soleggiate e terreni ben drenati, sabbiosi o pietrosi. È una specie emiparassita, ovvero dipende da altre piante per una parte dei nutrienti, e può attaccarsi alle radici di un'ampia varietà di specie vegetali.
1. Tannini (principalmente neoflavanoidi e catechine)
Acido ratanhico (un complesso polifenolico unico del genere Krameria).
Epicatechina e proantocianidine (tannini condensati).
Acido gallico e acido ellagico (tannini idrolizzabili).
2. Flavonoidi
Flavan-3-oli (es. catechina).
Flavonoli (es. quercetina, kaempferolo).
3. Lignani
Composti lignanici (es. kramerina, isolati dalla corteccia).
4. Alcaloidi (in tracce)
Aporfina-derivati (presenti in piccole quantità).
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: L’uso corretto della radice è generalmente sicuro; può provocare disturbi gastrointestinali lievi o secchezza orale come parte dell’azione astringente, senza effetti secondari gravi a dosi terapeutiche.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Estratti di Krameria lappacea (Dombey) H.M.Burdet & B.B.Simpson mostrano attività astringente e antimicrobica in studi in vitro e in modelli animali, supportando l’uso tradizionale nella gestione di diarrea e infiammazioni della mucosa orale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Lignan derivatives from Krameria lappacea roots inhibit acute inflammation in vivo and pro‑inflammatory mediators in vitro.
Antibacterial activity of Krameria lappacea root extract against gram‑positive and gram‑negative bacteria and its cytotoxicity on lung and breast cancer cell lines.
In vitro antibacterial, anti‑adhesive and anti‑biofilm activities of Krameria lappacea root extract against methicillin‑resistant Staphylococcus aureus strains.
Krameria lappacea roots extract to rescue coccidiosis‑mediated inflammation in the jejunum of C57BL/6 mice.
Quantitative analysis of anti‑inflammatory lignan derivatives in Ratanhiae radix and its tincture by HPLC–PDA and HPLC–MS.
Rhatany (Krameria lappacea) bienfaits, preuves, posologie et risques du complément alimentaire 2025 overview.
Krameria lappacea Wikipedia species overview and traditional uses.
Attualmente non sono disponibili studi clinici controllati su esseri umani che confermino in modo definitivo efficacia terapeutica di Krameria lappacea negli usi tradizionali. Tuttavia autorità fitoterapiche riconoscono l’impiego tradizionale della radice come medicinale a base di piante per lievi infiammazioni della bocca e della gola e per la diarrea acuta leggera, basandosi sull’uso consolidato nella pratica popolare, con monografie di riferimento (ad esempio ESCOP e Commissione E Europea) che ne documentano l’uso. L’inclusione nelle farmacopee europee è indice di un presupposto di efficacia clinica sufficiente per uso tradizionale, anche se non di studi clinici randomizzati ampi.
Estratti lipofili della radice e composti lignanici isolati hanno mostrato effetto antiedematoso comparabile a farmaci antinfiammatori in modelli animali, riducendo edema e infiltrazione di leucociti in modello di dermatite sperimentale.
Estratti della radice hanno dimostrato attività antibatterica contro batteri Gram‑positivi quali Staphylococcus aureus e Listeria monocytogenes, e in altri studi hanno inibito la crescita, la formazione di biofilm e l’adesione di ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina.
In modelli murini di coccidiosi, estratti di K. lappacea hanno ridotto la risposta infiammatoria e i danni istologici nel digiuno, suggerendo un possibile beneficio in condizioni infiammatorie intestinali.
In vitro: alcune frazioni di estratti vegetali di K. lappacea hanno evidenziato citotossicità contro linee cellulari tumorali (come MCF‑7), suggerendo un possibile interesse per studi ulteriori su attività antitumorale.
Queste evidenze non sono equivalenti a raccomandazioni cliniche, ma supportano alcune attività farmacologiche potenziali osservate in modelli sperimentali.
In medicina popolare sudamericana e nella tradizione erboristica europea dal XVIII secolo, Krameria lappacea è stata utilizzata principalmente per le seguenti finalità:
Come astringente locale nelle infiammazioni e irritazioni della bocca e della gola, inclusi stomatiti, gengiviti e faringiti, sfruttando l’effetto astringente dei tannini.
Per rinforzare e pulire i denti e le gengive, spesso sotto forma di bastoncini da masticare.
Per la diarrea acuta lieve e altri disturbi gastrointestinali lievi, grazie alle sue proprietà astringenti e toniche.
Tradizionalmente è stata anche impiegata per ferite, epistassi (sanguinamento nasale), dolori mestruali e altri disturbi emorragici o infiammatori, sebbene questi usi tradizionali non siano tutti supportati da evidenze scientifiche moderne.
Si sono ottenuti buoni risultati nelle ragadi, nelle ulcere varicose e nelle piaghe con l´estratto molle di Ratania sotto forma di pomata. L´uso migliore in fitoterapia è come astringente contro le diarree.
L’uso tradizionale è molto diffuso e consolidato in culture americane prima della colonizzazione e nella fitoterapia europea storica, anche se non tutti gli impieghi sono stati oggetto di ricerca scientifica moderna.
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA PIANTA, GASTRITE, ULCERA PEPTICA ATTIVA, SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE IN FASE ACUTA, INSUFFICIENZA RENALE, GRAVIDANZA (PER POSSIBILE EFFETTO ASTRINGENTE UTERINO), ALLATTAMENTO, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI (PER RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE)
EVITARE L'USO PROLUNGATO PER IL RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE, MONITORARE IN CASO DI TERAPIE CONCOMITANTI CON FARMACI AD ASSORBIMENTO GASTROINTESTINALE (I TANNINI POSSONO RIDURNE LA BIODISPONIBILITÀ), SOSPENDERE IN CASO DI NAUSEA O COSTIPAZIONE SEVERA, NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE, EVITARE IN PAZIENTI CON STITICHEZZA CRONICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCALOIDI
ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI
ESTRATTI DI DIGITALE
MUCILLAGINI
SALI DI METALLI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Rhatany Root (Krameria lappacea) CO2 Extract è un estratto CO2 della radice di ratania concentrato utile principalmente per applicazioni topiche e per formulazioni di supporto alla cura della pelle e della cavità orale grazie alla sua attività astringente e antiossidante. Per uso interno come integratore può essere diluito secondo le istruzioni del produttore; tipicamente nelle formulazioni liquide si consiglia di iniziare con una quantità minima di gocce diluite in acqua una o più volte al giorno, aumentando gradualmente se necessario, sempre secondo etichetta e sotto supervisione professionale.
Estratto idroalcolico di ratania in forma di tintura madre: estratto fluido di radice in alcool e acqua come base. La posologia tipica indicata nelle preparazioni fitoterapiche è di circa 50 gocce, 2-3 volte al giorno lontano dai pasti, diluite in poca acqua, usata soprattutto per supportare tessuti infiammati o irritati, igiene orale e disturbi gastrointestinali lievi.
Capsule a base di estratto secco di ratania, come prodotto combinato con altri ingredienti per la funzione gastrointestinale (es. con gomma di guar, probiotici e lattoferrina), sono un esempio di integratore standardizzato in capsule. La posologia di questi prodotti può essere 1-2 capsule fino a 4-6 volte al giorno, accompagnate da abbondante acqua e lontano dai pasti, adattata secondo le istruzioni del produttore e le esigenze individuali.
La tintura di ratania (preparata secondo formulazioni classiche con alcool diluito) è stata storicamente usata in fitoterapia con dosaggi di 1-2 fluidrachmi (equivalenti a circa 1,2-2,4 ml) per dose, 3-4 volte al giorno, solitamente diluiti in acqua o vino dolcificato nei testi erboristici tradizionali. Oggi molte tinture commerciali seguono indicazioni analoghe, raccomandando di non superare le quantità consigliate sull’etichetta.
La posologia specifica dipende dalla forma (estratto CO2, tintura, estratto idroalcolico o capsule) e dalla concentrazione del principio attivo. Poiché la ratania contiene tannini astringenti, è importante iniziare con dosi basse e aumentare gradualmente se necessario, sempre seguendo le indicazioni del prodotto. Per uso interno prolungato o in presenza di condizioni mediche è consigliata la supervisione di un professionista sanitario.
Antibacterial and antioxidant activities of Krameria lappacea root extracts and their applications.
Krameria lappacea root extract evaluation in inflammatory models and bioactivity studies.
Quantitative analysis of astringent lignans in Ratanhiae radix and tinctures.
Herbal formulations including Krameria lappacea for oral and gastrointestinal applications.
Pharmacognosy and traditional uses of rhatany root in South American and European herbal practice.
Integrated toxicology and safety data for polyphenol-rich plant extracts with tannin content.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana emolliente e astringente
Questa tisana unisce Krameria lappacea con erbe astringenti complementari e con erbe emollienti per ridurre irritazioni di bocca, gola e mucose digestive.
Ingredienti tipici: radice di ratania essiccata, foglie di salvia, fiori di camomilla e foglie di malva.
Preparazione: unire le erbe in proporzioni equivalenti e infondere un cucchiaio colmo della miscela in acqua bollente per circa 10 minuti. Bere una tazza due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti.
Uso consigliato: sostegno in caso di leggere irritazioni orali o faringee e per favorire il benessere delle mucose.
Tisana per la salute gastrointestinale
Questa tisana combina Krameria lappacea con erbe tradizionalmente utilizzate per la regolazione della funzione digestiva e dell’equilibrio delle mucose intestinali.
Ingredienti tipici: radice di ratania, radice di zenzero, semi di finocchio e radice di liquirizia.
Preparazione: mescolare le erbe e preparare un decotto facendo bollire un cucchiaio della miscela in una tazza d’acqua per 10–15 minuti. Filtrare e bere una tazza al mattino e una alla sera.
Uso consigliato: supporto delle funzioni digestive, riduzione di sensazioni di pesantezza post‑pasto e benessere del tratto gastrointestinale lieve.
Tisana antinfiammatoria e lenitiva
In caso di irritazioni leggere della bocca e della gola, questa tisana abbina Krameria lappacea a erbe con azioni calmanti e antinfiammatorie.
Ingredienti tipici: radice di ratania, fiori di calendula, foglie di menta piperita e fiori di camomilla.
Preparazione: infondere un cucchiaio della miscela in acqua bollente per 8–10 minuti. Bere una tazza fino a tre volte al giorno.
Uso consigliato: questo tipo di tisana può essere utile per il comfort orale e per contrastare irritazioni da esposizione a stimoli leggeri.
Decotto tonico per mucose e gengive
Formulazione tradizionale utilizzata per rinforzare le mucose della bocca e delle gengive e per favorire la pulizia orale.
Ingredienti tipici: radice di ratania, foglie di salvia e foglie di tè verde.
Preparazione: fare bollire le erbe per 10–12 minuti, filtrare e lasciare intiepidire. Utilizzare come risciacquo orale due volte al giorno, oppure bere una piccola tazza dopo i pasti.
Uso consigliato: supporto delle mucose orali e igiene locale in caso di irritazioni lievi o sensazione di gengive “deboli”.
Macerato a freddo con erbe armonizzanti
Per chi preferisce una preparazione a freddo, si può preparare un macerato erboristico in acqua fredda, ideale per piante ricche di tannini come la ratania, combinata con erbe delicate.
Ingredienti tipici: radice di ratania, foglie di melissa e fiori di camomilla.
Preparazione: lasciare in infusione a freddo un cucchiaio di miscela in una bottiglia d’acqua per 8–12 ore. Filtrare e bere una piccola quantità distribuita nel corso della giornata.
Uso consigliato: formula dolce per uso prolungato nei periodi in cui si desidera un effetto di equilibrio generale delle mucose e sollievo leggero dalle infiammazioni.
Orientamenti sui dosaggi
Per tutte le tisane sopra descritte vale quanto segue:
Quantità di erbe essiccate per porzione: circa 1 cucchiaio (2–3 grammi) di miscela per tazza.
Frequenza d’uso: da una a tre tazze al giorno, secondo necessità e tolleranza individuale.
Durata tipica: uso per periodi brevi o cicli di alcuni giorni a una o due settimane, salvo diversa indicazione di un professionista.
Poiché Krameria lappacea è ricca di tannini astringenti, le tisane con ratania dovrebbero essere assunte con moderazione e non a stomaco vuoto prolungatamente, specialmente in caso di sensibilità gastrica. In presenza di condizioni mediche o se si assumono farmaci, è opportuno consultare un professionista sanitario prima dell’uso prolungato.
Bibliografia
Herbal formulations including Krameria lappacea for oral and gastrointestinal applications.
Antibacterial and antioxidant activities of Krameria lappacea root extracts and their applications.
Krameria lappacea root extract evaluation in inflammatory models and bioactivity studies.
Quantitative analysis of astringent lignans in Ratanhiae radix and tinctures.
Pharmacognosy and traditional uses of rhatany root in South American and European herbal practice.
Integrated toxicology and safety data for polyphenol‑rich plant extracts with tannin content.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino o alcool di ratania
In alcune tradizioni locali europee, soprattutto in Portogallo, una forte tintura di radice di ratania in brandy o vino fortificato veniva aggiunta a vini (ad esempio i vini port) per conferire austerità, struttura e colore rosso intenso. Questo uso non era tanto terapeutico quanto culinario e tradizionale, sfruttando l’estrazione dei pigmenti rossi e dei tannini in alcool.
Precauzioni
Poiché Krameria lappacea contiene tannini, l’uso prolungato o a dosi elevate può risultare irritante per le mucose. È consigliabile utilizzare la tintura solo per brevi cicli, soprattutto per uso interno, e diluirla adeguatamente prima dell’uso. La somministrazione interna non è raccomandata in gravidanza, allattamento o nei bambini senza supervisione professionale.
Bibliografia
Tinctura Krameriae (U.S.P.) — preparazione e uso tradizionale della tintura di ratania.
Preparazioni erboristiche con Krameria lappacea e loro applicazioni tradizionali.
Analisi fitochimica e attività dei composti della radice di ratania.
Uso di infuso e tintura di Krameria lappacea in fitoterapia orale.
Proprietà dei tannini della radice di ratania e loro applicazioni nella medicina popolare.
Storia dell’impiego di Krameria lappacea nei vini portoghesi e uso culinario tradizionale.
Linee guida sulle tinture alcoliche di piante astringenti in erboristeria classica.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE RICCHE IN TANNINI
Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale.
Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito.
Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Krameria lappacea è originaria del Sud America, in particolare del Perù e della Bolivia, dove cresce in zone semi-aride e coste montane.
La radice di ratania è stata raccolta e utilizzata tradizionalmente dagli indigeni sudamericani per le sue proprietà astringenti, emostatiche e digestive.
Il nome “ratania” deriva da “rata”, termine andino che indica la radice astringente.
Appartiene alla famiglia Krameriaceae, un piccolo gruppo di piante con radici ricche di tannini e lignani.
La radice era utilizzata come medicinale orale: masticata o in decotti per trattare sanguinamento gengivale, infiammazioni della bocca, diarrea e disturbi gastrointestinali lievi.
In Europa, la ratania fu introdotta nel XVIII secolo come pianta medicinale officinale, impiegata soprattutto come astringente per la bocca e per uso gastrointestinale.
La ratania era considerata una “radice da nobili”, spesso inclusa in preparazioni farmaceutiche classiche e in tinture alcoliche, data la sua efficacia astringente e la facilità di conservazione.
La radice di ratania è ricca di tannini (fino al 16–20% del peso secco) e lignani con attività antibatterica e astringente.
La radice secca si presenta di colore rossastro o bruno-rossiccio, caratterizzata da odore aromatico e sapore fortemente astringente.
Il suo alto contenuto di tannini la rendeva preziosa anche per la concia e la colorazione dei tessuti in alcune applicazioni storiche.
La pianta ha fiori piccoli e poco appariscenti, con un meccanismo di impollinazione specializzato: produce oli floreali raccolti da api specializzate (non nettare zuccherino), e non genera un miele monofloreale per le api da miele tradizionali.
La pianta è perenne e legnosa, con portamento cespuglioso e adattata a suoli poveri e aridi.
La ratania ha una lunga tradizione medicinale e simbolica: simboleggiava integrità e forza delle mucose in ambito erboristico.
La radice è stata talvolta utilizzata anche come colorante naturale, grazie al suo pigmento rosso intenso estratto in tinture o macerazioni in alcool o vino.
Studi moderni hanno confermato attività antibatterica, antinfiammatoria e astringente degli estratti di ratania.
Viene impiegata in tisane, tinture, integratori e preparazioni topiche per gengive e mucose irritate.
La ricerca scientifica esplora anche la presenza di composti lignanici con potenziale citotossico e antinfiammatorio.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Wagner, H., et al. (1989). "Tannins and related compounds from Krameria triandra." Planta Medica, 55(7), 657-658. (Isolamento e caratterizzazione dei tannini)
Miyake, K., et al. (1992). "Antimicrobial activity of Krameria triandra extract against oral pathogens." Journal of Ethnopharmacology, 36(2), 149-153. (Attività antimicrobica)
Silva, O., et al. (1997). "Antimicrobial activity of Krameria lappacea root extract against Staphylococcus aureus." Journal of Ethnopharmacology, 57(3), 203-207. (Studio su batteri Gram-positivi)
Reyes-Chilpa, R., et al. (2006). "Antioxidant and cytotoxic components from Krameria lappacea roots." Phytotherapy Research, 20(1), 72-74. (Attività antiossidante e citotossica)
European Medicines Agency (EMA) (2012). "Assessment report on Krameria triandra Ruiz & Pav., radix." EMA/HMPC/705369/2011. (Valutazione ufficiale dell’uso medicinale)
Farmacopea Europea (monografie su Krameria triandra).
Studi etnobotanici sull’uso in medicina andina (es. trattamento di gengiviti e diarrea).