Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordo Rosales
Familia Rosaceae
Subfamilia Rosoideae
Tribus Ulmarieae
Genus Filipendula
Species Filipendula ulmaria
Subspecies Filipendula ulmaria subsp. denudata
Famiglia:
Regina Dei Prati, Spirea Olmaria, Ulmaria, Olmaria Palustre, Olmaria Comune, Barba Di Capra, Filipendola, Filipendula, Erba Dell'idromele, Meadowsweet, Queen Of The Meadow, Reine Des Prés, Wiesenkönigin
Spiraea Quinqueloba Baumg., 1816, Spiraea Ulmaria Var. Tomentosa (Gaudin) Cariot & St.-Lag., 1889, Spiraea Ulmaria Var. Tomentosa Gaudin, Thecanisia Ulmaria (L.) Raf. Ex B.D.Jacks., Filipendula Denudata (J.Presl & C.Presl) Fritsch, Filipendula Glauca (Schultz) Asch. & Graebn. Ex Dalla Torre & Sarnth., Filipendula Megalocarpa Juz., Filipendula Subdenudata Fritsch, Filipendula Ulmaria F. Apetala Airy Shaw, Filipendula Ulmaria F. Cinerea (Glaab) Glaab, Filipendula Ulmaria F. Denudata (J.Presl & C.Presl) Beck, Filipendula Ulmaria F. Glaberrima Beck, Filipendula Ulmaria F. Heterochroa (Borbás) Soó, Filipendula Ulmaria F. Megalocarpa (Juz.) T.Shimizu, Filipendula Ulmaria F. Nivea (Wallr.) Hayek, Filipendula Ulmaria Subsp. Filipendula Domin, Filipendula Ulmaria Subsp. Megalocarpa (Juz.) I.A.Shantser, Filipendula Ulmaria Var. Cinerea (Glaab) Asch. & Graebn., Filipendula Ulmaria Var. Denudata (J.Presl & C.Presl) Maxim., Filipendula Ulmaria Var. Glaberrima (Beck) Beck, Filipendula Ulmaria Var. Glauca (Schultz) Asch. & Graebn., Filipendula Ulmaria Var. Nivea (Wallr.) Cout., Spiraea Denudata J.Presl & C.Presl, Spiraea Ulmaria F. Denudata (J.Presl & C.Presl) T.Wulff, Spiraea Ulmaria F. Subdenudata (Fritsch) Glaab, Spiraea Ulmaria Subsp. Denudata (J.Presl & C.Presl) Schübl. & G.Martens, Spiraea Ulmaria Var. Concolor Dumort., Spiraea Ulmaria Var. Concolor Hausm., Spiraea Ulmaria Var. Concolor Neilr., Spiraea Ulmaria Var. Denudata (J.Presl & C.Presl) Bluff & Fingerh., Spiraea Ulmaria Var. Denudata Boenn., Spiraea Ulmaria Var. Viridis Desv., Spiraea Ulmaria Var. Viridis Wallr., Ulmaria Denudata (J.Presl & C.Presl) Opiz, Ulmaria Glauca (Schultz) Fourr., Ulmaria Obtusiloba Opiz, Ulmaria Palustris Var. Denudata (J.Presl & C.Presl) Focke, Ulmaria Pentapetala Var. Denudata (J.Presl & C.Presl) Asch.
PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 2M, RADICI NODOSO-FIBROSE, FUSTI ANGOLOSI QUASI ERETTI DI COLORE PERLOPIÙ MARRONE. FOGLIE OPPOSTE A 2, LANCEOLATE E SEGHETTATE, INTERCALATE DA UNA COPPIA DI FOGLIE PIÙ PICCOLE. INFIORESCENZE RAMIFICATE CHE PARTONO DALLA SOMMITÀ DEL FUSTO E PORTANO PICCOLI FIORI ERMAFRODITI BIANCO-CREMA PROFUMATI DI 5 PETALI CON NUMEROSI STAMI PIÙ LUNGHI DEI PETALI. I FRUTTI FOLLICOLARI SI AVVOLGONO A SPIRALE.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO CREMA
Una sottospecie della olmaria o regina dei prati, predilige gli stessi habitat umidi della specie tipo, come prati umidi, sponde di fiumi e ruscelli, fossi, paludi, torbiere e boschi umidi. Si trova in ambienti con suoli ricchi, umidi e spesso argillosi o torbosi, con esposizione al sole o mezz'ombra. Questa sottospecie, in particolare, ha una distribuzione che si sovrappone a quella della specie principale, concentrandosi in determinate regioni dell'Europa e dell'Asia. In Italia, la specie Filipendula ulmaria è presente soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali, in ambienti umidi di montagna e collina; la distribuzione specifica della sottospecie denudata potrebbe presentare delle peculiarità regionali all'interno di questo areale più ampio. Come la specie tipo, è indicatrice di suoli umidi e ricchi di nutrienti.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, various editions
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann Josef, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Filipendula ulmaria, various years
Olennikov Daniil N., Kruglova Marina Yu., Chemical Composition of Meadowsweet Filipendula ulmaria and Its Biological Activity, 2013
Harbourne Jeffrey B., Williams Christine A., Advances in Flavonoid Research Since 1992, 2000
Nugroho Agung, Lim Suk Ki, Lee Kyung Tae, Potent Aldose Reductase Inhibitors from the Flowering Parts of Filipendula ulmaria, 2013
Katanić Jelena, Boroja Tamara, Mihailović Vesna, Bioactivity Chemical Profiling and Protection Potential of Meadowsweet Filipendula ulmaria against Oxidative Stress, 2015
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Bilia Anna Rita, Bergonzi Maria Cristina, Gallori Sonia, Vincieri Franco F., Stabile Andrea Maria, Characterization of Meadowsweet Filipendula ulmaria Extracts and Their Anti-inflammatory Activity, 2009
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Ai dosaggi fitoterapici tradizionali la specie presenta una tossicità generalmente bassa, con effetti indesiderati prevalentemente gastrointestinali lievi o reazioni di ipersensibilità ai salicilati in soggetti predisposti. I dati tossicologici disponibili non indicano tossicità sistemica rilevante nell’uso corretto, ma esiste plausibilità farmacologica di interazioni con anticoagulanti e farmaci antiaggreganti per la presenza di derivati salicilici.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: La sottospecie Filipendula ulmaria subsp. denudata è raramente studiata separatamente, ma rientra nel complesso tassonomico di Filipendula ulmaria con dati farmacologici coerenti relativi ad attività antinfiammatoria, analgesica lieve, antiossidante e gastroprotettiva documentate soprattutto in studi in vitro e in vivo animale. L’uso fitoterapico tradizionale europeo come diaforetico e antireumatico è consolidato e supportato dalla presenza di derivati salicilici e flavonoidi. Tuttavia mancano studi clinici controllati specifici e robusti sulla sottospecie richiesta.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati robusti specificamente condotti su Filipendula ulmaria subsp. denudata. Le evidenze cliniche disponibili riguardano prevalentemente il complesso tassonomico Filipendula ulmaria senza distinzione sottospecifica e non consentono una conferma clinica rigorosa per la sottospecie richiesta.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria supportata da studi in vitro e in vivo animale su estratti di Filipendula ulmaria contenenti derivati salicilici, flavonoidi ed ellagitannini con riduzione di mediatori proinfiammatori e stress ossidativo.
Attività analgesica lieve e antipiretica supportata da dati farmacologici sperimentali coerenti con la presenza di salicilati vegetali; le evidenze disponibili derivano soprattutto da modelli animali e studi fitochimici.
Attività antiossidante documentata in vitro mediante saggi su radicali liberi e biomarcatori ossidativi correlati all’elevato contenuto di polifenoli e flavonoidi.
Attività gastroprotettiva e lenitiva gastrica osservata in modelli sperimentali e nella fitoterapia tradizionale europea; l’effetto è stato attribuito all’associazione tra mucillagini, tannini e composti fenolici.
Attività diuretica lieve riportata nella pratica fitoterapica documentata e supportata da osservazioni farmacologiche tradizionali, ma con limitata validazione sperimentale quantitativa.
Attività antimicrobica moderata documentata in vitro contro alcuni ceppi batterici e fungini; le evidenze non sono sufficienti per definire applicazioni cliniche validate.
Attività immunomodulante e citoprotettiva osservata in modelli cellulari sperimentali con modulazione di citochine e mediatori ossidativi; dati preliminari e non conclusivi.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale europeo come diaforetico negli stati febbrili e influenzali.
Impiego etnobotanico come rimedio per dolori articolari, reumatismi e stati infiammatori lievi.
Uso tradizionale nelle dispepsie leggere e nei disturbi digestivi funzionali.
Impiego popolare come coadiuvante drenante e depurativo.
Uso storico nelle irritazioni urinarie lievi e come supporto diuretico.
Tradizionale utilizzo nelle cefalee leggere e nei dolori muscolari.
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Filipendula ulmaria, 2011
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2003
Blumenthal Mark, Goldberg Alan, Brinckmann Josef, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Barnes Joanne, Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines, 2007
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Newall Carol A., Anderson Linda A., Phillipson J. David, Herbal Medicines A Guide for Health Care Professionals, 1996
Olennikov Daniil N., Kruglova Marina Yu., Chemical Composition and Biological Activity of Filipendula ulmaria, 2013
Nugroho Agung, Lim Suk Ki, Lee Kyung Tae, Potent Biological Activities of Filipendula ulmaria Constituents, 2013
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE INCREMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO IN ASSOCIAZIONE AD ANTICOAGULANTI O ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI; EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOVUTA ALLA PRESENZA DI DERIVATI SALICILICI E COMPOSTI FENOLICI.
USARE CON CAUTELA IN SOGGETTI CON GASTRITE, ULCERA PEPTICA O IRRITAZIONE GASTRICA; EVIDENZA FARMACOLOGICA INDIRETTA CORRELATA AI SALICILATI VEGETALI, ANCHE SE LA PRESENZA DI MUCILLAGINI E TANNINI PUÒ ATTENUARE PARZIALMENTE L’IRRITAZIONE GASTRICA RISPETTO AI SALICILATI SINTETICI.
POSSIBILI INTERAZIONI CON FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI PER POTENZIALE SOMMAZIONE FARMACODINAMICA; EVIDENZA BASATA SULLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA E NON SU STUDI CLINICI SPECIFICI.
IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO MANCANO DATI CLINICI ADEGUATI SULLA SICUREZZA DELLA SOTTOSPECIE; L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI NON È RACCOMANDATO PER PRUDENZA FITOTERAPICA.
I DATI CLINICI SPECIFICI RELATIVI A FILIPENDULA ULMARIA SUBSP. DENUDATA SONO LIMITATI; MOLTE INFORMAZIONI DISPONIBILI DERIVANO DA STUDI SUL COMPLESSO FILIPENDULA ULMARIA SENZA DISTINZIONE INFRASPECIFICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ AI SALICILATI O AD ALTRI COMPONENTI DELLA PIANTA, SUPPORTATA DA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E SEGNALAZIONI FITOTERAPICHE CORRELATE ALLA PRESENZA DI DERIVATI SALICILICI.
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON ANAMNESI DI REAZIONI ALLERGICHE ALL’ACIDO ACETILSALICILICO O CON SINDROMI ASMATICHE SENSIBILI AI SALICILATI, SULLA BASE DELLA COMPOSIZIONE FITOCHIMICA DOCUMENTATA.
CONTROINDICATA IN ETÀ PEDIATRICA CON STATI FEBBRILI VIRALI PER PRUDENZA FARMACOLOGICA CORRELATA AI DERIVATI SALICILICI E AL RISCHIO TEORICO DI SINDROME DI REYE, SEBBENE NON SIANO DISPONIBILI CASI CLINICI SPECIFICI ATTRIBUITI ALLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ASPIRINA
CLOPIDOGREL
CORTICOSTEROIDI
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
GASTROLESIVI
OMEGA-3 AD ALTI DOSAGGI
SALICILATO DI SODIO
TROMBOLITICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato e titolato delle sommità fiorite o delle parti aeree. I titoli maggiormente utilizzati in fitoterapia sono espressi in derivati salicilici totali calcolati come salicilato o acido salicilico, generalmente compresi tra 0,5% e 2%, oppure in flavonoidi totali tra 2% e 5%. Gli effetti tradizionalmente ricercati riguardano supporto antinfiammatorio lieve, drenante e digestivo. Posologia abituale dell’estratto secco standardizzato: 300–1200 mg al giorno suddivisi in 2–3 assunzioni.
Estratto secco titolato in salicilati fenolici e flavonoidi associati. Per preparazioni orientate al supporto osteoarticolare e febbrile vengono considerati idonei estratti con contenuto minimo di derivati salicilici non inferiore allo 0,5%. Posologia comunemente impiegata: 200–500 mg da due a tre volte al giorno.
Estratto idroalcolico fluido delle sommità fiorite. Rapporto droga/estratto generalmente compreso tra 1:1 e 1:2 con gradazione idroalcolica variabile tra 25% e 45%. Utilizzato nella tradizione fitoterapica per supporto digestivo, drenante e articolare. Posologia abituale: 1–4 ml fino a tre volte al giorno.
Tintura madre ottenuta da sommità fiorite fresche o essiccate. Rapporto estrattivo frequentemente 1:10 in etanolo 45%–70%. Impiegata nella pratica fitoterapica europea per supporto articolare, diuretico e digestivo. Posologia tradizionale: 20–50 gocce diluite in acqua da una a tre volte al giorno.
Estratto molle o semisolido standardizzato ricco in polifenoli e tannini. Utilizzato prevalentemente in formulazioni gastroprotettive e drenanti. Posologia abituale equivalente a 1–3 g di droga essiccata al giorno.
Polvere micronizzata delle sommità fiorite in capsule o compresse. Non sempre standardizzata, ma preferibilmente con controllo del contenuto di salicilati e flavonoidi. Dose giornaliera usuale: 1–4 g di polvere suddivisa in più assunzioni.
Preparazioni fitoterapiche composte con altre piante sinergiche come Salix alba L., Harpagophytum procumbens (Burch.) DC. ex Meisn., Ribes nigrum L. o Urtica dioica L. utilizzate soprattutto nel supporto osteoarticolare e drenante. Le formulazioni standardizzate apportano generalmente 100–300 mg di estratto di Filipendula ulmaria per dose.
Preparazioni omeopatiche disponibili come tintura madre omeopatica, diluizioni D, CH e LM ottenute dalle sommità fiorite fresche. Le diluizioni più diffuse comprendono D1–D6 e 5CH–30CH. Utilizzate secondo impostazione omeopatica individualizzata principalmente per dolori articolari, disturbi urinari e stati febbrili.
European Medicines Agency, Assessment Report on Filipendula ulmaria Herb, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Filipendula ulmaria, 2019
R. Hänsel, O. Sticher, Pharmakognosie Phytopharmazie, 2015
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Ivan A. Ross, Medicinal Plants of the World Chemical Constituents Traditional and Modern Medicinal Uses, 2003
Katarzyna Kowalska, Anna Nowak, Filipendula ulmaria Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology, Phytotherapy Research, 2021
Joanna Granica, Anna Kiss, Biological and Pharmacological Activity of Filipendula Species, Molecules, 2013
Sabine Glasl, Ethnopharmacology and Clinical Application of Filipendula ulmaria, Journal of Herbal Medicine, 2015
Thomas Brendler, Lisa Anderson, Natural Salicylates in Filipendula ulmaria and Their Therapeutic Relevance, Journal of Ethnopharmacology, 2019
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo e gastroprotettivo con olmaria e camomilla. Utilizzare 2 g di sommità fiorite di Filipendula ulmaria e 1,5 g di capolini di Matricaria chamomilla in 200 ml di acqua a circa 90 °C per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti. Formulazione tradizionalmente impiegata per dispepsia lieve, fermentazioni intestinali e irritazioni gastriche.
Tisana drenante e articolare con olmaria, ortica e betulla. Miscelare 2 g di Filipendula ulmaria, 2 g di foglie di Urtica dioica e 1,5 g di foglie di Betula pendula. Infondere in 250 ml di acqua calda per 10–15 minuti. Assumere fino a due volte al giorno per periodi limitati. Utilizzata nella tradizione fitoterapica come supporto drenante e per dolori osteoarticolari lievi.
Decotto leggero per supporto reumatico con olmaria e artiglio del diavolo. Impiegare 2 g di sommità fiorite di Filipendula ulmaria e 1 g di radice di Harpagophytum procumbens in 250 ml di acqua. Portare a lieve ebollizione per circa 5 minuti e lasciare riposare 10 minuti. Una tazza una o due volte al giorno. Formulazione utilizzata in fitoterapia tradizionale per supporto antalgico e antinfiammatorio lieve.
Infuso balsamico e febbrifugo con olmaria, sambuco e tiglio. Associare 2 g di Filipendula ulmaria, 1,5 g di Sambucus nigra e 1,5 g di Tilia cordata in 250 ml di acqua calda per 10 minuti. Assunzione consigliata una o due volte al giorno nei disturbi influenzali lievi e negli stati febbrili modesti.
Tisana antispasmodica digestiva con olmaria, melissa e finocchio. Utilizzare 1,5 g di Filipendula ulmaria, 1,5 g di Melissa officinalis e 1 g di Foeniculum vulgare. Infondere per 10 minuti in 200–250 ml di acqua calda. Assumere dopo i pasti principali per meteorismo, spasmi digestivi lievi e discomfort gastrointestinale.
Formulazione erboristica in polvere per capsule con olmaria, curcuma e zenzero. Dose giornaliera indicativa: 300–500 mg di estratto secco di Filipendula ulmaria associati a 200–400 mg di Curcuma longa e 100–200 mg di Zingiber officinale suddivisi in due somministrazioni. Utilizzata come supporto articolare e antiossidante in protocolli fitoterapici integrativi.
Preparazione topica lenitiva con estratto idroglicerico di olmaria e calendula. Formulazione semisolida contenente estratti di Filipendula ulmaria e Calendula officinalis applicata localmente una o due volte al giorno su cute irritata o arrossata. Uso tradizionale supportato da dati sperimentali sui polifenoli e derivati salicilici vegetali.
European Medicines Agency, Assessment Report on Filipendula ulmaria Herb, 2011
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Filipendula ulmaria, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
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Katarzyna Kowalska, Anna Nowak, Filipendula ulmaria Traditional Uses Phytochemistry and Pharmacology, Phytotherapy Research, 2021
Thomas Brendler, Lisa Anderson, Natural Salicylates in Filipendula ulmaria and Their Therapeutic Relevance, Journal of Ethnopharmacology, 2019
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Commission E, Herbal Medicines Monographs, Filipendula ulmaria, 1998
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di Filipendula (Vinum Spiraeae)
Preparazione aromatica storica, utilizzata soprattutto come digestivo leggero e tonico balsamico. L’utilizzo è moderato e non sostituisce preparati fitoterapici standardizzati.
Ingredienti
Sommità fiorite di Filipendula ulmaria: 20–25 g secche
Vino bianco secco di buona qualità: 1 L
(Opzionale) Miele delicato: 1–2 cucchiaini, per arrotondare l’aroma
Preparazione
Tritare leggermente le sommità fiorite secche.
Porle in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.
Aggiungere il vino bianco e mescolare.
Lasciare macerare 7–10 giorni in luogo fresco e al riparo dalla luce, agitando il contenitore ogni giorno.
Filtrare finemente con tessuto o filtro da laboratorio domestico.
Trasferire in bottiglia scura e conservare al fresco.
Uso tradizionale e fitoterapico
Dose consigliata: 30–50 ml una volta al giorno, preferibilmente dopo il pasto principale.
Utilizzo tradizionale: digestivo leggero, per il benessere dello stomaco e per un effetto aromatico rilassante.
Caratteristiche organolettiche: aroma dolce-floreale con note che ricordano la vaniglia naturale e il miele, tipiche della pianta fresca in fiore.
Avvertenze
Evitare in caso di allergia ai salicilati.
Non assumere insieme ad anticoagulanti o antiaggreganti senza parere medico.
L’uso di alcol rende la preparazione non adatta a minori, gravidanza, allattamento e persone sensibili all’alcol.
Bibliografia
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Filipendula ulmaria
ESCOP Monographs, Filipendula ulmaria
Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Marcello Wichtl
Trease and Evans, Pharmacognosy, W.C. Evans
Medicinal Plants of the World, Ben-Erik van Wyk
Vino di Olmaria
Mettere a macerare grammi 40 di fiori essiccati di Olmaria in un litro di buon vino bianco di buona gradazione alcolica. Dopo cinque giorni di macerazione, filtrare il vino accuratamente e conservarlo in luogo fresco. Se ne prenda un bicchierino da liquore durante i pasti principali.
Nota che è indicato anche per adiposità di organi specifici come cuore o fegato.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
L’olmaria, nota anche come regina dei prati, è una pianta aromatica ricca di composti profumati (in particolare derivati salicilici e vanillati). Per questo è utilizzata più come aroma che come ingrediente principale.
Parti utilizzate
Fiori: la parte più usata in cucina grazie alla fragranza dolce, mandorlata e vanigliata.
Foglie giovani: meno utilizzate, hanno note erbacee più marcate.
Radici: uso raro, solamente in alcune tradizioni locali.
Preparazioni tradizionali e moderne
Aromatizzazione di bevande e infusi culinari
I fiori vengono impiegati per aromatizzare:
tisane ed infusi a freddo,
limonate floreali,
latte o panna destinati a dolci.
Dolci e dessert
L’aroma simile alla vaniglia rende l’olma ria molto apprezzata per:
budini, panna cotta, creme e custard;
gelati e semifreddi aromatizzati ai fiori di olmaria;
biscotti e frolle profumate;
miele aromatizzato ai fiori (per infusione a freddo).
Confetture, gelatine e sciroppi
I fiori possono:
aromatizzare marmellate di frutti rossi o di sambuco;
diventare base per uno sciroppo floreale usato su gelati o yogurt;
essere aggiunti durante la cottura delle confetture per una nota mandorlata.
Preparazioni salate
Uso meno comune ma possibile:
fiori in piccole quantità per aromatizzare salse leggere;
aggiunta ai formaggi freschi aromatizzati;
condimenti floreali per insalate di erbe spontanee.
Vini aromatici e idromeli
Tradizionalmente l’olma ria veniva utilizzata per:
aromatizzare vino bianco o idromele, conferendo nota dolce e balsamica;
arricchire bevande fermentate leggere a base di erbe.
Modalità di utilizzo e dosaggi culinari
Fiori freschi: usare 1–2 cucchiaini per porzione in infusione breve.
Fiori essiccati: dose ridotta (mezzo cucchiaino per porzione).
Nei dolci: infusione dei fiori nel latte/panna per 10–20 minuti.
Nelle confetture: aggiungere un piccolo mazzetto durante la cottura e rimuoverlo prima dell'invaso.
Note importanti
Non consumare in quantità elevate: la pianta contiene derivati salicilici, quindi è da usare come aroma e non come ingrediente principale.
Sconsigliata a chi ha allergia ai salicilati o è in terapia con anticoagulanti specifici.
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Il nome Filipendula deriva dal latino filum (filo) e pendulus (pendere), in riferimento ai tubercoli radicali che “pendono” da sottili filamenti radicali nelle specie affini.
“Regina dei prati” richiama l’aspetto elegante e la crescita tipica nei prati umidi.
Il nome “aspirina” fu scelto in riferimento al nome botanico originario: Spiraea ulmaria (sinonimo storico della specie).
Il nome inglese meadowsweet deriva dal fatto che era tradizionalmente usata per aromatizzare mead (idromele).
Nell’Europa medievale era una delle tre erbe sacre dei Druidi, insieme a verbena e menta.
Era considerata un’erba portafortuna e veniva sparsa sul pavimento durante nozze e banchetti per profumare gli ambienti.
Da costumi popolari si apprende che i fiori venivano aggiunti anche a birra e vino.
La pianta è celebre perché dalla sua salicina venne isolato in epoca moderna l’acido salicilico, precursore dell’aspirina.
I fiori essiccati venivano posti nei materassi per profumarli.
Era usata per deodorare stanze, cassepanche e biancheria.
In Scandinavia la si spargeva nei pavimenti dei magazzini dove si conservavano abiti di lana per allontanare insetti e muffe.
L’aroma dei fiori è naturalmente ammandorlato e vanigliato, per la presenza di derivati aromatici come l’anisaldeide.
Nei paesi nordici è ancora usata per aromatizzare birra artigianale, sidro e idromele.
Era così apprezzata nel Medioevo che Elisabetta I d’Inghilterra la preferiva a tutte le altre erbe da spargere sui pavimenti dei saloni reali.
Considerata pianta di gioia e benessere, veniva intrecciata nelle corone delle giovani spose per simboleggiare serenità coniugale.
In medicina popolare era associata all’elemento “acqua”, quindi impiegata per placare “calore” interno, febbre e infiammazione secondo la visione umorale antica.
I fiori sono molto visitati da insetti, ma non è una mellifera primaria: produce più polline che nettare.
Le infiorescenze molto ramificate erano considerate nella simbologia rurale un segno di “estate abbondante”.
Talvolta i fiori vengono falsificati con quelli del Sambuco.