EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Monocotyledones
Clade Commelinidae
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribu Triticeae
Genere Hordeum
Specie Hordeum vulgare
Annotazione: Hordeum vulgare L. comprende numerose sottospecie e cultivar agronomiche derivate dalla domesticazione del progenitore selvatico Hordeum vulgare subsp. spontaneum.
PIANTA ERBACEA ANNUALE DA 60 A 120 CM CON RADICI FASCICOLATE PRIMARIE E AVVENTIZIE. CULMO CILINDRICO CON INTERNODI DA CUI SI DIPARTONO FOGLIE ALTERNE. INFIORESCENZE A SPIGA COMPOSTA. FIORI INSERITI TRA BRATTEE FERTILI, ERMAFRODITI, FORMATI DA TRE STAMI E DUE STIGMI. IL FRUTTO DI 8-12 MM È UNA CARIOSSIDE GIALLOGNOLA CON UN SOLCO VENTRALE E PERICARPO ADERENTE.
ORIGINARIO DEL MEDIO ORIENTE È STATO PROBABILMENTE IL PRIMO CEREALE COLTIVATO DALL'UOMO NEL NEOLITICO. IN EGITTO NEL 3000 A.C. VENIVA GIÀ IMPIEGATO PER PRODURRE LA BIRRA. LA SUBSPECIE ANCESTRALE SELVATICA H. VULGARE SPONTANEUM È INVECE ORIGINARIA DI TIBET E CINA.
L'ORZO PUÒ ESSERE COLTIVATO FINO A 4500 M. CON TEMPERATURA OTTIMALE DI 15 GRADI CENTIGRADI. TOLLERA BENE LA SICCITÀ E LA SALINITÀ DEL SUOLO MA MENO I CLIMI CALDO-UMIDI CHE FAVORISCONO MALATTIE DA FUNGHI.
L'HABITAT DELL'ORZO È DEFINITO PIÙ DALLA SUA STRAORDINARIA CAPACITÀ DI ADATTAMENTO E TOLLERANZA A STRESS AMBIENTALI (SICCITÀ, FREDDO, SALINITÀ, SUOLI POVERI) CHE DA REQUISITI SPECIFICI E RIGIDI, IL CHE NE SPIEGA LA DIFFUSIONE GLOBALE E IL SUO RUOLO STORICO COME CEREALE FONDAMENTALE PER LE CIVILTÀ UMANE.
Newman Roger K., Newman C. Walter, Barley for Food and Health Science Technology and Products, 2008
Baik Byung-Kee, Ullrich Steven E., Barley for Food Characteristics Improvement and Renewed Interest, Journal of Cereal Science, 2008
Idehen Ehi, Tang Yuming, Sang Shengmin, Bioactive Phytochemicals in Barley, Journal of Food and Drug Analysis, 2017
Zhao Hui, Li Jing, Zhang Junmei, Phytochemicals and Bioactivities of Barley A Comprehensive Review, Food Chemistry, 2021
Holtekjølen Anne Kjersti, Uhlen Anne Kjersti, Bråthen Ellen, Sahlstrøm Svein, Knutsen Svein H., Contents of Phenolic Compounds and Antioxidative Capacity in Whole Grain Cereals, International Journal of Food Sciences and Nutrition, 2008
Gani Ashwar, Wani Sajad Mushtaq, Masoodi Farooq Ahmad, Hameed Gulzar, Whole-Grain Cereal Bioactive Compounds and Their Health Benefits A Review, Journal of Food Processing and Technology, 2012
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European Food Safety Authority, Scientific Opinion on the Substantiation of Health Claims Related to Beta-Glucans from Oats and Barley, EFSA Journal, 2011
Yalçin Erdal, Çelik Süleyman, Soluble and Insoluble Beta-Glucan Content of Barley Varieties and Malts, Food Chemistry, 2007
McIntosh Gordon H., Why Barley Foods Have Cholesterol-Lowering Capability, Journal of Cereal Science, 2007
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: Hordeum vulgare L. è generalmente considerato sicuro nell’uso alimentare e fitoterapico corretto, ma contiene glutine e può provocare reazioni avverse in soggetti con celiachia, sensibilità al glutine o allergia ai cereali. Sono documentati inoltre disturbi gastrointestinali lievi correlati ad alte quantità di fibre e beta-glucani. La tossicità dipende quindi dalla suscettibilità individuale, dalla preparazione utilizzata e dalla dose assunta.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono studi clinici controllati, meta-analisi e valutazioni regolatorie relativi soprattutto ai beta-glucani dell’orzo e a specifiche preparazioni derivate dal cereale, con evidenze su modulazione glicemica e riduzione del colesterolo plasmatico. Tuttavia l’efficacia dipende dalla titolazione in beta-glucani, dalla matrice alimentare e dalla forma terapeutica utilizzata, mentre non esistono prove cliniche uniformi per l’intera pianta o per tutte le preparazioni fitoterapiche di Hordeum vulgare L. Sono inoltre disponibili dati in vivo e in vitro su attività antiossidante, antinfiammatoria e metabolica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Riduzione della colesterolemia e supporto nel controllo delle dislipidemie mediante beta-glucani dell’orzo. Evidenze supportate da meta-analisi, studi clinici controllati e valutazioni regolatorie internazionali che documentano riduzione del colesterolo totale e delle lipoproteine a bassa densità in relazione all’assunzione regolare di fibre solubili derivate da Hordeum vulgare L.
Modulazione della risposta glicemica postprandiale e supporto dietetico nel diabete mellito di tipo 2. Studi clinici controllati e revisioni sistematiche hanno evidenziato riduzione dell’indice glicemico dei pasti e miglioramento di parametri glicometabolici associati ai beta-glucani e alle fibre dell’orzo.
Effetto prebiotico e modulazione favorevole del microbiota intestinale. Studi clinici e osservazionali documentano incremento della fermentazione colica e della produzione di acidi grassi a corta catena correlati all’assunzione di fibre solubili di Hordeum vulgare L.
Supporto dietetico nella sindrome metabolica e nel controllo ponderale. Evidenze cliniche moderate mostrano miglioramento della sazietà, della risposta insulinica e di alcuni marker metabolici in soggetti sovrappeso o con sindrome metabolica.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante. Studi in vitro e in vivo animale hanno dimostrato capacità scavenger verso specie reattive dell’ossigeno attribuite a polifenoli, tocoli, flavonoidi e composti fenolici dell’orzo e dei germogli di orzo.
Attività antinfiammatoria. Evidenze sperimentali in vitro e in modelli animali mostrano modulazione di citochine proinfiammatorie e riduzione di marker infiammatori correlati a estratti di Hordeum vulgare L. e frazioni ricche in polifenoli.
Attività epatoprotettiva. Alcuni studi animali hanno riportato effetti protettivi verso stress ossidativo epatico e steatosi metabolica associati a estratti o frazioni fibrose dell’orzo. Le evidenze cliniche restano limitate.
Attività immunomodulante. Studi sperimentali su beta-glucani derivati dall’orzo indicano modulazione della risposta immunitaria innata. Mancano conferme cliniche robuste specifiche sulla specie in ambito terapeutico.
Attività gastroprotettiva e favorevole alla funzione intestinale. Modelli animali e dati nutrizionali indicano possibile protezione della mucosa intestinale e miglioramento della funzione digestiva correlata all’elevato contenuto di fibre solubili.
Attività neuroprotettiva preliminare. Alcuni studi sperimentali in vitro e animali suggeriscono potenziale riduzione dello stress ossidativo neuronale e modulazione neuroinfiammatoria, ma le evidenze risultano ancora insufficienti per attribuire indicazioni terapeutiche validate.
Uso storico e nella tradizione
Uso alimentare ricostituente e tonico durante convalescenza e stati debilitativi.
Uso tradizionale come bevanda emolliente e rinfrescante in condizioni febbrili o irritative.
Impiego etnobotanico come supporto digestivo e intestinale in caso di irritazioni gastrointestinali lievi.
Uso popolare come alimento funzionale favorevole alla diuresi e alla regolarità intestinale.
Impiego tradizionale di cataplasmi o preparazioni topiche a base di farina d’orzo per lenire irritazioni cutanee e infiammazioni locali.
European Food Safety Authority, Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to beta-glucans from oats and barley and maintenance of normal blood LDL-cholesterol concentrations, 2011
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AbuMweis Samer S., Jew Susan, Ames Norman P., Beta-glucan from barley and its lipid-lowering capacity: a meta-analysis of randomized controlled trials, European Journal of Clinical Nutrition, 2010
Behall Kay M., Scholfield Daniel J., Hallfrisch Judith, Diets containing barley significantly reduce lipids in mildly hypercholesterolemic men and women, American Journal of Clinical Nutrition, 2004
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Zhao Jing, Zhang Yadong, Liu Xiaoqin, Antioxidant and anti-inflammatory activities of barley polyphenols and their potential health benefits, Food Chemistry, 2021
Lazaridou Afroditi, Biliaderis Costas G., Molecular aspects of cereal beta-glucan functionality: physical properties, technological applications and physiological effects, Journal of Cereal Science, 2007
Idehen Emmanuel, Tang Yating, Sang Shengmin, Bioactive phytochemicals in barley, Journal of Food and Drug Analysis, 2017
Newman Rosemary K., Newman C. Walter, Barley for Food and Health: Science, Technology, and Products, Wiley-Blackwell, 2008
Ames Norman, Rhymer Carol, Issues surrounding health claims for barley, Journal of Nutrition, 2008
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’ASSUNZIONE DI PREPARAZIONI RICCHE IN BETA-GLUCANI E FIBRE SOLUBILI PUÒ RIDURRE L’ASSORBIMENTO O MODIFICARE LA BIODISPONIBILITÀ DI FARMACI ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE; EVIDENZA FARMACOLOGICA E NUTRIZIONALE DERIVANTE DA STUDI CLINICI E SPERIMENTALI SULLE FIBRE VISCOSE DELL’ORZO.
PREPARAZIONI CONCENTRATE DI BETA-GLUCANI POSSONO INDURRE METEORISMO, DISTENSIONE ADDOMINALE O ALTERAZIONI DELL’ALVO, SOPRATTUTTO IN SOGGETTI NON ADATTATI A ELEVATE QUANTITÀ DI FIBRA ALIMENTARE; EVIDENZA CLINICA E OSSERVAZIONALE.
NEI SOGGETTI DIABETICI O IN TRATTAMENTO IPOGLICEMIZZANTE È RACCOMANDATA CAUTELA CON ESTRATTI O ALIMENTI AD ALTO CONTENUTO DI BETA-GLUCANI PER POSSIBILE MODULAZIONE DELLA RISPOSTA GLICEMICA POSTPRANDIALE; EVIDENZA CLINICA CONTROLLATA E PLAUSIBILITÀ FARMACODINAMICA DOCUMENTATA.
LE PREPARAZIONI DERIVATE DA GIOVANI FOGLIE O SUCCO DI HORDEUM VULGARE POSSONO CONTENERE QUANTITÀ VARIABILI DI VITAMINA K E INTERFERIRE TEORICAMENTE CON LA STABILITÀ DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE CUMARINICA; EVIDENZA NUTRIZIONALE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, CON DATI CLINICI DIRETTI LIMITATI SULLA SPECIE.
I PRODOTTI DERIVATI DA MALTO D’ORZO POSSONO CONTENERE AMMINE BIOGENE E RESIDUI FERMENTATIVI POTENZIALMENTE RILEVANTI IN SOGGETTI SENSIBILI O CON INTOLLERANZE SPECIFICHE; EVIDENZA ANALITICA E OSSERVAZIONALE.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE L’USO ALIMENTARE, NUTRACEUTICO O DI FRAZIONI STANDARDIZZATE DELL’ORZO, MENTRE RISULTANO LIMITATI GLI STUDI CLINICI SPECIFICI SU PREPARAZIONI FITOTERAPICHE TRADIZIONALI DELLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATO NEI SOGGETTI AFFETTI DA CELIACHIA O ENTEROPATIA GLUTINE-SENSIBILE DOCUMENTATA, PER LA PRESENZA DI GLUTINE E PROLAMINE IMMUNOREATTIVE SPECIFICHE DELL’ORZO, SUPPORTATA DA EVIDENZE CLINICHE E IMMUNOLOGICHE CONSOLIDATE.
CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON ALLERGIA DOCUMENTATA ALL’ORZO O AI CEREALI CONTENENTI GLUTINE, CON CASI CLINICI DESCRITTI DI REAZIONI ALLERGICHE IGE-MEDIATE ANCHE GRAVI DOPO INGESTIONE O ESPOSIZIONE PROFESSIONALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco titolato di semi o cariossidi di Hordeum vulgare L. standardizzato in beta-glucani solubili. Gli estratti con impiego fitoterapico e nutraceutico meglio documentato sono titolati al 20–70% in beta-glucani da orzo. Per effetti ipocolesterolemizzanti e di modulazione glicemica l’apporto clinicamente documentato corrisponde generalmente a 3 g/die di beta-glucani totali da orzo, suddivisi in 2–3 somministrazioni durante i pasti. Le formulazioni commerciali utilizzano normalmente capsule o polveri contenenti 250–1000 mg di estratto standardizzato per dose. L’efficacia risulta dipendente dalla viscosità della frazione beta-glucanica e dal mantenimento del peso molecolare.
Concentrato di fibra d’orzo ad alto contenuto di beta-glucani ottenuto mediante processi enzimatici o frazionamento acquoso. Utilizzato principalmente come integratore metabolico e cardiovascolare. I preparati clinicamente utilizzati contengono generalmente beta-glucani ≥15–25% fino a estratti altamente purificati ≥70%. Le dosi studiate per controllo lipidico e risposta glicemica post-prandiale variano da 3 a 10 g/die di fibra arricchita in beta-glucani, equivalenti a circa 3 g/die di beta-glucani effettivi.
Estratto da giovani germogli di Hordeum vulgare L. denominato comunemente “barley grass” o succo d’erba d’orzo. Disponibile in polvere liofilizzata, compresse o estratti secchi. Non esistono standardizzazioni universalmente validate, ma i prodotti nutraceutici di qualità riportano normalmente contenuti di superossido dismutasi, flavonoidi totali o clorofilla. I dosaggi commerciali e sperimentali più comuni variano da 1 a 15 g/die di polvere o equivalente estratto. Le evidenze cliniche sono limitate e prevalentemente nutraceutiche.
Estratto idroalcolico di germogli o cariossidi. Utilizzato soprattutto in preparazioni nutraceutiche multi-componente con finalità antiossidanti e metaboliche. Le titolazioni riportate in letteratura riguardano prevalentemente composti fenolici totali e flavonoidi, senza standard farmacopeici consolidati. I dosaggi osservati nei preparati integrativi variano generalmente tra 200 e 1000 mg/die di estratto secco equivalente.
Estratto fermentato di Hordeum vulgare L. impiegato in formulazioni probiotiche o postbiotiche. Le applicazioni riguardano prevalentemente modulazione del microbiota e supporto digestivo. Non esistono monografie ufficiali con titolazioni terapeutiche validate. L’impiego clinico è eterogeneo e non standardizzato.
Olio da germe d’orzo. Utilizzato come fonte lipidica nutraceutica ricca in tocoli e fitosteroli. Le formulazioni disponibili comprendono capsule molli o oli alimentari standardizzati in vitamina E totale o fitosteroli. I dosaggi comunemente utilizzati variano da 500 mg a 3 g/die a seconda del contenuto in fitosteroli e tocoferoli.
Preparazioni omeopatiche di Hordeum vulgare L. o Hordeum distichon L. sono reperibili soprattutto sotto forma di tintura madre, diluizioni hahnemanniane e preparazioni dinamizzate. L’impiego appartiene esclusivamente all’ambito omeopatico tradizionale e non dispone di conferme cliniche robuste specifiche sulla specie per indicazioni terapeutiche definite. Le diluizioni maggiormente commercializzate comprendono TM, D1–D6, 5CH–30CH. Le posologie dipendono dalla scuola omeopatica adottata e non risultano validate secondo criteri evidence-based.
Preparati alimentari-medicali a base di beta-glucani d’orzo autorizzati come ingredienti funzionali. In ambito regolatorio internazionale l’effetto fisiologico riconosciuto riguarda prevalentemente il mantenimento di normali concentrazioni di colesterolo ematico con assunzione giornaliera di almeno 3 g di beta-glucani derivati da orzo. L’impiego avviene tramite polveri dispersibili, bevande funzionali, barrette o capsule nutraceutiche.
A Kaur, S Kaur, M Kaur, Unraveling the Hidden Potential of Barley (Hordeum vulgare), 2024
Q Feng, Y Li, Z Wang, Valorization of Barley (Hordeum vulgare L.) Brans from the Perspectives of Nutritional Composition, Functional Components and Health Benefits, 2024
J Lukinac, M Jukić, Barley in the Production of Cereal-Based Products, 2022
K M I Bashir, J S Choi, Clinical and Physiological Perspectives of Beta-Glucans: The Past, Present, and Future, 2017
G Goudar, M S Sharma, Effect of Processing on Barley Beta-Glucan Content, Its Molecular Weight and Viscosity, 2020
H Yao, Y Liu, Structural Characteristics and Biological Activities of Barley Polysaccharides: A Review, 2024
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M Becker, P Ahlersheim, Biosynthesis of (1,3)(1,4)-Beta-Glucan and (1,3)-Beta-Glucan in Barley (Hordeum vulgare L.), 1995
Y Jeong, H Kim, Effects of Barley (Hordeum vulgare L.) on Antioxidant Activities and Metabolic Parameters, 2025
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso emolliente e gastroprotettivo con Hordeum vulgare L. e Althaea officinalis L.
Utilizzare 5 g di orzo perlato leggermente frantumato e 2 g di radice di altea essiccata in 250 ml di acqua calda. Lasciare in infusione per 15 minuti e filtrare. Assumere 1–2 volte al giorno dopo i pasti in caso di irritazione gastrica o mucosale. La formulazione sfrutta l’azione mucillaginosa e lenitiva documentata delle fibre solubili dell’orzo e dei polisaccaridi dell’altea.
Decotto remineralizzante e nutritivo con Hordeum vulgare L. e Avena sativa L.
Far sobbollire 15 g di orzo integrale e 10 g di avena in 500 ml di acqua per circa 25 minuti. Filtrare e assumere in due somministrazioni giornaliere. Tradizionalmente impiegato come supporto nutrizionale, in convalescenza o in condizioni di affaticamento. L’associazione aumenta l’apporto di beta-glucani e polisaccaridi solubili.
Infuso metabolico con Hordeum vulgare L., Cinnamomum verum J.Presl e Trigonella foenum-graecum L.
Utilizzare 5 g di orzo tostato, 1 g di cannella vera e 2 g di semi di fieno greco in 300 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione 15 minuti e filtrare. Assumere una volta al giorno durante il pasto principale. La formulazione è coerente con studi nutraceutici su controllo glicemico e modulazione metabolica. Usare cautela in associazione con farmaci ipoglicemizzanti.
Decotto ad azione blandamente lassativa e regolatrice intestinale con Hordeum vulgare L. e Linum usitatissimum L.
Far sobbollire 10 g di orzo integrale in 400 ml di acqua per 20 minuti, quindi aggiungere 5 g di semi di lino e lasciare riposare altri 10 minuti. Filtrare parzialmente. Assumere la sera o al mattino. L’effetto è legato alla presenza di fibre solubili e mucillagini.
Infuso antiossidante con Hordeum vulgare L. germogliato e Camellia sinensis (L.) Kuntze
Utilizzare 2 g di polvere di erba d’orzo e 1,5 g di tè verde in 250 ml di acqua a circa 80 °C. Lasciare in infusione 8–10 minuti. Assumere una volta al giorno. La combinazione incrementa l’apporto di polifenoli e composti antiossidanti documentati in letteratura nutraceutica.
Decotto tradizionale per irritazioni delle vie urinarie con Hordeum vulgare L. e Zea mays L. stigma
Far bollire 20 g di orzo integrale con 5 g di stimmi di mais in 600 ml di acqua per 30 minuti. Filtrare accuratamente. Assumere 2 tazze al giorno. L’impiego tradizionale riguarda il supporto drenante urinario e l’azione emolliente sulle mucose.
Preparazione erboristica per uso esterno lenitivo con Hordeum vulgare L. e Calendula officinalis L.
Preparare un decotto con 20 g di orzo e 5 g di fiori di calendula in 500 ml di acqua per 20 minuti. Filtrare e utilizzare tiepido per impacchi cutanei o lavaggi delicati. La formulazione è tradizionalmente impiegata per cute irritata o sensibile.
Infuso nutraceutico con Hordeum vulgare L., Curcuma longa L. e Zingiber officinale Roscoe
Utilizzare 5 g di orzo tostato, 1 g di curcuma e 0,5 g di zenzero in 300 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione 15 minuti. Assumere una volta al giorno durante i pasti. L’associazione è coerente con evidenze su modulazione infiammatoria e stress ossidativo, pur con livelli di evidenza differenti tra i componenti.
European Food Safety Authority, Scientific Opinion on the Substantiation of Health Claims Related to Beta-Glucans from Oats and Barley and Maintenance of Normal Blood LDL-Cholesterol Concentrations, 2011
Q Feng, Y Li, Z Wang, Valorization of Barley (Hordeum vulgare L.) Brans from the Perspectives of Nutritional Composition, Functional Components and Health Benefits, 2024
H Yao, Y Liu, Structural Characteristics and Biological Activities of Barley Polysaccharides: A Review, 2024
K M I Bashir, J S Choi, Clinical and Physiological Perspectives of Beta-Glucans: The Past, Present, and Future, 2017
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Althaea officinalis L. radix, 2016
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EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Cinnamomum verum J.Presl Cortex, 2021
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Zingiber officinale Roscoe Rhizoma, 2012
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Curcuma longa L. rhizoma, 2022
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Calendula officinalis L. flos, 2017
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, Assessment Report on Camellia sinensis (L.) Kuntze folium non fermentatum, 2013
F Shahidi, P Ambigaipalan, Phenolics and Health Benefits of Natural Bioactive Compounds in Cereals and Pulses, 2015
M Becker, P Ahlersheim, Biosynthesis of (1,3)(1,4)-Beta-Glucan and (1,3)-Beta-Glucan in Barley (Hordeum vulgare L.), 1995
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Hordeum vulgare L., comunemente noto come orzo, è uno dei cereali più antichi utilizzati nell’alimentazione umana e possiede un impiego culinario estremamente versatile sia in forma integrale sia trasformata. I chicchi decorticati o perlati vengono utilizzati in minestre, zuppe, insalate tiepide, piatti unici e preparazioni rustiche grazie alla consistenza morbida e al sapore delicatamente dolce e tostato.
L’orzo perlato è frequentemente impiegato nella preparazione di risotti alternativi, denominati orzotti, nei quali sostituisce il riso mantenendo una buona capacità di assorbire brodi, aromi vegetali e condimenti. È utilizzato anche in combinazione con legumi, funghi, ortaggi e piante aromatiche mediterranee.
La farina di orzo viene utilizzata nella panificazione tradizionale, spesso miscelata con farine di frumento per migliorare struttura e lavorabilità dell’impasto. Trova impiego nella produzione di pane rustico, focacce, gallette, biscotti e preparazioni da forno ad alto contenuto di fibre.
L’orzo tostato e macinato è storicamente utilizzato come sostituto del caffè. La bevanda ottenuta, comunemente chiamata caffè d’orzo, è priva di caffeina e viene consumata sia calda sia fredda. La tostatura sviluppa composti aromatici che conferiscono note maltate e leggermente amare.
Il malto d’orzo rappresenta uno dei principali derivati alimentari della specie. Si ottiene dalla germinazione controllata dei semi e viene utilizzato nella produzione della birra, di bevande fermentate, estratti maltati, dolcificanti naturali e prodotti da forno. Il malto contribuisce allo sviluppo di aromi, colore e fermentescibilità.
I germogli e l’erba giovane di orzo vengono consumati freschi oppure essiccati e polverizzati come ingrediente nutraceutico in frullati, bevande vegetali e integratori alimentari. Tali preparazioni sono apprezzate soprattutto per il contenuto di vitamine, clorofilla, minerali e composti antiossidanti.
In alcune tradizioni alimentari asiatiche l’orzo viene utilizzato nella preparazione di tè tostati, bevande fermentate e miscele cerealicole. In Giappone e Corea sono diffuse bevande ottenute da orzo tostato infuso in acqua calda o fredda.
L’orzo cotto può inoltre essere impiegato nella preparazione di dessert, creme cerealicole e porridge, specialmente in associazione con latte o bevande vegetali, miele, frutta secca e spezie aromatiche.
L'orzo (Hordeum vulgare) è una delle piante coltivate più antiche della storia umana, con origini che risalgono a oltre 10.000 anni fa nella regione del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente, nota come la "Mezzaluna Fertile". È stato uno dei pilastri dell'agricoltura neolitica e ha svolto un ruolo cruciale nella transizione delle società umane da nomadi a sedentarie.
Il nome del genere, Hordeum, deriva dal latino "horreō" (o "horrēre"), che significa "rizzare", "essere irsuto" o "brizzolato", in riferimento alle lunghe reste (awns) che caratterizzano le spighe dell'orzo. Questo termine è anche all'origine della parola "horror" in italiano, evocando l'idea di qualcosa che fa rizzare i capelli. Il nome comune "orzo" trae invece origine dal latino "hordeum".
L'orzo è stato per millenni un alimento fondamentale per molte civiltà, tra cui gli Egizi, i Greci e i Romani. Quest'ultimi lo utilizzavano per preparare il puls, una polenta che costituiva la base della loro dieta.
Presso alcune culture, i chicchi d'orzo sono stati utilizzati come forma primitiva di moneta. Inoltre, gli atleti greci lo consumavano come fonte di energia prima delle competizioni, credendo che conferisse forza e resistenza.
In alcune culture, l'orzo era associato a divinità agricole e della fertilità. Era visto come un simbolo di abbondanza e prosperità.
L'orzo è il cereale per eccellenza nella produzione della birra, grazie al suo alto contenuto di enzimi necessari per la conversione degli amidi in zuccheri fermentescibili durante il processo di maltazione. Questo suo utilizzo è antichissimo; si ritiene che alcune delle prime birre prodotte in Mesopotamia oltre 5.000 anni fa fossero a base d'orzo. Oltre alla birra, l'orzo maltato è essenziale per la produzione di whisky e di altre bevande alcoliche.
L'orzo è un organismo modello negli studi di genetica e miglioramento genetico dei cereali. Il suo genoma è stato completamente sequenziato, aiutando gli scienziati a comprendere meglio l'evoluzione delle graminacee.