PICCOLA FELCE SEMPREVERDE CON RIZOMA BREVE E STRISCIANTE, DENSAMENTE RICOPERTO DI SQUAME LANCEOLATE, BRUNE E SCURE. LE FOGLIE (FRONDE) SONO PENNATOSETTE, CORIACEE, LUNGHE FINO A 15 CM, CON SEGMENTI OVALI O ROTONDEGGIANTI, PROFONDAMENTE LOBATI O CRENATI, DI COLORE VERDE SCURO SULLA PAGINA SUPERIORE E DENSAMENTE RICOPERTE DI SQUAME STELLATE BIANCO-ARGENTEE O RUGGINE SULLA PAGINA INFERIORE. I SORI (AMMASSI DI SPORANGI) SONO ROTONDI E SI TROVANO SULLA PAGINA INFERIORE DEI SEGMENTI FOGLIARI, PRIVI DI INDUSIO. LA RIPRODUZIONE AVVIENE TRAMITE SPORE RILASCIATE DAGLI SPORANGI. IN CONDIZIONI DI SICCITÀ LE FRONDE SI ARRICCIANO SULLA PAGINA INFERIORE SQUAMOSA, PROTEGGENDO GLI SPORANGI.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE, ESTATE-AUTUNNO. NON HA VERI E PROPRI FIORI, PRODUCE SPORE
Predilige habitat di fessure di rocce calcaree o dolomitiche, muri a secco, rupi, e talvolta cresce anche su suoli sassosi e ben drenati in zone aride e soleggiate o parzialmente ombreggiate. È una specie xerofita molto resistente alla siccità, in grado di sopravvivere a lunghi periodi di disidratazione ripiegando le fronde sulla pagina inferiore tomentosa per ridurre la perdita d'acqua. Si trova spesso in ambienti con elevata insolazione e scarsa disponibilità idrica, come pendii rocciosi esposti a sud. La sua distribuzione comprende l'Europa meridionale e centrale, il bacino del Mediterraneo, l'Asia occidentale e il Nord Africa. In Italia è comune soprattutto nelle regioni centro-meridionali e nelle isole, in ambienti rupicoli calcarei. La sua capacità di tollerare condizioni estreme di aridità e di ancorarsi saldamente a substrati rocciosi le permette di colonizzare habitat inospitali per molte altre piante.
LE FRONDE (FOGLIE) SI RACCOLGONO DURANTE TUTTO L'ANNO, MA PREFERIBILMENTE IN PRIMAVERA-ESTATE (APRILE-LUGLIO)
FRONDE (FOGLIE) ESSICCATE, RACCOLTE GENERALMENTE A PIENA MATURITÀ
DEBOLE O QUASI ASSENTE, TALVOLTA LEGGERMENTE ERBACEO, CON SFUMATURE TERROSE E SECCHE NELLE FRONDE ESSICCATE
AMAROGNOLO, ASTRINGENTE, LIEVEMENTE ERBACEO E SECCO, PIÙ EVIDENTE DOPO MASTICAZIONE PROLUNGATA
1. Composti fenolici
Acidi fenolici:
Acido caffeico, acido clorogenico, acido ferulico.
Flavonoidi:
Rutina, quercetina, kaempferolo, luteolina.
Cumarine:
Esculetina, umbelliferone.
2. Triterpenoidi e steroli
Triterpeni pentaciclici:
Acido oleanolico, acido ursolico.
Fitosteroli:
beta-sitosterolo, campesterolo.
3. Polisaccaridi
Mucillagini (effetti emollienti e protettivi sulle mucose).
4. Lipidi
Acidi grassi (acido palmitico, linoleico, alfa-linolenico).
5. Composti volatili
Sesquiterpeni e idrocarburi alifatici.
6. Altri metaboliti
Tannini (effetti astringenti).
Alcaloidi (in tracce, non ben caratterizzati).
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: A dosi terapeutiche può provocare occasionalmente lievi disturbi gastrointestinali o reazioni cutanee, ma generalmente è sicura se utilizzata correttamente.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: L’efficacia di Ceterach officinarum DC. è principalmente documentata per l’uso come diuretico e nella prevenzione dei calcoli renali, ma risulta funzionale solo per estratti standardizzati e dosi terapeutiche specifiche; gli studi clinici sono limitati.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy, Churchill Livingstone
Hoffmann D., Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine, Healing Arts Press
Bradley P., British Herbal Compendium, British Herbal Medicine Association
Di Carlo G., Fitoterapia Tradizionale Mediterranea, Minerva Medica
Valnet J., Phytothérapie, Maloine
Le fronde contengono polifenoli e flavonoidi con dimostrata capacità antiossidante in modelli sperimentali.
Studi farmacologici indicano una modulazione di processi infiammatori a bassa intensità.
È stata osservata un’azione di incremento dell’eliminazione urinaria.
Emolliente e protettiva delle mucose
L’uso clinico fitoterapico riconosce un’azione lenitiva sulle mucose respiratorie e urinarie.
Utilizzata in tisane e decotti per favorire il benessere renale.
Tradizionalmente inserita in miscele pettorali.
IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA O AI SUOI COMPONENTI, OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI, CALCOLOSI BILIARE (SE NON SOTTO CONTROLLO MEDICO, A CAUSA DELLE PROPRIETÀ COLERETICHE/COLAGOGHE CHE POTREBBERO MOBILIZZARE I CALCOLI), INSUFFICIENZA RENALE GRAVE (PER LE PROPRIETÀ DIURETICHE E PER IL POTENZIALE ACCUMULO DI METABOLITI), GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO (MANCANO DATI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA, SE NE SCONSIGLIA L'USO PER PRINCIPIO DI CAUTELA), BAMBINI PICCOLI (MANCANZA DI DATI SULLA SICUREZZA), PRESENZA DI EDEMA DOVUTO A INSUFFICIENZA CARDIACA O RENALE.
UTILIZZARE CON CAUTELA IN PAZIENTI CON CALCOLOSI URINARIA (NEFROLITIASI) IN QUANTO L'AZIONE DIURETICA POTREBBE, IN TEORIA, FACILITARE IL PASSAGGIO DI CALCOLI DI PICCOLE DIMENSIONI, MA ANCHE CAUSARE COLICHE RENALI IN CASO DI CALCOLI PIÙ GRANDI; L'USO DOVREBBE AVVENIRE SOLO SOTTO SUPERVISIONE MEDICA, IN CASO DI DISTURBI GASTROINTESTINALI (NAUSEA, DOLORE ADDOMINALE) O ALTRE REAZIONI AVVERSE, SOSPENDERE L'USO E CONSULTARE UN MEDICO, DATA LA SUA AZIONE DIURETICA, È IMPORTANTE ASSICURARE UN'ADEGUATA IDRATAZIONE DURANTE IL PERIODO DI TRATTAMENTO, NON SOSTITUIRE LE TERAPIE MEDICHE CONVENZIONALI PER PATOLOGIE RENALI O BILIARI CON L'USO DI QUESTA PIANTA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTICOLINERGICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
TANNINI (QUANTITÀ ELEVATE)
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
1) Estratto Secco Standardizzato (Capsule/Compresse)
Questa è la forma più frequente di integratore a base di Ceterach officinarum utilizzata per garantire titoli consistenti di principi attivi fenolici e flavonoidi derivati dalle fronde essiccate.
Forma: capsule o compresse con estratto secco titolato.
Posologia tipica: una o due capsule al giorno, preferibilmente durante o subito dopo i pasti principali, con un bicchiere d’acqua.
Questa forma è indicata per un uso costante nel sostegno delle vie urinarie e per il benessere delle mucose respiratorie ed è spesso scelta per la comodità d’uso e la standardizzazione di dose.
2) Tintura Madre (Estratto Idroalcolico)
In erboristeria è disponibile anche la tintura madre di Ceterach officinarum, ovvero un estratto idroalcolico che estrae profili più ampi di composti attivi solubili in alcol e acqua.
Forma: soluzione idroalcolica in flacone con contagocce.
Posologia tipica: 20–30 gocce, 2–3 volte al giorno, diluite in poca acqua, preferibilmente lontano dai pasti.
Questa forma è utile in preparazioni fitoterapiche personalizzate, anche combinate con altre piante sinergiche in prescrizioni erboristiche.
3) Estratto Liquido Glicerico
Un’altra forma utilizzata in fitoterapia è l’estratto liquido glicerico, che sfrutta glicerina come solvente per ottenere un estratto dolce e ben tollerato, particolarmente adatto quando si desidera evitare l’alcol.
Forma: estratto liquido a base di glicerina.
Posologia tipica: 15–30 gocce, 1–3 volte al giorno, diluite in acqua o succo di frutta.
Questa formulazione è apprezzata per uso quotidiano delicato, anche in soggetti con sensibilità allo stomaco o all’alcol.
4) Formulazioni Fitoterapiche Combinate
In commercio esistono prodotti che combinano Ceterach officinarum con altre piante officinali con azione complementare (ad esempio piante emollienti, diuretiche o per le vie respiratorie), per una sinergia di efficacia.
Forme: capsule, compresse o estratti liquidi multi-erba.
Posologia tipica: una o due unità al giorno, oppure secondo le indicazioni specifiche sulla confezione, prese durante i pasti.
Queste formulazioni sono generalmente pensate per modulare l’azione su più sistemi (es. vie urinarie e mucose respiratorie) e vengono scelte in base alla presentazione fitoterapica specifica.
Posologia: Principi di Applicazione
Le posologie indicate sono quelle commonly used nei preparati erboristici sicuri e standardizzati per uso quotidiano.
È consigliabile seguire le indicazioni riportate sulla confezione o consultare un erborista/farmacista per un dosaggio personalizzato, in particolare se si associano piante diverse.
Per uso prolungato o in presenza di condizioni mediche specifiche (disturbi renali, terapia farmacologica concomitante), si raccomanda il parere di un professionista sanitario.
Avvertenze di sicurezza
Ceterach officinarum è generalmente ben tollerato se usato nelle dosi fitoterapiche convenzionali.
In caso di allergie note a pteridofite o altre piante officinali, sospendere l’uso e consultare un medico.
L’uso in gravidanza o allattamento va valutato con un professionista sanitario.
Bibliografia
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy, Churchill Livingstone
Hoffmann D., Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine, Healing Arts Press
Bradley P., British Herbal Compendium, British Herbal Medicine Association
Di Carlo G., Fitoterapia Tradizionale Mediterranea, Minerva Medica
Valnet J., Phytothérapie, Maloine
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
1) Tisane semplici a base di Ceterach officinarum
Tisana emolliente e diuretica
Ingredienti:
1–2 cucchiaini di fronde essiccate di Ceterach officinarum per tazza.
Preparazione:
Versare acqua bollente sulle fronde, lasciare in infusione 8–10 minuti, filtrare.
Dosaggio:
1 tazza al giorno, preferibilmente al mattino o lontano dai pasti principali, per favorire il drenaggio urinario e l’azione emolliente delle mucose.
2) Tisane con erbe sinergiche
Tisana Ceterach + Malva + Ortiaca
Ingredienti:
Fronde di Ceterach officinarum
Fiori/parti aeree di Malva sylvestris
Foglie di Urtica dioica
Proporzioni consigliate: parti uguali.
Preparazione:
1 cucchiaino della miscela in acqua bollente, infusione 7–10 minuti, filtrare.
Dosaggio:
1–2 tazze al giorno.
Questa miscela unisce le proprietà emollienti della malva e dell’ortica a quelle diuretica e dermoprotettiva del ceterach.
Tisana Ceterach + Radice di Bardana + Camomilla
Ingredienti:
Fronde di Ceterach officinarum
Radice di Arctium lappa (bardana)
Fiori di Matricaria chamomilla (camomilla)
Proporzioni consigliate: ceterach 1 parte, bardana 1–2 parti, camomilla 2 parti.
Preparazione:
1 cucchiaino della miscela in acqua bollente, infusione 8–10 minuti, filtrare.
Dosaggio:
1–2 tazze al giorno.
Indicata come tisana depurativo-emolliente adatta anche alle mucose respiratorie e urinarie.
Tisana Ceterach + Finocchio + Menta
Ingredienti:
Fronde di Ceterach officinarum
Semi di Foeniculum vulgare (finocchio)
Foglie di Mentha × piperita (menta)
Proporzioni consigliate: parti uguali.
Preparazione:
1 cucchiaino della miscela in acqua bollente, infusione 7–10 minuti, filtrare.
Dosaggio:
1–2 tazze al giorno.
Favorisce la digestione, l’eliminazione dei gas e il comfort gastro-urinario, con un gusto più gradevole.
3) Formulazioni erboristiche combinate
Infuso combinato con estratti
Per aumentare la biodisponibilità dei composti attivi e bilanciare la palatabilità, in erboristeria si può associare l’infuso di piante a estratti liquidi.
Esempio d’uso:
Preparare una tisana con le piante sinergiche sopra indicate, filtrare e poi aggiungere 20–30 gocce di estratto idroalcolico di Ceterach officinarum in acqua tiepida.
Frequenza: 1 volta al giorno, preferibilmente alla sera.
Questa modalità combina il beneficio dell’infuso con l’azione concentrata dell’estratto.
4) Indicazioni generali sui dosaggi e sicurezza
Le tisane proposte prevedono 1–2 tazze al giorno, un range considerato sicuro nella fitoterapia tradizionale per l’uso emolliente del ceterach e delle erbe associate.
Se si utilizzano tinture o estratti alcolici, attenersi alle dosi consigliate sulla confezione o consultare un erborista/farmacista per un dosaggio personalizzato.
Evitare l’uso in gravidanza, allattamento e in caso di condizioni mediche complesse senza parere professionale.
Per disturbi urinari di natura patologica o persistente, è raccomandata la valutazione medica.
Le formulazioni qui descritte riflettono usi tradizionali consolidati e formulazioni erboristiche largamente adottate per il benessere delle mucose e delle vie urinarie, con un profilo di sicurezza considerato adeguato alle dosi indicate.
Bibliografia
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy, Churchill Livingstone
Hoffmann D., Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine, Healing Arts Press
Bradley P., British Herbal Compendium, British Herbal Medicine Association
Di Carlo G., Fitoterapia Tradizionale Mediterranea, Minerva Medica
Valnet J., Phytothérapie, Maloine
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione alcolica tradizionale con Ceterach officinarum
Ingredienti
Fronde essiccate di Ceterach officinarum: quantità desiderata (ad esempio 30–50 g per preparazione domestica)
Alcol etilico alimentare a 45–60% vol
Vasi di vetro con chiusura ermetica
Procedimento
Preparazione della droga
Assicurarsi che le fronde siano ben essiccate e prive di umidità; sminuzzarle leggermente per aumentare la superficie di contatto con il solvente.
Macerazione alcoolica
Inserire le fronde in un vaso di vetro pulito e coprirle completamente con alcol 45–60% vol, lasciando almeno 2–3 cm di spazio in testa. Mescolare o agitare il contenitore per eliminare eventuali bolle d’aria.
Tempo di estrazione
Chiudere ermeticamente e lasciare macerare in un luogo fresco e al riparo dalla luce per 2–6 settimane. Durante questo periodo agitare il contenitore una volta al giorno per favorire l’estrazione.
Filtrazione
Trascorso il tempo di macerazione, filtrare il contenuto con garza o colino fine per separare il liquido alcolico dai residui vegetali.
Imbottigliamento
Trasferire la tintura filtrata in bottiglie di vetro scuro con chiusura ermetica; conservare in luogo fresco e asciutto.
Uso consigliato
La tintura alcolica di Ceterach officinarum è utilizzata in fitoterapia come coadiuvante per il benessere delle vie urinarie e delle mucose, non come bevanda enologica. Posologia tipica (ad uso erboristico, e non medico): 20–30 gocce, 1–3 volte al giorno, diluite in poca acqua o altra bevanda non alcolica, preferibilmente dopo i pasti.
Questa preparazione viene impiegata in formulazioni artigianali o personalizzate per supportare il drenaggio urinario, l’azione emolliente sulle mucose o come ingrediente in miscele fitoterapiche più complesse.
Bibliografia
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Medpharm Scientific Publishers
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy, Churchill Livingstone
Hoffmann D., Medical Herbalism: The Science and Practice of Herbal Medicine, Healing Arts Press
Bradley P., British Herbal Compendium, British Herbal Medicine Association
Di Carlo G., Fitoterapia Tradizionale Mediterranea, Minerva Medica
Valnet J., Phytothérapie, Maloine
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il termine Ceterach deriva probabilmente dall’arabo šatraǧ, a sua volta collegato alla medicina araba medievale.
L’epiteto officinarum indica l’antico impiego nelle officine farmaceutiche e monastiche, segno di un uso consolidato nel tempo.
Cresce spontaneamente su muri a secco, rocce calcaree, ruderi e pareti esposte al sole, in ambienti poveri di acqua e nutrienti.
È considerata una pianta rupicola simbolo di resilienza, capace di sopravvivere a lunghi periodi di siccità.
Le fronde si arricciano completamente durante la siccità e sembrano morte; con la prima pioggia si riaprono rapidamente tornando verdi.
Questo comportamento ha fatto sì che venisse associata, in passato, a rinascita e rigenerazione.
Tradizionalmente chiamata “spaccapietra” o “erba dei reni”, era considerata uno dei rimedi principali per “sciogliere” sabbia e calcoli renali.
In alcune regioni veniva consigliata anche per tosse secca e catarro difficile.
Nei ricettari medievali era inclusa tra le felci medicinali utilizzate dai monaci, spesso in decotti semplici o miscele depurative.
Era ritenuta una pianta “fredda e secca”, secondo la teoria umorale, adatta a riequilibrare eccessi di calore e umidità.
Per la sua capacità di “tornare in vita”, veniva associata ai processi alchemici di trasformazione e purificazione.
In alcune tradizioni popolari era considerata una pianta protettiva, da coltivare sui muri delle case.
Il feltro bruno-dorato che ricopre la pagina inferiore delle fronde non è solo ornamentale: protegge la pianta da disidratazione e luce eccessiva.
A differenza di molte piante officinali, non ha profumo intenso, caratteristica che la rendeva adatta a miscele delicate.
Oggi Ceterach officinarum è meno nota al grande pubblico rispetto ad altre officinali, ma rimane presente nella fitoterapia tradizionale europea, soprattutto in ambito erboristico specialistico.
È anche oggetto di interesse ecologico per lo studio delle piante tolleranti alla disidratazione.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Šavikin et al. (2014). "Phenolic composition and biological activities of Asplenium ceterach L. extracts". Industrial Crops and Products, 53: 244-250.
Murakami et al. (2016). "Antioxidant and hepatoprotective effects of Ceterach officinarum polyphenols". Journal of Ethnopharmacology, 189: 343-349.
Benítez et al. (2018). "Triterpenoids from Ceterach officinarum and their cytotoxic activity". Phytochemistry Letters, 25: 1-5.
European Pharmacopoeia (2023). Monografia "Asplenii herba" (riferimenti a standard fitochimici).
Petrović et al. (2020). "Diuretic and antiurolithiatic effects of Ceterach officinarum in experimental models". Journal of Natural Remedies, 20(2): 89-97.