QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 12/06/2026
ARALIA Aralia racemosa L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Andrea Moro
Autore: Andrea Moro
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophytina
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledoneae
Clade Asteranae
Clade Campanulidae
Ordine Apiales
Famiglia Araliaceae
Genere Aralia
Specie Aralia racemosa
Famiglia:
Aralia A Grappoli, American Spikenard, Falsa Sarsaparilla, Indian Root, Life-of-man, Petinque, Petit Nard D'Amérique, Spikenard Bush, Spikenard Root, Pretty Morrel
ERBACEA PERENNE ALTA FINO A 1-2 METRI, CON FUSTI ERETTI E RAMIFICATI. FOGLIE GRANDI, COMPOSTE, TRIPENNATE O BIPENNATE, CON NUMEROSE FOGLIOLINE OVATE E DENTATE. INFIORESCENZE A RACEMI GLOBOSI MULTIPLI, ASCELLARI E TERMINALI, FORMANTI UNA GRANDE PANNOCCHIA RAMIFICATA. FIORI PICCOLI, VERDASTRI O BIANCASTRI, CON 5 PETALI. FRUTTO È UNA BACCA GLOBOSA, DI COLORE ROSSO-VIOLACEO A MATURAZIONE.
PIENA ESTATE (EMISFERO NORD: LUGLIO-AGOSTO), CON PICCO A LUGLIO NEI CLIMI TEMPERATI. NEI CLIMI PIÙ FREDDI LA FIORITURA PUÒ SLITTARE A SETTEMBRE E PRIMAVERA.
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO VERDASTRO ____VERDE CHIARO
Originaria del Nord America orientale e centrale. Cresce spontanea in boschi umidi e ombrosi, sottoboschi di latifoglie, rive di ruscelli, pendii boscosi e zone ricche di humus. Predilige terreni ben drenati ma umidi, con un pH da leggermente acido a neutro. Si adatta a diverse altitudini, dalle pianure fino a circa 1500 metri. La sua distribuzione è concentrata principalmente nelle regioni orientali del Nord America, dal Canada meridionale fino agli Stati Uniti sudorientali. La sua capacità di formare grandi colonie tramite rizomi contribuisce alla sua diffusione negli habitat adatti.
TARDA ESTATE-INIZIO AUTUNNO (EMISFERO NORD: AGOSTO-SETTEMBRE). RACCOLTA PREFERIBILE DOPO LA CADUTA DEI FRUTTI. NELLE ZONE MONTANE PUÒ SLITTARE A OTTOBRE.
RADICE (FRESCA O ESSICCATA) E OCCASIONALMENTE ANCHE LE BACCHE MATURE.
TERROSO-LEGNOSO INTENSO, CON NOTE BALSAMICHE (RESINOSE) E SFUMATURE DOLCIASTRE
AMAROGNOLO-TERROSO DOMINANTE, CON NOTE PICCANTI (DOVUTE ALLE SAPONINE) E UN RETROGUSTO LIEVEMENTE DOLCIASTRO-RESINOSO.
Foster S., Duke J.A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs of Eastern and Central North America, 2000
Moerman D.E., Native American Ethnobotany, 1998
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Brinker F., Herb Contraindications and Drug Interactions, 2010
Plants For A Future, Edible Medicinal and Useful Plants Database, 2012
Khare C.P., Indian Medicinal Plants An Illustrated Dictionary, 2007
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: non risultano segnalazioni documentate di tossicità grave, effetti letali o reazioni tossiche significative associate all'uso corretto della specie nelle preparazioni tradizionali. I dati tossicologici specifici sono limitati, ma la documentazione disponibile e l'impiego storico della radice non evidenziano problematiche rilevanti di sicurezza. Livello di evidenza disponibile: osservazionale storico-etnobotanico e assenza di segnalazioni tossicologiche significative documentate.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: per Aralia racemosa sono disponibili principalmente dati etnobotanici, fitoterapici tradizionali e limitate osservazioni farmacologiche e fitochimiche. Non risultano studi clinici controllati, revisioni sistematiche o meta-analisi che ne confermino l'efficacia terapeutica. Gli impieghi tradizionali come espettorante, diaforetico, diuretico, antireumatico e coadiuvante nelle affezioni respiratorie derivano prevalentemente dalla medicina tradizionale nordamericana. Le evidenze sperimentali dirette sulla specie sono insufficienti per confermare un'efficacia terapeutica generale. Livello di evidenza disponibile: prevalentemente etnobotanico, fitochimico e limitatamente farmacologico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino indicazioni terapeutiche di Aralia racemosa nell'uomo con endpoint clinici riproducibili.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Non sono disponibili evidenze sperimentali dirette sufficientemente robuste e riproducibili che consentano di attribuire ad Aralia racemosa proprietà terapeutiche validate mediante studi in vitro o in vivo con rilevanza fitoterapica consolidata.
La presenza documentata di saponine triterpeniche, poliacetileni, oli essenziali, composti fenolici e fitosteroli suggerisce un potenziale farmacologico compatibile con gli impieghi tradizionali della specie, ma mancano studi specifici adeguati che consentano di associare tali costituenti a indicazioni terapeutiche validate.
Le evidenze disponibili risultano prevalentemente fitochimiche, etnobotaniche e descrittive e non permettono una conferma farmacologica sufficientemente solida delle tradizionali applicazioni medicinali della specie.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come espettorante.
Uso tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie.
Uso tradizionale nella tosse produttiva.
Uso tradizionale come diaforetico.
Uso tradizionale come diuretico.
Uso tradizionale come coadiuvante nelle affezioni reumatiche.
Uso tradizionale come tonico generale.
Uso tradizionale come stimolante digestivo.
Uso tradizionale nelle condizioni influenzali e da raffreddamento.
Uso tradizionale come rimedio per disturbi broncopolmonari minori.
Tali impieghi derivano da fonti etnobotaniche, fitoterapiche tradizionali e dalla medicina popolare nordamericana e non costituiscono validazione clinica o farmacologica della specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Foster S., Duke J.A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs of Eastern and Central North America, 2000
Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Brinker F., Herb Contraindications and Drug Interactions, 2010
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Kindscher K., Medicinal Wild Plants of the Prairie An Ethnobotanical Guide, 1992
Hamel P.B., Chiltoskey M.U., Cherokee Plants and Their Uses A 400 Year History, 1975
Vestal P.A., The Ethnobotany of the Ramah Navaho, 1952
Hocking G.M., A Dictionary of Natural Products, 1997
Castleman M., The New Healing Herbs, 2001
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
I DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI SPECIFICI SU ARALIA RACEMOSA SONO LIMITATI E NON CONSENTONO UNA CARATTERIZZAZIONE COMPLETA DEL PROFILO DI SICUREZZA. EVIDENZA: INSUFFICIENZA DI STUDI SPERIMENTALI E CLINICI DIRETTAMENTE RIFERITI ALLA SPECIE.
I DATI RELATIVI ALL'IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER UNA VALUTAZIONE AFFIDABILE DELLA SICUREZZA. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI E TOSSICOLOGICI SPECIFICI.
NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI SULLE POSSIBILI INTERAZIONI CON FARMACI, FITOTERAPICI O INTEGRATORI ALIMENTARI. EVIDENZA: ASSENZA DI DATI SPERIMENTALI E CLINICI DEDICATI.
LA PRESENZA DOCUMENTATA DI SAPONINE TRITERPENICHE, POLIACETILENI, OLI ESSENZIALI E COMPOSTI FENOLICI INDICA UN POTENZIALE BIOLOGICO DELLA DROGA, MA LA RILEVANZA CLINICA DI TALI COSTITUENTI NELLE PREPARAZIONI TRADIZIONALI DELLA SPECIE NON È STATA ADEGUATAMENTE DEFINITA. EVIDENZA: DATI FITOCHIMICI E ASSENZA DI CONFERMA CLINICA.
NON RISULTANO DISPONIBILI STANDARD INTERNAZIONALI RELATIVI ALLA STANDARDIZZAZIONE DEGLI ESTRATTI, ALLA TITOLAZIONE DEI COSTITUENTI ATTIVI O A SCHEMI POSOLOGICI VALIDATI. EVIDENZA: ASSENZA DI MONOGRAFIE REGOLATORIE E DOCUMENTAZIONE CLINICA SPECIFICA.
I DATI DI SICUREZZA RELATIVI ALL'ASSUNZIONE PROLUNGATA E ALL'IMPIEGO DI PREPARAZIONI CONCENTRATE RISULTANO INSUFFICIENTI. EVIDENZA: LIMITATA DOCUMENTAZIONE FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE PER ARALIA RACEMOSA SUPPORTATE DA STUDI CLINICI, STUDI OSSERVAZIONALI, DATI FARMACOLOGICI DIRETTI O DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA MODERNA RIFERIBILE ALLA SPECIE.
Estratto secco della radice
Non risultano monografie EMA, ESCOP, WHO o Commission E che definiscano estratti standardizzati, marcatori quantitativi obbligatori o titolazioni terapeutiche validate per Aralia racemosa.
Non è pertanto possibile indicare un titolo necessario all'effetto terapeutico né una posologia evidence-based.
Estratto idroalcolico della radice
Documentato nella letteratura erboristica nordamericana tradizionale come forma estrattiva della droga.
Non sono disponibili standard internazionali relativi alla titolazione delle saponine triterpeniche, dei poliacetileni o di altri costituenti attivi né studi clinici che consentano di definire dosaggi terapeutici validati.
Estratto etanolico della radice
Utilizzato prevalentemente per studi fitochimici e farmacognostici.
Non risultano preparazioni fitoterapiche standardizzate con contenuto minimo garantito di aralosidi, saponine triterpeniche o altri marcatori farmacologici.
La posologia terapeutica non è stata definita mediante studi clinici.
Estratto fluido della radice
Presente in alcune fonti fitoterapiche storiche e nella tradizione erboristica nordamericana.
Non esistono dati sufficienti per definire un rapporto droga/estratto standardizzato, un titolo terapeutico validato o una posologia clinicamente supportata.
Tintura madre fitoterapica della radice
Preparazione riportata nella tradizione fitoterapica per impieghi popolari correlati alle affezioni respiratorie, reumatiche e febbrili.
L'assenza di studi clinici e di standardizzazione impedisce la definizione di un titolo efficace e di una posologia evidence-based.
Estratto nebulizzato o atomizzato della radice
Occasionalmente reperibile in formulazioni erboristiche composte.
Non sono disponibili standard qualitativi riconosciuti né dosaggi terapeutici validati specificamente per Aralia racemosa.
Polvere micronizzata della radice
Utilizzata in alcune preparazioni erboristiche tradizionali e moderne.
Non risultano disponibili titolazioni farmacologicamente validate né studi clinici che consentano di definire dosaggi terapeutici standardizzati.
Preparazioni omeopatiche
Aralia racemosa è presente in alcune farmacopee e repertori omeopatici internazionali come materia prima omeopatica.
Le diluizioni e le potenze utilizzate variano secondo la scuola omeopatica adottata.
Non esistono evidenze cliniche che consentano di definire un'efficacia terapeutica validata delle preparazioni omeopatiche ottenute da Aralia racemosa.
Moerman D.E., Native American Ethnobotany, 1998
Foster S., Duke J.A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs of Eastern and Central North America, 2000
Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Brinker F., Herb Contraindications and Drug Interactions, 2010
Kindscher K., Medicinal Wild Plants of the Prairie An Ethnobotanical Guide, 1992
Hamel P.B., Chiltoskey M.U., Cherokee Plants and Their Uses A 400 Year History, 1975
American Institute of Homeopathy, Homeopathic Pharmacopoeia of the United States, edizioni successive
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Non sono disponibili studi clinici, monografie regolatorie o formulazioni fitoterapiche ufficiali che consentano di definire tisane, infusi, decotti o associazioni erboristiche di Aralia racemosa supportate da evidenze scientifiche moderne e da posologie validate.
La documentazione disponibile per Aralia racemosa è prevalentemente etnobotanica e storico-erboristica. Pertanto è possibile riportare esclusivamente preparazioni tradizionali documentate, senza attribuire loro efficacia clinica dimostrata.
Decotto tradizionale della radice
Radice essiccata di Aralia racemosa 2-4 g in 250 ml di acqua.
Far sobbollire per 10-15 minuti e filtrare.
Uso tradizionale documentato nelle affezioni respiratorie minori e come espettorante.
Livello di evidenza: uso storico ed etnobotanico.
Infuso tradizionale della radice
Radice essiccata di Aralia racemosa 1-2 g in 150-250 ml di acqua calda.
Lasciare in infusione per 10 minuti e filtrare.
Uso tradizionale documentato come diaforetico e coadiuvante nelle sindromi da raffreddamento.
Livello di evidenza: uso storico ed etnobotanico.
Miscela tradizionale per affezioni respiratorie
Radice di Aralia racemosa 1 parte.
Radice di Inula helenium 1 parte.
Foglie di Marrubium vulgare 1 parte.
Preparazione come decotto o infuso secondo la tradizione erboristica nordamericana ed europea.
L'associazione è documentata dalla pratica erboristica tradizionale come miscela espettorante.
Non esistono studi clinici che confermino una sinergia terapeutica specifica con Aralia racemosa.
Miscela tradizionale per tosse e catarro
Radice di Aralia racemosa 1 parte.
Radice di Glycyrrhiza glabra 1 parte.
Foglie di Tussilago farfara 1 parte.
Preparazione come infuso o decotto.
Associazione riportata in fonti erboristiche tradizionali per le affezioni delle vie respiratorie.
L'efficacia della combinazione non è stata verificata mediante studi clinici specifici su Aralia racemosa.
Miscela tradizionale diaforetica
Radice di Aralia racemosa 1 parte.
Fiori di Sambucus nigra 1 parte.
Foglie di Mentha × piperita 1 parte.
Preparazione come infuso.
Utilizzo storico nelle condizioni febbrili e da raffreddamento.
Livello di evidenza: esclusivamente tradizionale.
Le quantità sopra riportate derivano dalla letteratura etnobotanica e fitoterapica storica disponibile per la specie e non rappresentano posologie clinicamente validate. Non sono disponibili studi che consentano di identificare dosi terapeutiche ottimali, durata del trattamento o superiorità di specifiche associazioni vegetali.
Moerman D.E., Native American Ethnobotany, 1998
Foster S., Duke J.A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs of Eastern and Central North America, 2000
Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Kindscher K., Medicinal Wild Plants of the Prairie An Ethnobotanical Guide, 1992
Hamel P.B., Chiltoskey M.U., Cherokee Plants and Their Uses A 400 Year History, 1975
Castleman M., The New Healing Herbs, 2001
Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Tintura radice in alcol
La radice fresca o essiccata di Aralia racemosa può essere utilizzata per preparare una tintura alcolica che conserva gli oli essenziali, le saponine e gli altri composti fitochimici solubili in etanolo, offrendo una forma stabile di estratto erboristico.
Come fare:
Spezzare o tritare radice fresca o essiccata.
Porre la radice in un contenitore di vetro scuro con chiusura ermetica.
Coprire completamente con alcol alimentare a 40–60% vol (vino secco, brandy o etanolo alimentare).
Macerare per 2–4 settimane, agitando regolarmente.
Filtrare il liquido in bottiglie di vetro scuro pulite.
Uso della tintura:
La tintura di Aralia racemosa è tradizionalmente utilizzata in piccole quantità come tonico aromatico e pectorale per sostenere le vie respiratorie, favorire l’espettorazione e promuovere un senso di benessere generale (in linea con l’uso tradizionale della radice come expectorant e diaphoretic). La dose più comune è 20–30 gocce diluite in acqua o tisana fino a quattro volte al giorno, assimilando il principio delle tinture erboristiche classiche.
Variante storica: sciroppo aromatico
Fonti erboristiche classiche descrivono anche sciroppi erboristici ottenuti da macerazioni alcoliche di varie radici aromatiche tra cui lo spikenard, combinato con altre erbe pectorali come Elecampane, Wild Cherry e Bloodroot, estratti in alcol e poi addolciti con zucchero per produrre sciroppi contro la tosse. In queste formule l’alcol agisce da solvente per estrarre i principi attivi prima della fase di addolcimento e uso.
Uso tradizionale
La tintura o l’estratto alcolico di spikenard sono stati impiegati in medicina popolare nordamericana e nelle farmacopee storiche come:
Pectorale expectorant per raffreddore, tosse e affezioni bronchiali.
Aromatizzante e stimolante nelle preparazioni di sciroppi e vini medicati contro i catarri.
Tonic generale in rimedi erboristici utilizzati per “rafforzare il corpo” e per condizioni di debolezza associata a affezioni respiratorie.
Nota di sicurezza: Queste preparazioni contengono alcol; non sono raccomandate per chi deve evitarne l’assunzione (come in gravidanza, allattamento, epatopatie o interazioni farmacologiche) e vanno usate con moderazione e preferibilmente con parere professionale.
Bibliografia
Aralia racemosa – American spikenard monograph, Artemis Herbal Remedies Database
Spikenard, American – A Modern Herbal, Botanical.com
Aralia racemosa tincture product overview and suggested use – HerbalTerra
Preparation methods for Aralia racemosa root tincture – SWSBM folios
Edible and medicinal uses of American spikenard – Practical Plants
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Le **saponine** sono una vasta classe di **glicosidi naturali** presenti in molte specie di piante. Il loro nome deriva dalla loro capacità di formare soluzioni schiumose in acqua, simile al sapone. Questa proprietà è dovuta alla loro struttura chimica unica, che presenta sia una parte lipofila (solubile nei grassi) che una parte idrofila (solubile in acqua).
**Struttura Chimica:**
Una molecola di saponina è composta da due parti principali:
* **Aglicone (o sapogenina):** La parte non zuccherina, che può essere di natura **triterpenoidica** (con uno scheletro a 30 atomi di carbonio) o **steroidea** (con uno scheletro a 27 atomi di carbonio). Le saponine triterpenoidiche sono più comuni nel regno vegetale.
* **Glicone:** Una o più catene di zuccheri (come glucosio, galattosio, arabinosio, ecc.) legate all'aglicone.
**Proprietà e Meccanismo d'Azione:**
* **Attività tensioattiva:** La loro natura anfipatica (con entrambe le parti lipofile e idrofile) riduce la tensione superficiale dei liquidi, portando alla formazione di schiuma. Questa proprietà è sfruttata in alcuni detergenti naturali e bevande (come la birra).
* **Emolisi:** Alcune saponine possono distruggere i globuli rossi (emolisi) se iniettate direttamente nel flusso sanguigno, ma generalmente non vengono assorbite in quantità significative per via orale da causare questo effetto.
* **Irritazione delle mucose:** Possono irritare le mucose del tratto digerente.
* **Interazione con il colesterolo:** Alcune saponine possono legarsi al colesterolo nell'intestino, riducendone l'assorbimento.
* **Attività biologica:** Le saponine mostrano una vasta gamma di attività biologiche, tra cui proprietà antimicrobiche (in particolare antifungine), antinfiammatorie, antiossidanti e potenziali effetti antitumorali. Possono anche influenzare la permeabilità delle membrane cellulari e l'assorbimento di nutrienti.
**Fonti Naturali:**
Le saponine sono ampiamente distribuite nel regno vegetale. Alcune fonti comuni includono:
La ricerca suggerisce che le saponine potrebbero avere diversi benefici per la salute umana:
* **Riduzione del colesterolo:** Alcune saponine possono interferire con l'assorbimento del colesterolo nell'intestino.
* **Attività antitumorale:** Studi in vitro e su animali hanno mostrato che alcune saponine possono inibire la crescita delle cellule tumorali.
* **Effetti antinfiammatori:** Alcune saponine possono modulare la risposta infiammatoria.
* **Attività antiossidante:** Possono contribuire a proteggere le cellule dai danni ossidativi.
* **Supporto al sistema immunitario:** Alcune saponine possono avere effetti immunostimolanti.
* **Miglioramento dell'assorbimento dei minerali:** Alcune saponine glicosidiche possono influenzare l'assorbimento dei nutrienti.
**Precauzioni:**
Le piante ricche in saponine sono da evitare in caso di alcune patologie come: malassorbimento lipidico, carenza di vitamine liposolubili, celiachia, irritazione della mucosa gastrica e con ferite aperte.
Sebbene le saponine abbiano potenziali benefici per la salute, un consumo eccessivo può causare irritazione gastrointestinale. Inoltre, possono interagire con alcuni farmaci. È sempre consigliabile consultare un professionista della salute prima di utilizzare integratori a base di saponine. La rimozione delle saponine da alcuni alimenti, come la quinoa, attraverso il lavaggio è spesso raccomandata per migliorarne la digeribilità e ridurre il sapore amaro.
Uso tradizionale: Nella medicina tradizionale dei nativi americani, la radice di Aralia racemosa veniva impiegata come tonico generale, per stimolare le vie respiratorie e come rimedio per tosse, raffreddore e problemi digestivi. Era anche considerata un “rinforzante” per la salute generale.
Nome comune: È nota come American spikenard, a differenza dello spikenard europeo (Nardostachys jatamansi), con cui condivide alcune proprietà aromatiche ma non botaniche.
Caratteristiche botaniche: È una pianta perenne con radici robuste, fusti alti fino a 1,5 metri e foglie composte che ricordano quelle dell’arbusto d’ombra. I fiori sono piccoli, bianchi o verdastri, riuniti in grappoli terminali.
Uso storico in cucina e bevande: Alcuni preparati tradizionali includevano decotti o infusi della radice, talvolta addolciti con miele, come bevanda tonica o aromatizzante.
Curiosità botanica: La pianta fiorisce in estate e attrae api, farfalle e altri impollinatori; il miele prodotto è raro e aromatico.
Proprietà chimiche note: Le radici contengono saponine, oli essenziali e composti fenolici, responsabili sia del sapore caratteristico sia delle proprietà terapeutiche tradizionali.
Conservazione: Le radici venivano spesso essiccate e conservate per l’uso in inverno o per il commercio, data la difficoltà di coltivarla diffusamente.